- Fox Mulder fissò la donna incosciente che teneva tra le
braccia; sicuramente Dio lo stava ripagando di tutte le bugie e i tiri mancini che aveva
compiuto o detto negli ultimi 4 anni. Egli considerò che aveva sofferto abbastanza, da
febbraio ormai, ma ora sapeva che il proprio inferno nn era ancora terminato. Tutto ciò
che desiderava era di rimanere da solo. O almeno averne una possibilità. Il capanno da
caccia di suo nonno gli era sembrato il luogo perfetto x dimenticare x una settimana o
due, fino al ritorno al proprio lavoro. Nessuno conosceva il cammino x arrivare lì, era
lontano abbastanza dalla strada principale, e gli intenzionalicartelli
spaventavano ogni viandante.
- Ma nn costei. Una vocina nel retro della mente gli disse
che forse lei nn aveva scorto i segnali. Poteva esser stato uno sbaglio nn intenzionale.
Oppure, lei poteva esser lì x uno scopo nefasto. Egli si era fatto un sacco di nemici
lungo gli anni, persone che avrebbero adorato nientaltro che tagliargli le palle,
incluse alcune donne.
- Lei nn gli sembrò familiare, comunque.
- Certo, luomo che lo aveva perseguitato durante la
guerra, aveva molti modi di prendere un avversario, e il + semplice coinvolgeva luso
di una donna che distraesse e truffasse.
- Invece, cosa ne era degli Yankees? Quale miglior modo x
assicurare le proprie preghiere di patriottismo, se nn parlare di baseball?
- Al diavolo, egli avrebbe scommesso il proprio dollaro di
base che sotto quel cappello di lana cera una testa piena di capelli tinti con
radici nere.
- Egli nn era stato capace di dare una buona occhiata al
suo colore degli occhi, ma aveva visto prima stranieri dagli occhi azzurri, che parlavano
correttamente inglese, senza alcun accento. La guerra aveva condotto molti studenti
stranieri a studiare in USA; tutti loro erano dunque capaci di cavarsela con il linguaggio
e i costumi. Abbastanza da essere immediatamente arruolati nellesercito Axis come
spie.
- Nn laveva aiutato che egli avesse capito, prima di
andarsene, qualche giorno prima, che gli avrebbero dato la caccia.
- Sappiamo che è Chang, aveva detto Skinner velocemente.
- Siamo sulle sue tracce, e dovremmo neutralizzarlo
velocemente. Prenditi qualche giorno, stai nascosto.
- E quando raggiungerai la East Coast, noi avremo catturato
Chang.
- Mulder si era infuriato, maggiormente xkè i propri
ordini erano da nascondere. Ma sapeva come era valutato dai propri superiori, come essi
non avrebbero voluto dare una possibilità che egli cadesse prima che molti pensieri
evaporassero x il coltello di un nemico invisibile.
- Egli avrebbe dovuto conoscere di più e pensare alle
proprie azioni a Hong Kong, come queste sarebbero potute essere incancellabili.
- Specialmente quando, in un inutile sforzo di redimersi
prima di partire x casa, egli avrebbe potuto cercare di far cessare il traffico di oppio
di Chang con una disgrazia repentina. Patteggiare con il serpente x 5 anni era stato
difficile abbastanza- si era sentito dannatamente bene a guardare le navi di Chang andare
in fiamme e affondare, con un leggero stordimento dovuto al fumo di oppio. Il giorno
seguente aveva beccato un passaggio x casa, avvertendo Skinner che Luna
Cineseaveva chiuso i battenti x sempre.
- Sollevando la donna senza sensi tra le braccia, egli
esitò a lasciar andare il fucile, poi si ricordò del coltello nel proprio stivale e
della rivoltella alla cintura, sotto la camicia di flanella. Doveva fare qualcosa di lei,
egli nn poteva starsene sotto la porta tutta la notte.
- Appoggiando il fucile contro la parete, chiuse la porta e
la sollevò in braccio.
- Benchè fosse ricoperta da capo a piedi di vestiti
invernali pesanti, lei misurava come nulla.
- E premendosela più vicina, egli potè percepire il
tremore della vicina ipotermia che le minacciava il corpo.
- Le labbra di lei si mossero senza conoscenza, parole
sussurrate.
- Inclinandosi + vicino, permise al caldo sospiro di lei di
solleticargli lorecchio, ed egli sbuffò, alla comprensione che le parole che lei
sussurrava nn erano in inglese.
