PROLOGO
- Las Vegas, Stato del Nevada, Hotel
- Palace, Ore 11.27 Pm, Lunedì 4 Agosto
- Edna Pruvidence, osservava con aria divertita, il delicato sistema
al neon che diffondeva una placida luce azzurrognola nella suite.
- I tubi correvano al lato delle pareti, con forma simile a quella di
colonne doriche, dellepoca Greco-Romana, alla cui sommità stavano grossi vasi di
felci.
Felci come quelle, Edna non era mai riuscita a coltivarne, pur essendo appassionata di
floricoltura a Santa Monica, nella California.
- Le felci avevano bisogno di molta acqua e di una costante umidità,
cosa abbastanza difficile in California, ma ad allevar cactus lì, erano capaci tutti.
- Suo marito Homer, le diceva da venticinque anni che era una
testarda, ed, in effetti, aveva ragione.
- Edna era sempre stata testarda, sia nellallevare i figli, sia
nel prendere le piccole decisioni domestiche, ma alla fine la spuntava quasi regolarmente.
- Tranne che per le felci.
< Come credi faranno ? >
- Parlava con voce sostenuta, per far sì che Homer, di là dalla
porta della sauna, la sentisse.
- La porta era di un legno massiccio, ornata da false decorazioni
doro, mentre le pareti erano colme di mosaici in parte pruriginosi, che
raffiguravano bellezze alla sauna, scene di vita romana ed ecc
- Tipico della cultura Americana, in fondo
appropriarsi di una
storia che nemmeno è conosciuta
- Ma lasciando stare questo genere di disquisizioni, veniamo alla
nostra coppia di piccioncini.
- Edna non aveva idea che per le nozze dargento, sarebbe finita
a Las Vegas.
- Las Vegas
.una città fantasma, inesistente, come Disneyword.
- Ancora non si era abituata al caos notturno di quellinsieme
caotico dalberghi, case da gioco, night club, streeptese house e chissà che altro.
- Frotte dauto dalla lunghezza spropositata, limuosine e
Cadillac, Rolls e Aston Martin, affollavano i parcheggi, le vie, le immense strade
illuminate a giorno.
- La fantastica cascata di luci del Cesar Palace, si vedeva guardando
dalla finestra.
- Ragazze stratosferiche, in pratica nude, si aggiravano con falcate
eleganti lungo le case da gioco, uomini ubriachi, caos ed in giro di dollari che avrebbe
pareggiato il bilancio di uno stato dellAfrica centrale per almeno due anni.
- Poi sarebbe giunta la mattina, e le luci si sarebbero spente, la
gente sarebbe andata a dormire e qualcuno si sarebbe tolto la vita, complice la posta
troppo alta alla roulette, o una sbronza colossale.
- Una città al contrario, una vita disordinata e caotica, che certo
non piacerebbe ad unagente federale che ben conosciamo.
- Adesso Scully è a letto, placidamente accarezzata sul pancino da
Mulder
- Ma non cinteressa
non è venuto il loro momento, per
ora
<
E che né so
chi se ne frega ! >
- Homer parlava sorridendo, seduto su di un gradino di mattoncini
rossicci, nella sauna, avvolta da un accappatoio bianco.
- Aveva lavorato come assicuratore per tutta la vita. Un lavoro
squallido e noioso, che è additato generalmente per descrivere dei rompiballe.
- Non che gli piacesse suonare alle porte delle brave persone di
domenica mattina o di sabato pomeriggio, spiegando loro tutto ciò che era possibile
sapere circa la polizza vita
.
Ma lo pagavano per questo, no ?
- Homer aveva sviluppato una sorta di malattia, che potremmo definire
"tendinite del commesso venditore".
- Alla stregua del braccio del tennista, essa si manifestava con
dolori acuti, nel suo caso al tendine, causati dalle troppe ore alla guida dauto
dalla frizione dura o dal freno bizzoso.
- Un po come quel dolore alla caviglia che adesso Mulder sta
deliziosamente mitigando con piccoli baci, a Dana
- La malattia di prima, non quella del tennista, aveva costretto la
compagnia di Homer a lasciarlo in ufficio, e ad elevargli lo stipendio perché non facesse
loro causa.
- Homer non avrebbe mai fatto causa a nessuno, ma aveva accettato
subito il regalo della Marine Craddock United, per la quale lavorava
- Sapeva che a mettersi contro le compagnie cera solo da
rimetterci le penne.
Adesso la Marine gli ha pagato una vacanza premio, che si è guadagnato in ventisei anni
di lavoro senza unassenza.
- Naturalmente Edna era rimasta stupefatta, ed una piccola lacrima le
aveva rigato gli occhi azzurri, quando aveva saputo di Las Vegas.
- In alternativa cera la Florida, ma era troppo lontana e fuori
stagione.
- Oltretutto Edna aveva un terrore folle degli alligatori, benché ne
avesse visto qualcuno solo alla tv.
- Erano bestiacce cattive, quelle, che potevano mangiarti in un
boccone.
- Dalligatori, a Las Vegas, non ce nerano, almeno come
rettili.
- Lalbergo è di prima categoria. Un sei stelle
- A Las Vegas ci sono alberghi ad otto stelle, ma per i cognugi
Pruvidence, sembra di essere finiti nel libro delle mille ed una notte.
- Camerieri con giacche di velluto e ghette bianche alle scarpe,
appartamenti con aria condizionata, alberghi tanto grandi da doversi munire di piantina
per non perdersi nei corridoi, hall così grandi da far venire langoscia.
- E prezzi
.prezzi tanto alti da far accapponare la pelle
.
- Ma a parte gli extra, che Edna ed Homer a cinquantasei e sessanta
anni suonati si risparmiano volentieri, tutto era spesato.
- Quella sera, vincendo la tentazione della moglie, Homer si stava
preparando per una bella serata al casinò interno dellalbergo.
- Avrebbero fatto un giro alla roulette e alla slot machine, poi si
sarebbero seduti ad un tavolo del pub interno, sentendo musica jazz e da night, sino a
notte fonda.
- Nessun orario, nessun dannato lavoro da portare a termine.
- A Edna la vita tranquilla di casalinga, però, un poco mancava.
- Si svegliava tutte le mattine, preparava la colazione e poi dopo
che Homer se nera uscito, si recava a far la spesa, al supermercato sotto casa.
- Da quando i figli, Vincent e Deborah, si erano sposati, aveva
creduto di non potersi mai più svegliare il mattino, di buonora a preparare la
colazione.
- Aveva attraversato un periodo di depressione e lui le era stato
accanto, come quando erano appena sposati
.
- Amava il marito
- Ormai sapevano tutto luno dellaltra
- Homer capiva quando qualcosa non funzionava solo guardandola negli
occhi, mentre lei faceva di meglio.
- Sapeva se la giornata era stata buona o no, solo dal modo nel quale
il marito chiudeva la portiera dellauto, rincasando..
< Dico davvero
.mi piacerebbe far crescere una felce
così
>
- Homer sudava abbondantemente.
- Controllò più di una volta la temperatura della sauna
gli
sembrava che facesse sempre più caldo, lì.
- Edna scese dal letto, calzandosi le pantofole comode e rigirandosi
le due dita di scotch con ghiaccio, ordinato dal marito.
- Homer beveva scotch con ghiaccio da anni. Un bicchiere solo, al
giorno.
- Mai un dito di più.
< Lo finisci, lo scotch, o lo butto ? >
- Nessuna risposta.
- Il ghiaccio si era sciolto del tutto..
- Scosse la testa.
- Ciondolò un poco nella stanza, tanto grande da essere spettrale.
- I suoni e le luci caotiche della città iniziavano a diffondersi.
- Era ancora presto, in fondo
- Camminò, osservando curiosa il mosaico della stanza da letto.
Raffigurava un satiro, intento a sbirciare con inequivocabile oscenità, le vesti di una
ragazza, probabilmente una vestale.
- Scosse la testa.
- Teneva il bicchiere con due dita.
- Dita nervose, di una donna che aveva lavorato per una vita, come
commessa e poi aveva deciso di lasciar perdere, quando le ossa stavano protestando per il
troppo piegarsi e rimanere su due piedi..
< Homer
.lo butto o no ? >
- Nessuna risposta.
- Adesso il senso dindifferenza, lasciò il posto al disagio.
- Che non la sentisse ?
- Posò il bicchiere su un piccolo comodino a forma di colonna dorica
e fece un paio di passi verso la sauna.
- Vi bussò sopra con le nocche.
- Nulla.
< Homer ? >
- Niente.
- Ora avvertì una sensazione di paura improvvisa, come una fiammata
scaturita da una stufa mal regolata, che le attraversò le spalle.
- Il cuore batteva forte, inquieto.
- Bussò con maggior forza, quasi con durezza, adesso.
- Solo silenzio.
- Fece per dire qualcosa, ma la voce si strozzò in gola, mentre gli
occhi si sbarrarono nel vuoto.
- Pensò a molte cose.
- Che Homer le stesse facendo una sorta dassurdo scherzo
cretino
- Che si sentisse male
- Che
- Si sfiorò la fronte, tremando.
- Apri
.apri quella porta
è scorrevole, si apre come
niente..
- Apri
.che temi ? Di vederlo morto, stroncato da un infarto ?
- Che temi ?
- Apri
.
-
Appoggiò lorecchio alla porta di legno.
Non era solo silenzio.
Sembrava
.che filtrasse una sorta di
respiro roco, un
rantolo innaturale.
Appoggiò i palmi debolmente alla porta.
<..se è uno scherzo
.non mi piace
.>, biascicò.
Il rantolio, il verso gutturale, divenne più vicino.
Forse
stava male, era a terra
che aspetti Edna ?
- Trattenne il fiato, serrando le labbra e chiudendo gli occhi, fino
a quando fece scorrere la porta sulla guida, spalancandola.
- Una vampata di vapore filtrò allesterno, sibilando.
< Homer
.? >, disse con un filo di voce, tremante.
- Aprì gli occhi.
- Vide
.nel vapore spesso della sauna, era lì.
- Indossava laccappatoio alla vita, ma era in piedi.
- Ma
ma quello non era Homer
non più.
- Adesso sembrava
sembrava un ibrido mal costruito dal dottor
Monroe
sullisola misteriosa.
- Il corpo era tozzo e un poco flaccido come quello di Homer
- Ma il braccio destro e la testa
.Dio
che aveva quella
testa
?
- Cadde a terra, scivolando sulle pantofole, il fiato rotto e gli
occhi sgranati, sconvolta dallassurdo.
- Il viso, la testa di Homer
.era identica a quella di un
gigantesco, abnorme alligatore, munito da centinaia di canini aguzzi, che sporgevano
irregolari da una fauce grottesca.
- Emise un ululato, un verso agghiacciante, scagliandosi contro di
lei come una molla.
- La sua coda sferzò laria.
- Edna non fece nemmeno in tempo ad urlare.
- Il muso le sventrò la pancia, sbatacchiandola contro il bordo
della sauna.
- Cercò, senza nemmeno rendersene conto, di proteggersi con le mani,
mentre adesso lalligatore le azzannava il collo, per poi staccarle la testa di
netto.
- La divorò per qualche osceno, interminabile secondo.
- Poi si alzò in piedi, fissando con occhi vitrei la sala colma di
vapore.
- Il muso era un grumo di sangue e carne divelta, calda
- Barcollò allindietro, per poi cadere pesantemente a terra.
- Il cranio di Homer era spaccato in due, come gli fosse esploso il
cervello.
- I suoni, a Las Vegas continuavano
.
***
CAPITOLO UNO
- B.Beker Street 9, Washington DC,
- Ore 09.00 Pm, Martedì 5 Agosto )
- Accostò lauto sul lato destro della strada.
