Saturday
(Scully in strada)

 

Autrice: Lezar ( theonlytruth@crazy-land.net )
Rating/Genere: biscottino smut senza pretese... qualche parolina... R?
Ringraziamenti: un grazie infinite alle ragazze dell'IWTB per l'incoraggiamento, ad Anasilv per avermi spinto a riprendere in mano la fanfic e a finirla
Note: Questo è quello che accade quando il mio cervello va in una direzione ed io esattamente dalla parte opposta :9!

***

Dio, quant’è deprimente!
Mi sento come una vecchia zitella acida, quando si presuppone sia un’agente speciale dell’FBI con una laurea in medicina, una specializzazione in fisica, e un incarico strambo nel seminterrato dell’Hoover Building.
Alleluia.
Ho una tale dose di rabbia&isteria che potrei estrarre la pistola e fare il tiro al bersaglio con la folla del sabato sera.
Non che lo faccia davvero, chiaro. Era così, giusto per spiegarvi il mio umore. Suppongo che tutti i singles del mondo la penserebbero come me in questo momento.
Perché?
Beh, presto detto.
E’ sabato pomeriggio.
Le 3 per essere esatti.
E’ estate, fa un caldo soffocante, ho uno stupidissimo pantalone nero che mi sta rosolando le gambe e la mia macchina ha appena tirato le cuoie.
Bene.
Chiaramente questo non è tutto.
Come potrebbe esserlo?
A rendere ancora più entusiasmante questa meravigliosa giornata, c’è anche la spesa che  ho appena fatto al centro commerciale che si sta cuocendo in macchina, e una quantità abnorme di folla. Non una quantità qualsiasi, badate bene. Una quantità di coppie sbaciucchiose che guardano le vetrine, tenendosi per mano e mostrando al mondo intero tenere effusioni. Ho contato cinque mamme con passeggino e altrettante in attesa. E ho persino visto un paio di padri con docili pargoli a spasso.
Il mondo è tutto alla rovescia.
E io sono qui, seduta sul cofano rovente della mia automobile, attendendo che il mio partner venga a recuperare me, la mia spesa e la mia macchina. Cosa che  accadrà chissà quando, dato il traffico.
Moooltooo beneeeee.
Sento rivoli di sudore scendermi lungo il collo.
Dio, perché non piove mai quando serve? Perché piove sempre quando Mulder ed io ci troviamo in un astruso paesino che non ha strade asfaltate. E’ una punizione? Una subdola vendetta?
Inizio ad irritarmi.
Tutta questo non sarebbe mai accaduto se ieri Mulder non mi  avesse trattenuto in ufficio con le diapositive di un idiota del Montana con la mania di mordere la gente. No che non sarebbe successo. Io sarei uscita dall’ufficio alle sei, sarei passata dal centro commerciale e sarei filata a casa. Evitandomi lo spettacolo che ho davanti agli occhi.
Guardo irritata l’orologio.
Sono passati altri dieci minuti.
Perché diavolo ho chiamato Mulder? Perché non mi sono limitata a prendere un taxi?
Sento il trillo del mio cellulare e mi porto una mano alla cintura dei pantaloni.
Non c’è.
Dov’è?
Che significa tutto questo?
Perché quel dannato aggeggio continua a strillare?
Entro in macchina e vengo accolta da una ventata di calore. E’ nauseante. Non riesco a respirare.
Ho quasi la tentazione di usare i surgelati come cubetti di ghiaccio. Cioè, sempre che siano ancora surgelati e non siano diventati scongelati.
Il cellulare continua a suonare.
C’è una sola persona così irriducibile sulla faccia della terra.
Finalmente individuo il malefico telefono tra una busta di scatolame mezza rovesciata e un’altra di quelle che assomigliano vagamente a verdure.

“Mulder, ti odio.” Non gli do neanche il tempo di parlare. Non mi sono manco presa la briga di controllare chi fosse sul display. Tanto lo so che è lui.

“Oh, Scully, siamo nervose? Non sai che non troverai mai un fidanzato se continui così?”

“E tu lo sai che non arriverai a domani se continui così?” Dio, come fa? Io sono stanca, irritata, esausta. I miei capelli sembrano dei porcospini impazziti. Ho la pelle viscida. Sono sudata come un mulo. E lui osa anche scherzare?

