COMMENTO A INFERNI PRODEUNT di PAPERCLIP ( xadicta@hotmail.com megustanlaspipas@yahoo.es )
 
 
 
TRADUZIONE: Angelita ( angerkat@hotmail.com )
 
 
 
VIAGGI.
In questa fanfic si parla di viaggi. Ma ci sono così tanti tipi di viaggi che è lecito chiedersi…vi va di intraprendere questo insieme a noi? Insieme all’autrice, Paperclip, insieme alla traduttrice, Angelita, o…insieme a "loro" , i protagonisti di questa fanfic ?
No, non servono bagagli pesanti, ma solo la vostra passione, la vostra curiosità e… un po’ di tempo tutto per voi.
Ci sono i viaggi che si fanno verso qualcosa o qualcuno. Alla ricerca della verità, cercando delle risposte o…alla ricerca del proprio passato o…del proprio futuro.
Ci sono i viaggi che si fanno da qualcosa o qualcuno, per scappare, per nascondersi, per sfuggire alla morte o…all’Armageddon.
Ci sono i viaggi di fantasia, in cui sogniamo…speriamo…fantastichiamo.. per esempio di una bocca straordinariamente rossa incastonata in una pelle di porcellana, labbra così belle , desiderate e… irraggiungibili.
Ci sono i viaggi che non sono altro che missioni, quando non ti è dato chiedere i perché ed i percome…e non hai diritti ma solo un dovere, fare il tuo lavoro, quello che ti hanno pagato per fare.
Ci sono anche i viaggi che si fanno per nascondere o distruggere la verità, quelli in cui l’aria è sinistra, cupa, e si intravede una piccola luce rossa e un sorriso beffardo, malefico, che spunta in un alone di fumo;… sentite anche voi la puzza di sigaretta?
E c’è il viaggio più importante di tutti…quello che si fa alla ricerca di se stessi, abbattere tutti i muri e le paure, provare a vivere …farlo veramente, scrollandosi di dosso tutte le incertezze e le armature, senza paracadute e limiti, dimenticandosi per un momento delle regole e…provare a credere.
Vi sentite vagamente intricate? Riprovo con qualche piccolo dettaglio?
La vita di Hannah non è mai stata facile, sempre scappando da un destino incerto per colpa di un padre di cui sa poco o niente. Ma alla sua morte tutto cambia, tutto si fa palese e…non sei più una ragazza di 16 anni, ma…la custode di segreti orribili e, per quanto sei eccezionale, non sei in grado di portarne il fardello sulle spalle da sola, perché ormai che sai sei…braccata.
A chi chiedere aiuto??? E …chi può capirti? Si potrebbe rispondere con una semplice frase/citazione
"…lo sai che credo a tutto. Sono rimasto puro come un fanciullo…"
Conoscete per caso qualcuno che corrisponde alla descrizione? Che ha fatto della sua vita una crociata alla ricerca della verità? Qualcuno che conosceva il padre della ragazza, prima che venisse ucciso.
Una conferenza che fa tanto Patient X, un primo approccio; poi inizia il viaggio.
E…naturalmente, lungo il cammino, al ns Angelo protettore della ragazza si unisce presto la sua compagna di viaggio, che ha una gran voglia di strozzarlo per la sua incoscienza e il non rispetto del protocollo che potrebbe compromettere tutto, non solo le loro carriere, ma…quando mai tutto questo ha avuto importanza? Come si fa a rispondere NO a chi…CREDE con una tale passione, a chi sostiene ardentemente che LA VERITA’ STA LA’ FUORI e che non deve essere lasciato nulla di intentato …per la vita e per la morte… per l’umanità!
E cosa si può rispondere ad una sedicenne che esprime un desiderio bizzarro, se non fosse per le circostanze " vorrei compiere 17 anni…" . Come tirarsi indietro, nonostante la tensione?
Se per caso leggendo le prima pagine vi sembra di aver già letto o sentito qualcosa del genere, posso dirvi che si, la qual cosa non solo ricorda AD NOCTUM di Irati, ma…potrebbe essere la trama perfetta del II film su XFILES perché parte esattamente da dove ci ha lasciato il film (a cavallo della 5 e 6 serie). E non solo per la trama, ma anche per una certa tensione causata da un "discorso " lasciato in sospeso su un "certo corridoio". Passo a postarvi brevi frammenti che…lasciano il segno.
 
Scully continuava ad essere quella di sempre. Così che lui finse che non era successo niente, e la normalità continuò ad abitare tra loro. Forse non ricordava quel " Mi mantieni onesto" né quel" Non so se voglio fare questo da solo, nemmeno so se posso". Forse nemmeno ricordava il bacio interrotto da quell'ape inopportuna. Ma lui sì ricordava tutto, fino all'ultimo dettaglio: la camicia che le usciva dai pantaloni, in un modo disordinato e stanco atipico in lei, la sua voce abbattuta e sconfitta, l'abbraccio che confortava, il lieve sfiorarsi delle loro labbra prima che lei svenisse e la portassero lontana da lui. Lo ricordava, e questo lo faceva disperare.
Dovevano parlare, dovevano mettere le cose in chiaro. E poi dopo, doveva baciarla una maledetta volta, perché era insopportabile averla vicina tutte le mattine e non poterla toccare.
 