- Il caldo era feroce ed afoso, e con il calare della notte, era
anche peggio.
- Lasfalto rigettava la calura immagazzinata durante il
pomeriggio, e si faticava a respirare.
- Tutte le finestre erano aperte, tranne negli appartamenti muniti di
condizionatore.
- Mulder scese con sollievo dalla Ford blu notte, ma non appena prese
una boccata di quellaria viziata e colma dumidità, rimpianse il debole
condizionatore della vettura.
- Rimase appoggiato allauto, un piede contro la gomma, le mani
incrociate, fissando il nulla avanti a se.
- Aveva il panorama di una lunga sfilza di negozi, e di un sexyshop,
che un tempo avrebbe calamitato il suo interesse.
- Masticò con la solita calma il seme di girasole, aspettando.
- Da quando aveva ricevuto un colpo di telefono, quella mattina in
ufficio, il suo sesto senso si era attivato, ponendolo in una sorta di limbo, che
inglobava lazione.
- Sapeva che quello squillo muto, non era "normale".
- Cera qualcosa
qualcosa che si avvertiva anche
dallaltra parte, dal suo ufficio lindo e fresco, contornato di piante e felci, di
scartoffie su frodi bancarie ed amministrative..
- Anche da quellavamposto lunare, si captava una vecchia
atmosfera, un senso penetrante di solenne cupezza, un riverbero di cose accadute e
frequenti, che gli avevano segnato lesistenza.
- Così fu naturale trovare, poco dopo le sette, quando quella noia
di lavoro era terminata, un biglietto, infilato nel pavimento della macchina.
" Sherlock Holmes 9, questa sera..tre prima che arrivi la
nuova giornata
"
- Sorrise, leggendolo.
- Quel genere di trucchi erano tipici di Mr.X, antico informatore di
Fox, che come tutti gli altri aveva fatto una brutta fine.
- Sherlock Holmes
.non occorreva poi tutto questacume, per
capire che era riferito alla via
- A Washington cera una sola Becker street
Sperò che
lintuito gli fosse al fianco, come sempre.
- Aveva telefonato a Scully, inventando una scusa poco credibile,
circa il suo trattenersi nellufficio per smaltire un paio di pratiche
- Dana aveva finto di credervi, sapendo cosa interessava davvero
Mulder e provandone un poco paura.
- Tre prima che arrivi il nuovo giorno
tre ore prima di
mezzanotte ?
- Sperava di si
- Anche se, con sincerità, non sapeva che cosa volesse da lui, quel
misterioso e ludico personaggio.
- Ormai Fox era fuori degli Xfiles
.
- Sì, certo, fuori
.tanto fuori, da essersi immischiato di
molte cose che non lo riguardavano affatto, dessersi intrufolato nella vecchia
sezione, a spiare i dossier del nuovo agente Folmer, che li catalogava con vacua
sollecitudine..
- Cera fuori di quellufficio un immenso mondo che
aspettava lui e Scully, li aspettava entrambi, con i suoi mostri, le sue congiure, i suoi
vampiri ed alieni
- Cera la vita di tutti e due, che era arrivata ad un filo, ad
un bivio sempre più vicino, del quale era necessario imboccare una strada.
- Non era più possibile continuare a svicolare le indagini, ottenere
permessi fittizi e tirati per i capelli, nascondersi nelle tane come topi del deserto..
- Era necessario che si facesse, che accadesse, che tutto andasse al
diavolo o si risolvesse e così sia !
- Sorrise di nuovo
bel ragionamento
.pensò.
-
- Ma sai anche tu che non è possibile
Che tutto è
finito
Gli Xfiles, gli alieni, tua sorella
tutto
- Ed allora che ci fai qui, alle nove di sera, in una strada senza
uscita, immersa nellafa e nel buio, con la macchina accesa, i fari spenti, un seme
di girasole che mangiucchi senza sapore, lidea che Deep, che X, che..Nessuno,
possano tornare, se non altro per toglierti un fardello dallanima ?
-
- Domande
domande che Fox Mulder si poneva in continuazione, da
quando lui e Scully erano stati "promossi" a vice-direttori..
- Perché non degradarli, dopo tutte le loro insubordinazioni ?
- Perché minacciarli a vuoto, come fossero divertiti giochi di
bambino, senza attuare radiazioni, licenziamenti, processi
?
- Per quale motivo fingere che la sezione Xfiles potesse continuare
senza di loro, alla stregua di una pianta recisa, le cui radici ancora cercavano
nellaria il nutrimento delegato alla terra e allacqua ?
- Domande
.tante
che si accavallavano nella sua
straordinaria mente analitica e inventiva, come quella più banale e pratica del perché
avesse accettato un invito pericoloso, in una strada buia e deserta
- Perso in quei pensieri, notò solo allultimo istante
unauto che procedeva dallimbocco alla strada, con i fari spenti a passo
duomo.
- Mulder si scostò dalla posa granitica nella quale era rimasto e si
mise a poche spanne dalla portiera, fissando il lussuoso veicolo.
- Quando la limousine fu a meno di tre metri dalla Ford del
vice-direttore dellFBI, accese gli abbaglianti, costringendolo a pararsi gli occhi
dal flash di luci improvvise.
- Una sagoma esile e alta quanto lui, scese.
< Non si muova né si avvicini, Mulder
>
La voce
era distorta da un sintetizzatore elettronico, e
risultava grottesca, quasi caricaturale.
< Chi è lei ? >
< Il mio nome non conta
ho deciso di espormi al punto da
incontrarla perché le sue mosse, vice-direttore Mulder dovranno essere molto oculate, in
futuro ! >
Mulder abbassò gli occhi verso la superficie stradale, piena di
buche e polverosa
impossibile pensare di guardare in viso quel misterioso individuo.
< Oddio
.mi pare tanto simile ad una minaccia
.>,
mormorò ironico.
< Affatto
è un consiglio
Lei sta per avere fra le
mani qualcosa di molto grosso, denorme
.Non si limiti alle apparenze, vada sino
in fondo..>
- Ora il tono era del tutto simile a quello che Nessuno e Deep spesso
usavano nei suoi confronti, anni prima.
- Era come se la straordinaria macchina del tempo dei ricordi, si
fosse messa in moto e trascinasse con se anche la realtà delle cose.
<
che intende ? Si renderà conto che per me, è
problematico se non impossibile pensare di potermi fidare di lei
Non so chi sia, non
ho mai lavorato con lei
Ed il suo modo di mettersi in contatto, assomiglia molto a
quello di certi sicari di mafia
>
Attimo di breve esitazione.
< E necessario
.assolutamente necessario !
Ripeto
non si fermi alle apparenze
Lei può fidarsi di sole altre due persone,
al mondo
Una di queste è davanti a lei e le parla
Se scoprissero che ho avuto
lardire di incontrarla, sarei eliminato immediatamente ! >
Mulder si sfiorò le labbra.
< E
vicino al senatore Matheson ? >
Altra esitazione.
< Molto più in alto
! Adesso lei salirà in auto. Io le
appoggerò una busta sul cofano e me nandrò
mi farò vivo se lo riterrò
opportuno
Mi ha capito ? >
- Mulder tacque.
- Poteva vedere solo la sagoma, di quelluomo.
- E non gli piaceva il ricordo che essa recava in lui.
<
mi dirà, almeno, su cosa debbo orientare la mia
attenzione ? >
< Avrà modo di saperlo da solo
Salga
siamo rimasti
in questo vicolo per troppo tempo
>
- Mulder si voltò, salendo nella Ford e appoggiando la testa contro
il volante.
- Se Dana fosse stata con lui, avrebbe di certo deprecato tutta
loperazione, non si sarebbe fidata, avrebbe preteso e forse ottenuto informazioni
maggiori su quelluomo.
- Ma
ma cera il solito, tremendo discorso alla base di
tutto
- La reale, concreta possibilità che la sezione Xfiles tornasse a
Fox e a Dana
.
- Che quelluomo ombra, potesse
.solo speranze, magari
usate come maschere per nascondere la reale curiosità che spezzava lo sterno di Fox
costringendolo a cooperare.
- Gettò uno sguardo nello specchietto di destra.
- Vide una sagoma scura appoggiare qualcosa e una debole luce
la
luce di una sigaretta, fra le mani delluomo.
- Doveva averla accesa di recente, perché nel colloquio non gli era
apparsa visibile.
- Una sensazione dautodifesa, simile ad un sesto senso
naturale, si accese in Fox Mulder.
- Fu tentato di scendere, magari con la Beretta stretta fra le mani e
di spianarla in faccia a quel tipo
- Ma si trattenne, stringendo il volante con entrambe le mani, quasi
facesse uno sforzo di volontà enorme, che lo piegava dentro.
- Lauto alla fine si allontanò, in retromarcia, sino a svanire
nella strada principale.
- Mulder deglutì a fatica, scese e notò sul cofano posteriore, una
busta gialla.
- Esitò nellafferrarla, quasi potesse esplodergli fra le mani.
- Poi se la infilò nella camicia e salì.
- Partì subito, senza perder tempo, in retromarcia, evitando
qualsiasi manovra, sino ad immettersi nella via principale.
- Guidò per una decina di muniti, con la vena del collo che pulsava
per la curiosità, le mani sudate, un senso di vertigine simile ad un crampo allo stomaco.
- Alla fine accostò in un parking di un supermercato, ed accese la
luce interna dellauto.
- Strappò il lembo superiore della busta, estraendone un foglietto.
- Una sequenza di lettere e numeri, binarie:
- ICM.
- Più sotto una scritta:
"Gli Ebrei non sono persone che si possono accusare per
niente "
Sbuffò.
< Chiarissimo..>, commentò con ironia.
- Fu tentato dal gettare la busta dal finestrino dellauto.
- Aveva mille cose da fare, lindomani, compresa una noiosissima
riunione allFBI.
- Aveva perso del tempo inutilmente
.
- Ma ancora una volta listinto raffinato da anni di pratica
agli Xfiles, era in movimento.
- Sentiva che cera davvero qualcosa di grosso, sotto
- Non poteva immaginare quanto.
---
- Washington, Cantieri Navali,
- Ore 09.47 Pm, stesso giorno
- Il caotico movimento dei cantieri, diminuiva di notte, ma non
cessava.
- Navi dal ventre colmo di merci da scaricare, aspettavano placide il
movimento delle gru e dei caterpillar, che ne svuotavano il contenuto come insetti
affamati.
- I magazzini, sul lato ovest, erano attivi, con le luci giallognole
che scacciavano ratti grossi come castori, ombre notturne e sonno incombente.
- Eppure, in certe vie secondarie, il porto era tranquillo, con le
ombre della notte che avevano preso lo spazio dovuto, lumidità pregnante che
puzzava ancor più nella
- oscurità, i gatti che svicolavano fra le casse e i container.
- La donna stava appoggiata ad una delle pareti del magazzino 18,
sigaretta spenta in bocca, ampia treccia biondo chiara, che come una coda di cavallo
pettinata e curata, svicolava dal cappello da baseball calato sin alla fronte.
- Indossava una canottiera blu Prussia, che tratteneva a stento le
forme procaci.
- Infilò il pacchetto di Morley nelle capaci tasche ai lati del
pantalone mimetico, trastullandosi con la cintura militare che le stringeva la vita
stretta.
- Faceva caldo ed era umido. Umido e puzzolente, lì..
- Odiava lodore penetrante della muffa, delle pareti umide e
scrostate, del tanfo marino dello iodio, delle feci dei ratti
- Odiava porti e navi, cantieri navali e tutto quellambiente
nel quale era appostata.
- La monovolume che laveva portata ai cantieri navali, era
parcheggiata ad un paio di magazzini di distanza, stretta in un vicolo lercio e colmo di
rifiuti.
