| TITOLO: The End for a new beginning I parte |
| AUTORE: Lezar82 |
| GENERE: Msr, Angst, Mulder POV, Scully POV... poi non so. |
| RATING: PG-13... qualche parola forte, consideratevi avvertiti. |
| SPOILER: essenzialmente Emily, qualche riferimento al cancro in generale e a Redux. |
| DISCLAIMER:bla,bla,bla... la solita solfa, XF e i suoi personaggi non mi appartengono, non voglio violare alxun copyright ecc, ecc... |
| COMMENTI: Ci terrei anche solo per sapere se l'idea che ho avuto vi ha fatto piacere! a lezar82@supereva.it |
| NOTE: l'idea mi è venuta in un noioso primo pomeriggio quando me ne stavo nel pulmann per tornare a casa dall'università... e mi sono detta... "ma perchè nessuno ci ha pensato mai?"... che altro dirvi... buona lettura! |
| FBI HeadQuarter |
| Washington DC |
| 25 Ottobre 1996 |
| Ore 8:55, am |
| Sono cinque giorni che piove quasi ininterrottamente. |
| Le strade si sono ricoperte di una fanghiglia sporca e untuosa. |
| I passanti camminano svelti sui marciapiedi con i volti bassi e semicoperti dai loro grandi ombrelli. |
| L'altro giorno, nella pausa pranzo, me ne sono andato un pò a zonzo per strada.... |
| ... risultato? |
| Sono stato mandato al diavolo da due vecchiette che mi hanno guardato inferocite per aver accidentalmente sporcato con un pò di fango le loro immacolate sottane! |
| Sembra che la pioggia renda le persone nervose. |
| E pensare che ci sono popoli che pregano i loro dei affinchè piova! |
| Ah! |
| Il mio cervello deve essere proprio partito se mi metto a pensare alla situazione metereologica di Washington in un momento come questo! |
| Guardo l'orologio. |
| E' la terza volta in dieci minuti. |
| Scully non è ancora arrivata. |
| E la cosa inizia a preoccuparmi. |
| Questa è la sesta mattina di fila che arriva in ritardo. E la cosa non è decisamente da Scully. |
| Sono io quello che solitamente arriva in ritardo, non lei. |
| E sono preoccupato. |
| So che mi sta nascondendo qualcosa. |
| Lei tenta di fingere che vada tutto bene, ma io so che non è così. |
| Come dire... lo sento. |
| Ho tentato di arrivare alla questione durante una nostra discussione l'altro giorno. Lei ha cambiato subito discorso. E questo non ha fatto altro che confermare i miei sospetti. |
| Mi sta nascondendo qualcosa. E la cosa non mi piace. |
| E sento che è qualcosa di grave e la cosa mi piace ancora meno. |
| Mi alzo dalla scrivania. |
| Sono stanco di starmene seduto di fronte alla porta aspettando il suo arrivo. |
| Non credo di riuscire a combinare niente di sensato fino a che non avrò la sicurezza che tutto vada bene |
| Ma almeno quando arriverà, se arriverà, non mi vedrà seduto come un cane ad aspettare paziente l'arrivo del suo padrone. |
| Il che non è che sia poi molto lontano dalla verità. |
| Ma questa è un'altra storia. |
| Meglio non tirarla fuori per il momento. La situazione è già abbastanza incasinata di per sè, meglio non peggiorare le cose. |
| Apro lo schedario. |
| Non ricordo che ci fosse tanta confusione. |
| Sono state poche le volte in cui si è ridotto in questo stato. |
| Quando ero solo agli X-Files. |
| Quando Scully ha lasciato gli X-Files. |
| Quando Scully stava morendo di cancro. |
| Il cancro... |
| Dio non voglia che l'incubo sia ritornato. |
| Ti prego, fa che non sia così. |
| Non riuscirei a sopportare di rivivere quei momenti... le tenebre più nere sembrano luce accecante in confronto. |
| Questa volta non la riavrei indietro. |
| E stare senza di lei non avrebbe senso. |
| Complimenti, Fox Mulder... finalmente lo hai ammesso. |
| Stare senza di lei non avrebbe senso. |
| Stare senza di lei non avrebbe senso. |
| Stare senza di lei non avrebbe senso. |
| Non avrebbe senso il lavoro. Non avrebbe senso la mia stessa esistenza. |
| Non penso che sia questo comunque. |
| Non credo che l'incubo sia ritornato. |
| Scully non mi mentirebbe, non sul cancro, non dopo quello che abbiamo passato. |
| Guardo di nuovo l'orologio. |
| Sono le nove e inizio a preoccuparmi. |
| Mi fermo all'improvviso: senza accorgemene ho iniziato a percorrere il perimetro dell'ufficio. |
| E sto sudando. |
| Ho dannatamente paura. |
| Ora ho veramente paura. |
| Mi precipito al telefono e compongo il suo numero di casa. |
| E' occupato. |
| Metto giù la cornetta e provo sul cellulare. |
| Spento. |
| Rimetto giù la cornetta e aspetto con la mano a mezzaria dieci minuti. |
| Non credo di essermi mosso. Credo di non aver neanche respirato. |
| Ricompongo il numero... occupato. |
| Rischio quasi di rompere la cornetta sul ricevitore. |
| Sono nervoso. E ho paura. |
