~ ~ Sedici ~ ~
"Quaid ha scoperto un gioco nuovo, che se si allontana rapidamente noi l'inseguiremo. Ride mentre si allontana, e ride quando noi lo prendiamo. Margaret si preoccupa che si faccia male prima che noi possiamo prenderlo, ma non va mai verso cose pericolose. Fugge perché vuole che noi lo riportiamo indietro".
"Mark e Milly sono così dolcemente felici. Lui è tenero con lei e ciò mi rende felice. L'amore giovane rende il mio cuore buono, ma vederli felici insieme mi fa sentire ancora di più la tua mancanza".
"Penso che Quaid stia iniziando ad imparare i nostri nomi. Ha inventato nomi per noi, in ogni caso. Edith è 'eeeee'. Milly, Margaret ed io siamo 'mamamamam', ma lo dice in modo diverso quando vuole andare da Milly a Margaret o da Margaret a me. So anche che ti cerca, ed è confuso perché non sei qui. Spero che si ricorderà di te".
"Mi manchi, amore mio. Mi manca il tocco della tua mano ed il bacio delle tue labbra. Mi manchi ogni giorno ed ogni notte. Voglio solo che tu torni a casa da me. Ritorna a casa, William. Ritorna presto a casa".
Anche se sapeva che era troppo presto per iniziare ad aspettare il suo ritorno, ogni giorno, verso il tramonto, saliva in cima alla torre e guardava se c'erano bandiere che si avvicinavano. Non ne arrivarono.
* * * * * * * * *
Katherine si svegliò improvvisamente, sussultando, e Quaid, addormentato tra le sue braccia, cominciò a piangere. "Shh, shh" bisbigliò piano, cullandolo al petto, baciandolo e tranquillizzandolo finché si riaddormentò.
"Oh, Dio", bisbigliò, e cadde in ginocchio. Strinse insieme le mani e provò a parlare, ma la sua gola era chiusa dalle lacrime.
"Dio", bisbigliò, "Dio". Si dondolò avanti ed indietro sulle ginocchia, stringendo al petto le mani allacciate.
Che cosa stava accadendo al suo adorato? Chi erano questi uomini? Perché stavano facendogli male? Odiava sentirsi così inerme, senza sapere se fosse vero o soltanto un sogno oh, Dio, e se fosse vero
Doveva smettere di piagnucolare inerme. Si asciugò il viso con determinazione, vestì se stessa e Quaid e scese nella stanza principale dove gli uomini di William dormivano. Andò dal capitano, Henry, e dolcemente lo svegliò. "Mia signora?" disse assonnato.
"Henry, voglio che tu scelga dieci dei tuoi uomini migliori. Andremo ad Angria".
"Ora?"
"Appena saremo pronti. Preferirei prima dell'alba".
"Ma cosa c'è che non va?"
"Noi dobbiamo portare a casa il mio signore. Dobbiamo andare ora. Per favore, Henry, non mi interrogare, solo fallo".
"Ma, mia signora "
"Per favore, Henry. La sua vita dipende dalla nostra velocità".
Lui la guardò confuso per un momento, poi disse: "Verrai anche tu, mia signora?"
"Sì. Io ed il bambino. Una scorta minima, Henry, dobbiamo andare velocemente. Io sveglierò Margaret".
Lui era già alzato e stava vestendosi. Saremo pronti per l'alba, mia signora. Fa' i tuoi preparativi".
"Grazie, Henry". Mentre si affrettava a cercare Margaret pensava: Resisti, amore mio, resisti. Stiamo venendo da te.
* * * * * * * * *
Gli avevano legato le mani insieme poi l'avevano legato ad un cavallo e costretto a corrergli dietro. Non gli diedero nulla da mangiare e solo poche gocce d'acqua da bere. Non poteva vedere attraverso gli occhi gonfi, ma riconobbe le loro voci.
