- Titolo: Pasticcini all'uvetta
- Autore: Lezar theonlytruth@crazy-land.net
- Rating: G
- Summary: uno sfizio natalizio... leggete, tanto è
corta.
- Spoiler: Xf fino all'ottava stagione, la nona
cancellata.
- Disclaimer: Tutto di CC, della 1013, di DD, GA,
RP, AG.
- Feedback: Siiiiiiiii!!! Assolutamente, l'indirizzo
è sopra.
23 dicembre 2011
- Caro Babbo Natale,
- sono un bambino di 10 anni, ti scrivo dagli Stati Uniti,
dalla città di Washington, sai dov'è, vero? Non so se ti ricordi di me... ogni anno ti
mando una lettera prima di Natale, ma tu hai tanti bambini a cui pensare e forse mi
consideri solo uno dei tanti.
- Vedi Babbo Natale, quest'anno avevo deciso di non
scriverti nessuna lettera. E non perchè non creda che tu esista, anche se il mio amico
Gary dice che ormai siamo troppo grandi per pensare a queste cose. E' solo che quest'anno
non avevo nulla da chiederti.
- Anche se i Knicks stanno andando male, la signora Brown
della classe di matematica mi tortura con il calcolo e giusto la scorsa settimana ho
dovuto mettere l'apparecchio ai denti, posso dire di avere una vita felice. Sono entrato
da titolare nella squadra di baseball della mia scuola, esterno destro, e ci stiamo
allenando duramente per il torneo che comincerà la prossima primavera, ho voti abbastanza
decenti, una bella mamma, e tante persone che mi vogliono bene.
- Quest'anno non andremo a San Diego per Natale come
abbiamo fatto l'anno scorso. Zio Bill, zia Tara e mio cugino Matthew sono andati da zio
Charlie in Canada. Prima di partire sono passati da qui e ci hanno salutato. Zio Charlie
ci ha chiamato e ci ha detto che ci viene a trovare presto.
- Così quest'anno passeremo il Natale qui, a casa. Ho
addobbato la casa di luci e festoni con l'aiuto di zia Monica. Zio John ha detto che la
casa sembra un albero di Natale e mamma si è messa a ridere. Zio John e zia Monica sono
colleghi di mamma all'FBI. Lavorano nell'ufficio dove prima lavoravano mamma e papà... è
un posto troppo forte. Ho detto a mamma che un giorno anche io voglio lavorarci. Zio John
e zia Monica saranno con noi sia la vigilia che a Natale. E verrà anche nonna Maggie.
Nonna Maggie mi ha regalato quel nuovissimo videogioco di cui fanno la pubblicità da un
mese e di cui mi sono innamorato subito. Zio John invece mi ha promesso tre biglietti per
l'ultima partita di andata dei Knicks... Giant Stadium... non vedo l'ora!! Zia Monica
invece mi ha già dato il suo regalo. A Baltimora hanno aperto un nuovissimo parco
divertimenti tutto dedicato ad UFO, misteri... insomma tutte le cose che piacciono a me.
Mamma non era ancora riuscita ad accompagnarmi, così zia Monica una mattina ha lasciato
da solo zio John in ufficio, ha avvisato mamma e mi è venuta a prendere a scuola. Siamo
stati due giorni a scorrazzare nel parco divertimenti e poi mi ha riportato a casa. Mi
sono divertito davvero tanto.
- Mamma ha fatto di tutto per nascondermi il suo regalo ma
io l'ho scoperto lo stesso, così me lo ha dato prima di Natale. E' un vecchio guantone da
baseball e una casacca dei Gray di Roswell con il nome Gibson inciso sul retro. Lei mi ha
detto che sono due ricordi importanti, che appartenevano a papà. Da allora indosso la
casacca di papà sul pigiama quando vado a dormire e ho il guantone sul comodino.
- Quindi Babbo Natale, quest'anno ho ricevuto tutto quello
che più desideravo al mondo e avevo deciso di non scriverti nulla.
- Ieri però a scuola abbiamo fatto la festa di Natale.
Gloria, la madre di Gary, ha portato i suoi pasticcini all'uvetta che mi fanno impazzire.
Da sopra sono morbidi e dorati, da dentro fragranti e dolci, ed è stupendo quando
incontri in mezzo alla pasta quei piccoli chicchi di uvetta dolciastra. Ogni anno fa forme
diverse. Quest'anno era la volta delle lettere dell'alfabeto. E abbiamo iniziato a giocare
a scarabeo con i biscotti. Uno spasso. Ci siamo divertiti tutta la mattinata.
