Spara.
Scully,
certe volte mi spaventi, lo sai? Dovrei aprire un file su di te. Porta il suo metro
e novanta di pelle e muscoli a due passi da me.
Ok,
Dana. Calma.
Sarebbe
il terzo, commento. E posso vedere come la sua pelle frema per leccitazione.
Vuole parlare. Non vede lora di farlo. Sembra uno scolaretto ansioso di recitare la
sua poesia. Che è successo questa volta?
Un
caso interessante.
So che
ci gira intorno per indorarmi la pillola. Ma mi rifiuto di andare a zonzo per gli Stati
Uniti dAmerica il 23 di dicembre, a caccia di zombie fantasma.
Vai
al sodo.
Unapparizione.
Esordisce un po troppo velocemente. Tento di aprire la bocca, ma lui mi anticipa.
Si, lo so, ma ascoltami soltanto, va bene? Annuisco. Poso sulla scrivania il
file che ho in mano e mi volto in attesa. Era il 1849 e in una piccola cittadina
della Virginia, morì Mark Jansen. Tifo, Scully. Lo portò via alla sua famiglia, a sua
moglie e a sua figlia Melinda a soli 26 anni, Conclude, tutto infervorato.
Mulder
dovrebbe lavorare come narratore. Lo giuro, avrebbe successo. Di certo guadagnerebbe di
più del suo attuale stipendio.
Storia
triste, Mulder, ma non vedo cosa centriamo noi.
Ora
ci arrivo. Dunque
Mark morì in ottobre. La sua famiglia lo pianse a lungo, fino a
che non arrivò Dicembre. Era la vigilia di Natale. La piccola Melinda era nella sua
cameretta e si preparava per la messa di mezzanotte, quando gli apparve suo padre. Vicino
al camino. E iniziò a parlare, solo che non riusciva ad emettere alcun suono. La bambina
si spaventò, ma poi riuscì a riprendersi. Fino al 1879.
Trentanni
anni dopo. Commento.
Si.
Era la vigilia di Natale. Matilda, la figlia di Melinda, ebbe la stessa visione di sua
madre. E la stessa cosa accadde 30 anni dopo, nel 1909, con Martha, la figlia di Matilda,
nel 1939 con Marion, figlia di Martha, e nel 1969 con Muriel, la figlia di Marion.
Quindi
queste apparizioni avvengono ogni trentanni.
Lui
annuisce a labbra strette. La vigilia di Natale.
La
vigilia di Natale.
E
queste bambine avevano tutte la stesse età. Otto anni.
Questa
storia mi sta facendo venire il mal di testa. Sospiro e abbasso il capo.
Non
ti stuzzica neanche un po? Tenta.
E
una storia affascinante, Mulder. Ma domani è la vigilia di Natale e noi non siamo gli
acchiappafantasmi.
Muriel
non ci chiede tanto. Mormora. Ha iniziato a mordesi il labbro inferiore e ha assunto
la sua dannatissima faccia da monello a cui non si può dire di no.
Mio Dio,
dovrebbero fare un vaccino e rendere il genere umano immune da un simile cataclisma. Mi
chiedo quante persone abbia conquistato con quello sguardo
Hai
contattato quella donna?
Veramente
è stata lei a chiamarmi. Ha letto il mio nome su una rivista
e
insomma, sua
figlia Morgan ha otto anni e domani è la vigilia di Natale.
E
che dobbiamo fare noi? Invocare lo spirito del suo trisavolo e domandargli perché ha
preso labitudine di apparire ogni trentanni?
Non ci
posso credere. Lironia di Mulder è contagiosa.
Una
cosa del genere. Borbotta.
Domani
è la vigilia di Natale. Devo essere da mia madre per le sette di sera, mangiare la cena
della vigilia, scartare i regali, andare a Messa.
Ti
prometto che saremo di ritorno per le sette.
E
va bene. Ma alle sette in punto dovrò essere davanti alla porta di mia madre, intesi?
Promesso.
Mi risponde con un sorriso. Mi porge il cappotto e usciamo dallufficio.
Dovremmo
consigliare allFBI di acquistare qualche macchina rossa. O blu elettrico. Almeno per
il periodo di Natale. Dice allimprovviso, mentre mi apre lo sportello e poco
dopo mi raggiunge in macchina.