| Anzi no... credo che la paura si stia trasformando in terrore. |
| E quando la paura sarà diventata terrore nulla potrà fermarmi dall'andare a casa sua e forzare la porta se sarà necessario. |
| Guardo di nuovo l'orologio. |
| Le 9:15. |
| Sono diventato un amico imtimo dell'orologio questa mattina. |
| E la cosa non mi diverte affatto. |
| Sento un lieve cigolio alle mie spalle e mi volto con un'espressione di sollievo in faccia. |
| Ma la mia espressione si muta in una smorfia quando mi vedo di fronte il mio caro e vecchio vicedirettore. |
| Lui deve essersi accorto di qualcosa perchè mi fissa in maniera strana. |
| Anzi no. |
| Non mi sta semplicemente fissando, sta cercando di dirmi qualcosa ma non sa come iniziare. |
| Non so perchè ma il cuore inizia a tamburellarmi nel petto come un martello pneumatico. |
| Credo che se andassi a farmi un elettrocardiogramma in questo momento mi manderebbero subito a fare un'angioplastica. |
| Inizio a fissare Skinner invitandolo a parlare per primo. |
| Giuro però che se non inizia entro cinque minuti, mi avvento contro di lui e lo costringo a dirmi che diavolo sta succedendo alla mia partner. |
| Perchè ho l'assoluta certezza che Skinner sia venuto a parlami di Scully. |
| E dalla faccia che ha non credo siano belle notizie. |
| -Agente Mulder... -inizia con tono sommesso. |
| Oddio, iniziano a tremarmi le gambe. |
| -Agente Mulder sono venuto a comunicarle una cosa. |
| -Cosa? |
| Cerco di fingermi calmo e sicuro di me ma è fin troppo palese che ho una fottutissima paura che mi rode dentro. |
| -Sono venuto a parlarle dell'Agente Scully... |
| Interrompe la frase per prendere fiato... se continua di questo passo fra un pò mi ci vorrà una bomboletta d'ossigeno per respirare. |
| -L'agente Scully mi ha pregato di dirle che si è presa un periodo di aspettativa. |
| Ok... questo è un incubo... |
| ...bene... qualcuno mi dia un pizzicotto... una secchiata di acqua gelida in testa... una martellata... qualunque cosa.. perchè voglio svegliarmi. |
| Che diavolo sta succedendo? |
| Dove diavolo ero mentre Scully pensava di lasciare l'FBI? |
| Perchè non ha chiesto ferie... no.. ha chiesto un periodo di aspettativa... un preludio alle dimissioni! |
| Bel psicologo che sono! |
| Che diavolo me la sono presa a fare la laurea se poi non riesco a capire neanche la persona che mi è più vicina nella mia vita? |
| Perfetto! |
| Datti calci nel sedere e pugni in testa Fox Mulder perchè te li meriti proprio! |
| La verità è che ho dannatamente paura di scavare negli antri segreti di Dana Scully... ho paura di invadere la sua privacy... ho paura di non riuscire ad abbattere le sue paure... ho paura di entrarvi e non riuscire a non uscirne più... |
| Ho paura. Punto. |
| Fottutissima paura. |
| -Agente Mulder! |
| Sento una punta di apprenzione nella voce di Skinner. |
| Devo essere rimasto in silenzio parecchio tempo senza accorgermene. |
| -Si... -riesco a mala pena a rispondere.- Quando... quando glielo ha comunicato signore? |
| -Questa mattina... mi ha chiamato a casa e mi ha chiesto di avvertire anche lei. |
| -Sa perchè... perchè abbia chiesto questo periodo di aspettativa? Si, insomma... glielo ha detto il motivo? |
| -Pensavo me lo dicesse lei... ma vedo che sa meno di me in questa storia.... |
| Ci guardiamo ma nessuno dei due riesce a parlare. |
| -Devo andare da lei! |
| Metto fine a quello stato di trance che avevamo creato. |
| Bisogna agire non stare a guardare gli eventi scorrerci avanti. |
| Oltrepasso Skinner puntando all'appendiabiti: per essere ottobre fa dannatamente freddo in questi giorni. |
| Ma non mi è concesso andare oltre. |
| Skinner mi afferrà da un braccio costringendomi a guardarlo. |
| Al che potrei pure reagire liberandomi della morsa. |
| Potrei reagire se fossi arrabbiato. |
| Ma non sono arrabbiato... cazzo non sono arrabbiato. |
| Questa dannatissima situazione mi avrebbe dovuto far salire il sangue al cervello, avrebbe far dovuto scattare la molla dei miei nervi: dovrei essere nero in questo momento. |
| E invece no. |
| Tutto quello che provo è una morsa che mi stringe il petto. |
| Tutto quello che provo è una tenaglia che mi contorce lo stomaco. |
| Sono terrorizzato. |
| In questo momento voglio solo sapere che Scully sta bene e perchè ha chiesto l'aspettativa. |
| Sono terrorizzato. |
| E quando sono terrorizzato sono vulnerabile. |
| Soprattutto quando si tratta di Scully. |
| Sono venuto a patti con il mio peggior nemico quando è stata male. |
| -Cosa le fa pensare che parlerà se non l'ha fatto fin ora? |
| Bella domanda Skinner. |
| Mai domande facili fa lei, vero signore? |
