~ ~ Nove ~ ~

Celebrarono il Natale con la solennità e la gaiezza che gli sono proprie e dopo il capodanno romano e la dodicesima notte, la vita a Weylin tornò alla normalità.
Katherine era quasi dolorosamente consapevole che gli ospiti di William sapevano che egli divideva la sua camera da letto e che la maggior parte, se non tutti loro, pensavano che fosse la sua amante, però non sapevano chi lei fosse. La pensavano, al più, una vedova o una nobildonna catturata, sotto la sua protezione in cambio del suo corpo, sapeva che c'erano molti pettegolezzi fra gli ospiti riguardo la reale paternità di Quaid. Per loro era soltanto Katherine, e certamente non la donna ritenuta essere la più bella al mondo.
Ci fu una sera sgradevole, quando un gruppo di cantanti venne, ed uno di loro sembrò riconoscerla. Cantò uno dei poemi scritti su di lei, dandole molte occhiate significative, ma nessuno degli ospiti disse nulla che potesse suggerire un sospetto. Più tardi William aveva parlato col cantante, chiarendo che sì, Milady era una donna molto bella, ma Katherine d'Irlanda era morta da mesi.
Lei spesso pensava che fosse più vero di quanto lui pensasse. La donna che era stata, era andata da tempo.
I lunghi mesi invernali passavano faticosamente, gelidi e desolati. Katherine prese l'abitudine di stare in piedi sul parapetto, guardando il mare, abbracciandosi strettamente sotto il mantello di lana. Voleva solo andare a casa, proteggersi dietro alla sua famiglia e dedicarsi ai suoi bambini.
Allontanarsi da questa tentazione… una tentazione dolce, certo, ma nondimeno una tentazione… e dedicarsi teneramente alla memoria di Walter come alla fiamma di una candela.
Sarebbe stato facile resistere se William fosse stato un bruto. Se fosse grezzo o crudele, se colpisse i suoi servi, se la terrorizzasse, allora sarebbe stato facile andare via. Avrebbe voluto andare via, se fosse così.
Ma non era una bestia. Era paziente con Quaid: lo teneva, lo baciava, lo accarezzava, gli parlava a bassa voce e giocava con lui, come se fosse suo figlio. Trattava i servi con imparziale benevolenza e trattava lei come se davvero fosse la signora della casa, con rispetto e deferenza.
Sarebbe stato così facile, meraviglioso, dolce e magnifico arrendersi, assecondare questa tentazione e fare di lui il suo amante. Non aveva mai considerato prima una cosa del genere. C'erano state offerte, certo, ma mai come questa. Qualche volta William alzava gli occhi dalla cena o mentre giocava con Quaid, e la guardava così intensamente, con tale brama e tenerezza che lei voleva prenderlo tra le braccia e… e… solo… amarlo.
Devo smettere di pensare così, diceva a se stessa chiudendo gli occhi, desiderando essere così vicina all'oceano da poterne sentire gli spruzzi freschi sul viso.
Strinse le braccia attorno a sé, rabbrividendo sotto al mantello.
Sarebbe più facile da sopportare, dopo essere partita. L'avrebbe dimenticato col tempo, avrebbe dimenticato la passione del suo semplice bacio e la brama negli occhi.

"Kate", disse una voce dolce dietro di lei. Iniziò a girare la testa, ma sapeva chi era.

"La tua casa è così bella", disse quietamente, mentre William arrivava accanto a lei.

"Ti mancherà?"

"Sì".

"Io ti mancherò?"

"Sì", bisbigliò, fissando tenacemente il mare.

"Anche tu mi mancherai".

Non poté rispondere niente a questo. Pensava che se l'avesse guardato gli si sarebbe gettata tra le braccia e non l'avrebbe mai lasciato andare.

Dopo un momento William disse: "Sei ansiosa di lasciarmi".

"No".

"Tu odi questo luogo".

"No".

"Vuoi solo tornare dal tuo popolo".

"No, non è vero".

