Erano le 3,15 della mattina di Natale, e Fox Mulder non si sentiva particolarmente festoso. Si era svegliato da uno di quei sogni aggrovigliati, sudati, che consistono soprattutto di stati d'animo ed immagini e che gli aveva lasciato un malessere vago, difficile da disperdere senza una fonte per definirlo. Egli vagò inquieto per il suo appartamento, finalmente afferrando a caso un nastro dalla pila di fronte alla TV ed infilandolo nel videoregistratore. Non voleva rischiare di incappare di nuovo in un altro film di Natale.
Mulder continuò a camminare a grandi passi avanti e indietro di fronte al divano. Era già abbastanza brutto svegliarsi alle 3 di mattina; ma Natale in particolare era un giorno che aveva sperato di superare dormendo, per quanto possibile. Aveva abbondantemente passato l'età in cui ci si augura che il Natale cominci prima dell'alba.
Di questi tempi, le feste erano solamente un solitario ricordo di una famiglia i cui Natali felici erano finiti da più di vent'anni.
Aveva visto questo nastro almeno trenta volte. Si dilungava abbondantemente sulle esplosioni ed era breve nel dialogo, stava calmando i suoi nervi irritati. Ma non lo stava assorbendo particolarmente. Superò la scrivania ed accese il computer, poi avviò il programma di connessione. Poteva leggere un paio di BBS, in ogni modo, e vedere cosa altre anime solitarie stavano pensando riguardo questa notte di Natale. Mentre aspettava che il modem componesse il numero, andò in cucina ad accendere il fuoco sotto al bollitore.
"Benvenuto," udì annunciare la voce del suo computer.
"Hai posta!"
Mulder scosse la testa, sorridendo. Aveva controllato non più di tre ore fa la sua e-mail. Chi, oltre lui, stava passando le ore piccole della mattina di Natale on-line?
Tornato in soggiorno, girò la sedia della scrivania, vi sedette al contrario, e cliccò sull'icona della posta. C'erano, infatti, due messaggi, entrambi intitolati "Buon Natale". Forse lo stesso messaggio, pensò, spedito accidentalmente due volte. Cliccò per leggere la prima comunicazione.
Proveniva da "Golgo 13". Mulder ghignò. Frohike.
Lesse: <Se sei seduto a casa a leggere questo il giorno di Natale, invece di passarlo con la tua stupenda e brillante collega Agente Scully, sei veramente un uomo patetico.> < Ma se *sei* così patetico chiamami. Così possiamo uscire ed essere patetici insieme.>
Mulder cliccò il pulsante di risposta e digitò: <Non passerei mai il giorno di Natale con chiunque abbastanza patetico da stare spedendo e-mail alle 3 della mattina di Natale.> <Buon Natale anche a te : -) > Spedì la risposta e passò alla prossima comunicazione, pensando, "Il mio conto on-line sarà alle stelle questo mese "
E si gelò. Il nome del mittente era "SPAMANTHA"
Chi diavolo sapeva il nomignolo con cui tormentava la sorellina tanti anni prima? E chi diavolo lo tormenterebbe spedendogli una comunicazione usando ora quel nome?
< Ciao Foxy Loxy, > (e chi sapeva il nome che usava Samantha per ritorsione?) < Per favore non preoccuparti per me. Io sto bene. Mi manchi. > Si spinse via dal computer e si alzò, stringendo i pugni.
<L'Utente non esiste, > il messaggio tornò. Bene, come immaginavo.
Il buffone aveva creato questo account per fingersi sua sorella, e lo aveva cancellato subito dopo aver spedito il messaggio.
In qualche modo, era rassicurante". SPAMANTHA" non sarebbe tornata.
Si disconnesse. "Arrivederci," gli disse il computer. "Arrivederci anche a te," mormorò lui. "Ora taci". Bene, ecco cosa ottieni collegandoti ai servizi on-line alle 3,30 di mattina.
"Buon Natale," mormorò nel ricevitore, ancora mezzo impegolato nella coperta.
"Mulder. Mi dispiace, non intendevo svegliarti."
"Scully. Ciao. Va tutto bene. Che ore sono?"
"Le dieci passate. Pensavo... noi siamo in piedi da ore, qui. Sai com'è con i bambini a Natale."
Poteva sentire sullo sfondo le grida dei bambini. Sembrava che i nipotini di Scully stessero tentando di giocare contemporaneamente con tutti i loro giocattoli nuovi. "Sì, ricordo com'è". (Aveva avuto dieci Natali, e lui e Samantha si erano svegliati alle 4:30 per saccheggiare le loro calze e tentare di indovinare il contenuto di tutte quelle scatole sotto l'albero mentre i loro genitori ancora dormivano... Zittendosi sonoramente, avevano tentato di contenere la loro eccitazione, ma presto stavano gettandosi i contenuti delle calze l'un l'altro, ridendo ed inseguendosi per il soggiorno... finché l'albero venne giù con un grande schianto, ed i loro genitori adirati dichiararono che d'ora in poi, chiunque fosse uscito dalla propria stanza prima delle 6 di mattina il giorno di Natale, avrebbe perso tutti i regali dell'anno seguente... Quella regola rimase in vigore per altri due anni, finché la scomparsa di Samantha la rese per sempre inutile...) "Bene, io volevo solo augurarti Buon Natale, e dirti che sei sempre il benvenuto qui per cena, se cambierai idea".
