TITOLO: Notte di noi
AUTRICE: Sugar
DISCLAMER: Tutti i personaggi appartengono a Chris Carter e alla Fox, tranne Jamie che invece è mio.
RATING: credo tutti
CLASSIFICAZIONE: MSR
SPOILER: Alla fine di Existence
TRAMA: I pensieri e i gesti di una famiglia nuova.
DEDICHE: Per noi e per questo inatteso e illuminante ritorno al passato.

 

Casa di Scully. Notte fonda.

Ti tengo in braccio e ancora non credo che tu sei qui. Un giorno di qualche anno fa incontrammo un bambino, Jamie, che mi predisse la tua nascita…cioè in realtà tu dovresti essere lui…Non ci far caso piccolo mio, quando crescerai ti racconterò un sacco di storie e tu riderai di me, ne sono sicuro. Ti guardo e non sento più la disperazione. Come posso conoscerti da poche ore e amarti già così tanto? Mi sono chiesto cosa raccontarti di te e della tua nascita, che dire a tua madre e soprattutto a me. Ora lo so. Un piccolo miracolo, nulla può affermare il contrario. Ed io che ora ti stringo tra le braccia capisco solo ora che ogni piccolo essere come te è un miracolo. La vita in se è un miracolo.
Nulla conta di più.
Ti annuso. Sai di latte e la tua pelle è bianca, morbida…Come potrebbero farti del male?? William.
Ripeterei il tuo nome all’infinito. Ti avvicino al mio viso. Voglio che riconosci anche me dall’odore, voglio essere presente adesso perché domani forse sarò già partito.
Mulder chiuse gli occhi per un istante.
Non posso credere che riuscirò a lasciarti...Ti chiederai come posso, ma se lo faccio e solo per proteggerti. Perché voglio allontanare da te l’incubo del futuro, voglio andare a caccia di quelle bestie che sarebbero capaci di farti del male e cancellarle dalla tua vita. Sai che potrei dare la mia per te. Perché tu dovrai sorridere in un cammino che sarà difficile solo perché non riuscirai a chiedere alla ragazza che più ti piace di uscire con te, o perché ti ammalerai alla vigilia della partita di baseball a cui tenevi tanto. Se non sarò con te sarà solo perché tua madre si sarà decisa finalmente a buttarmi fuori dalla sua vita. E comunque non mancherò mai alle tue partite, perché tu giocherai a baseball come…Si fermò. Stava per dire “Come tuo padre”…Ma potevo arrogarsi quel diritto? Nella sua testa rimbombava ancora l’odore e il calore di Scully durante le notti in cui avevano fatto l’amore…Quando si svuotava in lei aveva così desiderato ardentemente di realizzare il suo desiderio di maternità che forse quel desiderio si era materializzato nel bambino che ora stringeva tra le braccia. In fondo bastava crederci.
Rise toccandogli la punta del naso “Eccola…” e alzò gli occhi verso Scully. “Dana Dana Dana” si ripetè in mente…ora lei è solo Dana…

Scully allungò le braccia per prendere il piccolo che cominciava a borbottare “Deve mangiare”

E con il gesto millenario di ogni madre, Scully si portò il suo bambino al seno. Mulder li guardava consapevole della felicità che provava. “Voglio crederci.”

“Di cosa parlavate, eh, voi due?”

“Ah! cose da uomini mammina!”

Anche Scully provava una felicità fino ad allora sconosciuta. Che importanza aveva in quel momento sapere dove, come e perché William era stato concepito? Aveva tutto ciò che desiderava. Mulder e William. Vedeva i suoi occhi riflessi in quelli dei suoi due uomini e le parvero dello stesso intenso colore…
Ed ora dormiva William. Lo adagiò nella culletta.
Anche Mulder si era addormentato sul divano. Quante volte lo aveva lasciato dormire lì, perché il dolore di perderlo gli impediva di accettare la consapevolezza di amarlo. Ora non poteva più.
Negare a se stessa e a lui di amarlo profondamente.

“Ehi…Mulder…” gli passò una mano tra i folti capelli.