- Erano in giapponese. Quasi intellegibilmente, ma lo
erano. Immediatamente in guardia, le braccia la strinsero, come se egli stesse valutando
la prossima mossa. Come poteva credibilmente questa donna esser lì con un intento
innocente? Non molto davvero, specialmente considerando il dannato indizio che stesse
balbettando in lingua asiatica. Lei era lì x ucciderlo, ne era certo. Ma dannazione se
lei nn somigliava alla Piccola Bo Peep (NdT: modo di dire x indicare un nome tipicamente
yankee) con la sua pelle di alabastro e gli occhi blu. Contro la propria volontà, il
corpo di lui si tese, reagendo alla dolce sensazione di tenerla tra le braccia. Non pesava
nulla lei, così leggera e inerme. Egli avrebbe voluto immergere il naso contro le sue
guance rosee e inalarne il profumo. Lattrazione sessuale fu immediata e intensa.
Tutti quegli anni sotto la sorveglianza dellocchio vigile di Chang, egli non si era
permesso il lusso maschile di andare con prostitute, e da quando era tornato a casa, alla
fine di agosto, era stato troppo occupato con gli affari di guerra. Egli avrebbe potuto
immergersi in lei in pochi minuti.
- Strinse gli occhi chiusi, rimproverando la lussuria di
una debole parte del proprio cervello. No. Egli doveva stare in guardia.
- Si concentrò su lei, conducendola verso il letto,
dallaltra parte della stanza.
- Assassina o no, lei nn era in forma x tentare alcun
omicidio al momento, di questo poteva esserne certo.
- Aveva tempo x valutare la situazione. Ma prima, doveva
risvegliarla, voleva risposte, prima di chiamare San Diego.
- Poi l avrebbe gentilmente tenuta in ostaggio,
mettendo fine alla ricerca di Chang una volta x tutte, con lei come esca.
- Depositandola sul leggero materasso del proprio letto,
egli cominciò a strapparle i vestiti umidi di dosso. Il cappotto e la sciarpa furono i
primi, poi gli stivali. Egli lottò con quello destro e lei si lamentò un po,
facendolo fermare. Osservandola nel viso addormentato, egli decise che non si era
svegliata, e diede uno strattone allo stivale. Che rivelò un calzino zuppo che egli
lanciò sul pavimento. Velocemente, egli le arrivò ai pantaloni, zuppi fin sotto il
ginocchio, la felpa di lei era asciutta, un fatto che egli notò appena, mentre le cercava
addosso un arma, indugiando un poco sulla dolce pienezza dei seni.
- Mentalmente, si rimproverò x la propria mancanza, le
sollevò il maglione di cachemere verde, x sbottonarle i pantaloni, che vennero via
facilmente, sotto le proprie mani.
- Egli soffocò un improvviso flusso di desiderio alla
vista delle gambe snelle e piccole. Ok, quindi lei aveva un corpo favoloso, e lui era da
tanto che nn andava con una donna. Ma nn cerano scuse x permettersi di vagare con la
mente, anche se lei fosse inarcata a tagliargli la gola.
- Egli ignorò il modo in cui la bianca seta delle sue
mutandine ricadesse sui suoi fianchi (NdT: siamo negli anni 40, esistono le culottes! LOL)
e sollevò lenzuola e coperte.
- Indietreggiando, egli rimase in piedi con le mani sui
fianchi, ammirando il proprio lavoro efficiente. Lei appariva piccola e persa nel letto, e
molto vulnerabile. Bene. Meglio tenerla in questa guisa. La veloce perquisizione fattale
addosso, nn aveva rivelato la presenza della patente di guida, e nn era sorprendente. Egli
si aspettava di trovare una pistola o un coltello, invece nulla. Ma la piccola fiala di
vetro sottile contenente una polvere era la pagliuzza finale al proprio nido di sospetti.
- Veleno. Lei aveva pianificato di avvelenarlo. Conoscendo
Chang come lui poteva, egli immaginava che avrebbe avuto una lunga e terribile agonia,
senza un antidoto. Egli radunò i vestiti di lei e li sistemò sulla sedia davanti il
camino, sopprimendo listinto di bruciarli. Non sarebbe potuta fuggire senza
coprirsi, del resto. Ma doveva indossare qualcosa, x il suo viaggetto verso la prigione il
giorno seguente, invece, egli non era disposto a lasciarle vicini i vestiti. La fiala, che
si era messo in tasca alla camicia, avrebbe atteso il momento della negazione di lei.
- Egli preparò un po di caffè, mettendo altra legna
nel camino, sedendo poi sulla sedia a dondolo, con il fucile accanto.
- Egli raggiunse la cintura, tirò fuori la pistola, e
risedette in attesa.
Xxx
- 2 ore dopo, lei ancora nn si era svegliata, egli
cominciava a agitarsi, domandandosi se non avesse dovuto chiamare via radio lo sceriffo di
Pedmont x far mandare una jeep x lei e finirla lì. Ma se avesse fatto così, lei nn
avrebbe di certo confessato. Una volta tra le grinfie della legge, lei avrebbe potuto
inventare qualsiasi storia volesse.