“Su, partner, abbiamo affrontato di peggio!”

“Di così?”

“Andiamo, tu almeno non devi sorbirti questo traffico infernale mentre ascolti alla radio che i Knicks stanno perdendo!”

“Dove sei?”

“Tra la sesta e la settima.”

“Incidente?”

“La polizia urbana che dirige il traffico.”

Perfetto!
Questa è una realtà. Una macabra realtà a dirla tutta.
Di cosa sto parlando?
Sto parlando del fatto che lo scopo razionale per cui la polizia urbana deve dirigere il traffico è evitare che si creino ingorghi. Invece, per un qualche strano e oscuro motivo, accade esattamente il contrario. C’è un tizio in uniforme che smanetta a destra e a manca? Ecco, il traffico si ferma.
E poi dicono che gli x-files non esistono…
Ma che sto dicendo?

“Scully, sei ancora lì?”

“Si.” Fiato.

Ho sete. Anzi, a dirla tutta, la mia gola assomiglia vagamente al deserto dell’Arizona…

“Sembra che ci sia un varco, ci sentiamo più tardi, d’accordo?”

Ovviamente non mi da il tempo di rispondere.
Lo so che è una cosa normale tra di noi, ma oggi mi irrita. Perché deve fare così? Perché non può salutarmi come fanno tutte le persone normali? Perché il nostro rapporto non è un rapporto normale? Perché non possiamo essere quello che vorremmo essere e invece siamo esattamente il contrario? Perché ogni volta che lo guardo mordersi il labbro mi verrebbe voglia di gettargli le braccia al collo e continuare l’opera? Perché ha sempre un buon odore, anche in piena estate, con un caldo torrido? Perché è così dannatamente sexy? Perché sto dicendo queste cose a me stessa anche se le  so da tempo? Perché non le dico a lui? Perché le sto dicendo?
Oddio, rischio di impazzire!
Se comincio a pensare  a Mulder in un modo in cui non dovrei pensare rischio la combustione spontanea. Il che avvallerebbe un centinaio di casi su cui il mio partner voleva indagare ed io ho saggiamente cestinato.
Ohhh, dovrei smetterla di pensare a lui!
E’ solo che… che… mi dite come faccio?
Passiamo qualcosa come 60 ore della settimana insieme ed  è inevitabile che nella  maggior parte degli eventi della mia vita ci sia lui di mezzo.
Vedete, se io non fossi mai entrata nell’FBI, non sarei mai stata assegnata agli X-Files, non avrei mai incontrato Mulder, e ora non sarei qui…
Ma il fatto è… è che sono qui…
E fa caldo.
E ho sete.
E sono stanca, irritata, frustrata.
E voglio andare a casa.
E fare una  doccia ghiacciata e…
e… e vorrei che il mio partner la smettesse di pensare che i miei istinti sessuali siano gli stessi di un pasticcio di carne…
Ammesso che un pasticcio di carne abbia istinti sessuali…
E’ solo che con Mulder tutto diventa un’insinuazione sessuale… anche il caffè la mattina ha un che di sessuale… O almeno è il suo modo di  berlo che fa risalire a  galla certi istinti…
Come diavolo sono finita a parlare degli istinti sessuali del mio partner?
Mi passo una mano sulla fronte.
Ma quando arriva?
Perché non è qui?
Perché…
Ops, telefono…

“Eri una scout quando eri bambina, Scully?”

Sospiro. “E questo che c’entra? Dove sei?”

“Lo sai che oggi è la giornata mondiale del piccolo scout? Sto appena assistendo ad un’allegra sfilata.”

Questo non sta accadendo…

“Cioè, sei fermo a vedere una sfilata?”

Mi viene da piangere.

“Non l’ho voluto io… è successo…”

“Mulder, qui ci sono 40 gradi, e se non  vuoi che la tua partner muoia con la sua spesa nella sua macchina, ti consiglio di muoverti!”

“Lo farei, ma è tutto bloccato. Però, a quanto ho capito, mancano solo due carri e  poi potrò passare.”

