A Familiar Heart - Capitolo 11

 

-Potresti x favore toglierti quell’espressione sul viso?-

Lei nn incontrò lo sguardo di lui, mentre gli indirizzava la richiesta sussurata, tenendo la testa poco voltata verso Charlie e Ellen che ballavano in perfetta sincronia accanto a loro.
Pratica, certo.
Charlie appariva come se fosse nato x danzare, mentre Mulder si sentiva come se le gambe fossero mere appendici del Pupazzo di paglia del Mago di Oz.
Certo, la sua partner di danza era molto attraente, e aveva il suo bel da fare x la propria infermità alla danza.

-Quale espressione?-chiese del tutto innocentemente.

Gli occhi di lei tornarono a lui, e le parole erano secche.

-Mulder, Natale è stato due giorni fa e io nn sono un pony.-

Egli rise, attirando l’attenzione di Charlie.
E la noia di Scully.
La mano sulla spalla di lui lo punzecchiò oltre il caschemire. Egli arrossì, dando un sorrisetto a Charlie. Prima che Charlie potesse replicare qualcosa, Ellen gli aveva riportato la faccia verso di sé, con mano ferma.
Abbassando la testa, Mulder mormorò.

--Divertente che tu dica questo.-la mano di lui strisciò sulla schiena di lei, percependo le vertebre oltre la leggera blusa.

-Xkè ho sempre desiderato un pony, ma è stato tanti anni fa, e ora che avevo trovato un ..-

-Mulder, sta zitto.-lo ammonì lei.

Ma la ignorò, continuando.

-Un piccolo puledro che possa mettermi le briglie..-il sorrisetto gli sparì dalla faccia xkè rimase a fissarle le labbra.

Le ciglia di lei si abbassarono, e lei copiò lo studio sulla propria bocca x un istante. Egli era appena lontano un istante appunto dal darle un bacio meraviglioso, desiderato da entrambi, lei sollevò lo sguardo, le guance rosse.

-Mulder, questa nn è una buona idea.-

Egli sapeva che lei nn stava parlando del ballo.
Egli poteva aver seguito il treno dei propri pensieri amorosi, ma fece marcia indietro, percependo fosse tempo di una ritirata strategica.

-Lo so, nn sono mai stato buono x il ballo. Se ti cammino sulle dita dei piedi, perdonami.-le sorrise in amicizia profferta, ed era gratificato di vederla addolcirsi in viso, quasi sorridergli.

-Tu sei un po’ capace, lo sai vero?-

-Come so che nn sono un ottomano, ma è ok.-egli vide il proprio dolce assertire arcuarsi alla memoria della loro conversazione alla stazione: lei ancora lo considerava un nemico?

A lei cadde una ciocca di capelli sugli occhi, e piegò la testa x sistemarla, il tono di voce abbassato a un rauco fare le fusa.

- Direi che ti sai muovere almeno oltre il sofà.-

<Alcuni dei miei amici migliori sono stati dei sofà>

Le proprie parole gli fecero eco nella testa, e una pura gioia gli riempì il cuore.
All’ingrossarsi del suo sorriso, lei affilò lo sguardo in avvertimento, egli si rilassò, forzandosi il volto nell’adottare una espressione calma.
Con la coda dell’occhio, vide Melissa e Frohike discendere le scale e capì che la loro intimità era quasi perduta. L’ultima possibilità x incrociarsi, egli la prese.
I suoi occhi erano quasi chiusi, egli si piegò contro l’orecchio di lei e sussurrò.

-Ti ho mai detto quanto am..mi piacciono i letti?-a bocca dischiusa egli indugiò sulla conchiglia del suo orecchio, le punte setose dei capelli di lei gli solleticandole labbra e egli attese una replica. ’Se’ ce ne sarebbe stata una, egli aveva quasi dissolto l’intero sottinteso con la parola sbagliata, una che era certo lei nn era pronta ad ascoltare. Sospirando, egli cominciò ad allontanarsi dopo un secondo o due, fin quando sentì il caldo alito di lei carezzargli il sotto della mascella.