"Allora perché stai qui in piedi per ore ogni giorno, in attesa di avvistare la nave del ritorno?"

"Aspetto solo notizie. Quando John ritornerà mi dirà dei miei figli. Bramo di sentire come stanno".

"È solo questo ciò che brami?" bisbigliò, e lei avrebbe voluto singhiozzare.

"Oh, Dio, William io non posso farlo! Tu sai che non posso stare con te. Non abbandonerò tutto quello che amo per poche ore di estasi con te. Per favore, per favore non chiedermelo più. Io non sono forte abbastanza per resisterti".

"Mia carissima signora", disse quietamente. "Mia carissima Kate".

"Per favore", disse, spostando il viso.

"Non oserei mettere alla prova la tua virtù. Non oserei. Ma tu devi andare? Non potresti fare di Weylin la tua casa?"

"Credi, con tutta onestà che se facessi di Weylin la mia casa, io rimarrei casta?"

Egli chiuse gli occhi. "Tu non hai fiducia in me".

"Io non ho fiducia in me stessa".

"Mia cara… "

"Per favore, no. Sono affaticata, William, ho nostalgia di casa e sono stanca. Mi mancano i miei amici, mi mancano i miei figli, ho perso il mio amore". Non poté più lottare contro le lacrime, e chiudendo gli occhi, permise loro di cadere. "Voglio andare a casa. Tu mi dimenticherai presto".

"Mai", disse William, asciugandole le lacrime con le dita. "Mi disonori dicendolo".

"Sei veramente mio amico, William?"

"Spero di sì, mia carissima signora".

"Allora fermati. Per favore. Sono lacerata… io sono lacerata… "

Lo sentì avvicinarsi, sentì la morbidezza delle labbra sulla guancia, baciarle via le lacrime. Oh, avrebbe potuto fare fronte alla crudeltà, rifiutare di obbedire alle richieste, ma la sua tenerezza la fece crollare. Abbassò la testa, lui sospirò e le lisciò i capelli.

"Io non voglio istigarti a quello che tu percepisci come un peccato. Non voglio certo che tu tradisca la memoria di tuo marito. Ma mi mancherai quando andrai via. Mi mancherai".

Posò la guancia contro la sua testa, e le baciò piano la parte superiore della testa.
Katherine non poteva muoversi né parlare… desiderava ardentemente di abbracciarlo, di baciare il suo amato viso e di passargli le mani attraverso i capelli indisciplinati ma non osò. Non sarebbe finito in modo innocente.
Ma rimase nell'abbraccio piangendo, e lui continuò a baciare via le sue lacrime, dolce e delicato come il bacio di un bambino, confortandola come confortava Quaid.

Improvvisamente il suo corpo si irrigidì, e guardò in su: "Cosa c'è?"

"Una nave si avvicina".

"Che bandiera porta?"

Si fermò. "La nostra".

Katherine non poté trattenere il sorriso. "John", disse impaziente, e William annuì, con labbra tremanti.

"E al più presto mi lascerai" disse, ed ora le lacrime minacciava di versarsi dai suoi occhi.

"Tu sapevi che non sarei rimasta per sempre".

"Non sapevo quanto avresti riempito il mio cuore".

Gli mise la mano sul viso, e lui chiuse gli occhi, strofinando la guancia contro il suo palmo. "Tu mi dimenticherai" gli disse. "Tu presto troverai un'altra, per riempire ogni vuoto dentro di te. Non potrò essere io. Vado giù ad accogliere la nave. Tu puoi venire, se lo desideri".

Lui scosse la testa. "Aspetterò. Vorrei... posticipare il più possibile".

Katherine si alzò sulla punta dei piedi e gli baciò le labbra, solamente sfiorandole, ed andò in fretta alla banchina per aspettare che la nave attraccasse.
John era tornato davvero, e con gioia di Katherine aveva portato con sé Mel Foalon. Si abbracciarono senza riuscire a smettere di parlare, e gli altri indietreggiarono per permettere loro di riunirsi. Fu solo dopo che Mel si fu lavato e riposato, che lui e Katherine finalmente si sedettero a parlare seriamente.

