-Potresti x favore toglierti quellespressione sul viso?-
-Quale espressione?-chiese del tutto innocentemente.
Gli occhi di lei tornarono a lui, e le parole erano secche.
-Mulder, Natale è stato due giorni fa e io nn sono un pony.-
--Divertente che tu dica questo.-la mano di lui strisciò sulla schiena di lei, percependo le vertebre oltre la leggera blusa.
-Xkè ho sempre desiderato un pony, ma è stato tanti anni fa, e ora che avevo trovato un ..-
-Mulder, sta zitto.-lo ammonì lei.
Ma la ignorò, continuando.
-Un piccolo puledro che possa mettermi le briglie..-il sorrisetto gli sparì dalla faccia xkè rimase a fissarle le labbra.
Le ciglia di lei si abbassarono, e lei copiò lo studio sulla propria bocca x un istante. Egli era appena lontano un istante appunto dal darle un bacio meraviglioso, desiderato da entrambi, lei sollevò lo sguardo, le guance rosse.
-Mulder, questa nn è una buona idea.-
-Lo so, nn sono mai stato buono x il ballo. Se ti cammino sulle dita dei piedi, perdonami.-le sorrise in amicizia profferta, ed era gratificato di vederla addolcirsi in viso, quasi sorridergli.
-Tu sei un po capace, lo sai vero?-
-Come so che nn sono un ottomano, ma è ok.-egli vide il proprio dolce assertire arcuarsi alla memoria della loro conversazione alla stazione: lei ancora lo considerava un nemico?
A lei cadde una ciocca di capelli sugli occhi, e piegò la testa x sistemarla, il tono di voce abbassato a un rauco fare le fusa.
- Direi che ti sai muovere almeno oltre il sofà.-
<Alcuni dei miei amici migliori sono stati dei sofà>
-Ti ho mai detto quanto am..mi piacciono i letti?-a bocca dischiusa egli indugiò sulla conchiglia del suo orecchio, le punte setose dei capelli di lei gli solleticandole labbra e egli attese una replica. Se ce ne sarebbe stata una, egli aveva quasi dissolto lintero sottinteso con la parola sbagliata, una che era certo lei nn era pronta ad ascoltare. Sospirando, egli cominciò ad allontanarsi dopo un secondo o due, fin quando sentì il caldo alito di lei carezzargli il sotto della mascella.
-Così io.-
Ipnotizzato dalla sua risposta, egli si fermò, allontanandosi x guardarla in volto. X la prima volta, lei era totalmente aperta verso di lui, gli occhi le scintillavano alla luce del camino di semplice consenso. Le labbra di lei si incresparono di un dolce sorriso, e lei sospirò, x prepararsi ad un'altra profonda asserzione, lui lo sapeva.
-Hey? Che cè qui? Niente strusciamenti sulla pista da ballo!-
Xxx
-Sei un ottima ballerina, Dana.-la frase di Frohike le fece distogliere lo sguardo dal viso di Mulder. Egli la volteggiò verso Ellen e Charlie verso il lato + lontano della stanza, poi abbassò la voce in un mormorio basso.
-Vorrei solo ringraziarti.-
-X cosa?-lei rubò uno sguardo verso Mulder, che sembrava pronto a raggiungerli come una tempesta.
Lei nn si sentiva minacciata dallisolamento con Melvin, ma Mulder apparentemente era di un altro avviso.
-Mr. Frohike, credo faremmo meglio a..-
-Solo Frohike, Dana, -la corresse lui.
Gesù, un altro con la preferenza solo x i cognomi? Cera stato un cambio delle regole della Costituzione mentre era stata lontana? Poteva accorgersene solo ora, in rigido bianco e nero: x Legge, una persona si deve rivolgere ad un'altra usando solo il cognome. Il pensiero le ruppe la concentrazione, e lei ridacchiò, rendendo il viso di Mulder ancora + nuvoloso.