-Così io.-

Ipnotizzato dalla sua risposta, egli si fermò, allontanandosi x guardarla in volto. X la prima volta, lei era totalmente aperta verso di lui, gli occhi le scintillavano alla luce del camino di semplice consenso. Le labbra di lei si incresparono di un dolce sorriso, e lei sospirò, x prepararsi ad un'altra profonda asserzione, lui lo sapeva.

-Hey? Che c’è qui? Niente ‘strusciamenti’ sulla pista da ballo!-

La risata di Frohike li fece separare, e Mulder colpì con uno sguardo irritato l’uomo. Era un pensiero malizioso, ma comprese poi che la frase era indirizzata a Cherlie e Ellen, che ancora indugiavano in un bacio.
Mulder guardò Scully, che aveva la medesima espressione di confusione che aveva lui. Insieme, ridacchiarono, e lui la prese x mano. Lei si lasciò andare facilmente verso di lui, poi tenne la presa tra essi.
Egli comprese, avrebbe preso qualsiasi cosa potesse prendere.

Xxx

Dana Scully si stava divertendo.
Ciò la sorprese, davvero. Dondolare tra le braccia di Mulder ridendo quando passava da un partner all’altro, i risolini di Ellen e Melissa che si complimentavano con lei fin quando la stanza si riempì di risate femminili e il pavoneggiarsi maschile. Lo Slow che arrivava dalla radio ormai da un’ ora aveva spaziato su tutto il programma di danze, e la musica era ritmata e senza freni.
Lei si sentiva fluida come se nn avesse + ossa..
Girandosi e tuffandosi, i suoi piedi nn avevano guai a mantenere le mosse di danza esperta di Frohike, Mulder gli aveva lasciato la guida x i passi + impegnativi, indietreggiando x guardarli con occhi ammirati e che lei sapeva la seguivano in ogni mossa. Una volta o due, lei vacillò un po’. La caviglia le faceva ancora male, e Frohike molto attento rallentava in quei momenti.
Mulder, d’altra parte, stringeva la mascella e si dimenava come se fosse pronto a sollevarla, le braccia incrociate ad ogni piccolo senso di dolore mostrato da lei. Con un gesto di intesa, lei gli suggeriva che stava bene, con un sopracciglio sollevato, lei minacciava un danno corporeo come se lui ne facesse un grande affare inutilmente.
A questo egli sorrise con un grande show di denti, mentre abbassava il mento e dava dei calci al grande tappeto spostato.
Sembrava che essi arrivassero ad una simile lunghezza d’onda ad ogni istante che trascorreva. La loro comunicazione nn verbale la rallegrava, ma allo stesso tempo la spaventava a morte. Egli poteva ’realmente’ leggerle i pensieri?

-Sei un ottima ballerina, Dana.-la frase di Frohike le fece distogliere lo sguardo dal viso di Mulder. Egli la volteggiò verso Ellen e Charlie verso il lato + lontano della stanza, poi abbassò la voce in un mormorio basso.

-Vorrei solo ringraziarti.-

-X cosa?-lei rubò uno sguardo verso Mulder, che sembrava pronto a raggiungerli come una tempesta.

Lei nn si sentiva minacciata dall’isolamento con Melvin, ma Mulder apparentemente era di un altro avviso.

-Mr. Frohike, credo faremmo meglio a..-

-Solo Frohike, Dana, -la corresse lui.

Gesù, un altro con la preferenza solo x i cognomi? C’era stato un cambio delle regole della Costituzione mentre era stata lontana? Poteva accorgersene solo ora, in rigido bianco e nero: x Legge, una persona si deve rivolgere ad un'altra usando solo il cognome. Il pensiero le ruppe la concentrazione, e lei ridacchiò, rendendo il viso di Mulder ancora + nuvoloso.

-Uhu, Frohike, penso che faremo meglio a tornare indietro.-i suoi occhi dardeggiarono su Mulder, e Frohike arrossì, vedendo il modo in cui il vento soffiasse.

-Mi spiace, Dana, -borbottò, Io..Io nn intendevo nulla se nn ringraziarti.-

-So che è così.-replicò lei, placandogli l’improvviso attacco di nervi.

-Penso avessi voglia di dirmi qualcosa su mia sorella?-

Prendendo nota dell’avvicinarsi di Mulder, egli velocemente attaccò.