Potremmo
metterci anche delle lucine colorate e adesivi a forma di Babbo Natale.
Mulder
mi guarda sbilenco, mentre mette in moto e si avvia per uscire da parcheggio. Sto
avendo un brutto effetto su di te, Scully. Mi dice con un sorriso da vieni e
qui e scopami, e indirizza la sua attenzione alla strada.
Allora,
Scully, cerchiamo prima un motel o andiamo direttamente a casa dei signori Gabin?
Lo so
che è un commento innocuo, ma mi fa fremere lo stesso.
Andiamo
dai Gabin. Magari possiamo risolvere la questione in giornata e tornare a Washington
durante la notte.
Bene.
Entrate,
qui fuori si gela. Ci invita e la seguiamo nellingresso della casa.
Siete
voi gli agenti dellFBI? Fa lei, dopo averci squadrati.
Beh,
certo non possiamo essere agricoltori. Al massimo possiamo sembrare venditori ambulanti,
ma ci manca la classica valigetta.
Si.
Agente Mulder. Questa è la mia collega, Dana Scully.
La donna
ci porge cordialmente la mano e ci invita ad accomodarci in salotto.
Sono
Muriel Gabin. Sedetevi. Vi porto del caffè. Ed esce dalla stanza.
Per
lo meno non congeliamo. Commento sarcastica.
Mulder
apre la bocca per rispondere, ma poco dopo entra Muriel con due coppe fumanti.
Prego.
Dice e ce le porge con fare gentile, prima di sedersi.
Noi
facciamo altrettanto, occupando i posti sul divano di fronte a lei.
Sono
contenta che siate venuti. Domani è la Vigilia di Natale e non rimane molto tempo.
Perché
non ci ha avvertiti prima? Chiede Mulder.
Non
sapevo a chi rivolgermi. Poi un mese fa ho letto il suo nome su una rivista, giù in
città, allemporio. Diceva che lei era dellFBI e che si occupava di casi
paranormali. Lo dissi a mio marito, John, ma lui mi rispose che era una sciocchezza. Solo
che il tempo passava, e io
non potevo permettere che Morgan passasse quello che ho
passato io. La sua voce si incrina leggermente.
Ci
racconti cosa successe. Intervengo, e la donna annuisce.
Avevo
la stessa età di mia figlia. Mia madre non mi aveva mai parlato di questa storia, e mia
nonna era morta troppo presto, quando avevo quattro anni, per potermela raccontare. Era il
ventiquattro di dicembre. Dovevano essere
le dieci e mezzo della sera, forse le
undici, ed ero nella mia stanza. Stavo indossando labito nuovo che mi aveva regalato
mia madre, quando lho sentito. Unaria fredda alle spalle. Ho pensato che la
finestra si fosse aperta, ma, quando mi sono voltata, lho visto. Non mi ricordo
molto
ricordo che ho iniziato ad urlare
Si ferma un attimo per
riprendere fiato. Ho pochi ricordi delle settimane successive. Il dottore mi disse
che era stato un forte shock, ma riuscii a riprendermi. Solo in estate dissi a mia madre
quello che avevo visto e lei mi raccontò tutta la storia. E ora che Morgan ha compiuto
otto anni
ho paura che accada anche a lei.
Abitava
sempre in questa casa? Le chiedo.
Si.
E accompagna le parole con un cenno del capo. Tutti i Jansen hanno vissuto qui, fin
da quando Mark Jansen la costruì. Nel tempo sono stati fatti dei restauri, ma la casa è
identica.
E
Morgan dorme nella stanza che è stata sua e di tutte le bambine prima di lei?
Muriel
annuisce ancora. Si. Morgan ha messo dei poster alle pareti, i suoi giochi, ma cè
ancora il camino e la finestra. Venite. Si alza e ci fa cenno di seguirla.
Morgan
voleva che le comprassimo un computer questanno, ma John ed io pensiamo che sia
ancora troppo piccola. Inizia Muriel, mentre Mulder ed io ci guardiamo attorno.
Forse il prossimo anno, quando inizieranno anche dei corsi a scuola.
La
stanza ha avuto delle modifiche? Non so, è stata ingrandita o rimpicciolita?
chiedo, mentre sbircio fuori dalla finestra.
Una
furgone coperto di neve si sta avvicinando dal vialetto.