- Udì dei passi.
- Prese allora la torcia elettrica, che teneva alla cintura,
puntandola in avanti.
- Una grossa auto di color blu notte, sportiva, si bloccò
allimbocco del viale, spegnendo le luci.
- Ne discese un uomo robusto, ma visibilmente zoppicante dalla gamba
destra.
- Chiuse con durezza la portiera, guardando in direzione del
magazzino e scorgendo la luce della torcia. Alzò appena la mano destra, come saluto.
- La donna spense la torcia.
- Picchiettò nervosa sulla serranda metallica del magazzino, sino a
quando luomo non le fu accanto.
- Luomo si avvicinò, abbastanza da captarne lodore
disgustoso.
< Hai intenzione di farmi prendere lumidità per tutta
sera, o ti decidi a farmi fare il giretto, pupa ? >, disse, con un tirato sorriso.
< Non sono certo la tua pupa, storpio ! >, ringhiò lei,
accendendosi la sigaretta, ed aspirandone una boccata con gusto.
- Nuovamente luomo prese a sorridere. Si mise sotto la debole
luce della lampada che illuminava la serranda del magazzino, quasi sfiorando il corpo
sudato della donna.
- Il suo viso divenne visibile.
- Era un volto magro, scarno, quasi fosse deturpato dalla polio,
attraversato da una cicatrice biancastra, a forma damo, che dalla guancia si saldava
al labbro superiore.
- Completamente glabro, era invaso da cicatrici e macchie cutanee,
scure come caffelatte.
- Senza molti giri di parole, era ributtante.
< Andiamo
> disse lei, senza mutare espressione.
- Il suo viso, invece, era affascinante e regolare, con gli occhi
azzurri che brillavano nonostante la notte cupa e scura come pece.
- La donna aspirò decisa dalla sigaretta.
- Provava una sorta di fastidio, di ributtante astio, ogni qualvolta
"J" si avvicinava.
- Si staccò dalla parete, lasciandosi dietro una debole scia di
fumo.
- Luomo esitò un attimo, guardandole il sedere tondo, che la
mimetica aderente rendeva ancor più stuzzicante, poi eseguì, con una risata nervosa,
simile allo squittio deforme di un enorme roditore malevolo.
- La donna arrivò a fianco della monovolume, azionando con il
telecomando, lapertura delle portiere.
< Dietro
>, disse smozzicando.
- Osservò lo storpio salire posteriormente e dopo aver gettato la
sigaretta, balzò davanti, nel posto del guidatore.
- Lui, "J" o meglio, "elemento J " comera
chiamato, si torse le mani guantate.
- Indossava uno stretto impermeabile scuro, che lo faceva sudare in
modo disgustoso.
- Gli occhiali, spesse lenti nere come pece, non lasciavano
trasparire alcun riflesso umano.
- Gettò sul sedile un fascicolo, guardando avanti a se.
- Accanto, una figura maschile, immersa nel buio.
<
Sei disgustoso
lo sai ? >
- Tradì una pesante voce straniera.
- Lui rise, fissando la dolce nuca della donna, che si era sciolta i
capelli ed aveva gettato il cappello da baseball sul sedile accanto, vuoto.
< Piaccio alle pupe
.per questo
come sta andando il
mio
regalino ? >
<Non abbiamo ancora risposte
ci occorre tempo e
prudenza
>
- Lelemento J scosse la testa, accompagnando il movimento con
una debole risata sibilante.
- Da una delle tasche dellimpermeabile scuro, estrasse una
minuta fiala chiusa da un tappo di cera rosso, contenente un liquido trasparente.
- Luomo nellombra si accarezzò la barba spessa e scura.
< Sarebbe
il tutto ? >
Altro sorriso, simile allo squittio di prima.
< Tutto quel che vi serve
.il composto sarà vostro dopo
la mia
ricompensa spirituale, per così dire
>
- Lei si fissò le caviglie.
- Un gesto di difesa, atto a non vedere in volto quella sorta
di
.manichino ributtante.
< Potrei ucciderla anche adesso, tovarisch
>
Risata, oscena e raggelante.
Aveva il suono di una tosse malsana, udibile solo in certi sanatori ormai chiusi e
dimenticati.
< Vuole provare
.? E meglio
lasciarmi
tranquillo
.>
- Linterlocutore straniero fece un sottile sorriso dira.
- Non lo sopportava più del dovuto
ma poteva servire alla loro
causa.
- Annuì.
< Nessuno ha intenzione di perder tempo in ridicole esibizioni
da macho
Le persone che finanziano la nostra lotta, ci chiedono
risultati
>
< Lì avrete
.mantengo sempre le promesse
conto vi
facciate vivi quanto prima
>
- Scese, lasciando dietro di se lodore penetrante di una
formalina mista a disinfettante, che provocava la nausea.
- Si allontanò, senza voltarsi, con il passo caracollante con il
quale era venuto.
< Lo odio
.mi fa
senso
.ma come cazzo facciamo a
? >, chiese la donna.
< Ricorda la nostra missione
.la sacralità della nostra
battaglia
Dio è con noi ! >
- Lei ascoltò, senza tradire emozione.
- Poi mise in moto e si allontanò.
---
- Appartamento di Dana Scully,
- 3170 W.53 Rd"35, Annapolis,
- Stato del Maryland, Ore 12.25 Am
- Mercoledì 6 Agosto
- Udì la porta aprirsi e fece un debole sorriso.
- Dana Scully era raggomitolata sotto le lenzuola di seta fresca, con
la tv accesa, il telecomando appoggiato su un comodino.
- La tv stava trasmettendo futili notizie su come preparare una
magnifica maschera di bellezza, che Dana aveva ascoltato assente.
- Il pensiero era rivolto a Mulder
- Sentendolo rincasare, ( perché quella ormai era casa loro
il
loro nido, la loro tranquilla isola di felicità ), provò un sollievo palpabile.
- Conosceva la capacità di Fox nel mettersi nei guai.
- Era endemico, come il suo mangiucchiare semi di girasole..
< Sei arrivato
>, disse con voce amorevole.
Mulder posò la busta sul tavolo della sala, non curandosi
assolutamente di sistemarla in un posto sicuro, ormai sempre più convinto di aver dato
retta ad un mezzo matto
.più matto di lui, senza dubbio
..o no ?
< Si
faccio una doccia ed arrivo
.ti spiego
>
- Scully spense la tv, abbracciandosi al morbido cuscino color
azzurro chiaro e sorridendo.
- La seta abbracciava e dava armonia al suo corpo nudo.
- Faceva un caldo impossibile, anche di notte.
- Normalmente Dana non dormiva nuda, anche quandera stata
sola
- Ma adesso le piaceva, maliziosamente, stringersi al corpo di Fox
senza nulla addosso, quasi che ogni poro della sua epidermide delicata, avesse a sentirne,
a captarne la sensazione penetrante, la ruvidezza maschile
- Ma adesso era lontana da quei dolci pensieri.
- Fox aveva un problema.
- Lo aveva fiutato nellaria sin dalla telefonata del
pomeriggio, e maggiormente adesso, quando Fox aveva varcato la soglia.
- Udì lacqua scendere e Mulder fischiettare debolmente sotto
la doccia
altro indizio.
- Mulder non fischiettava mai, se non quando la mente era impegnata
in strani e contorti ragionamenti astrusi.
- Fox emerse dalla doccia, con un accappatoio rosso, strofinandosi i
capelli.
<
ho dovuto
inventarmi una scusa
.con te
mi
spiace
>
- Lei si voltò, sorridendo.
- Aveva i capelli rosso Tiziano, mossi, spettinati, che le scendevano
dalla fronte e le coprivano parte del viso, ma ugualmente era bellissima.
- Il faccino appena addormentato, gli occhi semi chiusi, la pelle
liscia e morbida
- Un seno si notava appena, fra il lenzuolo e la mano chiusa di Dana,
come a proteggersi.
<
.figurati
ti conosco bene
.>,
mormorò ironica.
- Mulder sinfilò nel letto, una volta asciugatosi abbastanza
completamente e la strinse al proprio petto, dandole un bacio sulle labbra.
- Labbra fresche, morbide, dolcissime
- Guardò i suoi occhi.
< Sei
bellissima, Dana
>
Lei socchiuse le palpebre e smozzicò:
< Bugiardo
.Ma mi piacciono queste bugie
>
- Rise.
- Baciò il suo petto e di nuovo la sua bocca, passandogli la manina
fra i capelli umidi.
< Che hai combinato ? >
- Mulder tacque per alcuni istanti.
- Le sfiorò il capezzolo, con due dita, accarezzandolo lentamente.
<..non hai mai la sensazione, di trovarti come un insetto,
prigioniero dentro una ragnatela, Dana ? >
- Scully trattenne a fatica un gemito di piacere.
- Socchiuse gli occhi.
< Caro
.se intendi spaventarmi prima che
maddormenti
le tue
carezze mi
provocano ben altro
>
- Fox sorrise.
- Fu un sorriso delicato ed infantile, come lanimo di Mulder.
< Parlo sul serio
Da quando
dal momento nel quale
sono stato "promosso" vice-direttore dellFBI
è come se
se mi
sentissi osservato, sotto esame
>
- Lei scostò le sue dita, baciandole con le labbra a forma di cuore.
- Non ebbe la forza di dire nulla, limitandosi a farle scivolare
nuovamente sul proprio seno morbido e caldo.
<
è..normale
sei pur sempre un
vice-direttore
federale
staranno valutando le tue
..capacità
>
La voce era delicata e dolcissima.
< Non parlo di questo
Insomma
cè una sorta
dalone
di cappa persistente e solida
E come se fossi circondato da
figuranti, in una tragedia dAmleto.. Si attende solo la mia recita finale
e
lincontro di stasera
sembra una conferma
>
Ora Dana assunse una decisa espressione curiosa, stringendosi a
lui ed abbracciandolo.
<
dimmi
>, sussurrò, dolcissima.
<
ho incontrato un uomo
non ho avuto modo di vederlo
in faccia
mi ha consigliato di agire con la massima prudenza e di non sottovalutare
quel che avrò modo di scoprire
Ma
insomma
sono certo si riferisse ad un
Xfiles..
almeno così credo
Sono confuso, non riesco a mettere a
fuoco
>
Lei sospirò, appena.
< Amore
hai mai preso in considerazione lidea che si
tratti dun
un falso aiuto, magari di una trappola per
costringerti a fare
quella mossa, quella recita cui accennavi prima ? Sai che non si aspettano altro che un
tuo errore, per cacciarti
>
Annuì.
< Potrebbe
ma allora, per quale motivo mettermi una
traccia così debole fra le mani ? Io
>
- La guardò.
- Dana si accomodava languida contro il petto del suo uomo, assumendo
la delicata espressione innamorata che la rendeva adorabile.
< Debbo chiederti una cosa
>, fece serio, lasciando il
quesito in sospeso, attendendo un suo cenno.
Che giunse, deciso.
< Dana, se
se
mi trovassi a rischiare
se fossi
costretto a mettere in gioco tutto
la mia carriera, la mia reputazione
la mia
vita
mi saresti accanto? Non mi abbandoneresti ? >
- Lo spinse delicatamente supino, scivolando morbida sopra di lui.
- Prese a baciargli il collo, facendosi stringere forte.
- Mulder sentiva il suo seno e si chiese, ancora una volta senza
risposta, perché fosse tanto dolce, morbido, meraviglioso, il seno di una donna.
< Ti seguirei
in capo al mondo
ed oltre
con
te
per te
sfiderei la morte
darei la mia anima
per starti accanto,
giuro
>
- Fox le accarezzò la nuca, prendendo un grosso sospiro.
- Non si dissero altro, per quella notte.