-Volevo solo dirti quanto la rispetto e quanto mi piace. Grazie x nn aver detto nulla..-si interruppe, lasciandola andare.

-Mulder, Appena in tempo. Penso di aver bisogno di un drink.-si allontanò da essi, raggiungendo Melissa, che era sulle scale che redarguiva i ragazzini.

-Piccolo rapitore..-grugnì Mulder, osservandolo mentre si allontanava, i suoi occhi affilati sembravano inviare frecce avvelenate verso l’amico di Melissa.

-Basta, -disse Scully, mettendogli una mano sul braccio. La gelosia di Mulder, mentre le lasciava un solletico sulla lingua, era fiera e senza limiti.

-Voleva parlarmi di Melissa, e nn sono affari tuoi x spaventarlo così!-

Mulder si voltò a guardarla, mani sui fianchi.

-Non dovevo farlo?-la confusione dominava i suoi lineamenti, -E che diavolo facevate qui, Scully?-le sussurrò.

Oh, ciò stava andando troppo oltre, e troppo in fretta. Di nuovo, lei aveva la riprova della consapevolezza carnale di questo uomo..solo che..quanto questa poteva andare oltre?

-Stavamo ballando, -rispose lentamente lei, abbassando la rabbia, -Almeno, era quello che pensavo.-

Egli mise il broncio e abbassò la testa, dando un bel sospiro.

-Mi spiace, Scully. Sono solo..spiacente.-senza un'altra parola egli camminò verso la cucina.

Lei era così confusa, lei nn sapeva come sarebbe finita.
Circondandosi la vita con le braccia, rimase in piedi, in disparte, osservando sparire Mulder dalla porta di dietro.
Charlie e Ellen, troppo presi reciprocamente x accorgersi dell’improvvisa sparizione, continuavano a ballare. Scully rivolse l’attenzione all’albero di natale, evitando gli sguardi preoccupati di Melissa e Frohike.
Ma sapeva che era questione di tempo, e la sua intuizione fu ripagata quando percepì un leggero tocco sulla spalla.

-Dana?-

Melissa le era accanto, e Scully sentì le parole venirgli su, nn + capace di trattenere le emozioni impellenti in lei.

-Egli vuole qualcosa da me, Missy. E io nn so se sono pronta a dargliela.-rise un respiro di gioia che la scuoteva.-Lo conosco da pochi giorni, nn è ridicolo?-

-No, -

Scully guardò sua sorella, che sorrideva leggermente, come se indugiasse con un bimbo.

-Cosa?-

-Mi hai udita. E’ ovvio a chiunque in questa stanza che tu e Mulder..bè..nn ti chiederò i dettagli. Ma quell’uomo ha sollevato qualcosa in te, Dana. La domanda è: xkè gli sei contro in questo modo?-

Un cumulo di lacrime le bruciarono gli occhi. Melissa, come il resto della sua famiglia, nn avrebbe potuto udire l’intera storia. Ma nn le importava molto, comunque.
Lei e Mulder avevano camminato insieme in un territorio nuovo, e questo la spaventava molto + di una anonima sessione di sesso.

-Non lo so, lui è..è così intenso.-

-E tu sei sempre stata così fredda. Sarebbe così male lasciarsi andare?-

Lasciarsi andare.
Lei l’aveva anche fatto, qualche volta, ma quasi sempre con risultati disastrosi. Scully tirò sul con il naso, un altro singhiozzo + forte, e un po’ + genuino.

-Oh, Missy, se solo tu sapessi.-

-Penso di saperlo..-Melissa mormorò, con l’esperienza di una donna che in altri tempi si era fatta spingere dal desiderio.

-Melvin nn è Rob, e nn lo sarà mai. L’ho avuta una volta Dana..quella passione consumante che ti fa trovare la persona perfetta. Non sono cose che si dimenticano, ma ciò nn significa che io nn desideri + nulla. Ma tu? Dana, se qualcuno ha bisogno di esser ‘sgambettato’, questo qualcuno sei tu.-

Scully sentì un caldo rossore salirle sulle guance.

-Sono così rigida, Missy?-

Melissa le passò un pollice sulle guance arrossate.

-No..Bè forse. Ma nel modo buono.-e sorrise all’espressione dimessa di Scully.