No.
A parte alcuni lavori al tetto cinque anni fa.
Signora
Gabin, è sicura di non ricordare nientaltro di questa storia? Chiede Mulder,
mentre ispeziona il camino. Anche solo un particolare. Qualcosa che le ha detto sua
madre o che ha ascoltato per caso.
No.
Nulla. Potrete aiutarci?
Mulder
mi lancia uno sguardo dintesa.
Ci
proveremo, signora Gabin.
Morgan,
tesoro. Saluta i signori.
Salve.
Chi siete?
La
bambina ci guarda con sospetto e avanza in attesa di risposta.
Loro
sono delle persone che devono aiutare la mamma per una cosa.
Morgan
ci squadra.
Ciao.
Inizia Mulder, porgendole la mano. Io sono Fox. E lei è Dana. Mi indica con
il capo e io faccio un breve cenno con la testa.
Morgan,
perché non ti cambi, e non inizi a fare i compiti?
Mmm
mmm. Commenta la bambina. Getta lo zaino per terra e inizia a togliersi il cappotto.
Andiamo
di sotto. Ci accenna Muriel.
John,
questi sono due agenti dellFBI. Luomo ci fissa e ci tende una mano.
Indossa dei jeans scoloriti e un fitto maglione di pelliccia.
John
Gabin, piacere di conoscervi.
Dana
Scully. Lui è il mio collega Fox Mulder. Mi presento.
Ho
detto a mia moglie che sarebbe stato inutile chiamarvi. Ma lei ha insistito. Io
non
credo molto a queste storie di fantasmi e apparizioni, ma credo a mia moglie e non voglio
che accada qualcosa a nostra figlia.
Certo,
signor Gabin. Faremo il possibile. Interviene Mulder.
Di
qualunque cose abbiate bisogno, siamo a vostra disposizione.
Potreste
consigliarci un buon motel. Ne approfitto. Ho idea che la cosa andrà per le lunghe.
Oltretutto sono quasi le cinque e mezza del pomeriggio.
Oh
I due coniugi si guardano un po interdetti, prima che Muriel prenda la parola.
In città non ce ne sono molti. Erano quattro fino ad ottobre, ma poi Jane, una
delle proprietarie, è morta -Aveva ottantatre anni-, e gli eredi hanno venduto la
proprietà. Ora ne sono rimasti solo tre, ma non credo che abbiano ancora stanze libere. Siamo a Natale ormai, molti parenti sono venuti a
trascorrere la festa con i propri cari. E poi, a dieci miglia da qui, cè una delle
più grandi piste di pattinaggio della costa nord. Muriel sembra entusiasta della
cosa. Hanno costruito un grosso hotel, ma è sempre pieno, così, nei periodi di
punta, molti alloggiano in città.
Se
non trovate posto potreste rimanere qui. Propone John, voltandosi verso la moglie.
Si,
certo. Si accoda Muriel. Cè una stanza libera al piano di sopra. Tutte
le altre sono inagibili a causa della scorsa nevicata che ha fatto crollare il tetto, ma
quella è spaziosa e funzionale.
Ehm
Lancio uno sguardo di fuoco a Mulder. Tenteremo in città. Sono sicura che
riusciremo a trovare qualche stanza.
Mulder
annuisce. Allora
arrivederci, signori Gabin. A domani.
Arrivederci,
rispondono in coro i due, e usciamo di nuovo al gelo della strada.
Ehi,
Scully, vieni a vedere. Mulder è seduto sullunico letto della stanza e
continua a esplorare la scatola. Quanto a me, ho preferito lasciar perdere e iniziare a
tirar fuori dalla valigia il necessario per la notte. E mezzanotte, il torcicollo
non mi da tregua, e ho sonno.
Mi
avvicino, e Mulder mi porge quattro fotografie. Alcune sono molto antiche, altre più
recenti, ma tutte mostrano la stessa immagine.
Morgan?
Chiedo stupita.
No.
Melinda. Matilda. Martha. Marion. E scommetto che anche Muriel, a otto anni, era identica
a sua figlia.
Ma
allora
Allora
è probabile che, quel Natale, Mark abbia fatto visita a Melinda per dirle qualcosa, solo
che la bambina si è spaventata, e da allora ritorna ogni trentanni, perché crede
che quelle bambine siano ancora sua figlia.
