PROLOGO
- Las Vegas, Stato del Nevada, Hotel
- Palace, Ore 11.27 Pm, Lunedì 4 Agosto
- Edna Pruvidence, osservava con aria divertita, il delicato sistema
al neon che diffondeva una placida luce azzurrognola nella suite.
- I tubi correvano al lato delle pareti, con forma simile a quella di
colonne doriche, dellepoca Greco-Romana, alla cui sommità stavano grossi vasi di
felci.
Felci come quelle, Edna non era mai riuscita a coltivarne, pur essendo appassionata di
floricoltura a Santa Monica, nella California.
- Le felci avevano bisogno di molta acqua e di una costante umidità,
cosa abbastanza difficile in California, ma ad allevar cactus lì, erano capaci tutti.
- Suo marito Homer, le diceva da venticinque anni che era una
testarda, ed, in effetti, aveva ragione.
- Edna era sempre stata testarda, sia nellallevare i figli, sia
nel prendere le piccole decisioni domestiche, ma alla fine la spuntava quasi regolarmente.
- Tranne che per le felci.
< Come credi faranno ? >
- Parlava con voce sostenuta, per far sì che Homer, di là dalla
porta della sauna, la sentisse.
- La porta era di un legno massiccio, ornata da false decorazioni
doro, mentre le pareti erano colme di mosaici in parte pruriginosi, che
raffiguravano bellezze alla sauna, scene di vita romana ed ecc
- Tipico della cultura Americana, in fondo
appropriarsi di una
storia che nemmeno è conosciuta
- Ma lasciando stare questo genere di disquisizioni, veniamo alla
nostra coppia di piccioncini.
- Edna non aveva idea che per le nozze dargento, sarebbe finita
a Las Vegas.
- Las Vegas
.una città fantasma, inesistente, come Disneyword.
- Ancora non si era abituata al caos notturno di quellinsieme
caotico dalberghi, case da gioco, night club, streeptese house e chissà che altro.
- Frotte dauto dalla lunghezza spropositata, limuosine e
Cadillac, Rolls e Aston Martin, affollavano i parcheggi, le vie, le immense strade
illuminate a giorno.
- La fantastica cascata di luci del Cesar Palace, si vedeva guardando
dalla finestra.
- Ragazze stratosferiche, in pratica nude, si aggiravano con falcate
eleganti lungo le case da gioco, uomini ubriachi, caos ed in giro di dollari che avrebbe
pareggiato il bilancio di uno stato dellAfrica centrale per almeno due anni.
- Poi sarebbe giunta la mattina, e le luci si sarebbero spente, la
gente sarebbe andata a dormire e qualcuno si sarebbe tolto la vita, complice la posta
troppo alta alla roulette, o una sbronza colossale.
- Una città al contrario, una vita disordinata e caotica, che certo
non piacerebbe ad unagente federale che ben conosciamo.
- Adesso Scully è a letto, placidamente accarezzata sul pancino da
Mulder
- Ma non cinteressa
non è venuto il loro momento, per
ora
<
E che né so
chi se ne frega ! >
- Homer parlava sorridendo, seduto su di un gradino di mattoncini
rossicci, nella sauna, avvolta da un accappatoio bianco.
- Aveva lavorato come assicuratore per tutta la vita. Un lavoro
squallido e noioso, che è additato generalmente per descrivere dei rompiballe.
- Non che gli piacesse suonare alle porte delle brave persone di
domenica mattina o di sabato pomeriggio, spiegando loro tutto ciò che era possibile
sapere circa la polizza vita
.
Ma lo pagavano per questo, no ?
- Homer aveva sviluppato una sorta di malattia, che potremmo definire
"tendinite del commesso venditore".
- Alla stregua del braccio del tennista, essa si manifestava con
dolori acuti, nel suo caso al tendine, causati dalle troppe ore alla guida dauto
dalla frizione dura o dal freno bizzoso.
- Un po come quel dolore alla caviglia che adesso Mulder sta
deliziosamente mitigando con piccoli baci, a Dana
- La malattia di prima, non quella del tennista, aveva costretto la
compagnia di Homer a lasciarlo in ufficio, e ad elevargli lo stipendio perché non facesse
loro causa.
- Homer non avrebbe mai fatto causa a nessuno, ma aveva accettato
subito il regalo della Marine Craddock United, per la quale lavorava
- Sapeva che a mettersi contro le compagnie cera solo da
rimetterci le penne.
Adesso la Marine gli ha pagato una vacanza premio, che si è guadagnato in ventisei anni
di lavoro senza unassenza.
- Naturalmente Edna era rimasta stupefatta, ed una piccola lacrima le
aveva rigato gli occhi azzurri, quando aveva saputo di Las Vegas.
- In alternativa cera la Florida, ma era troppo lontana e fuori
stagione.
- Oltretutto Edna aveva un terrore folle degli alligatori, benché ne
avesse visto qualcuno solo alla tv.
- Erano bestiacce cattive, quelle, che potevano mangiarti in un
boccone.
- Dalligatori, a Las Vegas, non ce nerano, almeno come
rettili.
- Lalbergo è di prima categoria. Un sei stelle
- A Las Vegas ci sono alberghi ad otto stelle, ma per i cognugi
Pruvidence, sembra di essere finiti nel libro delle mille ed una notte.
- Camerieri con giacche di velluto e ghette bianche alle scarpe,
appartamenti con aria condizionata, alberghi tanto grandi da doversi munire di piantina
per non perdersi nei corridoi, hall così grandi da far venire langoscia.
- E prezzi
.prezzi tanto alti da far accapponare la pelle
.
- Ma a parte gli extra, che Edna ed Homer a cinquantasei e sessanta
anni suonati si risparmiano volentieri, tutto era spesato.
- Quella sera, vincendo la tentazione della moglie, Homer si stava
preparando per una bella serata al casinò interno dellalbergo.
- Avrebbero fatto un giro alla roulette e alla slot machine, poi si
sarebbero seduti ad un tavolo del pub interno, sentendo musica jazz e da night, sino a
notte fonda.
- Nessun orario, nessun dannato lavoro da portare a termine.
- A Edna la vita tranquilla di casalinga, però, un poco mancava.
- Si svegliava tutte le mattine, preparava la colazione e poi dopo
che Homer se nera uscito, si recava a far la spesa, al supermercato sotto casa.
- Da quando i figli, Vincent e Deborah, si erano sposati, aveva
creduto di non potersi mai più svegliare il mattino, di buonora a preparare la
colazione.
- Aveva attraversato un periodo di depressione e lui le era stato
accanto, come quando erano appena sposati
.
- Amava il marito
- Ormai sapevano tutto luno dellaltra
- Homer capiva quando qualcosa non funzionava solo guardandola negli
occhi, mentre lei faceva di meglio.
- Sapeva se la giornata era stata buona o no, solo dal modo nel quale
il marito chiudeva la portiera dellauto, rincasando..
< Dico davvero
.mi piacerebbe far crescere una felce
così
>
- Homer sudava abbondantemente.
- Controllò più di una volta la temperatura della sauna
gli
sembrava che facesse sempre più caldo, lì.
- Edna scese dal letto, calzandosi le pantofole comode e rigirandosi
le due dita di scotch con ghiaccio, ordinato dal marito.
- Homer beveva scotch con ghiaccio da anni. Un bicchiere solo, al
giorno.
- Mai un dito di più.
< Lo finisci, lo scotch, o lo butto ? >
- Nessuna risposta.
- Il ghiaccio si era sciolto del tutto..
- Scosse la testa.
- Ciondolò un poco nella stanza, tanto grande da essere spettrale.
- I suoni e le luci caotiche della città iniziavano a diffondersi.
- Era ancora presto, in fondo
- Camminò, osservando curiosa il mosaico della stanza da letto.
Raffigurava un satiro, intento a sbirciare con inequivocabile oscenità, le vesti di una
ragazza, probabilmente una vestale.
- Scosse la testa.
- Teneva il bicchiere con due dita.
- Dita nervose, di una donna che aveva lavorato per una vita, come
commessa e poi aveva deciso di lasciar perdere, quando le ossa stavano protestando per il
troppo piegarsi e rimanere su due piedi..
< Homer
.lo butto o no ? >
- Nessuna risposta.
- Adesso il senso dindifferenza, lasciò il posto al disagio.
- Che non la sentisse ?
- Posò il bicchiere su un piccolo comodino a forma di colonna dorica
e fece un paio di passi verso la sauna.
- Vi bussò sopra con le nocche.
- Nulla.
< Homer ? >
- Niente.
- Ora avvertì una sensazione di paura improvvisa, come una fiammata
scaturita da una stufa mal regolata, che le attraversò le spalle.
- Il cuore batteva forte, inquieto.
- Bussò con maggior forza, quasi con durezza, adesso.
- Solo silenzio.
- Fece per dire qualcosa, ma la voce si strozzò in gola, mentre gli
occhi si sbarrarono nel vuoto.
- Pensò a molte cose.
- Che Homer le stesse facendo una sorta dassurdo scherzo
cretino
- Che si sentisse male
- Che
- Si sfiorò la fronte, tremando.
- Apri
.apri quella porta
è scorrevole, si apre come
niente..
- Apri
.che temi ? Di vederlo morto, stroncato da un infarto ?
- Che temi ?
- Apri
.
-
Appoggiò lorecchio alla porta di legno.
Non era solo silenzio.
Sembrava
.che filtrasse una sorta di
respiro roco, un
rantolo innaturale.
Appoggiò i palmi debolmente alla porta.
<..se è uno scherzo
.non mi piace
.>, biascicò.
Il rantolio, il verso gutturale, divenne più vicino.
Forse
stava male, era a terra
che aspetti Edna ?
- Trattenne il fiato, serrando le labbra e chiudendo gli occhi, fino
a quando fece scorrere la porta sulla guida, spalancandola.
- Una vampata di vapore filtrò allesterno, sibilando.
< Homer
.? >, disse con un filo di voce, tremante.
- Aprì gli occhi.
- Vide
.nel vapore spesso della sauna, era lì.
- Indossava laccappatoio alla vita, ma era in piedi.
- Ma
ma quello non era Homer
non più.
- Adesso sembrava
sembrava un ibrido mal costruito dal dottor
Monroe
sullisola misteriosa.
- Il corpo era tozzo e un poco flaccido come quello di Homer
- Ma il braccio destro e la testa
.Dio
che aveva quella
testa
?
- Cadde a terra, scivolando sulle pantofole, il fiato rotto e gli
occhi sgranati, sconvolta dallassurdo.
- Il viso, la testa di Homer
.era identica a quella di un
gigantesco, abnorme alligatore, munito da centinaia di canini aguzzi, che sporgevano
irregolari da una fauce grottesca.
- Emise un ululato, un verso agghiacciante, scagliandosi contro di
lei come una molla.
- La sua coda sferzò laria.
- Edna non fece nemmeno in tempo ad urlare.
- Il muso le sventrò la pancia, sbatacchiandola contro il bordo
della sauna.
- Cercò, senza nemmeno rendersene conto, di proteggersi con le mani,
mentre adesso lalligatore le azzannava il collo, per poi staccarle la testa di
netto.
- La divorò per qualche osceno, interminabile secondo.
- Poi si alzò in piedi, fissando con occhi vitrei la sala colma di
vapore.
- Il muso era un grumo di sangue e carne divelta, calda
- Barcollò allindietro, per poi cadere pesantemente a terra.
- Il cranio di Homer era spaccato in due, come gli fosse esploso il
cervello.
- I suoni, a Las Vegas continuavano
.
***
CAPITOLO UNO
- B.Beker Street 9, Washington DC,
- Ore 09.00 Pm, Martedì 5 Agosto )
- Accostò lauto sul lato destro della strada.
- Il caldo era feroce ed afoso, e con il calare della notte, era
anche peggio.
- Lasfalto rigettava la calura immagazzinata durante il
pomeriggio, e si faticava a respirare.
- Tutte le finestre erano aperte, tranne negli appartamenti muniti di
condizionatore.
- Mulder scese con sollievo dalla Ford blu notte, ma non appena prese
una boccata di quellaria viziata e colma dumidità, rimpianse il debole
condizionatore della vettura.
- Rimase appoggiato allauto, un piede contro la gomma, le mani
incrociate, fissando il nulla avanti a se.
- Aveva il panorama di una lunga sfilza di negozi, e di un sexyshop,
che un tempo avrebbe calamitato il suo interesse.
- Masticò con la solita calma il seme di girasole, aspettando.
- Da quando aveva ricevuto un colpo di telefono, quella mattina in
ufficio, il suo sesto senso si era attivato, ponendolo in una sorta di limbo, che
inglobava lazione.
- Sapeva che quello squillo muto, non era "normale".
- Cera qualcosa
qualcosa che si avvertiva anche
dallaltra parte, dal suo ufficio lindo e fresco, contornato di piante e felci, di
scartoffie su frodi bancarie ed amministrative..
- Anche da quellavamposto lunare, si captava una vecchia
atmosfera, un senso penetrante di solenne cupezza, un riverbero di cose accadute e
frequenti, che gli avevano segnato lesistenza.
- Così fu naturale trovare, poco dopo le sette, quando quella noia
di lavoro era terminata, un biglietto, infilato nel pavimento della macchina.
" Sherlock Holmes 9, questa sera..tre prima che arrivi la
nuova giornata
"
- Sorrise, leggendolo.
- Quel genere di trucchi erano tipici di Mr.X, antico informatore di
Fox, che come tutti gli altri aveva fatto una brutta fine.
- Sherlock Holmes
.non occorreva poi tutto questacume, per
capire che era riferito alla via
- A Washington cera una sola Becker street
Sperò che
lintuito gli fosse al fianco, come sempre.
- Aveva telefonato a Scully, inventando una scusa poco credibile,
circa il suo trattenersi nellufficio per smaltire un paio di pratiche
- Dana aveva finto di credervi, sapendo cosa interessava davvero
Mulder e provandone un poco paura.
- Tre prima che arrivi il nuovo giorno
tre ore prima di
mezzanotte ?
- Sperava di si
- Anche se, con sincerità, non sapeva che cosa volesse da lui, quel
misterioso e ludico personaggio.
- Ormai Fox era fuori degli Xfiles
.
- Sì, certo, fuori
.tanto fuori, da essersi immischiato di
molte cose che non lo riguardavano affatto, dessersi intrufolato nella vecchia
sezione, a spiare i dossier del nuovo agente Folmer, che li catalogava con vacua
sollecitudine..
- Cera fuori di quellufficio un immenso mondo che
aspettava lui e Scully, li aspettava entrambi, con i suoi mostri, le sue congiure, i suoi
vampiri ed alieni
- Cera la vita di tutti e due, che era arrivata ad un filo, ad
un bivio sempre più vicino, del quale era necessario imboccare una strada.
- Non era più possibile continuare a svicolare le indagini, ottenere
permessi fittizi e tirati per i capelli, nascondersi nelle tane come topi del deserto..
- Era necessario che si facesse, che accadesse, che tutto andasse al
diavolo o si risolvesse e così sia !
- Sorrise di nuovo
bel ragionamento
.pensò.
-
- Ma sai anche tu che non è possibile
Che tutto è
finito
Gli Xfiles, gli alieni, tua sorella
tutto
- Ed allora che ci fai qui, alle nove di sera, in una strada senza
uscita, immersa nellafa e nel buio, con la macchina accesa, i fari spenti, un seme
di girasole che mangiucchi senza sapore, lidea che Deep, che X, che..Nessuno,
possano tornare, se non altro per toglierti un fardello dallanima ?
-
- Domande
domande che Fox Mulder si poneva in continuazione, da
quando lui e Scully erano stati "promossi" a vice-direttori..
- Perché non degradarli, dopo tutte le loro insubordinazioni ?
- Perché minacciarli a vuoto, come fossero divertiti giochi di
bambino, senza attuare radiazioni, licenziamenti, processi
?
- Per quale motivo fingere che la sezione Xfiles potesse continuare
senza di loro, alla stregua di una pianta recisa, le cui radici ancora cercavano
nellaria il nutrimento delegato alla terra e allacqua ?
- Domande
.tante
che si accavallavano nella sua
straordinaria mente analitica e inventiva, come quella più banale e pratica del perché
avesse accettato un invito pericoloso, in una strada buia e deserta
- Perso in quei pensieri, notò solo allultimo istante
unauto che procedeva dallimbocco alla strada, con i fari spenti a passo
duomo.
- Mulder si scostò dalla posa granitica nella quale era rimasto e si
mise a poche spanne dalla portiera, fissando il lussuoso veicolo.
- Quando la limousine fu a meno di tre metri dalla Ford del
vice-direttore dellFBI, accese gli abbaglianti, costringendolo a pararsi gli occhi
dal flash di luci improvvise.
- Una sagoma esile e alta quanto lui, scese.
< Non si muova né si avvicini, Mulder
>
La voce
era distorta da un sintetizzatore elettronico, e
risultava grottesca, quasi caricaturale.
< Chi è lei ? >
< Il mio nome non conta
ho deciso di espormi al punto da
incontrarla perché le sue mosse, vice-direttore Mulder dovranno essere molto oculate, in
futuro ! >
Mulder abbassò gli occhi verso la superficie stradale, piena di
buche e polverosa
impossibile pensare di guardare in viso quel misterioso individuo.
< Oddio
.mi pare tanto simile ad una minaccia
.>,
mormorò ironico.
< Affatto
è un consiglio
Lei sta per avere fra le
mani qualcosa di molto grosso, denorme
.Non si limiti alle apparenze, vada sino
in fondo..>
- Ora il tono era del tutto simile a quello che Nessuno e Deep spesso
usavano nei suoi confronti, anni prima.
- Era come se la straordinaria macchina del tempo dei ricordi, si
fosse messa in moto e trascinasse con se anche la realtà delle cose.
<
che intende ? Si renderà conto che per me, è
problematico se non impossibile pensare di potermi fidare di lei
Non so chi sia, non
ho mai lavorato con lei
Ed il suo modo di mettersi in contatto, assomiglia molto a
quello di certi sicari di mafia
>
Attimo di breve esitazione.
< E necessario
.assolutamente necessario !
Ripeto
non si fermi alle apparenze
Lei può fidarsi di sole altre due persone,
al mondo
Una di queste è davanti a lei e le parla
Se scoprissero che ho avuto
lardire di incontrarla, sarei eliminato immediatamente ! >
Mulder si sfiorò le labbra.
< E
vicino al senatore Matheson ? >
Altra esitazione.
< Molto più in alto
! Adesso lei salirà in auto. Io le
appoggerò una busta sul cofano e me nandrò
mi farò vivo se lo riterrò
opportuno
Mi ha capito ? >
- Mulder tacque.
- Poteva vedere solo la sagoma, di quelluomo.
- E non gli piaceva il ricordo che essa recava in lui.
<
mi dirà, almeno, su cosa debbo orientare la mia
attenzione ? >
< Avrà modo di saperlo da solo
Salga
siamo rimasti
in questo vicolo per troppo tempo
>
- Mulder si voltò, salendo nella Ford e appoggiando la testa contro
il volante.
- Se Dana fosse stata con lui, avrebbe di certo deprecato tutta
loperazione, non si sarebbe fidata, avrebbe preteso e forse ottenuto informazioni
maggiori su quelluomo.
- Ma
ma cera il solito, tremendo discorso alla base di
tutto
- La reale, concreta possibilità che la sezione Xfiles tornasse a
Fox e a Dana
.
- Che quelluomo ombra, potesse
.solo speranze, magari
usate come maschere per nascondere la reale curiosità che spezzava lo sterno di Fox
costringendolo a cooperare.
- Gettò uno sguardo nello specchietto di destra.
- Vide una sagoma scura appoggiare qualcosa e una debole luce
la
luce di una sigaretta, fra le mani delluomo.
- Doveva averla accesa di recente, perché nel colloquio non gli era
apparsa visibile.
- Una sensazione dautodifesa, simile ad un sesto senso
naturale, si accese in Fox Mulder.
- Fu tentato di scendere, magari con la Beretta stretta fra le mani e
di spianarla in faccia a quel tipo
- Ma si trattenne, stringendo il volante con entrambe le mani, quasi
facesse uno sforzo di volontà enorme, che lo piegava dentro.
- Lauto alla fine si allontanò, in retromarcia, sino a svanire
nella strada principale.
- Mulder deglutì a fatica, scese e notò sul cofano posteriore, una
busta gialla.
- Esitò nellafferrarla, quasi potesse esplodergli fra le mani.
- Poi se la infilò nella camicia e salì.
- Partì subito, senza perder tempo, in retromarcia, evitando
qualsiasi manovra, sino ad immettersi nella via principale.
- Guidò per una decina di muniti, con la vena del collo che pulsava
per la curiosità, le mani sudate, un senso di vertigine simile ad un crampo allo stomaco.
- Alla fine accostò in un parking di un supermercato, ed accese la
luce interna dellauto.
- Strappò il lembo superiore della busta, estraendone un foglietto.
- Una sequenza di lettere e numeri, binarie:
- ICM.
- Più sotto una scritta:
"Gli Ebrei non sono persone che si possono accusare per
niente "
Sbuffò.
< Chiarissimo..>, commentò con ironia.
- Fu tentato dal gettare la busta dal finestrino dellauto.
- Aveva mille cose da fare, lindomani, compresa una noiosissima
riunione allFBI.
- Aveva perso del tempo inutilmente
.
- Ma ancora una volta listinto raffinato da anni di pratica
agli Xfiles, era in movimento.
- Sentiva che cera davvero qualcosa di grosso, sotto
- Non poteva immaginare quanto.
---
- Washington, Cantieri Navali,
- Ore 09.47 Pm, stesso giorno
- Il caotico movimento dei cantieri, diminuiva di notte, ma non
cessava.
- Navi dal ventre colmo di merci da scaricare, aspettavano placide il
movimento delle gru e dei caterpillar, che ne svuotavano il contenuto come insetti
affamati.
- I magazzini, sul lato ovest, erano attivi, con le luci giallognole
che scacciavano ratti grossi come castori, ombre notturne e sonno incombente.
- Eppure, in certe vie secondarie, il porto era tranquillo, con le
ombre della notte che avevano preso lo spazio dovuto, lumidità pregnante che
puzzava ancor più nella
- oscurità, i gatti che svicolavano fra le casse e i container.
- La donna stava appoggiata ad una delle pareti del magazzino 18,
sigaretta spenta in bocca, ampia treccia biondo chiara, che come una coda di cavallo
pettinata e curata, svicolava dal cappello da baseball calato sin alla fronte.
- Indossava una canottiera blu Prussia, che tratteneva a stento le
forme procaci.
- Infilò il pacchetto di Morley nelle capaci tasche ai lati del
pantalone mimetico, trastullandosi con la cintura militare che le stringeva la vita
stretta.
- Faceva caldo ed era umido. Umido e puzzolente, lì..
- Odiava lodore penetrante della muffa, delle pareti umide e
scrostate, del tanfo marino dello iodio, delle feci dei ratti
- Odiava porti e navi, cantieri navali e tutto quellambiente
nel quale era appostata.
- La monovolume che laveva portata ai cantieri navali, era
parcheggiata ad un paio di magazzini di distanza, stretta in un vicolo lercio e colmo di
rifiuti.
- Udì dei passi.
- Prese allora la torcia elettrica, che teneva alla cintura,
puntandola in avanti.
- Una grossa auto di color blu notte, sportiva, si bloccò
allimbocco del viale, spegnendo le luci.
- Ne discese un uomo robusto, ma visibilmente zoppicante dalla gamba
destra.
- Chiuse con durezza la portiera, guardando in direzione del
magazzino e scorgendo la luce della torcia. Alzò appena la mano destra, come saluto.
- La donna spense la torcia.
- Picchiettò nervosa sulla serranda metallica del magazzino, sino a
quando luomo non le fu accanto.
- Luomo si avvicinò, abbastanza da captarne lodore
disgustoso.
< Hai intenzione di farmi prendere lumidità per tutta
sera, o ti decidi a farmi fare il giretto, pupa ? >, disse, con un tirato sorriso.
< Non sono certo la tua pupa, storpio ! >, ringhiò lei,
accendendosi la sigaretta, ed aspirandone una boccata con gusto.
- Nuovamente luomo prese a sorridere. Si mise sotto la debole
luce della lampada che illuminava la serranda del magazzino, quasi sfiorando il corpo
sudato della donna.
- Il suo viso divenne visibile.
- Era un volto magro, scarno, quasi fosse deturpato dalla polio,
attraversato da una cicatrice biancastra, a forma damo, che dalla guancia si saldava
al labbro superiore.
- Completamente glabro, era invaso da cicatrici e macchie cutanee,
scure come caffelatte.
- Senza molti giri di parole, era ributtante.
< Andiamo
> disse lei, senza mutare espressione.
- Il suo viso, invece, era affascinante e regolare, con gli occhi
azzurri che brillavano nonostante la notte cupa e scura come pece.
- La donna aspirò decisa dalla sigaretta.
- Provava una sorta di fastidio, di ributtante astio, ogni qualvolta
"J" si avvicinava.
- Si staccò dalla parete, lasciandosi dietro una debole scia di
fumo.
- Luomo esitò un attimo, guardandole il sedere tondo, che la
mimetica aderente rendeva ancor più stuzzicante, poi eseguì, con una risata nervosa,
simile allo squittio deforme di un enorme roditore malevolo.
- La donna arrivò a fianco della monovolume, azionando con il
telecomando, lapertura delle portiere.
< Dietro
>, disse smozzicando.
- Osservò lo storpio salire posteriormente e dopo aver gettato la
sigaretta, balzò davanti, nel posto del guidatore.
- Lui, "J" o meglio, "elemento J " comera
chiamato, si torse le mani guantate.
- Indossava uno stretto impermeabile scuro, che lo faceva sudare in
modo disgustoso.
- Gli occhiali, spesse lenti nere come pece, non lasciavano
trasparire alcun riflesso umano.
- Gettò sul sedile un fascicolo, guardando avanti a se.
- Accanto, una figura maschile, immersa nel buio.
<
Sei disgustoso
lo sai ? >
- Tradì una pesante voce straniera.
- Lui rise, fissando la dolce nuca della donna, che si era sciolta i
capelli ed aveva gettato il cappello da baseball sul sedile accanto, vuoto.
< Piaccio alle pupe
.per questo
come sta andando il
mio
regalino ? >
<Non abbiamo ancora risposte
ci occorre tempo e
prudenza
>
- Lelemento J scosse la testa, accompagnando il movimento con
una debole risata sibilante.
- Da una delle tasche dellimpermeabile scuro, estrasse una
minuta fiala chiusa da un tappo di cera rosso, contenente un liquido trasparente.
- Luomo nellombra si accarezzò la barba spessa e scura.
< Sarebbe
il tutto ? >
Altro sorriso, simile allo squittio di prima.
< Tutto quel che vi serve
.il composto sarà vostro dopo
la mia
ricompensa spirituale, per così dire
>
- Lei si fissò le caviglie.
- Un gesto di difesa, atto a non vedere in volto quella sorta
di
.manichino ributtante.
< Potrei ucciderla anche adesso, tovarisch
>
Risata, oscena e raggelante.
Aveva il suono di una tosse malsana, udibile solo in certi sanatori ormai chiusi e
dimenticati.
< Vuole provare
.? E meglio
lasciarmi
tranquillo
.>
- Linterlocutore straniero fece un sottile sorriso dira.
- Non lo sopportava più del dovuto
ma poteva servire alla loro
causa.
- Annuì.
< Nessuno ha intenzione di perder tempo in ridicole esibizioni
da macho
Le persone che finanziano la nostra lotta, ci chiedono
risultati
>
< Lì avrete
.mantengo sempre le promesse
conto vi
facciate vivi quanto prima
>
- Scese, lasciando dietro di se lodore penetrante di una
formalina mista a disinfettante, che provocava la nausea.
- Si allontanò, senza voltarsi, con il passo caracollante con il
quale era venuto.
< Lo odio
.mi fa
senso
.ma come cazzo facciamo a
? >, chiese la donna.
< Ricorda la nostra missione
.la sacralità della nostra
battaglia
Dio è con noi ! >
- Lei ascoltò, senza tradire emozione.
- Poi mise in moto e si allontanò.
---
- Appartamento di Dana Scully,
- 3170 W.53 Rd"35, Annapolis,
- Stato del Maryland, Ore 12.25 Am
- Mercoledì 6 Agosto
- Udì la porta aprirsi e fece un debole sorriso.
- Dana Scully era raggomitolata sotto le lenzuola di seta fresca, con
la tv accesa, il telecomando appoggiato su un comodino.
- La tv stava trasmettendo futili notizie su come preparare una
magnifica maschera di bellezza, che Dana aveva ascoltato assente.
- Il pensiero era rivolto a Mulder
- Sentendolo rincasare, ( perché quella ormai era casa loro
il
loro nido, la loro tranquilla isola di felicità ), provò un sollievo palpabile.
- Conosceva la capacità di Fox nel mettersi nei guai.
- Era endemico, come il suo mangiucchiare semi di girasole..
< Sei arrivato
>, disse con voce amorevole.
Mulder posò la busta sul tavolo della sala, non curandosi
assolutamente di sistemarla in un posto sicuro, ormai sempre più convinto di aver dato
retta ad un mezzo matto
.più matto di lui, senza dubbio
..o no ?
< Si
faccio una doccia ed arrivo
.ti spiego
>
- Scully spense la tv, abbracciandosi al morbido cuscino color
azzurro chiaro e sorridendo.
- La seta abbracciava e dava armonia al suo corpo nudo.
- Faceva un caldo impossibile, anche di notte.
- Normalmente Dana non dormiva nuda, anche quandera stata
sola
- Ma adesso le piaceva, maliziosamente, stringersi al corpo di Fox
senza nulla addosso, quasi che ogni poro della sua epidermide delicata, avesse a sentirne,
a captarne la sensazione penetrante, la ruvidezza maschile
- Ma adesso era lontana da quei dolci pensieri.
- Fox aveva un problema.
- Lo aveva fiutato nellaria sin dalla telefonata del
pomeriggio, e maggiormente adesso, quando Fox aveva varcato la soglia.
- Udì lacqua scendere e Mulder fischiettare debolmente sotto
la doccia
altro indizio.
- Mulder non fischiettava mai, se non quando la mente era impegnata
in strani e contorti ragionamenti astrusi.
- Fox emerse dalla doccia, con un accappatoio rosso, strofinandosi i
capelli.
<
ho dovuto
inventarmi una scusa
.con te
mi
spiace
>
- Lei si voltò, sorridendo.
- Aveva i capelli rosso Tiziano, mossi, spettinati, che le scendevano
dalla fronte e le coprivano parte del viso, ma ugualmente era bellissima.
- Il faccino appena addormentato, gli occhi semi chiusi, la pelle
liscia e morbida
- Un seno si notava appena, fra il lenzuolo e la mano chiusa di Dana,
come a proteggersi.
<
.figurati
ti conosco bene
.>,
mormorò ironica.
- Mulder sinfilò nel letto, una volta asciugatosi abbastanza
completamente e la strinse al proprio petto, dandole un bacio sulle labbra.
- Labbra fresche, morbide, dolcissime
- Guardò i suoi occhi.
< Sei
bellissima, Dana
>
Lei socchiuse le palpebre e smozzicò:
< Bugiardo
.Ma mi piacciono queste bugie
>
- Rise.
- Baciò il suo petto e di nuovo la sua bocca, passandogli la manina
fra i capelli umidi.
< Che hai combinato ? >
- Mulder tacque per alcuni istanti.
- Le sfiorò il capezzolo, con due dita, accarezzandolo lentamente.
<..non hai mai la sensazione, di trovarti come un insetto,
prigioniero dentro una ragnatela, Dana ? >
- Scully trattenne a fatica un gemito di piacere.
- Socchiuse gli occhi.
< Caro
.se intendi spaventarmi prima che
maddormenti
le tue
carezze mi
provocano ben altro
>
- Fox sorrise.
- Fu un sorriso delicato ed infantile, come lanimo di Mulder.
< Parlo sul serio
Da quando
dal momento nel quale
sono stato "promosso" vice-direttore dellFBI
è come se
se mi
sentissi osservato, sotto esame
>
- Lei scostò le sue dita, baciandole con le labbra a forma di cuore.
- Non ebbe la forza di dire nulla, limitandosi a farle scivolare
nuovamente sul proprio seno morbido e caldo.
<
è..normale
sei pur sempre un
vice-direttore
federale
staranno valutando le tue
..capacità
>
La voce era delicata e dolcissima.
< Non parlo di questo
Insomma
cè una sorta
dalone
di cappa persistente e solida
E come se fossi circondato da
figuranti, in una tragedia dAmleto.. Si attende solo la mia recita finale
e
lincontro di stasera
sembra una conferma
>
Ora Dana assunse una decisa espressione curiosa, stringendosi a
lui ed abbracciandolo.
<
dimmi
>, sussurrò, dolcissima.
<
ho incontrato un uomo
non ho avuto modo di vederlo
in faccia
mi ha consigliato di agire con la massima prudenza e di non sottovalutare
quel che avrò modo di scoprire
Ma
insomma
sono certo si riferisse ad un
Xfiles..
almeno così credo
Sono confuso, non riesco a mettere a
fuoco
>
Lei sospirò, appena.
< Amore
hai mai preso in considerazione lidea che si
tratti dun
un falso aiuto, magari di una trappola per
costringerti a fare
quella mossa, quella recita cui accennavi prima ? Sai che non si aspettano altro che un
tuo errore, per cacciarti
>
Annuì.
< Potrebbe
ma allora, per quale motivo mettermi una
traccia così debole fra le mani ? Io
>
- La guardò.
- Dana si accomodava languida contro il petto del suo uomo, assumendo
la delicata espressione innamorata che la rendeva adorabile.
< Debbo chiederti una cosa
>, fece serio, lasciando il
quesito in sospeso, attendendo un suo cenno.
Che giunse, deciso.
< Dana, se
se
mi trovassi a rischiare
se fossi
costretto a mettere in gioco tutto
la mia carriera, la mia reputazione
la mia
vita
mi saresti accanto? Non mi abbandoneresti ? >
- Lo spinse delicatamente supino, scivolando morbida sopra di lui.
- Prese a baciargli il collo, facendosi stringere forte.
- Mulder sentiva il suo seno e si chiese, ancora una volta senza
risposta, perché fosse tanto dolce, morbido, meraviglioso, il seno di una donna.
< Ti seguirei
in capo al mondo
ed oltre
con
te
per te
sfiderei la morte
darei la mia anima
per starti accanto,
giuro
>
- Fox le accarezzò la nuca, prendendo un grosso sospiro.
- Non si dissero altro, per quella notte.
- Si addormentarono insieme, calmi e felici.
***
CAPITOLO DUE
- J.Edgar Hoover Building,
- Sede dellFBI, Ore 08.45 Am,
- Mercoledì 6 Agosto
- Arrivarono al grande ascensore, dopo aver superato
sullentrata, lo stemma stampato a terra, raffigurante laquila calva americana
che fra gli artigli reggeva la striscia di stoffa con la scritta Federal Bureau of
Investigation. FBI
- Una sigla
.ICM è una sigla.
- Questa idea si accese subito, in Mulder, non appena Scully fece una
debole smorfia di perplessità, leggendo il contenuto della busta gialla, che Fox le aveva
fatto scivolare fra le dita.
< Ti dico la verità
.non ho la minima idea di cosa possa
essere
>, disse, sistemandosi i capelli dietro lorecchio.
- Provava una sorta di stretta allo stomaco, ritornando al J.Edgar
Hoover Building.
- Era ormai distaccata a Quantico, ma quella mattina, la riunione dei
vice-direttori includeva sia lei, sia Mulder.
- Dana aveva appena terminato un esame autoptico, quando aveva
trovato la convocazione sulla scrivania del proprio ufficio.
" Si prega il vice-direttore Dana Katherine Scully, di
presentarsi il giorno 6 Agosto alla sede operativa dellFBI a Washington, J.Edgar
Hoover Building per una riunione informativa contro il terrorismo. Nel caso sia
impossibile per la suddetta, recarsi alla riunione, si prega di comunicarlo alla
segreteria personale del direttore federale. "
- Era in ogni caso felice
avrebbero passato la giornata insieme,
e comunque ritornare allaspetto diretto del loro lavoro, non poteva farle che bene.
- Quantico era un mondo a se stante, lontano dallazione e
dispensatore di dati, ricerche e gavetta per le reclute
nulla più.
- Scully lo accoglieva con ammirevole pazienza e dedizione, sempre
sperando che il vento cambiasse e che se, magari non proprio agli Xfiles, Dio volesse,
potesse esser riportata al lavoro attivo.
