A Familiar Heart - Capitolo 10

 

La madre di lei nn era affatto turbata di vederli tornare con Mulder a rimorchio. Scully si era preparata x l’inevitabile ridda di domande, e aveva fatto segno con il sopracciglio alla madre che li salutava entusiasta. Osservò il fratello spingere Mulder su x le scale, x fargli depositare la valigia nella stanza di Charlie, e prese l’opportunità di bloccare la madre e farla tornare in cucina

-Mamma?-

Maggie stava sorridendo e annuendo, ma immaginò immediatamente i pensieri di sua figlia.

-Quel giovane uomo è davvero tanto solo, Dana, -mormorò, -l’ho capito nel momento in cui è arrivato, l’altra sera.-, si strinse nelle spalle, asciugandosi le mani nello strofinaccio, -E ho quasi origliato stamattina.-

-Mamma!-Scully sbiancò, domandandosi cosa sua madre avesse potuto udire, tipo il proprio incontro con Mulder la vigilia di natale.

-Non preoccuparti tesoro, -nn è mia abitudine ascoltare le conversazioni private. E’ successo però che Charlie fosse al telefono con il suo CO (NdT: comando militare), ecco tutto. Ed era sconvolto dalla partenza di Mulder.-

Scully sospirò al fatto che la madre non avesse udito l’intera storia
Ospitare un soldato errante era una cosa, proteggere un uomo con delle ombre nel suo passato come Mulder, quantunque senza colpa, era un'altra.

-Lo era, -accettò lei, felice che ora Charlie fosse sollevato. Ancora nn era certa di come sarebbe passata attraverso i prossimi giorni. Specialmente da quando aveva osservato il modo in cui Mulder aveva reagito alla stazione dei treni; la stupita, quieta gioia di vederla lì ancora, aveva il potere di mandarle brividi lungo la schiena al solo ricordo.

-E tu?-abbassò la voce la madre, appuntando la domanda contro i suoi pensieri vaghi.-Cosa?-

-Sembra che tu abbia permesso a Charlie di riunire tutti i suoi amici qui, ma nn l’hai fatto. Mi domando xkè.-

Gli angoli della bocca di Maggie si sollevarono, e mentre si voltava, ammiccò, andando verso la cucina.

-Il pasto è quasi pronto, -disse oltre la spalla, -vai ad avvertire i ragazzi, che si lavino le mani, mentre sono ancora su.-

Meraviglioso. Mentre nn capiva che tipo di legame ci fosse esattamente tra sé e Mulder, sua madre aveva intuito che c’era una sorta di attrazione tra loro. Ecco tutto quello di cui aveva bisogno: prima Charlie, ora sua madre. Grazie a Dio, suo padre era tornato al Pentagono oggi x lavoro, altrimenti avrebbe offerto a Mulder la sua dote con un bel sigaro cubano. (NdT …magari!!!). Ovviamente, suo padre sarebbe tornato x cena, come Melissa, i ragazzi ed Ellen.
Dio.
L’intera famiglia avrebbe lasciato lei e Mulder da soli. Doveva parlare con Mulder prima di questo, x esser certa che egli comprendesse di nn alimentare il fuoco in ogni modo. E egli nn l’avrebbe fatto, certo. Xkè avrebbe dovuto?
Solo xkè era stato contento di vederla, in una mezza richiesta di scuse, alla stazione dei treni, questo nn intendeva che egli avesse una storia d’amore in boccio.
Erano entrambi due adulti intelligenti, capaci di coesistere come amici, x breve tempo.
Il rumore di scarpe maschili sulle scale le fece sollevare lo sguardo.
Aprì la bocca x parlare ma sentì le parole morirle, all’espressione divorante sul volto di Mulder, che arrivava due passi dopo Charlie.
Un leggero stato di traspirazione le se si sollevò sopra il labbro superiore. Non sarebbe stato facile nulla.

-Mamma dice di andare a lavarvi le mani.Il pranzo è pronto.-disse nervosa, la gola secca.

Tornando dalla stazione, lei aveva il punto + alto, ma ora no, Mulder si muoveva verso di lei, con la lentezza di una pantera, gli occhi senza lasciare mai il suo volto.