- Si addormentarono insieme, calmi e felici.
***
CAPITOLO DUE
- J.Edgar Hoover Building,
- Sede dellFBI, Ore 08.45 Am,
- Mercoledì 6 Agosto
- Arrivarono al grande ascensore, dopo aver superato
sullentrata, lo stemma stampato a terra, raffigurante laquila calva americana
che fra gli artigli reggeva la striscia di stoffa con la scritta Federal Bureau of
Investigation. FBI
- Una sigla
.ICM è una sigla.
- Questa idea si accese subito, in Mulder, non appena Scully fece una
debole smorfia di perplessità, leggendo il contenuto della busta gialla, che Fox le aveva
fatto scivolare fra le dita.
< Ti dico la verità
.non ho la minima idea di cosa possa
essere
>, disse, sistemandosi i capelli dietro lorecchio.
- Provava una sorta di stretta allo stomaco, ritornando al J.Edgar
Hoover Building.
- Era ormai distaccata a Quantico, ma quella mattina, la riunione dei
vice-direttori includeva sia lei, sia Mulder.
- Dana aveva appena terminato un esame autoptico, quando aveva
trovato la convocazione sulla scrivania del proprio ufficio.
" Si prega il vice-direttore Dana Katherine Scully, di
presentarsi il giorno 6 Agosto alla sede operativa dellFBI a Washington, J.Edgar
Hoover Building per una riunione informativa contro il terrorismo. Nel caso sia
impossibile per la suddetta, recarsi alla riunione, si prega di comunicarlo alla
segreteria personale del direttore federale. "
- Era in ogni caso felice
avrebbero passato la giornata insieme,
e comunque ritornare allaspetto diretto del loro lavoro, non poteva farle che bene.
- Quantico era un mondo a se stante, lontano dallazione e
dispensatore di dati, ricerche e gavetta per le reclute
nulla più.
- Scully lo accoglieva con ammirevole pazienza e dedizione, sempre
sperando che il vento cambiasse e che se, magari non proprio agli Xfiles, Dio volesse,
potesse esser riportata al lavoro attivo.
- Certo, quella aveva laria di un banale briefing direttivo,
colmo di dati, analisi, studi campione e statistiche.
- La riunione era la terza nel giro di quattro giorni e sino
allultimo, quando entrando nel proprio ufficio e passando accanto alla morbida
segretaria vi aveva trovato il foglietto di convocazione, Fox aveva sperato desserne
escluso.
- Poi gli eventi relativi al suo "informatore" avevano
preso il sopravvento, ma ora era richiamato al dovere di quella
.formale e di certo
noiosissima riunione di capoccia.
- Fra i quali Mulder si sentiva a suo agio come un pesce fuor
dacqua.
- Ma evidentemente i superiori dellFBI avevano deciso di
istruire alle nuove disposizioni tutti i superiori del bureau, compresi quelli che, come
Mulder, si occupavano daspetti meno diretti alle indagini.
- Le frodi bancarie ed assicurative, centravano poco con il
terrorismo, pensava.
- Lunico aspetto lieto di quella mattina era essere al fianco
di Dana.
- Recarsi al lavoro senza di lei, era per Mulder una sorta di
calvario quotidiano, al quale si sottometteva con sempre minore rassegnazione.
- Era deciso a trasmettere una richiesta affinché lei fosse
reintegrata a Washington..
- Ma aveva sempre rinunziato a farlo, non per paura o perché avesse
accettato il suo nuovo incarico
tuttaltro.
- Era
era per la sensazione che aveva esternato a Dana la notte
appena trascorsa, e che diventava sempre più opprimente.
- Paranoia
.Ecco cosera
paranoia bella e buona.
Era arrivato al punto di sospettare anche della sua segretaria
.unavvenente
bionda che non costituiva pericolo per nessuno
ma
- Ma
ma più di una volta laveva vista sbirciare i suoi
appunti, e gli era parso che, tutte le volte che usciva dallufficio, lei telefonasse
a qualcuno
Ma a chi ?
- Forse alluomo che si era messo in contatto con lui
forse
con altri che lo sorvegliavano
- Fu la voce di Scully a distoglierlo da quella ridda caotica
didee e sospetti.
< Vuoi che la tenga io ? >
Annuì.
< Per ora
ho formulato
un ipotesi
ma preferisco
che custodisca tu quella busta
>
- Annuì.
- Nemmeno lei sapeva se era lieta o meno, della cosa.
---
- Miami, Stato della Florida,
- Ore 01.00 Pm, Stesso giorno
- Fa un caldo feroce, a Miami.
- Il sole picchia duro e deciso, ed in certi punti lasfalto si
è spaccato in piccole faglie irregolari, larghe giusto lo spazio per inghiottire il
palmer di una bici da corsa.
- Barbara Hickins stava sdraiata sullamaca, di fronte alla
villa, fissando il cielo limpido e terso, tanto bello da sembrare disegnato.
- Non avrebbe piovuto
non né aveva la minima idea.
- Non pioveva da un mese, ormai.
- Si strofinò le dita sottili dei piedi, sbuffando.
- La sua tintarella era impeccabile.
- Indossava un minuscolo tanga di color verde, che sinfilava
delicato fra i suoi glutei marmorei, beato lui
- Il bikini, sembrava sul punto di scoppiarle di dosso
- Lunghi e lisci capelli biondi, scendevano dalla testa sino a
sfiorare il curato prato inglese, a due spanne dalla mano, che reggeva un Cuba Libre
annegato nel ghiaccio.
- Aveva venticinque anni.
- Tutti trascorsi oziando e fingendo di studiare.
- Suo padre, Cristopher Hickins, era a capo di una delle famiglie
più importanti della costa Est.
- La villa, papy, laveva comprata prima che lei venisse al
mondo, con gli introiti della vendita della più grande partita di crack che avesse mai
circolato negli States.
- Tante dosi di quella droga sintetica, da friggere i cervelli bacati
degli adolescenti dellintera Miami University.
- Barbara sapeva e se la rideva.
- Aveva capito tutto alletà di sedici anni e se nera
fregata.
- Beata lei
.ricca, viziata, al di sopra delle sporcizie del
padre, che se la godeva a più non posso, fra auto, feste selvagge e orge con tanto di
cocaina purissima.
- Quella "neve" era tanto cristallina, da mandarti in
scimmia con una tirata, altro che la merda che papy faceva sniffare ai cocchi di mammà di
Miami Beach.
- Ma era una scimmia armoniosa, te le ridevi come ti pareva, sognavi
quel che volevi e ci davi dentro alla grande, mica atterravi così
- Potevi ballare per ore, far lamore per altre ore, e poi
spararti due vasche, ed eri a posto
- Si portò alle labbra carnose, appena siliconate ma non in modo
volgare, la cannuccia colorata e bevve un paio di dita di Cuba
- Guardò la piscina, sollevando appena i RayBan da 250 $.
- Normalmente era capace di starsene al sole per tutto il pomeriggio,
ad ardere come una splendida femmina quale era, divenendo eroticamente abbronzata.
- Ma quel pomeriggio
Cristo sembrava che ci fossero 45 gradi !
- Sudava come una stufa..
- Sbuffò di nuovo.
- La piscina brillava dacqua fresca e cristallina.
- Posò i piedini a terra, fra lerba fresca e si stiracchiò.
- Mosse i capelli, sollevandoli e lasciandoseli sfilare dietro le
orecchie.
- Nel sorridere, brillò alla luce della Florida, il diamante
incastrato nel primo molare.
- Corse con una falcata elegante e viziata, specchio adamantino della
sua vita, sino al bordo della piscina.
- Era di forma circolare, con unelegante isola di marmo al
centro, nella sommità della quale troneggiava una palma alta sei metri, vera.
- Si tuffò in buono stile, e lacqua le accarezzò totalmente
quel corpo morbido ed esplosivo.
- Fece diverse bracciate decise, in apnea, in stile rana.
- Amava nuotare.
- Dinverno nella piscina coperta sistemata al centro della
villa, nel reparto fitness che costava come un paio di villette bi-famigliari a New
York
- In estate lì, e nelloceano
- Ultimamente, un paio danni a dire il vero, le visite
alloceano si erano fatte rare e difficili.
Cerano state delle dispute territoriali, e la sua vita era in pericolo, nel caso
qualche clan rivale avesse a regolare conti con suo padre.
- Quindi le uscite erano sorvegliate e ridotte.
- In pratica, Barbara doveva portarsi appresso almeno quattro gorilla
a due ante, che le impedivano il surf e di fare allamore sulla spiaggia.
- Era costretta a dare feste ogni fine settimana, per non essere
tagliata fuori dal mondo vip della Florida
- Stranamente, però, dopo una breve e intensa frescura, le parve di
bollire anche sottacqua.
- La testa
diventava pesante e ovattata, come dopo una brutta
scimmia, magari annegata nel Cuba
- Emerse, prendendo una bella boccata daria.
- Galleggiò sino allisola, reggendosi con una mano al bordo
ruvido della costruzione, sul cui lato esterno, fluiva un delicato torrente dacqua,
che di sera era illuminato da una piacevole luce azzurra.
- Cercò di guardare il bordo della piscina, il prato e lamaca,
ma vedeva solo contorni nebbiosi, come se la collina di Miami Beach sulla quale la villa
era sistemata, fosse stata inglobata da una foschia violacea, aliena.
- Si strofinò la fronte
<
che cazzo mi succede ? >, biascicò.
- Non vedeva nessuno.
- Normalmente Charles, il paludato maggiordomo di casa Hickins,
faceva la sua comparsa ogni trenta minuti, se la principessa non si degnava di chiamarlo
prima, con il cercapersone, per vedere se sua maestà stava poltrendo ed era il caso di
portar via il bicchiere vuoto di Cuba per farlo rimpiazzare con un altro bello fresco.
- Una volta, circa sei anni prima, Charles non era stato molto
sollecito nel servirle il Cuba
forse riteneva che a diciannove anni una ragazza non
dovesse bere così
- In ogni modo
Lei si era spazientita ( Gesù sta a vedere che
debbo andare al piano bar a prendermelo da solo, sto cazzo di Cuba Libre
) e
arricciando appena il nasino, aveva alzato la mano magra, saldata su uno strepitoso
braccio carnoso da mordere e baciare sino alla perdizione, ed aveva tuonato:
< Charles ! Coglione ! Dove sei finito ? >
- Nessuna risposta.
- Era addirittura scesa dallo sdraio, e si era quasi inerpicata sul
sentiero di sassi piatti che portava sino allappartamento nel quale poltriva
solitamente, quando Charles era arrivato.
- Lei non aveva detto nulla.
- Aveva sadicamente aspettato che le fosse posato con delicatezza il
Cuba nella mano, e laveva ingollato, di colpo.
< Un altro
coglione ! >, aveva sorriso.
- Spesso, fra un Cuba e laltro, soleva pensare se Charles
lavesse o meno
- Capite di che parlo, vero ?
- Insomma
.non aveva mai notato che gli venisse duro, pur
vedendola mezza nuda dalla mattina alla sera
- Così aveva atteso il secondo Cuba di quello squarcio di
pomeriggio, e quando Charles laveva posato sul tavolino accanto al suo sdraio, lei
aveva ordinato:
< Resta
>
- Allora si era tolta il bikini, e laveva lanciato lontano.
- Poi, fingendo di guardare la piscina, aveva preso a versarsi il
Cuba sul seno, fra quelle tette floride e giovani, ridendo.
- Aveva bagnato due dita nel Cuba e le stava succhiando.