| -La costringerò a parlare. |
| -Ah si, e come? |
| -Non me ne frega niente del come... lo farò e basta! |
| Le mie parole iniziano a riacquistare forza. |
| -Mulder! |
| Mi divincolo dalla sua stretta e fuggo via dall'ufficio senza neanche prendere il cappotto: in effetti dubito che quel pò di lana conciata possa ripararmi dal freddo polare che mi è penetrato fin dentro le ossa, un freddo che ha iniziato a insinuarsi subdolo già da qualche giorno fino ad investirmi possente non appena Skinner è entrato nell'ufficio. |
| Il parcheggio è desolato come al solito. |
| In realtà non posso essere certo che non ci sia proprio nessuno. |
| Ma ho come pannelli ai lati degli occhi che mi impiscono di guardare intorno. |
| Quello che vedo è solo la mia macchina. |
| La macchina che mi condurrà da Scully. |
oXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXo
| Scully's Apartment |
| Georgetown |
| Washington DC |
| 25 Ottobre 1996 |
| Ore 10, am |
| A quest'ora Skinner gli avrà già detto tutto. |
| So cosa sta provando in questo momento. |
| Non volevo mentirgli... è l'ultima cosa che farei... in circostanze normali. |
| Ma ora... |
| Una valanga mi è caduta addosso e non so come uscirne. |
| Sto soffocando ma devo riuscire a farcela da sola, non posso coinvolgerlo anche in questo. |
| So quanto mi è stato vicino, sempre, più di quanto io stessa voglia ammettere. |
| E' stato il mio sostegno più volte di quante ne possa ricordare. |
| Ma ora è diverso. |
| Non voglio che inizi una nuova crociata insieme a me. |
| So che lo farebbe se glielo chiedessi. |
| Ma non posso farlo. |
| Non perchè non lo voglia al mio fianco... tutt'altro... ho bisogno di lui più di quanto io stessa voglia ammettere... ma so che se lo coinvolgessi anche questa volta, si addosserebbe colpe che non ha. |
| Ed io non voglio. |
| Odio vederlo mentre si distrugge l'anima. |
| Odio vedere il suo sguardo basso e rassegnato. |
| Lui cerca di nascondermelo, ma io lo sento... sento il suo dolore, sento la sua pena... sembra quasi che le possa toccare. |
| So che vedrà il mio come un tradimento ma non lo è. |
| Non lo tradirei mai, neanche sotto la più atroce delle torture. |
| Guardo il buio davanti a me. |
| Sono ventiquattrore che non accendo la luce. |
| Non riesco a sopportane la vista. |
| Il dolore è troppo perchè possa vedere spiragli di speranza. |
| Mi alzo stancamente e mi trascino silenziosa alla finestra. |
| E' coperta da pesanti tende che non ho alcuna intenzione di aprire. |
| Rimango imbambolata al centro della stanza. |
| Non so che fare. |
| Non ho voglia di far nulla, solo di starmene accucciata ad autocommiserarmi. |
| Sembra che tutta la mia energia vitale sia scivolata via come la pioggia che da giorni batte la città. |
| Rigiro tra le mani il lembo del maglione che indosso e mi guardo intorno. |
| Vorrei piangere, ma neanche quello mi è concesso. |
| Ne ho versate fin troppe di lacrime in questi giorni e il mio corpo rifiuta di rilasciarne altre. |
| Ritorno al divano e mi rannicchio vicino al bracciolo. |
| Minuscola di fronte al mondo. |
| E schiacciata da un macigno troppo grande. |
| Reclino il capo sperando di alleviare il peso che ho in testa. |
| Sento due violenti colpi alla porta. |
| So che è lui ma non ho alcuna voglia di vederlo, così li ignoro. |
| Altri due colpii. |
| Altri colpi. |
| E altri ancora. |
| Non posso ignorarli per sempre. |
| Mi alzo dal divano e mi avvicino alla porta. |
| Non ho il coraggio di aprire... non voglio aprire... non voglio vedere Mulder. |
| Ma lui insiste. |
| "Scully so che sei dentro! Apri questa porta!" |
| Sta gridando con rabbia ma so che è terrorizzato. |
| Mi si stringe il cuore... non voglio fargli questo ma so che è giusto così! |
| "Scully, apri questa porta! Aprila o la sfondo a calci!" |
| So che ne sarebbe capace e non posso permetterglielo. |
| I miei zelanti vicini lo metterebbero nei guai. |
| Prendo un profondo respiro e spero vivamente che il mio cuore si fermi in questo preciso istante. |
| Ma non è così, anche l'ultima scusa per evitare di parlare è andata. |
| Mi faccio forza e inizio. |
| "Mulder... ti prego va via" |
| Ho letteralmente gettado fuori le parole dalla gola, ma ne è uscito un suono strozzato e flebile che dubito abbia sentito qualcosa. |
| Ma grazie a Dio Mulder ha un udito fuori dal comune e mi toglie anche l'incombenza di dover ripetere. |
| Se ne sta fermo davanti alla porta. |
| So che è così anche se non lo sto osservando. |
| Fissa il legno e cerca di capire le mie parole. |
| Il loro senso. |
| In effetti non hanno senso. |
| "Scully... Scully ti supplico fammi entrare." |