Ma doveva prima giocare con Quaid, parlandogli in irlandese. Quaid lo guardava seriamente, come se capisse, e rise deliziato quando Mel gli fece il solletico. "È un bravo ragazzo", disse Mel a Katherine. "Un bellissimo giovanotto. Sua Altezza ne sarebbe stato così orgoglioso".

"Io ne sono orgogliosa" disse Katherine. "Sarà un guerriero eccellente".

"Anna Rose desidera vederlo. Sta molto bene. I suoi zii l'adorano come adoravano te. È cresciuta molto" aggiunse. "Presto sarà più alta di me",.

"Quello non è difficile", lo stuzzicò dolcemente Katherine, e Mel rise.

"Ma io sono un pigmeo in una terra di giganti", disse Mel. "Dimmi di questo William Wolf's Son".

"Mi salvò la vita, Mel, e quella del piccolo. Credo che a Walter sarebbe piaciuto".

"Ma è fidato?"

"Sì. Sì. Della massima fiducia. Perché, Mel? Cosa succede?"

"Notizie frammentarie arrivano da Angria" disse lentamente Mel. Mise Quaid in grembo a Katherine e gli accarezzò la testa per un momento. Disse: "Il tuo popolo sta bene, nel complesso. Lui ha sostituito la maggior parte della corte, ma ci sono state poche morti. Suppongo che sappia di essere quasi un demone per i contadini".

"Sento che c'è di più".

"Tuo padre il Re, espresse il suo dolore a FitzJames per la tua morte. Quando noi sentimmo… " sospirò. "Non ci fu lutto simile a Tara da anni".

"Ti feci sapere che stavo bene appena possibile".

"Lo so. L'allegria alla notizia fu pari alla tristezza del lutto. Loro ti desiderano ardentemente, Kate. Sono venuto per portarti a casa".

Katherine abbassò gli occhi e baciò Quaid per non guardare Mel.

"Kate? Cosa c'è?"

"Quaid è ancora troppo piccolo per viaggiare. Ci vorrà ancora qualche mese… ed io non voglio viaggiare durante l'inverno. Vorrei aspettare fino a primavera".

"Molto bene. Pensi che a William Wolf's Son dispiacerà ospitarmi?"

"Potresti dover cantare in cambio della cena".

"Non l'ho sempre fatto?" si sorrisero l'un l'altro.

"Oh, Mel, mi sei mancato", disse Katherine. "Ho sentito la mancanza di qualcuno che mi conosce bene".

"Ho altre notizie per te".

"Come sta Harry?"

"Harry sta bene, prospera. Riguarda Anna Rose".

"Dimmi".

"FitzJames ha sentito che Anna Rose è in età da matrimonio, e ha fatto l'offerta al Re tuo padre di sposarla come gesto di pace".

Katherine lo fissò, alzandosi e stringendo Quaid. "No", disse, "No. Assolutamente no. Che risposta ha dato mio padre?"

"Quando lasciai FitzJames non aveva ancora dato una risposta".

"È vecchio abbastanza per esserle padre… per esserle nonno! Come osa insultare così mio marito!"

"Katherine", disse austeramente Mel, "ora non è il momento di pensare al tuo orgoglio. Tuo padre il Re desidera sapere quello che preferiresti per la sicurezza di Anna Rose".

"Pensa che FitzJames voglia fare vela contro di lui?"

"Si sta preparando".

"Devo pensarci. Oh, Dio, vorrei che non fosse mai nato. È un demone… è un diavolo". Si scoprì a tremare, e Mel le prese Quaid.

"Tuo padre il Re la proteggerà, lo sai".

"Lo so. So che farà tutto il possibile. Preferirei, comunque, prevenire ogni ulteriore guerra. Suppongo di non poter assoldare un assassino", disse cupamente.

"Katherine, c'è un modo più facile. Sposatela a qualcun altro".

"Ma ha solo quattordici anni!"

