TITOLO: La fine di un addio

AUTRICE: Lezar82 (lezar82@supereva.it)

RATING: possono leggerla tutti

GENERE: forte angst

SUMMARY: dice tutto il titolo

NOTE: è una cosa che ho buttato giù in meno di tre ore; chiamatelo sfogo dopo aver saputo le notizie riguardo la season 9, quindi predetela per quella che è. Non ho pretese che questa ff piaccia a qualcuno, mi sentivo di mettere su carta il mio tormento.... ho riflettuto un'ora prima di prendere la decisione di condividere i miei deliri con tutti voi. Se proprio decidete di leggerla e abbiate piacere di entrarne all'interno, vi consiglio di mettere su qualcosa di struggente, non so...la musica più triste che avete. Sarei contenta se, nonostante tutto, mi mandaste il vostro commento.

 

 

 

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Non so bene chi o che cosa mi abbia condotta a te.

Non ho mai creduto nel destino.... neanche tu credi al destino..... non so se era destino che noi due ci incontrassimo, forse se avessimo fatto scelte diverse, io non sarei qui ora..... o forse qualunque scelta avessi fatto mi sarei ritrovata sempre a questo punto.

Epigolo di una bella storia?

Vorrei che fossi qui per dirmelo.

Non so perchè abbia iniziato a pensare a te, mi ero ripromessa di non farlo più.

Ho creduto che la vita potesse continuare senza di te, senza averti al mio fianco tutti i momenti, a tenermi per mano, a vegliarmi, a scaldare le mie membra intorpidite dal dolore, dal troppo dolore.... ma non è così....

Perchè non riesco ad impedire che le mie guance si bagnino?

Odio questi momenti!!!!

Ogni giorno copro il viso con la maschera della madre felice, della donna in carriera.

Vorrei gettarla questa maschera, buttarla via, distruggerla, falla a pezzi e mandare al diavolo tutti: NON SONO COSI'!!!! SOFFRO COME UN CANE!!! NON LO CAPITE?

Parole al vento, mute, i suoni si disperdono nella mia mente, non riescono ad uscire.... Dio sto impazzendo!!!!!

Dovrei essere felice, lo so.

Ho una figlia meravigliosa, sana, normale.

Ho una figlia che mi fa stare sveglia la notte, che non si addormenta prima di essere cullata tre ore.

Ho una figlia che ha degli occhioni grandi e marroni, intensi, profondi e troppo uguali ai suoi.

Il suo pensiero mi tormenta.

E' in momenti come questi che vorrei stare rannicchiata in un angolo a commiserarmi e lasciarmi distruggere, semplicemente.

Vorrei lasciare che il senso di colpa, la rabbia, il dolore si mischiassero e mi schiacciassero senza muovere neanche un dito.

E allora non proverei più niente, rimarrei sospesa, librata nel nirvana, nel nulla eterno.

Ma non accade.

Ogni sera sono qui.

Dopo che torno dall'ufficio, quello strano luogo che abbiamo condiviso per tanti anni: quel luogo ora è occupato da un'altro, bravissimo agente, ottimo amico, gli voglio bene... ma non sei tu.

Dopo che ho pensato alla mia bambina... alla nostra bambina... vorrei che la vedessi.... sta crescendo, senza di te... abbiamo bisogno di te.

Ho ancora davanti agli occhi quel giorno di sei mesi fa.

Ero stremata, avevo dolori lancinanti, stava per venire al mondo... e avevo paura, avevo paura per lei, avevo paura per me, avevo paura per te...

Poi sei arrivato.... i tuoi occhi lucidi, i gesti lenti, languidi.... i nostri occhi si sono incrociati... ho scoperto te, hai scoperto me, per sempre.

Parole inespresse hanno connesso le nostre anime, i nostri cuori... per sempre.

Non parlammo per molto tempo.... non ne avevo la forza.... non ne avevi il coraggio.... mi guardavi, mi stringevi la mano, come per darmi quella forza di cui tu stesso eri ormai privo..........

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.......................................................... Poi è nata.

Sono crollata su quella sorta di letto in cui mi trovavo.

Ti guardavo.... sembravi un bambino, simile a quella creatura che trasognato tenevi fra le braccia.

Ti sei seduto accanto a me.

Eravamo rimasti soli nella stanza..... in realtà non ne sono sicura, ma avvertivo solo il tuo spirito, il tuo accanto al mio.....

E ci siamo detti tutto..................................................................................... .............................................................................................................................

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Abbiamo parlato come mai avremmo potuto pensare nè sperare..... con le parole, con lo sguardo, con i gesti, con le nostre bocche, gonfie per il desiderio, impastate a calde e salate lacrime che non riuscivamo a trattenere, con le nostre anime, tronfie di dolcezza, dolore, tristezza e di nulla..... l'unica cosa che ci sarebbe rimasta dopo.... alla fine.

Siamo rimasti insieme un tempo incalcolabile a ore, minuti, secondi, istanti intensi e rapidi, come le antiche parole di una sibilla che nell'antro di una caverna lasciava che il vento portasse via i suoi pensieri.

E' stato difficile separarci.

