ANGELS

di Lezar82 (lezar82@supereva.it )

Disclaimer, note e tutto il resto nella pagina introduttiva

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I PARTE: In fondo all'anima

 

Fox Mulder Apartment
Ore 7:35, pm

 

Perchè mai aveva accettato?

Era dalla mattina che se lo chiedeva.

Una festa del Bureau.

Non ci andava da anni.

No... non ci era mai andato. Le odiava, semplicemente.

E poi l'avrebbe sicuramente incontrata, e non ne aveva alcuna intenzione.

A Quantico stava facendo follie, così aveva afferrato in una conversazione in ascensore. Avrebbe voluto non ascoltare quella conversazione.

Erano mesi che tentava di dimenticarla.

Poi quella mattina Skinner era arrivato nel suo ufficio e si era guardato intorno intimorito.

Odiava Skinner.

Lo odiava da quel giorno. Le aveva permesso di andar via. Lui sapeva perchè era andata via, ma aveva rifiutato di dirglielo.

Skinner era in contatto con lei.

E lui lo odiava.

Skinner era ancora il supervisore degli X-Files.

E lui lo odiava.

Quella mattina gli aveva detto di non mancare alla festa.

Una stupida festa del Bureau. C'è tutto il dipartimento. Forse se partecipa il direttore decide di non chiudere gli X-Files.

Ho sposato gli X-Files.

Questo ed altro per mia moglie, signore.

Odiava Skinner.

Skinner non sarebbe riuscito a tenere aperti gli X-Files.

E si, perchè gli X-Files erano ormai ritenuti qualcosa di inutile.

Gli X-Files erano privi di rigore scientifico ed andavano eliminati.

Agli X-Files lei non c'era più.

Chiodo fisso, DANNAZIONE!!

Se ne era andata, quasi un anno prima.

Non una telefonata, non un biglietto. Andata e basta.

Skinner il mattino dopo lo aveva avvertito del suo trasferimento a Quantico.

Aveva provato a chiamarla, ma non rispondeva alle telefonate.

Era andato a casa sua, ma aveva cambiato la serratura e non veniva ad aprire se bussava.

Era andato all'accademia ma non si faceva mai trovare.

Due settimane..... tre..... quattro....

Poi aveva rinunciato.

Non la vedeva da quasi un anno.

Ci sarebbe stata anche lei a quella dannatissima festa.

Pessima idea andarci.

Ma era per gli X-Files.

Al diavolo!! Ci sarebbe andato!!!

Tirò un sorso dalla bottiglia di Jack Daniel. L'ultimo sorso. Poi la gettò in un angolo a far compagnia ad altri Jack Daniels, i suoi compagni di vita.... da quasi un anno.

Si alzò stancamente dal suo divano di pelle e si diresse in bagno per una doccia, disseminando i suoi vestiti.

Si bloccò a metà strada.

Fissò il suo letto, dove facevano bella mostra uno smoking nero coperto da un celofan, camicie e pantaloni sparsi qua e la, calzini e scarpe di varia natura.

Continuava a fissare il suo letto.

La loro ultima notte di passione... due giorni prima che sparisse per sempre.

I loro corpi avvinghiati e sudati.

Poi più nulla.

Ma non riusciva ad odiarla.

La detestava a volte, ma non la odiava... non con quell'odio che soddisfa e appaga l'anima.

Scosse la testa e si avviò in bagno.

Una doccia, una rasata, un'aggiustata ai capelli.

I suoi capelli. Erano più lunghi. Li aveva tagliati poche volte.

Che gli importava dei capelli?

Alle 8 e 15 minuti era sistemato ed uscì di casa.

 

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FBI Party
Waschington DC
Ore 8:55, pm

 

La sala era gremita di agenti in smoking neri con le loro accompagnatrici in abiti lunghi e attillati. Ai lati del salone due grandi tavolate con aperitivi e alcolici.

No. Se lo era ripromesso quando era entrato in macchina. Avrebbe fatto il bravo ragazzo. Tutto per gli X-Files.

C'erano altri agenti senza accompagnatrici, non era l'unico.

In fondo non gliene importava.

Girovagò nella sala.

Facce note.

Facce poco note.

Facce del tutto sconosciute.

Si appoggiò vicino ad una grande vetrata.

Uno dei lati di una pesante tenda color pisello gli premeva dietro la schiena, ma non ci badò.

