~ ~ Quattordici ~ ~

Primavera. Primavera, finalmente. Il sole era caldo ed i venti gentili, i campi pieni di semi appena germogliati. Agnelli, vitelli, porcellini e puledri saltellavano nel recinto della stalla. Le piogge erano dolci ed il pesce abbondante, e la gente di Weylin era contenta.
Nessuno più di Katherine e William. Lui le portava i primi fiori dei campi ed i primi frutti del frutteto. Lei gli massaggiava i muscoli dolenti e leggeva per lui, e tentò di non essere ritrosa quando volle ritrarla. Passarono ore all'aperto, camminando nei boschi dei dintorni e quando venivano sorpresi dalla pioggia correvano ridendo al provvisorio riparo degli alberi, baciandosi sotto i rami gocciolanti. Giocarono con Quaid, che poteva stare seduto da solo ed aveva iniziato a trascinarsi per terra verso i visi familiari. Cantavano insieme e raccontavano storie, giocavano agli indovinelli e passavano ore parlando dei loro sogni più grandi e desideri più teneri. Dormirono spesso sulla spiaggia sotto le stelle, tenendosi stretti come se dormissero su una coperta soffice.
Il corpo di William stava diventando più magro ed arso dal sole e dal lavoro nei campi. Katherine amava il gusto della sua pelle quando rientrava la sera, di sale, sudore e aria aperta. Amava raggiungerlo nel bagno o essere raggiunta, fare l'amore in una vasca piena d'acqua calda profumata con fiori di lavanda. Amava rivolgersi a lui quando dormivano sulla spiaggia e facevano l'amore al chiaro di luna. Amava accarezzarlo e coccolarlo, guardarlo dormire, sentire il riso profondo e l'ansia nelle sue mani quando lo svegliava con i baci. Si sentiva completamente al sicuro tra le sue braccia, come se nessun male potesse mai più toccarla.
Voleva credere che fosse vero. Se il dubbio fosse solo quello di rimanere sempre nella sicurezza delle sue braccia, non avrebbe mai lasciato quel rifugio… ma, pensava spesso, uno non poteva passare ogni ora di ogni giorno facendo l'amore, non importa quanto lo volesse. E c'erano, certo, come sempre, altre considerazioni.
Ogni giorno si aspettava notizie che in qualche modo FitzJames avesse saputo del loro inganno e stesse già marciando contro Weylin, o persino contro suo padre. L'annuncio dell'arrivo degli ospiti, le faceva battere il cuore per la paura finché non sapeva chi fossero. Si preoccupava addirittura per alcuni degli amici di William che potevano conoscere anche FitzJames e lasciarsi scappare una incauta parola sulla sua nuova signora… una donna rossa di nome Katherine, certamente l'avrebbe insospettito.
William, per quanto lei potesse dire, non ci pensò mai. Era come se, per lui, non ci fosse nessuna ragione di temere, e quasi ogni settimana lei faceva voto di seguire il suo esempio e non preoccuparsi così, ma non appena giunta la notte lui si addormentava tra le sue braccia, e come spiritelli appostati negli angoli della sua mente le preoccupazioni tornavano.
William, benedetto, spesso si svegliava quando le sue preoccupazioni erano peggiori, la baciava e le diceva a bassa voce che non aveva niente di cui temere.
E per ora, lei gli avrebbe creduto.
Ma all'avanzare della primavera divenne più difficile indugiare in pensieri cupi. Quando il sole splendeva dolcemente sulle sue spalle scaldandole il viso, il bambino giocava accanto a lei sull'erba e William seguiva le sue labbra con i petali di un fiore sorridendo dolcemente, sembrava che non ci fosse nessun male in nessuna parte del mondo e certamente nessun male che potesse toccarla.

* * * * * * * * *

Era l'inizio di maggio, a tarda notte, quando furono svegliati dal battere alla porta della camera di William. William si alzò dal loro letto, si infilò addosso una camicia ed andò ad aprire la porta. Il rumore aveva svegliato anche Quaid, e Katherine lo prese dalla culla e lo avvolse in una coperta per cullarlo e farlo di nuovo addormentare.
Alla porta c'era uno dei domestici di William ed i due uomini parlarono a voce bassa per alcuni momenti. Il domestico salutò William ed andò via e William accese una candela ed iniziò a vestirsi completamente.

"Will? Cosa c'è?"

"Sono arrivati degli ospiti, andrò a salutarli. Anche tu potresti aver voglia di alzarti".