< Mi vedi
? Dimmelo
>
Lui aveva annuito qualcosa, forse un sì
< Dimmi la verità
.sono o no figa ? >
Lui aveva annuito qualcosa
< Bravo
.e sai perché sono così figa ? Te lo dico
io
perché annego nel Cuba e nel sole
.>
Si era tolta anche gli slip, rimanendo nuda, sotto il sole afoso
di quel pomeriggio.
<
dicono
che la mia topina è buonissima, con del
Cuba versato sopra
>
E aveva preso a bagnarsi la cosina, con il poco liquore rimasto
nel bicchiere.
<
miss Barbara
>
- Era uscita una voce stirata, imbarazzata e impaurita al medesimo
tempo.
- Poi lei si era voltata di scatto, alzandosi in piedi.
- Aveva gettato a terra il bicchiere ed aveva ordinato:
< Raccoglilo
.! >
- Charles si era messo in ginocchio, deglutendo.
Sudava come una stufa, ma non per il caldo.
- Lei, furba come una gatta viziata quale era, le aveva posato un
piede sulla spalla, bloccandolo.
< Adesso mi guardi
.e non muovi un muscolo
se ti
sfiora lidea di toccarmi, domattina ti spargeranno come concime sulle piante grasse
del viale
.capito ? >
- Aveva annuito, e suo malgrado, alzato gli occhi.
- Barbara aveva riso.
- Allora non aveva il diamante, né le labbra al silicone.
- Possedeva una bellezza assoluta, fresca e giovane.
< Bravo cagnolino fedele
mi piaci quando sei
fedele
quando mi guardi senza toccarmi
Sono la tua padrona o no?>
Lui aveva annuito.
< Ecco
bravo
Te li guadagni quei cazzo di dollari
mensili per portarmi il Cuba o tutto quel cazzo che ti chiedo di portarmi o no ? >
Charles aveva annuito di nuovo
sembrava sapesse fare solo
quello
< Ed allora deciditi a portarmi da bere, senza perdere tempo
con le tue stronzate..! Capito ? >
- Charles aveva capito
tanto bene che aveva preso
labitudine di venire da lei ogni mezzora ed una volta, in Luglio, le aveva
servito sei Cuba in tre ore
- Barbara si era così ubriacata da addormentarsi nella piscina, per
sua fortuna sul bordo, con lacqua fresca che le sfiorava le cosce e le natiche..
- Ma le piaceva
Bere era la cosa che le piaceva maggiormente,
insieme a tirare e far sesso
necessariamente in questordine.
- Ma ora
ora
la testa era un mattone
<
Charles ! >
- Nessuna risposta.
- Prese a nuotare con penosa difficoltà sino al bordo.
- Cercò dissarsi fuori, cosa che le riusciva con un
meraviglioso colpo di reni, ma ora non aveva nemmeno la forza di far uscire il petto dal
pelo dellacqua.
- Finalmente vide la sagoma di Charles che caracollava verso il bordo
della piscina.
- Lacqua le sfiorava il mento, e ad ogni movimento era
costretta a berne delle boccate..
<
cazzo
sto male
annego
>, biascicò.
- Ma Charles non aumentava il passo.
- Che Cristo combinava quel coglione ?
Non vedeva che faticava a stare a galla ?
- Che beveva boccate dacqua e cominciava a tossirne un poco ?
<
muoviti
coglione ! Sto
ann
nnega
ndo
sto
male
>
- Il maggiordomo, o quel che era diventato adesso, si chinò sino al
bordo bagnato della piscina, bagnandosi le scarpe nere sormontate da ghette bianche.
- Allungò la mano, il suo carnoso e morbido braccio, e una stretta
le cinse il polso.
- Guardò su.
- Ora
ciò che vide, ciò che le stringeva la mano, era
oscenamente indecente ed orrendo.
- Charles sembrava un mostruoso membro in erezione, torvo e irrorato
da vene bluastre, armato dartigli luciferini.
- La tirò appena su, poi la mollò di colpo, afferrandole la testa e
spingendola con forza bestiale in basso.
- Barbara inghiottì un oceano dacqua. La bocca era ancora
spalancata a stupore, quando fu spinta sotto
- I polmoni erano in fiamme e gli occhi, i suoi splendidi occhi di
giada, parevano sfere roteanti, senza controllo.
- Si diede una spinta con le gambe, tronchi armoniosi e carnosi, sul
bordo, emergendo.
- Emise un rantolo strozzato, sputando acqua e prendendo una dolorosa
boccata daria che le trafisse lo sterno.
- Serrò la mano sulla caviglia di Charles, esplodendo in un verso
bestiale e gutturale.
- Era divenuta una meravigliosa sirena, dal corpo carnoso e dal seno
solido ed esplosivo, ma dal viso raccapricciante, con la bocca armata di zanne taglienti
come coltelli.
- Caddero in piscina entrambi.
- Lacqua ribollì, schiumò, sotto la forza della loro lotta.
- Poi, nel giro di cinque o sei minuti, si placò.
- Sudiva solo il rumore della cascatella dacqua, al
centro dellisola di marmo.
- Barbara e Charles erano morti annegati.
- Le loro teste, spaccate come pietre raggiunte da un colpo di mazza
ferrata
- I loro corpi sembravano
devastati da morsi, quasi che prima di
annegare si fossero dilaniati a vicenda
E così era stato.
***
CAPITOLO TRE
- J.Edgar Hoover Building,
- Sede dellFBI, Ore 09.00 Am
- Mercoledì 6 Agosto
- Il condizionatore non sembrava funzionare.
- La sala grande era colma, almeno una trentina di vice-direttori
dellFBI seduti nei propri posti, a semicerchio, illuminati da lampade al neon e con
le cartellette aperte, intenti a prendere appunti.
- Le vetrate dalle persiane socchiuse, non lasciavano entrare i raggi
del sole, immergendo la sala in unatmosfera cupa e crepuscolare.
- Mulder si accomodò sul lato destro del tavolo circolare,
stiracchiandosi con enfasi esagerata.
- Scully scosse appena il capo, divertita e si sedette alla sua
destra.
- Di fronte ad ogni posto, era sistemato un microfono da collo
flessibile, una bottiglia dacqua ed un bicchiere di carta, una cartelletta di pelle
scura, ed una stilografica infilata in un portapenne orientabile.
< Credi che me lo lasceranno portare via
La nostra
scrivania avrebbe bisogno di un make-up
.>
Dana scosse la testa.
< Fox
>, disse a mo di rimprovero.
- Il direttore dellFBI entrò per ultimo, in perfetto orario.
- Tutti si alzarono, come per un saluto formale accennato e quando la
presentazione ebbe termine, iniziò a parlare un direttore esecutivo.
- Era un uomo flaccido e prolisso, gran mangiatore di hamburger,
evidentemente.
- Parlottava fitto, aiutato da una lavagna luminosa, attraverso la
quale proiettava grafici e ricerche, circa landamento dellFBI negli ultimi tre
anni.
- La mente di Mulder prese ad andarsene via, galoppando fuori della
finestra e perdendosi negli spazi assoluti degli Xfiles.
- La predica continuava da chissà quanto tempo.
- Unora buona.
- Fox trovò normale prendere di mira il famoso bicchiere di carta,
non appena il discorso ebbe inizio.
- Ora era a buon punto.
- Vi aveva lavorato sopra con maestria, dapprima dipingendovi un
visino, un faccino strambo dal sorriso ebete, ed adesso lo stava tagliuzzando cercando di
imprimergli i caratteri di una buffa capigliatura.
- Nel suo operato, si aiutava con la stilografica e un affilato
taglierino dalla lama dacciaio, mostrando maggior interesse a quelloperazione
che alle parole del direttore esecutivo.
- Scully fingeva placido interesse, ora rigirandosi la stilografica
fra le dita, ora gettando occhiate attente alloratore
ma Gesù, potevano
anche scegliere qualcuno meno barboso, no ?
- Lattenzione si posò su quanto Mulder andava costruendo e
trattenne un sorriso, mascherandolo dietro il palmo della mano.
< Che fai ? >, chiese divertita.
- Lui si limitò ad alzare le spalle.
- Finalmente parve che quellinfinita ridda di dati e cifre,
nude e fredde e scarne, dal significato astruso, fosse terminata.
- Prese la parola il direttore dellFBI in persona.
- Si alzò, schiarendosi la voce.
<
grazie per lattenzione, signori. I dati sono
incontrovertibili
.Ma credo non bastino solo quelli
LFBI sta
attraversando un grave periodo di crisi. I sondaggi sostengono che la fiducia in noi è ai
minimi storici
Il pericolo viene dallinterno e dallesterno
Credo
capiate tutti a cosa mi riferisco
Dopo i fatti dellundici Settembre, la lotta
al terrorismo eversivo è diventata prioritaria ! Sia esso di stampo mediorientale, quanto
destrema destra o anarchico del fronte interno, la parola dordine del
ministero di Grazie e di Giustizia è una sola: stroncare i terroristi!>
- Ora Scully si sentì punta nel vivo.
- Le drammatiche immagini delle torri gemelle, erano ancora vive
nella sua mente.
- Dimprovviso tutta la noia che si era accumulata dentro,
sentendo barbosi discorsi su grafici e prospettive dincremento della criminalità,
era svanita.
- Ora cera il ricordo delle vittime, delle grida, della nuvola
di polvere che aveva assorbito New York
del Pentagono che appariva come un gigante
ferito ma non morente, del fuoco e delle fiamme, delle centinaia di persone sepolte ormai
per sempre.
- Si poteva vincere una simile battaglia ? O era mera illusione, alla
stregua degli Xfiles ?
- Smise di tamburellare con la stilo, sfiorando il braccio di Fox e
sussurrandogli:
<
dai, smettila
.>
- Richiamo inascoltato.
- Fox aveva sì interrotto loperazione, ma solo per concludere
che il mediocre funzionario che avevano ascoltato, era il lasciapassare migliore per un
terrorista, più e meglio di Al Qaida.
- Del resto, il rispetto per i superiori e per le stesse strutture
nelle quali lavorava, erano lultima cosa in Fox Mulder.
- Troppe umiliazioni e troppi anni trascorsi nel sentirsi deridere e
sopravanzare da colleghi idioti e burocrati, perché il suo istinto non diffidasse.
< Le numerose sovvenzioni, di uomini e di mezzi che il governo
federale ha stanziato in questi mesi, richiedono risultati. Dopo un più che comprensibile
fervore iniziale, il nostro operato è divenuto stagnante e le voci circa il proliferare
di un fronte interno di stampo neonazista, preoccupano non poco anche il Presidente ! >
- Mulder cominciò a far caracollare il bicchiere di carta, facendolo
camminare come Homer Simpson.
- Scully annuì, preoccupata anchessa.
- In fondo lavoravano in unistituzione federale e la loro vita
era a rischio.
- Pensieri normali, erano agenti federali, il rischio faceva parte
del loro mestiere.
- Ma quel tipo di incognita era più subdola, più cupa, più
vile
- In ogni istante una bomba poteva esplodere, un aereo schiantarsi,
distruggendo decine di vite e cancellando ogni certezza.
- E tutta la tua preparazione, il tuo addestramento, la tua
risolutezza
.Non servivano proprio a niente.
- Scully non aveva paura. Sarebbe stato errato interpretare i suoi
sentimenti come un sintomo di paura
Ella vedeva in quellaquila calva posta
allentrata della sede federale, una madre protettrice, che accudisce i suoi figli,
li preserva dal male e dalla violenza.
- Questa era lFBI.
- Questo era il suo lavoro.
- Ma se quella madre stessa può esser colpita a morte, ferita,
spezzata, chi proteggerà i suoi figli ?
- Chi li accudirà, contro il male del mondo ?
- Certo, lavorando con Fox Mulder aveva capito che il bene ed il male
non si tagliano in due, di netto, che esistono mille e forse più, zone dombra
- Ma era il suo credo
era certa esistesse del giusto, del vero
da difendere..