Il Bureau non aveva badato a spese.

Sala raffinata tutta realizzata in stile rococò; gli stucchi dovevano essere stati rifatti da poco, così come le dorature. Al centro del soffitto, disposti in fila, tre grossi e pesanti lampadari in stile settecentesco illuminavano a giorno la sala. Fuori invece le tenebre più assolute prive di stelle troneggiavano e avvolgevano la città.

Qualche stretta di mano a qualche collega.

Qualche occhiata compiaciuta a qualche accompagnatrice.

La serata andava bene, tuttosommato.

E lei non si era ancora vista.

Il massimo grado di felicità che avrebbe potuto raggiungere in quel periodo.

Si avvicinò al tavolo per prendere un'aperitivo.

Urtò per caso una donna in abito scuro e capelli alzati.

"Mi scusi", disse distratto prima di guardarla in volto.

I loro occhi si incontrarono e si fissarono per pochi secondi molto simili ad un'eternità.

Le loro labbra contratte.

I loro polmoni chiusi.

I loro cuori bloccati.

E poi quella canzone.

 

All through the night I'll be watching over you

All through the night I'll be standing over you

And through the bad dreams I'll be right there, baby

Holding your hand, telling you everything is all right

And when you cry I'll be right there

Telling you you were never anything less than beautiful

So don't you worry

I'm your Angel standing by

 

La voce angelica della corista risuonava in tutta la sala.

Gli arpeggi dell'organo e della chitarra l'accompagnavano.

Un sogno.

Nuvole che rendevano ombre i presenti.

Una distesa di azzurro e panna intorno a loro.

Poi l'incanto svanì.

E Mulder si rifugiò a passo svelto dall'altra parte della sala.

**********

Qualcuno le posò una mano sulla spalla con fare gentile, ma lei ne fu comunque spaventata.

Si voltò di scatto e fissò il suo vicedirettore con occhi impauriti.

Si, aveva paura. Aveva paura del suo passato.

-Lo ha visto? -chiese con la voce più gentile che un uomo della stazza di Skinner possa fare.

-...SI...- riuscì a balbettare prima di ritornare a fissare il posto ormai vuoto di fronte a lei.

-Agente Scully....

-Lei lo sapeva signore?- un sussurro quasi impercettibile detto con voce roca e piatta.

-Che sarebbe venuto?... si... si, lo sapevo.... l'ho pregato io stesso di venire.

Scully lo fissò sorpresa ed indispettita.

-Scully......

-Perchè lo ha fatto, signore? Poteva almeno avvertirmi, no?

-Come le spiegavo qualche giorno fa, la sezione X-Files rischia la chiusura... ho pensato che la presenza di Mulder al party in onore del direttore avrebbe risollevato la situazione.. almeno per qualche tempo...

-Ok.. questo va bene... ma poteva avvertirmi così avrei evitato di venire....

Skinner sembrava imbarazzato.

-O lo ha fatto di proposito?

-E' quasi un anno che non vi sentite neanche per telefono...

-E lei sa il perchè...

-E' giunto il momento che anche lui sappia...

-No.... le cose vanno bene così.

-Mulder è distrutto.

-Lo so.

-Anche lei lo è.

-Lo so.

Una voce incrinata, prossima al pianto.

Ma non doveva piangere.

Ci era riuscita per quasi un anno.

Sorridi a chi ti sta accanto e tira.

Il suo motto per quasi dodici mesi.

Lasciò il suo vicedirettore vicino ai tavoli e si avvicinò ad un gruppetto di colleghi di Quantico con cui iniziò a discutere animatamante.

*************

Perchè aveva deciso di andare al party?

Per gli X-Files.

Al diavolo gli X-Files!!

Non l'aveva vista per tutta la serata.

Sperava non fosse venuta.

Sperava di non incontrarla.

Ma quella cosa che tutti chiamavano destino aveva disposto diversamente!

Si avvicinò deciso al tavolo degli alcolici.

Al diavolo tutto!!!

Champagne di prima scelta!

Ottimo!

Ne bevve tre bicchieri abbondanti, tutti di seguito.

La sua testa iniziò a vacillare.

Alla sua destra, altri come lui... e si accodò a loro.

Scotch.

Brandy senza ghiaccio.

Whisky liscio.

Tequila.

Un bel cocktail, tutto sommato.

Alle 11 e 15 minuti faticava a distinguere le persone che gli erano accanto.