-Prenditene cura, spiritello, -replicò Charlie, sfregandosi le mani mentre si indirizzava verso la cucina, -L’ultimo che arriva è un uovo marcio!-

Mulder si bloccò alla fine delle scale, mani nella tasca del pantalone di velluto.
Il suo chascemere era verde foresta, costoso e togli-respiro, x come gli faceva risplendere gli occhi simili a smeraldi.

-Grazie, -disse, espressivo, mantenendo la distanza, benché apparisse caloroso e vitale.

Lei sentì tutto ciò passarle addosso, e fece un passo indietro, leccandosi le labbra.

-Ha cucinato mamma, non io.-

-Non era questo che intendevo, -sussurrò lui.

Lei seppe di esser pronta. La schiena le bruciava, mentre si indirizzavano in cucina.

Xxx

-Credo che andrò a trovare Melissa, oggi pomeriggio.-

La dichiarazione di Scully li fece sollevare dalla zuppa e dai sandwich.
Mulder abbassò il mento x primo, sapendo che lei aveva bisogno di un po’ di spazio personale, sua madre invece fece eccezione alla decisione di Scully.

-Abbiamo ospiti, Dana, -le ordinò dolcemente, dando a Mulder uno sguardo laterale.

-Va bene, -aggiunse lui velocemente, -non sono di compagnia, almeno nn del tipo che può divertire.-

Charlie fischiò, e Mulder quasi lo prese a calci sotto il tavolo.

-Possiamo venire, vero spiritello? Sono certo che anche lei ha bisogno di una pausa dai maschetti. Mulder e io possiamo trovare da fare qualcosa, mentre voi due spettegolate.-

Non c’era modo x lei di poter rifiutare, e Mulder vide un leggero salto di esasperazione attraversarle il viso, prima che lei, freddamente, replicasse.

-Certo. Potete aiutarli a costruire un pupazzo di neve, prima che tutto si sciolga.-

In altre parole, statevene al diavolo, all’aperto, fu ciò che Mulder udì sotto la sua frase. La verità era che a lui nn importava x niente.
Lei poteva fare ciò che voleva, scagliare i figli di Melissa su di lui come granate, e ancora, egli sarebbe tornato da lei x averne di +.
Questa opportunità, pochi giorni di unione, erano un dono in cui egli nn avrebbe mai sperato.
Ed era dannatamente disposto a prendere vantaggio da questa loro prossimità.
Il problema era, che c’era un confine sottile tra un corteggiamento subdolo e spaventarla… oppure, peggio, farla di nuovo arrabbiare.
Egli doveva mantenere il miglior comportamento, facendo passi in avanti soltanto quando permesso.
Scully si alzò, camminò verso il lavandino con il suo piatto. Sua madre fece lo stesso, raccogliendo le rimanenti stoviglie con un sorriso. Mentre le donne si tenevano occupate, prendendosi cura dei piatti, Mulder sospirò, cercando di fare del proprio meglio nel sorridere al ‘pollice in su’ di Charlie.
Era molto difficile, da fare, specialmente xkè egli nn aveva molto x urlare in trionfo. Un intero pomeriggio insieme, bè... una specie.
Egli sarebbe stato relegato ai bisogni di controllare i bimbi, ma nn esisteva un altro modo. In genere i ragazzini nn schiacciano un pisolino?
Se avessero dovuto costruire un pupazzo di neve meglio di qualsiasi altro, loro l’avrebbero fatto.

Xxx

-Avrei dovuto avvertire il tuo Mr. Mulder che Danny e Donny sono dei selvaggi.-

Scully sollevò lo sguardo dal proprio caffè x pizzicare sua sorella con uno sguardo glaciale.

-Egli ‘non’ è il ‘mio’ Mr. Mulder.-

Melissa diede uno sguardo dalla finestra della cucina, con il volto in approvazione, ma curioso.
Ignorando la correzione di Scully, considerò.

-Non è male, davvero.Un po’ troppo alto e magro x i miei gusti, ma ha un sorriso carino.-

-Missy!-

Melissa si allontanò dalla finestra, x accomodarsi accanto sua sorella.