Chiamatemi pazza, ma io ci vedo molti riferimenti in questa fanfic, perfino di Rain. Sarà coincidenza, ma… c’è una frase che parla di una certa BOLLA quella in cui "abitano" M&S e…guardate cosa ho messo in neretto di seguito, una frase che sembra presa da UNIVERSO PRIVATO, sempre di Rain, durante una scena che, me lo consentirete, è la copia perfetta della scena in corridoio di FTF! EHI! Ma non ci basta CC?????!!!!!!!!
 
Parcheggio del Dunes Den Bar & Grill
8:52 pm
- Siamo sempre vicini, Mulder. Ma a volte credo che non arriveremo mai.
Mulder sapeva che parlava della verità che entrambi cercavano da anni, ma per una frazione di secondi fantasticò con l’idea che la piccola rossa avesse fatto una metafora della loro relazione. Vicini e lontani allo stesso tempo. Insieme ma separati. Incapaci di fare il passo successivo per paura. O forse perfino con diverse versioni. Lei senza aver mai pensato a questa possibilità, lui ossessionato da un’illusione impossibile. Un corridoio e pochi millimetri di distanza carichi di desiderio che si trasformavano in migliaia di chilometri coperti di neve e desolazione.
Stavano vicino. Molto vicino. Con le mani strette sul suo viso di porcellana, le teste inclinate, occhi negli occhi e facendosi domande l’uno all’altro nella loro comunicazione silenziosa. Esattamente uguali o completamente diversi, chi poteva dirlo.
Mulder sentì un alone d’elettricità ed un formicolio nello stomaco. Aveva gli occhi bloccati e fissi su Scully, che lo guardava con una pena brillante per le lacrime frustrate. In quelle immense iridi oceaniche c’era lo stesso disfattismo stanco del giorno in cui gli aveva detto che abbandonava, e qualcosa di antico e sconosciuto si agitò in Mulder. Senza pensarci e mosso da un impulso, si strinse contro di lei e la sentì tremare. Guardò le labbra della sua compagna, disposto a mandare nel Congo Belga il regolamento dell’FBI, Cassidy, l’OIP e tutti i federali messi insieme.
Ora o mai più , Mulder.
E perché precisamente ora?
Perché la pelle delle sue guance sembrava latte tiepido, perché i suoi occhi erano due pozzi tempestati di lacrime, perché era bella come sempre e vicina come mai.
E perché era Scully, l’unica tra cinque miliardi.
Seguì con i pollici il contorno della sua bocca, e allora fu quando li sentì.
Due spari. Un grido rotto. Un colpo secco.
E lo capì. Entrambi lo capirono, con i corpi tesi e le gambe che correvano con ansia verso la fine del parcheggio.
- Hannah!- gridò Mulder
 
Bisogna anche dire che l’autrice è stata molto brava a ritrarre il carattere dei personaggi, forse proprio pensando al film, FTF. C’è una frase delle riflessioni di Scully che mi è piaciuta e, a parere mio, riflette i dubbi e le incertezze che ha sempre avuto.
 
E’ questo, Dana. Stai cambiando ed hai paura.
 
Perché Dana K. Scully è abituata alle cose certe, stabili, provate, scientifiche. Le variabili, come possono essere i sentimenti, non le può gestire, catalogare, classificare e dargli dei confini precisi e quindi …ne ha paura.
C’è un capitolo in particolare che mi ha deliziato, il cap. 15 . Azione e sentimento. Esplosioni e silenzi scanditi solo dal battito del cuore. Viaggi, fin dentro l’anima. E non poteva aprirsi meglio che con una frase di Pablo Neruda:
 
" Come cadere dalla pelle all'anima "
C’è una frase poi che mi piace perché….è il mio mantra, come credo possa esserlo di tutti. Decise che avrebbe vissuto il momento, godendo delle piccole cose, della neve, del mare che poteva vedere dalla sua stanza, degli allegri gorgoglii di Tim…
 
Lo stile? Eccezionale, praticamente vivi la fanfic come un film, tanto è descritta bene. E’ per questo che viene da chiedersi…com’è possibile che sia la prima fanfic scritta? E Più di tutto…com’è possibile che sia l’ultima????!!!!!!!???????
Per parafrasare Mulder potrei dire " Dov’è l’autore? Voglio parlare con l’autore" .
Anche perché, in perfetto stile XFILES il finale lascia una porta aperta tanto da chiedersi…e adesso???? Ma se sei un fan sai… CON GLI X-FILES …NON E’ MAI FINITA !
p.s. L’autrice dice..Ma immagino che uno dei gioielli della fanfiction , quel portento chiamato Irati (AD NOCTUM) mi avvelenò. E non sei l’unica!!!!!! Irati è come una droga (anche se non pratico :) :) :) ); prima ti inebria e ti manda in un mondo fantastico, poi…poi ti rendi conto che …non puoi starne senza!!!! :) :) :) :)

 

IRIS (agjwgi@tin.it)