Alle 11 e 25 minuti faticava a reggersi in piedi.

Alle 11 e 35 minuti era arrivato barcollando ad una sedia vicino l'ingresso, si era seduto e aveva iniziato a sorseggiare il bicchiere di Gyn che aveva preso dal vassoio di un cameriere.

Ma nella sua mente annebbiata il suo pensiero rimaneva sempre troppo lucido.

Beveva sperando di dimenticarla per qualche istante.

Dimenticava il resto, ma non lei.

Anzi il suo pensiero sembrava farsi più insistente e fisso.

Piegò il capo e inalò l'ultima goccia di liquore.

Si lasciò andare sulla sedia, mani sullo stomaco intente a placare quel senso di nausea.

La nausea non era provocata dall'alcool.

Era lei.

Doveva togliersela dalla testa.

Al più presto!

 

**********

Qualcuno lo guardava non visto da un angolo nascosto della sala.

E si struggeva per lui.

Le faceva male vederlo in quello stato.

Dio, come le faceva male!!

Sperava di divertirsi quella sera, di dimenticarlo almeno per qualche ora.

Sperava di non dover passare una notte in compagnia di quegli spettri che ormai l'accompagnavano da quasi un anno.

Quasi un anno.

Quasi un anno di sofferenze.

Quasi un anno di patimenti.

Quasi un anno da quel giorno.

Skinner l'aveva aiutata. Aveva taciuto. Con tutti... ma soprattutto con lui.

Andava fatto. Era necessario.

Si era chiusa nel suo dolore e attendeva la notte per dargli libero sfogo.

Quanto tempo che non dormiva?

Aveva smesso di contare le ore. Non ne valeva la pena.

A Quantico si trovava bene. Aveva ritrovato vecchi e cari colleghi. Le giornate passavano veloci. Monotone.

Il suo pensiero continuava ad assillarla.

Non poteva sperare di dimenticarlo.

Non in poco tempo almeno.

Ma ci conviveva e andava avanti.

Poi qualche mese prima una conversazione.

Stupide conversazioni fra colleghi davanti alla macchinetta del caffè.

Idiote conversazioni fra colleghi.

Lo Spettrale era ritornato ad essere il vecchio e scontroso spettrale.

Lo zimbello dei colleghi.

Il nuovo direttore non vedeva di buon occhio gli X-Files.

Gli X-Files sarebbero stati chiusi di li a poco.

Una morsa le aveva stretto il cuore.

Un assillo.

Il suo.

Da sempre.

Non poteva farne a meno.

Poi quella festa e la possibilità per quella notte di dimenticare.

Almeno per una notte.

Tutto era andato bene fino a che non lo aveva incontrato.

Attimi.

Secondi.

E gli incubi erano ritornati.

-Perche vi distruggete così?

Una voce accanto a lei le aveva parlato.

-E' accaduto... e basta.

La sua la voce della sofferenza fatta donna.

-L'ho tenuto d'occhio in questo periodo.

-Ha bevuto troppo stasera.

-Non è la prima volta.

Scully lo fissò incredula. Non le aveva mai accennato a nulla del genere.

-Vuole... vuole dirmi... vuole dirmi che...

-Si.... non fa altro ormai.

-Perchè non me l'ha mai detto?

Ma Skinner non rispondeva.

-Perchè dannazione! Perchè?!

-E cosa avrebbe fatto se lo avesse saputo?

-Non so... qualcosa...

-Davvero?

Nella voce del suo vicedirettore quasi un rimprovero.

Scully abbassò il capo e tornò a guardare Mulder.

No, non avrebbe potuto fare niente, lo sapeva.

Non poteva entrare di nuovo nella sua vita... non dopo quello che gli aveva fatto.

Aveva chiesto a Skinner di tenerlo d'occhio.

Da Mulder si aspettava una pallottola alla tempia.

Anche un'overdose non era da scartare.

Non poteva sospettare dell'alcool.

Lo aveva visto bere raramente in passato.

L'alcool è un mare troppo profondo. Anche annegandoci non si riesce mai a toccare il fondo, se non alla fine.

E la fine significava morte.

Moriva il corpo.

Moriva lo spirito.

Moriva l'anima.

E dell'uomo non rimaneva che sterile polvere sulla sterile terra.

E così che si sprecavano le vite dei disperati.