-Cosa? Una ragazza nn può guardare?-

Sembrava così naturale sedere con sua sorella, nella piccola cucina, discutendo i meriti di un bell’uomo, anche se era Mulder. I giorni di angustia adolescenziale x il locale eroe del football erano lontani, la loro innocenza persa, in una fanghiglia di miserie e guerra. Scully ne lamentò brevemente la mancanza, poi comprese che il mondo era andato avanti, proprio come lei avrebbe voluto. Il marito di Melissa era stato il compagno xfetto, impulsivo, leale e amoroso.
Ma se ne era andato ormai da un anno, e Scully nn poteva sopportare di vedere Melissa da sola.
La sua attitudine di giudizio era nn garantita.

-Mi spiace, Missy, -mormorò, -E’ solo che… x me… tu sei ancora con...-si confuse, nn sapendo come spiegare che a volte era come se sentisse che nn si era ancora svegliata dal sonno di tre anni di guerra e nulla era cambiato.

E invece era cambiato tutto.

-Con Rob?-Melissa finì dolcemente. Poi prese la mano alla sorella sul tavolo, gentilmente stringendola.

-Dana, ho amato Rob con tutto il mio cuore, quando l’hanno ucciso, ho pensato di nn poter andare avanti. -mosse la testa verso le urla dei ragazzi che venivano dal retro.

-Ma l’ho fatto, x loro. I miei ragazzi. Rob ci ha lasciato in buone condizioni finanziarie, ma avevo bisogno di altro. Capisci?-

Scully cercò il volto speranzoso di Melissa: c’era qualcosa che nn aveva mai visto.
Alla vigilia di natale, lei aveva portato via la famiglia dopo solo un paio d’ore, adducendo il bisogno di portare i ragazzi a letto, in tempo x l’appuntamento con Santa Claus. Ora, Scully aveva capito che c’era un motivo ulteriore nella partenza repentina di sua sorella. Le era scritto su tutto il volto.
Un leggero, sorrisetto di consapevolezza le arrivò sul viso.

-Va bene, chi è lui?-la vera domanda era: xkè Missy nn l’aveva detto ai loro genitori?

Se sua madre avesse saputo che aveva qualcuno, avrebbe sparso la notizia velocemente e lontano.
Melissa si alzò, camminado verso la cucina. Si versò un'altra tazza di caffè, stringendosi nelle spalle.

-Si chiama Melvin Frohike. E’ un brav’uomo, un uomo d’affari, veramente. E’ nella navigazione.-

Cosa Melissa stava x dire, mise in allarme Scully, nel profondo.

-Ed è sposato, -mormorò, percependo sua sorella dirlo.

-No…-

Doveva esserci una qualità ripugnante riguardo quest’uomo, x rendere così elusiva Melissa.

-Non è cattolico..-suggerì Scully. Pensò che a suo padre nn sarebbe importato, se nn importava a lei. Ma sua madre poteva avere un colpo.

Le brave ragazze cattoliche erano state fatte x i bravi ragazzi cattolici.
Al pensiero, lei guardò oltre la finestra dove Mulder e Charlie stavano giocando rumorosamente con i ragazzi.
Certo, sua madre l’aveva già sposata con Mulder nella mente, e le differenze religiose nn erano emerse.
Forse Charlie aveva ragione: forse la guerra 'aveva' cambiato la mamma, come chiunque altro.
Melissa si voltò, andando di nuovo verso la finestra.

-Veramente, nn gliel’ho nemmeno chiesto.-

-Allora cosa c’è?-

-Nn c’è niente di sbagliato in lui, Dana. D’altro canto, siamo solo amici, nn è che stò x fuggire con quest’uomo domani.-

-Missy..-la avvertì lei, domandandosi se la reticenza di Melissa fosse dovuta.

Dal vago modo in cui lei aveva descritto quest’uomo, nn c’erano tratti che la loro famiglia avrebbe trovato obiettabili.
Rob era stato perfetto x lei, ma c’erano stati molte false partenze x Missi prima di lui. Un ragazzo dopo l’altro, molti dei quali dei ribelli.
Un improvviso pensiero fece impallidire Dana.

-Non è un comunista, vero?-

Melissa rise, spostandosi verso la porta.

-No! E’ solo un uomo, Dana. Infatti, lo incontrerò tra un po’. Arriverà x cena stasera. -e aprì la porta del retro, urlando ai ragazzi, -Stà diventando buio, è ora di rientrare.-

Scully seppe che nn avrebbe ottenuto altro dalla sorella, e si alzò dicendo.

