"Ni hao, Miss Scully". ********** "È me che vuole, Charlie, non lei. Tu sai che è
Chang come lo so io".
"Mulder, non sappiamo se sia Chang. Ho telefonato a
Skinner non ha sentito nessuna dannata cosa riguardo Chang tornato negli States, ma
sta controllando ogni risorsa disponibile. Se è Chang, lo troveremo". "No non lo farai," Mulder replicò. "Lui
troverà prima me. La metterà in mostra come un'esca per farmi arrivare di
corsa".
"Bill". Si rivolse al padre di Scully,
ignorando Mulder e Charlie per un attimo. "Mi dispiace intromettermi". "Walter," Bill Scully annuì. "Cosa ti
porta qui?" Aveva senso che si conoscessero; erano Marines in tutto e per tutto,
entrambi della vecchia guardia e patriottici fino all'osso. Skinner non era venuto ad
offrire compassione a Bill Scully. Era lì per altre ragioni, e la prova era nella
successiva affermazione. "Bill, devo parlare ai miei uomini," disse,
accennando a Mulder e Charlie. "Solo, se possibile". Il padre di Dana non esitò, girandosi verso sua moglie.
"Maggie, potresti prepararci del caffè, per favore?" sua moglie si offese un
po', ma fu consenziente, girandosi verso Frohike. "Melvin, per favore, accompagna le
donne in cucina". "Certamente," rispose Frohike, offrendo il
braccio a Maggie. Con il dispiacere scritto in faccia per essere stata allontanata, lei lo
prese, ed andarono via , mentre Melissa li seguiva con simile cipiglio. I poliziotti
sparirono attraverso la porta anteriore con gli assistenti di Skinner, e gli uomini si
ritrovarono in uno stretto semicerchio, con Mulder che fremeva per la voglia di
parlare. "È Chang, vero?" raschiò, andando al punto,
senza curarsi del fatto che il padre di Scully avrebbe presto conosciuto interamente i
sordidi affari del suo passato. Skinner sospirò, con le mani nelle tasche del cappotto.
"Pensiamo che abbia lasciato il Paese, Mulder. È stato visto ad Hong Kong proprio
pochi giorni fa-" "Chi è Chang?" Alla fine, Bill Scully formulò le poche
parole. Fu Charlie che rispose a suo padre, dicendo gentilmente,
"Mulder ha lavorato sotto copertura ad Hong Kong per un uomo di nome Chang. Questo
uomo era un'importante fonte di informazioni sui giapponesi. Era anche un tipaccio, e
molto. "Cosa vuole da Dana?" Mulder restò fermo,
fronteggiando il padre di Dana. "Non è lei che vuole, è me," disse tranquillo,
dispiacendosi di avere reso la sua voce addolorata. "Sta solo usando lei per snidare
me". Lui attese l'inevitabile invettiva; dopo tutto l'aveva già sentita prima da
Scully. Perché suo padre avrebbe dovuto reagire diversamente? Suo padre guardò Charlie
per conferma; la ebbe in un breve balzo della testa di Charlie. Sospirando, infilò le mani in tasca. "Non dire niente davanti a sua madre". Fece un
cenno a Mulder, aggiungendo, "Io non ti incolpo, Mulder. Stavi solo seguendo gli
ordini. Potrebbe non esserci lui dietro a questo". Mulder si lamentò, girandosi per tornare a camminare,
con le mani premute sulla testa pulsante. Skinner fermò il suo sicuro attacco di colpa con un
conciso: "Siamo quasi certi che sia lui, Bill". "Dannazione!" Mulder si voltò, dedicandosi a
fare un buco nel tappeto, proprio come aveva fatto in cucina. "Avrei dovuto conoscerlo meglio, piuttosto
che fidarmi della Sua intelligenza, Skinner." "Mulder!" Bill Scully lo ammonì. "Stai
parlando ad un ufficiale superiore, ragazzo. Mostra un po' di rispetto". Walter Skinner sospirò, "Ha ragione, Bill. Avremmo
dovuto essere + dentro alla cosa Ma non avremmo mai immaginato che Chang avrebbe avuto il
fegato di avvicinarsi così". "Sì, bene, voi non lo conoscete come lo conosco
io". Tormentandosi il retro del collo con la mano, Mulder
sapeva che era inutile piangere sul latte versato. "È tutto quello che è venuto a
dire? Se è tutto, andiamo". Il volto di Skinner si inasprì, ma trattenne la
collera, dicendo, "Pensiamo di avere un indizio sulla sua posizione". "Un indizio?" Quello era Charlie, che, oltre
ad avere spiegato di Chang a suo padre, aveva semplicemente assorbito le notizie di
Skinner come una spugna. "Dov'è?" "I miei uomini hanno controllato tutti i