- Certo, quella aveva laria di un banale briefing direttivo,
colmo di dati, analisi, studi campione e statistiche.
- La riunione era la terza nel giro di quattro giorni e sino
allultimo, quando entrando nel proprio ufficio e passando accanto alla morbida
segretaria vi aveva trovato il foglietto di convocazione, Fox aveva sperato desserne
escluso.
- Poi gli eventi relativi al suo "informatore" avevano
preso il sopravvento, ma ora era richiamato al dovere di quella
.formale e di certo
noiosissima riunione di capoccia.
- Fra i quali Mulder si sentiva a suo agio come un pesce fuor
dacqua.
- Ma evidentemente i superiori dellFBI avevano deciso di
istruire alle nuove disposizioni tutti i superiori del bureau, compresi quelli che, come
Mulder, si occupavano daspetti meno diretti alle indagini.
- Le frodi bancarie ed assicurative, centravano poco con il
terrorismo, pensava.
- Lunico aspetto lieto di quella mattina era essere al fianco
di Dana.
- Recarsi al lavoro senza di lei, era per Mulder una sorta di
calvario quotidiano, al quale si sottometteva con sempre minore rassegnazione.
- Era deciso a trasmettere una richiesta affinché lei fosse
reintegrata a Washington..
- Ma aveva sempre rinunziato a farlo, non per paura o perché avesse
accettato il suo nuovo incarico
tuttaltro.
- Era
era per la sensazione che aveva esternato a Dana la notte
appena trascorsa, e che diventava sempre più opprimente.
- Paranoia
.Ecco cosera
paranoia bella e buona.
Era arrivato al punto di sospettare anche della sua segretaria
.unavvenente
bionda che non costituiva pericolo per nessuno
ma
- Ma
ma più di una volta laveva vista sbirciare i suoi
appunti, e gli era parso che, tutte le volte che usciva dallufficio, lei telefonasse
a qualcuno
Ma a chi ?
- Forse alluomo che si era messo in contatto con lui
forse
con altri che lo sorvegliavano
- Fu la voce di Scully a distoglierlo da quella ridda caotica
didee e sospetti.
< Vuoi che la tenga io ? >
Annuì.
< Per ora
ho formulato
un ipotesi
ma preferisco
che custodisca tu quella busta
>
- Annuì.
- Nemmeno lei sapeva se era lieta o meno, della cosa.
---
- Miami, Stato della Florida,
- Ore 01.00 Pm, Stesso giorno
- Fa un caldo feroce, a Miami.
- Il sole picchia duro e deciso, ed in certi punti lasfalto si
è spaccato in piccole faglie irregolari, larghe giusto lo spazio per inghiottire il
palmer di una bici da corsa.
- Barbara Hickins stava sdraiata sullamaca, di fronte alla
villa, fissando il cielo limpido e terso, tanto bello da sembrare disegnato.
- Non avrebbe piovuto
non né aveva la minima idea.
- Non pioveva da un mese, ormai.
- Si strofinò le dita sottili dei piedi, sbuffando.
- La sua tintarella era impeccabile.
- Indossava un minuscolo tanga di color verde, che sinfilava
delicato fra i suoi glutei marmorei, beato lui
- Il bikini, sembrava sul punto di scoppiarle di dosso
- Lunghi e lisci capelli biondi, scendevano dalla testa sino a
sfiorare il curato prato inglese, a due spanne dalla mano, che reggeva un Cuba Libre
annegato nel ghiaccio.
- Aveva venticinque anni.
- Tutti trascorsi oziando e fingendo di studiare.
- Suo padre, Cristopher Hickins, era a capo di una delle famiglie
più importanti della costa Est.
- La villa, papy, laveva comprata prima che lei venisse al
mondo, con gli introiti della vendita della più grande partita di crack che avesse mai
circolato negli States.
- Tante dosi di quella droga sintetica, da friggere i cervelli bacati
degli adolescenti dellintera Miami University.
- Barbara sapeva e se la rideva.
- Aveva capito tutto alletà di sedici anni e se nera
fregata.
- Beata lei
.ricca, viziata, al di sopra delle sporcizie del
padre, che se la godeva a più non posso, fra auto, feste selvagge e orge con tanto di
cocaina purissima.
- Quella "neve" era tanto cristallina, da mandarti in
scimmia con una tirata, altro che la merda che papy faceva sniffare ai cocchi di mammà di
Miami Beach.
- Ma era una scimmia armoniosa, te le ridevi come ti pareva, sognavi
quel che volevi e ci davi dentro alla grande, mica atterravi così
- Potevi ballare per ore, far lamore per altre ore, e poi
spararti due vasche, ed eri a posto
- Si portò alle labbra carnose, appena siliconate ma non in modo
volgare, la cannuccia colorata e bevve un paio di dita di Cuba
- Guardò la piscina, sollevando appena i RayBan da 250 $.
- Normalmente era capace di starsene al sole per tutto il pomeriggio,
ad ardere come una splendida femmina quale era, divenendo eroticamente abbronzata.
- Ma quel pomeriggio
Cristo sembrava che ci fossero 45 gradi !
- Sudava come una stufa..
- Sbuffò di nuovo.
- La piscina brillava dacqua fresca e cristallina.
- Posò i piedini a terra, fra lerba fresca e si stiracchiò.
- Mosse i capelli, sollevandoli e lasciandoseli sfilare dietro le
orecchie.
- Nel sorridere, brillò alla luce della Florida, il diamante
incastrato nel primo molare.
- Corse con una falcata elegante e viziata, specchio adamantino della
sua vita, sino al bordo della piscina.
- Era di forma circolare, con unelegante isola di marmo al
centro, nella sommità della quale troneggiava una palma alta sei metri, vera.
- Si tuffò in buono stile, e lacqua le accarezzò totalmente
quel corpo morbido ed esplosivo.
- Fece diverse bracciate decise, in apnea, in stile rana.
- Amava nuotare.
- Dinverno nella piscina coperta sistemata al centro della
villa, nel reparto fitness che costava come un paio di villette bi-famigliari a New
York
- In estate lì, e nelloceano
- Ultimamente, un paio danni a dire il vero, le visite
alloceano si erano fatte rare e difficili.
Cerano state delle dispute territoriali, e la sua vita era in pericolo, nel caso
qualche clan rivale avesse a regolare conti con suo padre.
- Quindi le uscite erano sorvegliate e ridotte.
- In pratica, Barbara doveva portarsi appresso almeno quattro gorilla
a due ante, che le impedivano il surf e di fare allamore sulla spiaggia.
- Era costretta a dare feste ogni fine settimana, per non essere
tagliata fuori dal mondo vip della Florida
- Stranamente, però, dopo una breve e intensa frescura, le parve di
bollire anche sottacqua.
- La testa
diventava pesante e ovattata, come dopo una brutta
scimmia, magari annegata nel Cuba
- Emerse, prendendo una bella boccata daria.
- Galleggiò sino allisola, reggendosi con una mano al bordo
ruvido della costruzione, sul cui lato esterno, fluiva un delicato torrente dacqua,
che di sera era illuminato da una piacevole luce azzurra.
- Cercò di guardare il bordo della piscina, il prato e lamaca,
ma vedeva solo contorni nebbiosi, come se la collina di Miami Beach sulla quale la villa
era sistemata, fosse stata inglobata da una foschia violacea, aliena.
- Si strofinò la fronte
<
che cazzo mi succede ? >, biascicò.
- Non vedeva nessuno.
- Normalmente Charles, il paludato maggiordomo di casa Hickins,
faceva la sua comparsa ogni trenta minuti, se la principessa non si degnava di chiamarlo
prima, con il cercapersone, per vedere se sua maestà stava poltrendo ed era il caso di
portar via il bicchiere vuoto di Cuba per farlo rimpiazzare con un altro bello fresco.
- Una volta, circa sei anni prima, Charles non era stato molto
sollecito nel servirle il Cuba
forse riteneva che a diciannove anni una ragazza non
dovesse bere così
- In ogni modo
Lei si era spazientita ( Gesù sta a vedere che
debbo andare al piano bar a prendermelo da solo, sto cazzo di Cuba Libre
) e
arricciando appena il nasino, aveva alzato la mano magra, saldata su uno strepitoso
braccio carnoso da mordere e baciare sino alla perdizione, ed aveva tuonato:
< Charles ! Coglione ! Dove sei finito ? >
- Nessuna risposta.
- Era addirittura scesa dallo sdraio, e si era quasi inerpicata sul
sentiero di sassi piatti che portava sino allappartamento nel quale poltriva
solitamente, quando Charles era arrivato.
- Lei non aveva detto nulla.
- Aveva sadicamente aspettato che le fosse posato con delicatezza il
Cuba nella mano, e laveva ingollato, di colpo.
< Un altro
coglione ! >, aveva sorriso.
- Spesso, fra un Cuba e laltro, soleva pensare se Charles
lavesse o meno
- Capite di che parlo, vero ?
- Insomma
.non aveva mai notato che gli venisse duro, pur
vedendola mezza nuda dalla mattina alla sera
- Così aveva atteso il secondo Cuba di quello squarcio di
pomeriggio, e quando Charles laveva posato sul tavolino accanto al suo sdraio, lei
aveva ordinato:
< Resta
>
- Allora si era tolta il bikini, e laveva lanciato lontano.
- Poi, fingendo di guardare la piscina, aveva preso a versarsi il
Cuba sul seno, fra quelle tette floride e giovani, ridendo.
- Aveva bagnato due dita nel Cuba e le stava succhiando.
< Mi vedi
? Dimmelo
>
Lui aveva annuito qualcosa, forse un sì
< Dimmi la verità
.sono o no figa ? >
Lui aveva annuito qualcosa
< Bravo
.e sai perché sono così figa ? Te lo dico
io
perché annego nel Cuba e nel sole
.>
Si era tolta anche gli slip, rimanendo nuda, sotto il sole afoso
di quel pomeriggio.
<
dicono
che la mia topina è buonissima, con del
Cuba versato sopra
>
E aveva preso a bagnarsi la cosina, con il poco liquore rimasto
nel bicchiere.
<
miss Barbara
>
- Era uscita una voce stirata, imbarazzata e impaurita al medesimo
tempo.
- Poi lei si era voltata di scatto, alzandosi in piedi.
- Aveva gettato a terra il bicchiere ed aveva ordinato:
< Raccoglilo
.! >
- Charles si era messo in ginocchio, deglutendo.
Sudava come una stufa, ma non per il caldo.
- Lei, furba come una gatta viziata quale era, le aveva posato un
piede sulla spalla, bloccandolo.
< Adesso mi guardi
.e non muovi un muscolo
se ti
sfiora lidea di toccarmi, domattina ti spargeranno come concime sulle piante grasse
del viale
.capito ? >
- Aveva annuito, e suo malgrado, alzato gli occhi.
- Barbara aveva riso.
- Allora non aveva il diamante, né le labbra al silicone.
- Possedeva una bellezza assoluta, fresca e giovane.
< Bravo cagnolino fedele
mi piaci quando sei
fedele
quando mi guardi senza toccarmi
Sono la tua padrona o no?>
Lui aveva annuito.
< Ecco
bravo
Te li guadagni quei cazzo di dollari
mensili per portarmi il Cuba o tutto quel cazzo che ti chiedo di portarmi o no ? >
Charles aveva annuito di nuovo
sembrava sapesse fare solo
quello
< Ed allora deciditi a portarmi da bere, senza perdere tempo
con le tue stronzate..! Capito ? >
- Charles aveva capito
tanto bene che aveva preso
labitudine di venire da lei ogni mezzora ed una volta, in Luglio, le aveva
servito sei Cuba in tre ore
- Barbara si era così ubriacata da addormentarsi nella piscina, per
sua fortuna sul bordo, con lacqua fresca che le sfiorava le cosce e le natiche..
- Ma le piaceva
Bere era la cosa che le piaceva maggiormente,
insieme a tirare e far sesso
necessariamente in questordine.
- Ma ora
ora
la testa era un mattone
<
Charles ! >
- Nessuna risposta.
- Prese a nuotare con penosa difficoltà sino al bordo.
- Cercò dissarsi fuori, cosa che le riusciva con un
meraviglioso colpo di reni, ma ora non aveva nemmeno la forza di far uscire il petto dal
pelo dellacqua.
- Finalmente vide la sagoma di Charles che caracollava verso il bordo
della piscina.
- Lacqua le sfiorava il mento, e ad ogni movimento era
costretta a berne delle boccate..
<
cazzo
sto male
annego
>, biascicò.
- Ma Charles non aumentava il passo.
- Che Cristo combinava quel coglione ?
Non vedeva che faticava a stare a galla ?
- Che beveva boccate dacqua e cominciava a tossirne un poco ?
<
muoviti
coglione ! Sto
ann
nnega
ndo
sto
male
>
- Il maggiordomo, o quel che era diventato adesso, si chinò sino al
bordo bagnato della piscina, bagnandosi le scarpe nere sormontate da ghette bianche.
- Allungò la mano, il suo carnoso e morbido braccio, e una stretta
le cinse il polso.
- Guardò su.
- Ora
ciò che vide, ciò che le stringeva la mano, era
oscenamente indecente ed orrendo.
- Charles sembrava un mostruoso membro in erezione, torvo e irrorato
da vene bluastre, armato dartigli luciferini.
- La tirò appena su, poi la mollò di colpo, afferrandole la testa e
spingendola con forza bestiale in basso.
- Barbara inghiottì un oceano dacqua. La bocca era ancora
spalancata a stupore, quando fu spinta sotto
- I polmoni erano in fiamme e gli occhi, i suoi splendidi occhi di
giada, parevano sfere roteanti, senza controllo.
- Si diede una spinta con le gambe, tronchi armoniosi e carnosi, sul
bordo, emergendo.
- Emise un rantolo strozzato, sputando acqua e prendendo una dolorosa
boccata daria che le trafisse lo sterno.
- Serrò la mano sulla caviglia di Charles, esplodendo in un verso
bestiale e gutturale.
- Era divenuta una meravigliosa sirena, dal corpo carnoso e dal seno
solido ed esplosivo, ma dal viso raccapricciante, con la bocca armata di zanne taglienti
come coltelli.
- Caddero in piscina entrambi.
- Lacqua ribollì, schiumò, sotto la forza della loro lotta.
- Poi, nel giro di cinque o sei minuti, si placò.
- Sudiva solo il rumore della cascatella dacqua, al
centro dellisola di marmo.
- Barbara e Charles erano morti annegati.
- Le loro teste, spaccate come pietre raggiunte da un colpo di mazza
ferrata
- I loro corpi sembravano
devastati da morsi, quasi che prima di
annegare si fossero dilaniati a vicenda
E così era stato.
***
CAPITOLO TRE
- J.Edgar Hoover Building,
- Sede dellFBI, Ore 09.00 Am
- Mercoledì 6 Agosto
- Il condizionatore non sembrava funzionare.
- La sala grande era colma, almeno una trentina di vice-direttori
dellFBI seduti nei propri posti, a semicerchio, illuminati da lampade al neon e con
le cartellette aperte, intenti a prendere appunti.
- Le vetrate dalle persiane socchiuse, non lasciavano entrare i raggi
del sole, immergendo la sala in unatmosfera cupa e crepuscolare.
- Mulder si accomodò sul lato destro del tavolo circolare,
stiracchiandosi con enfasi esagerata.
- Scully scosse appena il capo, divertita e si sedette alla sua
destra.
- Di fronte ad ogni posto, era sistemato un microfono da collo
flessibile, una bottiglia dacqua ed un bicchiere di carta, una cartelletta di pelle
scura, ed una stilografica infilata in un portapenne orientabile.
< Credi che me lo lasceranno portare via
La nostra
scrivania avrebbe bisogno di un make-up
.>
Dana scosse la testa.
< Fox
>, disse a mo di rimprovero.
- Il direttore dellFBI entrò per ultimo, in perfetto orario.
- Tutti si alzarono, come per un saluto formale accennato e quando la
presentazione ebbe termine, iniziò a parlare un direttore esecutivo.
- Era un uomo flaccido e prolisso, gran mangiatore di hamburger,
evidentemente.
- Parlottava fitto, aiutato da una lavagna luminosa, attraverso la
quale proiettava grafici e ricerche, circa landamento dellFBI negli ultimi tre
anni.
- La mente di Mulder prese ad andarsene via, galoppando fuori della
finestra e perdendosi negli spazi assoluti degli Xfiles.
- La predica continuava da chissà quanto tempo.
- Unora buona.
- Fox trovò normale prendere di mira il famoso bicchiere di carta,
non appena il discorso ebbe inizio.
- Ora era a buon punto.
- Vi aveva lavorato sopra con maestria, dapprima dipingendovi un
visino, un faccino strambo dal sorriso ebete, ed adesso lo stava tagliuzzando cercando di
imprimergli i caratteri di una buffa capigliatura.
- Nel suo operato, si aiutava con la stilografica e un affilato
taglierino dalla lama dacciaio, mostrando maggior interesse a quelloperazione
che alle parole del direttore esecutivo.
- Scully fingeva placido interesse, ora rigirandosi la stilografica
fra le dita, ora gettando occhiate attente alloratore
ma Gesù, potevano
anche scegliere qualcuno meno barboso, no ?
- Lattenzione si posò su quanto Mulder andava costruendo e
trattenne un sorriso, mascherandolo dietro il palmo della mano.
< Che fai ? >, chiese divertita.
- Lui si limitò ad alzare le spalle.
- Finalmente parve che quellinfinita ridda di dati e cifre,
nude e fredde e scarne, dal significato astruso, fosse terminata.
- Prese la parola il direttore dellFBI in persona.
- Si alzò, schiarendosi la voce.
<
grazie per lattenzione, signori. I dati sono
incontrovertibili
.Ma credo non bastino solo quelli
LFBI sta
attraversando un grave periodo di crisi. I sondaggi sostengono che la fiducia in noi è ai
minimi storici
Il pericolo viene dallinterno e dallesterno
Credo
capiate tutti a cosa mi riferisco
Dopo i fatti dellundici Settembre, la lotta
al terrorismo eversivo è diventata prioritaria ! Sia esso di stampo mediorientale, quanto
destrema destra o anarchico del fronte interno, la parola dordine del
ministero di Grazie e di Giustizia è una sola: stroncare i terroristi!>
- Ora Scully si sentì punta nel vivo.
- Le drammatiche immagini delle torri gemelle, erano ancora vive
nella sua mente.
- Dimprovviso tutta la noia che si era accumulata dentro,
sentendo barbosi discorsi su grafici e prospettive dincremento della criminalità,
era svanita.
- Ora cera il ricordo delle vittime, delle grida, della nuvola
di polvere che aveva assorbito New York
del Pentagono che appariva come un gigante
ferito ma non morente, del fuoco e delle fiamme, delle centinaia di persone sepolte ormai
per sempre.
- Si poteva vincere una simile battaglia ? O era mera illusione, alla
stregua degli Xfiles ?
- Smise di tamburellare con la stilo, sfiorando il braccio di Fox e
sussurrandogli:
<
dai, smettila
.>
- Richiamo inascoltato.
- Fox aveva sì interrotto loperazione, ma solo per concludere
che il mediocre funzionario che avevano ascoltato, era il lasciapassare migliore per un
terrorista, più e meglio di Al Qaida.
- Del resto, il rispetto per i superiori e per le stesse strutture
nelle quali lavorava, erano lultima cosa in Fox Mulder.
- Troppe umiliazioni e troppi anni trascorsi nel sentirsi deridere e
sopravanzare da colleghi idioti e burocrati, perché il suo istinto non diffidasse.
< Le numerose sovvenzioni, di uomini e di mezzi che il governo
federale ha stanziato in questi mesi, richiedono risultati. Dopo un più che comprensibile
fervore iniziale, il nostro operato è divenuto stagnante e le voci circa il proliferare
di un fronte interno di stampo neonazista, preoccupano non poco anche il Presidente ! >
- Mulder cominciò a far caracollare il bicchiere di carta, facendolo
camminare come Homer Simpson.
- Scully annuì, preoccupata anchessa.
- In fondo lavoravano in unistituzione federale e la loro vita
era a rischio.
- Pensieri normali, erano agenti federali, il rischio faceva parte
del loro mestiere.
- Ma quel tipo di incognita era più subdola, più cupa, più
vile
- In ogni istante una bomba poteva esplodere, un aereo schiantarsi,
distruggendo decine di vite e cancellando ogni certezza.
- E tutta la tua preparazione, il tuo addestramento, la tua
risolutezza
.Non servivano proprio a niente.
- Scully non aveva paura. Sarebbe stato errato interpretare i suoi
sentimenti come un sintomo di paura
Ella vedeva in quellaquila calva posta
allentrata della sede federale, una madre protettrice, che accudisce i suoi figli,
li preserva dal male e dalla violenza.
- Questa era lFBI.
- Questo era il suo lavoro.
- Ma se quella madre stessa può esser colpita a morte, ferita,
spezzata, chi proteggerà i suoi figli ?
- Chi li accudirà, contro il male del mondo ?
- Certo, lavorando con Fox Mulder aveva capito che il bene ed il male
non si tagliano in due, di netto, che esistono mille e forse più, zone dombra
- Ma era il suo credo
era certa esistesse del giusto, del vero
da difendere..
- Quella minaccia rischiava di distruggere tutto, ogni cosa..
< Avanti a voi, avete i files delle organizzazioni maggiormente
presenti negli Stati Uniti, che purtroppo non siamo riusciti a debellare. Intendo
spronarvi a stroncare questa morsa di terrore che rischia di imprigionarci !
Oltretutto
>
Fece scorrere dei files, sino a prenderne uno barrato di rosso.
<
vorrei che prendeste visione del file numero
101368/x2
.>
- Fox riempì il bicchiere sino ai tagli, mantenendolo in equilibrio
sul bordo della scrivania, sotto lo sguardo divertito del vice-direttore Jodie Newmann,
del settore disciplinare.
- Era unelegante donna sui trentacinque, capelli biondi
raccolti dietro la nuca, tailleur sobrio e chiaro, gonna corta, gambe lunghe slanciate.
- Stava alla sinistra di Mulder, e calzava un paio docchiali
dalla montatura dorata, che le conferivano unespressione seria ed accattivante.
- Aveva occhi azzurri penetranti e sinceri.
- Da quando Fox aveva incominciato loperazione bicchiere, aveva
gettato divertiti sguardi al manufatto e più di una volta aveva scosso il capo, come per
scacciare una risata.
- Scully si era immediatamente posta a difesa, che poteva apparire
esile, ma in realtà era vigile ed attenta.
Fu una reazione istintiva, che Dana non comprese del tutto.
< Abbiamo individuato una sigla, appartenente ad un gruppo
anarchico, che ci preoccupa. Si tratta di unorganizzazione attiva dal 1988,
denominata I Pretoriani. Inizialmente era una spaurita frangia destrema destra,
probabilmente nata a Dallas, in Texas
>
- Mulder sorrise.
- Dallas
.certo lo stato più filo-fascista
dellUnione
.
< Rapporti dellFBI, la collegano, anche se in modo
marginale, con lattentato ad Oklahoma City del 95. Sembra fornisse uomini ed un
certo supporto logistico, ma, come detto, a livello marginale
>
- I vice-direttori presero a sfogliare il file, tutti tranne uno
naturalmente, e Dana gettò uno sguardo sottile al vice-direttore Jodie Newmann.
- Lei allargò appena le mani, quasi chiedendo comprensione.
- Mulder non sembrava comprendere la preoccupazione e
lattenzione delle due donne.
- Il bicchiere caracollava sul bordo della grande scrivania tonda,
incerto sul da farsi.
- Scully con un movimento rapido e nervoso, aprì il fascicolo a Fox,
arrivando a sfiorargli lorecchio e sibilando:
< Ti guardano
cerca di fingerti almeno interessato, no ?
>
Mulder le regalò uno dei dolcissimi sguardi dagli occhi blu che
la facevano impazzire e proseguì la prova di equilibrismo.
<
da qualche mese, però, lattività
dellorganizzazione è andata aumentando
Contatti con lestero, forse con
pericolosi gruppi fondamentalisti di tipo Islamico, fax e messaggi giunti
dallEuropa
Pare che la sede del gruppo si sia spostata nella costa Est,
addirittura qui a Washington
La CIA, ha spiato diversi elementi del gruppo, e dopo
molti appostamenti abbiamo focalizzato un loro punto di incontro. Si è trattato di un
lavoro difficile e meticoloso, "I Pretoriani" cambiano sempre i siti dei loro
randez-vous ! >
- Dana voltò di nuovo la pagina a Fox, sempre sottraendosi alle
occhiate della Newmann e nel farlo, colpì accidentalmente il bicchiere con il gomito.
- Questo traballò, per poi rovesciarsi sui pantaloni di Mulder che
si alzò di scatto.
- Un brusio divertito si levò nella sala.
< Vice-direttore Mulder ! Vista la sua
..intensa
partecipazione a questo dibattito
. Immagino che lei si sia alzato per
.esporre
una sua geniale teoria circa il caso cui stiamo trattando
>, mormorò contrito, il
direttore dellFBI.
- Mulder fece una smorfia poco convinta, seguita ad
unocchiataccia a Scully.
- Si rigirò fra le dita il bicchiere di carta, sino ad
appallottolarlo con nervosismo.
<
mi sono sporcato
.Non intendevo interrompere la sua
analisi, signore ! >, bofonchiò.
Il direttore dellFBI, scosse la testa.
< Si sieda ! E non si preoccupi più del dovuto: ho intenzione
di trattenerla in questa dolorosa riunione informativa, non più del necessario ! Poi
sarà libero di
.dare sfogo alle sue pindariche argomentazioni aliene !! >
- Si alzò una risata generale, mentre Fox si risedette.
- Dana si schiarì la voce, imbarazzata.
< Scusa
>, cercò di riparare.
- Mulder osservava, vergognandosene, la macchia dacqua sui
pantaloni.
- Newmann rise sottile, abbassando il capo sulla scrivania.
- Il direttore dellFBI si strinse il nodo della cravatta,
massimo segnale di nervosismo e riprese la descrizione.
<
dunque
sì, crediamo che
"I
Pretoriani" abbiano in mente qualcosa di grosso.. e che questi contatti siano
lavvisaglia per un piano eversivo! Credo che siate tutti al corrente
dellimportanza della prevenzione, nei fenomeni terrorsistici
Dopo l11
Settembre, non possiamo né vogliamo sottovalutare alcuna pista
>
- Mulder sbuffò.
- Nel male o nel bene, Dana laveva costretto
allattenzione di quel file.
- Prese a sfogliarlo, con finto interesse, pochi fogli scritti
fittamente, bloccandosi su una fotografia.
- La fissò bene, come per convincersi che fosse reale
limmagine che andava vedendo.
- Ignorando la macchia dacqua sui pantaloni, si rialzò.
< Si tratta di uno dei
componenti del gruppo eversivo ?
>
- Scully concentrò lo sguardo sulla foto.
Era unimmagine sgranata, ripresa da notevole distanza, di notte, con
unapparecchiatura a raggi infrarossi.
- Niente colori, profondità zero, sfondo amalgamato di un grigio
sfocato.
- Eppure
< Vice-direttore Mulder
se lei fosse stato attento alla
mia relazione, non mi porrebbe domande che urtano la sua intelligenza
.Si risieda e
chieda chiarimenti e delucidazioni alla sua
amata collega Dana Scully, che ho notato
più attenta a questa riunione ! >
Scully lo prese per il lembo della giacca, facendolo sedere fra il
brusio divertito della sala.
<
che ti prende ? >
- Ma Mulder non la sentiva più.
- Perché nonostante quella foto ritraesse una donna con il viso
parzialmente nascosto, sgranata e poco visibile, egli vi aveva riconosciuto lultima
persona al mondo che avrebbe collegato ad una terrorista:
- Chaterine Black.
---
- Ceewack Street 25 road, Washington,
- Ore 09.00 Am, Mercoledì 6 Agosto
- Il sole fendeva a fatica la polvere e laria stantia
dellappartamento.
- I vetri erano sporchi di polvere e grasso, con disgustose macchie
che colavano dal centro ai bordi.
- Linterno, naturalmente, non era migliore.
- Lappartamento era un grande monolocale, arioso e un tempo
tenuto in discreto modo dalla proprietaria, Maria Watson.
- Un giorno, Maria, rientrando, aveva trovato lui
- Da allora, era svanita e con ella, anche lordine e la pulizia
del posto.
- Adesso il numero 25 di Ceewack Street, dava lidea di una tana
abbandonata.
- Ragnatele e muffa sui muri, intonaco caduto e scrostato, scarafaggi
e cimici sul letto ed in cucina, una fessura preoccupante accanto ad un muro, probabile
tana di ratti
- Oggetti abbandonati alla rinfusa, accatastati con caotico mestiere.
- Scarpe, un impermeabile scuro, nero come la notte, guanti, e
bende
- Tantissime bende, alcune pulite ed ancora sistemate nei contenitori
asettici di plastica, altre giallognole e colme di pus, che emanavano un odore
nauseabondo.
- Del resto la puzza era sovrana nel monolocale, galleggiava densa e
spessa, come fosse una sorta di massa appiccicosa.
- Il divano di pelle, che un tempo era bianco ed adesso giallo ocra
sporco, stava al centro, di fronte al televisore acceso.
- Sul lato libero, il cappello dalle tese larghe, che Hannibal
J.Merrick usava per uscire.
- Poco più in là, gli occhiali scuri, accanto a degli spessi guanti
di pelle.
- Quellabbigliamento lo faceva sudare abbondantemente in
estate, e Merrick soleva infischiarsi del puzzo che la sua pelle marcita lasciava dietro
di se.
- Nel modesto palazzo nel quale era sita la sua tana, egli era
schivato da tutti, cosa che sia detto subito, gli andava a genio.
- Non gli interessava un fico secco di quei quattro vecchi scimuniti
e sclerotici, che lo fissavano disgustati, dietro le loro spesse lenti o la loro andatura
ingobbita.
- Aveva scelto quel posto, quel quartiere malinconico e periferico,
proprio per passare inosservato.
- Si grattò la testa calva, ed un lembo di pelle si staccò,
appiccicosa, alle unghie.
- Lafferrò fra i denti ingialliti sputandola a terra.
- Più che epidermide, dava lidea di una colla sul punto di
seccare.
- Era intento nelloperazione che più occupava la sua giornata:
stava pian piano rimovendo la bendatura che, al pari di una mummia egiziana, ricopriva
quasi interamente il suo corpo, ad eccezione delle articolazioni e del viso.
- Le bende erano grigie di polvere e gialle di pus.
- Si staccavano con lentezza, lasciandosi dietro filamenti di
disgustoso materiale putrescente, che spesso suppurava.
- Al sole, poi, era anche peggio.
- Merrick pareva sul punto di scoppiare come un foruncolo.
- Rise.
- Era una risata sottile e squittente, disgustosa, come tutto quello
che lo riguardava.
- La carne, sotto le bende, pulsava viva.
- Ormai non sentiva nemmeno più il dolore.
- Un tempo, uninfinità di tempo prima, in verità pochi anni,
il dolore gli trapassava il cervello, come un dente marcito perseguita il povero
disgraziato che debba levarselo, senza tregua, giorno e notte.
- Era come fosse caduto dentro una bella vasca dacido fenico, o
si fosse eroicamente gettato nel fuoco, per salvare un bimbo squittente
- Il dolore
Gesù
- Dolore continuo, assiduo, bastardo e per nulla mitigato dai
medicinali.
- Poi, una mattina di primavera, con la divertente valenza poetica
della cosa, il dolore era finito.
- E con esso, anche la salute mentale di Merrick.
- La mente si era liberata non solo del dolore impossibile, ma anche
dei pregiudizi morali che lannebbiavano.
- Niente regole, niente onore.
- Rise.
- Srotolava le bende con cura, solo per evitare di perdere dei pezzi
di carne consistenti, quando udì bussare alla porta.
< Signor Merrick ! Apra ! >
- Sbuffò. Uno dei soliti vecchi rompicoglioni
- Non fece altro che continuare loperazione.
< Sappiamo che è in casa ! Apra ! >
Divertente
.quando i rincoglioniti si mettono allopera
per rompere, e questo rompeva alle nove del mattino durante il suo "sbendaggio"
quotidiano, assumevano sempre il "plurale maiestatis"
.Chissà perché..
< Signor Merrick
.abbiamo a muovere a protesta verso di
lei, per via delle indecenti condizioni igieniche del suo appartamento ! La puzza che il
suo buco emana, si avverte sino al terzo piano ! E ora di finirla!!! >
Se non gli fosse costata troppa fatica, avrebbe calzato guanti e
cappello e lamato impermeabile per affacciarsi e mandarlo a cagare.
< Si tolga dai piedi, vecchio rimbambito ! >, tuonò.
< Signor Merrick
!! >
- Erano più di uno. Cera la voce anche di Laura Hodeker,
cicciona ributtante e laida, che stava al piano di sopra.
- Incredibilmente, cerano degli uomini che facevano la fila per
andare da lei, nonostante avesse sessantanni suonati e fosse schifosa e grassa da
sempre.
- Si alzò, infilandosi gli occhiali e guanti, dirigendosi verso
luscio.
- Vederlo camminare era
una sorta di spettacolo del Gran
Guignol.
- Ora che la protezione sommaria delle bende era stata parzialmente
rimossa, i muscoli vivi, carne pulsante mescolata a brandelli di pelle marcia, si notavano
nitidamente.
- Non indossava indumenti intimi, perché il loro contatto con ciò
che rimaneva dei suoi organi genitali, avrebbe provocato con ogni probabilità la loro
caduta.
< Ti cadono i coglioni
>, aveva pensato mille volte,
ridendo.
- Per un solo attimo, passando dal buio umido e sporco della zona
dellappartamento senza finestre, al chiarore tenue del sole esterno ritagliato a
forma di un parallelepipedo allungato sul pavimento, lepidermide rimasta parve
schiarirsi, assumendo toni di trasparenza armonica.
- Poi, non appena superò il fascio di luce, tornò il disgustoso
miscuglio di sangue e tessuti di prima.
- Merrick aprì appena, tenendo serrato il chiavistello e sporgendo
dalla fessura fra lo stipite e la porta, la propria faccia disgustosa.
- Nella signora Hodeker e nel vecchio Brahms, provocò una sensazione
di disgusto incontrollabile.
- Entrambi sapevano le condizioni del volto di Merrick
ma era
sempre diverso che vederselo a pochi centimetri, con il fetore che lo accompagnava.
- Sorrise, dietro gli occhiali spessi, mostrando quel viso che
sembrava finito sotto una pressa idraulica.
- Che lo sapesse o no, era ancor più rabbrividente, così.
< Che volete ? >, buttò lì.
< Signor
le condizioni del suo appartamento
>
- Ora le frasi uscivano senza alcuna decisione, smozzicate
- Certo è ben diverso affrontare il mostro trovandoselo
davanti
< Devo fotografarlo per Vogue Casa
>, sibilò.
Era un serpente, lento e pigro, ma pronto ad uno scatto
innaturale, per farti a pezzi.
< Lei non vive solo
esistono delle regole di convivenza
che..>
Artigliò la porta, con la mano guantata, mentre un lembo di benda
sporca e giallognola, sporse dalluscio.
< Entrate a rompere le palle e vi appendo al muro ! Pago
laffitto più alto di tutti voi straccioni, e faccio il cazzo che mi pare ! Sparite,
adesso ! >
- La porta si chiuse con un botto secco, lasciando i due impietriti e
senza parole.
- Si guardarono per un istante, come cercando inutilmente le parole
ed una possibile reazione a Merrick, poi si allontanarono caracollando, la testa bassa,
alzando le spalle.
< Che crepi nel marciume
.Ma un giorno o laltro
chiamo la pubblica igiene
> smozzicò Brahms.
- Merrick sinfossò nel divano logoro e morbido, gettando gli
occhiali da una parte.
- Gli avvenimenti si stavano mettendo in moto, decisamente
- Presto avrebbe avuto ciò che bramava
***
CAPITOLO QUATTRO
Baltimora, Stato del Maryland, Giovedì 22 Luglio 1993,
Ore 09.57 Pm
- Mulder scese dallauto, guardandosi attorno preoccupato.
- Nessun agente
- Eppure naveva fatto richiesta a Scully; giusto il tempo per
un panino e poi sarebbe tornato di fronte al numero 66 di Exeter Street
- Non faceva caldo.
- Abbastanza poco, per essere alla fine di Luglio.
- Entrò con la pistola spianata, allora aveva la Sig Sauer, pronto a
tutto
anche che Tooms uscisse da una crepa nella parete e gli strappasse il fegato di
dosso.