-Immagino dovremmo andarcene allora.-

-No, rimani, -disse Melissa, sbattendo la porta.

-I ragazzi saranno distrutti dopo cena, e vorremmo fare una specie di festa. Solo x gli adulti.-sollevò le sopracciglia, prendendo la tazza di Dana.

-Dirò a Charlie di portare Ellen, e potremo giocare a carte o fare qualcos’altro.-

Una bella, piacevole serata, passata con ..Mulder. Dio, lei nn poteva. L’ovvia messa in coppia l’avrebbe resa vulnerabile alle sue attenzioni.

-Non posso davvero rimanere, Missy.-

Benché nn attutisse gli umori di Scully come Charlie, Melissa sapeva sempre farle una lavata di testa, quando udiva una scusa. Mani sui fianchi, le disse.

-E cosa avresti da fare a casa? Ascoltare papà russare sulla sua poltrona e mamma singhiozzare ascoltando alla radio 'Queen for a day'(NdT:dramma radiofonico in voga quegli anni)? Ma va, va!-

Al rumore di scarpe alla porta, lei abbassò la voce.

-Rimani Dana, telefonerò a mamma e lei capirà. Voglio che incontri Melvin. A Charlie piace, anche a te spero piacerà.-

-Charlie l’ha incontrato?-

-Il nostro fratello minore è qui dalla settimana precedente il tuo arrivo, Dana.. E ne ha avuto abbastanza di ‘Queen for a day’ dopo la sua prima giornata qui.-

Scully vide le ombre del tardo pomeriggio oscurare suo fratello e Mulder sul vetro della porta.
Benché il tramonto mutasse i loro lineamenti, i loro sorrisi facili e le cameratesche risate erano facili da scorgere. L’indecisione le batteva sul cuore.

-Non lo so, Missy. E’ come se fosse simile a ‘Questa è la vostra FBI’ (NdT: nota frase di allora, presente sul retro delle scatole di cereali, x rendere l’FBI familiare fin da bambini-sic!-.) -il suo commento era appena accennato, ma il sui intendimento fu perso da Melissa, che ora la fronteggiava con quegli occhi blu derivati da loro padre.

-Allora lascia la Marina e unisciti a J. Edgar, così farai la cosa giusta. Ma stasera rimani e basta.-

Xxx

Venne fuori che Melvin Frohike era un uomo anziano.
Scully sorseggiava il suo vino, passando ad un vago sorriso, mentre ascoltava la conversazione del dopo cena sollevarsi pigra.
Non aveva nulla contro Mr. Frohike, in sé. Era molto intelligente, e ovviamente batteva Charlie su ogni tipo di argomento. Sport, gli affari post-bellici; aveva fatto comportare bene i ragazzini con un fermo comando, temperato dall’interesse riguardo le loro attività giornaliere.
Egli si rivolgeva spesso a loro, chiedendo loro dei compagni, della scuola di come mai quel mostruoso pupazzo di neve nel retro indossasse un cappello simile al suo a capodanno.
Ma era anziano. Tre pollici + basso di Melissa, era un piccolo rugoso con occhiali e spelacchiato.
Come sua sorella, una bellezza che qualsiasi uomo avrebbe apprezzato, aveva accalappiato questo vecchio gentiluomo, era impensabile x Scully.
Scully, nella sua fascinazione riguardo Mr Frohike, aveva totalmente dimenticato che nella stessa stanza ci fosse Mulder.
Egli sedeva su un loveset (NdT: divani a due posti che si fronteggiano) distante dagli altri adulti, preso d’assalto dai gemelli.
Arrivandole questo pensiero, lei nn aveva + dato loro una occhiata, da buoni 15 minuti. Si alzò, cercando di mettere a posto sul tavolino da caffè, intendendo ammazzare il tempo, mentre gli altri continuavano le loro chiacchiere. Melissa, che sedeva sul divano accanto a Mr. Frohike (ad una rispettabile distanza) anche si alzò, con un sorriso di imbarazzo sul volto.

