A Familiar Heart - Capitolo 16

 

Niente ossa rotte.
Questa fu la prima cosa che capì quando si svegliò. Questa, e che aveva il più orribile sapore in bocca. Gli effetti postumi del cloroformio, molto probabilmente. 
Parole smozzicate e gutturali filtrarono attraverso il suono squillante nelle sue orecchie. Con gli occhi ancora chiusi, ascoltò facendo del suo meglio per capire il linguaggio. Suonava familiare, ma no. Non era giapponese. Cinese. 
Si lamentò, sapendo esattamente cosa succedeva senza capire una parola della conversazione.
Chang. Era stata rapita dalla nemesi di Mulder, che ovviamente intendeva usarla per attirare Mulder in una trappola. Ma perché non limitarsi a sparargli per strada, se voleva così intensamente ucciderlo? Brividi le corsero lungo la colonna vertebrale; questo non era un normale tipo di risarcimento. Mulder, in base a quel poco che aveva appreso da lui e da Charlie, evidentemente aveva decimato le proprietà di Chang - in un enorme grande dichiarazione d'odio sottolineata dal dito medio alzato in arroganza. Un asiatico come Chang, persino il più spietato dei gangster, viveva e moriva per il suo onore. L’imbarazzo, nella valutazione di Mulder, lo aveva spinto oltre reclamando un'affermazione x stabilire il proprio. 
Tortura. Smembramento. Il corpo di Mulder appeso come effige in luogo pubblico, dove i nemici di Chang – come anche i suoi amici - potevano capire come spietato fosse stato nella sua vendetta. Niente altro l'avrebbe soddisfatto. 
Lei doveva averlo stampato in fronte in grandi e grosse lettere. ESCA. 
Doveva uscire da lì prima che arrivasse Mulder.
Non sarebbe stata usata come una pedina nel gioco di Chang né avrebbe aspettato indifesa che Chang tagliasse Mulder a pezzettini. 
Era buio dove si trovava, ed era distesa sul pavimento in posizione fetale, con la testa posata su qualcosa di umido ed ammuffito, benché soffice. Sollevò una mano e lo sentì... una scopa.
Gesù, l'avevano chiusa in un ripostiglio! No, no, nononono...  
Con le braccia e le gambe improvvisamente spalancate, lottò con la soffocante coperta attorno al volto, piagnucolii d'angoscia le scendevano in gola. L'oscurità sembrava inghiottirla completamente, una nera distesa di nulla davanti ai suoi occhi. Le narici erano piene dell'odore dell'aria calda, sporca scura. 
La buca, dio no... non la buca. 
Un urlo le scese in gola mentre annaspava per respirare... 
Gli acuti latrati in cinese trafissero il suo panico, ed improvvisamente il suo volto fu benedetto da aria fresca e pulita.

"Ni hao, Miss Scully".

**********

"È me che vuole, Charlie, non lei. Tu sai che è Chang come lo so io". 

Mulder misurava a grandi passi la cucina di casa Scully, finalmente solo con Charlie per qualche minuto. I suoi genitori, sua sorella ed Ellen - persino Frohike – erano tutti riuniti in salotto con la polizia. La festa era giunta ad una stridente conclusione quando Mulder aveva fatto irruzione dopo avere perlustrato il quartiere cercandola. Aveva persino guardato nella stanza all'hotel, sperando contro ogni speranza che avesse lasciato cadere la chiave mentre attraversava la strada. Non ebbe fortuna. Nessuno l'aveva vista, benché ci fossero parecchi testimoni che avevano visto una Rolls nera allontanarsi stridendo lungo i vicoli vicino al locale di Mike verso l'ora in cui lei era uscita. 
Mike ed i suoi parenti si erano sparpagliati in un cerchio sempre più vasto con l'aiuto della polizia, che, come Mulder scoprì in seguito, comprendeva una buona quantità di lontani cugini di Scully. Avrebbe riso al cospetto che la famiglia di lei sembrava avere ad Annapolis, egli doveva percepire così tutto ciò. Ma non lo fece; dopo, glielo avrebbe detto dopo, quando sarebbe tornata sana e salva. Se fosse tornata. 
Fece una smorfia ai suoi pensieri, raggiungendo la caffettiera. Ne versò una tazza, quindi sedette, senza volerlo. Ricominciò a camminare.

"Mulder, non sappiamo se sia Chang. Ho telefonato a Skinner – non ha sentito nessuna dannata cosa riguardo Chang tornato negli States, ma sta controllando ogni risorsa disponibile. Se è Chang, lo troveremo".

"No non lo farai," Mulder replicò. "Lui troverà prima me. La metterà in mostra come un'esca per farmi arrivare di corsa". 