| E' un lamento più che una richiesta. |
| Credo abbia appena intuito che lo sto cacciando. |
| "Mulder..." |
| Il mio vocabolario si è notevolmente ridotto in questi giorni. |
| "Ma che ti ho fatto?" |
| Appoggio la fronte sul freddo della porta. |
| Mulder riesce sempre a trovare il modo di spiazzarmi. |
| Perchè le nostre sono sempre situazioni complicate? |
| Sospiro e inspiro una notevole quantità d'aria. |
| Non mi resta che affrontarlo. |
| Abbasso la maniglia e lascio che la porta si apra lentamente. |
| La luce del corridoio mi acceca e distolgo lo sguardo. |
| Ma Mulder rimane per tutto il tempo lì, a fissarmi. |
| Sostengo i suoi occhi per pochi secondi, giusto il tempo per una breve comunicazione. |
| Non abbiamo bisogno di parole per comunicare. |
| Non ora almeno. |
| Mi scanzo e lo lascio entrare, chiudendo la porta dietro di lui. |
| Ha camminato lentamente fino alla tenda, al buio. |
| Conosce casa mia meglio di me. |
| Non si è ancora voltato a guardarmi. |
| Gioca una partita di nervosismo con le dita. |
| Io sono ancora contro la porta. |
| Credo abbiano spalmato della colla sotto i miei piedi perchè non riesco proprio a muovermi. |
| Fisicamente intendo. |
| Di colpo alza lo sguardo ed emette un sospiro. |
| Se non inizia a parlare lui rischiamo seriamente di rimanere tutto il giorno nelle nostre posizioni. |
| -Perchè hai le tende chiuse? |
| Perfetto, parliamo delle tende tanto per rompere il ghiaccio. |
| -Non... non ho voglia di luce. |
| Si avvicina alle tende e le apre. |
| La stanza si inonda di luce. |
| Per fortuna il mio cantuccio è ancora protetto dall'ombra. |
| Se ne sta immobile a fissare fuori. |
| Perfetto, la giornata sta proprio evolvendosi bene! |
| Ci mancava solo Mulder oggi! |
| -Chi ti ha detto di aprire? |
| Dalla mia voce traspare una palese apatia, ma non me lo posso impedire. |
| -Mi andava. |
| Anche nella sua voce c'è apatia. |
| Benissimo Mulder mettiti sulla difensiva anche tu! |
| -Perchè Scully? |
| Pensavo che non avrebbe più parlato oggi. |
| -Perchè vuoi andartene? |
| Non so realmente che ci sia nella sua voce... rabbia sicuramente e terrore. |
| -Mulder... |
| -No Scully, io devo sapere! |
| Si è girato all'improvviso e mi sta fissando. |
| Non riesco a guardare i suoi occhi. |
| Se lo facessi gli direi tutto e non voglio che questo accada! |
| -No, Mulder non credo... |
| -Tu non credi... tu non credi? |
| Inizia ad alzare la voce. |
| E la cosa irrita anche me. |
| Diavolo! L'ultima cosa di cui ho bisogno è che qualcuno alzi la voce con me. |
| Bene Mulder! Se la metti su questo lato, adesso inizio ad incazzarmi anch'io. |
| -Non sono fatti tuoi! |
| Gliel'ho spiattellato in pochi secondi con una sicurezza che meraviglia anche me stessa. |
| Alzo lo sguardo e tento di fissarlo. |
| Grazie a Dio, la penombra non gli permette di vedermi bene in faccia. |
| Altrimenti capirebbe che ho pianto... |
| Sempre ipotizzando che non se ne sia accorto prima, alla porta, in quella frazione di secondo in cui i nostri sguardi si sono incrociati. |
| Da lui mi aspetto di tutto. |
| -Cosa? |
| Ha alzato la voce di un'ottava. |
| La rabbia gli sta salendo violenta alla bocca dello stomaco. |
| E' fin troppo evidente. |
| L'ultima cosa che voglio è incazzarmi con lui. |
| Ma non riesco ad impedirmelo. |
| -Hai capito bene! Non sono tenuta a dirti cosa faccio e perchè lo faccio. |
| Complimenti Dana, continua così e in meno di tre secondi quello che era il tuo migliore amico diventerà il tuo peggior nemico. |
| Rincaro la dose, evidentemente non è abbastanza. |
| Ma perchè mi sto comportando così? |
| -In fondo... in fondo sei solo il mio collega di lavoro... o sbaglio? |
| Sostengo il suo sguardo. |
| Non sa come replicare. |
| E rimane immobile a fissarmi. |
| Emette un sospiro e abbassa il capo. |
| Non così, maledizione! |
| -Scully... |
| L'ho ferito. |
| E' evidente. |
| Il suo tono è meno di un sussurro. |
| -Scully... fa ciò che vuoi.... |
| La sua voce mi stringe il cuore. |
| Maledizione! |
| Doveva odiarmi, urlare, spaccare i miei mobili. |
| Non doveva rassegnarsi in questo modo. |
| Inizia ad avvicinarsi e si blocca di fronte a me. |
| -Di qualunque cosa avessi bisogno... chiamami. |
| Si china e mi da un dolce colpetto di labbra sulla guancia. |
| Ma è come se qualcuno mi stesse marchiando il viso con il ferro rovente. |
| No! |
| Non così! |
| Non doveva finire così! |
| Chiudo gli occhi e sento il suo respiro allontanarsi da me. |
| Lo sento che apre la porta e si blocca. |
| Mi sta fissando. |
| Mi sta dicendo addio... |
| Mulder... |
| Si volta e va via. |