Un
fantasma che ha ancora un legame sulla terra. Commento.
E
un classico, Scully.
No.
E Ghost, hai presente il film con Demi Moore?
Qui
non siamo in presenza di un omicidio. E solo un padre che, da circa 150 anni, vuol
dire qualcosa a sua figlia.
Lo
fisso. Bene. Abbiamo scoperto larcano. Ora possiamo andare a dormire?
Fai
ordine, Scully? La sua voce mi coglie allimprovviso. Mi volto verso la porta,
e lo vedo entrare e chiuderla dietro di sé. Sta per gettare gli abiti che ha in mano sul
borsone, ma gli lancio unocchiataccia e lui si piega per sistemarli meglio.
Dato
che qualcuno qui non sa neanche cosa sia
Commento. Rimetto il coperchio
sulla scatola e la poggio per terra, accanto al camino.
Quando
mi rialzo, il collo riprende a farmi male e mi porto istintivamente una mano dietro alla
nuca.
Scully?
Non
è niente, Mulder. Ho solo preso freddo.
Perché
non me lhai detto? Si avvicina.
Non
sto morendo dissanguata. E soltanto un torcicollo. Mi lamento. Perché, per
quanto apprezzi le premure di Mulder, la verità è che, a volte, la sua
iper-protettività nei miei riguardi diventa irritante.
Che
ha bisogno di un bel massaggio. Vieni.
Meglio,
Scully? Mi sussurra.
Mmm
mmm, rispondo.
Bene.
Mi sussurra, poi si china e posa un bacio sulla mia nuca. Sei a posto. Ma
invece di andarsene, mi abbraccia per la vita e posa il capo sulla mia spalla.
Se non
conoscessi così bene Mulder, penserei che questo gesto abbia un altro significato, ma non
è così. Mulder è un arguto e brillante agente dellFBI, un po pazzoide ma
geniale. E solo che in alcuni frangenti diventa un cucciolo che ha bisogno di
affetto.
Ce
lhai ancora con me, Scully? Mi bisbiglia in un orecchio. Il tono basso e roco
mi fa venire la pelle doca.
Non
ce lho con te. Gli rispondo, cercando di tenere ferma la voce.
Quindi,
non mi incolpi di averti portato in mezzo alla neve e al freddo, il 23 dicembre, in una
sperduta contea al confine con la Pennsylvania, alla ricerca di un fantasma?
Avevo
detto che dovevo litigare con lui?
No.
Mormoro, e lo sento sorridere contro la mia pelle. Lascia un bacio sul mio collo, stringe
brevemente labbraccio e poi si alza.
E
una perdita fisica.
Andiamo
a letto. Sussurra.
Che
fai?
Vado
a dormire.
Non
essere ridicolo. Domani ti sveglierai tutto indolenzito se dormi su quellaffare. Il
letto è grande, possiamo condividerlo.
Non
importa, Scully. La poltrona andrà benissimo.
Lidea
di risvegliarsi in situazioni imbarazzanti spaventa anche lui.
Allora
la prendo io. Sono più piccola di te. Propongo.
No.
Se
non dormi sul letto tu, non ci dormo neanche io. Lo ricatto e lo vedo fissarmi.
Se
la metti così
Indugia e ritorna verso il letto, sistemando il cuscino e
scostando il piumone.
Ci
stendiamo entrambi, ai limiti estremi del materasso, e rimaniamo a fissare il soffitto. La
luce crea strane ombre.
Domani
cè la riunione dei parenti?
Si,
ma non saremo tantissimi. Charlie trascorrerà le feste a casa dei suoceri, e la sorella
di mia madre con il marito avevano già prenotato una settimana in montagna.
Ti
farò arrivare in tempo.
Buona
notte, Mulder. E mi volto di lato, dandogli la schiena.
Notte,
Scully. Mi risponde lui e spegne le luci.
***
Mulder?
sussurro. Mulder, svegliati.
Mmm.
Se
avessi saputo che sarebbe stato così difficile svegliarlo mi sarei fatta prestare una
sveglia dalla signora Gabin.
Mulder,
andiamo. Sono le sette e abbiamo un caso da risolvere. Gli dò unaltra
scrollata. Mulder?