Sapeva che il suo ex capo lo voleva intensamente. Proprio come lui sapeva che non se la sarebbe cavata facilmente una volta che Chang avesse messo le mani su di lui. E nemmeno Scully; lei sarebbe molto probabilmente morta non appena Mulder avesse varcato la porta di Chang. Se Chang non l'avesse usata come esempio di quello che aveva programmato di fare a Mulder. 
Dio, no, pregò. Per favore, non lasciare che il suo corpo venga ritrovato galleggiante sul fiume Severn. Sapeva che sarebbe andato verso Chang con le braccia spalancate.
A Mulder non sarebbe rimasto nulla per cui vivere, se lei fosse morta. 
Lo squillo del campanello li fece sussultare.
Scully era scomparsa da un paio d'ore – l'avevano già trovata? Era morta? Corse alla porta anteriore, con Charlie alle calcagna.
Non era un'altra ronda della polizia. Era Skinner, affiancato da due suoi assistenti. 

"Bill". Si rivolse al padre di Scully, ignorando Mulder e Charlie per un attimo. "Mi dispiace intromettermi". 

"Walter," Bill Scully annuì. "Cosa ti porta qui?" Aveva senso che si conoscessero; erano Marines in tutto e per tutto, entrambi della vecchia guardia e patriottici fino all'osso. Skinner non era venuto ad offrire compassione a Bill Scully. Era lì per altre ragioni, e la prova era nella successiva affermazione. 

"Bill, devo parlare ai miei uomini," disse, accennando a Mulder e Charlie. "Solo, se possibile". 

Il padre di Dana non esitò, girandosi verso sua moglie. "Maggie, potresti prepararci del caffè, per favore?" sua moglie si offese un po', ma fu consenziente, girandosi verso Frohike. "Melvin, per favore, accompagna le donne in cucina". 

"Certamente," rispose Frohike, offrendo il braccio a Maggie. Con il dispiacere scritto in faccia per essere stata allontanata, lei lo prese, ed andarono via , mentre Melissa li seguiva con simile cipiglio. I poliziotti sparirono attraverso la porta anteriore con gli assistenti di Skinner, e gli uomini si ritrovarono in uno stretto semicerchio, con Mulder che fremeva per la voglia di parlare. 

"È Chang, vero?" raschiò, andando al punto, senza curarsi del fatto che il padre di Scully avrebbe presto conosciuto interamente i sordidi affari del suo passato. 

Skinner sospirò, con le mani nelle tasche del cappotto. "Pensiamo che abbia lasciato il Paese, Mulder. È stato visto ad Hong Kong proprio pochi giorni fa-" "Chi è Chang?" Alla fine, Bill Scully formulò le poche parole. 

Fu Charlie che rispose a suo padre, dicendo gentilmente, "Mulder ha lavorato sotto copertura ad Hong Kong per un uomo di nome Chang. Questo uomo era un'importante fonte di informazioni sui giapponesi. Era anche un tipaccio, e molto. 

"Cosa vuole da Dana?" Mulder restò fermo, fronteggiando il padre di Dana. "Non è lei che vuole, è me," disse tranquillo, dispiacendosi di avere reso la sua voce addolorata. "Sta solo usando lei per snidare me". Lui attese l'inevitabile invettiva; dopo tutto l'aveva già sentita prima da Scully. Perché suo padre avrebbe dovuto reagire diversamente? Suo padre guardò Charlie per conferma; la ebbe in un breve balzo della testa di Charlie.

Sospirando, infilò le mani in tasca.

"Non dire niente davanti a sua madre". Fece un cenno a Mulder, aggiungendo, "Io non ti incolpo, Mulder. Stavi solo seguendo gli ordini. Potrebbe non esserci lui dietro a questo". 

Mulder si lamentò, girandosi per tornare a camminare, con le mani premute sulla testa pulsante.

Skinner fermò il suo sicuro attacco di colpa con un conciso: "Siamo quasi certi che sia lui, Bill". 

"Dannazione!" Mulder si voltò, dedicandosi a fare un buco nel tappeto, proprio come aveva fatto in cucina.

"Avrei dovuto conoscerlo meglio,  piuttosto che fidarmi della Sua intelligenza, Skinner." 

"Mulder!" Bill Scully lo ammonì. "Stai parlando ad un ufficiale superiore, ragazzo. Mostra un po' di rispetto". 

Walter Skinner sospirò, "Ha ragione, Bill. Avremmo dovuto essere + dentro alla cosa Ma non avremmo mai immaginato che Chang avrebbe avuto il fegato di avvicinarsi così". 

"Sì, bene, voi non lo conoscete come lo conosco io".

Tormentandosi il retro del collo con la mano, Mulder sapeva che era inutile piangere sul latte versato. "È tutto quello che è venuto a dire? Se è tutto, andiamo". 

Il volto di Skinner si inasprì, ma trattenne la collera, dicendo, "Pensiamo di avere un indizio sulla sua posizione". 