-Uhu, Frohike, penso che faremo meglio a tornare indietro.-i suoi occhi dardeggiarono su Mulder, e Frohike arrossì, vedendo il modo in cui il vento soffiasse.
-Mi spiace, Dana, -borbottò, Io..Io nn intendevo nulla se nn ringraziarti.-
-So che è così.-replicò lei, placandogli limprovviso attacco di nervi.
-Penso avessi voglia di dirmi qualcosa su mia sorella?-
Prendendo nota dellavvicinarsi di Mulder, egli velocemente attaccò.
-Volevo solo dirti quanto la rispetto e quanto mi piace. Grazie x nn aver detto nulla..-si interruppe, lasciandola andare.
-Mulder, Appena in tempo. Penso di aver bisogno di un drink.-si allontanò da essi, raggiungendo Melissa, che era sulle scale che redarguiva i ragazzini.
-Piccolo rapitore..-grugnì Mulder, osservandolo mentre si allontanava, i suoi occhi affilati sembravano inviare frecce avvelenate verso lamico di Melissa.
-Basta, -disse Scully, mettendogli una mano sul braccio. La gelosia di Mulder, mentre le lasciava un solletico sulla lingua, era fiera e senza limiti.
-Voleva parlarmi di Melissa, e nn sono affari tuoi x spaventarlo così!-
Mulder si voltò a guardarla, mani sui fianchi.
-Non dovevo farlo?-la confusione dominava i suoi lineamenti, -E che diavolo facevate qui, Scully?-le sussurrò.
Oh, ciò stava andando troppo oltre, e troppo in fretta. Di nuovo, lei aveva la riprova della consapevolezza carnale di questo uomo..solo che..quanto questa poteva andare oltre?
-Stavamo ballando, -rispose lentamente lei, abbassando la rabbia, -Almeno, era quello che pensavo.-
Egli mise il broncio e abbassò la testa, dando un bel sospiro.
-Mi spiace, Scully. Sono solo..spiacente.-senza un'altra parola egli camminò verso la cucina.
-Dana?-
Melissa le era accanto, e Scully sentì le parole venirgli su, nn + capace di trattenere le emozioni impellenti in lei.
-Egli vuole qualcosa da me, Missy. E io nn so se sono pronta a dargliela.-rise un respiro di gioia che la scuoteva.-Lo conosco da pochi giorni, nn è ridicolo?-
-No, -
Scully guardò sua sorella, che sorrideva leggermente, come se indugiasse con un bimbo.
-Cosa?-
-Mi hai udita. E ovvio a chiunque in questa stanza che tu e Mulder..bè..nn ti chiederò i dettagli. Ma quelluomo ha sollevato qualcosa in te, Dana. La domanda è: xkè gli sei contro in questo modo?-
-Non lo so, lui è..è così intenso.-
-E tu sei sempre stata così fredda. Sarebbe così male lasciarsi andare?-
-Oh, Missy, se solo tu sapessi.-
-Penso di saperlo..-Melissa mormorò, con lesperienza di una donna che in altri tempi si era fatta spingere dal desiderio.
-Melvin nn è Rob, e nn lo sarà mai. Lho avuta una volta Dana..quella passione consumante che ti fa trovare la persona perfetta. Non sono cose che si dimenticano, ma ciò nn significa che io nn desideri + nulla. Ma tu? Dana, se qualcuno ha bisogno di esser sgambettato, questo qualcuno sei tu.-
Scully sentì un caldo rossore salirle sulle guance.
-Sono così rigida, Missy?-
Melissa le passò un pollice sulle guance arrossate.
-No..Bè forse. Ma nel modo buono.-e sorrise allespressione dimessa di Scully.
-Sei stata x anni in un limbo, Dana. Nn pensi che sia tempo di ricominciare a vivere?-
-Ok, allora, -disse, infilandosi nellabbraccio della sorella x stringerla stretta.
-Come lo faccio?-
Missy la strinse di rimando, poi si allontanò, occhi aperti e determinati.