"Dovrei?" si lagnò al pensiero di salutare altri estranei.

Lui le sorrise mettendosi le scarpe. "Solo se lo desideri, mia cara, ma penso che a tua figlia piacerebbe vedere una faccia familiare in questo luogo straniero".

"Anna Rose? È qui? Perché non me l'hai detto?" baciò Quaid, lo diede a William e si vestì in fretta, mentre William vestiva Quaid. Si affrettarono giù dalle scale per salutare i nuovi arrivati.

Riconobbe subito la smilza figura di John, ma chi era questa donna snella ed alta? "Madre!" gridò, abbracciando e baciando Katherine.

"Anna Rose", bisbigliò Katherine, ed abbracciò dolcemente sua figlia.

Quando si era trasformata da ragazza a donna? Era sempre stata così bella?

Katherine tese una mano a John che stava sorridendo dolcemente ed orgogliosamente e gli prese dolcemente la mano. "Io sono così felice di vederti. Così lieta che finalmente tu sia ritornato… e mi abbia portato a casa la mia bambina".

"È bello essere a casa", disse John, e mise il braccio attorno alla vita di Anna Rose. "O vicino a casa".

"Starai con noi qualche giorno, prima di andare?"

Finché William ci vorrà ospitare, disse John.

"Forse non così a lungo", disse Anna Rose. "Voglio vedere la mia nuova casa".

Osservò per la prima volta William che in piedi stava da parte tenendo Quaid ed esclamò: "Oh, questo è mio fratello?"

"Mia Anna, questo è Quaid", disse Katherine, prendendo il bambino dalle braccia di William. Fratello e sorella si guardarono l'un l'altro per un momento, poi Quaid sporse la mano e Anna Rose lo prese, felice e lo baciò.

"Ha gli occhi di suo padre" bisbigliò, con gli occhi umidi, Katherine annuì e prese la mano di William. Lui le sorrise e le strinse dolcemente la mano… e Katherine notò che Anna Rose aveva visto il gesto e anch'essa sorrideva.

"Abbiamo un letto pronto per voi", disse William. "Non c'è molta riservatezza, temo, ma siamo al completo, ora".

"Va bene", disse John. "Vero, mia cara?"

"Sì, va bene". Baciò ancora il collo paffuto di Quaid e lo restituì a Katherine. Abbracciò di nuovo Katherine per un momento, ed ancora una volta la baciò.

"Parleremo ancora domani mattina", disse Katherine e Anna Rose annuì, prese la mano del marito e lo seguì a letto.

Quando Katherine e William furono di nuovo nel loro letto, lui disse piano: "Sembrano felici".

"Sono contenta di vederlo". Tracciò cerchi pigri sul torace di William.

"Non vedevo John così contento da molti anni". La mano di lui cominciò a tracciarle figure simili sulla schiena, lei sorrise e si mosse per baciarlo in viso.

"Sembra che il matrimonio gli faccia bene", bisbigliò lei.

"Spesso è una situazione gradevole", disse lui. "Sei sicura di non volere seguire il loro esempio?"

Katherine sospirò. Loro avevano questa conversazione, o una sua variante, quasi ogni giorno. Lei bisbigliò: "Non ora, William", e lo baciò fino a farlo tremare e dimenticare tutte le domande.

* * * * * * * * *

Katherine e Anna Rose non rimasero insieme da sole, certo con Quaid, fino a dopo colazione. Salirono la collina sopra Weylin e stesero una coperta per sedere e far giocare Quaid, e passarono un lungo tempo guardando il mare, cingendosi le spalle.

"Prima sentimmo che eri morta", disse piano Anna Rose. "Quel FitzJames ti aveva frustato, e tu ne eri morta".

"Mi fece frustare".

"Oh, madre". Il braccio di Anna Rose si strinse attorno a lei.

"William disse a FitzJames che ero morta, mi nascose e mi portò via".

"Sembra un brav'uomo, il nostro William".

"Sì. È un brav'uomo".

Anna Rose tolse un po' di erba dal pugno grassoccio di Quaid, e disse: "Mi piace John. Dal primo momento che lo vidi, lo pensai, ecco un uomo che posso ammirare. Piace ai miei zii ed anche al nonno, moltissimo. Sono felice che William l'abbia mandato come messaggero, invece di… non so… qualcuno che non mi sarebbe piaciuto così tanto".