-Lascia fare a me, Dana, -le disse, -chiedi a Mulder se ha bisogno di un altro bicchiere di vino.-

O che gioia. Lei sapeva che la propria pace e quiete erano state troppo durature.
Annuì verso la sorella, camminò verso la fine del soggiorno, dove il loveset e l’albero di natale fronteggiavano la finestra.
Si fermò al segno dei tre ragazzi, uno di loro molto cresciuto, che dormivano.
Erano un trio di stanchezza, i volti nell’ombra rosa del loveset mischiata con la pomeridiana prova tra neve e sole.
Sentì una mano gentile stringerle il cuore, x come dormiva Mulder, la bocca leggermente aperta, il volto rilassato.
Si domandò quando egli avesse avuto un ottima notte di sonno, sapeva che i suoi anni di guerra erano stati + affilati dei propri, e che lei aveva dormito nel campo di prigionia con un occhio aperto.
E lui, si sentiva ancora perseguitato da un nemico invisibile e mortale? L’avrebbe sorpresa sapere che egli si permetteva di dormire + di due ore a notte.
Anche con la debole luce, lei poteva vedere le debilitanti occhiaie sotto le sue lunghe ciglia, ed un improvviso afflusso di emozione le strinse la gola.
Egli nn era che un uomo, seriamente nei guai, benché nn x colpa sua.Quello che le aveva fatto.. davvero doveva pensare a quella notte come un prodotto delle azioni di Mulder. ’Lei‘ doveva spiegargli alcune cose. Passargli le dita tra i capelli, lungo il corpo caldo, forte, avidamente allacciarsi alla sua bocca e attirarlo in lei..
Come se ancora lo sentisse muovere in sé, la mano di lei si abbassò sul suo addome, dove un sussulto di apprensione arrivò. Non ci aveva + pensato da natale. Ma vedendolo dormire, le braccia attorno ai figli di Melissa, le riportarono l’idea del suo possibile esser rimasta incinta. Ma invece di una paura piegante, l’idea prese radice nella speranza, aprì di + la mano contro la lana dei propri pantaloni, sapendo che era folle volere una simile cosa, ma incapace di negare questa nascita almeno nel pensiero. Era folle, era complicato da pensare, lei nn avrebbe voluto del tutto..

-Dana! Ci aiuti a spostare i mobili, ti va? Vorremmo divertirci un po’!-

All’urlo di Charlie, lei saltò guardando i quattro adulti felici alla sua destra. Quando tornò indietro con lo sguardo, gli occhi di Mulder si erano aperti. Affilati e confusi dal sonno, le sfiorarono il volto con quel loro calore, come se si aspettasse un bacio del risveglio. Oscuri e pericolosi di desiderio, essi, letteralmente, le tolsero il respiro con l’aperta necessità che sfoggiavano. Le ci volle ogni oncia di forza che possedeva, x rompere il loro contatto e voltarsi di nuovo verso gli altri.

Xxx

Lei era lì. Che lo guardava .Gli occhi colmi di speranza meravigliosa, le mani sull’addome. A cosa stava pensando lei? Poteva saperlo lui? Egli sperò che la mente di lei gli si aprisse, che i suoi piedi la conducessero tra le proprie braccia. Chiudendo gli occhi, egli attese, comprendendo che un improvvisa mossa verso di sé l’avrebbe probabilmente spaventata. Ti prego, portala a me, implorò.

-Dai ragazzi, -i bimbi alla propria sinistra si stirarono, e Mulder sentì un flusso di aria fredda rimpiazzare il calore al suo fianco.

Aprì gli occhi, aspettandosi di vederla su di sé.
Si.
Non era mai stato un uomo che pregava, ma forse..

-Mulder?-

Egli batté le palpebre un paio di volte, al dolce chiamare del proprio nome, cercando di disperdere le ragnatele dal cervello.
Secondi lontani dal prendere una mano e mormorare il nome di lei con un lungo dolore, egli finalmente comprese che nn era lei.
Aveva sognato?
Melissa radunò i figli tra le braccia.

-Mi spiace Mulder, dovevo sapere che loro si sarebbero arresi prima o poi. Non intendevo xò farli addomerntare su di te.-

Egli rispose, passandosi una mano sul volto.