| Riesco a stento a percepire il clik della serratura. |
| I suoi passi risuonano nel pianerottolo. |
| Forti. |
| Lievi. |
| E poi scompaiono. |
| Sento le lacrime che mi pizzicano gli occhi. |
| No! Non devo piangere! Mi ripeto. |
| Ma il mio corpo evidentemente ha deciso di utilizzare le sue riserve speciali. |
| Le guance si rigano in pochi attimi e l'acqua non ha alcuna intenzione di rientrare nei propri argini. |
| Mi accascio per terra e piango silenziosa. |
| Sperando che il mio dolore possa alleviarsi. |
| Ma rimane lì. |
| Fisso. |
| A trafiggermi l'anima. |
oXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXo
| Mulder's Apartment |
| Alexandria, |
| Washington DC |
| 25 Ottobre 1996 |
| Ore 10, pm |
| Che cazzo m'ha preso? |
| Sono diventato proprio un rammollito! |
| Avrei dovuto incazzarmi, diventare nero, imbestialirmi! |
| Ed invece, eccomi qui con il mio bravo Jack Daniels tra le dita e la spada di Damocle che mi trafigge da parte a parte. |
| Complimenti Fox Mulder! |
| Sei proprio cotto! |
| E oggi hai amaramente scoperto che la persona più importante della tua vita ti considera solo un semplice collega! |
| Perfetto! |
| Devo segnarmela sul calendario stà giornata. |
| Una delle migliori della mia vita. |
| Potrei fare perfino un'elenco... |
| Vediamo... |
| Tua sorella è stata rapita. |
| La tua migliore amica è stata rapita. |
| Ti hanno tolto il lavoro della tua vita |
| La tua migliore amica ha rischiato *seriamente* di morire -I parte |
| La persona più importante della tua vita (ex migliore amica) ti dice che sta morendo. |
| La persona più importante della tua vita (ex migliore amica) ha rischiato *seriamente* di morire -II parte |
| La persona più importante della tua vita (ex migliore amica) ti ha scaricato. |
| Però... |
| Devo informarmi se esiste una sorta di concorso per il più sfigato della terra... vincerei il primo premio. |
| Almeno in qualcosa sarei il primo. |
| Anche se in questo momento vorrei solo che qualcuno venisse qui e mi scaricasse un caricatore addosso. |
| Fate voi chi... |
| Smoking Man... il Bounty killer... qualche alieno che è arrivato sulla terra giusto per divertirsi un pò prima di ritornare alla sua solita routine. |
| Mi sento come quella cosa che i cani lasciano sui marciapiedi... solo infinitamente più nera. |
| Magari gettandomi nel cesso e tirando lo scarico la situazione migliorerebbe. |
| Però credo che neanche le fognature mi vorrebbero... |
| Quando arriverei lì troverei qualche bel topino che mi direbbe una cosa del tipo "via dal mio territorio!". |
| Basta! |
| Toglitela dalla testa Fox Mulder! |
| Anche questa è andata! |
| Cavolo, tutte le mie storie finiscono in questo modo. |
| Vengo scaricato. |
| Phoebe... Diana... |
| Scully è diversa da loro. |
| Era diversa. |
| E poi la nostra era una relazione? |
| Non lo so. |
| Cazzo, non lo so! |
| La nostra era... che era? |
| Punto interrogativo. |
| Arrivo a pensare che la colpa di tutto quello che mi accade è mia. |
| Anzi no... è sicuramente mia. |
| Un altro masso che si aggiunge alla lista. |
| Sto facendo la collezione. |
| Non ho la forza neanche di alzarmi. |
| E' da questa mattina che sono seduto qui ad arrovigliarmi il cervello. |
| Sono uscito da casa sua come un cane bastonato e sono arrivato fin qui strisciando come un verme. |
| Mi sono seduto sul mio compagno di mille notti e ho atteso... |
| Nel frattempo mi sono riempito un bicchiere di liquido giallastro che è rimasto a fissarmi dal fondo della sua esistenza. |
| Il telefono è squillato una ventina di volte, idem il cellulare. |
| Qualcuno ha bussato alla mia porta per buoni dieci minuti. |
| E poi calma piatta fino ad ora. |
| Fisso il soffitto. |
| E mi chiedo se ci sia qualcuno a fissarmi dall'altra parte del muro. |
| Spero che almeno sia un film divertente. |
| L'ultimo è finito con una pallottola in testa... potrei ripetere l'esperienza, non si sa mai. |
| Continuo a fissare il soffitto. |
| Potrei tappezzarlo di poster... magari Langly me ne presta qualcuno dei suoi. |
| Gli occhi iniziano a bruciare. |
| Dovrei smettere di fissare il soffitto. |
| Ma dubito che sia il soffitto il responsabile. |
| I miei occhi hanno deciso che è venuto il momento di innaffiare la mia faccia... |
| Magari domani mi ritrovo con un fitto fogliame invece che della solita barba mattutina. |
| Diavolo! |
| Perchè mai sto piangendo? |
| Non voglio piangere! |
| Non voglio, per la miseria. |
| Ma il mio corpo evidentemente ha disposto diversamente e continua ad inondare di acqua salmastra il mio viso. |
XoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXo
| Scully's Apartment |
| Georgetown |
| Washington DC |
| 25 Ottobre 1996 |
| Ore 10, pm |
| Non avevo idea che il fondo del mio water avesse un così bell'aspetto! |
| Soprattutto quando tenti invano di liberarti di un peso dallo stomaco e riesci solo a buttar via bile e saliva. |
| Mi aggrappo tenace alla tazza in porcellana e cerco di gettarci dentro anche l'anima. |
| E tirando lo scarico l'acqua la porterebbe nel posto che le è più congeniale. |
| Veramente dovrei andarci io in quel posto e coprirmi fino alla testa di letame. |
| Che diavolo mi è saltato in mente? |
| Come ho potuto? |
| Come ho potuto comportarmi in quel modo con lui? |
| Lui è.... |
| Lui è... |
| Dio, com'è difficile dirlo! |
| Ok, daccordo, prendiamo fiato... |
| ...inspirare.... espirare... |
| Diavolo, Mulder è la persona più importante della mia vita! |
| Finalmente l'ho detto. |
| Mulder è la persona più importante della mia vita. |
| E me ne rendo conto solo ora che sto per perderlo. |
| Anzi no, ora che l'ho perso. |
| Mi sale altra bile alla bocca dello stomaco. |
| Va a fare compagnia all'altra che giace in fondo alla porcellana. |
| Dopo che il mio stomaco ha smesso di ballare il tip tap mi appoggio esausta alla vasca da bagno. |
| Non ce la faccio più. |
| La mia vita sembra una continua salita, e più vado avanti più diventa ripida. |
| Non ce la faccio più. |
| Troppi fantasmi, troppi mostri... |
| E un ovvio "perchè a me" che si ripete ininterrotto nelle mie orecchie come un vinile bloccato sulla piastra per i dischi. |
| Appoggio la testa sul bordo della vasca e inspiro profondamente. |
| So che non posso continuare così. |
| Non posso permettere che vada in pezzi anche quel poco che mi è rimasto. |
| La mia famiglia... ho ancora una famiglia dannazione! |
| A mia madre ancora non l'ho detto... ne penso lo farò tanto presto. |
| Bill mi ha invitato a casa sua per Natale... |
| ... e io vorrei che mi venisse un'ulcera per non andare... |
| ... tanto so che l'ulcera mi verrà ugualmente: mia cognata Tara con un pancione da far invidia ai lottatori di sumo è un ottimo coadiuvante. |
| Mi andrà il tacchino di traverso, già lo so... anzi no, mi andrà di traverso qualunque cosa ingoierò. |
| Ma è inutile pensarci ora... rischio di vomitare anche le budella, benchè non sia sicura che stiano ancora al loro posto. |
| E' la mia famiglia quella e prima o pio dovrò dirlo... meglio poi che prima... |
| E poi ho ancora il mio lavoro... |
| E.... |
| Dannazione... ho Mulder... non riesco a fare a meno di lui. |
| Siamo... siamo... non lo so che siamo... ma siamo qualcosa... e non voglio che quel qualcosa cambi... ho bisogno di lui... spiritualmente e fisicamente... ho bisogno che mi stia vicino... ho superato enormi difficoltà avendolo al mio fianco... probabilmente se non ci fosse stato lui sarei morta di cancro... e non mi riferisco solo al microcip che ha recuperato per me, no... parlo anche della sua presenza quotidiana... quella presenza che mi ha dato la forza di andare avanti fino alla fine. |
| Ma allora perchè diavolo l'ho trattato così? |
| Che diavolo ci faccio ancora qui? |
| Devo cercare di recuperare il salvabile sempre ammesso che sia possibile. |
| Mi alzo in piedi e cammino barcollando fino alla mia stanza: il mio fisico è fin troppo debilitato per avere una postura corretta. |
| Mi infilo il primo paio di scarpe che trovo, il cappotto, prendo le chiavi della macchina e mi precipito fuori senza neanche chiudere la porta a chiave: che vengano pure i ladri, non me ne frega niente. |
| Spero solo di arrivare fino a casa di Mulder. |
| La strada è libera per fortuna. |
| Ogni tanto incrocio qualche automobile, ma è più un' eccezione che una regola. |
| Inizio a guardare fuori e capisco. |
| Evidentemente il mio stato mentale deve essere messo proprio male dato che ho imboccato la circonvallazione. |
| Che diavolo mi è saltato in mente? |
| Ora ci metterò una vita ad arrivare. |
| Calco sull'acceleratore. |
| E dopo circa mezzora vedo le luci di Alexandria da lontano. |
| Percorro velocemente l'ultimo tratto di strada prima di bloccarmi di colpo davanti allo stabile di Mulder. |
| Spengo il motore e inizio a fissare il volante. |
| Inizio a dubitare che non sia stata poi una grande idea quella di venire qui. |
| Guardo l'orologio: le 11:15 |
| Guardo in alto e fisso la sua finestra. |
| La luce è spenta, ma questa non è una novità: Mulder ha la luce spenta sempre. |
| Con molta probabilità è in casa. |
| E magari si sta ditruggendo l'anima per colpa mia. |
| Non so come ma sento che un gruppo mi sta salendo alla gola. |