“Non puoi tornare indietro e cambiare strada?”

“Ci abbiamo provato, ma la corsia si è intasata più di prima.”

Questa giornata è un incubo. Quando diavolo finisce? Mi è concesso sapere almeno quello?

“Scullyyy? Sei lì?”

Giuro che se sento la sua risatina…

“Si.” Bofonchio.

“E’ in arrivo l’ultimo carro.”

La cosa dovrebbe confortarmi secondo lui?

“La cosa dovrebbe confortarmi secondo te?” Appunto.

“Dipende tutto da come vedi le cose, Scully.” Ecco, ci risiamo. “In generale la cosa non dovrebbe confortarti, ma se consideri che la situazione complessiva, beh… è un bel vantaggio.”

“Mulder?”

“E’ davanti alla mia macchina.” Sento vaghi rumori di sottofondo dall’altra parte della cornetta. O forse li sto solo immaginando. Forse tutto questo è un sogno. Forse ora mi sveglierò nel mio letto. Sudata. Un poco. Ma sarò a casina. E ben presto dimenticherò questo…

“Cazzo!”

“Mulder?!?”

Oddio, che c’è adesso?

“Ma porca… non si rende conto che è stata un’idiozia?”

“Cosa? Mulder?” Ho assunto una voce vagamente isterica.

“Oh… scusa. Parlavo con l’allenatore.”

Sento che sto diventando una belva. A dir poco.

“Mulder… se non muovi le chiappe e non sei qui entro dieci minuti, giuro su Dio, che chiedo il trasferimento e ti invio una foto di SGB Spender, incorniciata, da mettere sulla scrivania.”

“Ohhh, partner, giochiamo sporco?”

Sbuffo.
Non ho neanche la forza per infuriarmi con lui.
E in fin dei conti, a che servirebbe?

“Davvero, Mulder… prendila come una supplica. Ho bisogno… davvero bisogno di tornare a casa e rimanere sotto una doccia ghiacciata per il resto della mia vita.”

Da quando in qua ho l’abitudine di piagnucolare?
Deve essere un sogno.
Per forza.

“Coraggio, il carro è passato. Ancora qualche majorette e sarò da te.”

“Certo… sicuro di non voler correre dietro alle majorette?” Lo stuzzico. Non mi rimane altro da fare.

E poi… non è un’immagine così assurda.

“Pensi che sia un tipo da majorette, Scully?”

“Non lo sei?”

“Pensavo che mi conoscessi meglio…”

“Infatti ti conosco.”

“Uhm…” Già me lo immagino. In macchina. T-shirt, occhiali da sole. Mentre si morde il labbro…

Respira e calmati, Dana.

“Alte, gambe lunghe…”

Mi sono ridotta a flirtare con il mio partner.
Per l’amor di Dio! Qualcuno mi salvi, altrimenti non rispondo più di me!

“Vuoi un elenco… Fox?”

Sono irrecuperabile.

“Oh, Scully, ti prego!”

“Allora?”

“Chi ti dice che i miei gusti non siano cambiati… Dana?”

Perché ho la sensazione che la mia pressione sanguigna sia ben sopra la media?

Mulder fa male alla salute… se non altro a quella del mio cuore.

“E quali sarebbero, ora, i tuoi gusti?”

“Piccole, sexy e cervellotiche.” Dice serio, ma poi lo sento ridacchiare sotto i baffi. “Il varco si è aperto. Sono da te immediatamente.”

Qualcuno mi spiega perché deve sempre fare così?
Perché non posso mai sapere se parla sul serio o scherza?
Gli è così difficile?
E si può sapere perché sulla mia faccia si può tranquillamente friggere un uovo in questo momento?
OHHHHHHHHHH!!!!
Mi viene voglia di urlare!
Perché questa mattina non me ne sono rimasta a letto?
E invece no. Sono uscita. Con un caldo atroce. E sono finita in mezzo al sole rovente nella giornata più assurda della mia vita, a fare pensieri impuri sul mio partner che, per giunta, sta pure venendo qui!
Che diavolo voleva dire con ‘piccole, sexy e cervellotiche’?
Stava scherzando. Come al   solito. Certo.
Mica può dire sul serio.
Sono i suoi soliti ammiccamenti. Le sue solite insinuazioni. Perchè mi meraviglio ancora?
Mulder inserisce insinuazioni, vagamente sessuali per lo più, in qualsiasi cosa e/o faccia. Fa insinuazioni anche quando è fermo all’ascensore.
Beh… le fa con il suo corpo, ovvio. Ma le fa.
Insomma, quello che voglio dire è che… mi stava prendendo in giro. Come sempre.
Ormai dovrei averci fatto l’abitudine. Dovrei non farci più caso. Dovrei…