Inizia
ad aprire gli occhi e a voltarsi verso di me. I capelli sono sparati in una dozzina di
direzioni diverse, ha un velo di barba sulle guance, un buon profumo e un aspetto
piacevolmente arruffato.
Ben
svegliato.
Ciia-oo.
Biascica mentre sbadiglia.
Occupo
il bagno per prima, va bene?
Ti
piaceva la neve quando eri piccola, Scully?
Si.
Chiudo la porta dietro di me e mi avvicino a lui.
Anche
a me. Sarebbe bello avere tempo per giocare con la neve, non credi?
Eh?
Se
questanno nevica a Washington, potremmo spendere un sabato a fare pupazzi di neve.
E
una promessa, Scully. Ricordalo. Mi stampa un bacio tra i capelli, raccatta i suoi
vestiti ed esce.
Buongiorno,
agente Scully. Dormito bene?
Si,
grazie.
Perché
non si siede e fa colazione?
Non
doveva disturbarsi. Scelgo una sedia e inizio a versarmi bollente caffè in una
tazza.
Si
figuri. E solo un po di caffè e una torta appena sfornata. Le faccio
compagnia. Si siede accanto a me e si versa una tazza di caffè.
Allora,
ieri avete scoperto qualcosa in quella scatola che vi ha dato mio marito?
Annuisco.
Si. Ma preferisco parlarvene quando Mulder sarà qui.
Da
quanto siete insieme?
Quasi
sette anni ormai. Rispondo con un attimo di nostalgia.
Però
a marzo sarà il nostro settimo anniversario.
Siete
una bella coppia. Commenta Muriel con un sorriso.
Oh mio
Dio. Ma che ha capito?
Beh
Come glielo spiego?
Molte
coppie si lasciano dopo i fatidici sette anni. Anche John ed io abbiamo avuto un periodo
di crisi in quel periodo, ma poi ebbi Morgan. Voi due però
sembra che andiate molto
daccordo.
Signora
Gabin
lagente Mulder ed io
Muriel
ha un lampo di stupore.
Oh
voi due non
No.
Siamo partner sul lavoro da sette anni. Siamo buoni amici, ma nulla di più.
Il che
è una spudorata bugia, almeno per quanto mi riguarda, ma non è il caso di condividere linformazione.
Ma
voi
mi scusi, agente. Vi ho visti così uniti, così affiatati che ho pensato
Oh mio Dio, e questa notte
Il
letto era grande, non si preoccupi
abbiamo imparato ad adattarci.
Ma
non è stato un po
Insinua Muriel.
Mulder
è un vero cavaliere. Dico, ed è vero. Il settanta percento degli uomini se ne
sarebbe approfittato, ne sono certa.
Davvero
lo sono, Scully? Mulder entra a grandi falcate in cucina e si avvicina al tavolo.
Indossa un paio di jeans, tubolari, e un maglione da cui è possibile intravedere lo
scollo della sua t-shirt. Buongiorno, signora Gabin.
Buongiorno
a lei.
Mulder
si siede alla mia destra e si riempie una tazza di caffè.
Agente
Mulder, inizia Muriel. Sono così dispiaciuta. Se avessi saputo che lei e lagente
Scully
insomma, avrei cercato di trovare unaltra sistemazione.
Nessun
problema, signora Gabin. Ho dormito come un angioletto. Le risponde con un sorriso.
Per un
attimo cala il silenzio. Ognuno di noi immerso nei propri caffè. Poi il signor Gabin e
Morgan entrano in cucina soddisfatti.
Mamma,
abbiamo finito le decorazioni. Dice entusiasta la bambina. Credi che Babbo
Natale sarà contento?
Certo,
tesoro. Però ora
perché non vai nella tua stanza a giocare e a scegliere un bel
vestito per questa sera?
Morgan
annuisce e corre via dalla stanza, mentre suo padre occupa una sedia accanto a sua moglie.
Buongiorno
agente Scully. Agente Mulder. Inizia. Dormito bene?
Si,
grazie. Rispondo.
Agente
Mulder, lagente Scully mi ha detto che ieri avete trovato qualcosa di interessante.
Muriel è impaziente di sapere.
Si.
Per lo più la scatola conteneva vecchie mappe e vecchi documenti. Ma scavando abbiamo
trovato queste. Mulder tira fuori dalle tasche posteriori dei jeans le quattro foto,
e le mostra ai coniugi Gabin.