Quando si fermarono per la notte cadde a terra e restò là, immobile. Sentì qualcuno avvicinarsi, inginocchiarsi accanto a lui e slegargli i polsi dalla corda che lo legava al cavallo. William aprì un occhio per quanto poté, e raspò: "Perché?"
Il volto di Alexander era freddo. "Perché sei uno sciocco, ed io voglio che FitzJames lo veda. Tu avevi tutto, William, tutto quello che potevi chiedere e l'hai gettato via per una donna. Concedo, è una delle più belle donne al mondo, ma non è motivo per abbandonare la tua eredità".
"Tu mi uccideresti per lei", disse William.
"Non solo per lei. Per Angria. Per la Britannia. FitzJames mi nominerà suo erede per gratitudine, e quando tu sarai morto io prenderò la bella Katherine per me". Finì stringendo la corda sulle caviglie di William con una tirata feroce, e William gemette. "Cosa ne pensi, William? Un giorno o l'altro nostro figlio siederà sul trono di una Britannia unita".
"Se non ti uccido io lo farà lei", disse William, ed Alexander lo schiaffeggiò.
"Non sei nella posizione per fare minacce, William. Io sono la cosa più vicina ad un amico, per te".
Nella sua bocca non era rimasta nessuna umidità, altrimenti avrebbe sputato in faccia ad Alexander. Nelle sue condizioni, fece una smorfia e distolse il viso.
"Dormi bene, amico mio", disse Alexander. "Domani arriveremo al castello di FitzJames". Aspettò che William rispondesse, ma infine sospirò e si alzò. Ordinò ad uno dei suoi uomini di dare a William dell'acqua, e William bevve impaziente dal mestolo quando finalmente gli fu porto alla bocca.
* * * * * * * * *
Era un cavaliere solo, su un cavallo che riconobbe, e gridò: "Kit!" quando il cavallo corse oltre.
"Whoa!" gridò il cavaliere ed imbrigliò il cavallo per fermarlo. "Mia signora!"
Cadde più che scendere da cavallo e si precipitò inciampando ai suoi piedi. "Mia signora i ladri mio signore tutti morti "
"Kit, Kit, rallenta". Si inginocchiò, spostando Quaid su un braccio e mettendo l'altro braccio sulle spalle di Kit. "Cosa è accaduto?"
"Siamo stati attaccati, mia signora Stephen e Daniel sono stati uccisi " respirò singhiozzando. "Hanno attaccato il mio signore mi disse di correre io non l'avrei dovuto lasciare "
"No, hai fatto bene, Kit. Tu puoi aiutarci a trovarlo".
"Ma mia signora, e se fosse morto?" la guardò con il viso sporco, macchiato di lacrime.
"Lo saprei se lo fosse", bisbigliò, accarezzandolo sulla guancia. "Vieni, Kit, Lo so che sei stanco ma noi dobbiamo ripartire. Per la salvezza del mio signore".
Annuì, ingoiando. "Per il mio signore".
Uno dei soldati stava ispezionando il cavallo di Kit, e disse: "Mia signora, questo animale non può andare oltre, è esausto".
"Non possiamo andare da nessuna parte stasera", disse. "Dovremo vedere come andrà domattina".
"Mia signora", disse esitante Henry, "io ho un'idea, se non sei contraria".
"Dimmi".
"Forse tre di noi potrebbero andare avanti con Kit, e scoprire cosa è accaduto al mio signore. Il resto di voi potrebbe aspettare finché avremo notizie più certe".
Katherine guardò dal suo viso a quello di Kit, e rilasciò un respiro lento.
"Molto bene. Io sarò una del gruppo".
"Ma, mia signora, col bambino "
"Io devo sapere", bisbigliò. "Devo sapere quello che gli è accaduto".
Lui annuì lentamente. "Molto bene. Io, la mia signora, Kit e Robert. Il resto di voi seguirà in mattinata".