- Quella minaccia rischiava di distruggere tutto, ogni cosa..
< Avanti a voi, avete i files delle organizzazioni maggiormente
presenti negli Stati Uniti, che purtroppo non siamo riusciti a debellare. Intendo
spronarvi a stroncare questa morsa di terrore che rischia di imprigionarci !
Oltretutto
>
Fece scorrere dei files, sino a prenderne uno barrato di rosso.
<
vorrei che prendeste visione del file numero
101368/x2
.>
- Fox riempì il bicchiere sino ai tagli, mantenendolo in equilibrio
sul bordo della scrivania, sotto lo sguardo divertito del vice-direttore Jodie Newmann,
del settore disciplinare.
- Era unelegante donna sui trentacinque, capelli biondi
raccolti dietro la nuca, tailleur sobrio e chiaro, gonna corta, gambe lunghe slanciate.
- Stava alla sinistra di Mulder, e calzava un paio docchiali
dalla montatura dorata, che le conferivano unespressione seria ed accattivante.
- Aveva occhi azzurri penetranti e sinceri.
- Da quando Fox aveva incominciato loperazione bicchiere, aveva
gettato divertiti sguardi al manufatto e più di una volta aveva scosso il capo, come per
scacciare una risata.
- Scully si era immediatamente posta a difesa, che poteva apparire
esile, ma in realtà era vigile ed attenta.
Fu una reazione istintiva, che Dana non comprese del tutto.
< Abbiamo individuato una sigla, appartenente ad un gruppo
anarchico, che ci preoccupa. Si tratta di unorganizzazione attiva dal 1988,
denominata I Pretoriani. Inizialmente era una spaurita frangia destrema destra,
probabilmente nata a Dallas, in Texas
>
- Mulder sorrise.
- Dallas
.certo lo stato più filo-fascista
dellUnione
.
< Rapporti dellFBI, la collegano, anche se in modo
marginale, con lattentato ad Oklahoma City del 95. Sembra fornisse uomini ed un
certo supporto logistico, ma, come detto, a livello marginale
>
- I vice-direttori presero a sfogliare il file, tutti tranne uno
naturalmente, e Dana gettò uno sguardo sottile al vice-direttore Jodie Newmann.
- Lei allargò appena le mani, quasi chiedendo comprensione.
- Mulder non sembrava comprendere la preoccupazione e
lattenzione delle due donne.
- Il bicchiere caracollava sul bordo della grande scrivania tonda,
incerto sul da farsi.
- Scully con un movimento rapido e nervoso, aprì il fascicolo a Fox,
arrivando a sfiorargli lorecchio e sibilando:
< Ti guardano
cerca di fingerti almeno interessato, no ?
>
Mulder le regalò uno dei dolcissimi sguardi dagli occhi blu che
la facevano impazzire e proseguì la prova di equilibrismo.
<
da qualche mese, però, lattività
dellorganizzazione è andata aumentando
Contatti con lestero, forse con
pericolosi gruppi fondamentalisti di tipo Islamico, fax e messaggi giunti
dallEuropa
Pare che la sede del gruppo si sia spostata nella costa Est,
addirittura qui a Washington
La CIA, ha spiato diversi elementi del gruppo, e dopo
molti appostamenti abbiamo focalizzato un loro punto di incontro. Si è trattato di un
lavoro difficile e meticoloso, "I Pretoriani" cambiano sempre i siti dei loro
randez-vous ! >
- Dana voltò di nuovo la pagina a Fox, sempre sottraendosi alle
occhiate della Newmann e nel farlo, colpì accidentalmente il bicchiere con il gomito.
- Questo traballò, per poi rovesciarsi sui pantaloni di Mulder che
si alzò di scatto.
- Un brusio divertito si levò nella sala.
< Vice-direttore Mulder ! Vista la sua
..intensa
partecipazione a questo dibattito
. Immagino che lei si sia alzato per
.esporre
una sua geniale teoria circa il caso cui stiamo trattando
>, mormorò contrito, il
direttore dellFBI.
- Mulder fece una smorfia poco convinta, seguita ad
unocchiataccia a Scully.
- Si rigirò fra le dita il bicchiere di carta, sino ad
appallottolarlo con nervosismo.
<
mi sono sporcato
.Non intendevo interrompere la sua
analisi, signore ! >, bofonchiò.
Il direttore dellFBI, scosse la testa.
< Si sieda ! E non si preoccupi più del dovuto: ho intenzione
di trattenerla in questa dolorosa riunione informativa, non più del necessario ! Poi
sarà libero di
.dare sfogo alle sue pindariche argomentazioni aliene !! >
- Si alzò una risata generale, mentre Fox si risedette.
- Dana si schiarì la voce, imbarazzata.
< Scusa
>, cercò di riparare.
- Mulder osservava, vergognandosene, la macchia dacqua sui
pantaloni.
- Newmann rise sottile, abbassando il capo sulla scrivania.
- Il direttore dellFBI si strinse il nodo della cravatta,
massimo segnale di nervosismo e riprese la descrizione.
<
dunque
sì, crediamo che
"I
Pretoriani" abbiano in mente qualcosa di grosso.. e che questi contatti siano
lavvisaglia per un piano eversivo! Credo che siate tutti al corrente
dellimportanza della prevenzione, nei fenomeni terrorsistici
Dopo l11
Settembre, non possiamo né vogliamo sottovalutare alcuna pista
>
- Mulder sbuffò.
- Nel male o nel bene, Dana laveva costretto
allattenzione di quel file.
- Prese a sfogliarlo, con finto interesse, pochi fogli scritti
fittamente, bloccandosi su una fotografia.
- La fissò bene, come per convincersi che fosse reale
limmagine che andava vedendo.
- Ignorando la macchia dacqua sui pantaloni, si rialzò.
< Si tratta di uno dei
componenti del gruppo eversivo ?
>
- Scully concentrò lo sguardo sulla foto.
Era unimmagine sgranata, ripresa da notevole distanza, di notte, con
unapparecchiatura a raggi infrarossi.
- Niente colori, profondità zero, sfondo amalgamato di un grigio
sfocato.
- Eppure
< Vice-direttore Mulder
se lei fosse stato attento alla
mia relazione, non mi porrebbe domande che urtano la sua intelligenza
.Si risieda e
chieda chiarimenti e delucidazioni alla sua
amata collega Dana Scully, che ho notato
più attenta a questa riunione ! >
Scully lo prese per il lembo della giacca, facendolo sedere fra il
brusio divertito della sala.
<
che ti prende ? >
- Ma Mulder non la sentiva più.
- Perché nonostante quella foto ritraesse una donna con il viso
parzialmente nascosto, sgranata e poco visibile, egli vi aveva riconosciuto lultima
persona al mondo che avrebbe collegato ad una terrorista:
- Chaterine Black.
---
- Ceewack Street 25 road, Washington,
- Ore 09.00 Am, Mercoledì 6 Agosto
- Il sole fendeva a fatica la polvere e laria stantia
dellappartamento.
- I vetri erano sporchi di polvere e grasso, con disgustose macchie
che colavano dal centro ai bordi.
- Linterno, naturalmente, non era migliore.
- Lappartamento era un grande monolocale, arioso e un tempo
tenuto in discreto modo dalla proprietaria, Maria Watson.
- Un giorno, Maria, rientrando, aveva trovato lui
- Da allora, era svanita e con ella, anche lordine e la pulizia
del posto.
- Adesso il numero 25 di Ceewack Street, dava lidea di una tana
abbandonata.
- Ragnatele e muffa sui muri, intonaco caduto e scrostato, scarafaggi
e cimici sul letto ed in cucina, una fessura preoccupante accanto ad un muro, probabile
tana di ratti
- Oggetti abbandonati alla rinfusa, accatastati con caotico mestiere.
- Scarpe, un impermeabile scuro, nero come la notte, guanti, e
bende
- Tantissime bende, alcune pulite ed ancora sistemate nei contenitori
asettici di plastica, altre giallognole e colme di pus, che emanavano un odore
nauseabondo.
- Del resto la puzza era sovrana nel monolocale, galleggiava densa e
spessa, come fosse una sorta di massa appiccicosa.
- Il divano di pelle, che un tempo era bianco ed adesso giallo ocra
sporco, stava al centro, di fronte al televisore acceso.
- Sul lato libero, il cappello dalle tese larghe, che Hannibal
J.Merrick usava per uscire.
- Poco più in là, gli occhiali scuri, accanto a degli spessi guanti
di pelle.
- Quellabbigliamento lo faceva sudare abbondantemente in
estate, e Merrick soleva infischiarsi del puzzo che la sua pelle marcita lasciava dietro
di se.
- Nel modesto palazzo nel quale era sita la sua tana, egli era
schivato da tutti, cosa che sia detto subito, gli andava a genio.
- Non gli interessava un fico secco di quei quattro vecchi scimuniti
e sclerotici, che lo fissavano disgustati, dietro le loro spesse lenti o la loro andatura
ingobbita.
- Aveva scelto quel posto, quel quartiere malinconico e periferico,
proprio per passare inosservato.
- Si grattò la testa calva, ed un lembo di pelle si staccò,
appiccicosa, alle unghie.
- Lafferrò fra i denti ingialliti sputandola a terra.
- Più che epidermide, dava lidea di una colla sul punto di
seccare.
- Era intento nelloperazione che più occupava la sua giornata:
stava pian piano rimovendo la bendatura che, al pari di una mummia egiziana, ricopriva
quasi interamente il suo corpo, ad eccezione delle articolazioni e del viso.
- Le bende erano grigie di polvere e gialle di pus.
- Si staccavano con lentezza, lasciandosi dietro filamenti di
disgustoso materiale putrescente, che spesso suppurava.
- Al sole, poi, era anche peggio.
- Merrick pareva sul punto di scoppiare come un foruncolo.
- Rise.
- Era una risata sottile e squittente, disgustosa, come tutto quello
che lo riguardava.
- La carne, sotto le bende, pulsava viva.
- Ormai non sentiva nemmeno più il dolore.
- Un tempo, uninfinità di tempo prima, in verità pochi anni,
il dolore gli trapassava il cervello, come un dente marcito perseguita il povero
disgraziato che debba levarselo, senza tregua, giorno e notte.
- Era come fosse caduto dentro una bella vasca dacido fenico, o
si fosse eroicamente gettato nel fuoco, per salvare un bimbo squittente
- Il dolore
Gesù
- Dolore continuo, assiduo, bastardo e per nulla mitigato dai
medicinali.
- Poi, una mattina di primavera, con la divertente valenza poetica
della cosa, il dolore era finito.
- E con esso, anche la salute mentale di Merrick.
- La mente si era liberata non solo del dolore impossibile, ma anche
dei pregiudizi morali che lannebbiavano.
- Niente regole, niente onore.
- Rise.
- Srotolava le bende con cura, solo per evitare di perdere dei pezzi
di carne consistenti, quando udì bussare alla porta.
< Signor Merrick ! Apra ! >
- Sbuffò. Uno dei soliti vecchi rompicoglioni
- Non fece altro che continuare loperazione.
< Sappiamo che è in casa ! Apra ! >
Divertente
.quando i rincoglioniti si mettono allopera
per rompere, e questo rompeva alle nove del mattino durante il suo "sbendaggio"
quotidiano, assumevano sempre il "plurale maiestatis"
.Chissà perché..
< Signor Merrick
.abbiamo a muovere a protesta verso di
lei, per via delle indecenti condizioni igieniche del suo appartamento ! La puzza che il
suo buco emana, si avverte sino al terzo piano ! E ora di finirla!!! >
Se non gli fosse costata troppa fatica, avrebbe calzato guanti e
cappello e lamato impermeabile per affacciarsi e mandarlo a cagare.