"Un indizio?" Quello era Charlie, che, oltre ad avere spiegato di Chang a suo padre, aveva semplicemente assorbito le notizie di Skinner come una spugna. "Dov'è?" "I miei uomini hanno controllato tutti i punti di ingresso ad Annapolis. Nessuno corrispondente alla descrizione di Chang è stato visto all'aeroporto, né alla stazione dei treni o degli autobus. Ma – parecchie navi sono attraccate sul Severn e sul South River negli ultimi giorni. Non possiamo raggiungere nessuna delle autorità portuali – gli uffici amministrativi sono chiusi per le feste. Ho delle persone che stanno rintracciando il direttore ed i suoi tirapiedi, ma potremmo dovere aspettare l'orario di ufficio domani per perlustrare effettivamente i moli -" "No, non dovete," una voce si intromise. 

Tutti gli occhi balzarono sull'omino nel vano della porta. 

"Indicatemi solo il telefono, signori," Melvin Frohike annunciò. "Non gli piacerà essere interrotto con la sua amante, ma il direttore dell'autorità portuale mi deve un favore". 

 **********

"Dana, stai ferma". 

Immediatamente allontanata dalla completa pazzia, si calmò. "Mulder?" mormorò, aprendo uno spiraglio nei suoi occhi sabbiosi, nonostante non potesse vedere nulla nell'improvvisa luce abbagliante. Faceva male, così le richiuse di nuovo, comprendendo che la voce era molto familiare. No, per favore, no. Solo ascoltare la sua voce significava che era stato catturato con lei. Non ne sarebbero mai usciti, ora. Sempre piangendo, posò la testa sul pavimento e si curvò in una stretta palla, desiderando che lui se ne andasse. 

"Va tutto bene," disse dolcemente, proprio sopra al suo orecchio. 

La luce trafisse le sue palpebre chiuse e lei sedette, sobbalzando nel bagliore, con una mano alzata verso la figura che stava in piedi davanti a lei. No, ondeggiò leggermente.
Una nave. Era su una nave. 

"Alzati!" abbaiò l'uomo, sventolando l'arma "Alzati subito!" lei si guardò intorno, stordita. Mulder non era là; aveva sognato? Spinse via la coperta in cui era stata avvolta con un rimasuglio di panico, non volendo quegli oggetti accanto a sé. 

"Alzati, ho detto!" L'urlo staccato, espresso con un accento sicuramente cinese, finalmente fu registrato dal suo cervello offuscato dal panico. Dominati, pensò lei. Sii coraggiosa. Non mollare la guardia, stavolta; non lasciare che Mulder paghi per la tua codardia. Si alzò su gambe rigide, lisciandosi la gonna. L'uomo davanti a lei si fece da parte, ed intravide per la prima volta il suo ospite. 

"Ni hao, Miss Scully". Era un uomo piccolo, seduto nella sedia del capitano sul ponte, con un abito impeccabile ma un sorriso diabolico. Capelli neri e lucidi intonati agli scuri occhi tondi, piccoli e lucenti, ed una sigaretta mollemente afferrata tra le dita. "Sieda, per favore. Lasci che mi presenti…" 

"Io so chi è lei," disse con voce rauca.

"Lei è Chang". 

Il suo sorriso divenne soddisfatto, ed alzò un sopracciglio. "La mia reputazione mi precede, vedo. Spero che non si sia già fatta un'opinione su di me, Miss Scully. Chiacchiere ed insinuazioni mi seguono ovunque".

Sospirò. "Sembra che lei non sia innamorata della mia ospitalità famosa in tutto il mondo, Miss Scully. Le ho chiesto di sedersi". 

Una mano forte le bloccò la spalla, e fu spinta in una sedia direttamente di fronte a Chang.

"Mulder non verrà a prendermi," sputò fuori, strappando le braccia dalla presa del gorilla. "Non siamo nulla l'uno per l'altro". 

"Oh, ma è qui che si sbaglia, Dana. Io credo che lo farà". Chang prese una profonda boccata dalla sua sigaretta, dicendo tra la nebbia del fumo, "Mi sono così divertito ascoltando la vostra conversazione telefonica di ieri – oh, dell'altro ieri, come se accadesse ora. Stupido all'eccesso come a voi americani non interessino altro che i beni materiali? Peccato che non sia arrivato un giorno prima. – Mi pare di avere perso una grande scena con suo fratello". 