- Nera capace, per quel che riteneva lui.
- Lappartamento era piccolo e sapeva di rancido.
- Desolatamente spoglio, dava lidea di un magazzino
abbandonato, mentre lampio squarcio nella parete, emanava un odore immondo di
decomposizione.
Decomposizione di chi ?
- Quel pensiero attraversò la mente di Mulder, mentre si chinava
lungo la ripida scala metallica infissa nel muro.
- Era impensabile che Tooms fosse riuscito a sopraffare due agenti,
senza che questi potessero dare almeno una segnalazione
.Almeno così sperò.
- Strisciò in quella buca,
tana,
- fetida e dallodore di vomito.
- Si trattenne miracolosamente dal vomitare anchegli.
- Vide, accanto a quellapertura angusta fatta di giornali
masticati e sputati, in quel bozzo informe che era la tana di Tooms, tutti gli
oggetti
- Una spazzola, un soprammobile da camino
.la catenina di
Scully.
- La sfiorò fra le dita, rigirandosela inorridito.
<..Scully
>, disse correndo.
- Non faceva granché caldo, quella fine di Luglio, a Baltimora.
- Invece, a Maverick, Arkansas, il sole spaccava i sassi.
- Mike Davenport era ancora in terza liceo, nonostante fossero
passati quattro anni dalla fine del primo corso.
- Non che se ne fregasse molto.
- Ormai il lavoro cera e se mamma non avesse rotto
lanima, era destinato a finirla con la scuola.
- Era intelligente, ma svagato.
- Pensava solo al suo "birillo", come chiamava il proprio
pene, per unabitudine scema e senza senso: quella di assegnargli un nome.
- "Birillo" gli piaceva, anche perché era stato il nome
del suo cane bracco, scomparso una mattina di fine Aprile.
- Stranamente, mentre guidava la sua Rover quattro per quattro, vi
stava ripensando
- Povero Birillo
- Chissà che fine aveva fatto
?
- Lui era sempre stato convinto che lavesse fregato qualcuno,
perché il bracco era agile e forte e conosceva le campagne di Maverick come lui le
proprie tasche.
- Quella sera lo spettacolo al cinema di Pine Bluff era stato buono.
- Avevano dato " La guerra dei mondi" e nonostante fosse
"Giurassico" era una figata !
- Mike adorava la fantascienza.
- Ritornando dalla città, sotto il cielo limpido e puntellato di
stelle, aveva bevuto in un fiato la Coca Cola, ed ora il gran bicchierone di carta,
conteneva solo cubetti di ghiaccio parzialmente disciolti.
- Allincirca a metà strada, appena sopra la collina dalla
parte nord della macchia di querce, lidea del cane era tornata impetuosa.
- Cazzo !
- Cera un bastardo che stava divertendosi con il suo
"Birillo", che fra le altre cose era un ottimo cane da caccia alla
beccaccia
- Se lavesse beccato
- Nello stesso momento nel quale Mulder teneva fra le mani
lamuleto di Tooms, cioè la catenina da Dana, Mike vide una figura ritta sul
sentiero, di fronte alla macchia.
- Un secondo prima aveva avuto una sorta di fitta alla testa, come
una tremenda cefalea improvvisa, che ora pareva accompagnarsi ad un sudore freddo.
- Mà gli aveva sempre raccomandato di bere le bibite fredde con
moderazione
- Ma faceva un caldo fottuto
- Comunque la figura cera
cera eccome
- Sulle prime non la notò bene, perché era impegnato con quel
pensiero del cane, ma poi la vide chiaramente.
- Era una ragazza.
- A Mike poteva sfuggire di tutto, tranne che una ragazza.
- Gli piaceva di brutto, quella dolce cosina fra le gambe delle
ragazze
- Normale
- Era giovane e forte, cresciuto da una famiglia cattolica e severa,
che considerava il sesso alla stregua di un peccato non molto lontano dallomicidio.
- Quindi
- Circa sei mesi prima, la sua ragazza, Federica Beamon, era stata
trovata morta sul ciglio della strada, messa sotto da un camion.
- Lautista aveva detto fra i singhiozzi, allo sceriffo di Pine
Bluff, che la ragazza era sbucata allultimo istante, con il viso fra le mani, ed era
finita sotto..
- Mike non si era sentito colpevole
.sì, cera rimasto
male, quando Federica era morta
Davvero.
- Aveva pianto al suo funerale, ma Cristo, se aveva trovato una più
grande di lei, con delle tette più sode, che colpa né aveva ?
- Si erano incontrati sul ciglio di quella strada, e lui le aveva
detto:
< Mi hai rotto
.ti mollo ! Levati dalle scatole ! >
- Ok
non era stato poi un gentiluomo
.ma aveva solo
ventitré anni
- Mica aveva studiato dal Galateo..
- E poi, chi lavrebbe mai detto che diceva seriamente, quando
lasciandolo e piangendo come una cretina, aveva smozzicato:
< Mi ammazzo
mi ammazzo Mike
così mi avrai sulla
coscienza
.>
- Sorrise, pensando che quella fosse evidentemente la serata dei
ricordi.
- Rallentò landatura, accendendo gli abbaglianti
dellauto.
- Chissà se la conosceva
?
- Attualmente Mike era con una tipa di nome Doris Brooker, alta,
gambe lunghe e capelli neri e lisci.
- Andavano al cinema insieme, insieme alle partite di baseball
- Una vota lavevano anche fatto, e a lui era piaciuto..
- Man mano che lauto si avvicinava sul terreno polveroso, senza
fatica viste le quattro ruote motrici, si delineò una seconda figura
- Era un animale
un cane, senza dubbio.
- Sgranò gli occhi.
<
ma Gesù Cristo santo ! Cristo santissimo ! >,
balbettò.
- Mike teneva la doppietta sul sedile posteriore, quando faceva tardi
di sera.
- La sicura era inserita, perché era capitato al papà dello
sceriffo di Pine Bluff, George Wilczek di spararsi in testa con una doppietta senza
sicura, piombata giù da un bancone, anni prima.
- Normalmente questa cosa lo faceva ridere di brutto, ma adesso
naveva perso immediatamente la voglia.
- La figura era fuori della carreggiata, con quel cane magro e
scheletrico, ossuto gli parve di capire
- Ma quando lauto stava per avvicinarsi, ecco che si era spinta
verso il lato destro del sentiero.
- Esitò.
- Accelerare ? Filarsela
Chi cazzo era ?
- Non gli sembrò di conoscere quella figura, ma lei si stava
avvicinando senza esitazione alla sua auto
.Forse quella ragazza aveva riconosciuto
la macchina e
Ma se io non la conosco
come fa a conoscere me ?
- Ora andava a passo duomo.
- La ragazza si era piantata in mezzo alla strada, e se non voleva
finire in un campo, avrebbe dovuto fermarsi
- Maledì che Bill, suo amico di lunga data, fosse a letto con la
febbre, quella sera.
<..coglione ! Guarda se uno deve prendere la febbre in
Luglio
.>, pensò.
- Ma ciò che più lo inquietava era il cane
- Quel cane scodinzolava tutto contento, ma era ossuto come un manico
di scopa.
- Aprì appena il finestrino, arrestandosi a circa una dozzina di
metri.
- Il vento tirava nella sua direzione e captò subito il puzzo che
quei due, cane e padrona, emanavano.
< Hey
.toglietevi
.devo passare
.>
Lei si mosse piano, venendo verso la Rover.
< Togliti, scema ! Non te lo do il passaggio ! Ho detto che
devo andare a casa
>
- Parlava con calma, mentre tastava con il braccio destro il retro
del sedile, cercando la doppietta.
- Si fosse avvicinato, ancora, quel cane fetente, gli avrebbe tirato
una scarica su quel muso da morto che si trovava.
- Diede gas al motore.
< Ti tiro sotto !! Togliti, ubriaca
>
- Pensò che lo fosse o che fosse drogata, magari deroina, come
aveva visto delle volte a Pine Bluff.
- Ora fissò il cane.
- Aveva degli occhi rossi come quelli di un pipistrello e ringhiava
da far paura.
- Aveva iniziato a ringhiare non appena Mike aveva preso a tastare il
calcio della doppietta da caccia.
- Era pazzesco
ma ad ogni passo che faceva verso la macchina,
gli ricordava Birillo.
- Solo che quel cane
era lurido, pieno di bolle in putrefazione
sul muso e aveva degli occhi
Gesù che occhi !
- PAM !
- Le mani della ragazza si posarono sul cofano, a palmi aperti, dure
come rami di giunco.
- Trasalì.
<..ho da ridarti un favore, Miiike
.>
- Mollò il pedale della frizione accelerando così bruscamente che
la Rover singolfò, fermandosi.
- Quella voce
.Non aveva mai sentito niente del genere nella sua
vita e mai più avrebbe voluto sentirlo.
- Proveniva da
.da quella donna, ma sembrava echeggiare da
chissà dove, quasi che emergesse dalla notte come il vento caldo di quellafosa
serata di Luglio.
- Dana scivolò a terra, mentre Tooms era sopra di lei ed allora lo
respinse con una pedata.
- Ma ormai laveva girata da supina, con la mano artigliata,
pronto strapparle il fegato.
- Mulder aveva sfondato la porta, con la pistola stretta fra le mani
ed allora lui era schizzato in piedi, verso la piccola finestrella del bagno, da quale
sarebbe certamente sgusciato fuori, come un serpente da un buco.
- Era quasi sullo stipite, quando lei gli agganciò il polso con le
manette, al calorifero, dopo una breve colluttazione.
< Tutto bene, Scully ? >, domandò lui, mentre gli
ammanettava anche laltro polso.
- Dana annuì.
- Era finita !
- Ma per il povero Mike, molti chilometri più ad Ovest, era appena
iniziata.
<
ma dove vai Miiike? Non la vuoi più sentire, la
mia fica calda ? Non la vuoi la mia figa ? >
- Cercò disperato di alzare i vetri con il tasto alla sua destra,
inutilmente.
- Infilò la chiave, mentre aveva il viso di quella pazza a pochi
centimetri dal suo collo.
- Lo guardò, forse per caso, forse per curiosità.
- Il respiro si bloccò.
- Il cuore gli dolse, mentre si rese conto di essersi pisciato
addosso dalla paura.
- Era Federica !
- Non comprese da cosa laveva identificata
- Il viso era ridotto ad un
ammasso di terra rossa, putrescente,
come certi terreni acidi dei cimiteri.
- Puzzava come un cane morto.
- Parte della carne usciva marcia da uno zigomo, e
sorrideva
sorrideva in modo grottesco, orribile, inquietante e tremendo.
- Gli occhi
..GLI OCCHI !!!
- Erano come quelli del cane
.uguali
- Il finestrino si chiuse, finalmente.
- Fece per mettere la marcia, qualsiasi marcia
. qualsiasi
quando la mano ossuta di
- Federica sfondò il vetro e miriadi di schegge impazzite,
perforarono labitacolo ed il suo viso.
- Una gli trapassò locchio sinistro, annegandolo in un mare di
sangue.
<..Miiiiikeeeey
ci faremo una bella scopata
.vedrai
che colpi
..che colpi, vedrai
.>
- Mentre le dita marce si serravano sui suoi capelli, Mike trovò la
doppietta.
- Fu spinto fuori, dal finestrino della Rover, come fosse una
marionetta.
- Si era slogato una caviglia, il polso sinistro ed aveva
locchio che pulsava come impazzito, mentre il viso era bagnato dal sangue che
scendeva a fiotti.
- Vedeva tutto immerso in una nebbiolina violacea.
- Udì il tanfo del suo corpo. Il sangue lo accecava, ma sapeva che
stava per avvicinare la sua bocca al suo collo
- Lo sentiva
- Il cane emise un verso indescrivibile, come fosse modulato
dallInferno stesso.
- Mike rizzò la doppietta avanti a se e premette il grilletto.
- Niente !
Cazzo !! La sicura
la sicura
..No porca puttana, Dio
Onnipotente
.la sicura
- Lei gli strappò di mano larma.
- Rise o così sembrava, da quellosceno buco che aveva al posto
della bella bocca che una volta apparteneva a Federica Beamon.
- Rimase per un istante grottescamente imbambolata, con la doppietta
nella mano sinistra ed il braccio di Mike nella destra.
<
è questo quel che volevi fare, Mikeeeey
? >, sibilò.
- Tolse la sicura.
- Puntò il fucile a terra, piazzandoselo a pochi centimetri dalla
faccia.
- Poi con il piede destro, nudo senza il sandalo infradito che
calzava ancora su quello sinistro, azionò il grilletto.
- La testa esplose come un cocomero caduto da un camion.
- Un getto di sangue e di materia cerebrale, investì il viso di Mike
Davenport, che cadde a terra.
<
Madonna mia
Gesù santissimo
.>, biascicò,
mentre la sua salute mentale scivolava via senza scampo.
- Udì allora il cane ringhiare.
- Era un ringhio gutturale e profondo, sibilato dal demonio.
- Si alzò, correndo come un pazzo, mulinando le braccia come pale,
in mezzo al campo di grano.
- Le spighe gli frustavano il viso, coperto di quel sangue nero,
appiccicoso e putrescente.
<
Dio
Dio aiu
>
- Il cane, il suo Birillo, o quella sorta di cerbero che era
diventato adesso, gli balzò addosso.
- Affondò nella sua schiena come fosse burro, strappandogli i
polmoni ed uccidendolo allistante.
- La testa di Mike esplose come quella di Federica, senza esser stata
colpita da alcun proiettile.
- Il cane masticava famelico
poi guaì, e cadde riverso, in un
lago di sangue.
- Tutto tornava placido e lento nellafa persistente di
Luglio
come se nulla fosse accaduto, ma era il vero principio..
- Il giorno stesso nel quale Mulder depositava il file su Tooms, e si
stava recando alla casa di riposo Druideel, ove Eugene era segregato nellattesa
degli esami, lo sceriffo
- Adam Wilczek stava a gambe larghe sul ciglio della strada, accanto
alla Rover.
- Scribacchiava attentamente, ora fissando la macchina, ora le tracce
di sangue, ora il campo di grano.
- Vergò il suo rapporto con nervosismo.
Era quasi mezzogiorno.
- Mike era scomparso dalle 11 della sera precedente e quindi a rigor
di logica, non era trascorso abbastanza tempo perché le autorità lo classificassero come
"missing".
- Ma appunto poco prima delle undici e mezza di quella mattina, era
arrivata la telefonata di un contadino, tale Hartur Flagh, che aveva scorto una Rover 4x4
abbandonata al ciglio del sentiero numero 72, con il motore acceso e i fari funzionanti.
- Lo sceriffo aveva mandato un paio dagenti e dopo un breve
parlottare alla radio, era andato lui stesso.
- Lo spettacolo che si era trovato davanti superava qualsiasi parola
e al tempo stesso, anche la sua capacità di mettere fra le righe un verbale
soddisfacente.
- La Rover era in ottimo stato, ad eccezione del finestrino di
sinistra, che era stato fracassato dallesterno.
- Schegge di cristallo erano sparpagliate dappertutto,
allinterno dellabitacolo.
- Al primo sommario esame, appariva evidente che qualche frammento
era sporco di sangue.
- Laggressione era iniziata lì.
- La portiera era stata deformata, presentava ammaccature e bozzi,
come il cofano anteriore.
- Dal ciglio del sentiero, sino al punto nel campo di grano nel quale
era stato trovato il corpo di Mike, si disegnava una scia di sangue dapprima esile, poi
sempre più spessa.
- Infine il corpo del ragazzo
- Lo sceriffo Wilczek laveva scoperto per primo, e per un pelo
non si era messo a vomitare, quasi fosse un principiante.
- Era
ridotto a brandelli.
- Morsi, profondi ed estesi sul 95% del corpo
- Abrasioni, graffi
e la testa
- La testa sembrava essere esplosa dal torso..
- Presentava una spaccatura al centro del cranio, netta, dalla quale
usciva parte dellencefalo.
- Accanto
Birillo.
- Il cane era nelle medesime, inspiegabili condizioni del ragazzo.
- Pure la bestia aveva il muso fracassato, ma anche brandelli di
carne infilati nella mandibola.
- Un seguente esame autoptico, condotto dal veterinario di Pine
Bluff, aveva appurato che il cane aveva ingerito parti di Mike
insomma laveva
divorato..
- Ma allora chi aveva spaccato il finestrino ?
- Cosa ci faceva la doppietta del ragazzo, con un colpo esploso e
laltro in canna, sbattuta nella polvere ?
- A cosa aveva sparato, se non era stato trovato altro che un bossolo
deformato, infilato nella portiera sinistra dellauto ?
- Che cosa era accaduto al povero Mike Davenport, al punto da
staccargli la testa con un colpo solo ?
- Wilczek si grattò la nuca, perplesso.
- Avrebbe faxato la cosa allFBI di Pine Bluff, sperando che i
federali si sarebbero allertati.
- Adesso gli spettava il compito peggiore: andare da Tina Davenport,
e dirle che avevano trovato suo figlio
Elementi di prova contenuti nel Xfile numero 243709/12, depositato
in data 10 Settembre 1993.
Da un giornale locale, 24 Luglio 1993.
Orrore nelle campagne di Maverick.
" La tranquilla vita rurale di Maverick, paesino con 1500
abitanti, vicino a Pine Bluff, è stata fortemente scossa dal drammatico fatto di sangue
ai danni del giovane Mike Davenport, di venticinque anni. Il corpo del ragazzo, sparito di
casa la notte precedente, è stato trovato in un campo di grano. Dalle prime ricostruzioni
della polizia locale, pare che il ragazzo si sia avventurato nel campo, forse ubriaco, e
che lì sia stato assalito da uno o più cani randagi, molto probabilmente malati di
rabbia. Le condizioni del corpo erano talmente orrende, che è stato negato il
riconoscimento alla madre, Tina, vedova da otto anni. "
Da un giornale locale, 26 Luglio 1993.
Lo sceriffo dichiara: Circostanze poco chiare, nella morte di
Mike..
" Sembra che il sipario, sul tremendo fatto di sangue
accaduto a Mike Davenport, non sia del tutto calato. Ai funerali ha partecipato, affranto,
tutto il paese, ad eccezione dei genitori della giovane Federica Beamon, in rotta con la
famiglia Davenport. La madre, Tina Smith Davenport, ha accusato un malore durante la
sepoltura del figlio. Lo sceriffo Adam Wilczek, ha testualmente dichiarato che: < Le
indagini non sono chiuse. LFBI della contea, invierà nella giornata di domani degli
agenti, che sono certo faranno luce su alcuni elementi poco chiari
Si tratta di fatti
che non trovano spiegazione e che spero possano portare a ricostruire con certezza cosa è
accaduto in quel campo
Sento di doverlo non solo al povero Mike, ma anche a sua
madre
>
Da un giornale della Contea, 16 Agosto 1993.
Indagine chiusa, sul fatto di Maverick.
" Dopo circa un mese daccurati sopralluoghi ed indagini
da parte della sezione federale dellFBI, è stato chiuso il caso della morte di un
giovane di nome Mike Davenport, trovato cadavere la notte del 23/24 Luglio di
questanno.. I dubbi sollevati dalla polizia locale, in particolare dallo sceriffo
Wilczek, si sono dissolti dopo i nuovi fatti emersi. Pare che un gruppo di vagabondi, che
girovagavano nelle campagne di Maverick da diverso tempo, abbia assistito alla morte del
ragazzo. In seguito, con lintento di rubare qualcosa dallauto, abbia sfondato
il finestrino, spostato il fucile e sparato un colpo ma che, spaventato dallarrivo
di qualche auto sul sentiero, il gruppo di sbandati sia fuggito. In merito, riferiamo le
testuali parole del vice-direttore federale dellArkansas, Peter Straub:
< In seguito alle accurate e meticolose indagini eseguite da
nostri provetti ed esperti agenti federali di Pine Bluff, possiamo chiudere
definitivamente il caso sulla morte del giovane Mike Davenport, catalogandolo per quel che
è stato in realtà: un drammatico, orrendo, incredibile incidente ! LFbi, in tutta
coscienza, non ha trovato elementi validi che possano far pensare al contrario e decide,
quindi, di archiviare il fatto. >
Da un fax spedito il 30 Agosto 1993, dallufficio della
contea dello sceriffo di Pine Bluff, allFBI dello stato.
- " Dopo le notifiche che mi sono arrivate in
ufficio, circa le indagini compiute dallFBI, intendo inviare una richiesta
dampliamento delle indagini, sul caso di Mike Davenport. Sono stati omessi molti
particolari, ritengo in assoluta buona fede, che non è possibile lasciar correre, se non
vogliamo che il tempo si trasformi nel miglior alibi per lassassino ! Ritengo
insoddisfacenti le conclusioni dei due agenti incaricati delle indagini, e alcuno si
è premunito dallo spiegarmi come sia stato possibile che dei vagabondi non abbiano
lasciato alcuna impronta né prova fisica della loro presenza ! In fede:
- Lo sceriffo di Pine Bluff,
- Adam Wilczek. "
Richiesta formale dulteriore esame autoptico sul corpo di
Mike Davenport, inoltrata in data 6 Maggio 1994.
- " Allufficio di patologia legale di Pine
Bluff, Arkansas. La sottoscritta, dottoressa Dana K.Scully, agente speciale dellFBI,
specializzata in patologia legale, richiede che sia riesumata la salma della vittima n.
080809001, data decesso 23/24 Luglio 1993 ! Sarà mia ulteriore premura, comunicarvi la
data del mio arrivo a Pine Bluff per le analisi post-mortem che intendo effettuare. Vi
invio copia dei documenti controfirmati dal vice-direttore Walter Skinner, dellFBI
di Washington.
- In Fede:
- Agente speciale Dana K.Scully.
-
- Ma Dana Scully non ebbe mai modo, come ben sapete, di condurre
quelle analisi.
- La sezione Xfiles fu chiusa alla fine del 10 di Maggio di
quellanno
< Ci hanno fatti fuori, Dana
>
< Che cosa ? >
< Mi hanno comunicato la cosa questa sera
saremo
rassegnati ad altre sezioni..>
< Ma
Mulder non possono
devi fare un
esposto
>
< Lordine mi è stato comunicato da Skinner
è
partito dal capo esecutivo in persona
è finita, Scully ! >
< E tu che cosa farai ? >
< Io
io non marrendo
non posso arrendermi,
Scully
non finché ci sarà una verità da scoprire
>
E tutto finì nelloblio.
***
CAPITOLO CINQUE
- J.Edgar Hoover Building,
- Sede dellFBI, Ore 10.35 Am,
- Mercoledì 6 Agosto
- Aprì con decisione la porta del laboratorio di Danny Valodella,
quasi fosse certa di chi vi avrebbe trovato.
- E fu così.
- Mulder era in piedi, le braccia incrociate allaltezza del
petto, gli occhi blu sgranati.
- Dana entrò, chiudendo la porta alle proprie spalle, quasi con la
fretta dei tempi belli.
- In un tempo non lontano, le cose che il povero Danny era costretto
a cercare per entrambi, erano tanto complicate e astruse, da essere incomprensibili per i
colleghi di Fox e Dana.
- Era quindi naturale, oltre che figlia della paranoia incombente in
Fox, tenere ogni cosa sotto segretezza.
< Ti ho trovato, finalmente ! Sei letteralmente svanito, dopo
la riunione esecutiva ! Ho avuto appena il tempo di riporre il file nella mia cartelletta,
ed eri già sparito ! >
Si avvicinò, con un tono appena preoccupato, misto ad un delicato
rimprovero, fissandolo negli occhi.
Ma Mulder non pareva vederla.
< Allora
? Danny ? Fox ? Mi dite che succede ? O debbo
pensare che non vi fidiate nemmeno di me ? >, sbottò, appoggiandosi alla scrivania ed
incrociando le braccia.
Mulder diede segno di vita, sbattendo le palpebre e mormorando:
<
scusa
è che
Hai visto bene la foto ripresa ai
cantieri navali ? >
- Scully appoggiò la cartelletta sulla scrivania, ingombra
dogni genere di documenti e cartelle di Danny Valodella e rovistò celermente sino a
scovare il file 101368/x2.
- Prese ad osservare la foto che tanto aveva colpito la fantasia di
Fox Mulder, sfiorandosi le labbra con lindice.
<
è un viso che mi sembra famigliare
ma
>
Mulder arrivò a sfiorarle i capelli, parlando con la solita voce
calma e rilassante, che le provocò un imbarazzante brivido lungo la nuca.
< E Chaterine Black
.la moglie di Frank
.>
- Dana sgranò gli occhi, gettandogli uno sguardo stupefatto.
- Ma non pronunziò la solita frase contraddittoria o negativa,
poiché, adesso, era certa che fosse proprio la moglie del defunto agente Frank Black,
colei che appariva in quellimmagine sfocata.
< Dio, Fox
è vero ! Ma
cosa
>
Mulder scosse il capo.
< Avevo dei dubbi, così ho chiesto a Danny di lavorarci su con
il computer
il monitor ci ha mostrato limmagine digitale, migliorata del
300%
. Credo non ci siano dubbi
>
- Le cinse le spalle, portandola accanto allo schermo, e sfiorandolo
con lindice, le mostrò limmagine.
- Se non era Chaterine
era un suo perfetto sosia.
< Sono senza parole
Ma cosa può
cosa si sa
su
di lei ? >
Mulder alzò le spalle, mentre Danny si massaggiava gli occhi,
come fosse svuotato da ogni energia.
< Purtroppo nulla ! Danny stava cercando delle foto dal
database federale, non so.. una foto tessera, limmagine sulla patente di
guida
.ma
>
< Niente ! >, disse Danny, nervoso.
Scully si sfiorò i capelli, che le caddero appena dietro
lorecchio.
< Vuoi dire che
non cè traccia di lei ? >
< Stando a quello che abbiamo in memoria, quella donna non
esiste ! Nessuna dichiarazione dei redditi, nessuna tessera federale, nessuna immagine..
nemmeno un abbonamento ad una biblioteca
>
Scully si scostò dal monitor, socchiudendo dolorosamente le
palpebre degli occhi verdi.
< Aveva una figlia
Jordan
era una bimba di dieci
anni
che fine può aver fatto ? >
< Domande senza risposta
ma cercheremo
dovviare
>, asserì Fox.
Scully si rigirava il file fra le mani.
< In che modo ? Non intenderai
coinvolgere il bureau, vero
? >
< Affatto ! Poiché non vi sono tracce di lei, è probabile che
nessuno, allFBI labbia riconosciuta
Forse qualche superiore di Frank o un
suo amico, ma sai che per quanto ci sia stato vicino e ci abbia aiutato, a suo tempo, è
sempre stato molto ermetico, circa i contatti del suo precedente lavoro
>
< Assomigliava a te
>, commentò lei, con dolore.
Mulder annuì.
< Abbiamo un solo indizio
lindirizzo di casa ! >
Scully ripose il file nella cartelletta.
< Il tempo di disdire gli impegni doggi e ti
raggiungo
>
- Questa volta Dana non fu attraversata da alcun ripensamento, dubbio
o legittimità di sorta in quella loro ricerca non ufficiale, né autorizzata
- Chaterine Black, e soprattutto Jordan, erano parte di loro, ed era
più che un loro dovere, sapere cosa era accaduto, sapere la verità.
- Mulder diede una pacca sulla spalla di Danny e masticando un seme
di girasole, disse:
< Guido io ! >
---
- Strada statale 94, direzione Pittsburgh, Stato della
- Pennsylvania, Ore 12.09 Pm, Mercoledì 6 Agosto
< Si
dica al corso dellaula C che la lezione sugli
esami epidermici post-mortem è rinviata a data da destinarsi
si
si
va
bene
La informerò non appena avrò fissato una nuova
data
si..altrettanto
buongiorno
>
- Dana richiuse il cellulare, sbuffando.
- Tirò un segno deciso sullagenda e sospirò:
< Per oggi è tutto
ho cancellato tutte le lezioni che
avevo a Quantico
tu ? >
Mulder abbozzò un debole sorriso.
< Io non ho alcuna lezione a Quantico ! >
Un delicato sorriso si disegnò sul viso di Dana.
< Spiritoso ! Parlo dei tuoi impegni di lavoro
>
Mulder le gettò unocchiata furba, mormorando:
< Sistemato tutto ! Ecco i vantaggi che si possiedono avendo
una grandiosa segretaria
>
Dana gli diede un buffetto sulla guancia.
< Attento
! Non mi piace il tono con il quale hai detto
grandiosa ! >
- In realtà Mulder non aveva informato nessuno.
- Aveva scartabellato nei files confidenziali degli agenti, sino a
trovare quello su Frank Black, non premunendosi affatto di avvisare della sua assenza.
- Ritenne che fosse solo tempo sprecato.
- Nessuno si sarebbe accorto di unindagine su una frode
bancaria in più o in meno, durante quei giorni
- Scully prese il file recuperato da Mulder, leggendolo avidamente.
- Nulla di che
allapparenza..
< Scoperto qualcosa ? >
Scosse la testa.
< Lagente Black era il migliore profiler analitico
dellFBI
almeno sino al tuo arrivo
Si era sposato con Chaterine dodici anni
fa
matrimonio felice, una figlia
solo una momentanea separazione, ma durata
pochi mesi.. Stato di servizio impeccabile, sino alla sua collaborazione con noi
due
Il bureau ha evidenziato la cosa in rosso
.>
< Siamo popolari
>, sorrise Mulder.
Scully continuò a leggere, quasi non lavesse udito.
<
la sua morte è circondata dal mistero
fu ritrovato
sul monte Skyland
in apparenza deceduto per via del freddo
so che tu
credi
che sia
tutto collegato alla nostra salvezza
ma
>
Pensieri lontani, collegati allesperienza ascetica di Dana e
Fox con Albert Holsteen.
<
cosa mi sai dire di Chaterine ? >
Scully scacciò una lacrima, fingendo di sorridere.
<
dunque
Chaterine Edwars Black, trentasei anni,
dorigine Inglese, ebrea
>
"Gli Ebrei non sono persone che si possono accusare per
niente "
- Quella frase si accese come un flash, nella mente di Mulder.
- Coincidenza
.oppure no ?
- E poi quella frase
cera qualcosa, nel modo in cui era
formulata, da accendere il solito tarlo nello sterno, che rodeva, rodeva, rodeva
- Scully lesse ora con voce esile, segnata da un dolore improvviso.
< ..la figlia, Jordan, dieci anni
capelli biondo castani,
ricci
.faccino allegro.. una bellissima bambina
>
- Mulder allungò la mano, stringendo quella di lei, che si voltò.
- La sua espressione diceva tutto.
<
ti giuro che cercheremo di non coinvolgerla
per
quanto sarà possibile
Credo..che quella bambina abbia già sofferto
abbastanza
.>
Scully richiuse il fascicolo, scuotendo il capo.
< Non avrei
insomma, Fox
se cera una persona
che mi sembrava lontana dal terrorismo
dalla violenza, quella era proprio
Chaterine
Non parlava daltro che di sua figlia
Cosa
cosa mai sarà
accaduto ? >
Rimasero in silenzio, come per paura di una risposta.
---
- Abitazione di Frank Black, Pittsburgh,
- Stato della Pennsylvania, Ore 02.57 Pm
- Mercoledì 6 Agosto
- Mulder scese per primo, appoggiandosi allauto e aprendo la
busta di cartone color caffelatte.
- Nestrasse il suo lauto pasto pomeridiano, costituito da un
cheeseburger, una
- cola e delle croccanti patatine fritte.
- Scully aveva appena terminato lo yogurt al polline, gettandolo nel
cestino dei rifiuti.
< Come hai vecchi tempi
>, disse lei, asciugandosi le
labbra con il tovagliolo di carta.
- Mulder annuì.
- Era
si sentiva giovane
era meraviglioso ritornare agli
Xfiles
- Certo, quello non era per niente un caso misterioso
almeno
allapparenza
- Ma era con lei, con Dana
erano insieme
e ciò gli
bastava.
- Percorsero la ripida salita, uno a fianco dellaltra, in
silenzio.
- Il viale era immerso nella piacevole ombra di querce dal fusto
robusto, pulito e dallasfalto curato.
- Le foglie erano accatastate in ordinati mucchietti, ai piedi delle
piante o accanto alle staccionate di color bianco panna.
- Ragazzini sudati e rossi in viso, correvano per i viali, ora
sfrecciando vocianti accanto ai due agenti federali, ora zigzagando fra le piante.
- La musica di uno stereo, si perdeva in lontananza.
- Giunsero al numero 7 di Olqueck street.
- La casa dei Black era identica a tutte le altre villette a due
piani.
- In legno, con un prato a dir il vero da potare, la staccionata
bianca, che in qualche punto mostrava i segni di un necessario ripasso di vernice, la
cassetta della posta colma di pubblicità.
- Mulder sbirciò curioso fra annunzi e promozioni, aiutandosi con un
coltellino.
< Che fate ? >
- I due agenti si voltarono. Proprio in direzione della staccionata,
che faceva da confine con la casa seguente, apparve una donna di mezza età, in abiti da
lavoro, con un tubo di gonna che vomitava acqua a spruzzo, stretto fra le mani.
- Scully si frugò nella tasca della giacca leggera, color carta di
zucchero, e mostrò il distintivo.
< Vice-direttori Scully e Mulder
FBI !
Stiamo
cercando Chaterine Black
immagino sia la vicina
>
- La donna si tolse un guanto di gomma, porgendo loro la mano, sempre
senza uscire dal proprio giardino.
- Bellissime rose, di color giallo vivo, sulla destra.
< Molly Preston, per servirvi
>
Mulder sembrava non prestarle credito, cercando di forzare la
cassetta delle lettere.
Alla fine vi riuscì, ed una valanga di lettere e reclames, cadde a terra.
< Sembra
.che i Black manchino da molto tempo
>,
osservò Scully, guardando Mulder che si chinava a raccogliere le lettere e le
pubblicità.
< Oh
.Frank è morto da circa un anno
Povera
Chaterine
ha passato un brutto periodo
da sola
.nessuno che le faceva
visita
>
- Fox spiegazzava la posta
perché non erano mai andati a
trovarla ?
- Troppi fatti certo
ma anche
una sorta dabulia, che
spesso colpisce chi si sia rassegnato al peggio
- La donna si sporse verso Dana, lasciando che la canna
dellacqua facesse per conto proprio.
- Socchiuse gli occhi, quasi stesse confidando un segreto militare.
<
ma
negli ultimi cinque
sei mesi
riceveva
visite
Uomini per lo più.. Abbastanza biechi
.non so se mi spiego!>
- Mulder prese a leggere le prime lettere.
- Avvisi, fatture da pagare, il comunicato del taglio della luce e
del gas
- Chaterine mancava da circa due mesi
.
< E adesso ? >, domandò con falsa curiosità Dana.
< Adesso
sono tre mesi buoni che non si vede
nessuno
In estate, la piccola Jordan, veniva da me per il tè
le facevo dei
buoni dolci
volete assaggiarne ? Cose così non si fanno più
>
Mulder rimise le lettere nella casella, e balzò agilmente di là
del cancelletto.
< Andiamo sbirra
>, mormorò, con il duplice intento di
allontanare la vicina e riprendere lattenzione di Scully.
Dana attese che le fosse aperto il cancelletto e salutò la donna
con la mano.
< Pettegola ! >, disse Fox, diretto a lei.
Dana sorrise.
< Cercavo informazioni
.credo che labbiano contatta
dopo la morte del marito
>
< Parli di quel gruppo
I Pretoriani ? >
Lei annuì.
< Di chi altri ? Mi sembra cristallino
anche se, ripeto,
non capisco cosa potessero volere da lei
>
Mulder arrivò alla soglia, estraendo un grimaldello a batteria.
< Vediamo di scoprirlo
>
- Forzò la serratura ed entrarono.
- Linterno dellabitazione di Chaterine e Frank Black,
sembrava immersa in una sorta di dimensione parallela, a tratti distorta a tratti reale.
- I mobili, i tappeti, la sistemazione degli oggetti sulle mensole e
di certi soprammobili, era quotidiana, come se Chaterine fosse in giardino, oppure in
cantina o nel garage, e che nulla fosse realmente accaduto.
Agli occhi di Scully pareva che Jordan dovesse da un momento allaltro, scendere le
scale di corsa, correre loro incontro, salutando così, con lentusiasmo di una
bambina allegra e vivace comera sempre stata, dei vecchi amici.
- Ma dopo la prima occhiata superficiale, appariva la seconda
dimensione del reale, distante e distorta.