Katherine mise di nuovo Quaid nella sua imbracatura e se l'aggiustò sulla schiena. Lui protestò assonnato e lei gli disse: "Mi dispiace, tesoro, dobbiamo proseguire". Montò attentamente sul proprio cavallo e guardò come lo stanco Kit si gettava sopra un cavallo fresco, seguito presto da Henry e Robert.
"Mia signora?" disse Henry.
"Sono pronta".
"Noi andiamo, allora". Piantò i talloni nei fianchi del cavallo, e galopparono lungo la strada, nella direzione da cui era venuto Kit.
* * * * * * * * *
Alexander si voltò sulla sella e ghignò a William. "Tutto questo sarebbe stato tuo", disse, e William abbassò la testa dolorante.
Che Dio ti aiuti, Katie pensò, ed inciampò dietro al cavallo al quale era ancora legato.
FitzJames stesso stava aspettandoli nel cortile. "Cosa significa questo?" disse alla vista di William. "Perché hai fatto di William il tuo prigioniero, Alexander?"
"Mio signore". Alexander smontò ed andò da FitzJames, si inginocchiò e baciò la sua mano. "Io ti ho portato William come prigioniero di guerra. Ti ha tradito, mio signore e ti ha mentito, ed io l'ho portato qui come punizione per la sua slealtà".
"Che slealtà?" la voce di FitzJames era bassa mentre si avvicinava allo sporco e sanguinante William. "Cosa hai fatto, William?"
"Katherine d'Irlanda non è morta", Alexander disse, e FitzJames voltò la testa di scatto per fissarlo, duro. Alexander continuò rapidamente: "Fu presa dal tuo campo e nascosta a Weylin per questi nove mesi. William ha offerto fedeltà a Carrick d'Irlanda, combinato il matrimonio di Anna Rose al proprio uomo, John By the Way, ha protetto il figlio maggiore di Walter, ed in tutti questi mesi ha vissuto nel peccato con Katherine stessa".
FitzJames guardò William col volto pieno di dolore. bisbigliò: "È vero?"
"È vero", disse William, e FitzJames chiuse gli occhi.
"Mio figlio", bisbigliò. Anche Alexander era silenzioso, aspettando la reazione di FitzJames.
Finalmente FitzJames aprì di nuovo gli occhi. Disse, nel consueto tono di comando: "Tu mi hai tradito, William. Hai tradito le promesse che tuo padre mi aveva fatto. Sono sono disgustato. Sono sgomento. Come hai potuto fare questo? Come hai potuto proteggere il mio nemico?"
"Tu vedevi un nemico", disse rauco William. "Io vedevo una donna bisognosa. Ho agito di conseguenza".
FitzJames spinse il viso contro quello di William e sputò: "Doveva essere mia! *Era* mia, dovevo farne quel che desideravo. E per mia soddisfazione avrebbe passato i suoi giorni qui, tra le umiliazioni, sempre consapevole che sarebbe potuta essere la mia regina. Come hai potuto disubbidirmi così, William? Come hai potuto fare questo a me?"
"Perché io non potevo permetterti di farle quello", disse William, scuotendosi quando FitzJames lo schiaffeggiò sulla bocca.
"Non potevi permettere! Il tuo signore, il tuo vassallo, il tuo padrone! La mia parola è legge!"
"Tu non mi domini", bisbigliò William, incapace di innalzare di più la voce, e FitzJames lo schiaffeggiò di nuovo.
"Sei uno sciocco. Tu sei molto più sciocco di quanto potessi sospettare. Tu mi deludi, William. Tu sei il solo da cui non mi sarei mai aspettato di essere deluso". Si sollevò e disse, attraversando il cortile con la voce: "Noi impartiremo una lezione a William Wolf's Son. Ordino che sia messo nella novità appena importata dai nostri amici gallici. Ordino che sia messo nell'oubliette". (segreta con apertura solo nel soffitto)