"Ha ascoltato il mio telefono?" Accidenti, quell'uomo aveva le mani dappertutto? "Gli Stuarts lasciano una chiave sotto lo zerbino. Ma lo sa questo, vero, Dana?" lei rilasciò un breve sospiro di sollievo; almeno aveva scelto un vicino che era via per le feste, e nessuno era a casa. Il suo tipo di persuasione avrebbe certamente incluso la morte, e lei rabbrividì internamente al pensiero dei vicini caduti sotto il suo coltello. Quindi Chang sapeva che lei e Mulder erano intimi. Aveva probabilmente anche pensato che erano amanti. E sapeva che Mulder non avrebbe avuto altra scelta che venire da lei. Ma lei non l'avrebbe reso facile per Chang. "Per cosa ha bisogno di me? Perché non uccidere semplicemente Mulder?" "Sarebbe troppo facile, Miss Scully. No, lei tornerà ad Hong Kong con me". Distrusse una sigaretta e ne prese un'altra, aggiungendo, "Suppongo che Mulder le abbia detto che tipo di lavoro faceva per me ad Hong Kong"

"Ha detto che gestiva il China Moon". La ripugnanza le affilò la lingua. "Un bordello, a quanto pare". 

"Era davvero bravo in quello, lo sa. Piaceva alle ragazze… e così ai ragazzi". 

Per un attimo, concesse ad un vero e proprio oltraggio di incresparle le labbra ed alla nausea di irritarle il ventre. Ma sapendo che Chang contava sui suoi commenti per incitarla all'ira, compresse le disgustose immagini che le sue parole avevano evocato, alzando un sopracciglio mentre diceva: "I ragazzi?" "Certamente non può credere che i gusti di tutti siano in direzione eterosessuale, Miss Scully". Sogghignò alla sua sconfitta. "Lei andrà bene là, Dana. Lei è giovane, carina e bianca. Non posso pensare a migliore vendetta contro il mio amico Mulder che trasformarla in quello che disprezza maggiormente. Una puttana.

*Se* mai uscirà vivo dalle mie trappole gemelle". 

Dio, era peggiore della morte. Lei se ripensava a Los Banos non poteva opporsi a nulla, finché era viva. Non era il pensiero di lei che serviva uomini che la spaventava. No. Era il fatto che Mulder sarebbe stato forzato a tornare in tale orrore. Lui odiava quello che aveva fatto ad Hong Kong, disse che l'aveva trasformato in qualcosa con cui non poteva convivere più a lungo. Sarebbe semplicemente impazzito, se forzato a tornare là, e Chang lo sapeva. Doveva trovare una via d'uscita. 

"Le sue trappole gemelle?" Fallo parlare, calcolò. Tergiversa. 

"Due navi oltre a questa, Miss Scully. Aringhe rosse, se preferisce. I servizi segreti della marina si dirigeranno verso loro, mi creda". Alzò la testa da un lato. "Così eroici, questi uomini. E tutto per nulla, visto che presto io sarò via con lei".

"Mulder mi seguirà, ne sono certa".

"Ma quando la troverà, Dana, lei sarà stata usata per bene. Sempre se la troverà. Io non devo ucciderlo, mia cara. La consapevolezza che lei è persa per lui farà maggiore effetto". 

"Bastardo," lei ringhiò, fermata dall'alzarsi dalla stessa mano di prima. Si dibatté, ma fu tolta dalla sedia al cenno di Chang. 

"Basta parlare. Da quello che ho capito, stanno facendo piccoli progressi a casa di suo padre. Ci vorrà un po' prima che scoprano dove sono. E a quel punto, gli amici di Mulder saranno troppo occupati a raccogliere i pezzi delle altre navi per notare noi che ce ne andiamo facendo ciuf ciuf". Stringendo gli occhi continuò: "Strilli finché vuole, mia cara. Non c'è nessuno qua attorno che possa sentirla". Giratosi verso il suo uomo, scattò un comando nella sua lingua natale; Scully seppe che non si trattava di un piacevole commiato, quando si trovò trascinata via dal ponte. 

Il corridoio era stretto ed oscuro, ed udiva il debole suono dell'acqua. Mentre il suo sequestratore la spingeva avanti, lei guardava a destra e a sinistra, in alto ed in basso i corridoi che si ramificavano dal principale. Vacillò alla vista di una porta aperta alla fine di uno di quei corridoi, fingendo di avere perso una scarpa. L'uomo dietro a lei borbottò, e lei guardò alla via di fuga da sotto le ciglia, prendendo del tempo per infilarsi di nuovo la scarpa. 
Il fiume, la sua acqua annerita dalla notte oltre la ringhiera. Erano su una barca, in uno dei fiumi nei dintorni, o nella baia stessa di Chesapeake, forse. No, non nella baia. Erano attraccati lungo l'argine; poteva vedere chiaramente attraverso il fiume i numerosi magazzini illuminati.
Un'altra nave più piccola era legata alla ringhiera, un motoscafo da competizione, dall'aspetto del suo lucido contorno.
Un asiatico apparve alla vista, la sigaretta appesa alla bocca baffuta. Si fermò, con la mitragliatrice appesa ad un braccio, lo sguardo feroce e minaccioso.
Nulla. Nessuna via di fuga là. L'uomo dietro di lei, stanco del suo ritardo, le diede una spinta, e lei continuò ad avanzare. Scesero una corta rampa di scale in metallo alla fine del corridoio, e lei fu costretta nella stanza più vicina.
Che scoprì essere un ripostiglio. Scuro e così piccolo, la fece raggelare per l'apprensione. 