-Va bene, Immagino che fossi anche io stanco.-il suo grandioso piano di mettere ko i ragazzini ed avere Scully tutta x sé, aveva dato il semplice risultato che era stato lui a cadere ko, x la stanchezza. Chi sapeva che i ragazzini hanno così tanta energia? Egli prese tra le braccia i gemelli alla sua destra, ma una voce lo fermò.

-Li prenderò io, Fox.-

Era l’amico di Melissa, Melvin. A Mulder era immediatamente piaciuto il piccoletto, ma aveva colto x tutta la sera i dubbi di Scully, riguardo la relazione di sua sorella con costui. Era chiaro che lo osservava a tavola, i suoi sguardi freddi cercavano di indebolire la confidenza di Melvin.

-Solo Mulder, Melvin.-disse, sollevandosi dal loveset.

Melvin ospitò i ragazzi mezzi addormentati tra le braccia, dando un sorrisetto a Mulder.

-Lo sai, anche a me nn è mai piaciuto molto Melvin. E’ una vergogna che le buone intenzioni dei genitori intristiscano un figlio, xkè nn mi chiami Frohike? Penso sia una specie di scambio, e mi hai dato una buona opportunità.-egli sollevò gli occhi alla dipartita di Melissa, dicendo silenziosamente a Mulder che lei nn avrebbe obiettato all’idea.

-Certo, -ridacchiò Mulder, -Da ora in poi, tui sei Frohike.-

-Bravo, -annuì Frohike, voltandosi con i ragazzi, -torneremo tra poco, -e seguì Melissa sulle scale.

Quando Mulder si voltò verso gli altri nel soggiorno, trovò che alcuni mobili erano stati spostati, lasciando un largo spazio al centro della stanza. Charlie era in ginocchio davanti la radio, Ellen al suo fianco. Scully in piedi da una parte, un distinguibile sguardo di ..paura? ..nei suoi occhi
No, lei nn poteva essere di nuovo spaventata dalla dannata cosa. E egli nn non si permetteva di considerare la possibilità che ci fosse altro.
Mani in tasca, camminò verso la fine della stanza, rivolgendosi a Charlie.

-Che c’è?-

Dobbiamo fare un po’ di pratica, vecchio mio, -rispose Charlie, oltre la spalla.

-Pratica?-Mulder guardò Scully: no, quella nn era paura, era pura costernazione, mischiata con qualcos’altro, qualcosa che lei nascondeva benissimo.

Che diavolo stava pianificando Charlie?

-X il ricevimento del matrimonio. Non dovremo diventare Fred Astaire, ma nn dobbiamo ridicolizzarci nemmeno.-

Danzare. Lui stava parlando di danzare. La bocca gli si spalancò, riguardando Scully.
Stavolta, lei nn accolse il suo sguardo. Invece si mise in difensiva, incrociando le braccia.

-Charlie, è tardi, dovremmo andare.-

-Tardi?-disse Ellen, il volto incredulo.-Sono solo le 8 pm, Dana. Prima della guerra facevamo mezzanotte, nn ti ricordi? Ascoltando la musica e danzando, l’una con l’altra, come se nn avessimo maschi intorno.-e le strizzò l’occhio, tornando a Charlie, egli la picchiò sulla mano che aveva messo sulla manopola.

-Ho fatto io, -disse. Il gracchiare della radio si mutò nelle note di ‘Sentimental Journey’. Charlie si alzò in piedi, mettendo un baccio intorno alla vita di Ellen.

-Nessuno di voi due se ne andrà. Impareremo le nuove danze, grazie a Melissa e Melvin. Questo è un ordine.-

Dannato Charlie. Mulder avrebbe potuto baciarlo lì e subito.
Le sue braccia gli facevano male tanto voleva stringere Scully, e Charlie gli aveva dato la scusa perfetta. Quando Charlie fece ondeggiare Ellen tra le braccia, Mulder fece un timido passo verso il fianco di Scully.

-Posso avere questo ballo?-chiese, tendendo una mano. Con sua sorpresa, lei gli prese la mano, benchè fosse tesa. E molto arrabbiata, dal suo sbuffare.

-Tienila alta, marinaio. Un dito sotto la vita e sarà stato l’ultimo uso che ne avrai fatto, ok?-

Oh, si. Lei odorava di buono. Cosa aveva detto riguardo le dita?

 

End Chapter 10