| Inspiro e espiro profondamente. |
| Entro nel portone e salgo spedita alla scale ritrovandomi la scritta 42 davanti. |
| Bene Dana Scully, sei arrivata fin qui ora vai avanti. |
| Cerco di regolare il respiro. |
| Alzo la mano e busso. |
| Il suono è lieve ma spero vivamente che abbia sentito perchè non ho alcuna intenzione di ripetere il gesto. |
XoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXoXo
| Mulder's Apartment |
| Alexandria, |
| Washington DC |
| 25 Ottobre 1996 |
| Ore 11:15, pm |
| Sento due lievi colpi alla porta e so che è lei. |
| Non chiedetemi come faccia a saperlo perchè non lo so neanche io. |
| Ma lo so. |
| E onestamente in questo momento non ho molta voglia di vederla. |
| So perchè è venuta e certo non posso aspettarmi che si inginocchi ai miei piedi supplicandomi di perdonarla. Scully non lo farebbe mai e certo non glielo permetterei comunque. |
| E giuro che se ne avessi la possibilità e la volontà mi alzerei da questo divano, aprirei la porta e stringerei a me talmente forte da non permetterle di respirare. |
| Ma non riesco ad alzarmi dal divano. |
| Sembra che qualcuno mi abbia dato un sonnifero per elefanti. |
| Non ho più forza nel mio corpo. |
| Vedo un'ombra di scarpe minute da sotto la porta. |
| E' lei. |
| E se ne sta immobile ad aspettare. |
| Oddio che faccio? |
| Oggi è stata una giornata così... così... cazzo è stata uno schifo di giornata per tutti e due. |
| Non siamo mai arrivati ad un punto di rottura come questo. |
| O meglio, ci siamo arrivati ma c'erano forze astrali in mezzo. |
| Questa volta abbiamo fatto tutto da soli. |
| Che bravi che siamo. |
| E la colpa non è solo sua. |
| Non sarei dovuto andare via da casa sua, avrei dovuto costringerla a parlare anche con la forza, anche se poi mi sarei sparato da solo per quello che avevo fatto. |
| Ma in fondo, le ho detto io di rivolgersi a me se mai avesse avuto bisogno di qualcosa. |
| Devo farla entrare. |
| Mi raddrizzo sul divano e tento di asciugarmi gli occhi con il dorso della mano. |
| Gli occhi rossi si vedranno lo stesso, poi penso, tanto vale far vedere anche le lacrime. |
| Mi alzo dal divano e rimango fermo per qualche secondo. |
| Non pensavo che mi fosse rimasta ancora un pò di forza per farlo. |
| Cammino a passi lento fino alla porta, abbasso la maniglia e faccio in modo che la serratura scatti e la porta si apra. |
| Ma non la spalanco, no... non posso affrontarla in modo così diretto. |
| Mi allontano dalla porta e mi voto di spalle fissando le imposte della finestra. |
| Sento la porta aprirsi lentamente e poi chiudersi. |
| Passi leggeri che si fermano a un metro da me. |
| E poi il silenzio interrotto solo dai nostri respiri. |
| Non vorrei farlo... non voglio farlo... |
| Ma mi avvicino ugualmente alla scrivania e accendo la lampada. |
| Mi volto e mi appoggio al piano instabile dello scrittoio. |
| Ma ho lo sguardo basso, forzatamente distolto per evitare di guardarla. |
| Ancora silenzio. |
| -Scusa -sento poi flebile. Ma non mi muovo. |
| -Mi dispiace... averti.. averti detto quelle cose. Non le pensavo. |
| So che ha dovuto compiere un grande sforzo per parlare. Lo avverto dalla sua voce. |
| Devo fare qualcosa per ricambiare. |
| La guardo ma il respiro mi si blocca immediatamente. |
| Non l'ho mai vista in queste condizioni, deve essere successo qualcosa, qualcosa di grave. |
| La luce la sfiora appena ma mi permette di vederla in viso. |
| E quello che vedo non mi piace, mi terrorizza: deve esserle successo qualcosa, qualcosa di grave. |
| Il terrore che mi attanagliava lo stomaco questa mattina è ritornato. |
| Mi avvicino e la fisso. |
| -Mi dispiace di averti trattato così male. |
| Abbassa lo sguardo non appena si rende conto che nuove lacrime le stanno per inondare il volto. |
| E di lacrime deve averne versate tante... troppe. |
| Mi avvicino di più. |
| Le sono a pochi centimetri. |
| E non so perchè lo faccio, ma faccio in modo che appoggi il capo al mio petto per permetterle di piangere. |
| E' esitante, ma pochi secondi dopo si lascia andare completamente e inizia a piangere silenziosa. |
| E' così piccola tra le mie braccia... e fragile... |
| e... dannazione inizio a piangere anche io. |
| -Scusa- mi ripete |
| Appoggio la mia guancia sulla sua testa e mi lascio accarezzare dai suoi capelli. |
| -Me le meritavo comunque quelle parole Scully. |
| Mi stacco da lei e le prendo il viso tra le mani |
| Profondi pozzi d'acqua mi stanno penetrando il cervello. |
| -Mi dici che ti sta succedendo? |
| Annuisce impercettibilmente. |
| Si lascia portare al divano, ma non lascia la mano quando ci sediamo, anzi aumenta la stretta |