 **********

"Abbiamo due buone possibilità, signori, ed una non è male". Frohike riagganciò, la soddisfazione gli ornava la voce. "La Sheilong, attraccata sotto la Naval Academy sul Severn, e la Desheng, ancorata nel South River. Entrambe arrivate un paio di giorni fa, scaricando merci da Hong Kong". 

"Chang non sarebbe così pazzo da attraccare nel Severn così lontano dalla baia" disse Bill Scully. "Deve essere sulla Desheng. Ha un più facile accesso al mare aperto". 

"Non ne sarei così certo," disse Mulder, tormentandosi il labbro. "È un bastardo arrogante".

D'altra parte, Chang sapeva che sarebbero giunti a questa conclusione. Avrebbe saputo che Skinner voleva colpire prima la Desheng... proprio come sapeva che Mulder avrebbe insistito a colpire la Sheilong. "Non è su nessuna". 

"Cosa?" Skinner era incredulo, dando voce alla domanda prima che chiunque altro potesse, sebbene tutti guardassero Mulder come se fosse pazzo. 

"Non è su nessuna di queste navi," insistette Mulder. "La mia congettura è che ha posto una trappola sulle altre due.

Esplosivi, molto probabilmente. Credetemi, è più intelligente di quanto pensate". Girandosi verso Frohike, chiese: "Hai detto che ce n'è un'altra sulla lista.

Dove?" "La Meifeng. Ma è attraccata oltre la Naval Academy, ed è salpata da Taiwan-" "Eccola!" Mulder corse verso l'ingresso ed il suo cappotto, Charlie e gli altri si attardarono indietro. 

"Cosa ti fa essere così certo, Mulder?" chiese Charlie guardandolo scettico. 

Si fermò, rubando nella fondina di un poliziotto vicino un'arma. L'uomo si infuriò, ma si azzittì allo sguardo feroce di Skinner. "La Meifeng… in cinese mandarino, significa 'meravigliosa fenice'.

Vuole farmi sapere che è risorto dalle ceneri". 

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"No, non mettetemi qui, - per favore!" lei lottò contro la presa dell'uomo, il terrore la faceva tremare. Il ripostiglio la attirava con tenebre minacciose, e prima che potesse dire un'altra parola, si trovò chiusa dentro, l'asfissia la racchiudeva come i tentacoli di un polipo. Batté le mani contro i muri, cercando un interruttore. Ma non sentì altro che freddo acciaio. Non c'era nemmeno una cordicella appesa al soffitto, e le sue gambe cedettero quando capì che era intrappolata senza speranza di luce ed aria. 

Cadendo al suolo, oscillando contro le urla che minacciavano di distruggerla, disse a se stessa di non urlare. Non voleva dargli la soddisfazione di sentire le sue grida. Chang non solo voleva Mulder, voleva tutti quelli che gli erano collegati. Certamente Charlie, suo padre, ed innumerevoli forze di polizia civile e militare, sarebbero andati in fiamme abbordando le altre navi. Quindi Chang avrebbe preso la sua lieta via, sorridendo per tutto il tragitto verso Hong Kong. Ci sarebbe voluta una eternità alle autorità US x ritrovarlo, una volta in acque internazionali.
Poteva sbarcare in ogni porto e trovare cordiali amici. Cuba, Sud America, Africa. Solo perché aveva detto che stava andando a casa non significava che fosse vero. Un uomo come Chang aveva interessi in tutto il mondo. Mulder non l'avrebbe mai trovata. 
Oh, no. No. Il sudore scoppiò sul suo viso, e lei soffocò l'impulso di gridare. 

"Miss Scully?" Un bussare alla porta la fece sobbalzare e guardò nel nulla. "Volevo solo sapere se era comoda. Ha aria a sufficienza?" Poteva dire dal suo tono che la stava incitando alla follia. In qualche modo aveva avuto accesso alle sue cartelle cliniche in ospedale, sapeva della sua paura dei luoghi chiusi. Certo quello non era troppo difficile per un uomo come Chang, che aveva soldi da bruciare e connessioni con la mafia in tutto il mondo. 

Lei non gli rispose, mentre le lacrime le fluivano sul viso e combatteva per resistere al panico. 
Una risata smorzata le raggiunse le orecchie, quindi, "Troppo spazioso per lei? Mi lasci vedere se riesco a trovare una cassa… so che lei ama rivivere i suoi giorni a Los Banos". Il suo riso svanì lontano. 
Scully iniziò ad iperventilare quasi immediatamente, cadendo all'indietro contro il muro in una rigida posizione di assoluto terrore. Una cassa. Persino più piccola del ripostiglio; molto probabilmente posta nella stiva, dove nessuno avrebbe potuto sentirla. Infinitamente buia e fredda come le viscere dell'inferno. 