punti di ingresso ad Annapolis. Nessuno corrispondente alla descrizione di Chang è stato
visto all'aeroporto, né alla stazione dei treni o degli autobus. Ma parecchie navi
sono attraccate sul Severn e sul South River negli ultimi giorni. Non possiamo raggiungere
nessuna delle autorità portuali gli uffici amministrativi sono chiusi per le
feste. Ho delle persone che stanno rintracciando il direttore ed i suoi tirapiedi, ma
potremmo dovere aspettare l'orario di ufficio domani per perlustrare effettivamente i moli
-" "No, non dovete," una voce si intromise. Tutti gli occhi balzarono sull'omino nel vano della
porta. "Indicatemi solo il telefono, signori," Melvin
Frohike annunciò. "Non gli piacerà essere interrotto con la sua amante, ma il
direttore dell'autorità portuale mi deve un favore". ********** "Dana, stai ferma". Immediatamente allontanata dalla completa pazzia, si
calmò. "Mulder?" mormorò, aprendo uno spiraglio nei suoi occhi sabbiosi,
nonostante non potesse vedere nulla nell'improvvisa luce abbagliante. Faceva male, così
le richiuse di nuovo, comprendendo che la voce era molto familiare. No, per favore, no.
Solo ascoltare la sua voce significava che era stato catturato con lei. Non ne sarebbero
mai usciti, ora. Sempre piangendo, posò la testa sul pavimento e si curvò in una stretta
palla, desiderando che lui se ne andasse. "Va tutto bene," disse dolcemente, proprio
sopra al suo orecchio.
"Alzati!" abbaiò l'uomo, sventolando l'arma
"Alzati subito!" lei si guardò intorno, stordita. Mulder non era là; aveva
sognato? Spinse via la coperta in cui era stata avvolta con un rimasuglio di panico, non
volendo quegli oggetti accanto a sé. "Alzati, ho detto!" L'urlo staccato, espresso
con un accento sicuramente cinese, finalmente fu registrato dal suo cervello offuscato dal
panico. Dominati, pensò lei. Sii coraggiosa. Non mollare la guardia, stavolta; non
lasciare che Mulder paghi per la tua codardia. Si alzò su gambe rigide, lisciandosi la
gonna. L'uomo davanti a lei si fece da parte, ed intravide per la prima volta il suo
ospite. "Ni hao, Miss Scully". Era un uomo piccolo,
seduto nella sedia del capitano sul ponte, con un abito impeccabile ma un sorriso
diabolico. Capelli neri e lucidi intonati agli scuri occhi tondi, piccoli e lucenti, ed
una sigaretta mollemente afferrata tra le dita. "Sieda, per favore. Lasci che mi
presenti
" "Io so chi è lei," disse con voce rauca. "Lei è Chang". Il suo sorriso divenne soddisfatto, ed alzò un
sopracciglio. "La mia reputazione mi precede, vedo. Spero che non si sia già fatta
un'opinione su di me, Miss Scully. Chiacchiere ed insinuazioni mi seguono ovunque". Sospirò. "Sembra che lei non sia innamorata della
mia ospitalità famosa in tutto il mondo, Miss Scully. Le ho chiesto di
sedersi". Una mano forte le bloccò la spalla, e fu spinta in una
sedia direttamente di fronte a Chang. "Mulder non verrà a prendermi," sputò fuori,
strappando le braccia dalla presa del gorilla. "Non siamo nulla l'uno per
l'altro". "Oh, ma è qui che si sbaglia, Dana. Io credo che
lo farà". Chang prese una profonda boccata dalla sua sigaretta, dicendo tra la
nebbia del fumo, "Mi sono così divertito ascoltando la vostra conversazione
telefonica di ieri oh, dell'altro ieri, come se accadesse ora. Stupido all'eccesso
come a voi americani non interessino altro che i beni materiali? Peccato che non sia
arrivato un giorno prima. Mi pare di avere perso una grande scena con suo
fratello". "Ha ascoltato il mio telefono?" Accidenti,
quell'uomo aveva le mani dappertutto? "Gli Stuarts lasciano una chiave sotto lo
zerbino. Ma lo sa questo, vero, Dana?" lei rilasciò un breve sospiro di sollievo;
almeno aveva scelto un vicino che era via per le feste, e nessuno era a casa. Il suo tipo
di persuasione avrebbe certamente incluso la morte, e lei rabbrividì internamente al
pensiero dei vicini caduti sotto il suo coltello. Quindi Chang sapeva che lei e Mulder
erano intimi. Aveva probabilmente anche pensato che erano amanti. E sapeva che Mulder non
avrebbe avuto altra scelta che venire da lei. Ma lei non l'avrebbe reso facile per Chang.