"Sono contenta anche io. È stata una scelta casuale. Dimmi come sta Harry, sta bene?"

"Gli manchi. Gli manca anche Quaid, penso che gli fosse affezionato".

"Hanno giocato moltissimo insieme".

"Parla spesso di trovare un appezzamento, coltivare rape e crescere bambini. Quello sembra essere ora il limite della sua ambizione".

Katherine annuì, non sorpresa. "E mio padre, cosa pensa di questo?"

"L'accetta", disse Anna Rose con un'alzata di spalle. "Penso che sosterrà Harry se mai decidesse di lottare per il suo diritto di nascita, ma finché non lo desidera, non lo spingerà".

"Forse abbiamo bisogno di recuperare molto di più, prima di fare piani per riconquistare il trono di tuo padre".

"Madre… "

"Io non permetterò a quell'uomo di dominare su quello che appartiene a tuo fratello e sulle terre che appartengono a te, come tua dote legittima".

"John non mi ha detto mai una parola sulla dote".

"Lui non me l'ha chiesta, ma, Anna Rose, tu hai bisogno di una fonte di reddito personale. Io odio non avere terre mie. FitzJames mi ha preso anche quelle".

"Madre", disse esitante Anna Rose: "Dimmi perché mi faceste sposare con tanta fretta. Nessuno mi dirà la piena verità".

Katherine sospirò e passò dolcemente la mano tra i capelli scuri di sua figlia.

"Tutto torna a FitzJames, mia Anna. Pensò che sposarti sarebbe stato un gesto di pace".

"Voleva sposarmi? Ma è vecchio come il nonno".

"Lo so. Ma voleva rafforzare la sua pretesa sul trono".

"Quindi mi sposasti a John per salvarmi da FitzJames".

"Fondamentalmente".

"Fondamentalmente?"

"John non è stato il primo cui ho pensato".

"Chi fu il primo?"

"William".

Anna Rose la fissò, e disse: "William? Ma tu e… voglio dire, forse sto facendo supposizioni… "

"No, non stai facendo supposizioni. Questo era prima che io mi rendessi conto della profondità dei suoi sentimenti per me, comunque. Fu il mio suggerirgli che ti sposasse ad incitarlo a parlarmi dei suoi sentimenti".

"Ti ama?" disse Anna Rose, sorridendo. "Ti ama veramente, madre?"

"Sì". Poteva sentirsi arrossire come se fosse di nuovo una ragazza sognante, e permise ad alcune ciocche di capelli di precipitarle sul viso.

"Mi sono chiesta perché non ritornasti con Mel. Stare qui con William… che romantico, madre".

"Oh, non so se è romantico. Mel disse a mio padre perché rimasi?"

Stese le braccia, si appoggiò indietro sui gomiti e disse: "Non in mia presenza. È piuttosto divertente, davvero, quanto mi hanno protetto, mentre tu e mio padre parlavate sempre di tutto di fronte a noi".

"Non proprio di tutto", disse Katherine.

"Ora me lo dirai?"

"No", disse Katherine, scuotendo la testa, e Anna Rose rise dolcemente.

"Allora dimmi almeno che William è gentile e meraviglioso quanto è bello".

"È gentile. È meraviglioso. Ed è bello dalla testa ai piedi". Sorrise al ridere di Anna Rose.

"Anche John", disse, ed entrambe risero.

* * * * * * * * *

"Ti ha detto nulla?" William scosse la testa sorpreso.

"Assolutamente?" Stavano camminando in giardino. William poteva vedere una chiazza brillante sulla collina sopra di loro, Katherine e Anna Rose che parlavano sul pendio. Era bello vederle là, rassicurante.

"Nulla. Era deluso che Katherine non fosse tornata a casa, certo, ma non mi chiese perché era rimasta. Avrà pensato che Quaid fosse ancora troppo piccolo per viaggiare, e lei aspettasse che fosse abbastanza forte". John aspettò la risposta di William e quando non disse niente, aggiunse: "Ho ritenuto che non fosse mio compito fornire la vera ragione".

"Quella è la vera ragione. Una delle ragioni. Sono indeciso sui miei sentimenti riguardo il mentire alla sua famiglia".

"Non è mentire, non pensi? È semplicemente non dire più di quanto hanno bisogno di sapere, specialmente se li sconvolgerebbe soltanto".

"Vorrei piuttosto dare loro delle buone notizie". Sospirò e si passò la mano attraverso i capelli. "Hai udito notizie di FitzJames?"

