TITOLO: Reversed 2
AUTORE: Lezar82
SPOILER: Non credo ce ne siano
RATING: PG-15 (me lo sono inventato io... ma non sapevo che sigla mettere!)
GENERE: MrS e poi non so.
FEEDBACK: E certo che voglio sapere la vostra opinione, ci mancherebbe.... mandatemeliiiii a lezar82@supereva.it
DISCLAIMER: Vedete la pagina introduttiva... e comunque tutto ciò che riguarda X-Files (a parte i personaggi che ho inventato io, mi sembra ovvio!!) non appartengono a me  ma a tutta la banda d'oltreoceano.
NOTE: Ok, qui inizia la vera avventura... mi raccomando, non spaventatevi quando vedrete Scully quasi completamente fuori character... mi serviva così!

 

 

Il tempo era volato via come un lento battito di ciglia e ben presto alla novità di quella strana situazione si era sostituita un'insolita e quanto mai difficile abitudine. Mulder era andato a vivere da sua sorella e la felicità che aveva visto nei suoi occhi gli aveva impedito di dirle tutta la verità.
La convivenza, dopo i primi giorni, si era rivelata complicata: Samantha era confusionaria e testarda esattamente come lui e spesso si ritrovavano a litigare come fossero i ragazzini di una volta... litigate che si risolvevano in fragorose risate sprofondate nei ricordi del passato. 
Samantha abitava a Georgetown, uno dei pochi quartieri ideantici alla sua realtà. Molti invece, compreso il suo, non erano stati mai costruiti, mentre altri ne erano sorti soprattutto verso la costa.
Samantha abitava a due isolati dall'appartamento di Scully.
Scully.
Con lei le cose si erano rivelate più difficili. Dana aveva dimostrato una certa diffidenza nei suoi confronti... o forse lo stava semplicemente studiando e cercava di prendere confidenza con lui. E la cosa in un certo senso lo divertiva, ma nel contempo imparava a conoscere aspetti di lei che ignorava, che potevano o non potevano appartenere anche alla Scully della sua realtà... ma poco importava infondo.
Spesso dopo il lavoro Dana si fermava a cena e trascorreva con Samantha la maggiorparte del suo tempo libero.
Scully e Sam erano grandi amiche e la cosa non poteva che fargli piacere. Adorava ascoltare il loro chiacchierio attenuato solo dalle sottili pareti mentre se ne stava disteso sul letto, a tarda sera, mentre fuori la città si addormentava e il rombo delle automobili diventava sempre più rado e lontano. Raramente parlavano di lavoro, anzi quasi mai; le loro conversazioni spaziavano dai pettegolezzi dei corridoi del Bureau ai nuovi arrivi dei negozi del centro, dal commento alle notizie del Tg al fidanzato di Samantha.
E si. Samantha aveva un fidanzato. In realtà non ne sapeva motlo: sua sorella driblava abilmente l'argomento ogni volta che capitava l'occasione di parlarne. Sapeva solo che si chiamava Robert e lavorava a New York.
Una volta, una domenica mattina forse, Samantha stava mostrando a Scully le fotografie del loro ultimo weekend insieme, quando erano andati nel Connecticut a trovare la famiglia di lui; Mulder era andato in cucina a prendersi un bicchiere di tea freddo ed era *casualmente* passato accanto al divano dove le due erano sedute. Non era riuscito a focalizzare bene l'immagine dell'uomo... era riuscito solo a vedere un ragazzo prestante con i capelli castani tagliati non troppo corti.
Non si poteva dire che Mulder non si godesse quei momenti, anzi... ma molte volte avvertiva la nostalgia della sua vecchia vita... dello svegliarsi la mattina per recarsi in ufficio, del lavorare fino a tarda sera o nei weekend... e... ma a chi voleva darla a bere! Ciò che gli mancava veramente era Scully, la *sua* Scully... la confidenza che aveva con lei, la sua professionalità e i rari momenti che si concedevano a loro stessi. E ricordava l'ultimo abbraccio che si erano scambiati, le ultime parole che le aveva sussurrato a pochi millimetri dalla sua pelle... Il che lo portava ad essere spesso taciturno e pensieroso. Samantha i primi tempi si preoccupava e iniziava a porgli ogni sorta di domanda. E lui inventava risposte inesistenti, bugie su bugie, come quelle che aveva raccontato a lei e a Scully il giorno dopo il loro incontro per spiegare il suo ritorno. Lentamente però le domande si erano fatte sempre meno frequenti fino a scomparire del tutto: evidentamente Sam si era resa conto che le sua insistenza provocava in suo fratello un certo imbarazzo e una sottile irritazione.
Nonostante continuasse ad arrovellarsi il cervello, Mulder non aveva ancora trovato una possibile spiegazione per ciò che gli era accaduto. E senza risposte era difficile trovare una soluzione. Non gli restava che rimanere lì? Forse... o forse un giorno sarebbe tornato... in qualche modo sarebbe tornato....