- Ho composto le parole FESTA, CAPODANNO, FOLLETTO, MAGIA,
REGALI -dovevano essere tutti temi natalizi-... ma mi erano rimaste poche lettere e
l'unica parola che alla fine sono riuscito a formare è stata PAPA'.
- Vedi Babbo Natale, devi sapere che papà non abita con
me e la mamma.
- Quando sono nato è stato un pò con noi, ma poi è
dovuto partire perchè delle persone cattive volevano fargli del male. Ogni anno è venuto
a trovarci verso la fine di giugno, così io ero a casa e potevamo stare insieme. E quando
era lontano ci mandava sempre tante e-mail per dirci che stava bene.
- Il mio papà è alto-alto, ha i capelli castani, un
grosso naso ed è molto divertente- mamma dice che ho tanto di lui-. Mamma gli vuole tanto
bene ed è triste quando va via.
- L'anno scorso papà non è venuto alla fine di giugno.
Abbiamo aspettato e poi mamma ha avuto una e-mail in cui papà diceva che non poteva
venire, che aveva dei problemi e che voleva risolverli una volta per tutte.
- E anche quest'anno papà non è venuto ma non ci ha
mandato nessuna e-mail. Mamma è tanto preoccupata ma mi ha detto che devo stare
tranquillo. Lo so che ha paura che gli sia accaduto qualcosa ma non vuole che io sia
triste.
- Così, Babbo Natale, ho pensato che questo potrebbe
essere un lavoro per te. Se tu riesci a fare il giro del mondo sulla tua slitta in una
sola notte, perchè non provi a carcare papà e a riportarlo da noi?
- Sarebbe il regalo più bello per me e la mamma e non ti
chiederei più niente per il resto della vita.
- Tanti cari saluti,
William Mulder
******
1 Gennaio 2012
- Caro Babbo Natale,
- sono le 4:30 del pomeriggio e la casa è in silenzio.
Così ho deciso di scriverti ancora, facendo una pausa dal mio inseparabile T-25, il
videogioco che mi ha regalato nonna Maggie. Sono arrivato quasi alla fine del secondo
livello, il che è un redord per me. Ha chiamato Gary ieri e mi ha detto che lui non è
ancora riuscito a superare il primo. L'ho canzonato tutto il tempo. Ah... anche a lui hai
regalato il T-25, non lo sapevo!
- Il mio regalo più bello però è in camera da letto,
abbracciato alla mamma in un sonno pieno di sogni come quelli che ho fatto io in questi
giorni.
- Devi sapere, Babbo Natale, che la sera della Vigilia di
Natale abbiamo finito di cenare verso le 22:30. La mamma di solito vuole che non vada a
letto più tardi delle 10, ma il 24 era un giorno speciale. Finito di cenare e sistemare
in cucina, i grandi si sono scambiati auguri e regali e poi sono andati via. Intanto era
quasi arrivata mezzanotte, mamma ed io ci stavano preparando per andare a letto, ma io non
avevo ancora sonno.
- Non sapevo ancora che la mia lettera ti era arrivata e
avevi un bel regalo per me.
- Così, prima di andare a dormire, ho dato un'ultima
occhiata fuori dalla finestra e ho visto un uomo che camminava da solo nella neve ed
entrava nel nostro portone. E ho aspettato fino a che ho sentito i passi sul pianerottolo
e una chiave entrare nella serratura della porta.
- Ora so che esisti, Babbo Natale, perchè mi hai portato
il regalo più grande.
- Sono corso ad abbracciare papà e lui mi ha stretto
forte-forte e ha iniziato a piangere. E poi è arrivata anche la mamma e ha abbracciato
forte-forte anche lei e anche mamma si è messa a piangere.
- Mamma ha preparato cioccolata calda per tutti e
l'abbiamo bevuta tutti e tre seduti nel lettone, mentre papà ci raccontava le sue
avventure degli ultimi due anni e ci diceva che non sarebbe mai più andato via. Mamma ha
ricominciato a piangere di nuovo e papà l'ha abbracciata di nuovo e ha abbracciato anche
me e abbiamo dormito tutti insieme nel lettone.
- Il giorno dopo, tutti sono rimasti sorpresi quando lo
hanno visto e nonna Maggie si è messa a piangere e lo ha abbracciato tanto.
- Così, Babbo Natale, ho deciso di scriverti ancora per
ringraziarti e dirti di ricordarti di me.
- Dal prossimo anno non riceverai più mie lettere perchè
non posso desiderare nulla di più dalla vita.
- Tanti cari saluti
William Mulder