-Aspetta un minuto, -mani in pugni, lei apertamente lamentò la perdita di calore.
-Cosa hai detto?-
-Scully, dobbiamo parlare.-
-Riguardo cosa?-era una domanda sciocca, e lo sapeva.
-Cosa cè che non va?-
La mascella tesa, egli sbatté la porta con una sbuffata esasperata.
-Dobbiamo andare a sposarci.-decise lui, come se la risoluzione fosse incisa nel granito.
-Sposarci?-sentì il nervosismo di Mulder penetrarle nelle ossa, e la gambe diventare gelatina.
-Non dici sul serio.-
-Si che sono serio!-egli si passò una mano tremante attraverso i capelli scomposti e i suoi piedi fecero scricchiolare il legno del portico.
-Tu devi essere daccordo con me, Scully. Devi.-
-Oh.-
Fu tutto ciò che pensò di poter dire, e Mulder sospirò, chiudendo gli occhi.
-Si, oh.-
-Mulder, è troppo presto x parlarne, -puntualizzò lei, con un sorriso indulgente, -Anche xkè nn mi aspetto che tu mi sposi.-
-Dannazione!, -mormorò lui, perso nei propri pensieri, -Dovevo pensare a questo prima..-
-Mulder, non sono incinta!-alzò la voce lei, e si avvicinò, mettendogli una mano sul braccio, -Ascoltami.-
Egli dimenò la testa, rispondendole.
-Cosa significa, che non sei incinta? Mi hai appena detto che è troppo presto x parlarne.-
-Labbiamo fatto solo una volta, Mulder. Gli ostacoli al concepimento sono tremendi.-seppellendosi in sé stessa, lei si allontanò, con la tristezza che la permeava.
-Non mi aspetterei un matrimonio, anche se fossi incinta. E lo intendo sul serio.-afferrò la maniglia della porta, volendosi allontanare in fretta dalla situazione, da lui.
-Scully..aspetta.-
-Lasciami andare, Mulder.-
-No..-sospirò fiero lui, le braccia si tesero intorno a lei, le dita si piegarono sulle mani di lei.
-Non è x cosa pensi tu.-
Prendendo, ampi e lunghi respiri, lei si forzò alla calma.
-Non sai cosa penso.-ed egli nn avrebbe potuto, se lei poteva riuscirci.
Tutti i pensieri di lei sulla relazione dolce e duratura si sarebbero potuti seppellire x sempre.
-Pensi che io sarei infelice con un bimbo, e invece non lo sarei.-
Le parole di lui penetravano, ma ancora lei nn si convinceva.
-Ho visto la tua espressione, Mulder. Non cera felicità, cera paura. Non stò x intrappolarti in un matrimonio. Ti prego, lasciami andare.-
-No, nn voglio.-le parole tremanti di lui la colpirono, -Almeno fin quando nn mi avrai ascoltato.-
Sospirando, lei sapeva di doversi calmare, almeno temporaneamente.
-Va bene, -inclinando la testa, lei spostò le mani sotto i palmi umidi di lui, egli allentò la presa, ma nn la lasciò completamente.
-Parla.-
-Vorresti almeno guardarmi?-
-Nn tentare di + la fortuna.-se lei si fosse voltata, sarebbe stata capace di schiaffeggiarlo.
Lui era un idiota. Lei stessa era una idiota nel perdere la speranza.
-Hai ragione Scully, quella era paura, -velocemente, la testa di lui si abbassò sul collo di lei.
-Ma nn era il tipo di paura che tu pensi fosse.-
Lei sbuffò.
-La paura è paura, la riconsco quando la vedo.-
-Non è così. Scully questo è il peggior timore che abbia mai provato in vita mia. Ho fronteggiato pistole, e uomini che nn avrebbero battuto ciglio due volte nel cavarmi le budella egli si fermò come se volesse scusarsi della propria crudezza, poi riprese, -Quando ho compreso che potevo averti messa incinta, avrei voluto prenderti in spalla e trascinarti dal + vicino giudice di pace o prete. Avevo il pretesto x tenerti con me.-
Egli cosa?
-Mulder, stai dicendo che avresti voluto che io fossi incinta?-
-Sarei una persona orribile se dicessi di si?-al tentativo di lei di voltarsi ancora, egli la tenne di nuovo.