< Si tolga dai piedi, vecchio rimbambito ! >, tuonò.
< Signor Merrick
!! >
- Erano più di uno. Cera la voce anche di Laura Hodeker,
cicciona ributtante e laida, che stava al piano di sopra.
- Incredibilmente, cerano degli uomini che facevano la fila per
andare da lei, nonostante avesse sessantanni suonati e fosse schifosa e grassa da
sempre.
- Si alzò, infilandosi gli occhiali e guanti, dirigendosi verso
luscio.
- Vederlo camminare era
una sorta di spettacolo del Gran
Guignol.
- Ora che la protezione sommaria delle bende era stata parzialmente
rimossa, i muscoli vivi, carne pulsante mescolata a brandelli di pelle marcia, si notavano
nitidamente.
- Non indossava indumenti intimi, perché il loro contatto con ciò
che rimaneva dei suoi organi genitali, avrebbe provocato con ogni probabilità la loro
caduta.
< Ti cadono i coglioni
>, aveva pensato mille volte,
ridendo.
- Per un solo attimo, passando dal buio umido e sporco della zona
dellappartamento senza finestre, al chiarore tenue del sole esterno ritagliato a
forma di un parallelepipedo allungato sul pavimento, lepidermide rimasta parve
schiarirsi, assumendo toni di trasparenza armonica.
- Poi, non appena superò il fascio di luce, tornò il disgustoso
miscuglio di sangue e tessuti di prima.
- Merrick aprì appena, tenendo serrato il chiavistello e sporgendo
dalla fessura fra lo stipite e la porta, la propria faccia disgustosa.
- Nella signora Hodeker e nel vecchio Brahms, provocò una sensazione
di disgusto incontrollabile.
- Entrambi sapevano le condizioni del volto di Merrick
ma era
sempre diverso che vederselo a pochi centimetri, con il fetore che lo accompagnava.
- Sorrise, dietro gli occhiali spessi, mostrando quel viso che
sembrava finito sotto una pressa idraulica.
- Che lo sapesse o no, era ancor più rabbrividente, così.
< Che volete ? >, buttò lì.
< Signor
le condizioni del suo appartamento
>
- Ora le frasi uscivano senza alcuna decisione, smozzicate
- Certo è ben diverso affrontare il mostro trovandoselo
davanti
< Devo fotografarlo per Vogue Casa
>, sibilò.
Era un serpente, lento e pigro, ma pronto ad uno scatto
innaturale, per farti a pezzi.
< Lei non vive solo
esistono delle regole di convivenza
che..>
Artigliò la porta, con la mano guantata, mentre un lembo di benda
sporca e giallognola, sporse dalluscio.
< Entrate a rompere le palle e vi appendo al muro ! Pago
laffitto più alto di tutti voi straccioni, e faccio il cazzo che mi pare ! Sparite,
adesso ! >
- La porta si chiuse con un botto secco, lasciando i due impietriti e
senza parole.
- Si guardarono per un istante, come cercando inutilmente le parole
ed una possibile reazione a Merrick, poi si allontanarono caracollando, la testa bassa,
alzando le spalle.
< Che crepi nel marciume
.Ma un giorno o laltro
chiamo la pubblica igiene
> smozzicò Brahms.
- Merrick sinfossò nel divano logoro e morbido, gettando gli
occhiali da una parte.
- Gli avvenimenti si stavano mettendo in moto, decisamente
- Presto avrebbe avuto ciò che bramava
***
CAPITOLO QUATTRO
Baltimora, Stato del Maryland, Giovedì 22 Luglio 1993,
Ore 09.57 Pm
- Mulder scese dallauto, guardandosi attorno preoccupato.
- Nessun agente
- Eppure naveva fatto richiesta a Scully; giusto il tempo per
un panino e poi sarebbe tornato di fronte al numero 66 di Exeter Street
- Non faceva caldo.
- Abbastanza poco, per essere alla fine di Luglio.
- Entrò con la pistola spianata, allora aveva la Sig Sauer, pronto a
tutto
anche che Tooms uscisse da una crepa nella parete e gli strappasse il fegato di
dosso.
- Nera capace, per quel che riteneva lui.
- Lappartamento era piccolo e sapeva di rancido.
- Desolatamente spoglio, dava lidea di un magazzino
abbandonato, mentre lampio squarcio nella parete, emanava un odore immondo di
decomposizione.
Decomposizione di chi ?
- Quel pensiero attraversò la mente di Mulder, mentre si chinava
lungo la ripida scala metallica infissa nel muro.
- Era impensabile che Tooms fosse riuscito a sopraffare due agenti,
senza che questi potessero dare almeno una segnalazione
.Almeno così sperò.
- Strisciò in quella buca,
tana,
- fetida e dallodore di vomito.
- Si trattenne miracolosamente dal vomitare anchegli.
- Vide, accanto a quellapertura angusta fatta di giornali
masticati e sputati, in quel bozzo informe che era la tana di Tooms, tutti gli
oggetti
- Una spazzola, un soprammobile da camino
.la catenina di
Scully.
- La sfiorò fra le dita, rigirandosela inorridito.
<..Scully
>, disse correndo.
- Non faceva granché caldo, quella fine di Luglio, a Baltimora.
- Invece, a Maverick, Arkansas, il sole spaccava i sassi.
- Mike Davenport era ancora in terza liceo, nonostante fossero
passati quattro anni dalla fine del primo corso.
- Non che se ne fregasse molto.
- Ormai il lavoro cera e se mamma non avesse rotto
lanima, era destinato a finirla con la scuola.
- Era intelligente, ma svagato.
- Pensava solo al suo "birillo", come chiamava il proprio
pene, per unabitudine scema e senza senso: quella di assegnargli un nome.
- "Birillo" gli piaceva, anche perché era stato il nome
del suo cane bracco, scomparso una mattina di fine Aprile.
- Stranamente, mentre guidava la sua Rover quattro per quattro, vi
stava ripensando
- Povero Birillo
- Chissà che fine aveva fatto
?
- Lui era sempre stato convinto che lavesse fregato qualcuno,
perché il bracco era agile e forte e conosceva le campagne di Maverick come lui le
proprie tasche.
- Quella sera lo spettacolo al cinema di Pine Bluff era stato buono.
- Avevano dato " La guerra dei mondi" e nonostante fosse
"Giurassico" era una figata !
- Mike adorava la fantascienza.
- Ritornando dalla città, sotto il cielo limpido e puntellato di
stelle, aveva bevuto in un fiato la Coca Cola, ed ora il gran bicchierone di carta,
conteneva solo cubetti di ghiaccio parzialmente disciolti.
- Allincirca a metà strada, appena sopra la collina dalla
parte nord della macchia di querce, lidea del cane era tornata impetuosa.
- Cazzo !
- Cera un bastardo che stava divertendosi con il suo
"Birillo", che fra le altre cose era un ottimo cane da caccia alla
beccaccia
- Se lavesse beccato
- Nello stesso momento nel quale Mulder teneva fra le mani
lamuleto di Tooms, cioè la catenina da Dana, Mike vide una figura ritta sul
sentiero, di fronte alla macchia.
- Un secondo prima aveva avuto una sorta di fitta alla testa, come
una tremenda cefalea improvvisa, che ora pareva accompagnarsi ad un sudore freddo.
- Mà gli aveva sempre raccomandato di bere le bibite fredde con
moderazione
- Ma faceva un caldo fottuto
- Comunque la figura cera
cera eccome
- Sulle prime non la notò bene, perché era impegnato con quel
pensiero del cane, ma poi la vide chiaramente.
- Era una ragazza.
- A Mike poteva sfuggire di tutto, tranne che una ragazza.
- Gli piaceva di brutto, quella dolce cosina fra le gambe delle
ragazze
- Normale
- Era giovane e forte, cresciuto da una famiglia cattolica e severa,
che considerava il sesso alla stregua di un peccato non molto lontano dallomicidio.
- Quindi
- Circa sei mesi prima, la sua ragazza, Federica Beamon, era stata
trovata morta sul ciglio della strada, messa sotto da un camion.
- Lautista aveva detto fra i singhiozzi, allo sceriffo di Pine
Bluff, che la ragazza era sbucata allultimo istante, con il viso fra le mani, ed era
finita sotto..
- Mike non si era sentito colpevole
.sì, cera rimasto
male, quando Federica era morta
Davvero.
- Aveva pianto al suo funerale, ma Cristo, se aveva trovato una più
grande di lei, con delle tette più sode, che colpa né aveva ?
- Si erano incontrati sul ciglio di quella strada, e lui le aveva
detto:
< Mi hai rotto
.ti mollo ! Levati dalle scatole ! >
- Ok
non era stato poi un gentiluomo
.ma aveva solo
ventitré anni
- Mica aveva studiato dal Galateo..
- E poi, chi lavrebbe mai detto che diceva seriamente, quando
lasciandolo e piangendo come una cretina, aveva smozzicato:
< Mi ammazzo
mi ammazzo Mike
così mi avrai sulla
coscienza
.>
- Sorrise, pensando che quella fosse evidentemente la serata dei
ricordi.
- Rallentò landatura, accendendo gli abbaglianti
dellauto.
- Chissà se la conosceva
?
- Attualmente Mike era con una tipa di nome Doris Brooker, alta,
gambe lunghe e capelli neri e lisci.
- Andavano al cinema insieme, insieme alle partite di baseball
- Una vota lavevano anche fatto, e a lui era piaciuto..
- Man mano che lauto si avvicinava sul terreno polveroso, senza
fatica viste le quattro ruote motrici, si delineò una seconda figura
- Era un animale
un cane, senza dubbio.
- Sgranò gli occhi.
<
ma Gesù Cristo santo ! Cristo santissimo ! >,
balbettò.
- Mike teneva la doppietta sul sedile posteriore, quando faceva tardi
di sera.
- La sicura era inserita, perché era capitato al papà dello
sceriffo di Pine Bluff, George Wilczek di spararsi in testa con una doppietta senza
sicura, piombata giù da un bancone, anni prima.
- Normalmente questa cosa lo faceva ridere di brutto, ma adesso
naveva perso immediatamente la voglia.
- La figura era fuori della carreggiata, con quel cane magro e
scheletrico, ossuto gli parve di capire
- Ma quando lauto stava per avvicinarsi, ecco che si era spinta
verso il lato destro del sentiero.
- Esitò.
- Accelerare ? Filarsela
Chi cazzo era ?
- Non gli sembrò di conoscere quella figura, ma lei si stava
avvicinando senza esitazione alla sua auto
.Forse quella ragazza aveva riconosciuto
la macchina e
Ma se io non la conosco
come fa a conoscere me ?
- Ora andava a passo duomo.
- La ragazza si era piantata in mezzo alla strada, e se non voleva
finire in un campo, avrebbe dovuto fermarsi
- Maledì che Bill, suo amico di lunga data, fosse a letto con la
febbre, quella sera.
<..coglione ! Guarda se uno deve prendere la febbre in
Luglio
.>, pensò.
- Ma ciò che più lo inquietava era il cane
- Quel cane scodinzolava tutto contento, ma era ossuto come un manico
di scopa.
- Aprì appena il finestrino, arrestandosi a circa una dozzina di
metri.
- Il vento tirava nella sua direzione e captò subito il puzzo che
quei due, cane e padrona, emanavano.
< Hey
.toglietevi
.devo passare
.>
Lei si mosse piano, venendo verso la Rover.
< Togliti, scema ! Non te lo do il passaggio ! Ho detto che
devo andare a casa
>
- Parlava con calma, mentre tastava con il braccio destro il retro
del sedile, cercando la doppietta.