- I mobili, il tavolo da tè e il divano, accanto alla tv, erano
coperti di polvere, di color bianco grigiastra, fitta e spessa e le prime ragnatele
avevano fatto capolino fra il soffitto ed il cassone delle tapparelle, sulla finestra che
dava al giardino interno.
- I due agenti si divisero, Scully salì lenta e come timorosa di
svegliare qualcuno, le scale interne, sfiorando il corrimano con due dita, sporcandosi i
polpastrelli di polvere, Mulder rimase nel soggiorno, guardandosi attorno ed iniziando a
curiosare fra i cassetti di una scrivania, quella normalmente adoperata da Frank, dalla
parte opposta alla finestra sul giardino.
< Ci vorrebbe il suo dono, Frank
>, mormorò Fox.
- Si mise in ginocchio, forzando con facilità un cassetto chiuso a
chiave, ma non vi trovò altro che appunti e carta straccia.
- Dana scese dal piano superiore con il viso incapace di mascherare
lemozione provata.
- La stanza di Jordan, la sua cameretta, era deserta, completamente
vuota.
- Solo un poster di E.R, appiccicato alla porta ed un altro di Dawson
Creeck
- Poi nulla. Sparite la calda armonia di una stanza di bimba, i
pupazzi di peluche, le bambole, i primi cd da hit parade
- Lei aveva spesso, quasi costantemente, immaginato come sarebbe
potuta essere la stanza di Alice, di sua figlia.
- Un candore pulito ed ordinato, con la bambina che tornava
dallasilo, spettinata e sudata, lei che le regalava una stretta al capo ed un bacio
sulla fronte
- E poi, la sera, quando il sonno innocente dei bimbi avesse a
rapirla, il tenero spiarla dalla fessura delluscio, controllando che dormisse e
dormisse bene, trattenendo un sorriso soddisfatto e materno
Materno
Non sarai mai più madre
.mai più
< Fox
>
Disse il nome del suo uomo come a proteggersi dai pensieri tristi
che laggredivano.
< Trovato qualcosa ? >, chiese Mulder, appoggiandosi con un
palmo alla scrivania.
< La camera di Chaterine..guarda le sue letture
>
Arrivò sino a sfiorargli la mano, trattenendosi come per una
sorta di timore istintivo, acuito dal loro lavoro.
< " Le paure del nuovo millennio.", "Miti e
mostri del 21° secolo. ", " Le grandi cospirazioni del 2001 ", "
Apocalisse e distruzione imminente. " >
Mulder si sfiorò le labbra.
< Accidenti
! >
Scully posò i libri sulla scrivania.
< Era paranoica
ho trovato unintera libreria su
questi temi
>
Lui non trattenne una battuta.
< Aveva preso ad assomigliarmi
>
Lei annuì, senza alcunespressione divertita o sollevata.
< Forse quel gruppo
quei terroristi
avevano saputo
delle sue paure
. Ce qualche pc, in casa ? >
Mulder scosse la testa.
< Qui ho trovato lattacco alla presa telefonica, e
qualche cavo, ma il pc è stato rimosso
.Molto probabilmente da Chaterine
stessa
forse contattava il suo gruppo tramite e-mail
Non ho trovato alcuna
lettera di amici o conoscenti, nella cassetta
>
Scully parlò a denti stretti, le labbra serrate come da un gesto
nervoso.
< Ci servono tracce
.Non può essere in quel gruppo con la
bambina
>
- Mulder rovistò nellultimo dei cinque cassetti a colonna
della scrivania.
- Posò sul tavolo un blocchetto per gli assegni.
< E vuoto
sulla matrice sono segnate le
date
15/11/02
27/12/02
01/02/03
guarda
.>
Fece scorrere le dita sulle ultime dieci matrici, sotto lo sguardo
attento di Mulder.
< 23/02/3
.12/03/03
ventisei Marzo 2003
5 Aprile
di questanno
ventotto di Aprile
gli assegni diventano quindicinali,
dal Febbraio del 2003
>
Mulder prese un foglietto di carta del suo taccuino, ed un lapis.
< Lultimo, che data ha ? >, chiese.
< 30 Luglio
poco più di una settimana fa
>
< Allora ci siamo
emetterà un assegno a giorni
>
Scully si spostò i capelli dietro lorecchio, annuendo.
< Sì ma
.non cè segnato nulla
non sappiamo a
chi li ha intestati
>
- Mulder infilò il foglietto sopra il retro del libretto, facendolo
aderire bene al foglio di carta, poi prese a far scorrere la matita con lentezza.
- Pian piano, dai segni impressi sul retro, si disegnò una scritta
sul foglio di carta.
< Non lo facevi mai a scuola ? >, domandò, divertito.
- 30 /07/03 CHATERINE BLACK, 2000 $
- IST.WATSON & SON
FOR CHILDERN..CODE 2332
- Scully lesse con attenzione.
< E per Jordan
.Ha la bimba in qualche istituto per
linfanzia
Questi assegni quindicinali sono la retta
E quel numero, è un
codice postale della Pennsylvania
>
Mulder infilò il libretto nella tasca della giacca leggera che
indossava, sussurrando:
< Watson
>
Lei gli regalò unocchiata mista fra la soddisfazione e la
curiosità.
< Come ? >
< Parlo del nome
Watson
Ascolta
Dana
Quelluomo misterioso
che ho incontrato a Washington
.mi aveva
parlato di Sherlock Holmes
ci siamo incontrati in un vicolo chiamato Becker
street
e adesso appare il nome di Watson
>
< Lassistente di Holmes
.pazzesco
>
< E poi cè quella frase
" Gli Ebrei non sono
persone che si possono accusare per niente"
mi rammenta qualcosa ma
>
Scully prese a passeggiare nervosa per il centro del soggiorno.
< Fox
e se fossimo seguiti ? Non ho avuto alcun indizio, a
riguardo
la mia è solo una supposizione, ma
non trovi perlomeno strano che si
verifichino tutte queste coincidenze ? >
Lui annuì.
< A questo punto occorre che noi si sappia il più possibile su
questo gruppo terroristico
Agire distinto può essere pericoloso
Propongo
di dividerci
Tu andrai a Washington per recuperare informazioni su " I
Pretoriani"
io cercherò questo istituto
>
< No ! Tu andrai a Washington
e cercherai informazioni,
ufficiali e non
Il tuo "contatto" ha cercato te, non me
E poi
credo
di essere più adatta ad incontrare Jordan Black, di quanto non possa essere
tu
>
- Mulder si avvicinò a Dana, posandole una mano sulla spalla e
chinandosi sino a sfiorarle la fronte con le labbra.
- Non fu un vero e proprio bacio, quanto un debole contatto con la
sua pelle morbida e calda.
< Se
se fossimo seguiti, come temi
saresti in
pericolo
Ed io
non posso sopportare lidea che ti accada qualcosa,
amore
>
- Dana sorrise.
- Gli occhi verdi silluminarono di un delicato riflesso, come
se un velo di lacrime le inumidisse liride.
< Caro
quanto sei dolce
.ascolta
so come
cavarmela
e sai anche tu che questa è la cosa più giusta da fare
Ci terremo in
contatto
andrà tutto bene
vedrai
.>
- Gli diede un bacio, delicato a tenero, quasi a rafforzare la sua
tesi.
- Mulder la strinse al petto, accarezzandole i capelli.
<..Dana
Dana
sii prudente ti prego
ho la
certezza che
che si siamo imbattuti in qualcosa denorme
e
>
Scully parlò calda e delicata, gli occhi socchiusi, il cuore che
le batteva forte.
< Stai attento anche tu ! Non agire
impulsivamente
se
dovessi perderti
io..io né morirei
>
- Si strinsero in un abbraccio tenero ed intenso, in silenzio, con i
cuori che battevano allunisono, senza più parlare.
- Dopo alcuni secondi, che sembrarono lunghissimi ed eterni, si
divisero.
- Mulder uscì, certo che in quella casa non vi fosse altro che il
pesante ricordo di Chaterine e del suo mondo, abbandonato per una scelta assurda e folle.
- Scully salì di nuovo nella cameretta di Jordan, staccò un poster
e dopo averlo arrotolato con cura, scese, per poi salire in auto, con una sorta di nodo
allo stomaco.
- Sapeva bene che genere di reazione avrebbe causato in lei rivedere
Jordan e soprattutto dirle cosa stava cambiando nella sua vita e a quale velocità..
- Ma era ciò che andava fatto
- Si divisero materialmente a Pittsburgh
- Scully con le credenziali dellFBI, noleggiò unauto e
si diresse allufficio federale dellFBI della zona, mentre lui avrebbe
proseguito sino a Washington.
- Furono alla soglia della sede della Pennsylvania e fu di nuovo Dana
a dargli un bacio.
< Tranquillo, capito ? Magari è solo paranoia
magari non
ci fila nessuno
! >, buttò lì sorridendo, più per convincere se stessa che il
proprio uomo.
- Mulder annuì, debolmente.
- Stava accadendo tutto per caso, o per la mano di una mente folle ?
- La risposta sarebbe arrivata, alla fine..
***
CAPITOLO SEI
- Atlanta, Stato della Georgia, Ore 10.09 PM
- stesso giorno
- Elisabeth McGrovers, era una robusta signora di quarantatré anni.
- Lo stato della Georgia, quella settimana era sotto la morsa di un
caldo afoso e soffocante, che stordiva e scaldava gli animi.
- Lei era sulla veranda, con il curato giardinetto regolare di fronte
a se, e laria afosa, che faceva sciamare nuvole di zanzare e mosche fastidiose.
- Accanto, sulla destra, una zuppiera colma di punch,
allaranciata, che annegava nei cubetti di ghiaccio.
- Un capace ramaiolo, ed un sorriso ilare e semplice, comera
stata semplice la sua vita
- Elisabeth non si era mai sposata né fidanzata
- Fin da giovane aveva preso a frequentare i ritrovi degli scout ed
ad un certo punto era diventata parte del loro mondo.
- Amava le gite per i boschi della Georgia, fra pini ed abeti, querce
e alberi di grosso fusto, nelle quali ridacchiava e si sentiva giovane.
- Il mondo soffocante della città, le ingabbiava il cuore.
- Le gite erano semplici, ben organizzate e rinsaldavano lo spirito
di gruppo.
- Inoltre si respirava aria buona, si vedevano cose del proprio stato
che, altrimenti, molti bambini avrebbero solo letto sui libri.
- Certo, quel genere di vita, le aveva impedito di frequentare i
locali alla moda, i cinema, i coetanei e allimprovviso Elisabeth si era trovata
vecchia di colpo, nel breve volgere di una stagione.
- I suoi amici di scuola si erano sposati, cera chi se
nera andato, cera chi si era trasferito ad un paio disolati più a Nord
ed era come fosse migrato in un altro continente
era la vita che cambiava, impetuosa
e irrefrenabile, come certi torrenti montani, in primavera o in autunno.
- Ma alla McGrovers non importava.
- Aveva compreso sin da ragazzina, di non essere nulla di che, come
donna.
- Niente seno esplosivo, niente gambe slanciate e lunghe, niente viso
accattivate, niente culo sodo
Era cicciotta e simpatica, ma rendeva poco
- Quindi nessun dramma, nessuna dieta selvaggia, solo la placida
considerazione della propria solitudine.
- Era il mondo, andava così
- Fece suonare una sorta di campana appesa ad un robusto gancio, su
una delle travi della veranda.
- La campana era color bronzo, che trasmetteva un suono solenne e
nitido.
- I bambini, gli scout, lavrebbero colto al volo.
- Sorrideva come una madre, una chioccia che chiami a raccolta i
propri bimbi, ed, in effetti, era così.
- Erano il loro mondo, compresso fra casa sua, la sede degli scout e
le montagne
- Quella sera, il capo scout Albin Richie Brown, compiva
cinquantanni.
- Cera una festa ed il tempo mite aveva collaborato alla
riuscita della cosa.
- Avevano fatto una divertente gitarella intorno al bosco nazionale
della Georgia, ma quella sera non sarebbero rimasti a dormire nelle tende.
- Era in programma la festa..
- I genitori dei ragazzi, avevano acconsentito affinché i figli si
fermassero dalla McGrovers, consci della sua esperienza e del fatto che lambiente
scoutistico, era lontano da dubbi e tentazioni.
- Visione del mondo da americani medi, se ci pensate bene
- Comunque
.Elisabeth suona la campana con delicata fermezza.
- Adesso cè il secondo giro di punch ( che è analcolico ed in
effetti non è nulla più che aranciata naturale
) e poi la torta.
- Ridendo e scherzando si faranno le undici e allora tutti a
nanna
- Sorride
il mondo le sembra tanto bello e lontano da quello
raccontato dai telegiornali, da apparirgli dipinto su di una cartolina.
- Non sa che tutto sta per cambiare.
- Alla festa ci sono una dozzina di bambini.
- Sette femmine e cinque maschi.
- Fra loro si eleva, non per statura né per intelligenza, Bobbie
Duran.
- Bobbie è un ragazzo dai capelli rossi, lentigginoso e smilzo.
- Ha degli occhi grandi, che paiono strabuzzare fuori delle orbite.
- Mastica chewingum dalla mattina alla sera, sputa lontano e tira
alla fionda da far paura ai passeri.
- E il bullo della scuola e naturalmente degli scout, gruppo
Aquila.
- Non ha una grande intelligenza, né è particolarmente carino, anzi
è bruttarello per tutti, tranne che per la madre, che lo ammira fino alla follia.
- Da quellinizio di calda estate del 2003, lhobby di
Bobbie e dei suoi amici di avventura, Willie, Nelson ( nome da ammiraglio ) e Archie, è
sfottere e far piangere
- Teddy OSullivan.
- OSullivan è pericolosamente vicino alla stazza della
McGrovers, ma ha quasi trentatré anni in meno
- E uno della classe media statunitense, ciccione e mangiatore
di hamburger.
- Farlo piangere è facile.
- Basta tirargli degli spilli nel sederone, con la cerbottana
personalmente fabbricata da Bobbie ( in verità è stata costruita da suo padre, Arold
Duran, Irlandese sempre ubriaco fradicio ) o canzonarlo dandogli dellippopotamo.
- I quattro sanno che il ciccione è innamorato della ragazza più
carina del gruppo femminile, Amanda Franchetti.
- Amanda ha un faccino furbo e lunghi capelli biondi, alla moda della
povera Barbara Hickins.
- Probabilmente diventerebbe carina quanto lei
- Franchetti è dorigine italiana, come si capisce bene.
- Ad un irlandese come Duran, gli italiani stanno sulle palle, come
dice sempre pà
- ( chissà poi perché
) ma lei è una tipa particolare.
- Ha già una sorta di albicocca per seno, cosa incredibile per la
sua età
- Duran non capisce per quale motivo si sente strano, quando nota
quel particolare anatomico, ma una cosa la capisce bene anche con il suo cervellino da
gallina:
- non può competere con il ciccio.
- Lippopotamo, infatti, è il primo della classe ( alla fine
qualcuno dovrà aprire una seria branca di studi, sulla genetica dei primi della classe,
che sono quasi tutti ciccioni o lentigginosi
) ed una volta ha fatto arrossire
Amanda, dandole una poesia.
- Lui non sarebbe capace di scrivere nemmeno la lista della spesa,
quindi non entra nel merito
ma se sfotte lippopotamo, è chiaro che Amanda non
se lo filerà più
- Una sera, Bobbie, tornando presto da una serata a Risiko con gli
amici, ha visto mamma Pam e papà Arold, in una posa strana.
- Lui era chino su mamma e sembrava mordicchiarle il seno.
- Evidentemente non era una cosa dolorosa, perché mà rideva ed
assumeva pose e versi curiosi.
- Chissà se ad Amanda farebbe lo stesso effetto
- Ci ha pensato per i boschi, vedendola davanti a se con quei
pantaloncini corti corti, disegno evidente del fatto notorio che non esistano luoghi
immuni dalle tentazioni..
- Ora, lui e la sua banda, circondano il ciccio, che da qualche
minuto sta sudando come un ippopotamo disgustoso e laido, e dice che gli fa male la
crapona
< Ippo
ippo..ippopotamo
grosso come un elefante,
grasso come un maiale, tutto da mangiare
>
- Cantano a squarciagola, approfittando del fatto che Elisabeth non
è lì, a difendere il pachiderma per evidente spirito di corpo..
- Bobbie ha anche appallottolato la cicca che teneva fra le labbra,
pronto a spararla dalla cerbottana, quando Amanda gli si para innanzi, guardandolo bieca.
< Bobbie ! Lascia stare Teddy
.capito ? Sei solo un
bullo
.>
- Non ha paura di loro, è ritta, ferma con i pugni serrati, i
capelli svolazzano al suo scatto deciso a proteggere il ciccio
- Poi tutti, cera chi rideva, chi si era fermato in silenzio
pregustando un bel pestaggio, si allarmano.
- Tutti, tranne Teddy
perché è lui ad emettere una sorta di
verso, di grugnito gutturale.
- Si volta di scatto.
- Amanda grida e scivola a terra, mentre a Bobbie la cerbottana cade
dalle mani, rimbalzando sulla terra secca del giardino.
- Teddy OSullivan non esiste più.
- Cè sempre un bimbo, robusto e grasso, ma ha la testa deforme
di un gigantesco ippopotamo di fiume.
Quando spalanca la bocca, fila di denti irregolari e caotici, sporgono dalle mandibole
rosee.
- Elisabeth ode i ragazzini strillare, ma non si tratta di un normale
strillo giocoso e spensierato, ma di terrore, terrore vero e proprio.
- Fa per andare da loro, quando anche la sua testa pare spaccarsi
come un melone.
- Ha fitte lancinanti, e cade a terra, il capo fra le mani, i capelli
scuri che scivolano sul davanti.
- Vede tutto immerso in una nebbiolina violacea.
- Teddy atterra addosso a Bobbie, colpendolo con il muso e
spalancando la bocca, immensa e grottesca.
- Ha saltato Amanda che si rialza e corre senza meta, accecata dal
terrore.
- Gli scout corrono senza direzione, e paiono uno stormo
dinsetti notturni, sorpresi da una luce improvvisa.
- Bobbie riceve colpi durissimi.
- Il suo sterno si sfonda dopo il secondo urto, la gabbia toracica al
terzo, ed ha gli organi interni spappolati dopo il quarto.
- Morirà dopo sei ore dagonia, allospedale centrale di
Atlanta, senza mai più riprendere conoscenza.
- Un paio di ragazzi, Jessica Simpson e Nelson McCuffie, svoltano
verso la veranda, cercando aiuto, protezione, o Dio altro sa cosa da Elisabeth.
- Poi restano immobili, come congelati da una raffica di vento
improvvisa, gli occhi sgranati, le braccia rigide, i riflessi assenti, il sudore che cola
innaturale.
- A terra cè il capo scout, Albin Richie Brown, parte della
gola è una macchia rosso sangue, il petto sembra sia stato dilaniato da un trinciapolli.
- Sopra di lui, la figura grottesca della donna, che emette un fetido
ringhio, da quel muso dorso bruno saldato sul suo corpo, voltandosi verso di loro.
- Con ogni probabilità li divorerebbe facilmente, se, una volta
messasi in piedi, non barcollasse.
- E uno spettacolo osceno, fra il grottesco ed il tremendo.
- Il sangue del povero Albin, le cola dal muso lordandole il vestito
da scout, il fazzoletto azzurro legato al collo, misto a saliva e a brandelli di carne.
- Gli occhi
.Madonna mia che occhi !
Sembrano palle rosse, di un rosso luciferino, maledetto
- Alza gli artigli, affilati come rasoi, e fa un paio di passi in
avanti.
- Prima che i ragazzini possano tentare di reagire, si ode un suono
secco e raggelante, come di un grosso vaso che si spezzi in due.
- Ma non è il grosso vaso, a spezzarsi.
- La testa di Elisabeth è spaccata in due parti e lei caracolla
inebetita per un paio di secondi, per poi cadere pesantemente a terra.
- Medesima sorte per Teddy OSullivan.
- Le prime urla dei vicini, dei ragazzi, di chiunque capiti lì, si
diffondono per Atlanta come sciami dinsetti notturni.
---
- Città di Washington, Ore 11.09 PM
- Mercoledì 6 Agosto
-
- Sono da poco passate le undici.
- Il caldo non è per nulla scemato, né durante
quellinterminabile pomeriggio, né per quellinconcludente sera.
- Merrick ha terminato lo "sbendaggio" e dopo una dolorosa
dormita sul divano, attento a non girarsi per evitare di perdere qualche
"pezzo", prepara i pezzi per il giorno successivo.
- Ha una bella confezione di bende nuove, ma gli manca la voglia
dusarle
.
- Loperazione, sbendare e bendare insomma, deve ripetersi ogni
sacrosanto giorno, ed ogni volta appare più difficile.
- I lembi della pelle molliccia, si staccano con sempre maggior
frequenza, e tenerli insieme non è operazione di poco conto.
- Non deve uscire
- Hannibal non ha mangiato nulla, da quasi due giorni, ma è
bene
- Il digiuno gli conferisce lucidità, allertando i sensi allo
spasmo.
- Sa che sta rischiando grosso
che non può fidarsi di coloro ai
quali collabora.
- Ma sa anche che hanno bisogno di lui
- Non hanno nulla in mano e senza ciò che è Hannibal Merrick, il
loro
"piano" andrebbe a puttane
- Si calzò lamato impermeabile scuro, di pelle e la mantella
nera come la pece.
- Ora ditemi voi se non sembra un novello dottor Jekyll
- Sbirciò fuori delle laide tende che si reggevano per miracolo, fra
i fumi di vapore e le ondate dafa soffocante della metropoli, sorridendo.
- Vide il camion, un Ford Transit scuro, nero pece a dire il vero,
parcheggiato da un lato.
- Lo stavano sorvegliando
coglioni !
< Ah
adoro questa città
..>, bofonchiò..
- Allinterno, due personaggi.
- Uno è rasato a zero.
- Si chiama Morbie ( nome di battaglia, naturalmente ).
- Ha combattuto in Iran, Golfo persico, Serbia
- E capace di tagliare una gola in meno di un secondo netto.
- Sa smontare un M-16 in meno di dieci secondi.
- Una volta, in Serbia, è stato ferito ad una gamba, da un cecchino
di Milosevic.
- E rimasto per trentadue ore nel fango, immobile, con la gamba
che urlava dal dolore, senza farsi scoprire.
- Laltra è Chaterine Black.
- Da quando ha lasciato i magazzini del porto, ha quasi pregato la
memoria del marito, che non le fosse affidato lincarico di sorvegliare Merrick.
- Quello
Gesù non sembra neppure umano.
- Si sfiorò il tatuaggio sulla spalla sinistra, sbuffando per il
caldo.
- Come tutti i membri degli Spartani, ha una daga tatuata sulla
spalla.
- Ripose il microfono sul cruscotto e si voltò.
- La coda dei capelli, scivolò fra il sedile e il divisorio del
Ford.
< Andiamo
mi sono rotta ! Quello non esce da lì
>
Morbie scosse il testone glabro.
< Li conosci gli ordini, no ? Non va perso di vista
>
Alzando appena le mani, le batté una sul volante.
< Ma dove cavolo vuoi che vada ? Lo hai visto camminare ?
E storpio
E poi mi fa senso
sembra
uno sgorbio
E a parte tutto,
ha bisogno di noi, per quel che ha in mente
>
- Il suo viso è incredibilmente bello, quando parla.
- Morbie scosse di nuovo la zucca.
< Avverti il capo
>
- Ora Chaterine sorrise.
- Estrasse un pugnale dassalto, dalla lama seghettata sul lato
destro e liscia ma tagliente come un rasoio, da quello sinistro.
< Io sono il tuo capo, lo sai, no ? Tieniti forte
si
sgomma
.Merrick sarà anche storpio, ma non scemo
Credi che non ci abbia visti,
qui fuori ? >
- Il furgone partì rombando, ed è un bene.
- Altrimenti lindagine di Fox e Dana sarebbe finita ancor prima
di cominciare.
- Accanto al Ford Transit, nel piccolo cono dombra creato dalla
luce fioca del lampione stradale, emerse Hannibal Merrick.
- E esatto dire che nemerse, perché pur guardando fuori
del finestrino, prima di partire, Chaterine non avrebbe avuto modo nemmeno di notarlo.
- Era assolutamente invisibile.
< Amo questa città
.>, rise.
- Dalla sua mano, sibilò un coltello, affilato come un rasoio.
- Un istante in più, e lavrebbe ficcato nella gola della bella
Chaterine, aprendola come una borsetta di coccodrillo.
- Rise e svanì nella notte.
***
CAPITOLO SETTE
- Watson Institute of Children,
- Città di Pittsburgh, Stato della
- Pennsylvania, Ore 06.58 Pm
- Mercoledì 6 Agosto
- Scully si sedette accavallando le gambe, di fronte al direttore
dellistituto di tutela e cura dei minori della città di Pittsburgh, mentre il sole
andava tramontando.
- Filtrava sibillino fra le persiane, raggiungendola fastidiosamente
in viso e provocandole unarsura imbarazzante.
- Luomo si chiama Artur Piggedon, ha cinquanta anni spaccati.
- Il viso è grassoccio e paffuto, denota una sorta di calvizie
avanzata, e molto probabilmente fra pochi anni, soffrirà di problemi cardiaci.
- La sua giornata era trascorsa placida e tranquilla, almeno sino
allarrivo di quella rossa notevolmente sexy, gran paio di cosce, complimenti a
mamma, e viso misterioso e malizioso.
- Laveva accolta con il falso sorriso che soleva esternare ogni
giorno, per via della sua occupazione.
- Incensare finti filantropi, associazioni per linfanzia e
commissioni di controllo dei bilanci, era la sua missione quotidiana.
- Del resto, quando Scully aveva trovato con facilità irrisoria
listituto, e si era recata altrettanto celermente lì, era rimasta senza parole.
- La sola facciata esterna, giustificava 4000 $ di retta mensile.
- Un grandioso giardino, un parco giochi, e allinterno corridoi
lindi e puliti, tutrici calme e professionali, strutture allapparenza di
primordine..
- Ma se tutto poteva apparire tranquillo e luccicante, agli occhi
assonnati di un redattore del fisco o della commissione di tutela dellinfanzia, allo
sguardo di Dana Scully quella appariva solo una lussuosa e curata prigione.
Curata e lussuosa, sì, ma pur sempre prigione..
- Cera una sorta datmosfera cupa e aleatoria, che Dana
non era in grado di decifrare, ma che si respirava nettamente, e che laveva messa
sulla difensiva.
- Oltretutto, da quando era entrata nellufficio, quel laido
individuo non le aveva staccato gli occhi di dosso per un istante
pareva stesse
spogliandola con lo sguardo.
- Artur pensa che i casini saranno immensi, impronunziabili, per
mobilitare addirittura un vice-direttore federale, e mentre si esprime con la paludata
eloquenza di sempre, pensa e ripensa a cosa diavolo può aver combinato di così grave.
<
vice-direttore Scully
sono onorato daverla
qui
.pensi che listituzione che mi onoro di dirigere, ha superato proprio due
mesi fa, un esame di controllo del tribunale dei minori
>
- Frase acuta, pensò subito Dana.
- E una mossa a doppio taglio, per dirti che è tutto OK, e che
il tipo ha amici al tribunale dei minori, notoriamente una gatta da pelare rognosissima.
- La reazione di Artur Piggedon apparirebbe normale, in superficie.
- Chiunque si trovi davanti un vice-direttore dellFBI, pensa
alla sua vita, alla volta che ha parcheggiato in sosta vietata, alla scappatella con una
puttana, a quando ha clonato dei cd
- Ma scavando appena sotto il pelo dellacqua, giusto un pelo
non di più, si scoprirebbe che Artur ha ottenuto " lonore di dirigere
quellistituto", onore che gli frutta uno stipendio di 120.000 $ dollari
lanno, solo per i suoi "particolari" rapporti con leffettiva
proprietaria, Emma Klugman.
- Emma è una vedova ricchissima, di sessanta anni.
- Artur la lavorata ai fianchi per settimane, meno peggio del
previsto a dir il vero, affinché da modesto amministratore di bilancio delle sue
innumerevoli entrate, divenisse direttore di quellistituto.
- Alla fine, dopo una notte di sesso e champagne, tutto rigorosamente
pagato dalla vecchia, era emerso dalle lenzuola sudato e trionfante.
- Avrete capito subito che dei minori non gliene frega proprio nulla.
- In quella struttura sono accolti, oltre che orfani, bimbi ricchi, i
cui genitori non hanno tempo né voglia di dedicare attenzioni, cosa che Scully trova
disgustosa.
- Sono curati, è insegnato loro il galateo e si provvede ad
unadeguata istruzione fin dopo le scuole dobbligo.
- Ma per Artur, chiunque possa pagare, e pagare bene, è bene
accetto.
- La sua è unopera morale e spirituale, per Dio.
- Non importa se gli permette vacanze sulla Costa Azzurra.
- Scully scacciò una smorfia di fastidio.
< Non intendo sottoporre listituto ad un
controllo
Mi interessa sapere se avete ospite una bambina, che si chiama Jordan
Black
Ecco la sua foto
Il nome potrebbe esser stato cambiato..>
- Si alzò appena, posando la foto della bambina sulla scrivania.
- E una fotografia reperita negli archivi federali, e lì
Jordan ha un paio danni in meno.
- Artur sorrise.
- Sia perché, nellalzarsi Scully aveva involontariamente
mostrato le gambe nel risedersi il colore bianco delle sue mutandine, sia perché ora si
accorse di avere il coltello dalla parte del manico.
< Mi spiace
vice-direttore
Ma questa non è una
struttura federale, ma una istituzione privata ! Non divulghiamo i nomi di coloro che
ospitiamo per motivi che lei capirà benissimo
>
- Dana si sfiorò il labbro inferiore.
- Ha capito immediatamente con che genere di persona ha a che fare.
- Basta convenevoli e frasi di circostanza.
- Deve bluffare, se vuole che Jordan sia protetta.
< Lei sa cosè la commissione contro il terrorismo,
signor
>, strizzò le palpebre, leggendo la targhetta e scandendo le lettere del
cognome, come per mandarlo a memoria,
<
Piggedon ? >
- Lui mutò di nuovo espressione. Il sorriso nel vedere quelle
mutandine bianche, che immagina sudate e profumate, si è spento.
- E stato cacciato giù dalla parola " terrorismo".
< No
veramente no
>
Scully sollevò appena il labbro superiore, in una sorta di tenue
sorrisino malefico.
< Bhè
dopo quanto avvenuto lundici di
Settembre
del 2001
siamo tutti piuttosto tesi, allarmati
E forzare la mano
in certe situazioni, può capitare.. A meno che
>
Lasciò la frase in sospeso.
< A meno che ? >, ripeté lui, come una scimmietta ebete.
<
a meno che non si collabori pienamente
.Ho ragione
di ritenere che la bambina in questione, sia stata portata qui dalla madre
che è
accusata di far parte di un gruppo terrorista destrema destra
Il mio intento
è di portarla via da qui, per proteggerla da eventuali atti di ritorsione, fornire a
Jordan una famiglia ed una protezione sicura, e costringere la madre ad uscire allo
scoperto
>
- Artur non ha sentito più nulla dopo le parole "gruppo
terrorista destrema destra"
- Quella frase si è saldata nel cervello, come una sanguisuga ad un
polpaccio.
- E rode
rode
Porca
debbo liberarmi di questa
seccatura
terroristi
.ma che cazzo mi doveva capitare fra i piedi
.proprio
a me
proprio a me
i federali sono capaci di montare un casino, magari di dire
anche che sono complice
- Ora linquietudine precedente ha lasciato il campo al terrore.
- Artur si sente indifeso come un bimbo e la mente pare disconnessa
dal resto del corpo, come se andasse per conto proprio.
- Deglutisce e suda.
< Non guarda la fotografia ? >, chiese Dana in un misto
dinfantile curiosità e sferzante ironia, che si dipinse sul suo bel volto con una
sfumatura leggera.
Artur prende la foto con la punta dei polpastrelli, quasi temendo
di lasciarvi sopra le proprie impronte digitali e annuì.
< Ok
è qui
desidera vederla ? >
- Non si tratta di una banale domanda, quanto di unaffermazione
nascosta dal tono interrogativo.
- Dana annuì. Si alzò ed Artur fece altrettanto.
< Domani interverrà il servizio sociale
dellFBI
fisseremo lappuntamento per la pratica di
trasferimento
certo sarebbe tutto più semplice se..lei collaborasse con
noi
>
- Parla incamminandosi al suo fianco, uscendo per gli infiniti
corridoi di quel centro labirintico, con una falcata sexy ed elegante, naturale.
- Conosce bene i diritti dellistituto, magari non nella loro
interezza, ma li conosce.
- Sa che se Piggedon lo volesse, la tiritera potrebbe allungarsi
allinfinito
- E ciò sarebbe pericoloso.
- Per Jordan e forse anche per Chaterine.
- Quindi, ciò che fa, è cercare la soluzione, possibilmente rapida
ed indolore.
- La vena ricattatoria del suo discorso è mitigata, in Scully, dalla
bassezza del personaggio che si trova davanti,
- Al polso Piggedon ha un Rolex doro, che probabilmente Dana
non potrebbe comperare nemmeno adesso da vice-direttore federale, con un anno di
stipendio.
- Camminando per gli ariosi corridoi, tutti con grandi finestre
antipanico, nota una Mercedes 2000 parcheggiata nel cortile interno
- Non fatica a capire di chi sia.
- Sulle sue dita gonfie e sudaticce, ha un paio di anelli doro
massiccio
- Veste Armani, vestito su misura per la taglia massiccia, rifiniture
eleganti, le cuciture nemmeno sì vedono
- Insomma è un tipo cui piace razzolare nelloro fino.
- Ora Dana iniziò a capire dove andavano a finire parte di quei
quattromila dollari mensili..
- Ma è anche lo specchio di un altro ragionamento..
- Se Chaterine ha affidato a quel posto sua figlia, significa che le
vuole un mondo di bene, che intende proteggerla da ciò che è diventata adesso.
- Non si è affidata ad amici o parenti, a qualche istituzione
statale, ma ha scelto la crema, il meglio
- Che poi il meglio sia amministrato da uomini come Artur Piggedon,
è altro discorso.
- Salirono sino al secondo piano.
- Il corridoio è lungo e pulito, un paio di infermieri è seduto
accanto ad una tv, che senzaudio ma con le soprascritte, trasmette un incontro di
hockey..
- Piggedon parlottò con una delle due, una filiforme donna sui
quaranta e lei annuì.
- Poi si piazzò contro una delle pareti, gettando un debole sorriso
a Scully, pregando che il muro possa sostenerlo. Ha le gambe molli, e teme di svenire da
un momento allaltro..
- Scully lo superò, senza degnarlo di uno sguardo.
- Camminarono per qualche istante, poi la donna le indicò la stanza
di Jordan.
- Scully si bloccò per un secondo, di fronte alla maniglia.
- E solo un secondo, letteralmente, ma per Dana è come fosse
una vita.
- Ricordò un altro istituto, altri corridoi, meno puliti e più
sommari
- Unaltra stanza, una bambina traumatizzata dalla morte dei
genitori, dolcissima e dai capelli lunghi sino alle spalle
- Ricordò Alice e vorrebbe che Fox fosse con lei.
- Ricordò Alice e desiderando che fosse viva
- Ricordò Alice e rammentando luomo che fuma, le sue frasi
sibilline sul suo passato, sulla sua amicizia con suo padre
- Ma è solo un secondo, davvero
- Adesso Dana afferra saldamente la maniglia, ma apre con
circospezione, nel caso Jordan dormisse.
- La bellissima figlia dei Black, è a letto, ma non sta dormendo..
- Legge un voluminoso libro, scritto fitto, ma che lavvince da
settimane.
- E "Il signore degli anelli".
- La luce del corridoio si mescolò tenue a quella della lampada del
suo comodino.
- La stanza è più elegante di quella di casa sua, di quella che
Dana potrebbe prepararle tutte le sere
ma manca di un qualcosa, di un tutto
- Manca damore.
- Jordan ha undici anni, appena compiuti
- E sveglia e dal viso splendido.
- Occhi azzurri, espressione fiabesca
.una splendida bambina..
- Girò la testa, colma di capelli ricci e biondi e vide Dana Scully.
< Ciao ! >
- Balzò giù dal letto a piedi nudi e linfermiera trattenne un
rimprovero.
- Anche in lei lFBI incute rispetto.
- Corse con le braccia in avanti e Dana se la ritrova in grembo
quel grembo morto, senza vita
mai più madre
Dio
perché
- e tutte le certezze, la forza interiore, svaniscono.
- Le accarezzò la testa.