"Dana". 

Catturata com'era nell'imminente malvagità dei piani di Chang udì a malapena che veniva chiamato il suo nome. 

"Dana". 

Più forte, ora, la voce – non poteva essere Mulder, non avrebbe potuto – la chiamava. Strizzò gli occhi, desiderando che la sua illusione di un porto sicuro la lasciasse in modo da potersi concentrare sullo stare calma. 

"Andiamo, Rossa. Apri gli occhi. Voglio fare gli allenamenti di primavera l'anno prossimo, lo sai. E questo indugio mi sta facendo ritardare". 

**********

"Sei serio riguardo questo, Mulder?" Charlie si chinò accanto a lui, entrambi nascosti da grandi casse a venti yarde di distanza dalla Meifeng. 

"Come un attacco di cuore" rispose Mulder, il ricordo di Scully che gli diceva quelle parole da Mike gli lacerava un bruciante buco nel petto. Tenne a bada il dolore, controllando l'arma. Non voleva essere distratto a questo punto da quello che sarebbe potuto essere.

Si, egli avrebbe potuto andarsene con lei. Sì. Avrebbe dovuto allontanarsi dalla famiglia di lei, quel giorno alla stazione ferroviaria, e quindi *niente* di questo sarebbe successo. 
Ma quella era acqua passata sotto ai ponti. Non era di nessun profitto pensarci, specialmente ora, quando aveva bisogno di tutte le sue capacità. 

"Chang è su quella nave," dichiarò fermamente. "L'unico modo per portare Dana fuori viva è di entrare con tutto quello che abbiamo. Sparare a chiunque non indossi un abito blu marine e tacchi. Capito?" "Capito" rispose Charlie. Mulder notò che il viso era pallido, ed afferrò la spalla di Charlie rassicurandolo, sapendo che il giovane non aveva mai affrontato il nemico in tutta la sua vita. "Posso farlo, Mulder. Non farmi stare dietro". 

Mulder sospirò. Aveva durato fatica per convincere Bill Scully e Frohike a restare con le donne. In primo luogo, Frohike non era un soldato. E pensava che Mr. Scully fosse troppo anziano, Mulder non voleva che la sua possibile morte fosse dipesa da lui. Era già troppo che avesse coinvolto Scully e Charlie in questo guaio. 
Guardando attorno dietro di sé, vide Skinner fare segno ad un paio di uomini sulla sinistra, e sapeva che erano quasi tutti in posizione. Chiuse gli occhi, recitando una veloce preghiera per il successo, benché non fosse un uomo abituato alla preghiera. La sua mano toccò il petto attraverso la camicia di cotone e le dita si curvarono attorno alle targhette, sentendo la croce che pendeva in mezzo. Pregò che lei restasse in vita. Pregò l'angelo di lei, suo fratello, di mantenerla al sicuro. Pregò.

**********

Lei aprì gli occhi lentamente, l'incredulità agiva come una sorta di anestetico, il suo respiro diventò più facile attraverso le labbra rilassate. "Sam?" Non era altro che un bagliore contro la porta, un'anima incorporea senza forma né volto. Divenne strabica nell'oscurità, e lo udì ridacchiare. 

"Mi dispiace per quello". Improvvisamente fu in piedi accanto a lei, benché scarsamente in stato solido come se potesse letteralmente vedere la porta attraverso lui. "Non ho ancora la capacità di farlo". Era vestito come l'ultima volta che l'aveva visto, affaticato, ma col volto pulito e così simile a Mulder da toglierle il fiato, con un brillante, caldo sorriso. 

"Oh, Sam," lei mormorò, iniziando di nuovo a piangere.

Non poteva evitarlo; lui era davvero lì con lei. Incredibile. 

"Non sono il tuo angelo, Rossa". Il suo sorriso sbiadì in un aspetto serio. "Sono solo nella tua mente. Dillo a te stessa". 

"Sei solo nella mia mente," ripeté dopo di lui, sapendo che era una bugia. "Perché tu... perché io -" "Mi vedi?" Dopo il suo annuire, lui disse, "Perché pensi di avere bisogno di aiuto. Ma non ne hai. Puoi farlo da sola". 

"Posso?" "Alzati, Dana. Dobbiamo andare". 

"Ma come?" "Usa le tue forcine per forzare la serratura. L'intero inferno sta per scatenarsi, e noi dobbiamo essercene andati prima che lo faccia". Divenne più luminoso, più intenso, illuminando il ripostiglio. "Vieni vicino a me. Tutto quello che devi fare è aprire la porta. Puoi farlo, Rossa". 