“Ahhh” l’urlo mi esce più stridulo di quanto vorrei. E improvvisamente mi sento avvampare.

“Posso condividere i tuoi pensieri, Scully?”

Non mi sono minimamente accorta del suo arrivo. Mi si è avvicinato alle spalle e, bam!, mi ha afferrata per la vita.
Le sue braccia scoperte mi tengono stretta contro il suo torace. Sento il suo calore. Il suo odore, di maschio e dopobarba. Mi sussurra nell’orecchio a voce roca. E ci sono 40 gradi. Sono stanca, e, che qualcuno mi aiuti, sto per avere un orgasmo seduta stante.
Devo respirare.
Devo farlo se non voglio fare la cosa più idiota della mia vita e nascondermi per il  resto della mia esistenza.

“Mi hai spaventata.” Riesco a sussurrare.

“Scusa.” E sorride. E non smette di abbracciarmi. E… oh, Dio! E ora che fa?

Sento la sua mano lasciare la mia vita e toccarmi il viso.
Credo di aver smesso di respirare. O forse respiro talmente velocemente che non mi accorgo nemmeno di star respirando. O forse sto delirando e basta.

“Sei calda, Scully.”  Costata. “Potevi chiuderti in macchina e accendere l’aria condizionata.”

Deglutisco a fatica.

“Così mi sarei presa un malanno, quando sarei uscita. Sai quanti danni provoca l’aria condizionata? Soprattutto con queste temperature.”

Meglio essere razionali. Certo.
Lo sento ridacchiare dietro di me e lasciare lentamente la presa.

“Quindi pensi che mi ammalerò?”

“Probabile.” Dico roca, e mi schiarisco la voce.

Tento di darmi una sistemata (più mentale che altro) e mi volto a guardarlo.
Come immaginavo… Scarpe da tennis, jeans, t-shirt, occhiali da sole, capelli scompigliati.
Ohhh… avevo parlato di darmi una sistemata, per caso?

“Bene. Allora il futuro malato ti consiglia di aspettarlo in macchina, mentre lui recupera i resti moribondi della spesa.”

Mi indica la sua sedan parcheggiata al fresco, e inizio a camminare come un automa nella sua direzione. Quando entro in macchina, vengo accolta da un piacevole fresco.
Inizio a schiarirmi le idee…
Insomma…
Considerando che da qui posso vedere il mio partner muoversi sinuoso attorno alla mia automobile, ecco…
Oh, al diavolo! Perché mi preoccupo tanto?
Sono una donna, dopotutto. Con degli istinti, chiaro.
E Mulder è un uomo. Sexy. E desiderabile. Le donne lo mangiano con gli occhi e sfido chiunque a non desiderare una notte con lui.
Quindi perché me la prendo tanto?
E’ un comportamento perfettamente normale. E lo so che è il mio partner, però…
Ohhh… sta arrivando.
Lo vedo arrancare fino alla macchina, aprire la portiera posteriore, depositare buste informi, e venirsi a sedere sul posto di guida.

“Domani mattina la veniamo a prendere, ok?”

Annuisco stanca.
Tutto questo pensare, il caldo e la surreale giornata mi hanno spossata.
Allaccio stanca la cintura di sicurezza e mi accascio sul sedile. Ho quasi voglia di chiudere gli occhi e sonnecchiare.

“Allora, pronta a partire?”

“Si.” Sussurro.

Sento il rombo attutito della macchina, e, lentamente, vedo i passanti scorrere davanti a noi.

“Ah, Scully… a proposito del caso di cui parlavamo ieri…”

Ecco, come non detto.

Si ricomincia.

 

THE END!!!!!!

 

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