"Secondo l'ultima giunta a sua Altezza, FitzJames non ha gradito che Anna Rose l'abbia rifiutato, nessun'altra notizia. Sono sorpreso che tu non l'abbia sentito".

"No, io non so nulla dall'autunno. Ma spesso accade che non sento niente per mesi poi salta su una mattina che vuole essere raggiunto per una battaglia o altro".

"Non ci andresti, vero?"

"No, non potrei. Nondimeno, questo silenzio mi preoccupa. Vorrei sapere cosa sta succedendo".

"Forse dovresti mandargli un messaggio, tuttavia non voglio attirare proprio ora la sua attenzione".

"Quindi aspetti".

"Quindi aspetto".

"E per quanto riguarda la tua signora? Non puoi semplicemente aspettare finché FitzJames appaia ed agisca, tu devi cautelarti per proteggerla".

"Ma cosa dovrei fare, John? Non posso pensare a nessuna azione che potrei intraprendere e che non finirebbe in un disastro. È meglio non attrarre la sua attenzione su Weylin, non finché io non sarò pronto ad affrontarlo in battaglia. Preferibilmente con l'aiuto del padre di Katherine, che non giungerà se scoprirà che Katherine ed io siamo amanti".

"Io non so", disse pensierosamente John. "Potrebbe essere comprensivo, ama moltissimo sua figlia".

"Nondimeno, io non dirò nulla finché non avrò buone notizie da dare. Non mi aspetto che accada nulla fino alla fine dell'estate".

"Incluso il matrimonio?"

"Non so se accadrà mai, quello". Guardò di nuovo la macchia brillante sul pendio.

"Ma se ci fosse un bambino… "

"Spero che ci sarà, un bambino potrebbe essere l'unico modo per convincerla. Tento di non pensare al futuro, la sconvolge solo. Agirò quando sarà necessario, ma fino ad allora… " scrollò le spalle. "Fino ad allora, io vivo giorno per giorno. Sembra farla felice, e se lei è felice, cosa posso chiedere di più?"

"Sei un uomo fortunato", disse John.

"Spero che la fortuna continui", rispose William.

* * * * * * * * *

Era un buon giorno per un picnic. John e Anna Rose sarebbero andati a casa di lui il giorno seguente, e Katherine voleva fare qualche cosa per salutarli. Anna Rose le ricordò che avrebbero abitato a due giorni di distanza, ma Katherine radunò un po' di carne fredda, pane, formaggio e frutta in un cesto, una brocca di latte freddo ed una bottiglia di birra chiara, e tutti e cinque andarono in campagna.
Dopo che ebbero mangiato, John si assopì con la testa sul grembo di Anna Rose, e William divertì Quaid mentre Katherine si godeva il sole, con gli occhi chiusi.

"Sai cosa mi colpisce", disse Anna Rose.

"Hm?"

"Che nessuno di noi immaginava questo un anno fa. Nessuno di noi pensava che tra un anno io mi sarei sposata o che avremmo avuto nuovi amici che non immaginavamo mai di conoscere".

"No. Nessuno di noi l'immaginava". Katherine aprì gli occhi per guardare William che stava seriamente spiegando a Quaid quali fiori non doveva mangiare. Lui la guardò e le fece l'occhiolino, lei le restituì il sorriso e tese le braccia. "Dammi quel briccone, William".

"Sta mettendo in bocca ogni cosa colorata", disse, porgendole Quaid che balbettava entusiasticamente ed afferrò una manciata dei capelli di Katherine che andarono diritti nella sua bocca.

"Stai mangiando le margheritine, bambino sciocco?" alzò Quaid, strofinò il naso contro il suo e lui rise, tirandole i capelli. "E sono gustose? Gustose come i miei capelli, sembrerebbe". Gli aprì dolcemente le dita paffute togliendo i capelli dalla sua presa.

"Spero che i miei bambini saranno belli come Quaid", disse piano Anna Rose, e Katherine sorrise all'espressione gioiosa che attraversava il volto di John.

Un'espressione pensierosa passò su quello di William, che si distese sulla schiena mettendo il braccio sugli occhi.

A Katherine non sfuggì quella reazione, e rimuginò sul sospetto che albergava in lei in questi ultimi giorni. Ora non era tempo di parlarne, comunque. Voleva esserne più sicura prima di condividerlo con chiunque.