Alla forza delle sue parole, lei si alzò, raggiungendo i capelli. Con dita tremanti si spostò per mettersi accanto a lui. "Questo non funzionerà".

Non aveva idea di come forzare una serratura, e anche se l'avesse fatto, gli uomini di Chang erano proprio fuori dalla porta. 

Ma la serratura si aprì facilmente, al primo tentativo. Lei risucchiò un respiro di sorpresa, guardò Sam, che annuì. "Vai avanti. Salta fuoribordo, quindi trova un posto per chiamare casa. Ma fa' attenzione, stanno ancora ascoltando". 

Giusto. Chang ha un uomo che ascolta da casa degli Stuart. "Ma come posso raggiungere un posto sicuro?" "Fidati di me, Dana. Ho ancora delle cose da fare, qui".

Lui svanì nel nulla, nonostante la sua voce restasse ancora sospesa nell'aria. "Posso essere stato un eroe, ma il suo cuore è sempre stato migliore e più forte del mio, Dana. Non lasciare che un fantasma resti ancora tra voi. Non avete nulla di cui dispiacervi, nessuno di voi... siate solo felici". 

Si fermò alle dolci parole, girandosi.

"Sam?" ma lui se n'era andato. Scosse via la tenace pelle d’oca che la visita aveva scatenato ed aprì una fessura nella porta. La sua guardia, che pochi minuti prima passeggiava fuori dalla porta, giaceva in un mucchio nel corridoio, profondamente addormentata. Velocemente, estrasse un fazzoletto dalla tasca, sentendo l'odore di cloroformio nel corridoio. L'aveva messo fuori combattimento con la stessa robaccia usata per prendere lei. Anche tutti gli altri erano senza sensi? Non aspettò di scoprirlo, percorrendo furtivamente il corridoio verso il prossimo atrio, e la libertà. Si fermò, dando un veloce sguardo lungo l'oscurità. Lo stesso uomo che aveva visto prima era ugualmente a terra, con la floscia sagoma mezza dentro e mezza fuori dalla porta aperta. Poteva prendere la barca? No, troppo rumorosa. Sam aveva detto di saltare semplicemente, e lei avrebbe saltato. 

I suoi passi erano silenziosi, e quando si imbatta nell'uomo privo di sensi vicino alla ringhiera, lo guardò da vicino, scorgendo qualcosa che spuntava dalla tasca della sua giacca. Il portafoglio! Velocemente, lo ficcò sotto il vestito nel suo reggiseno, sentendone il peso. Denaro più che sufficiente per chiamare un taxi, persino se fosse stata bagnata ed insudiciata.
Poteva darne la colpa alla pioggia che sembrava essersi fermata, per ora, nonostante le nuvole sopra il fiume restassero pesantemente appese con l'avvicinarsi di ulteriore tempo inclemente. 
Avvicinandosi alla ringhiera in punta di piedi, guardò giù nell'acqua gelata ed afferrò forte la corda che ne scendeva. L'acqua gelata minacciò di toglierle il fiato, ma lei raccolse il suo coraggio e nuotò attorno alla poppa della nave.
Poi ancora un'altra cinquantina di yarde circa per la prossima scaletta. Per allora fu quasi intirizzita, ma salì per la scala, e verso la libertà. Era buio, e lei aveva freddo, ma era viva.
Camminando su gambe rigide, scomparve nella notte.

**********

La Rolls si fermò accanto alla nave, e Mulder vide Skinner fare cenno ai suoi uomini di abbassarsi mentre un uomo magro correva fuori da dietro il timone, mentre le sue parole superavano il molo. L'avvertimento in cinese era preciso ed andava dritto al punto, dicendo agli uomini di Chang che la polizia stava arrivando. Dannazione, pensò Mulder. In qualche modo dovevano avere ascoltato sulla linea condivisa. In un attimo Chang avrebbe levato l'ancora e sarebbe salpato. 

"Ora!" sibilò Mulder, facendo segno a Skinner. Non potevano più aspettare che i rinforzi di Skinner arrivassero oltre il fiume e circondassero la nave.

Gli uomini abbassati si erano spostati in avanti come gruppo, le pistole pronte. I colpi secchi delle armi da fuoco li salutarono immediatamente, ed essi furono pronti a fornire la copertura . 

"Dannazione," disse Charlie accanto a lui. "Cosa c'è ora?" "Skinner ha degli uomini che arriveranno lungo la spiaggia da un momento all'altro. Chang è inchiodato. Non andrà da nessuna parte". Ma un uomo in trappola era pericoloso, Mulder lo sapeva. Sporse la testa oltre la cassa dietro cui erano nascosti, tirando il grilletto. 

Appena partì, il fuoco cessò.
Sentirono un motore rombare alla vita, ma non era il potente motore della Meifeng. No, era una nave più piccola. Dannazione. Chang se ne stava andando – e molto probabilmente aveva Scully con sé! Mulder si alzò tra il grido di Charlie di "Stai giù!" e corse verso la nave. Skinner ed i suoi uomini fecero lo stesso in lontananza, facendo cenno a Mulder di avvicinarsi.