"Per cosa ha bisogno di me? Perché non uccidere semplicemente Mulder?"
"Sarebbe troppo facile, Miss Scully. No, lei tornerà ad Hong Kong con me".
Distrusse una sigaretta e ne prese un'altra, aggiungendo, "Suppongo che Mulder le
abbia detto che tipo di lavoro faceva per me ad Hong Kong" "Ha detto che gestiva il China Moon". La
ripugnanza le affilò la lingua. "Un bordello, a quanto pare". "Era davvero bravo in quello, lo sa. Piaceva alle
ragazze
e così ai ragazzi". Per un attimo, concesse ad un vero e proprio oltraggio
di incresparle le labbra ed alla nausea di irritarle il ventre. Ma sapendo che Chang
contava sui suoi commenti per incitarla all'ira, compresse le disgustose immagini che le
sue parole avevano evocato, alzando un sopracciglio mentre diceva: "I ragazzi?"
"Certamente non può credere che i gusti di tutti siano in direzione eterosessuale,
Miss Scully". Sogghignò alla sua sconfitta. "Lei andrà bene là, Dana. Lei è
giovane, carina e bianca. Non posso pensare a migliore vendetta contro il mio amico Mulder
che trasformarla in quello che disprezza maggiormente. Una puttana. *Se* mai uscirà vivo dalle mie trappole
gemelle". Dio, era peggiore della morte. Lei se ripensava a Los
Banos non poteva opporsi a nulla, finché era viva. Non era il pensiero di lei che serviva
uomini che la spaventava. No. Era il fatto che Mulder sarebbe stato forzato a tornare in
tale orrore. Lui odiava quello che aveva fatto ad Hong Kong, disse che l'aveva trasformato
in qualcosa con cui non poteva convivere più a lungo. Sarebbe semplicemente impazzito, se
forzato a tornare là, e Chang lo sapeva. Doveva trovare una via d'uscita. "Le sue trappole gemelle?" Fallo parlare,
calcolò. Tergiversa. "Due navi oltre a questa, Miss Scully. Aringhe
rosse, se preferisce. I servizi segreti della marina si dirigeranno verso loro, mi
creda". Alzò la testa da un lato. "Così eroici, questi uomini. E tutto per
nulla, visto che presto io sarò via con lei". "Mulder mi seguirà, ne sono certa". "Ma quando la troverà, Dana, lei sarà stata usata
per bene. Sempre se la troverà. Io non devo ucciderlo, mia cara. La consapevolezza che
lei è persa per lui farà maggiore effetto". "Bastardo," lei ringhiò, fermata dall'alzarsi
dalla stessa mano di prima. Si dibatté, ma fu tolta dalla sedia al cenno di Chang. "Basta parlare. Da quello che ho capito, stanno
facendo piccoli progressi a casa di suo padre. Ci vorrà un po' prima che scoprano dove
sono. E a quel punto, gli amici di Mulder saranno troppo occupati a raccogliere i pezzi
delle altre navi per notare noi che ce ne andiamo facendo ciuf ciuf". Stringendo gli
occhi continuò: "Strilli finché vuole, mia cara. Non c'è nessuno qua attorno che
possa sentirla". Giratosi verso il suo uomo, scattò un comando nella sua lingua
natale; Scully seppe che non si trattava di un piacevole commiato, quando si trovò
trascinata via dal ponte.