 

XoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXo

Samantha's Apartment
Georgetown,
Washington, DC
Ore 9, pm

 

Mulder se ne stava con il broncio davanti alla TV ammirando la bellezza del tubo catodico e sperimentando la classica gelosia fraterna. Finalmente aveva conosciuto il famoso Robert. Un ragazzone dagli occhi verdi e lo sguardo magnetico che aveva odiato all'istante, di quel tipico odio dei fratelli per i ragazzi che ronzano intorno alle proprie sorelline.
E non si poteva dire che sua sorella non ne fosse innamorata dato che lo accolse con un lungo bacio non curante del fatto che suo fratello era appena a qualche metro di distanza ed era rosso dalla rabbia.
Qualche ora prima Samantha gli aveva detto che Robert era arrivato in città e che si sarebbe fermato qualche giorno. Inutile chiederle dove avrebbe passato le successive quattro notti.
Mulder si era sforzato di essere gentile, aveva stretto la mano al suo futuro cognato e si era ritirato in fretta nella sua stanza da letto, aspettando che i due uscissero e guardandoli dalla finestra mentre mano nella mano raggiungevano la macchina di lui e partivano.
Se ne era stato steso sul letto per una mezzoretta prima di tornare il salotto con l'intento di distrarsi con qualche programma televisivo. Di fatto l'intento era rimasto tale, perchè si era seduto sul divando ma aveva iniziato a pensare a Sam con il suo fidanzato, a Sam che baciava il suo fidanzato, a Sam che.... insomma se ne stava da un'oretta a fissare il vetro della TV con il telecomando il mano e il pollice immobile sul tasto rosso d'accenzione.
Venne distolto dai suoi assurdi ragionamenti da due colpi alla porta.
L'ultima cosa che voleva per quella serata era ricevere la visita di qualcuno... più o meno. Perchè non potè che rallegrarsi quando si vide davanti Scully.
-Ciao- le disse sorpreso.
-Ciao- rispose lei rapidamente- c'è Samantha?
-Sam? -era veramente sorpreso- Non sapevi che usciva con Robert?
Scully alzò un sopracciglio. No, non sapeva che Samantha era uscita con il fidanzato.
-Sam non ti ha detto niente?
-Ehm... no.. -rispose imbarazzata-.. cioè sapevo che Robert era città però... vorrà dire che le parlerò domani in ufficio...
Stava per andarsene ma Mulder la bloccò: aveva decisamente bisogno della compagnia di Scully quella sera.
-Perchè non rimani lo stesso?
Dana lo fissò.
-Voglio dire... se non hai nulla da fare... io sono qui solo e mi annoio... potresti farmi compagnia... se.. se ti va - bel modo di iniziare la serata balbettare!
-Eh... daccordo.
E poco dopo si trovarono con una bottiglia di birra tra le mani, le luci soffuse del salotto, una dolce melodia alla radio rigorosamente a basso volume e le gambe distese sul tavolino davanti al divano.
-Allora dimmi -iniziò Scully dopo un sorso dalla sua bottiglia- cosa stavi facendo di tanto noioso prima del mio arrivo?
-Guardavo la TV.
-Ma era spenta quando...
-Appunto.
Scully lo incitò a continuare con lo sguardo.
-Pensavo a Samantha e... e a quello lì.-sospirò.
-Quello lì? - Dana lo guardò di traverso.
-Si... Robert.
-Geloso? -chiese Scully maliziosa
-Chi io? Naaaahhh!!! -ribattè mentre cercava di inquadrare con un occhio il fondo della sua bottiglia.
Scully si voltò a guardarlo, appoggiando un gomito sul divano e sorreggendo il capo con una mano.
-E' che... quello le sta troppo appiccicato.
-E' il suo fidanzato...
-Si, lo so... daccordo sono geloso.
Scully si sciolse in un dolcissimo sorriso: sembrava una bambina che ha appena scoperto sotto l'albero un regalo a lungo desiderato.
-Ehm... cambiando discorso... Samantha mi ha detto che vi conoscete da dodici anni...
Mulder assunse la stessa posizione   di Scully ponendosi di fronte a lei e attendendo la sua risposta.