"Tu eri più giovane".

"Non posso immaginare a chi potrei sposarla. Mio padre ha scelto qualcuno della sua corte? "

"No. vuole che tu venga a Tara, prima di prendere tale decisione".

"Quando Quaid sarà forte abbastanza per viaggiare, potrebbe essere troppo tardi, FitzJames potrebbe essere già in guerra contro mio padre. Oh, Dio, Mel non so cosa fare. La mia povera bambina".

"Non disperare, Kate, penseremo a qualche cosa. La tua famiglia la proteggerà".

"E ne soffrirà. Vorrei che fosse morto su quel campo di battaglia!"

Mel non disse niente, e cullò piano Quaid tra le braccia.

"Devo pensarci. Ne parleremo ancora dopo cena".

"Come desideri". Le porse Quaid, si inchinò, e poi si fermò.

"O forse vorresti un po' di musica?"

"No, grazie. Vorrei restare sola".

Si inchinò di nuovo e lasciò la camera.
Katherine teneva in braccio Quaid che sonnecchiava, ignaro di tutto, camminando a grandi passi e pensando.
La sua dolce, delicata figlia non poteva essere data a quel mostro.
Non si sarebbe mai fermato. Non finché la sua intera famiglia fosse fatta a pezzi.
Non avrebbe avuto pace fino a che tutto il sangue di Walter d'Angria fosse distrutto.
Dovevano in qualche modo distruggere lui, prima.

* * * * * * * * *

Quando Fratello Michael smise di leggere la lettera, John guardò il volto di William con occhi ansiosi. William stava aggrottando le sopracciglia, tormentando il labbro inferiore col pollice. "Così accetta", finalmente disse.

"Accetta. Mi disse che era ansioso di allearsi con te e che ti ricompenserà in ogni modo desideri per aver salvato la vita di Katherine".

"Hmm". William si alzò dal tavolo. Camminò verso la finestra, con le braccia piegate dietro alla schiena, e fissò il mare.

"Dobbiamo dirgli che non desidero una ricompensa, solo fedeltà in caso di un'altra guerra contro FitzJames. Sono molto preoccupato, riguardo come rompere l'alleanza con FitzJames senza incorrere nella sua collera".

"Dobbiamo prestare attenzione al modo in cui dirglielo", disse Michael. "Ti dichiarerà guerra se saprà di questa nuova alleanza, o che aiutasti Katherine a sfuggirgli".

"Lo so. Credo che il rischio valga la pena. Aspetterò a rompere l'alleanza con FitzJames finché non sarò certo di una posizione più forte".

"Spero che non saremo scoperti in anticipo" disse Michael.

"Mio signore", disse esitante John, "io sarò felice di inoltrare qualsiasi messaggio che tu desideri spedire a sua Altezza, se vorrai rimandarmi.

"Hai una simpatia per l'Irlanda" disse William, voltandosi e sorridendo.

John arrossì sotto la barba e disse: "Le persone sono molto… affettuose".

"C'era una persona in particolare?"

John sospirò e disse con esasperazione: "Sì, una persona affettuosa in particolare. La ragazza. Anna Rose. William, è bella, dolce, matura oltre i suoi anni, ed io… vorrei rivederla".

"Penso di poter inventare una scusa", disse William. "Immagino che sia molto somigliante alla madre".

John sorrise, ancora arrossendo. "Più alta e più snella, e non così chiara di carnagione. Ma sì, per il resto è proprio come la mia signora. E Katherine è amata dal popolo di suo padre. Loro sono ansiosi che ritorni. Suo padre pianse quando l'informai che è ancora viva".

"Ti manderò presto", disse William, ed il sorriso di John si allargò.