********** "Abbiamo due buone possibilità, signori, ed una
non è male". Frohike riagganciò, la soddisfazione gli ornava la voce. "La
Sheilong, attraccata sotto la Naval Academy sul Severn, e la Desheng, ancorata nel South
River. Entrambe arrivate un paio di giorni fa, scaricando merci da Hong Kong". "Chang non sarebbe così pazzo da attraccare nel
Severn così lontano dalla baia" disse Bill Scully. "Deve essere sulla Desheng.
Ha un più facile accesso al mare aperto". "Non ne sarei così certo," disse Mulder,
tormentandosi il labbro. "È un bastardo arrogante". D'altra parte, Chang sapeva che sarebbero giunti a
questa conclusione. Avrebbe saputo che Skinner voleva colpire prima la Desheng... proprio
come sapeva che Mulder avrebbe insistito a colpire la Sheilong. "Non è su
nessuna". "Cosa?" Skinner era incredulo, dando voce alla
domanda prima che chiunque altro potesse, sebbene tutti guardassero Mulder come se fosse
pazzo. "Non è su nessuna di queste navi," insistette
Mulder. "La mia congettura è che ha posto una trappola sulle altre due. Esplosivi, molto probabilmente. Credetemi, è più
intelligente di quanto pensate". Girandosi verso Frohike, chiese: "Hai detto che
ce n'è un'altra sulla lista. Dove?" "La Meifeng. Ma è attraccata oltre la
Naval Academy, ed è salpata da Taiwan-" "Eccola!" Mulder corse verso
l'ingresso ed il suo cappotto, Charlie e gli altri si attardarono indietro. "Cosa ti fa essere così certo, Mulder?"
chiese Charlie guardandolo scettico. Si fermò, rubando nella fondina di un poliziotto vicino
un'arma. L'uomo si infuriò, ma si azzittì allo sguardo feroce di Skinner. "La
Meifeng
in cinese mandarino, significa 'meravigliosa fenice'. Vuole farmi sapere che è risorto dalle
ceneri". ********** "No, non mettetemi qui, - per favore!" lei
lottò contro la presa dell'uomo, il terrore la faceva tremare. Il ripostiglio la attirava
con tenebre minacciose, e prima che potesse dire un'altra parola, si trovò chiusa dentro,
l'asfissia la racchiudeva come i tentacoli di un polipo. Batté le mani contro i muri,
cercando un interruttore. Ma non sentì altro che freddo acciaio. Non c'era nemmeno una
cordicella appesa al soffitto, e le sue gambe cedettero quando capì che era intrappolata
senza speranza di luce ed aria.
"Miss Scully?" Un bussare alla porta la fece
sobbalzare e guardò nel nulla. "Volevo solo sapere se era comoda. Ha aria a
sufficienza?" Poteva dire dal suo tono che la stava incitando alla follia. In qualche
modo aveva avuto accesso alle sue cartelle cliniche in ospedale, sapeva della sua paura
dei luoghi chiusi. Certo quello non era troppo difficile per un uomo come Chang, che aveva
soldi da bruciare e connessioni con la mafia in tutto il mondo.
"Dana". Catturata com'era nell'imminente malvagità dei piani di
Chang udì a malapena che veniva chiamato il suo nome. "Dana". Più forte, ora, la voce non poteva essere
Mulder, non avrebbe potuto la chiamava. Strizzò gli occhi, desiderando che la sua
illusione di un porto sicuro la lasciasse in modo da potersi concentrare sullo stare
calma. "Andiamo, Rossa. Apri gli occhi. Voglio fare gli
allenamenti di primavera l'anno prossimo, lo sai. E questo indugio mi sta facendo
ritardare". ********** "Sei serio riguardo questo, Mulder?" Charlie
si chinò accanto a lui, entrambi nascosti da grandi casse a venti yarde di distanza dalla
Meifeng. "Come un attacco di cuore" rispose Mulder, il
ricordo di Scully che gli diceva quelle parole da Mike gli lacerava un bruciante buco nel
petto. Tenne a bada il dolore, controllando l'arma. Non voleva essere distratto a questo
punto da quello che sarebbe potuto essere.
"Chang è su quella nave," dichiarò
fermamente. "L'unico modo per portare Dana fuori viva è di entrare con tutto quello
che abbiamo. Sparare a chiunque non indossi un abito blu marine e tacchi. Capito?"