-Sei stata x anni in un limbo, Dana. Nn pensi che sia tempo di ricominciare a vivere?-

Scully nn voleva infrangere le opinioni della sorella.
Lei era talmente logica e fredda, e qualcosa di radicale e nn espresso come cadere innamorata nn faceva parte della sua agenda.
Dannazione, aveva sempre dovuto forzarsi contro la decisione di darsi agli uomini nella prova nel retro dell'automobile, prima che incontrasse Mulder.
Come aveva sempre fatto nella sua vita, pianificare e pensare oltre, non  fare mai nulla di spontaneo. E come la maggior parte dei piani, nn erano mai riusciti.
Melissa aveva ragione. Era tempo di vivere ancora, x conciliarsi con la giostra di emozioni che arriva con l’amore. Sia buono o cattivo, lei doveva farlo.

-Ok, allora, -disse, infilandosi nell’abbraccio della sorella x stringerla stretta.

-Come lo faccio?-

Missy la strinse di rimando, poi si allontanò, occhi aperti e determinati.

-Puoi iniziare a parlare con quell’uomo, parlare ’veramente’. Niente riguardo politica o tempo atmosferico.-

-Vado, -Scully si spostò, poi si bloccò, guardando indietro.

-Mi piace Melvin, Missy. E’ un brav’uomo.-

-Non gli avrei permesso di varcare la soglia se nn lo fosse stato, Dana.-

-E’ solo un po’ anziano, vero?-

Missy si morse le labbra, esitando.

-Quarantadue anni, -il sorriso era apprensivo, -Troppo vecchio?-

Scully interiormente sospirò di sollievo.
Almeno Melvin nn era abbastanza vecchio da sembrare il padre di Missy.

-No, x niente. Intendo che è..stagionato.-

-Umm Stagionato. Me ne ricorderò. Ecco un buon termine da usare con mamma.-

-Parlando di questo..-lei si perse, domandandosi quando esattamente Melissa avrebbe presentato Melvin alla famiglia.

-L’Ultima Cena…Penso sia tempo che i genitori incontrino Mr. Frohike.-Melissa mosse la mano nella direzione della cucina, -Ora vai!-

Scully prese un profondo respiro, rimettendosi dritta con le spalle, e andò verso la cucina.
Le sembrò di esser così intelligibile da parte di tutti.
Eccetto da Mulder, sembrava.

Xxx

-Volevo solo dirti che nn stavo addosso a Dana.-

Mulder era immerso nel freddo, sotto il portico, mani in tasca.
Aveva udito le profonde scuse di Frohike x cinque minuti, e ogni tentativo di dire una parola di rimando era stato inutile.
Finalmente, egli sorrise, interrompendolo con un:

-Io debbo scusarmi con te, Frohike, il mio comportamento è stato irrazionale e rude. Dovevo capire come guardi Melissa. Non penso di dovermi + preoccupare al riguardo.-

Alla fine, Frohike sembrò soddisfatto Si guardò oltre la spalla, distratto dal movimento in cucina e si schiarì la gola.

-Uhu, si..Bè, immagino dovrò tornare dentro. Vieni anche tu?-

-Tra un minuto.-vide Frohike rientrare, e percepì il calore della casa arrivare dalla porta.

E nn durò poco, quindi egli si voltò, sapendo di dover chiudere la porta x nn far freddare la cucina.
La piccola silouette sulla porta lo gelò. La scrutò x un istante. Poi tornò a guardare la luna oltre l’orizzonte.

-E’ finita la festa?-

Freddo. Sii freddo, si ammonì. Era andato troppo oltre, troppo veloce. Aveva ragione lei a mantenere le distanze da lui. La sua gelosia nn aveva alcun diritto di esser provata. Erano amici, e benché egli aveva visto altro nei brevi attimi in cui avevano danzato, sapeva bene che sperare di + era troppo x ora.

-Non ancora, -rispose lei.Egli sentì di +, quando lei gli si avvicinò.

-Fa freddo, Mulder. Che fai qui fuori?-

Le diede un sorrisetto canzonatorio contro di sé.

-Sbollento i miei ardori?-

La profonda dolce voce di Nat King Cole arrivò dalla porta aperta.