* * * * * * * * *

A cena Mel li omaggiò con alcune canzoni, in lingua irlandese e sassone, ma Katherine scoprì di non potergli prestare l'attenzione che meritava. La sua mente era troppo occupata con la preoccupazione per Anna Rose.
Era sicura che se FitzJames avesse catturato in qualche modo Anna Rose, probabilmente l'avrebbbe sposata davvero, ma avrebbe reso il matrimonio un inferno, e l'avrebbe uccisa appena avesse avuto un bambino o due. Ma non poteva pensare ad un modo per mettere Anna Rose in salvo, fuori della sua portata.
O piuttosto, poteva, e questo le fece dolere il cuore.
Doveva confidare in William. Non avrebbe voluto… molto aveva già fatto per lei… ma era l'unico modo.

Così quella sera chiese a William di sedere con lei un po' prima del solito. Lui giocò col bambino mentre lei tentava di decidere come affrontare il soggetto, e finalmente sputò fuori: "Ho ricevuto notizie che FitzJames vuole prendere moglie".

William alzò le sopracciglia. "Non l'avevo sentito. Certamente le consideri buone notizie… non è più interessato a te".

"È difficile essere interessati ad un cadavere, non credi? E non sono buone notizie. Vuole sposare mia figlia".

"Ma è assurdo".

"Sì, sono d'accordo. Ed io temo che se mio padre dovesse rifiutargli la mano di mia figlia, gli dichiarerà guerra per calmare ancora una volta il suo orgoglio ferito. Sto tentando di pensare ad una ragione che potremmo dargli, che non lo offenda ma che metta al sicuro Anna Rose".

"Penso di avere un modo".

"Anch'io. Mi piacerebbe che tu sposassi mia figlia".

Il respiro di William gli sfuggì come se fosse stato colpito.

Katherine prese un respiro profondo e proseguì. "Non suggerirei una tale cosa se non fossi disperata. Se tu sposi Anna Rose, FitzJames non potrà toccarla. Preferirei che morisse piuttosto che quell'uomo metta le mani su di lei".

William spostò la mascella e disse piano: "Mi dispiace, Katherine, non posso fare come chiedi".

"La sua vita è in pericolo! Per favore, non mi abbandonare, ho un bisogno disperato".

"Io non posso sposarla".

Katherine sentì le lacrime minacciare. "Lo so che è giovane, ma possiamo fare ora il fidanzamento, e tu potrai sposarla tra un anno o due".

"Io non posso farlo, Katherine".

"Perché non mi aiuti? Lo so che questo è un enorme favore da chiedere ma… ma… ma è la mia bambina", finalmente disse, e la sua voce si ruppe.

"Si tratta della vita e della felicità della mia bambina. I giovani uomini che avevo preso in considerazione precedentemente, sono morti. Non posso pensare a nessun altro cui affidarla. Per favore, William. Se non per altre ragioni, perché te lo chiedo io".

William la studiò, e disse piano: "Io non posso sposare tua figlia, signora, mentre sono innamorato di sua madre".

Katherine lo fissò. Non poteva dire niente. William proseguì burberamente: "John by the Way non è sposato. È un uomo buono. Ha un buon reddito dalle sue terre, ed è fedele solo a me. Mi ha detto poco fa che è ansioso di ritornare da lei. Credo che così sarebbe più saggio. Si prenderà buona cura di lei, Katherine".

Katherine disse piano: "Tu mi ami?"

"Sì" mormorò William, e chiuse gli occhi, tenendo Quaid al petto.

Katherine disse in tono molto diverso: "Scriverò a mio padre, e ad Anna Rose. Organizzerò il matrimonio con John. Andrà bene per lei".

"Sì. Andrà bene per lei ".

Katherine prese a sé Quaid baciandolo dolcemente, allacciandolo alla fascia che aveva al petto. Si alzò per andare, poi si fermò. "Da quanto tempo, William? Da quanto mi ami?"

Lui la guardò. "Non so. Forse dal primo momento in cui ti vidi. Forse dalla notte in cui ti tenni tra le braccia e tu piangesti nel tuo delirio. Forse da quando ti vidi dare alla luce Quaid. Forse io nacqui amandoti. So solo che non smetterò mai".

Lei annuì una volta.

"Grazie, William".

Lasciò la camera.