"Capito" rispose Charlie. Mulder notò che il viso era pallido, ed afferrò la
spalla di Charlie rassicurandolo, sapendo che il giovane non aveva mai affrontato il
nemico in tutta la sua vita. "Posso farlo, Mulder. Non farmi stare
dietro".
********** Lei aprì gli occhi lentamente, l'incredulità agiva
come una sorta di anestetico, il suo respiro diventò più facile attraverso le labbra
rilassate. "Sam?" Non era altro che un bagliore contro la porta, un'anima
incorporea senza forma né volto. Divenne strabica nell'oscurità, e lo udì
ridacchiare. "Mi dispiace per quello". Improvvisamente fu
in piedi accanto a lei, benché scarsamente in stato solido come se potesse letteralmente
vedere la porta attraverso lui. "Non ho ancora la capacità di farlo". Era
vestito come l'ultima volta che l'aveva visto, affaticato, ma col volto pulito e così
simile a Mulder da toglierle il fiato, con un brillante, caldo sorriso. "Oh, Sam," lei mormorò, iniziando di nuovo a
piangere. Non poteva evitarlo; lui era davvero lì con lei.
Incredibile. "Non sono il tuo angelo, Rossa". Il suo
sorriso sbiadì in un aspetto serio. "Sono solo nella tua mente. Dillo a te
stessa". "Sei solo nella mia mente," ripeté dopo di
lui, sapendo che era una bugia. "Perché tu... perché io -" "Mi
vedi?" Dopo il suo annuire, lui disse, "Perché pensi di avere bisogno di aiuto.
Ma non ne hai. Puoi farlo da sola". "Posso?" "Alzati, Dana. Dobbiamo
andare". "Ma come?" "Usa le tue forcine per
forzare la serratura. L'intero inferno sta per scatenarsi, e noi dobbiamo essercene andati
prima che lo faccia". Divenne più luminoso, più intenso, illuminando il
ripostiglio. "Vieni vicino a me. Tutto quello che devi fare è aprire la porta. Puoi
farlo, Rossa". Alla forza delle sue parole, lei si alzò, raggiungendo
i capelli. Con dita tremanti si spostò per mettersi accanto a lui. "Questo non
funzionerà". Non aveva idea di come forzare una serratura, e anche se
l'avesse fatto, gli uomini di Chang erano proprio fuori dalla porta. Ma la serratura si aprì facilmente, al primo tentativo.
Lei risucchiò un respiro di sorpresa, guardò Sam, che annuì. "Vai avanti. Salta
fuoribordo, quindi trova un posto per chiamare casa. Ma fa' attenzione, stanno ancora
ascoltando". Giusto. Chang ha un uomo che ascolta da casa degli
Stuart. "Ma come posso raggiungere un posto sicuro?" "Fidati di me, Dana.
Ho ancora delle cose da fare, qui". Lui svanì nel nulla, nonostante la sua voce restasse
ancora sospesa nell'aria. "Posso essere stato un eroe, ma il suo cuore è sempre
stato migliore e più forte del mio, Dana. Non lasciare che un fantasma resti ancora tra
voi. Non avete nulla di cui dispiacervi, nessuno di voi... siate solo felici". Si fermò alle dolci parole, girandosi. "Sam?" ma lui se n'era andato. Scosse via la
tenace pelle doca che la visita aveva scatenato ed aprì una fessura nella porta. La
sua guardia, che pochi minuti prima passeggiava fuori dalla porta, giaceva in un mucchio
nel corridoio, profondamente addormentata. Velocemente, estrasse un fazzoletto dalla
tasca, sentendo l'odore di cloroformio nel corridoio. L'aveva messo fuori combattimento
con la stessa robaccia usata per prendere lei. Anche tutti gli altri erano senza sensi?
Non aspettò di scoprirlo, percorrendo furtivamente il corridoio verso il prossimo atrio,
e la libertà. Si fermò, dando un veloce sguardo lungo l'oscurità. Lo stesso uomo che
aveva visto prima era ugualmente a terra, con la floscia sagoma mezza dentro e mezza fuori
dalla porta aperta. Poteva prendere la barca? No, troppo rumorosa. Sam aveva detto di
saltare semplicemente, e lei avrebbe saltato.