-Beh... ci incontrammo all'accademia, poi ci separammo perchè io rimasi a Quantico ad insegnare medicina legale mentre lei venne qui a Washington... poi sette anni fa mi trovavo al quartier generale e sentii parlare di lei e seppi che lavorava in un piccolo ufficio nel seminterrato. Andai a trovarla, lei mi chiese di darle una mano per alcuni casi... e da allora non mi sono più mossa da li... il trasferimento doveva durare pochi mesi, di fatto è durato sette anni.
-E in questi sette anni siete diventate anche buone amiche...
-Samantha può sembrare un pò introversa e taciturna a chi non la conosce bene, in realtà è forte e passionale... un pò come te- aggiunse sottovoce.
Mulder inizio a fissarla divertito.
-Non mi fissare così! -esclamò Scully ridendo.
Era diventata tutta rossa e si nascondeva il viso tra le mani.
-Io sarei forte e passionale? -chiese Mulder incuriosito e piacevolmente sorpreso di come la serata si stava evolvendo.
-E beh... -rispose Dana cercando di darsi un contegno- ... non è che ti conosca poi così bene... però... però mi sembra che tu lo sia... mi sembra che tu e Sam vi assomigliate molto!
-Forse...
Entrambi iniziarono a fissare imbarazzati il vuoto davanti a loro, lasciandosi cullare dal silenzio e dalla melodia di sottofondo.  
Scully continuava a ruotare la bottiglia di birra non sapendo più che dire: non si era mai lasciata andare a quel modo con qualcuno, neanche con Samantha! Che le stava prendendo? Quell'uomo le stava facendo un effetto del tutto imprevisto... e difficilmente controllabile.
Mulder dall'altro lato cercava di sfoderare tutto il suo autocontrollo senza il quale difficilmente si sarebbe impedito di impossessarsi delle labbra della donna che aveva davanti... magari anche di qualcos'altro oltre le labbra. Lui e Scully erano paurosamente troppo vicini per i suoi gusti: il suo cervello stava andando decisamente in tilt. Troppo testosterone fluiva nelle sue vene in quel momento. Inizio a pensare a un argomento innocente da iniziare, qualcosa che possibilmente non facesse venir fuori in nessuno dei due i loro più intimi pensieri. Il che sarebbe stato alquanto pericoloso.
-E i tuoi? -iniziò improvviso.
-Cosa? -ribattè Scully voltandosi distratta.
-I tuoi... dove sono?
-Ah...
-Da quanto ho potuto notare non sei andata mai da loro negli ultimi  tempi.
-No... ehm... in effetti no.
Guardò Mulder che aveva stampata in faccia un'ovvia domanda.
-Diciamo che tra noi non corre buon sangue... da un pò di anni.
Mulder continuava a fissarla.
-E' che... -continuò Scully- secondo il loro modo di pensare dovrei sempre attenermi alle loro rigide e... e tradizionali prospettive di vita... soprattutto per mio fratello Bill.
-Con tua sorella?
-Lei è l'unica che la pensa come me, ma...
-Ma?
-L' ultima volta che l'ho sentita era in California... ed è stato quattro mesi fa...
-Mi dispiace.
Scully abbassò lo sguardo ma poco dopo sentì Mulder iniziare a giocherellare con una ciocca dei suoi capelli e si voltò a guardarlo: aveva lo sguardo di un bambino che accarezza felice la pelliccia del suo gatto senza rendersene conto, solo perchè è una cosa che è abituato a fare. E fece qualcosa che non aveva mai creduto di fare. Si gettò su di lui appoggiando le labbra sulle sue,  lasciandosi cullare dalla loro seta e dalla loro morbidezza.
Poco dopo si staccò lentamente rimanendo a pochi millemetri da lui, respirando la sua stessa aria...e il suo stesso profumo e una strana energia che si stava instaurando fra loro.
-Non so perchè Fox Mulder -iniziò guardando due occhi sorpresi- ma mi sono innamorata di te.
-Sei tu il dottore... -sussurrò Mulder deglutendo
-E' una strana malattia...
-E deve essere contagiosa - una voce calda e profonda simile ad un alito di vita.
Colmò la distanza che c'era fra loro e riunì le loro labbra in un'esplosione di sensi ed estasi per entrambi.
E si ritrovarono nudi in camera da letto a fare l'amore come due anime che si sono ritrovate dopo secoli d'oblio e volessero recuperare il tempo perso in un'unica notte.
Non solo una comunione di corpi intrecciati dalla passione.
Ma due spiriti fusi insieme che raggiungevano le nuvole e distese godevano della loro morbidezza.