C'erano grida di "Merry Christmas, Fox" sullo sfondo, e Scully, con la mano sul microfono, insisteva: "E' Mulder, mamma. Non gli piace essere chiamato Fox". Mulder ridacchiava tra sé. "Anche mamma e Melissa ti augurano buon Natale".
Ora c'erano anche voci maschili nella cacofonia.
"Ed anche i miei fratelli" Scully aggiunse. "Dicono di portare qui il tuo culo, così potranno incontrarti".
"Sembra che tu abbia già una casa abbastanza piena," Mulder commentò.
"Augura Buon Natale a tutti per me. E grazie per aver chiamato."
"Sicuro che starai bene?"
"Sì, io sto bene. Non preoccuparti per me". Le sue parole echeggiavano il messaggio di sua "sorella," e sentì il freddo attraversarlo. Bene, questo Natale sarebbe stato un disastro totale. Non c'era nient'altro da fare che stringere i denti ed affrontarlo.
"Tutto bene. Ricorda, tuttavia, che se cambierai idea..."
"Lo farò, Scully. Ciao."
"Benvenuto. Hai posta". Mulder esitò prima di cliccare l'icona della Posta. Non essere sciocco, si disse. Probabilmente è Frohike.
Ma non lo era. "Era di nuovo SPAMANTHA."
<Foxy, chiama mamma. Lei ha bisogno di te. > Mulder quasi attraversò con il pugno lo schermo del computer. Dannazione, il buffone si era spinto troppo oltre, stavolta. Le mani gli tremavano talmente forte che riuscì a malapena a comporre la sua risposta.
CHI SEI? PERCHÉ MI STAI FACENDO QUESTO?
"Pronto?" Sembrava che lei non si aspettasse nessuna telefonata.
"Ciao, mamma. Sono io..." Cominciò vacuamente.
"Fox! Caro, voglio dire, Mulder..."
Rise brevemente. "Va bene, mamma. Puoi chiamarmi Fox. Solo... Buon Natale. Voglio dire Spero che non sia troppo presto."
"No. Oh no, va bene... Buon Natale". Anche lei rise nervosamente. "Allora. Come stai? Voglio dire, hai impegni, per oggi?"
"Io sto bene. Io non... la mia collega mi ha invitato da lei per cena."
(Non doveva dirle che non ci sarebbe andato.)" E tu?"
"Oh, cenerò con amici. Ho ricevuto la tua cartolina.Grazie. Tu probabilmente non hai ancora ricevuto la mia. Ho tardato un po', quest'anno."
"Va bene". Il silenzio si allungò fino a diventare scomodo.
"Come sta tuo padre"? Le parole caddero fuori frettolosamente.
"Lui sta bene. Loro passano il Natale alle Bahamas quest'anno. Ho ricevuto una cartolina un paio di settimane fa".
La risata era lievemente amara questa volta. "Che bello". Poi la sua voce si ammorbidì. "È bello sentirti... Fox. Mi manchi. Ti penso sempre e... penso alla famiglia, in questo periodo dell'anno. Da quando tuo padre ed io... Bene, tu sei l'unica famiglia che mi è rimasta."
"Mi dispiace di non chiamarti più spesso. Ehi, dovresti comprare un computer. Potremmo spedirci delle e-mail".
Lei rise. "Forse lo farò". Un'altra pausa, questa non così sgradevole. "Bene, suppongo che dovrai prepararti per la cena."
"Suppongo di sì. Buon Natale, mamma."
"Buon Natale, caro."
"Benvenuto. Hai posta."
Dannazione. Dannazione. Non di nuovo. Prese un respiro profondo. Tutto bene, chiunque fosse, non gli avrebbe permesso di innervosirlo. Cliccò l'icona di Posta e trattenne il fiato. Per la prima volta nella vita aveva paura di leggere le sue email.
"SPAMANTHA". Il messaggio aveva come oggetto: "Fatti una vita."
<Spegni il computer e va' a cena coi tuoi amici. Con amore, Sammie. > Sedette e fissò lo schermo. "Samantha," bisbigliò. "Come vorrei che fossi davvero tu".
Dietro di lei, nel soggiorno, bambini assortiti gridavano ridendo e balzando tra i mobili. Scully sorrise ampiamente. "Mulder! Sono contenta che tu abbia deciso di venire. Entra. Fa' attenzione ai giocattoli..." (era quasi inciampato in un bulldozer di lucente plastica gialla). "Sei giusto in tempo per la cena, ci sediamo a mangiare tra pochi minuti."
"Quindi Mulder, cosa ti ha fatto decidere di venire"? Scully chiese, conducendolo verso un posto libero sul divano.
"Non mi crederesti, Scully. Solo diciamo me l'ha detto il computer"
Lei gli rivolse un sorriso interrogativo. "Va bene, come vuoi. Io sono solo felice che tu sia qui. Buon Natale, Mulder."
"Anche io. Buon Natale, Scully". E Buon Natale, Samantha dovunque tu sia.
Fine
**************************
And seasons greetings to all my fellow X-Philes...