-Puoi iniziare a parlare con quelluomo, parlare veramente. Niente riguardo politica o tempo atmosferico.-
-Vado, -Scully si spostò, poi si bloccò, guardando indietro.
-Mi piace Melvin, Missy. E un bravuomo.-
-Non gli avrei permesso di varcare la soglia se nn lo fosse stato, Dana.-
-E solo un po anziano, vero?-
Missy si morse le labbra, esitando.
-Quarantadue anni, -il sorriso era apprensivo, -Troppo vecchio?-
-No, x niente. Intendo che è..stagionato.-
-Umm Stagionato. Me ne ricorderò. Ecco un buon termine da usare con mamma.-
-Parlando di questo..-lei si perse, domandandosi quando esattamente Melissa avrebbe presentato Melvin alla famiglia.
-LUltima Cena Penso sia tempo che i genitori incontrino Mr. Frohike.-Melissa mosse la mano nella direzione della cucina, -Ora vai!-
Xxx
-Volevo solo dirti che nn stavo addosso a Dana.-
-Io debbo scusarmi con te, Frohike, il mio comportamento è stato irrazionale e rude. Dovevo capire come guardi Melissa. Non penso di dovermi + preoccupare al riguardo.-
Alla fine, Frohike sembrò soddisfatto Si guardò oltre la spalla, distratto dal movimento in cucina e si schiarì la gola.
-Uhu, si..Bè, immagino dovrò tornare dentro. Vieni anche tu?-
-Tra un minuto.-vide Frohike rientrare, e percepì il calore della casa arrivare dalla porta.
-E finita la festa?-
Freddo. Sii freddo, si ammonì. Era andato troppo oltre, troppo veloce. Aveva ragione lei a mantenere le distanze da lui. La sua gelosia nn aveva alcun diritto di esser provata. Erano amici, e benché egli aveva visto altro nei brevi attimi in cui avevano danzato, sapeva bene che sperare di + era troppo x ora.
-Non ancora, -rispose lei.Egli sentì di +, quando lei gli si avvicinò.
-Fa freddo, Mulder. Che fai qui fuori?-
Le diede un sorrisetto canzonatorio contro di sé.
-Sbollento i miei ardori?-
La profonda dolce voce di Nat King Cole arrivò dalla porta aperta.
<<Embrace me, my sweet embraceable you...>>
-Funziona?-
Rimanendo a testa fissa altrove, egli sospirò, sapendo che erano tornati ad essere amici. La voce di lei nn aveva tracce di interesse se nn la mera curiosità. Egli si guardò le scarpe, incapace di far altro che borbottare.
-Si, guarda, Scully, mi spiace..-si fermò, le orecchie colpite dalla dolce replica di lei un secondo + tardi.
-Cosa hai detto?-
Il volto di lei era pallido al chiaro di luna, ma i suoi occhi erano brillanti colmi di humor.
-Ho detto..lascia perdere.-
-Mi hai di nuovo quasi ucciso, Scully..-
<<I love all the many charms about you...>>
Piccole dita si chiusero sulle sue, togliendogli la mano da lì.
-Bè, se nn cè riuscito un bernoccolo in testa, nn vedo come altro potrei..-
< <Above all, I want my arms around you...>>
<<Don't be a naughty baby, come to papa, come to papa, do...>>
-Gesù, Scully, smettila.-
-Smettere cosa?-la bocca di lei gli sfiorava la mascella, e il corpo accoglieva lerezione.
<<Don't be a naughty baby, come to papa, come to papa, do... my sweet embraceable you.>>
-Scully?-
Lei battè le palpebre, e sollevò le ciglia.
-Si?-Era limmagine della dolce confusione, e ciò lo addolorò di svegliarla totalmente.
-Andiamo.-la prese x mano, e la riportò alla porta della cucina.
-Dove stiamo andando?-
-Andiamo a cercare un giudice di pace.-
End chapter 11