- Le diede un bacio sui capelli, e le parole non arrivarono.
- Gli occhi silluminano della medesima luce che ha provato
quando ha salutato Fox..
<
ciao
>, riuscì appena a rispondere.
- Si mise in ginocchio, in una posa che farebbe sorridere Piggedon,
un ginocchio a terra, laltro sollevato appena, e le da quel che avrebbe voluto darle
subito, appena intravista leggere..
- Un bacio sulla guancia.
- Jordan sorrise.
< Sono contenta che sei venuta a trovarmi
sono sempre sola
qui ! >
- Dana la strinse a se, sentendola respirare.
- Chiuse le palpebre
lo stesso profumo di Alice, la stessa pelle
morbida, gli stessi capelli fluenti
amore
amore mio
bambina mia
- Poi la sollevò e portandola a letto.
- Jordan si sedette, le gambe incrociate accarezzandole la guancia,
sentendo una lacrima fredda fra le dita.
< Sei qui per aiutarmi, vero ? >
- La domanda la spiazzò.
- Scully fece un bel sorriso, ma non trovando la risposta giusta.
< Mamma mi ha detto che se avevo bisogno di aiuto, ceri
tu ed il signor Fox
>
- Ora trattenne una risata.
- "Signor Fox"
davvero buffo, pensò.
< Hai bisogno di aiuto
? Ti trattano male, piccola ? >
Lei scosse i capelli biondi.
< Nooo! Ma
>
- Le fece cenno di avvicinarsi.
- Dana si sporse e Jordan le diede un bacio sullorecchio,
ridendo.
- Poi si fece seria e disse:
<
voglio vedere la mamma
vedere papà
.E
da tanto che non vedo papà Frank
.Tu puoi portarmi da lui, vero?>
- Scully sospirò.
- Le lacrime le strinsero lesofago.
- Le ricacciò indietro con ammirevole coraggio.
<
.amore
ti giuro che ti porterò via da
qui
ma
ci sono delle cose
.che tu adesso, non puoi
capire
Forse
sai che papà è in posto migliore, vero ? >
- Jordan perse il sorriso.
- Annuì.
- Nel libro che sta leggendo, molte persone, molti elfi, vanno in un
posto migliore
- Ma che non devessere poi così bello, visto che tutti
piangono
- E quanduno piange è brutto segno.
<
tu non mi ci puoi portare
? Papà diceva che tu ed
il signor Fox mi avreste protetta, un giorno
>
- Lei fu attraversata da dei brividi.
- Razionalmente, non credeva nelle "capacità" di Frank
Black
..ma davvero, le poche volte che ha lavorato con lui, ha percepito
sentito
qualcosa
- Si stupì dal grado di
visione che quelluomo
possedeva
Che avesse già capito ?
- Che avesse scorto il futuro di sua figlia ?
- Ricacciò indietro anche quelle domande.
<
non posso
nemmeno Fox può
.cambieranno tante
cose nella tua vita, amore
davvero tante
Tua mamma è in un
guaio
.io
e Fox stiamo facendo il possibile per aiutarla
e per aiutare te !
Lo capisci ? Mi credi ? >
- Jordan annuì.
- Afferrò la mano di Scully e la strinse.
<
devi credermi
perché
così è più facile
anche per
me
>
- Ora le scesero due lacrime grosse, e si posarono sul pigiamino di
Jordan.
- Jordan parlò piano.
< Ti credo
papà mi ha detto, una volta, di credere sempre
in voi
>
La strinse a se
e da quel momento fu come se una parte del
suo io, del suo cuore, del cuore dolcissimo di Scully, si saldasse alla bambina, per non
staccarsene mai più.
.amore
amore mio
bambina mia
La sistemò sotto le coperte e le rimboccò con delicatezza, una
dolcezza che non credeva di possedere.
< Adesso dormi
domani Dana sarà qui
e ti porterà
via da questo posto
starai con me per un po
vuoi ? >
Sorrise.
< Si ! Così vedrò anche il signor Fox
>
- Dana rise.
- Fu una risata che annegò nel dolore, ma le fece bene, spezzando la
tensione, la voglia di piangere
***
CAPITOLO OTTO
- Sede del Guerriero Solitario,
- Washington, Ore 11.59 PM
- Mercoledì 6 Agosto
- Mulder stava appoggiato alla parete, lo sguardo fisso nel vuoto, il
cervello in piena attività.
La stanchezza di aver guidato per ore, la frustrazione per aver inutilmente cercato di
superare gli ostacoli sugli "omissis" dei files che cercava circa "I
Pretoriani" non sembravano aver minato la sua determinazione.
- Il dossier numero 101368/x2 che tanto aveva raccolto
lattenzione dei vice-direttori alla riunione, era lacunoso ed incompleto.
- Naturale, pensò Fox.
- La task-force che si occupava del caso, era certamente in possesso
di dati completi, ma egli voleva evitare qualunque coinvolgimento diretto, almeno fin che
non si fosse rivelato indispensabile.
- Immaginò che se davvero la sua sensazione circa lessere
spiato e seguito si fosse rivelata esatta, esporsi al punto da chiedere formalmente al
direttore dellFBI notizie sul caso o esservi assegnato, avrebbe suonato a condanna
per la riuscita dellindagine..E forse anche per Chaterine e Jordan Black.
- Chiaramente il gruppo eversivo sapeva del passato di Chaterine.
- Se proprio il vice-direttore Mulder fosse saltato fuori ad indagare
sui Pretoriani, di chi si sarebbero liberati, immediatamente ?
Nonostante ciò, doveva cercare
- Era sempre più convinto che esistesse un nesso fra quelle poche
cose scoperte, e quel gruppo eversivo.
- Langly era seduto alla consolle con la solita espressione
stralunata, occhiali color vermiglio calzati per evitare la tremenda miopia, dita agili
sulla tastiera.
- Byers era il più assonnato di tutti, barbetta curata, occhiaie
profonde, andatura caracollante.
- Frohike, dopo essersi rammaricato per la mancata presenza di
Scully, si torceva le dita, guardando Mulder.
< Bingo ! >, fece Langly, girandosi ilare e guardando così
il vecchio amico.
Fox si chinò accanto a lui.
< Trovato qualcosa ? >
Langly annuì, scuotendo i lunghi capelli biondi.
< Abbastanza
Dunque
I Pretoriani, gruppo anarchico
destrema destra
I seguaci hanno un gladio, unantica spada di corta
lunghezza, tatuata sulla spalla. Scopo del gruppo, leversione ed il rovesciamento
del governo federale, che essi reputano ingannevole, menzognero e occultante la
verità
>
Frohike fece un sorriso.
< Più o meno come noi
>
<
pare che sia stato costituito nel Marzo 1988, da un
reduce della Guerra in Vietnam, August Kendall, attualmente recluso nelle carceri federali
di Bethesda
nome di battaglia Mino
Kendall fu catturato nel Novembre del 1998,
mentre tentava di mettersi in contatto con alcuni esponenti dellETA. Nonostante la
prigionia, non ha mai rivelato nulla del gruppo, né delle voci, reali o fittizie, circa
lintenzione dei Pretoriani, di scatenare unepidemia mortale negli Stati
Uniti
pare diretta contro il governo federale, ed i più alti vertici dellFBI,
della CIA e del servizio segreto nazionale
>
Frohike sgranò gli occhietti scuri.
< Accidenti..! >
< La CIA, nel Marzo del 1999, durante unispezione a
Dallas, Texas, in uno dei covi appartenuti a Mino, pare abbia recuperato dei files,
riguardanti alcuni "contatti" con esponenti del RBM
..>
Si voltò verso Fox.
< Sarebbe ? >, chiese allagente federale.
Mulder si sfiorò la fronte.
< Reparto Biologico Militare
.ufficialmente non esiste
più dal 1965, dopo la Guerra in Corea
Ma ho avuto modo di scoprire, con Scully, che
a Pine Bluff, dove è sita la più grande base americana di ricerche biologiche, gli studi
sono andati avanti lo stesso
Pare che, da un rapporto dellONU del 2000, USA ed
ex URSS, siano in possesso di 10.000 tonnellate di virus chimico-biologici
Retaggio
della guerra fredda ! >
Byers annuì.
< In verità non si conoscono nemmeno le quantità di virus che
le due super-potenze hanno stipato e costruito in cinquanta anni ! Pare che ora
lattenzione si sia spostata verso il mondo mediorientale e che la famigerata
"Sicurezza Nazionale" imponga la conservazione e il monitoraggio di nuovi
virus, di cui non si sa nulla ! >
- Mulder si stirò le braccia, sentendo le spalle dolere.
- Era stata una giornata difficile e certo quelle notizie non
giovavano a rasserenarla.
< Nomi
? Luoghi ? Altri indizi ? >
Langly scosse la testa.
< Nulla
purtroppo i nomi di questi possibili complici,
sono finiti sotto la sigla Top Secret dalla CIA
Quindi, quel che ti dico ora, è pura
congettura
fine a se stessa
>
Fox annuì
era meglio ipotizzare, che non sapere.
< Pare che dopo lestate del 1999, siano scattati numerosi
arresti, da parte dei servizi segreti
i componenti che intendevano fiancheggiare i
terroristi, si dice una decina, forse una dozzina al massimo, sarebbero stati catturati !
Ma se quel che ci hai detto risponde al vero, è chiaro che " Pretoriani"hanno
in programma qualcosa di grosso ! Probabilmente qualcuno dei "contatti" è
sfuggito alla cattura
>
Fox guardò lOmega al polso
le dodici e un
quarto
Scully non aveva ancora chiamato
<
Attualmente i capi dellorganizzazione sono
due
uno straniero, forse Arabo, il cui nome è sconosciuto e Rob Yumakjck,
dorigine Russa
Ma cè chi dice che le fila siano tirate ancora da August
Kendall
>
Mulder fece scivolare la busta sulla scrivania ingombra di files,
fogli e oggetti della più svariata natura.
< E questa sigla ? >
Byers prese a camminare con lentezza, scandendo le parole.
< I.C.M
.Intelligence, Control, Minds
Una sigla che i
servizi segreti militari utilizzavano nel 1964 per coprire tutti gli studi su armi
chimiche e batteriologiche, super soldati e cose di questo tipo
Anche questa, come il
reparto RBM, risulta ufficialmente chiuso nel 1966 dalla direttiva di Richard
Nixon
>
- Lo schermo del cellulare di Mulder silluminò.
- Scully lo stava chiamando.
< Un attimo
>, disse rivolto agli amici.
< Fox
sono
io
>
- La voce era tranquilla.
- Dana era a letto, in un modesto ma pulito motel dAllentown,
affittato sotto falso nome.
< La bambina ? >, chiese Mulder.
< Sta bene
almeno fisicamente
è solo
che
.Fox
quella bambina è traumatizzata
.sola
farò di tutto
perché
possa uscire da qui
trovare chi si prenda cura di lei
.>
- Il tono di Scully era diventato tenero e sofferente, e Mulder lo
colse al volo.
- Del resto, non si sarebbe immaginato niente di diverso.
< Dana
ascoltami ti prego
.so cosa stai
provando
so quanto ami Jordan
ma
cerca di rimanere razionale
di agire
per il suo bene
Ho bisogno di te, qui
sono emerse molte cose nuove
>
- Dana socchiuse le palpebre, sospirando.
- Il condizionatore del motel non funzionava e faceva
caldo
.troppo..
<
.so
so come debbo comportarmi
E giusto
che tu sappia che
.ho fatto esplicita richiesta allassistente sociale,
affinché Jordan sia affidata a me, almeno temporaneamente
Penso sia la cosa
migliore, per non aggiungere altro dolore a quella bambina
Ha tanta voglia di
vederti
>
- Mulder si sentì stranamente.
- Per la prima volta, lidea che una bambina volesse vederlo,
non gli appariva imbarazzante.
- Forse era davvero il disegno di una mente, ma non necessariamente
folle
< Ok
va bene
Cerca di risolvere la cosa entro
domani
preferisco tu mi stia accanto
per la tua sicurezza e per quella della
bambina
Anzi
ti pregherei di chiamarmi solo da un telefono pubblico, dora
in avanti
io farò lo stesso
Meno contatti abbiamo, tramite cellulare, meglio
sarà
>
- Dana sibilò un debole sì
- Non accusò Fox di paranoia
- Si sentiva spiata anchessa ed il fatto di affittare una
stanza sotto pseudonimo era stata una delle tante precauzioni prese in quella giornata.
- Aveva già cambiato auto, e percorso, dal centro al motel
<
dormi bene, amore
cerca di
non
non voglio
che tu soffra di nuovo
Hai già perso Alice
>
Scully si girò, dal lato preferito, per prender sonno.
<
non sono sola
ci sei tu con me
sii prudente,
ti prego
! >
- Udì il contatto chiudersi e provò il desiderio intenso, fisico
desserle accanto e baciarla.
- Di vederla addormentarsi, tranquilla come una bambina
- Spense il cellulare e ripensò a Jordan
- In fondo era quanto voleva lui stesso
.perché temeva di
ammetterlo ?
- Ma la madre di Jordan era ancora viva
- Fox desiderava sapere cosa le stava capitando e perché.
- Avrebbe avuto modo di scoprirlo.
---
- Sede de " I Pretoriani", luogo sconosciuto,
- Città di Washington, Ore 08.00 Am,
- Giovedì 7 Agosto
- Lo scalo ferroviario era in movimento.
- Lunghissimi treni merci, che si perdevano allorizzonte,
assomigliavano a serpenti addormentati al sole.
- Lodore pungente dellacciaio delle rotaie, della
benzina, delle traversine, impregnava laria, stordendo.
- Una coppia dindividui, spense la sigaretta, gettandola quasi
allunisono, sulla massicciata.
- Avevano modo di vedere il ponte che a meno di un chilometro,
passava sopra lo scalo.
Era già un brulicare dauto e mezzi pubblici.
- Washington era attiva, da quasi due ore e mezza.
- Lobelisco si vedeva fra le fronde di un paio dalberi in
lontananza, ad ovest.
- Uno dei due, con indosso una maglietta bianca stretta, che esaltava
i pettorali da palestra e steroidi, bussò con due dita ad una minuscola porta metallica,
sul vagone 64148.
- Laltro era a gambe larghe sulle rotaie di fronte al convoglio
merci fermo, fissando con aria assente il cielo azzurro.
- Faceva caldo. Già dal mattino la temperatura non era mai scesa
sotto i ventotto gradi.
- Un incubo.
< Sì ? >
< Abbiamo i giornali..>
- La porta si aprì.
- I due entrarono con calma, senza guardarsi attorno.
- Le prime luci del giorno erano già alte nella capitale.
- Gli operai avevano visto chissà quante volte quel treno merci,
banalmente confuso in mezzo a migliaia di altri e lavevano perso subito dalla
memoria.
- Certo, era appena defilato su di un binario morto, fra le alte
fronde di una macchia di querce e faggi, con lo scambio disattivato da tre mesi
- Ma, appunto, si faticava a tenerlo a mente, come fosse immerso
nella medesima nebbiolina violacea che annebbiava la vista delle vittime.
- Allinterno, una dozzina dindividui.
- Il carro era spoglio.
- I membri del gruppo terrorista, stavano seduti su casse di legno,
appoggiati a bancali accatastati o parlottavano in piedi, fra le assi sporche di bitume
del carro.
- Nulla che potesse rimanere, nulla che, un secondo dopo che tutti se
ne fossero andati, avrebbe mai segnalato la loro presenza.
- Rob Yumakjck era al centro, e fumava una Morley, dopo averne
tagliato il filtro.
- Era un uomo massiccio, dai corti capelli a spazzola.
- I suoi penetranti occhi azzurri, scavavano in Chaterine Black.
- Dal centro della fronte, sino allo zigomo destro, una cicatrice a
mezzaluna, rossiccia, figlia di un Ak-47 che per un pelo ( meno di un centimetro ) non gli
aveva spappolato il cervello, in Afghanistan.
- Sinfilò il pacchetto sotto la corta manica della maglietta
verde militare e posò, soddisfatto, due quotidiani al centro dellimprovvisato
ripiano metallico che faceva da tavolo.
< Anche ad Atlanta è tutto OK
>
Indicò un annuncio, pubblicato in fondo allultima pagina
del Washington Post, che diceva:
- " Offro lavoro a 1800 $ mensili.
- Referenze serie, chiamare n°55505066
- Possibilità in espansione. Atlanta."
Rise.
Uno dei membri del gruppo si chinò leggendo con attenzione.
< Las Vegas, Miami ed Atlanta
.tre su cinque
>
- Chaterine si asciugò le labbra, dopo un sorso dacqua fresca.
Si crepava di caldo, in quel cazzo di vagone.
- Rob le cinse la vita, baciandola con forza.
< Visto cocca ? Siamo in pista
.>
Lei abbozzò un sorriso.
< E presto
.mancano ancora due bersagli
New
York e Pittsburgh
.>
Morbie ciondolava spazientito.
< Che hai, carro armato ? Ti sento con i cingoli
arrugginiti
.>, scherzò Yumakjck.
< Posso dirla tutta ? >
Il russo annuì.
< Amico
questa è una democrazia, lo sai
non come
quella di Washington ! >
- Risero tutti.
- Tranne Chaterine.
- Da quando avevano abbandonato la postazione, per sorvegliare
Hannibal Merrick, Morbie era diventato cupo e nervoso.
< Reputo un errore fidarci di quel
.quello sgorbio
puzzolente
.Insomma
non occorre tutta lintelligenza di questo mondo per
capire che non gliene frega un cazzo della causa
>
Yumakjck balzò in piedi, guardandolo sottocchi.
< Ma vuole quel che vogliamo noi
abbiamo i mezzi per
accontentare il suo
desiderio e lo faremo
Questa nazione ha bisogno di un
repulisti, amico
Sarà nostro compito
eseguirlo
.! >
Chaterine accese una Morley.
< Per la verità, Rob
la penso come Morbie
quel
tipo
mi da i brividi
Sembra
fatto di cera lacca
>
- La cinse di nuovo per la vita, sfiorandole le orecchie con le
labbra.
- I capelli, raccolti a coda, sferzarono nellaria putrida del
vagone.
< Mi sa che siete stati troppo insieme, voi due
le
convivenze forzate portano ad un appiattimento didee
.Allora
se quel
coglione di Merrick avesse una doppia faccia, oltre a quella ributtante che ha saldata sul
collo, gli staccherò la testa con le mie mani, chiaro ? Siamo ad un passo dal giorno del
giudizio, per gli ingannatori, per coloro che tramano alle spalle del popolo solo per
colpirlo alle spalle
non torneremo indietro, costi ciò che costi
>
Morbie fissò Chaterine
forse erano davvero rimasti per
troppo tempo insieme.
< O debbo mostrarvi ciò che cè sempre stato nascosto ?
>
Chaterine scosse la testa.
< Non
è il caso
sai che crediamo al nuovo ordine
delle cose
Forse
ho solo bisogno di vedere Jordan
>
- Il russo smise di ridere.
- Sapeva bene che si poteva ridere dogni cosa, con Chaterine,
ma non di sua figlia.
- Aspirò la Morley, fissando il vuoto.
< Non è possibile
non adesso
dobbiamo esser prudenti
come non mai.. i federali hanno fiutato qualcosa
.Siamo ad un passo dal
trionfo
e non possiamo farci fermare da scrupoli personali..>
- Chaterine spense, nervosa, la sigaretta..
- Erano quasi due mesi che non vedeva la figlia.
< Fra laltro
colgo loccasione per
dirti
che il tuo assegno mensile è stato tagliato
>
Lei si alzò di scatto, serrando un pugno.
< Che cosa ? Sai che se non pago la retta, buttano mia figlia
in un orfanotrofio ? Per quale motivo
>
Yumakjck parve trapassarla con lo sguardo.
< E una direttiva che abbiamo preso in due
quei
movimenti di denaro erano troppo sospetti
prima o poi ti avrebbero
individuata
Era troppo rischioso
>
< Si trattava di assegni a postagiro
non mi avrebbero
trovato nemmeno Eliott Ness e gli intoccabili ! E una vigliaccata
>
- Rob si mise a giocherellare con la sicura di una vecchia granata
anticarro, che portava appesa alla cintura mimetica dei pantaloni.
- Segno preoccupante del nervosismo latente.
< E una direttiva del comitato strategico
Esegui e
basta ! >
< Col cazzo ! Sei solo uno stron
>
Prima che potesse finire la frase, lafferrò per la gola,
spingendola contro la parete del carro merci, facendole sbattere la nuca.
< Adesso la finisci di fare la donnina pisciasotto e mi
ascolti
.Se ci tieni a mantenere la testa sul collo e non vedere la tua stronzina che
penzola da un albero, farai bene ad eseguire le direttive ! Quando la cosa si concluderà,
ti ridaremo Jordan
non prima ! Questoperazione ci costa anni di lavoro e
fatica, e non la getteremo alle ortiche, sono stato chiaro ? >
- Il silenzio calò improvviso.
- Solo Morbie accennò ad una reazione, che bloccò immediatamente.
- Troppo imprudente, pensò.
< A meno che
>, sibilò Yumakjck, estraendo il coltello
dassalto che aveva alla cintola e premendo la lama seghettata al collo di Chaterine,
<
a meno che tu non voglia sganciarti
.Che dici,
amore ? >
- Lei socchiuse le palpebre.
- Sputò rabbiosa sulla sua guancia e Rob lavvicinò deciso a
se, baciandola.
- Si divisero dopo un lungo istante.
< E così che mi piaci, cocca
>
- Chaterine trattenne le lacrime.
- Il russo si scostò da lei, con lo sguardo fulminante del capo
branco.
- Del resto egli interpretava così il suo ruolo, allinterno
dei Pretoriani.
- Anni prima, August Kendall lo aveva forgiato alla lotta dura e
allobbedienza cieca.
- Si diceva che quando August fu catturato dai servi del potere, Rob
avesse progettato di far saltare lobelisco a Washington e far dirottare un aereo, se
il numero uno non fosse stato liberato.
- Dopo la prima parte della liberazione in Afghanistan, Yumakjck
aveva assistito con rabbia al crollo delle ideologie e della potenza dellURSS.
- Era diventato un mercenario, cattiva parola che in realtà aveva
poco a che vedere con il suo ruolo, la sua ricerca disperata di una motivazione, di un
ideale forte cui sottomettersi e far rispettare.
- Emigrato negli Stati Uniti nel 94, conobbe il suo Dio ad un
caratteristico pub Irlandese a Dallas, in Texas.
- Cera una delle solite ricorrenze molto americane e il pub era
colmo di Texani con le palle girate, per via della politica del presidente Clinton, e di
birra fredda gelata.
- August e Rob si trovarono a parlare di politica
sapete come
accade
- Alla fine della serata, Yumakjck era entusiasta.
- Oltre ad aver trovato un assassino a sangue freddo come lui, aveva
anche visto uno spiraglio nel buio tunnel della vacuità che la democrazia americana gli
poneva davanti.
- Altre voci interne al gruppo, forse fantasiose o forse no, avevano
parlato di una sorta di cerimonia del sangue fra i due.
- Pare che avessero bevuto luno il sangue dellaltro, in
una sorta di mutuo consenso e di legame indivisibile, come i cospiratori di Catilina.
- Poi August aveva mostrato a Rob le lettere
quelle che
celavano, dietro il loro aspetto innocuo, il simbolo delle bugie americane, cosa della
quale, sia detto subito, non aveva alcun bisogno.
- Rob avrebbe goduto nel vedere la Casa Bianca ad un cumulo di
macerie e se i mezzi dei Pretoriani non fossero stati estremamente limitati, in modo
diversamente proporzionale al loro fanatismo, egli si sarebbe immolato per primo alla sua
distruzione.
- Ormai, complici anche le droghe che assumeva per reggersi in piedi
e calmare una sorta di follia autodistruttiva che lo faceva assomigliare ad un cane
rognoso, vedeva distruzione marciume ovunque, a parte che nel suo Dio e nel capolavoro da
lui costituito.
- Naturalmente per la propria visione eroica e nichilista del mondo,
la vita umana non contava niente.
- Sacrificarla, la propria o quella altrui, era secondario solo allo
scopo da seguire.
- Se il bersaglio esigeva un bagno di sangue, che si faccia.
- Lo aveva imparato dai pasdaran Afgani, che in quattro gatti,
avevano messo in scacco larmata rossa.
- Si rintanavano nei buchi, ed arrivavano a mangiarsi i cadaveri pur
di non abbandonare le postazioni.
- Quando Chaterine era stata presentata a lui come possibile nuovo
membro de I Pretoriani ( in seguito a mesi di contatti e dappostamenti ) Rob
laveva scrutata alla soglia di un insetto sotto una teca di vetro.
- Chaterine era una bella donna, cosa che non guastava.
- Le belle donne inducono gli uomini a rilassarsi, ad abbassare la
guardia ed oltretutto lei possedeva una sincera carica erotica, non del tutto inconscia.
- Che fosse finita a letto con lui, Rob la considerava una cosa
assolutamente dovuta e normale.
- A Chaterine, che adesso si massaggia eccitata e furente il segno
rosso causato dalla lama affilata del coltello sul suo collo esile e caldo, la relazione
con quel russo era stata vissuta come laccoppiamento animale di un giaguaro.
- Oh, non che Rob Yumakjck fosse un super dotato
- Spesso faceva cilecca, e non sarebbe mai stato capace di far sesso
se non né aveva voglia
..Ma, aveva altre doti..
- Era brutale nel sesso, senza dubbio.
- Amava sottomettere la donna, umiliarla
- Chaterine non aveva creduto possibile che si potesse provare
piacere in quel modo
- Sentirsi dominata, la faceva impazzire.
- Ma ora
ora provava una sorta di morsa allo sterno, che
contenne con uno sforzo sovraumano, simile a quello che doveva imporsi per non urlare dal
piacere, quando faceva lamore con lui.
- Istinto di madre
- Vedendo la sua schiena indifesa, le cui fasce muscolari guizzavano
sotto la maglietta militare animate dalla medesima follia che gli accendeva lo sguardo, fu
tentata di piazzargli la lama nei polmoni, allo stesso modo nel quale lui laveva
istruita, mesi prima.
- Fu lì che si baciarono la prima volta
- Chaterine serrò le labbra.
- Tutto andava a rotoli
.e adesso, per la prima volta da quando
aveva aderito a quel gruppo di fanatici assassini, non sapeva più che fare.
- Il gruppo sorseggiò whisky e ridacchiò, tutti tranne Chaterine
che fissò senza pensieri il vuoto che si scorgeva appena fra le alte finestrelle del
vagone.
- Nessuno può vedere la sagoma dun
.una creatura nel
bosco.
- Era davanti a loro, giusto una decina di metri, ma era
assolutamente invisibile.
- Hannibal Merrick rise di gusto.
- Ha seguito la figa e il colosso come gli pareva.
- Più guardava Chaterine più gli veniva voglia di riprovare un
vecchio esercizio fisico, che forse gli avrebbe staccato del tutto i testicoli
Ma
soprattutto cera il Russo..
- Quel russo, con laria da Rambo
..Russo nemico della
patria
Nemico della democrazia
.fottuto ammiratore di MASH
ti
staccherò i coglioni..
Ridacchiando svanì nella penombra.
***
CAPITOLO NOVE
- J.Edgar Hoover Building, Sede dellFBI,
- Ore 09.35 Am, Giovedì 7 Agosto
- Mulder trovò la cassetta nellabitacolo della sua auto,
appena uscì dalla sede dei Guerrieri Solitari.
- Non se ne sorprese più del dovuto.
- Chiunque fosse stato, aveva fatto un lavoro pulito: nessuna
forzatura alle portiere, nessun vetro rotto, niente di niente
Forse, era un
fantasma..
- Da tono metallico della voce che aveva sentito in quel lurido
vicolo, era unipotesi più che plausibile.
- Infilò la cassetta nellautoradio e si allontanò sino ad un
ampio spiazzo di fronte ad un centro commerciale.
- La folla che entrava ed usciva, carica di borse e con carrelli
stracolmi dogni genere di cose superflue, non avrebbe mai badato a lui.
- Sospirò.
- I dati che i suoi amici gli avevano fornito erano inquietanti.
- Come Scully, non poté fare a meno di chiedersi come fosse stato
possibile per Chaterine Black, far parte di quel gruppo anarcoide.
- Ma adesso, oltre alla curiosità circa unamica, Mulder
provava anche il desiderio di capire fin dove si sarebbero spinte quelle persone.
- Possedevano realmente armi di sterminio di massa ?
- Cera davvero " qualcosa denorme" come aveva
ipotizzato il suo misterioso contatto, in quel vicolo ?
- Domande
sempre domande
- Nera perseguitato.
- Oltretutto, cera la faccenda della frase
riecheggiava
nella sua mente, e sentiva che alla fine lavrebbe collegata a qualcosa di preciso.
- Sfiorò il tasto digitale ed attese.
- La solita, distorta voce metallica.
< Vice-direttore Mulder
vedo con piacere che il suo
intuito ha agito nella direzione giusta. Mi scuso per non essermi presentato di persona,
ma il clima è ancor più pesante di poche ore fa
I Pretoriani sono pronti a
colpire, o hanno già colpito in diverse città dAmerica. Inizialmente il loro piano
le sembrerà caotico ed insensato, come colpire nel mucchio, ma poi assumerà connotazioni
precise. Essi intendono utilizzare larma in una di queste sedi: Palazzo della CIA a
Washington, palazzo dellFBI, sempre a Washington, Pentagono in Virginia
Il
costo delle vite sarà spaventoso e non rallenterà la loro determinazione. Si tratta di
fanatici, senza scrupoli morali. Se lo metta bene in testa. La donna che conosceva come
Chaterine Black, non esiste più. E stata forgiata ad una causa specifica e non
esiterebbe ad ucciderla, se le fosse ordinato di farlo. I Pretoriani sono sempre
sfuggiti ai pedinamenti della CIA o dellFBI, grazie a
connivenze interne. Si
tratta desponenti federali ai più alti livelli. Rammenti che
.il cane è il
miglior amico delluomo, ma non il mastino ! Il mastino spesso morde
Trovi il
modo di consultare gli archivi degli Xfiles e colleghi i fatti
Potrebbe avere pochi
giorni di tempo. Le azioni sono a breve scadenza
Attualmente non so dove si stanno
svolgendo
Cancelli questo nastro o faccia in modo che non sia udibile da altri che
non siano il vice-direttore Scully
."
- Poi solo fruscio.
- Mulder si appoggiò comodamente al sedile.
- Riascoltò per decine di volte il nastro.
"Il cane è il miglior amico delluomo, ma non il
mastino ! Il mastino spesso morde.."
- Mastino
perché proprio un mastino
?
- Holmes
il mastino
Il mastino dei Baskerville
-
Era una sorta di cane mostruoso che aveva dilaniato delle
persone in Scozia
.
Ma Holmes aveva scoperto che si trattava di una messa in
scena
Una copertura
NON FIDARTI DI NESSUNO
Quellidea lo tormentò sino allarrivo nel proprio
ufficio.
Cercò il nome Baskerville nei files sul caso, in tutti i files
federali.
Senza successo.
Si distese sulla comoda sedia imbottita, cercando di far smettere
quel tarlo.
Poi
..è così
.se devi prendere il toro, afferralo per
le corna.
---
- New York City, Stato di New York,
- Ore 04.09 Am, Giovedì 7 Agosto
- Torniamo un poco indietro, adesso.
- E torniamo in un luogo stuzzicante della Grande Mela.
- Aubrey Dickinson è una ballerina spogliarellista di ventidue anni.
- Ha iniziato a ballare da quando aveva sei anni, danza classica, poi
moderna..
- Ha delle gambe lunghe, da fenicottero, ma non magre.
- Vita stretta, sedere sodo, seno prosperoso ma non esagerato come
quello della povera Barbara Hickins.
- Il viso è regolare, occhi scuri e penetranti, bocca carnosa,
nasino allinsù..
- Insomma è tanto bella da poter essere una modella di Vogue.
- Il suo sogno, quando dal Mide West è giunta a New York, era quello
di imitare Madonna.
- Carriera lampo e fortunata, magari come ballerina a Broodway.
- I mezzi non le mancavano.
- Era bella, ambiziosa e tenace, dotata di grinta e sapeva ballare
molto bene.
- Il suo errore fu di innamorarsi di un immigrato ispanico di nome
Manuel Rubino.
- Manuel era piacente ed era anche uno dei pochi ballerini della
giusta sponda, se ben mi capite.
- Oltretutto, cosa da non disprezzare per la bella Aubrey, aveva già
il giro giusto per i locali di Manatthan.
- Iniziarono con una passione impetuosa.
- Facevano sesso ovunque e con la più assoluta libertà e fantasia.
- Poi, dopo circa sei mesi, quando Aubrey era arrivata alla soglia
del provino per un musical di nuova ideazione, la bomba
- Manuel stava dormendo con lei, nel loro buco a numero 32 della Over
West Side, quando la porta era stata sfondata da una schiera di poliziotti.
< In piedi ! Squadra narcotici di New York ! Sei in arresto
Manuel Rubino ! >,
- aveva tuonato un poliziotto mastodontico, con stretta fra le mani
una calibro 38.
- Lei si era svegliata ed era caduta dal letto, battendo il sedere
sodo sul pavimento, terrorizzata.
- Manuel era sgusciato a terra e si era ficcato, almeno aveva
tentato, di ficcarsi in bocca un paio di bustine di "roba".
- Era crack.
- Naturalmente la bella Aubrey non né sapeva nulla, ma
tantè
- Finì in galera per un anno, come complice, ed una volta fuori, la
carriera in un promettente musical denominato Cats, era finita.
- Le restavano cinquanta dollari, ed il suo corpo.
- Il suo meraviglioso corpo di donna
- O si rassegnava a prendere lautobus per tornare a
Charlottersville, o
- Si ficcò in un locale di lap dance, di quelli tosti, e parlottando
con il barman, chiese un audizione
- Da allora erano passati quattro anni.
- Ora era famosa e lambiente era migliore di quello di un
musical di Broodway.
- Aubrey, nome darte Foxy, era fra le star dei locali hard e di
lap dance della città.
- Quando si sapeva del suo esibirsi, lincasso raddoppiava.
- Quella notte, ad esempio, aveva ballato già quattro volte.
- Un numero lesbo con la sua compagna ed amica Cindy, californiana di
ventotto anni, e tre numeri sola.
- Ora il meglio
.il locale era quasi alla chiusura.
- Rimanevano solo i più assidui, che conosceva bene.
- Il suo camerino era immerso nel caos
costumi ridottissimi e
sexy, sparpagliati in giro.
- Ma Aubrey si stava preparando per il suo cavallo di
battaglia
.
- Stava indossando il cappello da cow girl, specchiandosi.
- Si piaceva, così.
- Pantaloni in lattex rosso fuoco, stivaloni alti sino alle
ginocchia, cinturone e pistole ai fianchi, corpetto strettissimo, anchesso di
lattex, e cappello
- Gli inservienti del locale, stavano montando al centro del palco il
toro meccanico.
- Il numero consisteva nel reggersi al toro, spogliarsi nuda, e
mimare un atto sessuale su quella ruvida sella di cuoio.
- Spesso, nel farlo, raggiungeva un orgasmo affatto simulato.
- Cavalcava con le lunghe gambe strette al dorso del toro meccanico,
aprendole e slanciandole nel vuoto con femminilità esplosiva.
- Si passò il rossetto sulle labbra e bevve un sorso di lime.
- Udì la musica, "Dont tell me " di Madonna.
- Si sistemò il laccio del cappello e sbucò fuori, sul luccicante
palco del Kuky pub.
- Un applauso si alzò, spontaneo e entusiasta.
- A guardarla, almeno una dozzina di persone.
- Anche tre donne.
- Una coppia sistemata in fondo, nella parte riservata.
- Si mosse sinuosa, i muscoli accennati ma armonici, guizzavano
lucidi, sotto le luci stroboscopiche.
- Finse di sparare, si dimenò mostrando il sedere che
unapposita apertura dei pantaloni mostrava nudo, sino a quando il toro prese a
muoversi, avvolto dal fumo artificiale.
- Buttò il corpetto dal lato opposto, contro la parete a specchi del
palco.
- Slacciò la finestra davanti dei pantaloni, gettandola fra il
pubblico.
- Altro boato di applausi.
- Le piacevano, gli applausi.
- Fin da bambina, non aveva desiderato altro.
- Ora che era lì, con la topina di fuori, il seno florido che
gonfiando il petto spingeva in avanti, era sommersa dagli applausi.
- Le rintronavano la testa.
- Faceva caldo
stranamente troppo caldo
che laria
condizionata non funzionasse ?