<<Embrace me, my sweet embraceable you...>>

-Funziona?-

Rimanendo a testa fissa altrove, egli sospirò, sapendo che erano tornati ad essere amici. La voce di lei nn aveva tracce di interesse se nn la mera curiosità. Egli si guardò le scarpe, incapace di far altro che borbottare.

-Si, guarda, Scully, mi spiace..-si fermò, le orecchie colpite dalla dolce replica di lei un secondo + tardi.

-Cosa hai detto?-

Il volto di lei era pallido al chiaro di luna, ma i suoi occhi erano brillanti colmi di humor.

-Ho detto..lascia perdere.-

Una mano di lui strisciò dalla tasca dei pantaloni verso il proprio cuore.
Quasi barcollò, chiudendo gli occhi x mormorare.

-Mi hai di nuovo quasi ucciso, Scully..-

<<I love all the many charms about you...>>

Piccole dita si chiusero sulle sue, togliendogli la mano da lì.

-Bè, se nn c’è riuscito un bernoccolo in testa, nn vedo come altro potrei..-

< <Above all, I want my arms around you...>>

Il resto delle parole di lei si persero nel bacio di lui. Lei sapeva di vino pesante, ricco, e di aria fredda della notte.
Egli non poté evitarselo: le braccia le corsero attorno e la bocca di lui gentilmente premette x aprire quelle di lei.
Un momento di sanità tra la passione crescente di lui x lei lo fece rallentare, e egli si abbeverò profondamente tenendola vicina. La testa di lei cadde all’indietro contro la spalla di lui, e la mano libera di lei arrivò a posarsi lungo l’esposta nuca di lui, facendolo rabbrividire.

<<Don't be a naughty baby, come to papa, come to papa, do...>>

Dio, lei era perfetta, affatto timida, ricambiò il bacio con piccoli gemiti e sospiri che gli spararono una freccia al bacino. Sottosopra, voleva che il suo corpo glielo comunicasse. Lei nn avrebbe gradito. Ma invece di indietreggiare, lei fece le fusa come una gattina, l’addome contro di lui.
Egli nn poteva + trattenersi, era troppo.
Ansimando, allontanò la bocca dalla sua, x mormorare.

-Gesù, Scully, smettila.-

-Smettere cosa?-la bocca di lei gli sfiorava la mascella, e il corpo accoglieva l’erezione.

Era entusiasmente e frustrante allo stesso tempo. Proprio come pochi minuti prima, considerò lui.
Lei era una brava ragazza, e egli nn voleva sedurla.
Era stato abbastanza brutto che nn l’avesse rispettata come un vero gentiluomo doveva fare.
Al diavolo, egli aveva fatto l’amore con lei senza pensare alle conseguenze..

<<Don't be a naughty baby, come to papa, come to papa, do... my sweet embraceable you.>>

Merda.Il cuore di lui batteva all’impazzata, ricordando il sogno di coppia di appena due ore prima. Melissa aveva mormorato dolcezze ai suoi figli, l’immagine pigra di Scully che gli stava dinanzi, le sue mani sul ventre appena rotondo.
Gli ci volle tutta la propria volontà x respingerla.
Egli ansimava, forzando le narici a prendere ossigeno, mentre studiava la bocca gonfia di lei e le palpebre semi chiuse.
Accogliendo la sua testa tra le mani, egli ruppe l’incantesimo, con voce roca le chiese.

-Scully?-

Lei battè le palpebre, e sollevò le ciglia.

-Si?-Era l’immagine della dolce confusione, e ciò lo addolorò di svegliarla totalmente.

-Andiamo.-la prese x mano, e la riportò alla porta della cucina.

-Dove stiamo andando?-

Alla chiesa + vicina, avrebbe voluto risponderle.
E poi al letto + vicino, egli avrebbe voluto urlare fino in cielo x la felicità.
La sua recente scoperta gli aveva donato tutto ciò che desiderava da sempre, e nn c’era modo che lei protestasse.
Invece, egli si abbandonò all’urgenza di baciarla ancora, stavolta un breve bacio dolceamaro che la fece disciogliere contro di lui.
Aw, al diavolo! Egli avrebbe fatto meglio a smetterla. Dannati siluri, a velocità sparata.

-Andiamo a cercare un giudice di pace.-

 

End chapter 11