-No, ascolta, nn posso farlo se ti guardo.-
-Un minuto fa, mi hai chiesto di guardarti.-puntualizzò lei.
-Un minuto fa era un minuto fa. Ora è ora. Debbo avere una sensazione spaventevole, xkè stò x cacciarmi le budella (NdT:inteso come aprirsi dal profondo) x te, e lo spettacolo potrebbe essere terribile, diciamo così.-
-Ok, -ridacchiò lei, la mente le si rassenerò lentamente.
-Ma xkè vorresti fare questo?A malapena mi conosci.E io posso dire lo stesso di te, questo nn è il miglior modo x iniziare..-
Si fermò lei, comprendendo che entrambi avevano iniziato comunque con il piede sbagliato, nel capanno.
-Non mi importa, da quando ti ho rivista, ti ho desiderata.Tu sei lultimo rimasuglio di decenza che ho perso a Hong Kong.Tutto ciò che di bello e gentile esiste.Tu mi fai sentire di nuovo umano.-egli le lasciò i polsi, e mise le mani aperte sul suo addome.
Lei saltò alla sensazione, con un leggero sibilo, poi si rilassò alla leggera pressione delle dita di lui.
-Questo, questo ti avrebbe data a me, Scully. E nel secondo in cui ho cercato di incalzarti nella decisione, sapevo che stavo commettendo un errore.Questo mi ha spaventato: che tu avresti trovato un modo x dirmi di no. E lhai fatto, vero?-
Il disappunto nella voce di lui le fece dolere il petto, e si affrettò a spiegare.
-Solo xkè nn voglio intrappolarti in nulla.-finalmente lei si voltò, prendendogli il volto disperato tra le mani.
-Sembra che abbiamo di nuovo fatto confusione stavolta, vero?-
Le labbra strette di lui si aprirono in un sorriso lento.
-Non avevo mai fatto confusione, prima di incontrarti.-
Lei sorrise di rimando, vedendo la confidenza tornargli di grado in grado.
-Neanche io. Sarà un tipo di corteggiamento, uhu?-
-Potremmo fare meglio?-
-Definitivamente.-lei si sollevò in punta di piedi, la bocca distante un alito dalla sua.
-Dana!-
-Esiste un posto in questa città dove nn possiamo esser continuamente scorti da un qualsiasi membro della tua famiglia?-
Lei si allontanò, un sorriso divertito le graziava le labbra.
-Bè..Mamma ha detto a Missy che sarebbe uscita con papà x cena e che sarebbero andati ad un cinema poi..
-Andiamo, voi due. Melvin ci stà x insegnare il mambo. E poi ce ne andremo tutti in una sala da ballo.-
Scully guardò Mulder, vide lo stesso pensiero sul suo volto.
-HEY?-lasciando Charlie di sorpresa, corsero lungo il porticato e attorno alla casa, mano nella mano.
-Tra quanti quartieri è casa tua?-chiese Mulder, tirandola sulla strada principale.
Dio, era senza scampo. O almeno senza + labituale self-control.
-Se corro, ci saremo in 5 minuti, puntami soltanto nella giusta direzione.-
-Bene, -disse lui, -tieniti Scully.-
Xxx
-Stò bene, -irruppe lui, strappandola alla preoccupazione, -ho solo freddo.-
Scully aprì la porta nn chiusa a chiave, spingendolo nella casa calda e buia.
-Non sei lunico, avremmo dovuto indossare almeno i cappotti.-lei si allontanò, solo x tornare con una coperta presa dal divano, con cui gli cinse le spalle.
-Stai tremando, Mulder.-
-An..anche tu.-dannazione! Un altro sforzo di galenteria mandato allinferno.
Le gambe gli tremavano, e le permise di condurlo sul divano.
-Vero. Ma nn ero io che..-lei andò al camino, x aggiungere un paio di ciocchi.
-Te lha detto, vero?-
-Chi mi ha detto cosa?-lei nn si voltò.
-Charlie, ti ha detto lintera storia, riguardo Chang, riguardo me. Come mi hanno tenuto in camicia di forza x due settimane mentre urlavo come un matto. Riguardo come nn ho potuto indossare i lacci delle scarpe x due mesi, senza tentare di strangolarmici.-
-O mio dio..-respirò lei, guardandolo finalmente.