Mulder sapeva che non ci sarebbe stato più fuoco dalla nave. 

"Lei non è più là, Fox. Fidati di me. È in salvo. Non salire a bordo della nave ". 

La voce nel suo orecchio lo fece incespicare, e si fermò per un attimo, guardandosi attorno per vedere chi avesse parlato. Anche Skinner si fermò e, vedendo la confusione di Mulder disse: "Cosa c'è?" "Lei non è a bordo," affermò tranquillo, intuendo che la voce era vera. Chang doveva averla portata con sé sulla nave più piccola. 

"Cosa?" "Limitiamoci a fermare l'altra nave!" corse sul molo verso la poppa della Meifeng, appena in tempo per vedere gli uomini di Skinner in acqua fare fuoco sulla piccola barca che si allontanava velocemente. 

"No!" gridò, ma era troppo tardi. La nave più piccola andò in fiamme affondando. Sentì il calore bruciargli la schiena mentre anche la nave più grande esplodeva, e cadde in ginocchio sul molo, intontito dallo shock. 

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"Sembra che Chang volesse mandarci tutti in fiamme," disse Skinner, facendo smorfie per la tintura di iodio che Melissa gli stava applicando sulla fronte. "era stato preparato dall'inizio. Non avevamo idea che stesse ascoltando sulla linea condivisa, ma ce ne siamo occupati". 

Mulder stava in piedi alla finestra e guardava il cielo diventare più luminoso. Era intontito. Illeso ma intontito.
Tutti gli uomini erano tornati incolumi dal porto, e Chang si presumeva fosse morto, la sua nave era volata a pezzi a causa del bombardamento navale. 
Nessuno poteva essere sopravvissuto all'esplosione, Skinner gliel'aveva detto poco fa, dopo avere terminato la telefonata con il capitano di polizia incaricato delle indagini.
Chang aveva nascosto ordigni esplosivi in tutte le tre navi, non avendo mai pensato di fuggire se non con il motoscafo. Molti uomini vennero catturati sui moli, ma non c'era segno di Scully. Doveva essere stata con Chang a bordo della piccola barca. 
Ma Mulder sapeva come stavano le cose. Perché la voce glielo aveva detto. Lei era salva. Ma dove? Era là fuori al freddo ed alla pioggia, cercando di tornare a casa? Sua madre e suo padre erano storditi, e così Charlie.
Erano seduti in cucina, sua madre faceva qualche chiacchiera ed il caffè, nel tentativo di tenere sotto controllo le emozioni. Skinner e Mulder stavano da parte in salotto, facendo compagnia a Melissa e Frohike. Melissa non aveva pianto una volta, guardando silenziosamente lui che stava in piedi accanto alla finestra. Sapeva che lei pensava che fosse impazzito, ma non lo era. Stava aspettando che Scully comparisse. E l'avrebbe fatto. Era solo questione di tempo.

"Devo controllare i bambini," mormorò scusandosi. 

Frohike gli andò accanto. "Mi dispiace, Mulder. So che significava molto per te". 

"Lei non è morta," affermò, guardando l'uomo sconvolto con uno sguardo corrucciato. "Quindi non dirlo mai più". 

Il telefono squillò e Mulder attraversò correndo la stanza, raggiungendolo prima di chiunque altro. "Pronto?" Charlie era in piedi nel vano della porta della cucina, con espressione speranzosa. 

"Ciao, ragazzo". 

Il suo cuore cedette; era la sig.ra O'Malley. Non voleva altro che riagganciare in faccia alla vecchia pettegola, ma stava probabilmente chiamando per porgere le sue condoglianze.

Le notizie si erano sparse in lungo e in largo in poche ore, cosa che non lo sorprese. "Lasci che le chiami Maggie, sig.ra O'Malley. Attenda". 

"Aspetta," disse, "Voglio parlare con te, ragazzo". 

Sospirando, mormorò: "Sono spiacente, ma ora non posso parlare, signora". 

"Allora ascolta". 

Chiuse gli occhi con dispiacere, ansioso di liberarsi di lei. "Sto ascoltando". 

"Ho un divano da vendere, Mr. Mulder. Mi sembra di avere capito che sei interessato ad acquistarne uno nuovo. Questo è un po' umido, ora. L'umidità, con tutta quell'acqua di mare attorno. Tsk.

Rende un corpo freddo… ma vivo. Si, davvero, Mr. Mulder. Vivo".  

Era fuori dalla porta prima che lei potesse dire un'altra parola, il telefono pendeva tra lo sconcertato: "Pronto, ci sei, ragazzo?" della sig.ra O'Malley. 

 

End Chapter 16