 

XoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXo

Samantha's Apartment
Georgetown,
Washington, DC
Ore 4, am

 

Scully percorreva con il dito la linee delle costole di Mulder che si intravedevano dalla pelle dello stomaco. E lo intrecciava con i rari peli che incontrava.
-Ti stai divertendo? -chiese Fox sorridendo.
Dana ridacchiò e continuò il suo gioco.
-Non lo avevo mai fatto!- esclamò all'improvviso.
-Non mi dire che non hai mai fatto sesso con qualcuno perchè non ci credo. Mi hai ucciso stanotte.
-Neanche tu ci sei andato piano... domani mattina riuscirò a mala pena a camminare.
-La cosa non può farmi che piacere.
Scully gli diede un finto schiaffò sullo stomaco prima di riprendere a parlare.
-Comunque... non dicevo in quel senso prima...
-In quale allora?
Mulder le alzò il capo con due dita sotto il mento incitandola a parlare.
-Non l'ho mai fatto con qualcuno che conoscevo da così poco tempo come conosco te...
-Ohhh -nella voce di Mulder una certa soddisfazione-... e cos'è che ti ha fatto cambiare idea?
-Non lo so... non ero innamorata di quegli uomini, non veramente almeno.
Mulder iniziò a fissarla e... diavolo non sapeva come ribattere. Cosa dici a una donna che ti ha fatto stare in orbita per ore, che ti viviseziona con lo sguardo e ti ha appena dichiarato di amarti e di amarti veramente?
Bella domanda!
Mulder rimase in silenzio con la bocca aperta e il respiro non proprio regolare.
-Perchè per te non è stata una notte di passione come tante altre... vero? -chiese preoccupata, sollevandosi e ponendosi di fronte a lui.
Fox sorrise e la spinse contro di lui per abbracciarla.
-Credevo di avertelo dimostrato poco fa che non è stata una semplice notte di passione, o sbaglio? -le sussurrò all'orecchio.
-Si, credo di averlo notato.
Ridacchiarono entrambi.
-Che ne dici di riposare qualche ora e poi continuare con le nostre... attività?- iniziò Mulder
-Non credi che dovrei andare? Potrebbe arrivare Sam domattina! -ribattè poco convinta: in realtà non aveva alcuna voglia di lasciare quel letto e Mulder, per nessuna ragione.
-Anche se dovesse arrivare credo che gradirebbe parecchio lo spettacolo... inizio a pensare che non sia stato un caso che non ti abbia detto che doveva uscire con Robert...
-Ma non poteva sapere che sarei venuta qui ieri sera
-Passi quasi tutte le sere con lei, ha immaginato che saresti venuta anche ieri.
-Tua sorella è un diavoletto!
-Vuoi dire che anche io sono un diavoletto?- chiese con voce da cuccioletto.
-No -rispose Scully dandogli un leggero bacio sulle labbra- sei fuoco puro.
-Wow... ma devo dire che anche tu non scherzi...
-Forse.... buona notte! -gli rispose sorridendo prima di accucciarsi sul suo torace e sprofondare poco dopo nel modo dei sogni.
Mulder la guardò per qualche minuto.
-Notte a te- le sussurrò poco dopo, le diede un leggero bacio tra i capelli e chiuse gli occhi, sprofondando in uno strano sonno....

 


NOTE: Ringraziate LeAnn Rimes per questo capitolozzo...  le sue canzoni mi hanno accompagnata mentre scrivevo.
Allora che ne pensate? Voglio i vostri pareri, mi raccomando!!! Voglio sapere se vi piace e se vale la pena continuare!! L'indirizzo è sopra, comunque per i pigri lo scrivo anche qui: lezar82@supereva.it . E se proprio vi scocciate a scrivere una e-mail potete sempre lasciarmi due righe nell'mb!