| Perchè ho l'impressione che dopo la conversazione l'unico mio desiserio sarà buttarmi giù da un ponte o lasciare che un tir mi fracassi le ossa? |
| E solitamente le mie impressioni si rivelano esatte. |
| -Mulder -inizia dopo aver fatto un respiro profondo- quello che ti dirò... tu non devi sentirti responsabile... |
| Bene, ho capito. |
| Quando Scully andrà via cercherò sulla cartina un ponte bello alto da cui poter saltare. |
| -Ok? |
| Vuole la mia conferma. |
| Io gliela do solo perchè so che se non lo faccio lei non parlerà più. |
| -La scorsa settimana sono andata dal medico e ho fatto alcune analisi... analisi di routine, nulla di che... sai com'è, anche se difficilmente il cancro potrà ritornare, meglio andare sicuri. |
| Bene, non si tratta del cancro. |
| Tiro un sospiro di sollievo. |
| -Ma... ma durante le analisi ho scoperto... ho scoperto che nel periodo in cui sono stata rapita mi è stato fatto qualcosa... qualcosa per cui non potrò mai avere figli. |
| Datemi una pistola. |
| Dannazione voglio una pistola! |
| Voglio spararmi in mezzo alla faccia e far prendere aria al mio cervello. |
| Cazzo me li merito i suoi insulti, mi merito pure di peggio! |
| E non solo perchè è colpa mia se Scully sta soffrendo in questo modo. |
| No. |
| Io sapevo già che era sterile. |
| L'ho scoperto in quella dannatissima clinica. |
| E non le ho detto niente. |
| Sono un bastardo bugiardo! |
| Mi faccio schifo da solo. |
| -Mulder? |
| Scully mi richiama alla realtà. |
| La fisso e non so che dire. |
| -Mulder... non devi sentirti in colpa... mi hai capito? |
| Abbasso il capo. |
| Come faccio a non sentirmi in colpa? |
| -Mulder? |
| -Scully... |
| -No, Mulder... no, non iniziare... non è colpa tua capito? Nulla che mi è capitato è colpa tua... |
| -Scully ma non capisci? -che bella serata! La giornata è iniziata male e finirà anche peggio. Decisamente questa giornata è da segnare sul calendario- Tutto quello che ti è capitato... tutto... ti è stato fatto per colpire me! |
| -E pensi che non lo sappia Mulder? Certo che lo so... ma sono voluta rimanere ugualmente accanto a te... |
| E perchè mai lo hai fatto?, penso ma non lo dico perchè inizieremo una conversazione che non mi va decisamente di intraprendere: la situazione è già difficile così. |
| Sospiro e non so come replicare, non so come replicare senza dire quella cosa che lei non vorrebbe sentire. |
| -Perchè hai chiesto l'aspettativa? |
| Mi sembra la domanda più innoqua che al momento posso fare. |
| -Perchè... perchè quando l'ho saputo... quando l'ho saputo mi è sembrato che il mondo mi crollasse addosso... e sapevo che avrei dovuto dirtelo...ma non volevo...e ... e andandomene pensavo di non vederti più... non volevo che ti sentissi in colpa per quello che mi era successo... |
| Mi sto sciogliendo come gelatina. |
| Più parla più divento acqua sul pavimento. |
| -Ti prego non andartene... -riesco a mormorare. |
| Davvero non so che dire... è l'unica verità che in questo momento mi salta in testa, l'unica verità in tante menzogne. |
| L'unica cosa che voglio davvero... che non mi lasci. |
| -Non andartene -ripeto. |
| Pozze azzurre e profonde venate di rosso e sbiadite dall'acqua mi stanno fissando. |
| Ma non riesco a fare altrettanto. |
| Perchè se la guardassi non riuscirei ad impedirmi di fare qualcosa di completamente stupido e fuori luogo... qualcosa che peggiorerebbe e complicherebbe alquanto la situazione. |
| -Devi darmi tempo.. tempo di abituarmi all'idea... di superare il momento... e hai bisogno di tempo anche tu... non riuscirei a lavorare accanto a te vedendo in ogni tuo gesto... in ogni tuo sguado... il tuo senso di colpa e... e le tue scuse per qualcosa che non hai commesso. |
| Annuisco senza voltarmi. |
| Ha ragione in fondo. |
| Non deve essere facile per nessuno vivere accanto ad una persona che emana frustrazione e tormento da ogni poro della sua pelle. Tanto meno in una situazione come la sua. |
| -Ok -rispondo e finalmente alzo gli occhi. |
| La vedo sorridere leggermente... e... per la miseria mi sento beato in questo momento... per una frazione di secondo quel lieve sorriso ha come cancellato tutto il peso che grava su di me. |
| Mi avvicino e le do un timido bacio sulla guancia. |
| "Te lo prometto" le sussurro piano. |
| E giaciamo immobili su un pezzo di pelle nera, consapevoli che la fine dovrà ancora arrivare. |
CONTINUA....
Piaciuta questa prima parte? Siii???? Allora fatemelo sapere!! Vi fa schifo? Fatemelo sapere lo stesso! Ci terrei tantissimo! Scrivetemi allora o lasciatemi un messaggio sull'Mb