Mulder si svegliò di soprassalto. “oh…Dana” Il suo nome fra le labbra di Mulder pareva essere fatto di un suono nuovo. “Allora…William dorme?”

“Si…un po’ di tregua”

Si sedette accanto a lui “Il pizzaiolo non s’è fatto vedere” La prese in giro lui.

“Eh no…aspetta che tu vada via…” e gli posò una mano sopra la sua. Mulder le si avvicinò “allora aspetterà tanto” e la baciò “perché non ho proprio intenzione di andare via!”

Erano frastornati da tutta quella felicità e soprattutto dall’idea di normalità che sembrava regnare in quel momento. Nessun rumore, solo i loro respiri, profondi e all’unisono.
Mulder la tenne stretta un po’ a se, come per prendere finalmente coscienza del fatto che ora erano finalmente liberi di amarsi. La baciò di nuovo, e ancora e ancora…si sentiva un ragazzino alla sua prima cotta…Avevano miliardi di cose da dirsi eppure a nessuno dei due andava di infrangere la quiete di quell’istante. Poi il vagito di William.

Scully fece per alzarsi ma Mulder la fermò “Vado io” e tornò di lì a poco col bambino tra le braccia. “ha smesso non appena l’ho preso…Voleva stare con noi…” e si sedette accanto a lei sul divano.

“Non cominciare a viziarlo, eh…” lo rimproverò scully con tono ironico.

“Si che lo voglio viziare…io sarò qui a viziarlo mentre tu andrai a lavoro e ci manterrai”

“Ah bella la vita eh…” e risero mentre William si addormentava sereno fra le braccia di Mulder.

“Dai vado a rimetterlo nella culla…”Prese il bambino e lo tenne con un braccio mentre allungava la mano verso quella di Mulder “Vieni…andiamo a letto anche noi” E quella parola risuonò come melodia nelle loro teste.

Mulder prese la mano “Arrivo…tra un attimo”

“Ok”

Una famiglia. Siamo una famiglia vera…. Dobbiamo partire, fuggire via, non voglio risposte, voglio la pace, la pace sulle sue labbra, nel suo ventre, tra i suoi capelli, nell’odore di William. Sono stanco di cercare e di lottare, ho avuto il mio miracolo. Ho una nuova responsabilità, adesso. Non posso…Perché è così difficile lottare per quello in cui credi? Quando entrò in camera Scully era già a letto. La sua donna e il suo bambino. Si sentiva uno stupido a ripetersi quelle cose milioni di volte nelle mente ma voleva ripeterselo perché lo sentisse vero.
Si spogliò con gesti lenti, quasi a voler godere l’ebbrezza di quei momenti nuovi. Di quell’intimità profonda. Si stese accanto alla donna che si girò abbracciandolo.

“Cosa devi dirmi, Mulder”

Mulder le prese le mani fra le sue “Dobbiamo andar via, andiamo a vivere lontano in qualche sperduto paese del sud, o anche in Europa…dove vuoi ma lontano dai nostri incubi”

“Lo sai che non puoi farlo…non adesso.”

“Si Dana…possiamo. Riprendiamoci la vita che qualcuno aveva deciso di spezzarci a metà”

“mulder, non puoi rinunciare adesso. In questi anni nessuno è riuscito a separarci non ci riusciranno ora. Ora che abbiamo William.”

Gli occhi dell’uomo divennero lucidi. Perché Dana aveva così maledettamente ragione? Perché sapeva e voleva avere una vita libera non essere una fuggitiva con il terrore che qualsiasi sconosciuto si avvicinasse a noi lo facesse per portargli via il figlio.

“Nostro…figlio” non era poi così difficile…Dana gli sorrise portandosi la testa fra i seni “Si

Mulder, nostro figlio merita di più che scappare” e si addormentarono stretti in un abbraccio che sapeva di infinito, che veniva da lontano, che aveva attraversato il tempo e lo spazio e superato difficoltà e morte, ostacoli e paure.

“Non ho più paura, Dana.”