Non volevamo farlo.

Continuavamo a guardarci dentro, fino all'ultimo attimo, toccandoci, sfiorandoci, anche con semplici dita.

Tu dovevi andare via.

Per me.

Per te.

Per lei.

Era pericoloso che tu rimanessi.

Era un rischio per tutti che tu rimanessi qui.

Stupida scusa.

Non eri un pericolo per me.

Eri un pericolo solo per lei.

Volevi.... volevamo proteggere lei, il nostro miracolo, la nostra salvezza.

Non mi hai mai chiamato; neanche io l'ho mai fatto... ce lo siamo ripromessi.

Ma io sto qui a distruggermi l'anima.

 

 

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Ho freddo.

E' buio.

Non riesco a muovermi.... sono intorpidito.

Non riesco a piangere.... anche se non so se questo possa liberarmi.

Ci ho già provato.... non ha funzionato.

Sono qui da...... forse da ore, forse da giorni, forse da mesi.

Ma a me sembra che l'eternità sia infinitamente più breve di questi attimi...... forse...... ma in fondo che mi importa? Ormai non sento più lo scorrere del tempo.... rifiuto di farlo: troppo doloroso...

Non ho smesso un minuto di pensarti... di pensarvi.... troppo lontane da me ormai.

Perchè ci è accaduto tutto questo?

Non lo so.... non riesco a pensare.

Ho solo voi nella mia anima, d'avanti agli occhi, sempre.

Immagine che non viene ingiallita dal tempo, nè sbiadita....

Quanto dovrò ancora aspettare? Un tempo infinito che sembra non trascorrere mai.....

Ogni giorno è uguale al precedente e probabilmente al successivo.

Non ho mai lasciato questo posto. Probabilmente non ho mai lasciato neanche questa stanza.... ma non posso esserne certo....

Non riesco a dormire.

Non riesco a mangiare: magari se arrivassi ora non mi riconosceresti.

Non conosco più la luce del sole: tu adoravi la luce del sole.... io l'adoravo perchè piaceva a te.

Non so più che cos'è la notte: il buio in cui mi trovo... non so se può essere paragonato alla notte.... no, ricordo la notte illuminata dalla luna e dalle stelle.... la mia oscurità è priva di stelle.... no..... siete voi le mie stelle.

Ho atteso che mi portasse via.... il nirvana, il nulla, mi rapisse e mi riconducesse da te.

Lo so che lo aspetti anche tu.

Ma non è ancora arrivato. Non è arrivato nessuno.

Sono schiavo del limbo.

Vago alla ricerca dell'approdo. Ma non c'è approdo per me se non ci sei tu. Tu e il nostro miracolo.

E' accaduto sei mesi, cinque giorni, sette ore, 18 minuti e 54 secondi fa: unico tempo che riesco a scandire.

Sapevo che era nostro, ma rifiutavo di crederci.

Ho avuto bisogno di una stupida conferma. Sono corso da te.

Eri lì. Soffrivi.

Lo so che lo facevi anche per me.

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................................ Poi è nata.

Non so cosa ci abbia preso... no lo so. Rimanemmo da soli.... comunque avvertivo solo il tuo spirito, il tuo accanto al mio. E le parole hanno parlato da sole............................................... ................................................................................................................................... .................................................................................................................................................

...................................................................................................................................E come mai nella nostra vita i nostri sensi hanno espresso il loro ardore fuori dal nostro controllo, comandati dalle nostre anime.

Fuochi ardenti.

Ci amammo. Con le parole. Con i gesti. Le tue labbra sulle mie bruciavano, mi ferivano.

Non poteva essere un addio.

Non doveva essere un addio.

Perchè non riuscivo ad impedire ai miei occhi di piangere?

Perche? Perchè?

Ci staccammo: dovevo andare.

Per te.

Per me.

Menzogne.

Solo per lei.

Per il nostro miracolo.

Il legame delle nostre vite, ormai perdute nel mare del dolore.

Ritornerò.... le dissi sfiorandola per l'ultima volta.

Non riuscivo ad andar via.

Dovevo andar via.

.....Forse.... disse la mia mente.

Non potevo dirglielo.

Dovevo lasciare che sperasse.

Mentre le sensazioni mi lasciano.

Per sempre.

 

 

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DUE ANNI DOPO

Un uomo alto, capelli bruni, un pò lunghi forse, fisico stanco, occhi vivi, di un'insolita brillantezza, rimase impiedi a fissarla...... la gamba destra leggermente piegata, la sinistra sollevata, braccia alzate ma bloccate a mezza altezza.

Una donna di bassa statura, capelli rossi, lunghi poco oltre le spalle, occhi tremolanti, lucidi di uno strano bagliore, iniziava ad avvicinarsi lentamente.......

E divennero una cosa sola, in quell'istante.

Il tempo smise di essere tempo.

Lo spazio smise di essere spazio.

E tutto cambiò il proprio corso.

La Terra smise di girare.

Il vento smise di soffiare.

L'acqua smise di scorrere.

Tutto divenne immobile e fermo.

E l'istante si trasformò in eternità, infinitamente più lunga di un'eternità intera.

 

 

The End