- I ricordi non passano mai
- Stanno con noi
- Sono molto più forti di noi
- Più vivi.
A. Minghi, I Ricordi del Cuore
- Quando sei un bambino, non sai cosè la vita.
- Trascorri i giorni pensando a quelli successivi, pensando alle avventure che ti
aspettano, agli amici e alle torte, alle estati e al ritorno a scuola, ai Natali e ai
compleanni.
- Ma non sai cosè la vita.
- Ti limiti a viverla, senza sapere esattamente perché.
- Ma poi un giorno ti svegli, e ti sembra che tutto, attorno a te, sia cambiato. Sia
diverso. Ti guardi attorno stranito, quasi meravigliato di quello che vedi. Perché quello
che vedi è lo stesso di quello che hai visto in passato. Eppure è comunque diverso. Non
capisci perché è diverso, ma lo accetti e continui a vivere. Fino a che lo capisci. E in
quel momento capisci cosè la vita, perché la stai vivendo e diventi luomo
che sei e speravi di diventare.
- E una certezza che ti colpisce, come un martello colpisce unincudine. Così
forte, che ti porta a cambiare a e vederti intorno.
- A vedere che non cè solo sole attorno a te.
- Ma cè nebbia.
- Pioggia.
- Neve.
- Che sono lì, sospese in cielo. E si formano, e si disfano. Come la sicurezza che
credevi di possedere, ma in realtà non hai mai avuto.
- Perché non esiste una certezza.
- E un miraggio nel mezzo del deserto della vita. E il sogno che ti fa andare
avanti. E loasi che vorresti raggiungere. Per sfuggire da tutto.
- Dal dolore. Dalla paura.
- Dal vuoto che si crea sotto i tuoi piedi. Allimprovviso. Senza che tu ne fossi a
conoscenza, se non quando è troppo tardi. E cerchi disperato una mano che si protenda
verso di te, e ti salvi la vita.
- Avevo una sorella.
- Si chiamava Samantha, e per quanto allora non riuscissi ad ammetterlo, era la vera gioia
della mia vita. Erano le sue trecce che vedevo al mattino. I suoi sorrisi. I suoi occhi
accigliati. I suoi lunghi capelli.
- Aveva otto anni quando me al portarono via. Bamboccio incapace, la lasciai andare verso
la luce che bloccava il mio corpo.
- E lasciai che quella luce divenisse rabbia e senso di colpa. Che divenisse lunica
ragione che mi permetteva di aprire gli occhi alla luce del giorno. Per cercarla. Per
scrutare ogni angolo. Ogni anfratto in cui potesse nascondersi la verità che mi avrebbe
condotto a lei.
- Ma se lasci che il tuo corpo rimanga bloccato a lungo, esso rimane comunque immobile,
anche quando, allimprovviso, decidi di smuoverlo. E non ti resta che piangere
***
Dana Scully alzò la cornetta al terzo squillo, appena prima che la segreteria
scattasse con il suo noioso messaggio.
- Pronto? dallaltra parte sentiva un silenzio teso, alternato ad un
respiro breve e frettoloso. Pronto? ripeté. Mulder, sei tu?
La paura sinsinuò dentro di lei, come una sottile stilettata nel cuore. Che ti
entra lentamente e ti divora lanima.
- Scully? Sentì la sua voce roca arrancare dalla caverna del dolore.
- Mulder? Che è successo?
- Mia madre
mia madre è morta.