Lo
stupore si dipinge sui loro occhi.
Ma
La voce di Muriel è strozzata.
E
Morgan! Esclama John, ritornando a fissare le foto.
No.
Sono Melinda. Matilda. Martha. Marion. Possiamo avere anche una sua foto a otto anni,
signora Gabin? Chiede Mulder.
Non
è necessario. Sussurra Muriel. Io
noi pensavamo che fosse una
coincidenza.
Cosa?
Morgan
è la copia di mia moglie alla sua età. Risponde John alla mia domanda. Credevamo
che fosse un caso
a volte accade
ma non potevamo immaginare che
Cosa
significa tutto questo?
Anche
Muriel si volta verso Mulder in attesa di una risposta.
E
probabile che Mark stia tentando di dire qualcosa a sua figlia da 150 anni. Il problema è
scoprire cosa.
Voi
non avete idea di cosa possa essere? Non so
qualche storia che si tramanda nella
vostra famiglia. Intervengo.
No.
Fa Muriel negando impercettibilmente con il capo.
Avete
mai gettato qualcosa in questi anni? Riprende Mulder. Magari qualche oggetto
ormai vecchio che giaceva in cantina.
No,
risponde John.
Mi
ricordo
una volta gettammo dei vestiti, io avevo dieci anni
ma appartenevano
alla bisnonna. Interviene Muriel.
Cosa
possiamo fare? Riprende la signora Gabin.
Mark
ritorna ogni trentanni per dire qualcosa alle bambine. Se non scopriamo cosa,
dovremo rimanere qui fino a questa sera per chiederglielo. Mormora Mulder.
Ma
oggi è la vigilia di Natale. Avrete le vostre famiglie da raggiungere, una cena da
consumare vicino allalbero e una messa da ascoltare.
Non
si preoccupi, signora Gabin. Dice Mulder con fare disinvolto.
Piuttosto,
continua. Avete per caso lettere o
non so
un diario di Mark, di sua
moglie o di sua figlia?
No,
mi sembra di no. Fa
John.
No.
Quella scatola che vi abbiamo già dato conteneva tutto il passato di questa casa.
Conferma Muriel.
Come
mai? Chiedo.
Non
so bene la storia
non so come andò
ma sembra che la proprietà, per un certo
periodo di tempo, sia stata venduta e i nuovi proprietari gettarono tutto ciò che vi era
conservato.
Quando
accadde?
Allinizio
del 900. I Jansen si indebitarono per unannata scarsa, così dovettero dare in
pegno la fattoria. Dieci, quindici anni dopo riuscirono a riscattarla, e da allora non è
stata più venduta.
Quindi,
è possibile che ciò che cerchiamo non sia più qui ormai. Commenta Mulder, e
inizia a tamburellare un dito sul tavolo.
Cosa
cè, tesoro? le chiede sua madre.
Cera
un signore di sopra.
Mulder
ed io ci guardiamo un attimo negli occhi.
Un
signore? fa John.
La
bambina annuisce. Ma ora se nè andato.
Da
dove è entrato, lo sai?
No.
E apparso e poi è scomparso.
Morgan
sembra tranquilla, mentre sua madre si porta le mani alla bocca.
Apparso
e scomparso? Domanda Mulder.
Si.
E
ti ha detto qualcosa?
Mmm
Mmm. Mormora la bambina a labbra strette. Mi ha detto che trovavo il cavallo
giù, in fondo alla botola, e di dirlo a mamma, perché lei non lo sapeva. Mi ha detto che
era una sorpresa e che mi voleva bene. E poi è andato via.
Morgan.
Inizia Muriel. Ti andrebbe di costruire un bel pupazzo di neve?
Davvero
posso, mamma?
Certo.
Vai. Papà ed io dobbiamo parlare con questi signori.
Morgan
sembra entusiasta di poter giocare con la neve. E in effetti, nonostante il freddo, il
cielo è limpido e non cè vento.
Copriti
bene! Le grida Muriel, mentre la bambina esce di casa.
Come
avete intenzione di procedere? Fa John con una certa urgenza.
Mark
questanno è arrivato in anticipo e Morgan non sembra essersi spaventata. Anzi.
Inizia Mulder. A questo punto non ci resta che trovare questo cavallo.