-Si, Charlie mi ha detto..-sussurrò lei, le lacrime nascoste nella voce, -Ma nn avevo capito quanto fosse stato terribile fino ad adesso..-
-Dimenticalo. Io lho fatto.-si accoccolò sotto la coperta, sperando che lei lavrebbe lasciato semplicemente in pace.
-Va a letto, Scully.-
In risposta, lei camminò verso il divano, dove sedette accanto a lui, tirandosi sotto la coperta anche lei.
-Dammela Mulder, ho freddo.-la voce di lei aveva perduto la qualità di tristezza; egli battè le palpebre al suo nuovo tono.
-Mi hai udita, marinaio. Dividi la coperta.-
-Puoi condividere qualsiasi cosa vorrai con me, lo sai.-disse dolcemente lei, la mano sul braccio di lui.
Stanco di lottare, egli le appoggiò il mento sulla testa, fissando il fuoco montante.
-Nn penso tu voglia ascoltarlo..-disse piano, -E nn so se posso dirti qualsiasi cosa.-
Ti prego non farmelo fare, aggiunse silenzioso. Non ho la forza di rivivere tutto di nuovo.
-Va bene, -accettò lei, annidandosi + vicina.
Il suo calore cominciò a spostarsi tra le ossa gelate di lui, ed egli si rilassò, ascoltandola continuare.
-Tu vuoi udire la mia storia?-
-Soltanto se davvero vuoi raccontarmelo.-
-Si, lo voglio.-
-Ci trattavano bene, allinizio..I giapponesi intendo. Avevamo cibo e alloggio adeguato, e lospedale x i prigionieri nn era male. Potevamo prendere medicamenti facilmente, e molti dei soldati che curammo, sopravvissero.-
-Dove vi avevano catturate?-
-Manila. Era allinizio della guerra, appena 2 mesi dopo Pearl Harbor.-
Le Filippine. Egli chiuse gli occhi, reprimendo la propria tristezza, alla geografia delle loro combinate sventure.
-Mi ricordo di averlo sentito, -disse lui, andando con la mente alla località, -ma nn avevo delle vere notizie. Solo quando avevo bisogno di sapere.-
Annuendo lei continuò.
-Lesercito si ritrasse da Bataan e Mac Arthur dichiarò Manila città aperta. Poi i giapponesi si spostarono e ci presero. Non fu un grande affare, davvero. Come ho detto, eravamo trattate bene. Veramente, ci sono state un paio di volte che avrebbero potuto rilasciarci in cambio con i POW giapponesi. Dopo la seconda o terza volta, ho smesso di sperare .-
-Ma apparentemente, la loro gentilezza nn era persa, -interruppe lui, impaziente di ascoltare il resto della storia.-
-No, nel 43, Konishi ha preso il comando del campo. Fino a allora, cerano stati degli amministratori civili giapponesi. La prima cosa che fece costui fu di dividere il campo, confinando i prigionieri a sud .-
-Xkè lo fece?-
Lei si tese al suo fianco, egli seppe che il peggio stava arrivando.
-Nn lo capimmo in quel momento, e nn chiedemmo. Ma poi i prigionieri cominciarono a sparire dallinfermeria. Le guardie dicevano sempre che erano morti durante la notte, ma cerano anche tra gli scomparsi, uomini nn troppo lesi seriamente. Non potevano esser morti.-
-Sei sicura che non fossero stati scambiati con altri POW?-era una domanda stupida, detta + x calmare che x curiosare.
-Bel tentativo, Mulder.-
Lei era così bella che quasi gli tolse il respiro.
-Cosa?-
-Tu sai benissimo che i giapponesi nn sono così accomodanti.-
Egli le tolse i capelli dal viso, con la mano libera.
-No, nn lo sono, -mormorò lui, -stavo solo cercando di distrarti. La verità è che nn desidero ascoltare il resto della tua storia.-le lasciò un bacio sulla guancia, che sussultò sotto le sue labbra.
-Forse io ho bisogno di raccontarlo.-replicò lei, con intento nella voce.
Egli si ritirò, serio quando le disse.
-Allora raccontamela.-tenne la mano sul suo volto, lo sguardo nel suo.