Quindi disse soltanto, "Tutti i bambini sono belli, Anna, specialmente per le loro madri".

"Noi avremo bambini molto belli", disse piano John, guardando Anna Rose con grande tenerezza, e Anna Rose gli passò la mano attraverso i capelli.

Katherine li guardò, lieta. Che fossero amici era evidente, lui era accondiscendente con lei e la considerava al primo posto su ogni altra cosa. Le parlava dolcemente e, Katherine era contenta di vedere, non rideva di lei come i mariti qualche volta facevano con le giovani mogli; né la trattava come se fosse troppo semplice o troppo innocente per comprendere pienamente il mondo. Rispettava le sue opinioni ed i suoi pensieri. La seguiva con gli occhi ovunque si muoveva, con una luce che rassicurava Katherine che lui era tenero con Anna Rose quando erano da soli come quando erano in compagnia.
Nel complesso, era pienamente soddisfatta. Non era stata una coppia ovvia, ma era saggia. Anna Rose aveva fatto bene.
I suoi pensieri si rivolsero presto, come sempre, a William che si era messo di fianco ed ora stava persuadendo Quaid a strisciare fino a lui. Lei lasciò Quaid ed il bambino attraversò la coperta verso William abbracciandolo sul torace nel tentativo di stare in piedi. La mano di William era vicina alla schiena di Quaid nel caso fosse caduto, gli occhi incontrarono Katherine e lui sorrise un po'.
Non ha nessuna ragione per amare questo bambino, pensò Katherine restituendo il sorriso, ma lo fa. Non aveva nessuna ragione di aiutarmi, ma l'ha fatto. Ha aiutato la mia famiglia, ha protetto i miei figli, tutto con grande rischio. Mi ha dato ricovero, conforto e speranza.
Io l'amo, pensò, e si stupì da sé. Non lo sentì come una grande rivelazione… più come qualche cosa che già sapeva e che per un certo tempo aveva rifiutato di ammettere, ma seppe che era vero, semplicemente ed onestamente vero, come sapeva che il cielo è blu e che l'acqua è bagnata. Come se i fati avessero saputo nel giorno della nascita di lui quello che le sarebbe piaciuto, e lui fosse stato formato dolce e gentile e forte… e bello, non dimentichiamo… e lei non poteva smettere di amarlo, era indifesa di fronte alla sua perfezione ed anche alle sue imperfezioni.

Quaid tornò indietro verso lei attraverso la coperta guardandola con curiosità. "Sì, piccolo?" Disse, prendendogli le mani, e lui si alzò sulle gambe grassocce e barcollanti strillando deliziato.

"Guarda! Stai in piedi da solo. Stai diventando proprio bravo".

"Correrà in giro prima che ce ne accorgiamo", disse William e c'era qualche cosa nei suoi occhi che fece desiderare a Katherine di coccolarlo come faceva con Quaid e baciarlo fino a cancellare la sua tristezza. Gli toccò dolcemente il lato del viso, e lui le prese la mano e la baciò dolcemente. Gli accarezzò la guancia.

"Quando sarà forte abbastanza voglio che tu gl'insegni a cavalcare", disse, e gli occhi gli si accesero. Voglio che tu gli insegni tutto quello che sai".

"Penso di poterlo fare", disse leggermente, e Quaid gli afferrò il naso.

William rise, lo raccolse e lo tenne sul suo petto scuotendolo dolcemente. "Cosa stai facendo, bambino dolce? Hm? Hai bisogno di qualche cosa con cui giocare?"

"Madre", disse Anna Rose, "Sono bandiere quelle che vedo avvicinarsi?"

Katherine guardò dove lei stava aguzzando la vista, e le saltò il cuore nel petto. Riconobbe quelle bandiere, le aveva già viste. Si alzò in piedi in fretta e disse, tentando di non permettere alla sua voce di tremare e mancarle: "Qualcuno sta venendo, William".

Anche lui guardò le bandiere che si avvicinavano e disse: "È Alexander! speravo che sarebbe venuto presto, aveva detto che lo avrebbe fatto. Vieni, mia cara, accogliamolo".

"Penso di dover portare dentro Quaid", disse Katherine, raccogliendo il suo bambino, baciandogli dolcemente la calda testa morbida. Sapere che era un amico non alleviava il panico che l'aveva presa. "Per favore porgigli le mie scuse". Si affrettò verso Weylin con Quaid tra le braccia, lasciando William che tartagliava confuso.