- Slacciò il cinturone, trattenendolo con i denti, mentre la bocca
si disegnava a sorriso.
- Si mosse ancheggiando, esile e sodo corpo nudo in un mare di luce e
musica, balzando sul toro, e serrando le cosce sulla guaina in cuoio del gioco meccanico.
- Fece cadere del tutto il cinturone, tenendo una pistola con due
dita.
- Avvertì il freddo dellacciaio aggredirle il ventre ed i
seni, dove maliziosa e tentatrice, faceva scorre la canna dellarma, sino
allombelico.
- Vi sostò socchiudendo gli occhi, quasi fosse colta da un piacere
improvviso, poi appoggiò larma fra le gambe.
- Il freddo metallico della canna, le regalò un brivido intenso,
seguito il quale, però, si sentì stranissima.
- Tutto andava immergendosi in una nebbiolina violacea, che sfocava i
contorni dei visi eccitati ed ansiosi che aveva davanti.
- Fece cadere la pistola ai piedi del cilindro meccanico che
permetteva al toro di ondeggiare, e sbuffò.
- Aveva caldo.
- Sudava abbondantemente.
- Si distese sulla robusta schiena del toro, aprendo a v le gambe e
scuotendo i lunghi capelli castano chiari.
- Altri applausi.
- Grida, fischi approvazione.
- Aubrey li sentiva scivolare su di se come il sudore che le
imperlava le gambe.
- Si rovesciò in avanti, sollevando il culetto nel vuoto.
- Cadde a terra, sul pavimento duro e luccicante del palco,
sbilanciata e confusa.
- Non le era mai accaduto.
- Fece per rimettersi in piedi, quando un violento mal di testa le
trafisse le tempie, come una coltellata.
<..aiut
>, smozzicò.
- Vomitò un poco.
- Poi alzò il viso, rimanendo a terra, le gambe ad ipsilon, tremante
come una foglia.
< Hey baby
che cazzo fai ? Hai già finito il numero ?
>, disse una voce ubriaca.
- Ubriaca, come sua madre, tanto tempo prima.
- Aubrey aveva nove anni.
- Stava tornando da un saggio di danza, nel quale erano presenti
tutti i genitori delle bambine e dei bambini partecipanti.
- Lei aveva vinto il primo premio.
- Indossava ancora il tutù, ed un cappotto stretto, tremante dal
freddo.
- Arrivò sino alla casetta di due piani
- Sapeva cosa stava accadendo
lo sapeva da tanto tempo.
- Eppure, il vedere la madre ubriaca, le provocava terrore.
- Mà apparve alla soglia, i capelli spettinati, gli occhi infossati
in un rosso rubino, barcollante.
- Beveva da anni, da quando suo marito, Jerome Brown, si era
suicidato gettandosi giù da un ponte.
- Nella mano destra lamata bottiglia di bourbon.
<Aubrey
>, aveva biascicato.
- Lei tremava, scossa dalla paura e dalla vergogna.
- Le sembrava di sentire gli occhi dei vicini, che dalle finestre
socchiuse e da dietro le tende colorate, spiavano lo spettacolo, pronti a chiudersi in
casa a ridere e commentare acidi.
- Avanzò tremante come si fosse pisciata sotto.
< Aubrey
dove cazzo sei stata ? >
- Mà non ricordava che era domenica, che avevano parlato del saggio
per tutto il sabato pomeriggio, che Aubrey aveva la parte principale nel balletto ispirato
allo Schiaccianoci
.
- Niente. Annegava i ricordi e la sanità mentale nel bourbon.
<..mà
io
>
Le arrivò una sberla, cattiva, dura, data per far male.
< Non mi hai aiutata
a sistemare
cose
sei solo
una
piccola troia
. che cazzo ti ho messo al mondo a fare ? >
- Detto questo laveva afferrata per i capelli, mentre il
diploma del saggio cadeva sulle pietre bagnate del vialetto, e lì sarebbe marcito sino
allindomani, trascinandola dentro.
- Aubrey adesso era con il culo per terra, quel culo sodo e tondo,
che in molti avrebbero voluto accarezzare, la faccia coperta di lacrime,
lespressione di una drogata deroina in crisi dastinenza.
- Non capiva nulla.
- Oscar, il dj del locale, balzò giù dalla consolle, e le corse
incontro.
- Fischi e ululati, fra il pubblico.
< Aubrey, cocca
che ti senti ? >, le chiese.
<
non mi chiudi più
nellarmadio
>,
udì dalla sua bocca carnosa.
- Poi si alzò in piedi.
- La musica continuava, ma latmosfera divenne gelida.
- Nessuno trovò la forza di parlare.
- Le due donne, che si stavano baciando da quando Foxy si era gettata
in pista, raggelarono.
- La coppia si strinse contro la parete.
- Aubrey adesso era un grottesco Minotauro.
Grandi corna si slanciavano dal muso, che grondava saliva appiccicosa.
- Gli occhi
due pupille di brace viva.
- Il corpo era sempre quello incredibile di prima, ma bagnato da
sudore.
- Afferrò Oscar, scaraventandolo contro i tavoli.
- Le prime urla annegarono nella musica.
- Alle otto del mattino, quando il tenente Walter Sellers, entrò nel
pub, scendendo una stretta scala dallentrata principale, per un pelo non vomitò.
- Era
era stata una mattanza.
- Sette vittime, più la Aubrey.
- Tutto era devastato: tavolini rovesciati, bottiglie spaccate,
pareti divelte, ed i corpi
- I corpi erano ridotti a brandelli.
- Presentavano segni di colpi durissimi, quasi fossero finiti sotto
un trattore.
- E poi cera lei
- Walter Sellers conosceva il locale.
- Era poliziotto di quartiere da dodici anni
- Tranquillo, pulito
niente avance alle ragazze, solo un
divertimento spinto, nulla di più
- Cindy era appoggiata alla parete.
- Indossava ancora labito di scena, vale a dire minigonna color
argento, tacchi a spillo vertiginosi, reggiseno a balconcino che era di un paio di misure
più stretto.
- Aveva la faccia sconvolta, paralizzata dal terrore.
- Ed era il minimo, dopo quel che era accaduto.
- Walter le posò la mano sulla spalla.
< Vieni via
coraggio
>, smozzicò.
- Lei scosse il capo.
- Aubrey era ai piedi del toro meccanico, divelto dal piedistallo e
mezzo storto.
- La sua testa
.sembrava annegare nei capelli castano
chiari
era come fosse stata staccata dal collo e spaccata in due.
- Il New York Times, in cronaca quella sera avrebbe scritto:
< Regolamento di conti in un locale di New York.
In un noto club di lap dance di New York, il Kuky, si è consumata un esecuzione che
lascia i poliziotti esterrefatti. Per ora la polizia non ha voluto confermare le voci
secondo le quali, dietro alla strage ( 8 vittime orrendamente fatte a pezzi ) vi sia una
sanguinosa lotta per il controllo dei locali e del giro di spaccio e prostituzione della
zona
>
***
CAPITOLO DIECI
- Sede dellFBI di Pittsburgh, Stato della
- Pennsylvania, Ore 10.05 Am, Giovedì 7
- Dana Scully camminava nervosamente per la sala antistante
lufficio del vice direttore della sezione della Pennsylvania, ora fissandosi le
scarpe, ora fingendo interesse alle targhe appese alle pareti.
- Si fermava sempre nel medesimo punto, a pochi metri dalla porta
dellufficio, incrociando le braccia e sbuffando.
- Le dieci erano già passate.
- Avrebbe voluto maggiore celerità, per mettere al sicuro Jordan,
sbrigare quel che cera da sbrigare e tornare da Fox.
- Dal tono della sua voce, Scully aveva compreso che Mulder aveva
bisogno di lei
- Ma il vice-direttore della sezione della Pennsylvania, sembrava si
divertisse, a farle perdere tempo.
- Si appoggiò alla parete, con le braccia incrociate, accanto al
petto.
- Aveva una voglia viscerale di sentire Mulder
ma si costrinse
ad osservare il divieto di chiamarlo con il cellulare.
- Alla fine la sinuosa segretaria, apparve alla soglia, sorridendo
dietro le spesse lenti che le permettevano di vincere la miopia.
< Vice-direttore
>, le fece cenno.
- Scully sospirò.
- Aveva dimenticato quanto fosse lungo il farsi ricevere da un
vice-direttore
- Entrò, abbozzando un vacuo sorriso.
- O.J.Richards era seduto dietro alla scrivania, elegante e sobria.
- Montava degli occhiali dalla lega in metallo, del tutto simili ai
suoi.
- Era un afroamericano sulla cinquantina, corti capelli grigi appena
ai lati della testa, collo massiccio, labbra carnose.
- Vestiva elegante, ma non in modo esagerato.
- Fece cenno a Dana di sedersi.
- Il condizionatore era al massimo.
- In più, sul lato opposto alla scrivania, un grosso ventilatore
issato su un piedistallo, cercava di smuovere laria opprimente del mattino.
< Mi scusi lattesa, Scully
Ma ho pensato che le
sarebbe stato daiuto inoltrare direttamente la richiesta allufficio del
tribunale dei minori
ho pensato di porre in evidenza lurgenza della cosa, come
mi aveva espressamente faxato ieri sera
>
- Scully si sciolse un poco.
- La diffidenza che aveva imparato da Mulder, arretrava leggermente.
<
il tribunale ha garantito un legale ed un tutore dei
minori, per la giornata di oggi pomeriggio
credo che di più, non era possibile
fare
>
- Alzò lo sguardo e sorrise.
- Dana ricambiò quel sorriso.
< La ringrazio
.le confesso che
avevo interpretato
questattesa come un rifiuto
O come una perdita di tempo!>
Lui posò la stilografica dal pennino doro sul portapenne.
< Ho letto il fax questa mattina
per sua fortuna ero
libero da impegni gravosi.. Quindi ho deciso di riceverla immediatamente
Anchio
ho avuto
delucidazioni sulle nuove disposizioni anti terrostiche
dellFBI
>
< Quella bambina non può rimanere in
quellistituto
la sua vita corre dei seri pericoli e
>
Il telefono trillò.
Richards rispose.
In quel breve lasso di tempo, un paio di minuti, nel quale si svolse la telefonata, Scully provò una sorta di brivido inconscio, che non seppe comprendere del tutto.
Deglutì.
Non appena egli riappese e azionò linterfono per avvisare la segretaria, Dana si rese conto che leuforia iniziale era già svanita.
< Qualche problema ? >, chiese istintivamente.
< E attesa al piano superiore
ufficio 6B
il
primo a sinistra, uscendo dallascensore
.>
- Lei annuì.
- Il tono era già diventato freddo, come se Richards avesse compreso
che Scully era un elemento anomalo della struttura federale, e che occorreva prenderne le
distanze al più presto.
- Si alzò, scostando la sedia imbottita e sporgendosi verso la
scrivania, disse:
< I documenti
>
< Non le servono
è solo un colloquio informale
>
Si spostò i capelli dietro lorecchio destro.
< Posso sapere
almeno con chi debbo parlare ? >
<
ah, si
vice-direttore Jodie Newmann, della
disciplinare
>
- Scully annuì.
- Uscendo dalla sala, molti pensieri si accavallarono nella mente.
- Possibile che le sue mosse e, di riflesso quelle di Mulder, fossero
state scoperte così presto ?
- La sezione disciplinare
faceva capo a Kersh
ed era una
brutta gatta
.bruttissima
- Non che temesse per la sua carriera.
- Quel genere didee erano svanite dal primo anno, alla sezione
Xfiles.
- Era la moneta da puntare
se non si mettevano in conto quei
rischi, meglio era lasciar stare del tutto..
- Ma ugualmente quel colloquio inquietava.
- Jordan
se non le fosse stato possibile aiutarla ?
- Se il bureau si fosse messo in mezzo ?
- Salì sullascensore, immersa in mille considerazioni.
- Giunse alla soglia dellufficio e bussò con due dita.
< Prego
>
- Lufficio era arioso e illuminato da una grande finestra posta
sulla destra.
- Le aveva aperto la stessa Newmann e Scully la squadrò con aria
interrogativa.
- Quella donna non le era piaciuta sin da subito, ed ora ripensò se
fosse stato proprio un caso, che si fosse seduta accanto a Mulder e a lei.
< Mi scuso per lurgenza del colloquio, vice-direttore
Scully
ma ci sono cose che lei deve sapere
>
- Dana non calava la linea difensiva.
- Si sedette di fronte alla donna, accavallando le gambe e
sfiorandosi il labbro inferiore con un dito.
<
riguardo a cosa ? >
- Jodie si sporse in avanti, scostando appena una cartelletta
sistemata alla propria destra.
- Il rumore dellaria fredda gettata fuori del condizionatore,
accelerava il fastidio, come un sottofondo sbagliato.
< Immagino che non urterà la mia intelligenza, nascondendomi i
motivi del suo.. viaggio qui a Pittsburgh
>
Scully si inumidì appena le labbra.
< Sono forse sotto inchiesta ? Dal modo nel quale mi porge le
domande, ho motivo di credere che mi sospetti di qualche reato federale
>
- Jodie sorrise.
- E quel sorriso provocò in Scully, ulteriore diffidenza.
<
posso capire la sua
prudenza
ma mi
ascolti
Chaterine Black non è colei che immaginate
>
Dana sollevò appena il sopraciglio, come fosse sorpresa a metà,
da quel dialogo.
< Non so di che parla
>
La Newmann si abbandonò sulla sedia, gettando lo sguardo al
cielo.
< Non le chiedo di fidarsi delle mie parole
solo dei fatti
che le esporrò
Chaterine Black sta servendo il proprio paese in
modo
ammirevole
. Deve capire che..quel gruppo terrorista, I Pretoriani, è
sempre sfuggito ad ogni tentativo di cattura, di indagine, da parte del governo ! Dal 1988
ad oggi, abbiamo raccolto pochissimo, a livello di informazioni, e la cattura del loro
capo spirituale, August Kendall, fu un fatto più
pubblicitario, che altro. Non ha
mai collaborato con noi, non ci ha fornito un nome, una data, un riferimento
.è come
indagare sulle triadi cinesi
Impossibile, se non si hanno complici
allinterno
>
Scully parlò con lentezza, scandendo le parole.
<
non vedo cosa
possa centrare io
.>
La Newmann mise sulla scrivania, dopo aver aperto la cartelletta
di pelle nera, il documento.
<
si richiede il trasferimento della giovane Jordan
Black
Attualmente la bambina si trova ospite di un istituto per linfanzia, qui
a Pittsburgh
Devo continuare ? >
- Dana si alzò di scatto.
- Fu un gesto nervoso ed istintivo, ma che non trattenne.
< Mi avete controllata ? Sono sotto sorveglianza
? Ma come
vi permettete ? Sono un vice-direttore federale come lo è lei, Newmann
Non tollero
di
>
La Newmann prese un tesserino, mostrandolo a Dana.
< Io non sono un vice-direttore dellFBI
Sono un capo
sezione della CIA
>
- Scully le strappò di mano il tesserino, scrutandolo.
- Poi lo rigettò sulla scrivania, fissandola con aria truce.
< Non cambia nulla ! Anzi
forse è anche peggio! Non ho
alcuna intenzione di collaborare con voi
si tolga dai piedi!>
Jodie ripose il tesserino nella cartelletta.
< Mi lasci continuare
prego ! Immagino si chiederà del
perché sia stata presente ad una riunione fuori ordinanza
e del perché, se è vero
quel che le dico, che il direttore dellFBI abbia diffuso la foto di Chaterine Black
con il rischio di far saltare la sua copertura
>
- Scully tacque.
- Non credeva ad una parola, ma sentiva che era giusto sapere cosa
stava per dirle, quella donna
- Solo conoscendo i fatti, o almeno la loro versione da parte del
governo, era possibile agire.
< Chaterine Black fu contattata da " I Pretoriani",
dopo la morte del marito
Essi credevano che
il sacrificio eroico
dellagente federale Frank Black per motivi di servizio, avesse
in qualche modo
coinvolto la moglie a livelli
superiori alla media. Consideravano lagente
Black un ribelle al sistema, un elemento che si fosse
spinto troppo in la, alla
ricerca delle verità nascoste dalle strutture federali.. Dovrebbe capire di che
parlo
>
- Nuovamente Dana si alzò, decisa.
- Arrivò a sfiorarle il viso.
< Non si permetta di giudicare Mulder
sono stata chiara ?
Lei non sa nulla del nostro lavoro
di quel che è Mulder
>
< Non avevo questa
intenzione
glielo giuro ! Ora
vuole abbassare la guardia e starmi a sentire ? >
Scully annuì debolmente.
< Chaterine parlò di questo gruppo con lFBI e di
riflesso, anche con noi.. Le spiegammo limportanza di avere un soggetto che ci
fornisse informazioni su quei terroristi, sui loro obiettivi, sugli uomini che ne fanno
parte
Abbiamo saputo molto di più in questi mesi, di quanto non ci sia riuscito in
anni dintelligence
>
< Non dovevate farlo ! Non eravate alle prese con un agente
federale o dei servizi segreti
Non vi siete curati dei rischi ai quali lavete
sottoposta ? Al fatto che è madre di una bambina ? Come avete potuto farle correre
pericoli simili ? >
- Jodie Newmann serrò le labbra.
- La voce le uscì sibilante e aspra.
< Abbiamo considerato ogni dettaglio
.Sappiamo che I
Pretoriani sono in possesso darmi di sterminio di massa ed intendono usarle ! Crede
che basti come motivazione ? O vuole un secondo Ground Zero ? >
- Dana non mutò espressione.
- Aveva di fronte una donna enigmatica e non le occorreva tutto il
suo intuito per capire che cera altro, dietro quelle parole di facciata.
<
se le informazioni di Chaterine Black erano così
importanti
mi spieghi il motivo della diffusione della sua foto al briefing
informativo di ieri !! >
Si sfiorò i capelli con nervosismo.
< Ci stavo arrivando
le ricordo che non eseguo alcuna
direttiva, informandola.. In pratica, le sto facendo un favore
quindi veda di
moderare il tono, Scully ! >
< Vice-direttore Scully, prego ! >
- Sbuffò.
- Si accese una sigaretta, una Diana di quelle lunghe e strette,
aspirando con calma.
- Soleva farle vincere il nervosismo.
<
sappiamo che qualcuno, allinterno dellFBI,
fiancheggia e fornisce copertura ai Pretoriani ! Per mesi abbiamo cercato quel grado di
connivenza, ma senza successo ! Pensammo che
esporre Chaterine ad una pubblica
denunzia, sarebbe potuto servire a smascherare il "contatto" con i vertici
federali ! Purtroppo è accaduto quel che non immaginavamo: lei e il vice-direttore Mulder
vi siete attivati, indagando ! Mi complimento con voi
non ho idea di come abbiate
scoperto dove si trovava Jordan, ma
>
- Scully fu attraversata da una smorfia dira.
- Una ruga si disegnò al centro della fronte.
< Sa cosa le dico ? Secondo me avete gettato lamo a
vuoto, sperando di cogliere nel segno, non curandovi dei rischi ai quali state
sottoponendo Chaterine Black e sua figlia ! Magari avete anche sospettato di me e di
Mulder
.>
La Newmann si sporse in avanti, decisa.
< Adesso basta, vice-direttore ! Sospettiamo di chiunque ! Non
possiamo continuare a vivere nella morsa del terrore ! I terroristi debbono essere
stroncati ! >
- Dana si rimise in piedi.
- Si appoggiò decisa alla scrivania, i palmi aperti, le braccia
tese, la bocca tremante dalla rabbia.
< O forse cercate la rivincita sullundici Settembre ?
Cercate un colpo a sorpresa che vi illumini ai flash dellopinione pubblica, che
faccia dimenticare la figuraccia patita con Al Qaida
..Non è vero ? >
- Jodie aspirò con gusto la sigaretta.
- La fece scorrere sulle labbra, sino a sistemarla ad un angolo della
bocca.
< Lei è un dirigente federale, in nome di Dio ! La smetta di
vedere paranoici complotti ovunque e si decida a servire le istituzioni ! Siete fuori dal
caso ! Lei e Mulder dovete tornare alle scartoffie delle quali vi siete occupati sino ad
ora, mi sono spiegata ? Non intendo gettare mesi di lavoro per colpa di due
cavalieri
erranti ! >
- Erano vicine, tanto vicine da sentire reciprocamente i loro
profumi, del delicato aroma alla pesca di Scully, al penetrante Chanel n°5 di Newmann.
- I loro occhi mandavano segnali freddi e di sfida.
- Nessuna delle due sarebbe arretrata di un millimetro.
< Lei non ha giurisdizione su di me
non è un mio
superiore ! Proseguirò le indagini che ritengo opportune, nel modo che ritengo opportuno
! Ora
se permette, io e il vice-direttore Richards abbiamo del lavoro da sbrigare !
>
- Il direttore esecutivo della CIA spense con rabbia la sigaretta.
- Aveva davanti un osso duro.
< La bambina resta dovè..! Le mie influenze sul
tribunale minorile e sugli organi competenti sono di molto superiori alle sue, Scully !
Metta la testa a posto e si tolga dai piedi ! >
Dana picchiò, rabbiosa, il pugno sul tavolo.
< Lei crede di poter giocare con la vita di una bambina
ma
si sbaglia ! Se dovesse accadere qualcosa a Jordan
la ucciderò con le mie mani, sono
stata chiara ? >
- Uscì, sbattendo la porta.
- Non appena fu sola nel corridoio, Scully sbuffò irritata e
nervosa, cercando di riprendere il controllo.
- Non avrebbe abbandonato quella bambina, per nulla al mondo.
***
CAPITOLO UNDICI
- Carcere federale di Bethesda, Maryland,
- Ore 01.35 Pm, Giovedì 7 Agosto
- Il carcere federale di Bethesda era un immenso settore dominato da
unaltissima torre dosservazione, in cemento armato.
- Due fila di cancellate elettrificate, con alla sommità chilometri
di filo spinato, e decine di torrette dosservazione, lo custodivano gelosamente.
- Lentrata principale, dalla quale sfrecciavano cellulari della
polizia e auto di servizio, era uno stretto corridoio circondato da sbarramenti, cavalli
di frisia e guardie armate.
- Fox Mulder lo superò masticando lentamente, con aria quasi
assente, un seme di girasole.
- La struttura principale, quella che ospitava sino a duecento
detenuti, era situata sul lato ovest del complesso, alla destra della grande torre.
- Gli uffici lavorativi, delle guardie e degli impiegati federali,
era invece sul lato opposto.
- Mulder parcheggiò nel settore giallo, esibendo il passi ad un
agente sistemato nellentrata del parcheggio.
- Il carcere era di nuova costruzione, fine anni settanta.
- I servizi, le docce, i bagni, le sale di ritrovo e di ricreazione,
erano puliti ed efficienti.
- Quel carcere dava lidea dellefficienza
governativa
ma ospitava pur sempre fra i peggiori criminali dello stato.
- Cerano assassini, rapitori di bambini, serial killer
- Mulder arrivò con tutti i permessi già firmati dallFBI di
Washington.
- Come vice-direttore federale, aveva ottenuto quel che gli
interessava con maggiore sollecitudine, rispetto al suo passato dagente.
- Ma era un passato che Fox rimpiangeva enormemente.
- Quella vita paludata, fra moduli da compilare, richieste da
inoltrare, files da controfirmare, non faceva per lui.
- Parlottò per una mezzora buona con il direttore, ottenne un
paio dagenti di scorta e finalmente prese a dirigersi verso la struttura.
- Controllò per quasi tre volte la destinazione: settore UB, piano
terra.
- Arrivò sino alla sala dinterrogatori, fermandosi ad un
distributore dacqua.
- Bevve con avidità e si accomodò.
- La sala era uno stanzone enorme, lungo quasi venti metri, dominato
da un gigantesco tavolo che lo tagliava in due, da est ad ovest.
- Il tavolo era fissato con una serie di ganasce a terra, ai muri,
sino alla parte superiore, in plexiglas.
- Su lato del vice-direttore, una fila di sedie comode ed imbottite,
dal lato opposto, spartane e metalliche, sempre fissate al pavimento.
- Microfoni circolari, uno ad ogni posto, sembravano curiose facce
imbronciate, in fila indiana.
- Mulder provò e riprovò il microfono, accendendo la spia rossa,
sino a quando la porta sul lato opposto della sala si aprì.
- August Kendall era al centro di due guardie, indossava
luniforme arancione dei carcerati, delle catene spesse e lunghe, che terminavano
alla cintura.
- Fu liberato da esse solo dopo che si sedette al posto numero sette,
di fronte a Fox Mulder.
- Era un uomo sulla cinquantina, tratti regolari, capelli scuri,
piccole ed accennate rughe sulla fronte e sugli zigomi.
- Prese a picchiettare sul proprio lato del tavolo, con dita grosse e
nodose, unghie curate, movimenti nervosi.
- Gli occhi
sembravano poter penetrare di là dal vetro, nel
cranio di Fox ed oltre, sino ad uscire allaria aperta, nel cielo azzurro e splendido
di quel pomeriggio.
- Occhi freddi e intensi, da assassino ma anche da uomo
dobiettivo fascino.
- Nessun segno particolare, nessuna cicatrice, solo zigomi alti,
mascella pronunziata, naso appena aquilino.
< Lei devessere il quinto
anzi mi correggo, il sesto
vice-direttore federale che vuol parlare con me, da quando mi hanno rinchiuso ! Non le
dico nemmeno più quanti agenti, dellFBI, della CIA, o di alti servizi segreti
militari i paramilitari, ho incontrato ! Sono una celebrità
>
- Il tono era deciso, ironico ma non scherzoso.
- Quelluomo non aveva paura di nulla.
- Abbassò appena il capo, prendendo fiato.
< Non posso che ripeterle che in qualità di prigioniero
politico, mi appello alla mia libertà ideologica e mi rifiuto di rispondere alle sue
domande ! Non è che un servo, un servo di uno stato opprimente, di una finta democrazia
assassina e liberticida ! Vi colpiremo sempre e comunque ! >
- Mulder masticò un seme e sorrise.
- Nulla di più di quel che si attendeva.
Nel recarsi a Bethesda, aveva spulciato vari files sugli interrogatori di August Kendall
ad opera dellFBI e della CIA
- Granitico, di pietra, incline allironia e alla difesa
paranoica dei propri ideali.
- Quelluomo non avrebbe mai parlato, nemmeno se gli avessero
messo davanti la testa di sua madre.
- Ma forse bastavano le parole giuste..
- Mulder masticò un seme di girasole, attivando il microfono.
< Gli Ebrei non sono persone che si possono accusare per niente
! >
- August Kendall parve irrigidirsi.
- Si accostò al microfono, fissando Fox negli occhi blu.
< Il cane è il miglior amico delluomo ! Ma non il
mastino
>
Mulder sorrise.
< Il mastino spesso morde ! >
Lui smise di tamburellare sul tavolo, schiarendosi la voce.
< Sei tu il mio "contatto" ? >
Mulder si tolse la buccia del seme con la punta delle dita.
< Non ho intenzione di mentirle, Kendall
Lei è troppo
intelligente perché abbocchi ad una mia eventuale trappola ! Non sono un suo
fiancheggiatore, non intendo esserlo ! Ma queste frasi mi sono state dette
e credo
sia per capire qualcosa
E sono certo che lei è il solo che possa dirmi cosa ! >
Fece cenno ai due poliziotti che stavano alle sue spalle.
< Li mandi via
>
- Mulder si alzò.
- Uscì dalla stanza, ed accese linterfono, parlando con le due
guardie carcerarie.
- Quando rientrò, loro stavano fuori, accanto al corridoio che
conduceva alle celle.
- Si risedette, pescando nella busta con i semi.
< Sono via ? >, chiese Kendall.
< Tutto quello che ho potuto fare è di farli uscire dalla
stanza
siamo pur sempre in un carcere federale ! Che mi vuol dire, Kendall ? >
Spense un sorriso, quasi fosse fuori posto.
< Non ho idea di chi sia
Fox Mulder
>, scandì
leggendo il tesserino del vice-direttore federale,
< ..ma
se è al corrente delle frasi, è giusto che sappia
! >
Si accese una sigaretta, sfregando il cerino contro i pantaloni
della divisa.
< Deve sapere che esiste unoligarchia, al potere di
questo paese ! Una ristretta cerchia, che persegue i propri interessi, il proprio scopo
primario ! Non parlo del Presidente o di quei burocrati che sono seduti al
Congresso
ma di una
confraternita, di una dozzina dindividui che
regge lo scettro ! >
Fox spezzò un seme sotto i canini.
< Il governo dei dodici è una delle leggende metropolitane
più diffuse ! Da sempre si vocifera di questa sorta di
governo ombra che avrebbe
tirato le fila dappertutto
>
Kendall annuì.
< Questa oligarchia, ha il pieno, assoluto controllo dei
servizi segreti, dellFBI, della CIA e degli organi di stampa della nazione ! >
Fox sorrise.
< Un po troppo paranoica, come versione
>
Kendall si guardò attorno. Fu uno sguardo rapido e preciso,
carico di tensione.
<
mi stia bene a sentire. Sino allautunno del 1986,
ho fatto parte del settore ICM dellesercito ! Sa di che parlo?>
Fox scosse la testa.
< Si tratta della sigla che identifica lIntelligence
Control Minds
Una sorta di servizio allinterno della nazione, che si occupa
degli aspetti segreti di una guerra: coperture per gli infiltrati, gruppi logistici,
azioni di disturbo, rifugio dei collaborazionisti, controllo delle notizie e delle
informazioni in tempo di pace ! LICM è capace di insabbiare qualsiasi
notizia, qualsiasi prova, tutto quello che possa nuocere al governo o ad operazioni che la
stampa deve ignorare. Fummo noi, nel 1980, a favorire lascesa di Saddam Hussein in
Iraq
>
- Mulder si sfiorò le palpebre.
- Finse scarso interesse, mentre in realtà annotava ogni cosa nella
sua memoria fotografica.
< Un giorno, mi fu
esplicitamente detto di controllare i
movimenti di una sedicente setta filo religiosa
.il compito del governo era sapere
se
questa setta aveva infiltrati politici pericolosi, sovversivi.. Agimmo con la
solita professionalità. Scavammo fra i componenti di quella minoranza, fin al 5 Ottobre
1986
Lì accadde
>
Mulder si stiracchiò sulla sedia.
< Ha visto il Messia ? >
- Lironia copriva lenorme interesse che Fox provava e che
intendeva mascherare, per non apparire debole nei confronti di quelluomo.
- Doveva ricordarsi ogni minuto che era un pericoloso terrorista
assassino.
- Kendall non sembrò toccato dallapparente disinteresse del
vice-direttore.
< Conobbi una donna
la fondatrice spirituale del
messaggio
Colei che aveva il contatto con le forme superiori che animavano il gruppo.
Tutte cazzate, sia chiaro ! Quella donna era unesaltata, incapace di cogliere il
segreto di ciò che aveva fra le mani
Ma io no ! Io lo afferrai immediatamente !
Il
segno dellavvento di una nuova era ! >
Fissò Mulder, che tradì una smorfia di interesse.
< Alieni ! Extraterresti, Mulder ! Il modo
spirituale,
psicofisico di poter.. agire, parlare, fondersi con essi ! >
- Fox deglutì.
- Ripensò a mille cose, tutte lontane come unera dimenticata,
eppure vicinissime per lui.
< Da quel giorno, indagai
superai il muro di bugie che il
governo aveva innalzato per ingannare il popolo americano
E scoprii che le persone
per le quali lavoravo, cingannavano..Cospiravano con esseri orrendi, che miravano a
distruggere il mondo, ad eliminare miliardi di vite
Occorre che il popolo si ribelli
a questi tiranni
che li smascheri, li distrugga..Mi diedi alla macchia nel 1987
e mi adoperai per creare una forza
un gruppo che si opponesse a questi eletti
.!
>
- Mulder socchiuse le palpebre.
- Lo fissò, scrutandone ogni minima mossa, come intendesse mandarlo
a memoria.
< Bella storia
mi dia un solo indizio per cui dovrei
crederle ! >
Kendall si gettò allindietro sulla sedia.
< Un motivo che mi permetta di capire perché ha fondato un
gruppo terrorista assassino, Kendall ! Uno solo ! >, disse Fox, serrando le labbra.
Sorrise.
<Arriverà il giorno del giudizio, Mulder
e solo un uomo,
sarà in grado di fermarli >
- Fox barcollò allindietro.
- Si alzò di scatto dalla sedia, spaventato.
- Quella voce
quei suoni
- Non era nulla di mai udito prima, ma
incredibilmente,
impossibilmente, li capiva.
< Dove
dove ha trovato questo
tipo di alfabeto ?
>, domandò, scosso.
August Kendall scosse la testa.
< Mi dia la sua fedeltà, Fox Mulder
Mi giuri con il
sangue sul mio sangue che darà anima e corpo alla causa, e le dirò tutto
ogni
cosa
quel che ha sempre cercato
Quello che il mondo teme
e che presto
diverrà realtà ! La data ! Il posto ! Linizio dellApocalisse ! >
Fox prese il sacchetto di semi, quasi strappandolo dal tavolo.
< Lei è solo un fanatico assassino ! >
August si appoggiò al tavolo, con i palmi aperti, sporgendosi
contro la lega antiproiettile del divisorio.
< No, io so ! So cosa ci aspetta
cosa attende il mondo ! E
la sua falsa, menzognera democrazia, si batte per coprire lo sterminio di cinque miliardi
di persone ! Mi aiuti a distruggere questo cancro, ad estirparlo
! E la verità sarà
libera ! >
- Mulder uscì, senza voltarsi.
- Tremava come poche altre volte nella sua vita.
- Poiché, fra tutte quelle parole farneticanti, aveva
capito
.aveva letto larrivo della più grande delle catastrofi.
***
CAPITOLO DODICI
- Covo de " I Pretoriani"
- città di Washington, Ore 12.09 Pm
- Giovedì 7 Agosto
- Il suono della sirena, attraversava laria, con toni
malinconici.
- Chaterine stava seduta, le gambe nude sul tavolo, fissando fuori
della finestra.
Poteva scorgere solo una parte di un cantiere edile, che procedeva alla costruzione di un
grattacielo.
- Le gru si muovevano innaturali, con le grosse braccia che fendevano
laria, il cielo azzurro..
- Sotto, camion, caterpillar, betoniere, una gigantesca trivella,
operai in movimento assiduo.
- Lo scheletro di parte del grattacielo era stato già edificato, e
si ergeva come una struttura futuristica e ardita, pronta a sfidare Dio.
- Ma lei non notava nulla di tutto questo.
- I suoi occhi erano persi nel vuoto, viaggiavano sino a Pittsburgh,
da Jordan
- La vedeva giocare con le costruzioni, la Barbie, oppure scrivere un
tema, arrossata in viso dopo una corsa a perdifiato
- I pensieri erano fissi, dalla riunione del mattino
- Fissi, assidui
continui
- Come fuggire ?
- Come rivederla ?
- Si sfiorò il coltello dassalto, ancorato alla cintura, sulla
destra.
- Lappartamento era grande, in pratica un loft allultimo
piano del caseggiato di otto, proprio di fronte al cantiere.
- Costava una fortuna daffitto, ma il misterioso socio di Rob
Yumakjck non si è mai fatto problemi, per quel genere di cose.
- Chaterine non ha avuto contatti con lui che superassero i cinque
minuti.
- Lo ha scarrozzato a svariati incontri, negli ultimi due mesi, e
sempre con quel tipo immerso nella penombra
- Tradiva solo un forte accento estero
.ma non sarebbe stata in
grado di dire di quale nazionalità.
- Si alzò, fingendo di stiracchiarsi annoiata.
- Si era tolta gli anfibi militari e le calze, dando respiro ai piedi
sudati e quasi cotti dal caldo.
- Rabbrividì, dimprovviso.
- Rammentò le placide serate davanti alla TV, aspettando che Frank
tornasse
- Dio, quanto avrebbe voluto tornare indietro !
- Si sfiorò la fronte.
- Non aveva mangiato nulla.
- Rob era svanito dallincontro nel vagone merci, ed il suo
silenzio non le piaceva.
- Di certo aveva comunicato la cosa al socio misterioso o a
Kendall
- In entrambe le circostanze, si trattava di un problema rognoso, che
la riguardava personalmente.
- Chaterine sapeva che possibili dubbi od incertezze sulla meta
finale, si sarebbero conclusi con la sua eliminazione.
- Ma adesso, pensava solo a sua figlia !
- Le si strinse lo stomaco, ricordandola.