E
probabile che si tratti di un cavallo a dondolo che Mark stava costruendo per sua figlia.
Continuo io. Morgan ha parlato di una botola. Avete idea di cosa sia?
Muriel
scuote la testa. No. Non ci sono botole qui.
Nei
campi? Domando.
Me
ne sarei accorto. Risponde John. E lo stesso vale per il granaio. Non cè
assolutamente nulla.
E
in cantina?
I
signori Gabin si guardano.
Non
lo sappiamo. Mormora Muriel. Ci sono vecchi mobili che non vengono spostati da
anni. Forse è lì sotto.
***
Per
lo meno
Mark ha trovato un po di pace adesso. Espiro lentamente. La mia
voce risuona nellautomobile e si mischia al ronzio del traffico.
Cosa?
Mulder si volta un attimo verso di me, e mi trafigge con i suoi piccoli occhietti da
cucciolo.
Dicevo
solo che questa giornata non è stata poi così inutile.
Torni
a casa? Chiedo ancora.
Mulder
annuisce lentamente. Si. Mi fermo a prendere una pizza. Svolta a sinistra e
imbocca la via dove si trova la casa di mia madre. Da lontano posso vedere lautomobile
di Bill sul vialetto. Accanto ce nè unaltra. Immagino che sia di zio Albert.
Di
a tua madre che la colpa del tuo ritardo è mia. Scusami con lei. Sussurra, mentre
parcheggia accanto al marciapiede.
Perché
non lo fai di persona? Propongo, guardandolo di sbieco.
In
realtà è un po che vorrei chiederglielo.
No,
Scully.
A
mia madre farebbe piacere che rimanessi con noi a cena.
Davvero,
Scully
non credo che sia il caso. Sussurra. E una cena di
famiglia, io non centrerei niente.
Anche
gli amici partecipano alle cene di famiglia.
Starò
bene. Vado a casa. Mangio una pizza e filo a letto. Faccio il bravo. Te lo prometto.
Mulder
non ti lascio trascorrere un altro Natale da solo. Te lo scordi. E mi allungo di
colpo, rubando le chiavi della macchina dal cruscotto.
Questo
è ricatto. Finalmente si volta a guardarmi.
Chiamalo
come vuoi. Ma se non entri tu, non lo faccio neanche io. Slaccio la cintura di
sicurezza e mi metto a braccia conserte.
Vogliamo
iniziare a litigare sul vialetto di casa di tua madre?
Si,
se non entri con me.
Se
entro con te, cè la possibilità che tuo fratello mi picchi con il tacchino.
Fa ironico, e mi scappa una risatina.
Lo so
che Bill ha unavversione particolare verso di lui. Ma da un anno a questa parte
sembra essersi un po addolcito sulla questione.
A
lui ci penso io.
Non
voglio che litighiate per colpa mia.
Bill
ed io litighiamo sempre e comunque, indipendentemente dalla causa e dal giorno.
Mulder espira sonoramente. Lì dentro non cè solo Bill.
Ecco,
appunto. Non conosco nessuno.
Le
uniche due persone che non conosci sono i miei due zii, Albert e Jane. E posso assicurarti
che non sono come Bill. Mi guarda e fa una smorfia. Sembra un bambino che sa di aver
perso il gioco e mette il broncio. Sarebbe fuori luogo se mi chinassi in avanti e lo
baciassi? E poi voglio essere sicura che prenda gli antibiotici.
Non
sono così irresponsabile come credi, Scully. Borbotta contrariato, ma riesce a
strapparmi un sorriso.
No,
sei anche peggio. Lo scruto un attimo. Andiamo.
Esco
dalla macchina e lo trascino lungo il vialetto di mia madre.
Scullyyy
Cerca di trattenermi. Non ho neanche regali.
Che
ti importa dei regali!
Vediamo
la porta aprirsi e mia madre uscire in compagnia della zia.
Dana!
Eravamo preoccupati!
Mulder
sta per aprire la bocca, ma lo anticipo.
Un
caso. Ci saremmo messi in viaggio prima, ma Mulder è caduto per
salvare una
bambina, così siamo dovuti andare in ospedale. Il mio partner mi guarda di sbieco.
Va bene, le cose non sono andate esattamente così, ma sono quisquilie. Il succo è
lo stesso.
Oh
mio Dio! E ora stai bene, Fox? Fa mia madre preoccupata.