Mulder non poteva essere giunto a tanto. Lui doveva andare avanti.

Doveva continuare a vivere.

Doveva ricominciare.

Voleva che la odiasse, la disprezzasse piuttosto che vederlo perso a quel modo.

Vide che si alzava da quella sedia. Barcollava non poco. Aveva preso il cappotto e cercava di infilarlo.

-Non può guidare in quello stato!

E si voltò verso il suo vicedirettore che come lei aveva visto la scena.

-Dobbiamo impedirglielo signore!

Le sue parole di supplica.

-Si... si ha ragione! Andiamo!

E raggiunsero l'uomo nell'atrio.

Mulder cercava le chiavi della macchina nelle tasche del soprabito.

Una mano bloccò la sua ricerca.

Una mano piccola che conosceva bene.

Purtroppo.

Non aveva bisogno di guardarla in viso per sapere che era lei. Si ritrasse ma l'alcool nel suo sangue si fece sentire. Perse l'equilibrio per un momento ma riuscì ad aggrapparsi al muro e a rimanere in piedi.

Quando alzò gli occhi lei era di fronte a lui. Skinner accanto a lei. E lo fissavano.

Sembravano preoccupati.

Molto preoccupati.

Tanto piacere!

Non diede loro modo di parlare.

Si voltò e andò via.

Rimise le mani nelle tasche.

Trovò le chiavi e accelerò il passo.

-Mulder fermati!!

Ma lui procedeva a passo svelto verso l'uscita.

-Mulder ti prego!

Lo seguirono fuori dall'edificio.

La notta era fredda, veramente fredda. Raffiche di vento spazzavano le strade. Il cielo era coperto. Presto sarebbe arrivato un temporale. Un violento acquazzone.

Skinner lo raggiunse a pochi metri dall'automobile e lo strattonò da un braccio costringendolo a fermarsi. Ma Mulder lo spintonò e si allontanò.

-Agente Mulder, si fermi!......... Mulder non può guidare in quello stato!

Scully aveva raggiunto il suo vicedirettore.

-Mulder... Mulder, fatti accompagnare... ti supplico!

Si voltò di colpo e sputò rabbia.

-CHE TE NE FREGA DI ME... EH? CHE TE NE IMPORTA!! HAI PENSATO A ME QUANDO MI HAI ABBANDONATO? HAI MAI PENSATO A ME QUANDO TI SUPPLICAVO DI DARMI UN BRICIOLO DI SPIEGAZIONE? NO!! NO CHE NON LO HAI FATTO!!! TE NE SEI FREGATA DI ME! E ADESSO PERCHE' DOVREBBE IMPORTARTENE QUALCOSA, ME LO SPIEGHI?

-Mulder...

-Agente Mulder la smetta.. e ci dia retta!

Invece si voltò di nuovo e aprì la portella della macchina.

-Mulder... Mulder, ti ammazzi se guidi in quello stato!- la sua una supplica.

-MEGLIO... SE MUOIO LO SPETTRALE NON DARA' PIU' FASTIDIO A NESSUNO!

Entrò in macchina e partì a gran velocità andando incontro al suo destino.

 

***********

Rientrarono nell'edificio proprio mentre l'asfalto di ricopriva delle prime gocce di pioggia.

Fu un attimo e venne giù un diluvio.

La pioggia sferzava sui vetri della sala, ma pochi se ne accorgevano. La musica suonava incessante alternando malinconici lenti a ritmi più caldi.

Ma per Scully non esistevano suoni intorno.

Nessun chiacchierio.

Nulla eccetto la pioggia che scrosciava sui vetri e sull'asfalto.

Guardava fuori, sperando in una luce in quelle tenebre.

 

°°

 

La macchina scivolava veloce sull'asfalto.

Le gomme tagliava la pioggia che cadeva fitta davanti a lui.

Non c'erano molte automobili in giro.

I lampioni della strada illuminavano poco.

Avrebbe dovuto rallentare ma accelerò.

Al diavolo tutto!

Al diavolo anche la mia vita!

Al diavolo anche.....

NOOO!

La sua immagine lo ossessionava.

La sua voce lo ossessionava.

I suoi occhi lo ossessionavano.

Aveva visto tristezza quella sera.

Era triste.

Lei.

Lei che lo aveva abbandonato.

Lei soffriva.

E lui?

Lei sapeva che lui soffriva ma non aveva fatto niente per impedirlo.