********** La Rolls si fermò accanto alla nave, e Mulder vide
Skinner fare cenno ai suoi uomini di abbassarsi mentre un uomo magro correva fuori da
dietro il timone, mentre le sue parole superavano il molo. L'avvertimento in cinese era
preciso ed andava dritto al punto, dicendo agli uomini di Chang che la polizia stava
arrivando. Dannazione, pensò Mulder. In qualche modo dovevano avere ascoltato sulla linea
condivisa. In un attimo Chang avrebbe levato l'ancora e sarebbe salpato. "Ora!" sibilò Mulder, facendo segno a
Skinner. Non potevano più aspettare che i rinforzi di Skinner arrivassero oltre il fiume
e circondassero la nave. Gli uomini abbassati si erano spostati in avanti come
gruppo, le pistole pronte. I colpi secchi delle armi da fuoco li salutarono
immediatamente, ed essi furono pronti a fornire la copertura . "Dannazione," disse Charlie accanto a lui.
"Cosa c'è ora?" "Skinner ha degli uomini che arriveranno lungo la spiaggia
da un momento all'altro. Chang è inchiodato. Non andrà da nessuna parte". Ma un
uomo in trappola era pericoloso, Mulder lo sapeva. Sporse la testa oltre la cassa dietro
cui erano nascosti, tirando il grilletto.
Mulder sapeva che non ci sarebbe stato più fuoco dalla
nave. "Lei non è più là, Fox. Fidati di me. È in
salvo. Non salire a bordo della nave ". La voce nel suo orecchio lo fece incespicare, e si
fermò per un attimo, guardandosi attorno per vedere chi avesse parlato. Anche Skinner si
fermò e, vedendo la confusione di Mulder disse: "Cosa c'è?" "Lei non è a
bordo," affermò tranquillo, intuendo che la voce era vera. Chang doveva averla
portata con sé sulla nave più piccola. "Cosa?" "Limitiamoci a fermare l'altra
nave!" corse sul molo verso la poppa della Meifeng, appena in tempo per vedere gli
uomini di Skinner in acqua fare fuoco sulla piccola barca che si allontanava
velocemente. "No!" gridò, ma era troppo tardi. La nave
più piccola andò in fiamme affondando. Sentì il calore bruciargli la schiena mentre
anche la nave più grande esplodeva, e cadde in ginocchio sul molo, intontito dallo
shock. ********** "Sembra che Chang volesse mandarci tutti in
fiamme," disse Skinner, facendo smorfie per la tintura di iodio che Melissa gli stava
applicando sulla fronte. "era stato preparato dall'inizio. Non avevamo idea che
stesse ascoltando sulla linea condivisa, ma ce ne siamo occupati".
"Devo controllare i bambini," mormorò
scusandosi. Frohike gli andò accanto. "Mi dispiace, Mulder. So
che significava molto per te". "Lei non è morta," affermò, guardando l'uomo
sconvolto con uno sguardo corrucciato. "Quindi non dirlo mai più". Il telefono squillò e Mulder attraversò correndo la
stanza, raggiungendolo prima di chiunque altro. "Pronto?" Charlie era in piedi
nel vano della porta della cucina, con espressione speranzosa. "Ciao, ragazzo". Il suo cuore cedette; era la sig.ra O'Malley. Non voleva
altro che riagganciare in faccia alla vecchia pettegola, ma stava probabilmente chiamando
per porgere le sue condoglianze. Le notizie si erano sparse in lungo e in largo in poche
ore, cosa che non lo sorprese. "Lasci che le chiami Maggie, sig.ra O'Malley.
Attenda". "Aspetta," disse, "Voglio parlare con te,
ragazzo". Sospirando, mormorò: "Sono spiacente, ma ora non
posso parlare, signora". "Allora ascolta". Chiuse gli occhi con dispiacere, ansioso di liberarsi di
lei. "Sto ascoltando". "Ho un divano da vendere, Mr. Mulder. Mi sembra di
avere capito che sei interessato ad acquistarne uno nuovo. Questo è un po' umido, ora.
L'umidità, con tutta quell'acqua di mare attorno. Tsk. Rende un corpo freddo
ma vivo. Si, davvero, Mr.
Mulder. Vivo". Era fuori dalla porta prima che lei potesse dire
un'altra parola, il telefono pendeva tra lo sconcertato: "Pronto, ci sei,
ragazzo?" della sig.ra O'Malley. End Chapter 16