-Cera un dottore, Zama, era simile ad un fantasma, appariva e spariva dal campo. Le guardie sussurravano piano cosa egli facesse a sud. Le altre infermiere erano spaventate da lui, ma io avevo il mio da fare nellimparare il giapponese. Bè, almeno abbastanza x capire cosa stesse facendo.-
-Scully, mi spiace..-
-Egli li prendeva e li ammassava nel campo a sud, allinizio egli nn voleva ascoltare nulla. Immagino che fossero accorti nel nn farsi udire da altri. Poi quando sembrò che la guerra andasse peggio x loro, nn gliene importò + nulla. Cominciarono ad affamarci.. E cominciammo ad udire urla da sud. Ogni giorno e ogni notte. Zama stava torturando quegli uomini. Non ho mai visto cosa facesse, ma sapevo che stava conducendo una specie di esperimenti su di essi. Non potei sopprtare +. Cominciai a rimanere, quando arrivavano Zama e le guardie, cercando di sbirciare cosa facesse. Le altre infermiere mi dissero che ero pazza, che nn avrei dovuto interferire. Ma nn era solo x ciò che Zama stava facendo: lui e Konishi stavano lentamente uccidendo ognuno di noi. E nessuno sarebbe rimasto.-
-Scully, -la scosse delicatamente, ma lei nn gli rispose, le labbra si mossero di nuovo.
-Mi colpirono, -disse, il volto distrutto.
Ma le guance erano asciutte, le lacrime dannatamente ancora dentro.
-Mi schiaffeggiarono, facendomi cadere, ma tornai in piedi, domandando + cibo, + medicine. Volevo sapere dove quegli uomini erano spariti, ma essi nn me lo dissero. Poi mi misero nella buca.-
-Era sporco e buio e così piccolo. La prima volta nn andò così male, ma sentivo tanto caldo, benché il terreno fosse gelato. Mi ci tennero solo un ora, che gentili -
-Scully, basta.Ti prego.-la implorò lui, ma lei nn lo ascoltò.
-La volta seguente fu x un po di +. Poi sempre di +. Immagino di esserci rimasta x delle ore, forse un giorno intero. Non ricordo..tutto quello che so è che mi soffocava. Lo sporco mi asfissiava e dovetti sedermi con le gambe piegate contro il corpo xkè era così piccolo lì..Dio..-la voce finalmente le si spezzò, e gli appoggiò la testa sul petto, le mani andarono intorno alla vita, x abbracciarlo.
-Non posso + stare in posti chiusi, Mulder. Non posso sentirmi circondata, anche il mio dannato cappotto mi soffoca.-
Limmagine di lei sulla piattaforma della stazione, il cappotto aperto al vento, tornò a posto, come le altre immagini nella mente di lui. Scully che lotta contro i nodi nel capanno, che sfugge nel piccolo corridoio, quando egli era arrivato la sera prima, lui e Charlie che lavevano circondata, la lotta di lei sotto il portico di Melissa la sera stessa..merda!
-E abbastanza, -lui la scosse delicatamente, poi la prese gentile tra le braccia.
-Basta Scully, -disse roco, respirando un sospiro profondo di sollievo, quando se la sentì rilassarsi addosso.
Morbida, che singhiozzava, i singhiozzi lentamente si diradarono mentre passavano i minuti.
-Sei tu, -disse lei, -Lo sei sempre stato. Non lho capito fino ad ora.-
Xxx
-Baciami, -sussurrò, conscia di aver raggiunto la libertà dai loro demoni comuni.
Egli la guardò con calore e occhi scuri, ma cominciò a scuotere la testa.
-Scully, nn credo sia una buona idea.-
-Ti desidero, -prima di tornare alla aperta esplorazione della sua bocca, -portami a letto.-
Improvvisamente, lei si ritrovò scaricata.
-Scully, -disse lui, i suoi occhi fieri cercavano il volto di lei, le sue guance accese di desiderio.
-So che..tornando al capanno..che non..-
-Va bene, -rispose lei, sottacendo le sue scuse con la punta delle dita, -Possiamo ricominciare.-
Prendendole la mano tra le proprie, egli le baciò i palmi, prima di replicare.
-Vuoi permettermi di dirti che mi dispiace?-
-Lhai già detto, -lei ritornò il favore, piegando la mano attorno a lui, x carezzarsi le labbra contro le nocche di lui.
Suonò + come uno squittio che una domanda.
-Lho fatto?-
-Si, di ritorno da zio Mike.-lei si sistemò + vicina a lui, godendosi il leggero stupore sul suo viso.