 

°°

 

-Agente Scully... vuol tornare casa?

Skinner si era avvicinato a lei e la osservava preoccupato.

-Sta piovendo molto forte.

-Si.

-Il pericolo di incidenti è maggiore se non si sta attenti.

Lui sapeva a che cosa si stava riferendo.

-Lo chiamerò non appena torno a casa.

Scully annuì e si lasciò portare all'ingresso.

Vennero portati loro i soprabiti.

Skinner andò a prendere la macchina.

Lei aspettò dentro.

Da sola.

Mentre la musica risuonava placida e sicura all'interno della sala.

Le risate.

Il chiacchierio.

Ma lei era sola.

Sola.

 

°°

 

La strada era appena visibile.

Le luci gli sfrecciavano accanto.

Era stanco.

Di tutto.

La macchina iniziò a sobbalzare.

Le ruote persero aderenza.

Il volante gli scivolò dalle mani.

Una forte luce davanti a sè.

La strada iniziò a ruotare.

Poi un tonfo sordo e la pioggia che gli cadeva sul volto... anche se ormai era troppo lontano per sentirla.

 

°°

 

Il viaggio fu silenzioso.

Scully non aveva nessuna voglia di parlare.

Skinner nessuna voglia di sentire

Scully non aveva alcuna voglia di sentire

Skinner nessuna voglia di parlare.

Le orecchie riempite dai suoni della notte.

 

°°

 

-Signore... signore.. riesce a sentirmi?

-Signore se riesce a sentirmi mi stringa la mano!

-Presto un collare!!

-Avvisate che stiamo arrivando con un ferito grave!

-Una barella, presto!!!

 

°°

 

Avevano trovato traffico sulla statale.

Un grosso incidente sulla circonvallazione avevano detto.

La circonvallazione era esattamente dall'altra parte.

Avevano deviato il traffico su strade secondarie e tutte le vetture si erano ritrovate sulla statale.

Scully guardava indifferente fuori dal finestrino.

La pioggia era scemata.

Quasi terminata.

Un'ambulanza passò vicino a loro e puntò verso l'ospedale.

La strada si sbloccò poco dopo.

Ripartirono e in pochi minuti fu a casa.

 

°°

 

La barella percorse veloce i corridoi dell'ospedale.

-Signore riesce a sentirmi?

......................

-Non risponde.

.......................

-Cercate di scoprire chi è e allertate sala operatoria.

....................

-Ho trovato il suo portafoglio... si chiama... Mulder.... Fox Mulder.

......................

-Cerca di rintracciare qualcuno.

.....................

-Merda! Avvertite il neurologo!

 

°°

 

Si era tolto quello stupido abito da sera.

Le sembrava una camicia di forza.

Si era sciolta i capelli.

Non si era cambiata per andare a letto. Non poteva dormire quella notte.

Se ne stava rannichiata sul divano con un pesante pantalone azzurro e una maglia nera a collo alto.

Guardava il telefono in preda alle tentazioni.

No!

Non doveva chiamare!

Sarebbe stata forte!

Guardava il telefono.

Avrebbe aspettato!

Si!

Avrebbe aspettato ancora!

Skinner lo avrebbe chiamato.

Guardava il telefono.

Avrebbe aspettato ancora un'oretta.

Se non avesse ricevuto telefonate, avrebbe chiamato il suo vicedirettore.

Si!

Avrebbe fatto così.

Guardava il telefono.

Doveva chiamare!

Al diavolo tutto!

Doveva chiamare e avere la certezza che fosse a casa.

Alzò la cornetta e compose il numero.

Cinque interminabili minuti.

La segreteria non era inserita altrimenti si sarebbe attivata dopo tre squilli.

Chiuse la comunicazione.

Riprese in mano la cornetta e compose il numero del cellulare.

La prima volta.

"L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile"

La seconda volta.

"L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile"

La terza volta.

"L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile"

La quarta volta.

"L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile"

La quinta volta.

"L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile"

Rimise giù la cornetta.

Si alzò senza pensarci, prese le chiavi della macchina, si mise il cappotto e uscì.

La serata era diventata di nuovo serena.

Anche il freddo andava diminuendo.

La pioggia purifica gli animi.

La pioggia porta via tutti i mali.

La macchina partì veloce.

Su, nell'appartamento il telefono squillava per la terza volta per poi inserire la segreteria.