- Si fosse avvicinato, ancora, quel cane fetente, gli avrebbe tirato
una scarica su quel muso da morto che si trovava.
- Diede gas al motore.
< Ti tiro sotto !! Togliti, ubriaca
>
- Pensò che lo fosse o che fosse drogata, magari deroina, come
aveva visto delle volte a Pine Bluff.
- Ora fissò il cane.
- Aveva degli occhi rossi come quelli di un pipistrello e ringhiava
da far paura.
- Aveva iniziato a ringhiare non appena Mike aveva preso a tastare il
calcio della doppietta da caccia.
- Era pazzesco
ma ad ogni passo che faceva verso la macchina,
gli ricordava Birillo.
- Solo che quel cane
era lurido, pieno di bolle in putrefazione
sul muso e aveva degli occhi
Gesù che occhi !
- PAM !
- Le mani della ragazza si posarono sul cofano, a palmi aperti, dure
come rami di giunco.
- Trasalì.
<..ho da ridarti un favore, Miiike
.>
- Mollò il pedale della frizione accelerando così bruscamente che
la Rover singolfò, fermandosi.
- Quella voce
.Non aveva mai sentito niente del genere nella sua
vita e mai più avrebbe voluto sentirlo.
- Proveniva da
.da quella donna, ma sembrava echeggiare da
chissà dove, quasi che emergesse dalla notte come il vento caldo di quellafosa
serata di Luglio.
- Dana scivolò a terra, mentre Tooms era sopra di lei ed allora lo
respinse con una pedata.
- Ma ormai laveva girata da supina, con la mano artigliata,
pronto strapparle il fegato.
- Mulder aveva sfondato la porta, con la pistola stretta fra le mani
ed allora lui era schizzato in piedi, verso la piccola finestrella del bagno, da quale
sarebbe certamente sgusciato fuori, come un serpente da un buco.
- Era quasi sullo stipite, quando lei gli agganciò il polso con le
manette, al calorifero, dopo una breve colluttazione.
< Tutto bene, Scully ? >, domandò lui, mentre gli
ammanettava anche laltro polso.
- Dana annuì.
- Era finita !
- Ma per il povero Mike, molti chilometri più ad Ovest, era appena
iniziata.
<
ma dove vai Miiike? Non la vuoi più sentire, la
mia fica calda ? Non la vuoi la mia figa ? >
- Cercò disperato di alzare i vetri con il tasto alla sua destra,
inutilmente.
- Infilò la chiave, mentre aveva il viso di quella pazza a pochi
centimetri dal suo collo.
- Lo guardò, forse per caso, forse per curiosità.
- Il respiro si bloccò.
- Il cuore gli dolse, mentre si rese conto di essersi pisciato
addosso dalla paura.
- Era Federica !
- Non comprese da cosa laveva identificata
- Il viso era ridotto ad un
ammasso di terra rossa, putrescente,
come certi terreni acidi dei cimiteri.
- Puzzava come un cane morto.
- Parte della carne usciva marcia da uno zigomo, e
sorrideva
sorrideva in modo grottesco, orribile, inquietante e tremendo.
- Gli occhi
..GLI OCCHI !!!
- Erano come quelli del cane
.uguali
- Il finestrino si chiuse, finalmente.
- Fece per mettere la marcia, qualsiasi marcia
. qualsiasi
quando la mano ossuta di
- Federica sfondò il vetro e miriadi di schegge impazzite,
perforarono labitacolo ed il suo viso.
- Una gli trapassò locchio sinistro, annegandolo in un mare di
sangue.
<..Miiiiikeeeey
ci faremo una bella scopata
.vedrai
che colpi
..che colpi, vedrai
.>
- Mentre le dita marce si serravano sui suoi capelli, Mike trovò la
doppietta.
- Fu spinto fuori, dal finestrino della Rover, come fosse una
marionetta.
- Si era slogato una caviglia, il polso sinistro ed aveva
locchio che pulsava come impazzito, mentre il viso era bagnato dal sangue che
scendeva a fiotti.
- Vedeva tutto immerso in una nebbiolina violacea.
- Udì il tanfo del suo corpo. Il sangue lo accecava, ma sapeva che
stava per avvicinare la sua bocca al suo collo
- Lo sentiva
- Il cane emise un verso indescrivibile, come fosse modulato
dallInferno stesso.
- Mike rizzò la doppietta avanti a se e premette il grilletto.
- Niente !
Cazzo !! La sicura
la sicura
..No porca puttana, Dio
Onnipotente
.la sicura
- Lei gli strappò di mano larma.
- Rise o così sembrava, da quellosceno buco che aveva al posto
della bella bocca che una volta apparteneva a Federica Beamon.
- Rimase per un istante grottescamente imbambolata, con la doppietta
nella mano sinistra ed il braccio di Mike nella destra.
<
è questo quel che volevi fare, Mikeeeey
? >, sibilò.
- Tolse la sicura.
- Puntò il fucile a terra, piazzandoselo a pochi centimetri dalla
faccia.
- Poi con il piede destro, nudo senza il sandalo infradito che
calzava ancora su quello sinistro, azionò il grilletto.
- La testa esplose come un cocomero caduto da un camion.
- Un getto di sangue e di materia cerebrale, investì il viso di Mike
Davenport, che cadde a terra.
<
Madonna mia
Gesù santissimo
.>, biascicò,
mentre la sua salute mentale scivolava via senza scampo.
- Udì allora il cane ringhiare.
- Era un ringhio gutturale e profondo, sibilato dal demonio.
- Si alzò, correndo come un pazzo, mulinando le braccia come pale,
in mezzo al campo di grano.
- Le spighe gli frustavano il viso, coperto di quel sangue nero,
appiccicoso e putrescente.
<
Dio
Dio aiu
>
- Il cane, il suo Birillo, o quella sorta di cerbero che era
diventato adesso, gli balzò addosso.
- Affondò nella sua schiena come fosse burro, strappandogli i
polmoni ed uccidendolo allistante.
- La testa di Mike esplose come quella di Federica, senza esser stata
colpita da alcun proiettile.
- Il cane masticava famelico
poi guaì, e cadde riverso, in un
lago di sangue.
- Tutto tornava placido e lento nellafa persistente di
Luglio
come se nulla fosse accaduto, ma era il vero principio..
- Il giorno stesso nel quale Mulder depositava il file su Tooms, e si
stava recando alla casa di riposo Druideel, ove Eugene era segregato nellattesa
degli esami, lo sceriffo
- Adam Wilczek stava a gambe larghe sul ciglio della strada, accanto
alla Rover.
- Scribacchiava attentamente, ora fissando la macchina, ora le tracce
di sangue, ora il campo di grano.
- Vergò il suo rapporto con nervosismo.
Era quasi mezzogiorno.
- Mike era scomparso dalle 11 della sera precedente e quindi a rigor
di logica, non era trascorso abbastanza tempo perché le autorità lo classificassero come
"missing".
- Ma appunto poco prima delle undici e mezza di quella mattina, era
arrivata la telefonata di un contadino, tale Hartur Flagh, che aveva scorto una Rover 4x4
abbandonata al ciglio del sentiero numero 72, con il motore acceso e i fari funzionanti.
- Lo sceriffo aveva mandato un paio dagenti e dopo un breve
parlottare alla radio, era andato lui stesso.
- Lo spettacolo che si era trovato davanti superava qualsiasi parola
e al tempo stesso, anche la sua capacità di mettere fra le righe un verbale
soddisfacente.
- La Rover era in ottimo stato, ad eccezione del finestrino di
sinistra, che era stato fracassato dallesterno.
- Schegge di cristallo erano sparpagliate dappertutto,
allinterno dellabitacolo.
- Al primo sommario esame, appariva evidente che qualche frammento
era sporco di sangue.
- Laggressione era iniziata lì.
- La portiera era stata deformata, presentava ammaccature e bozzi,
come il cofano anteriore.
- Dal ciglio del sentiero, sino al punto nel campo di grano nel quale
era stato trovato il corpo di Mike, si disegnava una scia di sangue dapprima esile, poi
sempre più spessa.
- Infine il corpo del ragazzo
- Lo sceriffo Wilczek laveva scoperto per primo, e per un pelo
non si era messo a vomitare, quasi fosse un principiante.
- Era
ridotto a brandelli.
- Morsi, profondi ed estesi sul 95% del corpo
- Abrasioni, graffi
e la testa
- La testa sembrava essere esplosa dal torso..
- Presentava una spaccatura al centro del cranio, netta, dalla quale
usciva parte dellencefalo.
- Accanto
Birillo.
- Il cane era nelle medesime, inspiegabili condizioni del ragazzo.
- Pure la bestia aveva il muso fracassato, ma anche brandelli di
carne infilati nella mandibola.
- Un seguente esame autoptico, condotto dal veterinario di Pine
Bluff, aveva appurato che il cane aveva ingerito parti di Mike
insomma laveva
divorato..
- Ma allora chi aveva spaccato il finestrino ?
- Cosa ci faceva la doppietta del ragazzo, con un colpo esploso e
laltro in canna, sbattuta nella polvere ?
- A cosa aveva sparato, se non era stato trovato altro che un bossolo
deformato, infilato nella portiera sinistra dellauto ?
- Che cosa era accaduto al povero Mike Davenport, al punto da
staccargli la testa con un colpo solo ?
- Wilczek si grattò la nuca, perplesso.
- Avrebbe faxato la cosa allFBI di Pine Bluff, sperando che i
federali si sarebbero allertati.
- Adesso gli spettava il compito peggiore: andare da Tina Davenport,
e dirle che avevano trovato suo figlio
Elementi di prova contenuti nel Xfile numero 243709/12, depositato
in data 10 Settembre 1993.
Da un giornale locale, 24 Luglio 1993.
Orrore nelle campagne di Maverick.
" La tranquilla vita rurale di Maverick, paesino con 1500
abitanti, vicino a Pine Bluff, è stata fortemente scossa dal drammatico fatto di sangue
ai danni del giovane Mike Davenport, di venticinque anni. Il corpo del ragazzo, sparito di
casa la notte precedente, è stato trovato in un campo di grano. Dalle prime ricostruzioni
della polizia locale, pare che il ragazzo si sia avventurato nel campo, forse ubriaco, e
che lì sia stato assalito da uno o più cani randagi, molto probabilmente malati di
rabbia. Le condizioni del corpo erano talmente orrende, che è stato negato il
riconoscimento alla madre, Tina, vedova da otto anni. "
Da un giornale locale, 26 Luglio 1993.
Lo sceriffo dichiara: Circostanze poco chiare, nella morte di
Mike..
" Sembra che il sipario, sul tremendo fatto di sangue
accaduto a Mike Davenport, non sia del tutto calato. Ai funerali ha partecipato, affranto,
tutto il paese, ad eccezione dei genitori della giovane Federica Beamon, in rotta con la
famiglia Davenport. La madre, Tina Smith Davenport, ha accusato un malore durante la
sepoltura del figlio. Lo sceriffo Adam Wilczek, ha testualmente dichiarato che: < Le
indagini non sono chiuse. LFBI della contea, invierà nella giornata di domani degli
agenti, che sono certo faranno luce su alcuni elementi poco chiari
Si tratta di fatti
che non trovano spiegazione e che spero possano portare a ricostruire con certezza cosa è
accaduto in quel campo
Sento di doverlo non solo al povero Mike, ma anche a sua
madre
>
Da un giornale della Contea, 16 Agosto 1993.
Indagine chiusa, sul fatto di Maverick.
" Dopo circa un mese daccurati sopralluoghi ed indagini
da parte della sezione federale dellFBI, è stato chiuso il caso della morte di un
giovane di nome Mike Davenport, trovato cadavere la notte del 23/24 Luglio di
questanno.. I dubbi sollevati dalla polizia locale, in