-Ora, dove siamo?-
Mulder la lasciò giocare con la sua mascella x un momento, poi si allontanò di nuovo, con un leggero, sospiro di cuore.
-Non dobbiamo farlo. Non voglio cogliere loccasione. Parliamone ancora.-
Sollevandosi appena dalla leggera vertigine che la dava la propria passione, lei capì che egli si stava riferendo al loro fraintendimento precedente, riguardante la gravidanza.
-Ma hai detto che..-
-Ricordo cosa ho detto, -brontolò lui, le mani attorno alla vita di lei, x mantenerla ferma, -e lo intendo ancora. Ma sarebbe da folli prendersi una altra possibilità.-se fattibile, il suo volto divenne ancora + sensuale, la voce + simile al velluto ed egli mormorò.
-Ma posso venirti in aiuto.-
Confusa, gli chiese.
-Aiutarmi? A far cosa?-lunico modo in cui poteva aiutarla era di fare lamore con lei.
-Togliti i vestiti, -richiese delicatamente.
-Tieni la coperta, -leccandosi le labbra, e il suo sguardo si spostò dallesame attento del tutto, ai seni di lei.
-Vieni qui, voglio sentirti contro di me.-
La coperta sistemata su loro come una tenda, lei si mise a cavalcioni sui fianchi di lui, i pugni pieni di lana pungente gli andarono attorno al collo.
-Calda?-le chiese, le dita le carezzavano la vita, il liquido sguardo fisso su di lei.
-Mmm, -annuì lei, arcuandosi alle sue carezze, i seni contro il petto di lui.
-No, non farlo.-
-Voglio farlo, -insistè lei, lavorando furiosamente.
-E andato oltre abbastanza..tutto questo, -domandò lui con una voce gutturale, tirandola indietro fino a quando la sua carne tesa, ancora semi coperta dal cotone, rimase intrappolata tra il calore dei loro corpi.
-Non posso venire dentro di te, Scully, -disse lui, come se fosse dolorante, la testa gli cadde contro i cuscini del divano, allindietro.
Lei gli mordicchiò il mento, comprendendo, anche se non condivideva la decisione.
-Lo so, -gli sussurrò, -ma devi permettermi di aiutarti a mia volta.-il suo corpo ancora semi-vergine nn sapeva esattamente come, ma lei stava cercando di provare, davvero lo voleva.
-Dimmi soltanto cosa devo fare.-
-Soltanto..-egli incespicò nella frase, una mano tesa a fermarla dallo scivolargli contro la lunghezza eretta,
-Soltanto nn toccarmi ancora, daccordo?+ tardi, te lo prometto.-
-Allora cosa pensi che possa fare ora?-la frustrazione la fece fremere sul bacino di lui, ma fu immediatamente gratificata da carezze familiari, un tipo di carezze che lei appena ricordava.
Dio.
-Muoviti e basta, come + ti senti.-Mulder sorrise, un dito caldo trovò la strada, x entrare in lei.
-Oh, -gemette lei, sorpresa dal tagliente punto di piacere che sorgeva da dove lui la stava carezzando.
La coperta le cadde dalle dita indebolite, x rimanere attorno alle sue gambe spalancate, e lei si permise di affrettarsi verso la mano di lui.
-Ecco, così, - bofonchiò lui, carezzandola nel posto preciso, lo stesso che aveva trovato prima, senza mai averlo fatto in precedenza.
-Dio!-urlò lei, al primo contatto umido della bocca di lui su un seno.
-Che stai facendo?-
-Ti stò aiutando, -rispose lui contro la sua pelle.
-Così?-
-Così.-e si spostò sullaltro seno, sussurrando, -Pensandoci.. è simile al mambo.-lei lo sentì sorridere contro il suo seno.
-Non penso che sia questo che Melvin pensava di insegnarc OH!- si era di nuovo persa in lui, le sue mani erano contro i cuscini del divano dietro la sua testa di, mentre gli cavalcava le mani.
-Una specie di mambo, -sospirò lei, ricompensata dal suo ridacchiare.
-Mi piace.-
-Oh..OH!-improvvisamente, lei seppe di esser venuta, qualunque cosa significasse.
-Stai bene?-
Una voce aspra, collericamente fredda rispose, pizzicando il momento che li circondava.
-Starà bene si, figlio di puttana!-
End chapter 12