"Signorina Scully, sto cercando di contattarla da un quarto d'ora. Se conosce Fox Mulder la prego di venire subito al St. Catherine Memorial. Ha subito un grave incidente e abbiamo bisogno del consenso di qualcuno per operarlo. La prego, non appena sente questo messaggio venga immediatamente."

 

°°

 

Non ci ritornava da quasi un anno.

Il numero 42 sulla porta.

Che avrebbe fatto se fosse entrata e lui era dentro?

Non importava.

Doveva vederlo.

Doveva sapere che stava bene!

Solo questo.

E poi sarebbe andata via.

Esitò inserendo la chiave nella serratura.

Poteva averla cambiata come aveva fatto lei.

E invece no.

La chiave entrava perfettamente.

Aprì cauta e si affacciò dentro.

Sembrava non ci fosse nessuno.

Chiuse la porta dietro di se e camminò a passi lenti.

Vestiti.

Bottiglie.

Scarpe.

Libri.

Fogli.

Videocassette senza custodia.

Custodie senza videocassette.

Sparsi per terra, sul tavolino da caffè, sul divano.

La camera da letto si presentava nello stesso modo.

Forse c'erano più vestiti in giro e meno videocassette.

In casa non c'era.

Non c'era il suo cappotto nè le chiavi della macchina.

Non era rientrato.

Era andato via prima di lei.

Lei era tornata a casa. Si era cambiata. Era uscita.

Ma lui non era ancora rientrato.

Cominciava a preoccuparsi.

Alzò la cornetta del telefono e chiamò Skinner.

Squilli vuoti.

Chiuse la comunicazione ed uscì per ritornare a casa.

 

°°

 

Il telefono squillava nel silenzio.

Tre volte e poi una giovane voce ansiosa che parlava sul nastro della segreteria.

"Signorina Scully... le ho già lasciato un messaggio un'oretta fa... abbiamo portato Fox Mulder in sala operatoria, non potevamo più aspettare. Ci raggiunga appena ascolta questo messaggio."

 

°°

 

Aspettava trepidante l'ascensore.

Chi poteva usarla a quell'ora di notte?

--------Non sei l'unica ad avere una vita notturna-------

Io non ho una vita notturna.

--------Non sei l'unica a cercare il suo amore perduto------

Lui non è il mio amore perduto.

--------Non sei l'unica a cercare il suo amore--------

Lui non è il mio amore.

---------Non sei l'unica combattere contro te stessa------

Io non combatto contro me stessa.

---------Non sei l'unica a dire bugie------

Io non dico bugie.

Un'ombra scura davanti a se e due mani che la reggevano.

-Agente Scully!

-Ah.. è lei signore.

Una smorfia di delusione mal celata.

-Sono appena stato a casa sua....

-Ho provato a chiamare Mulder a casa e sul cellulare ma non rispondeva.... così sono andata a casa sua...

-Ma non c'è... lo so.... per questo ero venuto da lei.

-Saliamo sopra, magari mi ha lasciato un messaggio in segreteria.

 

°°

 

Non appena la porta si aprì, i suoi occhi sull'apparecchio accanto al divano.

Una luce rossa lampeggiava.

Pigiò il bottone e le parole fluirono via come la pioggia che aveva funestato la città poco prima.

"Signorina Scully, sto cercando di contattarla da un quarto d'ora. Se conosce Fox Mulder la prego di venire subito al St. Catherine Memorial. Ha subito un grave incidente e abbiamo bisogno del consenso di qualcuno per operarlo. La prego, non appena sente questo messaggio venga immediatamente."

........................................................... Biiip

"Signorina Scully... le ho già lasciato un messaggio un'oretta fa... abbiamo portato Fox Mulder in sala operatoria, non potevamo più aspettare. Ci raggiunga appena ascolta questo messaggio."

................................................................

Le membra, il corpo tutto, furono come investiti da una tormenta di ghiaccio.

Mille lame squarciarono la sua carne.

Una spada affilata la trafisse da parte a parte.

Restò lì, immobile a fissare se stessa.

Restò lì, immobile a fissare la sua anima.

-Agente Scully....

-Agente Scully, andiamo.

-Forza... andiamo in ospedale.

Si lasciò guidare.

Come imbambolata.

La macchina partì, per ritrovare il passato.

Per ritrovare il presente.

Per ritrovare il futuro.

 

 

 

 

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