- E con quellaspetto, si, lui doveva ammetterlo, lei
era di una bellezza classica, sarebbe stata sul prossimo aeroplano diretto a lasciare il
Paese in un batter docchio. Persa x sempre, con i suoi legami con Chang persi con
lei.
- No. Una volta sveglia, egli avrebbe ottenuto le proprie
risposte, e avuto le proprie certezze verso Chang confermate.
- Chang era negli States, da come loro sapevano. Molto
probabilmente, stava complottando oltre i porti della California, ricostruendo le sue vie
di traffico di droga e cercando vendetta sul suo vecchio amico Mulder. Egli avrebbe dovuto
uccidere quel bastardo quando ne aveva avuto la chance. Avrebbe potuto farlo, svariate
volte, ma le leggi del proprio Paese, e i numerosi legami di Chang con lesercito
giapponese, avevano evitato il corso della azione. Mulder pensava che Chang potesse esser
morto su uno dei suoi battelli, lultimo giorno a Hong Kong, ma nn aveva quella sorta
di fortuna. Egli si era semplicemente abituato a tornare negli States ancora, quando
Skinner gli aveva dato le cattive news.
- Anche dopo così tanti mesi, dopo aver perso metà dei
propri possedimenti e soldi, Chang era tornato, come un cattivo pensiero.
- E dava la caccia a Mulder.
- Non era sorprendente x lui che Chang fosse attirato come
fosse una cosa dolce e tenera dal fatto di ucciderlo. A Hong Kong egli aveva visto le
donne dallaspetto + innocente passare il limite. Come puttane, come intermediarie
nel traffico di oppio, come spie x i giapponesi e i tedeschi. Bionde, Brune, rosse... ogni
possibilità cera, i capelli erano falsi. Il controllo Britannico sulle isole nei
giorni precedenti la guerra aveva dato molti fiori interraziali. Mixati con sangue
tedesco, italiano, e del medio oriente, Hong Kong era una fucina di colori di pelle e
sfumature di occhi. Anche se lei non era nativa delle isole, Chang, secondo i rapporti
degli uffici di Skinner, aveva ancora abbastanza denaro x aizzare la bestia.
- Lei era tedesca? Una delle molte spie naziste sotto
copertura che circolavano nel globo, che aveva trovato un lavoro stabile? Non soddisfatta
con gli Alleati, si era rivolta al mondo sotterraneo x darsi una possibilità di vita. Con
abilità si era data tra le braccia del terzo Reich, lei poteva chiedere un alto prezzo x
i suoi servigi.
- Con quella pelle bianca che diceva dei suoi antenati
europei, questo era certo.
- Un movimento nel letto lo distolse dai pensieri. Egli si
immobilizzò, sapendo che lei nn sarebbe stata capace di scorgerlo oltre le ombre dietro
il camino. Pistola in mano, egli bevve lultimo sorso di caffè, e attese che lei si
svegliasse pienamente.
- Egli nn ebbe molto da attendere. In pochi istanti lei
sospirò e si stirò sotto le coperte.
- Mostrando un profilo rilassato, i suoi occhi si aprirono.
Ed egli parlò, le dita strette intorno la pistola in attesa.
-Guten aben-, mormorò lui, e lei voltò la testa.
Dalla leggera confusione che le scorse nel viso semi
illuminato, egli fece un altro tentativo.
-O dovrei dire, buona sera? - (NdT: in italiano nel
testo originale. . Mulder che parla italiano
WOW)
- Ancora alcuna risposta. In effetti, lei sembrava ancora +
confusa, come se fosse ipnotizzata dalla voce di lui.
- Bene. Benchè egli volesse la sua attenzione x dirle
tutto, egli nn voleva che sul serio lei si mettesse 'in allerta'.
- Una confusa, facile mente manipolabile era lideale.
Egli diede un sinistro sorriso e tentò ancora.
-Ni hao?-
Quello portò un momento di riconoscimento, come se gli
occhi di lei si spalancassero. La connessione con il linguaggio asiatico era innegabile,
come se filtrasse dal suo volto come una lampadina che si accende. Andando oltre, egli
mormorò.
-Kon-nichiwa?-
Il volto di lei si addolcì e lei respirò in sollievo,
apparentemente scaldandosi allodore del caffè di lui e sussurrò.
-Koohii? Douzo? -
- Nella mente annebbiata di lei, lei innalzò di nuovo il
proprio linguaggio non certo nativo ma da lavoro.
- Egli raggiunse il pacco di cerini sul piccolo tavolino
accanto la sedia a dondolo.
- Tenendosi pronto, ma + rilassato su di lei, con la
pistola, egli ne accese uno con il pollice e accese la lampada a olio che era sul
tavolinetto.
- Lo sguardo di lui le arrivò dritto sul volto
incantevole, e vide la presa su di lei del proprio sorriso freddo e le disse.
-Koohii? Koucha?- la voce gli divenne di acciaio.
-O me, piccola?-
End chapter 3