Ad Vitam Aeternam
di Foxsong

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Vignette, Rated PG (disturbing imagery)
Keywords: ScullyAngst, MSR
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the sheltering sky http://foxsong.livejournal.com/.
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Spoilers: It's sort of post-'Requiem,' but a few years post; not immediately.
Disclaimer: The X-Files and the characters thereof are the property of Ten Thirteen and Fox, and are used without permission and for no profit.
Summary: "It was enough, in the end..."
Tradotto da Vix

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Rimase a lungo turbata per non aver sentito le sue ultime parole per lei.
Pensava che non avrebbe mai capito cosa intendesse. "Era l’unico modo per poter tornare," aveva detto. Aveva detto qualcos’altro e lei si era sforzata di sentirlo, ma non ci era riuscita; non era riuscita ad avvicinarsi abbastanza e tutto fu finito.
C’era una qualità così irreale nei due anni appena passati. Sua madre in particolare era stata incaricata di esprimere le sue reminiscenze affettuose su di lui e Scully sarebbe rimasta seduta ad ascoltare, coccolando la figlia sulle ginocchia, annuendo in quel modo distante, lasciando la mente vagare, lasciando che le dita giocassero tra i lunghi capelli scuri della bambina.
Niente in tutta la sua vita aveva nemmeno cominciato a preparare Scully all’intensità dell’amore che sentiva per questa bambina. Naturalmente aveva eseguito ogni possibile test di paternità sia prima sia dopo la nascita, ma anche senza quella prova lei avrebbe saputo. Vedeva lui sempre più nella bambina mentre cresceva -- nei suoi occhi nocciola, nelle sue espressioni, nella sua curiosità e nella sua caparbietà e nel modo seducente con cui già provava a manipolarla.
E Scully sentiva l’eco del suo rapporto con lui nel modo in cui a volte si ritrovava ad arrendersi affascinata.
Non aveva raccontato alla madre i fatti reali; aveva optato invece per una comoda bugia. La verità aveva aperto troppe porte e c’erano porte che era troppo stanca per attraversare. Non poteva sopportare il pensiero di cercarlo per ogni dove ancora una volta. Era riluttante ad ammettere che poteva arrivare a preferirlo morto.
Prima che sua figlia nascesse, quando era soltanto un’idea, un pensiero astratto, la nozione di arrendersi nella ricerca di Mulder era impensabile. Ma ora che l’aveva vista, l’aveva abbracciata, l’aveva amata, era stato così facile fare un passo indietro e trasformarsi in una vedova. La decisione sembrava essere stata presa per lei.
Aveva avuto la sua dilazione, si disse. Aveva avuto due anni al sole, due anni in cui era stata in pace con il mondo. Due anni completi e più, dal giorno in cui era stato trovato vagante e confuso, ma apparentemente illeso, al bordo di un campo coltivato a nemmeno cento miglia dalla foresta in cui era sparito quasi un anno prima. Due anni in cui lui aveva amato lei, lei aveva amato lui, ed insieme avevano visto la loro bambina crescere. A volte pensava che sarebbe stato egoista chiedere più di quello.
Lei aveva chiuso le orecchie ai suggerimenti detti a fin di bene da Langly, Byers e Frohike che forse mai realmente era stato lui. Aveva rifiutato quando Skinner aveva offerto di provare a fare riaprire la ricerca. Mai aveva detto loro quello che le aveva detto là, alla fine. Sapeva mai che avrebbe potuto spiegare perché gli aveva creduto.
Non era rimasto molto da seppellire. Aveva brevemente considerato la cremazione ma, dato le circostanze particolari, aveva pensato che i rischi fossero troppo grandi. Invece, era stata molto precisa sul fatto che la bara doveva rimanere chiusa durante il servizio.

Lo aveva visto colpito; aveva visto, nella sua visione periferica, il movimento sfuocato mentre cadeva. "Agente a terra!" gridò correndo da un’auto all’altra, tuffandosi per coprirsi.

"Abbiamo un uomo a terra!"

"Mulder, stai fermo. Stai fermo!" aveva gridato, vedendo come stava lottando per alzarsi, ma, invece di obbedirle, si era dimenato più sfrenatamente mentre lei si avvicinava.

"Allontanati da me!" gridava, ed era la nota crescente di panico nella sua voce che più di tutto ritardò i suoi piedi. "Resta indietro, Scully -- ferma!"

Lei esitò, si voltò, rimase perplessa. Era in ginocchio, lui si stava tenendo stretto lo stomaco; annaspava indietro per allontanarsi da lei. L’angoscia nei suoi occhi era la cosa più terribile che avesse mai visto.
Allora egli perse l’equilibrio e mentre gettava indietro la mano per fermare la caduta, lei vide che la macchia scura che si diffondeva sulla camicia non era rossa, ma verde.
Era impossibile, non era reale, non poteva accadere. Non aveva notato le gambe arrendersi sotto di sé, ma era a terra. Lui giaceva soltanto a pochi metri di distanza. Si scoprì a strisciare verso lui, pronunciando il suo nome ripetutamente come un salmo.

C’era schiuma verde che sibilava; c’era una pozza crescente di verde viscoso sul cemento crepato. "Mi dispiace," stava dicendo. "Mi dispiace così tanto. Dovevo. Era l’unico modo per poter tornare." Ed allora i vapori acidi furono troppi, e lei cadde indietro, boccheggiando. Lui stava ancora parlando, ma la voce era troppo bassa e lei era troppo lontana e non poteva sentirla, lui rimase fermo e tutto finì.

Una volta, quando era più giovane e non aveva visto così tante cose, non avrebbe lasciato andare il mistero. Nella sua ingenuità avrebbe catalogato, studiato, analizzato e teorizzato, ed avrebbe giurato che la scienza l’avrebbe portata più vicina alla verità. Ma ora aveva scoperto che in qualche modo, senza che lei se ne accorgesse, lui le aveva insegnato che quello che i suoi occhi potevano vedere e le sue mani potevano toccare non era sempre il tutto di una cosa. Aveva scoperto che se ci fossero stati più o meno di questi due anni di quanto aveva supposto, non desiderava saperlo. Scoprì di non voler sapere se in questi due anni ci fosse stato più o meno di quanto avesse desiderato.
Era abbastanza, alla fine, ricordarselo e vederlo ancora ed ancora nella loro bambina. Poteva superarlo, ora. Pensava, a volte, che dovesse essere perché lui doveva tornare -- quello poteva essere ciò che stava provando a dirle.
E scoprì, per la prima volta, che poteva crederci.

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Misereatur tui omnipotens Deus, dimissis peccatis tuis, perducat te ad vitam aeternam…