- Andò in bagno, bagnandosi il viso con un palmo dacqua, nel
medesimo istante in cui Morbie tornava dal giro intorno alledificio.
- Sputò una gomma dalla finestra e chiamò:
< Chaterine
>
Lei mise il faccino fuori delluscio, sbuffando:
< Dovresti usare 28-D
il nome dazione
>
- Non era una battuta.
Si sentiva come un oggetto, un numero qualunque, insignificante
- Se non avesse visto di persona, quellalfabeto
quelle
parole
se non si fosse resa conto personalmente delle bugie del governo
- Scosse la testa.
- Morbie si sedette pesantemente sul divano.
< Non siamo sempre in missione
Cristo siamo diventati
paranoici sino alla follia ! Rob vede nemici dappertutto ! >
- Uscì, sfiorando il coltello.
Scivolò sinuosa sino alle spalle massicce di Morbie.
- Fuori la gru emetteva il solito, monotono rumore.
< Forse ha ragione
>
Lui scosse il capo.
< I tempi erano migliori, con Kendall
e prima che il russo
facesse uso di quella merda ! Gli brucia il cervello
ma come cazzo fai a stare
insieme a lui ? >
Chaterine afferrò il manico del coltello.
< Sai come ragiona il russo
prende quel che
vuole
>
- Ancora parlava lentamente, ma il cuore le batteva forte.
- Fuggire
andarsene adesso, che era sola con Morbie
- E poi ? Avrebbero ucciso Jordan solo per farle un dispetto,
fargliela pagare
- Slacciò la fibbia.
- Morbie si accese la sigaretta e aspirò lentamente.
- Disse, senza mutare tono:
< Non lo fare ! >
Chaterine si bloccò, tolse la mano dal coltello, indietreggiando
contro la parete.
<
io
di che parli ? >
< Volevi infilarmi quello spiedo nella schiena, ma non ci
saresti nemmeno arrivata vicino
ti avrei spezzato un polso e rotto il collo, con due
mosse ! Sei brava
>
- Sentì un colpo al cuore.
- Era
troppo bella, Chaterine
<
ma non sei alla mia altezza ! >
Si alzò e la vide tremare.
Per la prima volta da mesi, da quando aveva aderito al gruppo, Chaterine tremava.
< Che ti sei messa in testa, Caty
>
- Lasciò la domanda in sospeso, quasi esortandola a rispondere.
- Lei caracollò sino al tavolino, accendendosi una sigaretta e
aspirando con nervosismo.
- Le tremava fra le labbra.
< Vedere mia figlia ! Vedere Jordan
.è mia figlia,
capisci ? >
Morbie si cavò di tasca il coltello dassalto, la cui lama
brillò fredda, alla luce del sole.
<
Morbie
per favore
.fallo per mia
figlia
ti chiedo solo di lasciarmi andar via
>
Piangeva
non laveva mai vista piangere, mai
< Se scappi
a chi credi spezzerà losso del collo
Rob ? Non posso lasciarti andar via
Non adesso
.>
- Il telefono suonò, e i nervi di Chaterine parvero schizzar via.
- Si strinse alla parete, tremando.
- Sapeva che Morbie poteva farla a pezzi
era un semplice agente,
ma era più abile di lei, nella lotta.
- Le avrebbe staccato la testa con un pugno, se avesse voluto.
< Si ? >, disse con il vocione roccioso di sempre, tenendola
docchio mentre rispondeva alla chiamata.
Era Rob.
< Ho parlato
è arrivata una brutta storia, Morbie !
Davvero brutta ! A Pittsburgh è un casino
.un casino con in mezzo i tirapiedi
Ci manca solo di incasinare tutto con lelemento J e siamo a puttane !
Ammazzala
Disfati del corpo
poi provvederemo a sua figlia ! Capito ? >
- Morbie annuì.
- Riappese.
- Fissava Chaterine Black con occhi di sempre.
- Ma lei, sfiorando il coltello, naveva colto altri riflessi,
riflessi oscuri, che le avevano fatto capire tutto.
< Stai lontano, Morbie ! O ti ficco questo nelle palle ! Non mi
farò ammazzare come una gallina ! >
Morbie intrecciò le dita, con uno schiocco deciso.
< Smettila di rendermi le cose difficili, Chaterine
>
- Fece per muoversi, ma lui le afferrò deciso il polso, torcendole
il braccio dietro la schiena e spingendola contro la parete.
- Il coltello le cadde dalla mano.
< Adesso andrai a vedere tua figlia, brutta stronza ! >
- Chaterine gridò, una sola volta.
- Il cantiere continuava a lavorare.
---
- Motel RedCar, Allentown, Stato della
- Pennsylvania, Ore 08.00 PM,
- Giovedì 7 Agosto
- Faceva un caldo dinferno, in quel buco di stanza.
- Il ventilatore a soffitto non spostava un filo daria.
- Scully era distesa a letto, lo sguardo fisso nel vuoto, le palpebre
socchiuse in un falso sonno ristoratore.
- In realtà avrebbe riacutizzato la stanchezza.
- La mente era impegnata in mille e più domande
- La Newmann
.possibile che dicesse il vero ?
- Se davvero Chaterine era uninfiltrata, e conoscendola era
unipotesi da non scartare, lei stava davvero agendo nel giusto ?
Esporre Jordan
in nome di Dio era lultimo dei suoi pensieri.
- Ma doveva domandarsi il motivo, delle sue azioni !
- Agiva per il bene di Jordan, o
.o per il viscerale istinto
materno, che quella bimba aveva riacceso in lei e che adesso la perseguitava ?
- Era davvero il bene della piccola che cercava, o una sua
soddisfazione personale ?
- Chaterine, una volta adempiuto il proprio compito, sarebbe tornata
da sua figlia
Figlia
la senti crescere nel tuo ventre
ed è TUA.
- Ma Jordan
Jordan non era SUA.
- Era di Chaterine, e di Frank
.
- Ma
ma avevano un senso le frasi della bambina ?
Davvero occorreva che lei ascoltasse quelle parole ?
- Tossì
si respirava a fatica.
- Sorseggiò un bicchiere di ginger hall, freddo.
- Fissava il soffitto, facendo tintinnare i cubetti di ghiaccio.
- Si girò stancamente.
- Era spossata.
- Dallincontro con la Newmann, sino a meno di unora
prima, aveva passato tutto il pomeriggio a telefonare, a parlare con funzionari del
tribunale dei minori e a correre da un ufficio allaltro.
- Tutti con la medesima risposta.
- " Occorrono tempi lunghi"
- Occorreva vagliare, studiare, prendere visione dei fatti
- Ma
lei voleva arrivare al punto, e presto !
- Mulder, il suo lavoro, la stavano aspettando
- Avrebbe voluto stringerlo
averlo accanto
ne sentiva un
bisogno fisico, immenso.
- Guardò fuori della finestra.
- Vedeva appena un palazzo di fronte, dopo lo spiazzo per il
parcheggio.
- Nubi bianche come panna, si rincorrevano nella prateria azzurra del
cielo.
- Si tolse la camicia leggera, alzandosi.
- Andò in bagno.
- Era lindo e pulito, ma puzzava di disinfettante.
- Fece scorrere lacqua, per riempire la vasca, quando fu
colpita da una fitta tremenda alla testa.
- Barcollò, appoggiandosi alle mattonelle lisce del bagno, fino a
scivolare sul bordo esterno della vasca da bagno.
- Cadde in ginocchio.
<
che
che mi succede ? >, smozzicò.
- Il dolore
in nome di Dio, era uguale a quando
- La vista si annebbiò per poi focalizzarsi su una macchia di
sangue, grossa come una noce, accanto alla sua gamba.
- Tremò, sconvolta.
- La sfiorò con le dita
sangue fresco
- Scully chiuse le palpebre.
< Oh
Dio
Dio
ti supplico
tutto
ma non
questo
non
questo
per pietà
>
- Parlava inebetita, sconvolta dal terrore
- Le gambe non reggevano.
- Fece per alzarsi, ma barcollò nuovamente a terra.
- Udì il cellulare trillare
era Mulder
<
amore
.>, smozzicò.
- La bocca
.la bocca era piena di
sangue
Gesù
avvertiva la solita fitta al centro della fronte, oscena
- Ricordò, come fosse accaduto ieri, che quando questa fitta
iniziava, sembrava che qualcuno le stesse trapanando il cervello, sadicamente.
- Rammentò anche, in una sorta di flashback doloroso e vivo, i volti
dei medici, di sua madre, di suo fratello Bill
persino quello di Fox
erano tutti
uguali.
- Tutti volti commiserevoli, come di chi guardi un bimbo sorpreso a
fare una mascalzonata, o che si sia fatto male cadendo dalla bici
- Volti che odiava.
- Odiava la compassione, odiava il falso sorriso di sua madre quando
fingeva che fosse migliorata
che avesse
come diceva ?
- Si
che avesse una cera migliore
.Migliore di che ?
- Migliore di niente
Cancro.
- Hai il cancro..ti rode dentro, lento e bastardo, come un
tarlo
dapprima cauto, silente e tranquillo, poi affamato, vorace come la più
bastarda delle belve.
- Via
via quelle facce, quella compassione.
-
- Non voglio la compassione di nessuno ! Di nessuno !!
- Si rimise in piedi.
- Gettò uno sguardo impaurito al lurido specchio del bagno, e ciò
che vide la paralizzò dalla paura.
- Il naso, la bocca
era una maschera di
sangue
Letteralmente una maschera di sangue.
- Si sfiorò le labbra.
- Tutto sembrava immerso in una fioca luce viola.
- Caracollò sino al lavandino e prese a gettarsi palmi dacqua
fredda sulla fronte.
- Il cellulare smise di suonare.
- Si bagnò del tutto il capo, facendovi scorrere lacqua
direttamente.
- Aprendo appena le palpebre, vide lacqua che scendeva nello
scarico, dapprima rossa, quasi simile ad inchiostro di china, poi sempre più limpida,
sino a divenire trasparente.
< Dana ! >
- Si voltò di scatto.
- Jordan stava al centro della camera, fra il bagno ed il letto.
- Era
sembrava tranquilla, normale.
- Sorrideva, forse.
- Accanto a lei una seconda bambina.
- Scully era assolutamente sconvolta per ciò che aveva modo di
vedere.
- La bambina, che Jordan teneva per mano, era Alice.
- Sembravano simili, come fossero gemelle.
<
io
Alice
amore della mamma
sei
sei
tu ? >
- Perché aveva detto una cosa che sapeva essere impossibile ?
- Era
si trattava di una sorta di allucinazione.
< Vieni da me, Dana
aiutami
se non mi aiuti, finirò
come lei
>
- Era Alice a parlare, ma era chiaro che si riferiva a Jordan.
- Ora Jordan apparve cadaverica.
- Il faccino bianco, le occhiaie profonde, gli occhi
< NO ! >.
- Si ritrovò seduta a terra, in mare di sudore.
- Il ginger hall era sul comodino, il ghiaccio sciolto del tutto.
- Si guardò attorno
- Era sola
.certo che sei sola, che pensi ? Gesù
hai
solo sognato, era un sogno, un incubo
- Si tastò la bocca, ed il naso.
. sangue
cè sangue
..
- Accanto al braccio, il cellulare.
- Segnalava la chiamata
alle sette e venti
un numero
sconosciuto, certamente un apparecchio pubblico
era Mulder
- Guardò lora
le otto e dieci
-
- Sei svenuta
.svenuta con del sangue che ti scende dal
naso
- Oddio perché
perché
di nuovo ?
.era
passato
eri guarita
senza un perché, ma eri guarita
lui sapeva
perché
te lo sussurrava quando ti sfiorava, a letto, o durante un abbraccio
ma
eri guarita
non è quello
non lo è
Gesù mio
Dio mio
fai che non
sia quello
ti prego
-
- Pianse.
- Le lacrime le rigarono il viso, mischiandosi al sangue che le
arrossava la bocca, il mento, le labbra
- Non ebbe la forza di mettersi in piedi per una buona
mezzora
- Le gambe non la reggevano, i sensi erano confusi, la testa
girava
- Continuava a bagnarsi la fronte.
- Il dolore era cessato
ma in Scully cera la convinzione
che fosse accaduto molto più che un semplice mancamento, magari drammaticamente legato a
quel che le accadeva..
Ma cosa ti accade di nuovo ? E
era finita, era
scomparso, il bastardo
era tornato indietro, senza spiegazione, ma era tornato
indietro
- Si scosse.
- Prese a rivestirsi con fretta, cancellando il bisogno di riposo, di
distendersi e razionalizzare
< Jordan
.>, disse impaurita.
- Era accaduto qualcosa alla bambina
o stava per accadere
- Controllò la pistola ed uscì.
- Il pomeriggio di Mulder, invece fu meno caotico di quello di Dana.
- Fox rimase seduto per ore, in unanonima panchina del Potomac
Rive Park, fissando lallegro vociare dei bimbi e la tranquillità del giardino in
quel giorno feriale.
- Ma la mente era lontana.
- Il tono, le parole di August Kendall, erano ancora presenti, quasi
avesse parlato da poco meno di un secondo, o che la sua voce fosse una sorta di eco
lontana, che ritornava da una valle.
- Controllò lorologio.
- La cabina pubblica era di fronte alla sua panchina.
- In pratica nessuno aveva chiamato da lì.
- Un tempo, non molto lontano, ragazzine timide e desiderose di
sentire il proprio uomo, avrebbero fatto la fila
.ma adesso cera il
cellulare
- Ora il sole era calato, non picchiava più feroce fra i rami, ed il
calore dellasfalto era mitigato dal fresco respiro del verde.
- Infilò una scheda nellapparecchio pubblico ed attese.
- Nulla.
- Linquietudine lo assalì.
- Erano daccordo che si fossero sentiti
- Scosse la testa.
Smetti di essere protettivo
lei sa cavarsela
lo
sai
.
- Riprovò un paio di volte, poi desistette.
- Cosa stava succedendo a Pittsburgh ?
- Scully era impegolata in una noiosa sfilza di clausole da scanalare
per portare con se la bambina, o cera di peggio?
Per chissà quante volte, Fox aveva scacciato quelle idee, lontano da lei
- Eppure erano sempre presenti.
- Magari un rapinatore, magari un pazzo, magari un
incidente
magari qualcuno che sa e nasconde
.Ma in nome del cielo, come fai a
startene qui, a camminare nel parco, mani in tasca come un vecchio, quando
- Quando linvasione è alle porte ?
- Quando "loro" sono qui e tu lo sai ?
< No
debbo
debbo solo pensare al caso
a quello
che
serve per capire
>
- E sapeva dove trovarlo.
- Camminò con passo deciso verso la sede dellFBI.
- Sapeva da dove entrare per non dare nellocchio, ma ugualmente
si sentì una sorta di ladro.
- Un ladro
quella era casa sua !
- La sezione Xfiles era parte di lui, la sua vita
- In quei corridoi stretti e scuri, fra scartoffie ammonticchiate e
fotocopiatrici abbandonate, cera la sua anima.
- Cera la verità
Nessun altro al mondo avrebbe potuto capirne il senso, il significato
profondo
eccetto lei.
- Scully avrebbe potuto.
- Superò un cancello con il proprio passi e numero di
identificazione, entrando così nellimmenso garage sotterraneo.
- I segni del violento scontro armato che per un pelo non aveva
ucciso Scully, circa tre anni prima, erano svaniti.
- Tutto era stato riverniciato
ma il sapore, lodore di
quelle esplosioni, di quella sparatoria, era ancora vivo.
- Arrivò dal garage al seminterrato e da lì, dopo un breve respiro
profondo, nel quale immerse i polmoni nel suo vecchio alone, nel clima della sua vecchia
tana, entrò.
- Il corridoio era sempre stretto e male illuminato.
- Svoltò a sinistra.
- Ed ecco la porta
.ecco la porta, chiusa, senza scotch, con una
targhetta anonima, identica a quella di sempre: Sezione X-Files.
- Appoggiò lorecchio alla porta.
- Nessun suono. Folmer se nera andato, le sette erano trascorse
da quasi quaranta minuti
- Prese dal suo portafogli una piccola chiave tonda e fece ruotare il
pomello delluscio.
- Un colpo lo raggiunse al petto, una scarica di nostalgia, di
dolore, di soddisfazione mista a pianto.
- Il suo ufficio, il suo mondo
eccolo !
- Lo affrontò con nostalgia, paura, quasi
- Paura che
non che lo sorprendessero
.non quel genere di
paura
- Piuttosto una paura simile alla prima volta che si adoperi un
oggetto tanto desiderato, temendo di rovinarlo, di non saperne cogliere le funzioni
Dessere
ecco, dessere inadeguato.
- Inadeguato alle proprie capacità, che quel lavoro di routine stava
per affossare definitivamente
- Entrò, guardando la scrivania
il poster era stato rimosso,
ora appariva ordinata e funzionale
come piacerebbe a Dana
pensò.
- Prese a consultare gli archivi.
- I files
..gli X-Files, erano immersi nella polvere
- Nessun file aggiunto di recente.
- La memoria incredibile di Fox Mulder, aveva già compreso che non
era stato aggiunto nulla di recente.
- Nulla..
- Superò il file su Tooms, e prese quattro cartellette dal bordo
rosso, posandole sulla scrivania
Doveva cercare a casaccio
sempre che avesse trovato qualcosa
***
CAPITOLO TREDICI
- Ceewack Street 25 road, Washington,
- Ore 09.00 Pm, Giovedì 7 Agosto
- Faceva caldo e parecchio.
- Lappartamento di Hannibal Merrick, poi, aveva
latmosfera di un forno crematorio.
- Per via del caldo e della puzza.
- Lui, il nostro uomo mummia, è seduto di fronte alla tv, che sta
trasmettendo un film di guerra degli anni 50.
- Cè anche John Wayne.
- E cresciuto a birra e John Wayne.
- Adorava "Sentieri selvaggi", "Chisum" e
"Alamo".
- Del panzone con la Colt rammentava ogni scena, ogni film.
- Rise di gusto, perché adesso John stava spiegando come usare un
cicalino, che premuto emetteva un ClicClac, secco.
- Rise perché uno dei soldati americani ( il film è " Il
giorno più lungo" ), nel film, sentendo quel ClicClac, uscirà allo scoperto, e un
crucco lo farà secco.
- Forse, lidea di farlo diventare una sorta daborto
vivente, con la pelle ridotta a brandelli, devessere nata nella mente folle di
qualche generale, vedendo proprio quel film
- Cose strane della vita.
Adesso i fatti precipiteranno a Pittsburgh e li seguiremo, logicamente..
- Ma accadrà anche qualcosina di brutto anche qui, che ci aiuterà a
capire meglio che tipo è Hannibal Merrick, in fondo.
- Immagino labbiate capito, ma tantè
le cose
succedono e devo pur raccontarvele
- Allora, Merrick è seduto con lamata Bud stretta in una
deforme mano avvolta dalle bende, quando al piano sotto di lui, sinnesca una
pericolosa reazione.
- La cicciona, la Hodeker, uscì dal suo bugigattolo, imprecando.
- Il caldo, quel pomeriggio è stato feroce.
- Quasi quarantatré gradi.
- Quindi, la puzza vomitevole dellappartamento di Merrick, si
è fatta insopportabile.
- Maggiormente più insopportabile del solito, esattamente.
< Basta ! E ora di finirla ! >, imprecò.
- La signora Hodeker non ha solo il vizio di rimpinzarsi di
cioccolatini e di portare uomini laidi a casa propria.
- Beve, e anche di brutto.
- Le capita verso ogni giovedì della settimana, per strani ed
inestricabili percorsi mentali.
- Barcollò comicamente ( una boa che sbarelli alla corrente, ecco
immaginatevela così
) sin alla rampa delle scale.
- Poi emise un grugnito simile ad un rutto alcolico e prese a salire.
- I gradini, quella sera, devono essere stati sollevati poiché le
risulta difficile percorrerli.
- Comunque arrancò salendo, una bottiglia di Martini stretta fra le
dita grasse, lalito etilico, gli occhi sghembi.
< Porco
schifoso e lurido
>
- La parola che la offende di più, è proprio lurido.
- La sporcizia non la può sopportare
- Arrivò al numero cinque, bussando.
- E inesatto affermare che bussi alla porta
piuttosto dà
lidea di volerla abbattere con le zampogne che ha al posto delle braccia.
< Apri
zozzone..>, imprecò.
- Merrick girò lo sguardo con la medesima rapidità di un
serpente
- Fu uno scatto brutale, assetato di violenza e sangue.
- NESSUNO, deve rompergli i coglioni quando guarda Wayne
!!
Tantomeno quella lurida scrofa.
- Si alzò e percorse il tragitto dal divano alla porta con la goffa
andatura di uno storpio.
- Non si premunì di mascherarsi il viso, né gli occhi.
- Aprì appena luscio.
< Che cazzo vuole ? Sto guardando la tv
>, abbaiò.
- Lei farfugliò qualcosa, agitando la bottiglia quasi si trattasse
di unarma impropria.
- Hannibal sentì i muscoli vivi, pompare sotto quella scorza di
pelle appiccicosa.
- La goccia che fece uscire lacqua dal vaso, è la frase:
<..chiamo la polizia
>
- Merrick fece sibilare la mano dalla fessura, come la testa di un
cobra balzi di scatto da un fetido buco nei sassi.
- Afferrando per la scollatura del vestito la grassona, la trascinò
allinterno del proprio appartamento.
- Quel che la povera Marina Hodeker vide, era reale o il frutto
dellalcool ?
- Non ebbe mai modo di trovare la risposta, naturalmente.
- Il viso di Merrick
una maschera di carne e sangue, viva,
pulsante
.
- Gli occhi
gli occhi erano come scardinati dalle orbite.
- Uno stava in avanti, giallo e pulsante, e la palpebra lo copriva a
stento.
- Un denso, schifoso liquido nero cola da un lato.
- Laltro è fisso, pare di vetro, e raramente emette spiragli
di luce viva.
- Il corpo
sembra un pupazzo danatomia, uno di quei
disegni appesi nelle aule tanto care a Scully ( adesso Dana sta guidando con gli occhi
spiritati, il sangue che di tanto in tanto le cola dal nasino, tremando come una
bimba
).
Pare sia stato scuoiato vivo.
- In certe zone le bende tengono insieme brani di carne e tessuti,
che altrimenti si sfilaccerebbero via, appena appese ai tendini.
- Ma è fortissimo.
- Le sferrò un pugno sul viso, spezzandole la mascella, il setto
nasale, gli zigomi.
- Era come se fosse andata a sbattere contro un albero.
- Colpì con tutta la forza che animava la sua rabbia bestiale, senza
un reale perché
- solo per il gusto sadico di vederla soffrire, con il volto ridotto
ad una gonfia maschera deforme
.
- La trascinò sino al bagno, chiudendo la porta con una pedata.
< Te la faccio io la pulizia, brutta impicciona
.>,
grugnì, i denti storti, la bocca ridotta ad una fessura demoniaca.
- Si cavò da una sorta di tasca sottocutanea, un sottile coltello
dalla lama ricurva, affilato come un rasoio.
- Hannibal conosce a memoria tutte le tecniche di guerriglia e
tortura, quindi sa bene che le persone in soprappeso, sono le più interessanti da
scuoiare.
- Si arriva a fatica agli organi vitali, perciò la loro sofferenza
si prolunga per molto più tempo, magari anche per ore, decine di ore
- Rise, solita risata sibillina e stridula, da vecchia megera, da
sorcio schifoso.
- Marina Hodeker è svenuta, ed allora Merrick bada a gettarle una
manciata dacqua sul faccione tondo e rubizzo.
- Non appena la udì gemere, un gemito soffocato dal dolore per la
mascella rotta, le ficcò uno straccio in gola.
- Per prima cosa le recise il vestito, ridendo alla vista del corpo
flaccido e obeso.
- Le legò i polsi e le caviglie, incaprettandola come un maiale.
- Vide, pur nel sangue pulsante del viso devastato dal suo pugno, gli
occhi della donna brillare dal terrore, implorare aiuto
- Rise.
- La gettò allinterno della vasca da bagno, poi la lama prese
a fendere laria..
- Sarebbe arrivata la mezzanotte, prima che il corpo scuoiato della
Hodeker, finisse di torcersi e di dibattersi, dissanguandosi.
- La vasca, che Merrick non usa mai, è nera, otturata.
- Il sangue vi galleggerà per giorni, prima di defluire dallo
scarico.
- Hannibal è rimasto a fissare la sofferenza di quella poveretta,
sempre con il sorriso stampato su quella che un tempo era una bocca.
- Di tanto in tanto, provvedeva ad accrescere i lamenti di agonia,
recidendo qualche muscolo, tagliandole una pupilla, strappando un seno
- Chiuse la porta del bagno, strofinandosi il palmo aggrinzito della
mano sulla bocca, a mezzanotte e mezza.
- La TV era ancora accesa.
< Cazzo
>, esclamò.
- Si era perso il film di Wayne.
- Bevve con avidità la birra che aveva posato a terra, per andare
dalla rompicoglioni
- Tutto sommato, aveva trovato ugualmente il modo di passare la
sera
---
- Città di Pittsburgh, Stato della Pennsylvania,
- Watson Institute of Children, Ore 07.25 PM
- Giovedì 7 Agosto
- Il furgone scuro sostava nellangolo della strada, sotto il
platano massiccio, da ore.
Allinterno, stravaccato al centro, le braccia estese per tutta la lunghezza del
sedile unico, con la sigaretta accesa, Morbie.
- La radio era bassa, diffondeva musica jazz.
- Morbie guardò dietro, individuando un sacco di juta, dalla forma
umanoide.
< Esci Chaty
.non ci ha seguito nessuno
>
Chaterine fece capolino dallinterno del sacco, gli occhi
spiritati, il viso pallido come fosse stato in punto di morte.
<
che intenzioni hai
vuoi uccidermi
? >,
chiese.
< Pensi che se avessi voluto ammazzarti, a questora non
saresti già a dormire in una discarica ? Voglio aiutarti
>
- Parlò senza mai mutare tono, monocorde come un androide
ma
non lo è
- Ha un cuore
un cuore che picchia quando Chaterine appare con
la mimetica aderente, che pare far esplodere i suoi seni, il suo bel sedere
- Palpita, quando incrocia i suoi occhi azzurri
- Prova una rabbia viscerale, ogni volta che Rob le mette le zampe
addosso
ogni volta
< Stronzo
mi hai pestato di brutto
>, disse,
sputando nel pavimento del furgone un grumo di sangue.
Aveva un labbro gonfio ed una guancia viola.
< Ho dovuto
.non potevo sapere se il covo era sotto
controllo
Sai quanto è paranoico il tuo
Rob
>
Le gettò il coltello dassalto e la calibro 38 parabellum,
avvolta in una fondina di pelle nera.
< Liberati
>, disse, voltandosi.
- Adesso la voce è mutata.
- Sembra quasi umana
- Chaterine esitò
le balenò lidea che fosse una sorta
dassurda trappola, che si stesse prendendo gioco di lei
- Ma poi, non appena gli occhi presero abitudine alla luce, notò
listituto.
- Si vedeva in lontananza, ma apparve chiaro come la più bella delle
stelle per
- Chaterine Black.
- Si mise a lavorare sui nodi con lena e in meno di cinque minuti,
era libera.
- Balzò in piedi, ignorando il dolore alle ginocchia, e si allacciò
la fondina della pistola.
- Tastò il pavimento del furgone, alla ricerca di qualcosa.
- Morbie alzò la mano, reggendo un elastico per capelli, rosso, fra
due dita.
< Ecco, principessa
.>
- Chaterine lo afferrò e per la prima volta sfiorò le sue dita,
senza violenza o neutra casualità.
- Sono dita dure, che possono trapassarle la gola come nulla fosse,
ma adesso le scopre anche capaci di accarezzare, di dare gentilezza, piacere
- Deglutì, imbarazzata e stordita.
< Io
>, buttò lì.
- Morbie la fissò, voltandosi.
- Non aveva mai visto una donna così alta e bella
.
- Era abituato a ragazze più spicce, che non davano problemi, ma
nemmeno dolcezza
.
- Invece, in quella madre devota alla causa, cera una sorta
dalone palpabile, unaura delicata e gentile, che poteva cogliere in ogni
istante.
- Chaterine si chinò, sfiorandogli le labbra con un bacio tremante.
- Aveva ancora paura, ma iniziava a capire..
<
grazie
.>
Morbie alzò le granitiche spalle
< Ho dovuto
.sapevo come la pensavano su di te
e non
mi andava
Adesso entreremo lì e porterai via Jordan
Appena fatto, ti porterò
al confine con il Canada
Nel portafogli hai 5000 $ in contanti
.non usare carte
di credito, bancomat, non emettere assegni
Muori di fame, piuttosto, ma paga tutto
con denaro fresco, non rintracciabile ! Cambia lavoro spesso, un paio di volte al mese,
per i primi sei
sette mesi
Ah
poi una cosa, che sarebbe la
prima
rasati i capelli, e tingili di scuro
Fai lo stesso con tua figlia.. Dopo
questo periodo, prendi tutti risparmi che hai, e fai un biglietto per
lEuropa
volo immediato, nessuna prenotazione
Non incontrare
nessuno
nessuna avventura con uomini di qualsiasi colore ed età
fai la vita
della suora, non so rendo lidea
>
Annuì, imbarazzata e sul punto di piangere.
< Dovrebbe essere sufficiente
.non chiamare nemmeno tua
madre
nessuno ! Capito ? Per qualsiasi ragione al mondo ! >
- Le sfiorò la guancia.
- Un movimento goffo, inadatto ad un gorilla come lui.
< Devono crederti morta
>
- Chaterine annuì di nuovo.
- Fissò lelegante entrata dellistituto e vorrebbe
entrarvi con un balzo, se fosse possibile
< E tu ? >
Morbie sirrigidì.
< Me la caverò
.dirò che ho fatto sparire il tuo
corpo
mi crederanno
>
- Chaterine si accomodò accanto a lui, scivolando sinuosa da dietro.
- Il suo corpo assaporava la comodità del sedile, dopo le ore
trascorse a terra, avvolta in un sacco che le impediva quasi di respirare.
- Lo fissò, gli occhi erano umidi di lacrime.
< Potrebbero non farlo ! Ti ucciderebbero senza pensarci due
volte
>
- Strinse la sua mano.
- Che bella che è la stretta di una donna
.delicata, gentile,
calda
<
la morte non mi spaventa
lo sai
Non sarei
entrato nel gruppo, se così non fosse stato..Ho la mia fede e non intendo
abbandonarla
ma farti questo era ingiusto ed inutile
>
- Lo baciò con tenerezza, questa volta.
- Non provava amore per lui, nemmeno quella sorta di strana passione
sessuale che lattirava a Rob
Ma la stava salvando, la stava proteggendo, le
stava fornendo aiuto per salvare Jordan
- Morbie le passò la mano fra i capelli..
- Tacquero per un istante.
< Cristo ! Sembriamo due fidanzatini
non abbiamo
tempo
>, bofonchiò lui.
- Chaterine pianse.
- Furono lacrime calde, lente, non singhiozzò ma avvertì la
commozione scavarle nel cuore.
< Come
come facciamo ad entrare.. ? >, disse a fatica.
< Fra circa unora passa un furgone che ritira la
biancheria per la lavanderia. Fa un paio di giri al giorno, ed il primo lo ha fatto questa
mattina
Adesso andiamo sul retro, e laspettiamo
Togliti la fifa di dosso,
e non pensare a Jordan
è una normale azione
capito ? Siamo entrati in una
banca, una volta
qui passeremo come fosse un gioco
>
- Lei prese fiato.
- Non era più la Chaterine Black che Frank aveva amato, che lo
attendeva solare dal lavoro
che preparava la colazione e il pranzo
che credeva
nel governo e nel Presidente..
- Il suo corpo era stato forgiato da un addestramento duro, incisivo,
spartano.
- Aveva ucciso, senza esitare, quandera stato necessario
- Si era scoperta forte, decisa, fredda, capace di agire senza
ripensamenti
- E lo avrebbe fatto anche ora
- Pensò, mentre il furgone si allontanava tranquillo per svoltare
nella strada secondaria e posteggiare sul retro dellistituto, che quella era la sua
ultima missione come Pretoriana
- Sapeva delle parole, dellalfabeto
del segreto orrendo
che celava
che ciò che animava August Kendall, erano lo scopo, la meta, la
missione
- Ma ora si batteva per qualcosa di più sacro
- Nulla lavrebbe fermata.
- Espulse il caricatore della pistola, controllando che tutti i colpi
fossero inseriti.
" Controlla lequipaggiamento. Sempre. Più di una
volta. Sempre."
- Le risuonò nel cervello.
- Colpì, con il palmo della mano, il calcio del caricatore,
inserendolo.
- Armò la pistola e tolse la sicura.
" Nessuna pietà, nessun dubbio. Nessuna paura. Spara per
prima e sparerai due volte".
- Si cercò nella tasca dei pantaloni della mimetica.
- Ne cavò un pacchetto di sigarette e se naccese una, con una
tirata lunga, gustando il tabacco
.aveva il potere di renderla tranquilla, calmarle i
sensi, mantenendola lucida.
- Aspettare
.doveva solo aspettare
- Andiamo avanti di parecchio, adesso.
- Sono circa le nove.
- La porta principale del Watson Istitute, è chiusa.
- Allesterno, una donna dai capelli bagnati, rosso Tiziano, il
viso spiritato e il cuore che batte a mille, come lago di una macchina per cucire,
che bussa con veemente decisione.
- Se potesse vedersi riflessa in uno specchio, Dana si allarmerebbe.
E tanto sconvolta e tesa, impaurita e nervosa, da essere quasi irriconoscibile.
- Alla fine, arrivò un esile infermiere, il viso assente, la guardò
da dietro la porta a vetri con espressione vacua.
< Mi apra ! >, ordinò.
Lui scuote la testa calva.
< Mi ha sentito ? Apra questa cazzo di porta ! >, urlò.
- Sbatté sul vetro il distintivo di vice-direttore federale e
linfermiere annuì.
- Superò un lungo bancone di marmo bianco e premette un tasto
incastrato nel muro.
- La serratura scattò secca e Dana si fiondò allinterno,
prendendo un grande respiro.
- Agiva impulsivamente, senza logica, senza nulla in mano
- Ma lo sentiva dentro
nera certa, come della sua stessa
vita: Jordan non era al sicuro
non ora, non in quel momento
- Inforcò il corridoio senza rallentare, incurante
dellinfermiere che la tallonava scuotendo il capo.
< Mi vuole dire che cosa ha intenzione di fare, vice-direttore
? >, disse ad un certo punto lui, bloccandola per un braccio.
- Artur Piggedon scendeva caracollando dalla scalinata principale.
- Due volte la settimana si tratteneva nellistituto.
- Non che gli interessino particolarmente le sorti di piagnucolosi
bambini pisciasotto, né che il lavoro sia scrupoloso ed efficiente
.
- Mira solo a farsi vedere in giro
ha scoperto che molti dei
donatori del centro e molti dei genitori che affidano ad esso i propri figliocci, si
sentono sollevati sapendo che il direttore si attarda a controllare loperato degli
inservienti e del personale
- Sono cose che ha affinato in anni di vita al limite del regolare, e
che sfrutta per uscirne lindo e profumato.
- Del resto, è grazie a quegli stronzini, che si può permettere il
Rolex
- Fischiettò una nenia senza senso, quando i suoi occhi porcini,
incrociarono lincubo che lo stava perseguendo da quella mattina: Dana Scully.
- Lei si divincolò dalla presa dellinfermiere, con gli occhi
sgranati, il sudore che colava dalla fronte
- Se avesse potuto rendersi conto di quanto poco fosse professionale,
adesso
probabilmente sarebbe fuggita.
- Dana individuò subito lelemento debole del trio.
< Signor Piggedon ! >, gridò decisa.
- Un debole rivolo di sangue le scese dal naso al mento, bagnandole
la camicetta bianca, ed assumendo la curiosa forma di un cuore.
- Piggedon le guardò estasiato la camicetta, che Dana aveva
indossato di corsa montando in auto
non essendosi asciugata dallacqua che si è
rovesciata in viso, i suoi seni si vedevano nitidi.
- I capezzoli duri spuntavano da sotto, come chiodi.
..Gesù
mmmm
pensò.
< Che vuole ? >, domandò perso in quella contemplazione,
che finì immediata comè giunta. Quella rossa portava solo casini. Era fuori
dogni dubbio.
< Vedere Jordan
lei ha ignorato la mia richiesta ! >
- Era una menzogna. Piggedon si sarebbe prostrato in ginocchio, se
lFBI avesse inviato una richiesta
..