Si,
grazie signora Scully. Mi dispiace per il ritardo.
Non
lo dire neppure. Gli sorride e poi si volta verso zia Jane. Jane, questo è
Fox, il collega di Dana allFBI.
La zia
porge la mano e guarda Mulder con evidente curiosità.
Lui
rimane con noi a cena, Dana? Mi chiede la zia abbastanza eccitata.
Si.
Dico velocemente, prima che Mulder cambi idea e se la svigni.
Bene,
andiamo dentro! Coraggio!
Sarà
una cena divertente.
Scully?
Sorrido, ma non mi volto verso di lui. Lo sento avvicinarsi e camminare sullerba per
raggiungermi. Sei cosciente che si gela e tu non hai neppure il cappotto?
Annuisco.
Si. Mi giro e vedo i suoi occhi fissarmi luminosi e felici. E raro che
Mulder mostri questo aspetto di se. Non posso biasimarlo, chiaro. Ma mi piace vederlo
tranquillo e rilassato una volta tanto.
Tua
madre ha detto di prepararvi, dovete andare in Chiesa.
Tu
non vieni?
La
religione ed io abbiamo fatto un patto di non aggressione. Va bene così. Mi sono
divertito. Grazie. Mi sorride e mi attira a se. Davvero, Scully. E stata
una bella vigilia. Sussurra ancora, la voce smorzata dai miei capelli.
Anche
io sono stata bene.
Mi
dispiace averti trascinato in giro per la Virginia la vigilia di Natale. Bisbiglia e
il mio cuore inizia a perdere colpi.
Non
è stato così male, dopotutto. Rispondo, tentando di tenere sotto controllo la
voce.
No.
Non direi. Mi stacco leggermente da lui, ma Mulder mi trattiene. Mi ha afferrata per
la vita e mi tiene stretta a lui. I suoi occhi fissi sui miei. Profondi. Caldi. E seri. Oh
Dio! Mi piacerebbe che si ripetesse ancora, Scully. Le mie dita scivolano
sulla sua camicia. La sua pelle è calda e freme leggermente.
Cosa?
Domando, ma la voce mi si blocca a metà. Comè che ho improvvisamente la gola
secca?
Ho
dormito troppo bene, Scully. Come non dormivo da anni. Vorrei dormire ancora così. Scacci
i miei demoni, Scully
se sei con me.
Ahmmm
In realtà il mio sembra più un grugnito soffocato.
Cioè
vorresti dormire ancora con me.
Si.
E
non solo quello a dire la verità.
Buon
Natale, Scully. Mi sussurra, la sua fronte appoggiata alla mia, gli occhi chiusi per
metà.
Sta
nevicando. Sussurro e inizio a ridere.
Rientriamo?
Mi chiede poi, mentre strofina i palmi delle mani sulla mia schiena. Sei gelata.
Annuisco,
e ci avviamo abbracciati verso la porta.
Vai
a casa o dai ragazzi?
A
casa. E stata una giornata lunga. Sono successe tante cose, e mi rivolge unocchiata
divertita. Ho mangiato unottima cena e ora sono veramente stanco. Andrò di
filato a letto.
Non
dormire troppo, Mulder.
Andiamo.
E me lo tiro dentro casa.
Mulder?
Mulder, svegliati. E tardi.
Grugnisce
e si accoccola ancora di più su di me.
Mulder?
Gli do
un bacio tra i capelli.
E
Natale. Bofonchia.
Lo
so. Ma sono quasi le nove, e ho voglia di uscire.
Voglio
rimanere qui con te. Tu no?
Possiamo continuare quando torniamo.
Propongo, e mi sembra unidea accettabile.
Significa
che potremo spassarcela sul divano come ragazzini, mentre danno i cartoni alla tv?
Una
cosa del genere. E mi sorride. Un sorrido sbilenco, mentre soffoca uno sbadiglio.
Non
devi andare da tua madre?
Scuoto
il capo. No, oggi no.
Vado
a fare una doccia. Conclude. Mi strappa un sorriso a fior di labbra, scende dal
letto e arriva barcollante fino al bagno.
The End.
Note: fantasia natalizia; nulla di veramente serio, solo una sfiziosità, dato che siamo in periodo e dobbiamo essere tutti più bravi e più buoni.