- Ma dopo lintervento della Newmann, tutto era saltato,
nonostante i tentativi assidui di Dana di riprendere il discorso.
- Se tutto andava bene, se ne sarebbe parlato fra giorni..
- Scully sapeva che mentendo, rischiava delegittimarsi
o almeno
lo sapeva una parte del suo cervello
ma dopo il sogno,
lincubo
visione
come cavolo si chiama, non le riuscì di pensare che
Jordan fosse al sicuro.
- Era certa che la bambina fosse in pericolo
lo sentiva dentro
di se
< Vice-direttore
sono le nove e dieci
la bambina è a
letto
>
Sorrise, perché Scully era quasi contro di lui, premendo quel
seno sodo contro la sua pancia gonfia di cibo caro e stracolmo di grassi.
Dana si serrò contro quel laido ciccione, il viso stravolto, gli occhi sgranati, il
sangue che le gocciolava febbrile dal setto nasale
< Mi porti da Jordan ! >, ordinò.
- Piggedon annuisce, le fa strada gettando nel medesimo istante uno
sguardo allinfermiere
- E pazza
questa è pazza
.pensò adesso.
- Il seno e la vista del sedere tondo di Scully che saliva le scale
davanti a lui, non gli fecero più alcun effetto.
- Il tono con il quale Scully aveva intimato la richiesta, era
categorico, ma al medesimo tempo animato dallinsana lucidità della pazzia.
- Dana rimase in quello stato allucinato sino allimbocco del
corridoio del secondo piano.
- Poi parve riprendere parte della solita lucidità, e voltandosi
verso Piggedon, apostrofò:
< Io
mi scusi
per il modo
.non ho il diritto di
trattarla così
ma è che.. ho visto una cosa orrenda, e devo
>
- Piggedon annuì
avrebbe annuito anche se Dana gli avesse detto
daver visto Dio Onnipotente giocare a softball
- I pazzi vanno assecondati, pensò.
- Ora, prima di entrare da Jordan, nel medesimo momento in cui la
porta dellascensore di servizio si aprì e due persone, un uomo massiccio ed una
donna alta, fecero il loro ingresso nel corridoio spingendo un carrello colmo di
biancheria, Scully si fermò davanti allo specchio che dominava il reparto.
- Sì guardò
era
era ridotta ad uno straccio
i
capelli in disordine e sporchi, il viso stravolto, paonazzo, con una macchia di sangue
secco sulle gote e sotto il nasino, la camicia bagnata fradicia, macchiata di rosso.
- Se lavesse veduta così, Jordan si sarebbe spaventata a
morte.
- Probabilmente si sarebbe spaventato di lei anche Mulder.
- Si scostò da un lato, urtando il carrello e scusandosi con la
donna che spingeva, china, il viso compresso contro il cestone, un cappello da baseball
bianco calzato basso.
- I due, grazie allascensore di servizio, erano giunti
direttamente dal magazzino.
- Nel seminterrato, cera un bel casino
uno di quelli che
avrebbero fatto scoppiare laorta a Piggedon.
- Lucy Auselder, la donna delle pulizie, era seduta a terra, le gambe
larghe, la gola tagliata, letteralmente immersa nel sangue.
- Timoty Banks, luomo che da dodici anni fa quel lavoro con lei
al fianco e che spesso si lamentava della troppa noia, aveva il collo spezzato, la testa
girata da un lato, in modo orrendamente innaturale.
- Per un istante, lungo e lento, quasi fosse congelato dalla mano di
un pittore su di una tela, gli occhi di Dana e quelli di Chaterine Black, si incrociarono.
- Morbie, che aveva spezzato quel collo come fosse una matita,
bloccò il carrello e fece un movimento.
- Era un movimento che Dana conosceva bene, per gli anni
daddestramento compiuti a Quantico, per le decine di volte nelle quali aveva avuto
modo di osservarlo in azione, con Mulder al fianco.
- Piggedon era appoggiato proprio accanto alla cameretta della
piccola Jordan, con la scheda magnetica per aprire la serratura fra le mani
dove non
dovrebbe.
- Chaterine girò lo sguardo, togliendosi il cappello di scatto e
facendo il solito movimento: indietreggiò un poco, allargando la mano destra accanto alla
natica.
- Il lungo camice bianco la rallentò di un due, tre secondi.
- Anche Scully fece quel medesimo movimento, sfiorando la fondina,
poi urlò:
< A terra
gettatevi tutti a terra ! >
- In quel momento il corridoio è quasi vuoto: cerano Dana,
Piggedon, Chaterine e Morbie, più uninfermiera di turno, che si sfiorò la fronte,
perplessa per il troppo caos.
- Nulla a che vedere con quel che accadrà fra un istante.
- I pavimenti erano puliti e lucidi
era stata messa la cera da
poco
sembra un ragionamento fuori luogo, ma vedrete che non è così
- In ogni caso
- La prima ad estrarre larma, fu Scully.
- Ha due bersagli, che sa esser ugualmente pericolosi.
- Il suo cervello, in una frazione, puntò alluomo massiccio,
che fu il secondo ad impugnare la parabellum, spianandola in avanti.
- Non intimò alcun ordine, niente " Fermo FBI " o cose
così
aveva compreso che i fatti erano scattati in avanti, e nulla poteva arrestarli,
adesso
- Chaterine premette per prima il grilletto.
- Un colpo sordo ed ovattato, misto allodore della cordite e
della polvere da sparo, si liberò nel corridoio.
- Piggedon fu centrato alla spalla, la sinistra.
- Il colpo gli trapassò losso uscendo da parte a parte e
terminando la propria corsa contro il soffitto.
- Una densa scia di sangue si adagiò silenziosa, mentre lui, spinto
dallimpatto, cadde contro la porta, aprendola.
- Dana fece fuoco.
- Il carrello colmo di sacchi bianchi della biancheria era fra lei e
Morbie..
- Paradossalmente Scully avrebbe dovuto la sua vita, a quel carrello.
- Il suo colpo centrò Morbie ad un fianco, gli spezzò il fegato per
conficcarsi nellintestino tenue.
- Ma egli lo accolse come un sorriso, uno sberleffo del destino.
- Piggedon gridava a squarciagola, riverso a terra, e dal lato
opposto del corridoio linfermiera si sbloccò dalla paura e corse verso il tavolino,
accanto al telefono.
- Allora Morbie si voltò di scatto, tenendo il braccio teso e ritto,
e sparò.
- Il proiettile colpì linfermiera alla gola, sbatacchiandola
contro la parete e da lì a terra.
- Sarebbe morta nel giro dun paio di minuti.
- Scully scivolò dietro il carrello della biancheria.
- Morbie si voltò di nuovo, lo sguardo che scivolò al carrello,
notando il polpaccio di Dana che svicolava via.
- Chaterine si catapultò allinterno della stanza, dove Jordan
stava riposando, il libro de
- " Il signore degli anelli " sul comodino.
- Si svegliò di soprassalto, sgranando gli occhioni azzurri.
< Mamma !! >, strillò.
- Morbie sparò dallalto al basso, pessima angolatura
- Aveva un fianco colmo di sangue, che pulsava dal dolore, ma che
ignorò volutamente.
- Fece esplodere due colpi, in rapida successione.
- Uno arrivò ad un centimetro dal viso di Scully, rigandole appena
il collo, laltro sinfilzò nel supporto metallico del carrello, a meno di un
dito dal suo sterno.
- Chaterine afferrò la figlia per una mano catapultandola
letteralmente verso di se.
- Scully si accucciò sul lato sinistro del carrello, quello
diagonalmente più lontano da Morbie, che lafferrò dando un violento strattone.
- Intendeva spostare il carrello, lasciando Dana allo scoperto.
- Chaterine superò la soglia, quando una mano paffuta le afferrò la
caviglia e la fece cadere a terra.
- Era Piggedon.
- Chiuse la manona, piangendo.
- Agì per istinto, un istinto che non credeva di possedere e che
pulì, almeno in parte, le macchie della sua ignobile vita.
- Il carrello si fiondava verso la parete, sul lato dellentrata
alla cameretta di Jordan.
- Scully ebbe solo il riflesso di colpire una ruota, premendo il
freno.
- Il carrello scivolò sul pavimento bagnato, compiendo un mezzo giro
sulla ruota bloccata e abbattendosi sul corpo di Morbie.
- Non fu un colpo duro, né abbastanza violento da ferirlo, ma lo
sbilanciò.
- Scully salzò decisa e fece fuoco.
- Morbie comprese
era finita.
- Fu centrato alla testa, il proiettile giusto in mezzo alla fronte,
arrestandosi nel cranio e devastandolo.
- Bofonchiò qualcosa, poi emise rantolo e morì.
- Nel medesimo lasso, Chaterine Black si voltava di scatto, spianando
la parabellum.
- Non udiva le grida della bambina
di sua figlia.
- Puntò la pistola e sparò, due volte, uccidendo Piggedon
allistante.
- La stretta si sbloccò proprio nel momento in cui Morbie emetteva
un rigurgito di sangue, morendo.
- Dana aveva la donna di fronte, traiettoria diritta
ottima
angolatura..
< Ferma ! Chaterine
in nome di Dio
.fermati ! >,
gridò Scully.
- La mente di Dana per un attimo si divise.
- Una parte pensò che fosse fortuna
pura
fortuna
linfermiera, il carrello, Piggedon
sì pure il ciccione laido che
sbavava alle sue forme, lavevano aiutata
- E un piccolo ritaglio di Dana pregò che del gruppo non facessero
parte altri uomini..
- Questo prima
prima di vedere Chaterine con la figlia stretta a
se, armata
- Poi la mente tornò a concentrarsi sullazione, ma con il
cuore che pregava che succedesse qualcosa, che incredibilmente Mulder arrivasse, che non
fosse costretta a..
< Dovrai ammazzarmi per portarmi via mia figlia, Dana ! >,
urlò, spianando la pistola.
- Rimasero immobili.
- Dana con il fiato spezzato dalla tensione e dallazione,
Chaterine fissa, pronta a prendere la mira.
- Vedeva la testa di Scully al centro del mirino.
<
per
favore
non mi costringere a
spararti
Chaterine
io
non voglio che accada nulla a Jordan
solo
questo
>
Ha paura
esita
ha già perso
pensò la madre di
Jordan.
- Chaterine sfiorò il grilletto con lindice.
- Aveva il braccio teso, il respiro fermo, la mira perfetta per
staccarle la testa con un colpo.
- La detonazione esplose.
- Il proiettile sibilò nellaria dellistituto, mentre
urla e pianti di bambini sembrarono
- uscire da un tunnel di vuoto, nel quale qualche misteriosa forza li
aveva imprigionati.
- Il proiettile calibro 38 colpì in pieno lestintore in fondo
al corridoio, ed un getto di schiuma bianca fu vomitata fuori sibilando.
- Jordan
Jordan aveva dato uno strattone a mamma, nel medesimo
istante nel quale lei aveva sparato.
- Scully serrò le labbra, trattenne il pianto ed evitò di
guardarla
..perdonami Jordan
perdonami
ti supplico
pianse.
- Sparò.
- Chaterine parve un pupazzo centrato da una palla ad un baracchino
del Luna Park.
- Cadde supina, mentre la calibro 38 roteava sul pavimento.
- Jordan scivolò a terra, le manine sugli occhi, il fiato mozzo,
paralizzato
.
- Scully era inebetita
la pistola ancora ferma fra le mani, le
braccia tese in avanti, come al poligono
- Ma gli occhi
gli occhi fissavano Jordan.
< ..mammaaaaa
>, la sentì gridare e le sembrò di
morire.
- Cadde in ginocchio, mentre Chaterine era a terra, la spalla che
urlava dal dolore, sotto chock
..Jordan le si abbracciò, stringendole la vita,
continuando a ripetere il suo nome.
- Scully fissava il pavimento. Era sporco di sangue
udì i passi
degli agenti nel corridoio solo dopo un tempo infinito.
- Jordan era accanto alla madre, e piangeva
e lei ?
- Lei non aveva forze
le aveva perse tutte, sparando quel
colpo
.colpendo Chaterine Black davanti alla figlia.
- Si sentì sollevare per le spalle, da un poliziotto, Carl Homiksny,
che le ripeteva:
< Coraggio
è finita, vice-direttore Scully
mi sente
? >
- Ma Dana non poteva udirlo.
- In mezzo a tutta quellatmosfera lunare, silenziosa e nella
quale tutti parvero muoversi al rallentatore, captò solo una parola.
- Una frase detta fra le lacrime, da Jordan Black, mentre la madre
veniva sistemata su una barella e portata via da dei paramedici:
< Ti odio
>
Solo quella frase
.nientaltro
***
CAPITOLO QUATTORDICI
- Stazione di polizia di Pittsburgh,
- Stato della Pennsylvania, Ore 00.09 Am,
- Venerdì 8 Agosto
- Mulder dava lidea di un commesso viaggiatore o di un
rappresentante di qualche marca sconosciuta, mentre varcava bagnato fradicio
lentrata del 4 distretto.
- La pioggia, un violento ed improvviso temporale, laveva
sorpreso a metà strada, quando il vice-direttore federale era intento ad un fitto
colloquio con il tenente
- Mannan, del distretto di polizia di Pittsburgh.
< Ho detto di no
.non è accaduto nulla alla sua
collega
ha solo unabrasione superficiale
>
Mulder aveva scosso appena la testa, attivando i tergicristalli
dellauto, mentre spingeva oltre i limiti per arrivare presto da lei.
< Se è così
perché Dana non mi ha chiamato ? >
- Normalmente Mulder non esternava a sconosciuti i propri sentimenti
per Scully
ma la telefonata, che aveva ricevuto pochi istanti dopo esser entrato a
casa di lei, laveva allarmato e le sue tradizionali prudenze erano venute meno.
- Dana era stata coinvolta in un conflitto a fuoco
erano state
uccise tre persone: uninfermiera, il direttore dellistituto Watson ove era
accaduto il fatto e uno degli assalitori
Ferita una donna
.ma lei ?
- Dana ? Stava bene ? Risposte lacunose
.
<
è meglio che venga qui
.Mulder
.>
Picchiò il pugno sul volante, stringendo i denti, nervoso e
scosso.
< Mi dica la verità ! Cristo
sono le undici e tre
quarti
.e Scully non mi ha nemmeno telefonato
mi ritiene così sciocco da
credere che stia bene e non si sia premunita di dirmelo ? >
Mannan storse la bocca, spegnendo con rabbia la sigaretta nel
posacenere.
< Il vice-direttore Scully è qui
al distretto !
Credo
.>
Mulder maledì la prudenza dei poliziotti.
<
crede ? >, chiese mantenendo la calma.
<
è in stato confusionale
Non vuole che nessuno la
visiti, nemmeno il nostro servizio di pronto soccorso interno
..non è tanto per la
ferita al collo
è meno che unabrasione, glielo detto
quanto per il suo
stato mentale e per il fatto che perde sangue dal naso
>
- Mulder perse il controllo dellauto, sbandando e sfiorando il
cordolo per pochi centimetri.
- Il cellulare scivolò a terra, e fu costretto quasi a fermarsi, per
tastare il pavimento della Ford e recuperarlo.
< Grazie
tenente
.la raggiungo
immediatamente
impeditele di andarsene
nel caso volesse farlo
>
Socchiuse le palpebre.
Scaccia questo pensiero, Fox
.è solo una drammatica
coincidenza
.è quel che pensa lei, è per questo che ha paura
- Quando arrivò alla stazione di polizia, la pioggia era diventata
fitta ed il rumore dei tuoni, che si perdevano nel cielo coperto, echeggiava lontano.
- Scese, per poi correre sino alla tettoia e dopo essersi alzato il
bavero della giacca leggera, per dirigersi allentrata.
- Mulder si ritrovò nellandrone della stazione di polizia,
bagnato come un pulcino e spaesato.
- Era notte fonda, i rumori dellesterno erano ovattati e
parevano riposare anchessi sotto una coltre di sonno.
- Notò un trio di prostitute che dormivano, abbracciate luna
allaltra, su una lunga panca di legno.
- O.J.Richards apparve da dietro una delle tante porte, dopo che
Mulder si qualificò e mostrò il tesserino, per poi attendere con nervosa impazienza al
di là del bancone.
< Vice-direttore Mulder ? >
- Fox si girò di scatto.
- Lo fissò con una sorta di lampo accecante che era la sua vista
analitica, squadrandolo da capo a piedi, apparentemente con la solita freddezza di sempre.
< Sono io
.Dana ? >
Richards gli indicò una delle tante porte di legno del
pianterreno.
< Sembra star meglio
.ma non è lucida
Vorrei
ricordarle, Mulder, che quel che sta accadendo riguarda la mia competenza
E che
quella sparatoria susciterà uneco più ampia di quel che sarebbe accaduto con la
semplice richiesta di trasferimento per la bambina
>
Mulder si sfiorò la fronte.
< Mi scusi
mi dia i dettagli dopo
.adesso
vado a
parlarle
>
- Aprì la porta con circospezione.
- Scully era sola, in una scarna stanza quasi vuota.
- Seduta su una scrivania, le gambe che ondeggiavano nel vuoto, la
gonna sollevata sino a metà coscia, la fondina vuota, gettata da un lato.
- Stava premendo un fazzoletto bagnato al centro della fronte, con il
capo reclinato allindietro.
- Era infantile come una bambina, in quel momento
A Mulder
richiamò alla mente una ragazza che fosse appena caduta dalla bici.
< Dana
..>
Lei si voltò di scatto, nascondendo immediatamente il fazzoletto
dietro la schiena ed abbozzò un sorriso.
< Mulder
>
- Uscì a fatica, quasi che Dana faticasse ad articolare le parole.
- La testa
.le scoppiava.
- Mulder posò valigetta, avvicinandosi con il cuore che sembrava
stretto in una morsa di dolore.
- Si accovacciò accanto a lei, sfiorandole le gambe con due dita.
< Sembri scossa
.ti va di dirmi che hai ? >
- Dana fece per parlare, ma le labbra si contrassero in un tremore
irregolare.
- Scosse il capo.
< Non ti fidi di me ? >, domandò tenero, bloccandole le
caviglie e guardandola negli occhi verdi.
<
no
che dici
non
è questo
>
- Mulder si alzò, aprendole appena le gambe ed avvicinandosi, per
poi posarle la mano sulla nuca, accostandole il viso al petto.
- Scully tremava. Poteva sentirlo dal suo petto bagnato,
dallesitazione che esternava a stringersi a lui..
- Poi affondò nel suo costato, sino a trovare la giusta posizione e
a star comoda.
<
amore
.>, sussurrò.
- Le baciò la testa.
- I capelli erano sudati, spettinati.
<
Dana
sei ferita ? Che cosa è successo ? >
<
ho dovuto
.ho dovuto
non volevo
ma ho
dovuto
..>
- Non piangeva. Non le uscì alcuna lacrima.
- Ma era sconvolta dalla paura.
< Di cosa parli ? Della sparatoria
.? Cera anche
Chaterine ? >
La sentì annuire, debolmente
<
.si
si
era con Jordan
.voleva portarla
via
ho dovuto ferirla
farle male
.ma non volevo
adesso
mi
odierà per sempre
>
- Sollevò appena il viso, guardandolo.
- Fox
il suo uomo, era accanto a lei.
- Né avvertì il bisogno in modo assoluto, prepotente.
- Di nuovo lui le baciò la testa.
< Non
preoccuparti di questo
parlerò io con
lei
tu devi farti visitare da un dottore, Dana
>
Si accomodò al suo petto, emettendo un debole gemito.
<
no
tienimi così
accanto a te
ti
prego
>
- Fox trattenne un sospiro.
- Si maledì daverle dato retta e di esser stato a Washington,
mandandola lì sola.
<..amore
voglio solo il tuo bene, lo sai
.Non è come
prima
non siamo più solo colleghi
.>
Le sollevò appena il viso, accarezzandolo con le mani.
<
.siamo amanti
ti amo e se cè qualcosa che ti
spaventa, voglio saperlo, capirlo, affrontarlo insieme a te
>
- Dana deglutì, dolorosamente.
- Una riga di lacrime le bagnò le gote.
< Io
.ho paura
paura che
questa emorragia
sia
>
Mulder le sfiorò il naso, bagnandosi due dita di sangue.
< Non è quel che pensi
non può esserlo
Capito ?
>
- Di nuovo lei annuì, delicatamente.
- Era così bello, il corpo di Mulder
così suo
<
andiamo insieme in ospedale
ti sarò
accanto
.giuro ! >
- Scully tremò ancora, per qualche istante.
- Poi sussurrò:
<
mi starai accanto
? Sempre ? >
Fox le sfiorò la nuca, dandole un piccolo bacio sulla spalla.
< Te lo giuro ! >
< Va bene ! Amore
amore mio
amami almeno tu
non
lasciarmi sola
sola
>
Sollevò il suo viso, baciandola con delicatezza, sfiorando appena
la bocca tremante.
< Certo che tamo
.ti amo più che me stesso
non
saremo mai soli
insieme..>
Fuori stava smettendo di piovere.
---
- Luogo sconosciuto, Ore 12.35 Am
- Venerdì 8 Agosto
- In mezzo a tutto quel lusso sfarzoso ed esagerato, Rob Yumakjck era
al suo posto come uno scarafaggio su un tappeto bianco.
- La mimetica indossata larga, il disagio che provava ogni volta
varcava la soglia del socio de " I Pretoriani"
- Ma ugualmente si sentiva onorato nellincontrare il grande
amico di August Kendall,
- di poter parlottare con un suo connazionale ( quelluomo era
Russo
.) e soprattutto, di reperire nuovi fondi per il movimento.
- La porta si aprì e luomo entrò.
- Per ora non vi diremo la sua identità, così lo classificheremo
come "X"
generico, ma efficace, non trovate ?
- Dunque X entra e si siede di fronte al massiccio carro armato Russo
che risponde al nome di Yumakjck.
- Da adesso in poi la conversazione si dirigerà verso il cirillico.
< Siediti
non siamo al fronte
bevi un poco di wodka e
rilassati
ti trovo troppo rigido
troppo stressato, Rob
>
- Lui eseguì.
- E esatto dire eseguì, poiché diede limpressione di
essere un soldato che esegua una direttiva alla stregua di una marionetta.
< Sono un poco teso, si
.capisci
è il sogno che
diviene realtà
quel
quella specie di sgorbio di nome elemento J, ci ha fornito
il virus che ci necessita
Manca solo Pittsburgh
poi tutti i centri campione
saranno stati testati.. Con successo
>
X sorrise.
Si versò del te in da una capace teiera lavorata, in porcellana.
< Avete bisogno di altri fondi, adesso ? >
- Rob tradì una sorta di recondito imbarazzo, che era forse
lunico che provava da anni.
- Non lo imbarazzava staccare la testa ad un bambino, ma chiedere
soldi a quello
.Gesù lo innervosiva.
< Sai che ho bisogno anche della mia
bomba, no ? Mi
costa
>
Sorseggiò il te, senza scomporsi.
< E un lato che mi preoccupa
Kendall ha manifestato
perplessità, quando ha saputo della tua tossicodipendenza, Rob
ci servono guerrieri
lucidi e sicuri
Che facciano onore al nome che portiamo ! >
- Rob scacciò la timidezza, adesso..
- Avrebbe voluto piantare il coltello al centro di quel tavolino a
tre gambe, che costava un capitale e mostrarsi alla pari del suo Dio, che aveva osato
criticarlo.
< Sono pronto a sacrificare la mia vita per August
.lo sai
! E mio fratello di sangue..La
droga mi serve solo per reprimere la
malattia
solo per questo !! >
X picchiettò sul tavolino con il palmo della mano, come per
zittirlo, riuscendovi.
< Va bene..va bene..era per dire
Manca solo Pittsburgh ?
Poi saremo pronti ? >
Rob annuì.
< Per lo scopo
dellelemento J ? Insomma
non
abbiamo idea di cosa farà quando verrà in contatto con...è un mercenario...e se
tradisce una volta, può tradire per mille altre volte ! >
X rise.
< Con colui che vuole la verità, occorre agire in un solo
modo: lanciare lesca e vedere dove intende dirigersi ! Digli che voglio vederlo !
>
Rob scosse il capo.
< Non se ne parla. E molto diffidente, e non accetterebbe
mai un terzo incomodo.. Sapessi quanto ho dovuto penare, per far si che accettasse
Chaterine
>
Sorbì il te, mentre Yumakjck ingollò dun fiato la wodka.
< Allora...gli mostreremo la verità...così scopriremo chi, a
parte noi, la conosce e la vuole ! Fatto questo elimineremo Merrick e i suoi... contatti !
A proposito....
risolto il problema Chaterine Black
? Quella donna
era
diventata pericolosa ! Abbiamo saputo della
visita di un vice-direttore federale alla
bambina
>
- Posò il bicchierino sul tavolo, asciugandosi la bocca con il dorso
della mano.
- Non era apposto un cazzo !!
Morbie non dava segni di vita e anche la pupa era svanita dalla circolazione..
< Tutto bene
.davvero tutto benissimo
>, disse
senza mutare tono di voce.
< La nostra prossima mossa è di lasciare in pace quella
bambina
Il vice-direttore in questione è una tipa tosta, Rob
credo che ti
piacerebbe domarla ! Ti darebbe filo da torcere
>
Lui sorrise.
< Più sono toste, più è bello piegarle ! >, disse
serrando un pugno.
- Pugno che sognava di abbattere sul corpo di una gatta ribelle, sino
a dominarla.
- La droga
né aveva un fottuto bisogno.
- Allora X si alzò e uscì finalmente dalla penombra nella quale era
immerso.
- Si avvicinò alla scrivania ottocentesca della sala, e prese una
stilografica doro.
- Si cavò da uno dei cassetti un libretto dassegni e disse,
ironico, voltandosi verso
Yumakjck:
< Siamo allalba di una nuova era
ma i metodi sono sempre gli
stessi
>
Alex Krycek rise, gettando lassegno sulla scrivania.
---
- Ospedale della misericordia di Pittsburgh
- Ore 04.57 Am, Venerdì 8 Agosto
- Mulder allungò le gambe, incrociando le caviglie e fissando fuori
dalloscura finestra, da cui filtrava una tiepida luce giallognola.
- Si stiracchiò, mentre il sonno lo aggrediva, senza pietà.
- Le ore, in ospedale erano lente e infinite, in unatmosfera
che ricordava benissimo.
- Curioso
pensò.
Tutto, in quel caso, dallinformatore iniziale al dramma che aleggiava su lui e
Scully, rammentava il passato.
- Era un passato tragico, come quasi tutta la vita dei due era stata
costellata di tragedie e lutti.
- Mulder seduto fuori, in quei corridoi dospedale sempre uguali
e sempre distanti, come se standovi seduto si avesse la possibilità di viaggiare in un
universo parallelo, a mangiucchiare semi di girasole e a pregare in silenzio,
sperando
- Sperando che lei stesse bene, che si annunziasse un miracolo, che
Dana apparisse con un sorriso radioso sul viso, le lacrime agli occhi, dicendo:
< Sono guarita ! Mulder
sono guarita ! >
- Ed invece tutto proseguiva sullo stesso piano, sulle stesse notizie
mediche a volte poco comprensibili, in ogni caso negative
- Le lacrime trattenute per lei, per il suo orgoglio, per la loro
dignità, e poi sfogate nel proprio appartamento, solo, nel buio
- Vide la porticina della sala radiografie, aprirsi ed una paffuta
infermiera sbirciare fuori.
- Il cuore prese a battere forte, il collo pulsava
dadrenalina
.
< Vice-direttore
>, lasciò in sospeso la donna, mentre
Mulder si alzava, passandosi le mani nei capelli.
Arrivò accanto allinfermiera, con la propria valigetta,
abbastanza ridicola a quel punto, e le cose di Dana infilate alla rinfusa in un sacchetto.
< Venga
la dottoressa è nella sala otto
>
- Mulder deglutì, e gli sembrò di diventare piccolo, quasi minuto,
entrando in una sorta di mondo non suo.
- Fece pochi passi nella sala, guardandosi attorno.
- Lastre, una grossa apparecchiatura ai raggi X, un lettino.
- La porta in questione era di fronte a lui.
- Socchiuse le palpebre, sospirando e concentrandosi.
- Aveva esaurito ogni preghiera nellinfinita attesa di quel
corridoio, passeggiando, sorbendo caffè e te
- Aprì la porta e Scully gli apparve visibile immediatamente.
- Sedeva su un lettino medico, la testa reclinata allindietro,
con una minuta dottoressa dai capelli rossi china verso di lei.
- Spense una piccola torcia portatile ed esclamò:
< Non si muova, vice-direttore Scully
.>
- Mulder la vide armeggiare in silenzio, accanto ad una boccetta
ambrata contenente un liquido trasparente.
- Riempì un contagocce, e ne versò il contenuto nel setto nasale di
Scully.
< Che le sta facendo ? >
- Mulder porse la domanda con un tono neutro, ma in realtà carica di
paura e di tensione.
- Gocce
anche prima
quando Dana aveva
."quel
coso" nel cervello
le prescrivevano delle gocce
- La dottoressa rispondeva al nome di Shannon Oberkeller,
quarantasettenne.
- Il camice bianco aveva una strisciolina nera che la identificava
come medico oncologo, cosa che fece scattare un nuovo campanello dallarme in Mulder.
- Dana si voltò sorridendo, sempre con la testa allindietro.
- Quel sorriso era sincero
Fox lo captava nitidamente.
< Dana
>, sussurrò, guardandola.
< La lasci tranquilla
Ho detto al vice-direttore Scully di
rimanere in silenzio per qualche minuto
Le ho inoculato delle gocce di un
coagulante
>
Mulder si sfiorò la fronte.
< Coagulante
? >
< E un estratto di batracossina
.un potente veleno
derivante da una specie di rana sub-tropicale
Ha la funzione di paralizzare i centri
nervosi
>
Fox fece una buffa faccia sorpresa, che in Dana scatenò una sorta
di risata trattenuta nello sterno.
< Non sì preoccupi
In dosi infinitesimali è utilizzato
per bloccare le emorragie
.>
< Emorragie ? >
- La dottoressa Oberkeller gli fece un cenno con lindice.
- Mulder guardò ancora Scully, che annuì appena, mentre si
appoggiava al lettino con entrambe le braccia tese.
< Guardi le lastre
>
Mulder fu appena ferito dalla lavagna luminosa, che la dottoressa
accese premendo un pulsante alla sua base.
Appese al bordo superiore della lavagna, tre lastre del cranio di Dana.
<
vedo una specie di
macchia
irregolare
.Sarebbe ? >
Chiese con timore, per nulla rassicurato dalla tranquillità della
sua donna.
< Il vice-direttore Scully ha subito una sorta di rottura
dalcuni capillari della parte superiore del setto nasale. La TAC ha confermato
linteressamento della vena frontale, che per fortuna ha retto, evitando un
intervento chirurgico ! Abbiamo inserito una cannula ed eseguito un drenaggio del
versamento. Le gocce che ha inalato, le anestetizzeranno i tessuti ed il laser le
cicatrizzerà le rotture superficiali ! Non dovrebbe correre rischi, a parte il dolore
alla testa ed unoccasionale perdita dequilibrio ! >
Mulder espirò, come per liberarsi di un peso opprimente, che gli
stava strangolando lo stomaco.
<
non cè
nulla
allora
vero ? >
- Oberkeller annuì, sorridendo.
- Fox si voltò di scatto, ridendo, ricambiato da lei.
- Si avvicinò al lettino, stringendole la mano.
- Dana lo guardò con la coda dellocchio, sempre arridendo.
< Ancora qualche istante, vice-direttore Scully..>, mormorò
la dottoressa.
Poi spense la lavagna, ammonendo:
< Mi raccomando
eviti di prendere colpi alla fronte e al
naso.. nessun sballottamento
Almeno per le prossime ventiquattro, trentasei
ore
.>
- Mulder abbassò il viso, fissando la mano di Dana che stava
stringendo, quelle dita piccole e delicate, quelle unghie curate e rosee
- Rammentò quando sfioravano la sua pelle, quando graffiavano la sua
schiena e i glutei, quando Dana lo spingeva dentro di lei, incitandolo.
- Le diede un piccolo bacio sul palmo della mano, per poi rivolgersi
ancora al dottore.
< Le cause ? >
La dottoressa alzò appena le spalle.
< Ignote ! Normalmente rotture di simile portata vanno iscritte
ad incidenti, forti contusioni
.Qui non abbiamo nulla di tutto questo. >
Dana cercò di nuovo Fox con lo sguardo e la dottoressa,
osservandoli, prese celermente la cartella medica, mormorando:
< Sono qui fuori
se avete bisogno di me
>
Li lasciò così sola nella stanza.
<
amore
avevi ragione
erano solo paure
infondate
>, disse con un filo di voce.
Mulder le afferrò la testa, dandole un bacio delicato sulla
fronte, quasi temendo di farle male.
< E qui la bua ? >, domandò con voce dolce.
Lei annuì, mentre uno splendido riso si disegnò sulle sue
labbra.
< Che effetto ha quella specie di
sudore di rana che ti
hanno infilato ? >
Scully rise sommessamente.
< Mi sembra di non avere più il naso
è come se fosse
sotto anestesia locale
>
< La testa ? Ti duole ancora ? >
< Abbastanza
>, disse sgranando gli occhi.
Fox le accarezzò i capelli.
< Adesso ti risistemi e ti porto ad un motel
tornerai a
letto
Dirò agli uomini dellFBI di Pittsburgh di sigillare la tua stanza, di
modo che domattina mi sarà possibile ispezionarla
.Non credo si tratti di
unepidemia o di un virus, ma qualsiasi cosa sia accaduta, è chiaro che è iniziata
da la
>
- Annuì.
- Quando Fox fu alla soglia, disse con voce debole:
< E
Jordan
.? Voglio
devo vederla
.>
Mulder afferrò il pomo della porta, aprendola appena.
< Ci sono mille cose da fare domani: interrogare Chaterine,
controllare il motel
per prima cosa però, faremo in modo che la bambina si aggreghi
ai nostri tre amici
E il solo posto sicuro che abbiamo
>
Dana mosse gli occhi con celerità, come piccoli animaletti verdi
che sgusciassero fuori di una tana.
< Scherzi ? Quella bambina devessere protetta al
meglio
.>
< Da..quel che è emerso
direi che è la sola protezione
che possiamo darle
Non pensarci adesso
.devi solo riposare
>
- Uscì, chiudendo con delicatezza la porta.
- Fox era stranamente vuoto dai pensieri cupi del solito, troppo
felice per il responso delle lastre, per lasciarsi andare al solito pessimismo.
- Certo, Dana aveva rischiato la vita
- Che le era accaduto e perché, restavano misteri
altri che si
accavallavano in quellindagine.
- Il vice-direttore Richards emerse dal corridoio, con
landatura lenta e appesantita dal sonno.
- Squadrò Mulder biecamente, poi gli fece cenno di appartarsi con
lui.
- Si trovarono davanti alla macchinetta del caffè, con Fox che
teneva sottocchio la porta dalla quale Scully sarebbe dovuta uscire.
< Mulder
lei e la sua collega avete scatenato un casino di
proporzioni bibliche
sa o no, che è intervenuta anche la CIA, in questo caso ? >
Fox scosse la testa.
< Scully non è stata in grado di ricostruire molto
.la
prego solo di darle almeno qualche ora di riposo
serve a tutti noi
e stata
una giornata allucinante
>
- Richards annuì.
- Mulder, adesso che aveva modo di discutere con lui pacatamente e
senza il pensiero opprimente di Scully, trovò quelluomo gradevole e rassicurante.
- Confidando a Fox il dettaglio della CIA, e con il tono sgradito che
questa affermazione disegnò sulle sue labbra, si era guadagnato una piccola dose di
fiducia nella solita granitica paranoia di Fox.
< Le chiedo un favore fra colleghi
domattina ho intenzione
di portare via Jordan.. Dopo quel che è accaduto, la priorità passa al bureau
federale
quella bambina sarà protetta ! Vorrei che gli uomini della scientifica di
qui, ispezionassero la stanza del motel nel quale il vice-direttore Scully ha soggiornato,
ad Allentown. Per ora non ho chiesto a Dana il nome esatto
lo farò appena sarà
tranquilla.. se mi lascia il numero del suo cellulare, baderò a comunicarglielo
subito
Ho
idea che non si tratti di una cosa isolata
>
Richards annuì.
< Lei sembra saperne di più di tutti quanti noi su questo
caos
.>
Fox sorrise.
<
ne so pochissimo, in verità
>
Ed i fatti, per quella notte, terminarono qui.