Mulder girò gli occhi febbricitanti verso Scully e per la terza volta in due ore le tenne lo stesso discorso.
"Scully, perdiamo tempo qui. Sono certo che andrà meglio con un'aspirina ed un po' di riposo. Mi sono forse " Si alzò pur continuando a parlare ed immediatamente risedette, il viso distorto dal dolore.
" ed è risaputo che gli strappi muscolari arrivano così, spontaneamente, senza avere fatto il minimo sforzo", rispose Scully, sorridente ma preoccupata per lo stato del suo collega. "E provocano febbre. Mulder, sono praticamente certa che tu abbia un attacco di appendicite. Tu ne presenti tutti i sintomi. Devi essere visitato da un chirurgo." .
"Avremmo potuto almeno rientrare a Washington. Lì mi conoscono, almeno laggiù," rispose Mulder, con una punta d'umorismo, il viso tra le mani, i gomiti sulle ginocchia.
Scully non poté fare altro che sorridere. Adorava quando lui assumeva questo tono da bambino capriccioso e si rammaricava soltanto di non poter vedere il suo viso in questo preciso momento. Immaginò il labbro inferiore spinto in avanti, gli occhi da cane bastonato, e la sua mano si posò istintivamente nella cavità della sua nuca. Lo sentì rabbrividire al contatto della sua mano fresca.
"Sono sicura che non ci vorrà più molto. Ed ho sentito dire che i medici del pronto soccorso del Cook County sono i migliori di Chicago. Dai, prova a scoprirlo. In ogni modo, l'aeroporto è chiuso da due ore." Oltre a mormorare queste parole di sollievo, lo strinse a sé e lo spinse a porre la testa sulle sue ginocchia. Non resisté a lungo, stese le gambe sulla sedia libera accanto a lui e si lasciò scivolare sulle ginocchia di Scully.
Si sentiva nauseato e debole e le sue palpebre si chiusero senza la sua volontà. Sentì la mano di Scully tra i capelli, carezzevole e morbida.
"Sai che puoi farlo tutte le volte che vuoi, Scully, anche quando non sono malato o in agonia "
Scully sorrise nuovamente sentendo la sua voce insonnolita. Accentuò la sua carezza, lasciando scivolare le dita nei capelli folti e morbidi, esercitando anche una leggera pressione sul cranio. Gli pose l'altra mano sulla spalla e notò che anche attraverso la camicia poteva sentire il calore anormale della pelle.
"Me ne ricorderò, Mulder," rispose continuando a giocare con le ciocche brune. "Prova a dormire un po'."
"Mulder?" Lo scosse gentilmente e lo aiutò a rimettersi in posizione seduta, notando con preoccupazione il pallore del suo viso e le perle di sudore sulla fronte. "Tocca a te. Vieni qui." Lo aiutò a mettersi in piedi ed entrambi seguirono l'infermiera che li guidò verso una sala visita.
"Signor Mulder, dovrà indossare questo camice affinché il medico di guardia possa esaminarla. Tornerò tra pochi minuti per prendere i suoi segni vitali."
Uscì dalla stanza rapidamente e Scully si girò timidamente mentre Mulder infilava di malagrazia il camice naturalmente troppo corto per lui. Mulder si allungò sul letto ed immediatamente i suoi occhi si chiusero.
"Mulder devi restare sveglio. So che hai male e che sei stanco, ma ti faranno delle domande "
"Scully potrai rispondere bene come me "
Mulder si piegò in due improvvisamente sotto l'effetto di un dolore più violento di quelli che aveva provato da quando la crisi era cominciata. Il suo viso si torse per la sofferenza e si stese sul lato, con gli occhi contratti.
"Merda Quanto fa male "
"Prova a pensare a qualcosa di piacevole. Che cosa desideri per Natale quest'anno?"
"Un bianco Natale ed un bicchiere di vino da condividere con te, del pop-corn, ed il coniglio polveroso che scivola nella soffitta di mia madre "
"Tu deliri, Mulder. Il coniglio polveroso?"
"Sì, è il primo giocattolo che i miei genitori mi hanno offerto. Avevo due anni "
"Non Non quello Ho già abbastanza male Siete davvero sadici negli ospedali "
"Un semplice prelievo del sangue, signor Mulder. Ne abbiamo bisogno per stabilire una diagnosi. La signora Mulder le terrà la mano, d'accordo?"
"Avremo i risultati tra trenta minuti circa. Mi occorrerebbe anche un campione d'urina. Vi lascio il contenitore. I bagni sono proprio accanto alla camera sulla destra."
"Come vuole che esca in corridoio Non ho praticamente nulla addosso!"
Scully lo aiutò a sollevarsi e gli pose delicatamente il cappotto sulle spalle. "Ti senti meglio così?" Mulder le rispose con un debole sorriso.
"Sì, così va meglio. Andiamo, affrontiamo il corridoio."
"Buonasera, sono il dott. Mark Greene, direttore del servizio di emergenza. Come si sente signor Mulder?"
Mulder aprì le palpebre e lo osservò diritto negli occhi, indispettito.
"Male. Questa cosa mi ha preso da ieri sera."
Greene si avvicinò al letto da visita e scostò il camice per esaminare il suo paziente. Con un gesto preciso, premette la fossa iliaca destra e Mulder si mise a gemere. Il cuore di Scully si strinse vedendo il suo viso contorcersi per il dolore.
"I risultati degli esami sono arrivati. Mostrano un'infezione, i globuli bianchi sono a 30.000. Ha altri sintomi?"
"Sì Ho male alla testa, ho voglia di vomitare e non mi reggo in piedi."
"Lei presenta tutti i sintomi di un'appendicite, ma chiederò un consulto chirurgico." Greene si preparava ad andarsene quando Mulder gli chiese.
"Non mi date nulla per alleviarlo?"
"Spiacente, ma rischierebbe di mascherare i sintomi. Dovrà essere paziente ancora un po'."
Appena chiusa la porta, Mulder borbottò e Scully intese la parola "imbecille". Represse una risata e si concentrò sul suo partner che compiva uno sforzo sovrumano per non mostrare il suo dolore. Il suo viso era contratto da nuove rughe, e le sue palpebre avevano preso un colore grigio. Gli prese la mano dolcemente e gli deterse delicatamente la fronte resa umida dalla febbre. Un gemito sfuggiva dalle sue labbra di tanto in tanto, ed una lacrima, una sola, rotolava lungo la tempia.
"Scully Ti prego, fai qualcosa Non ne posso più " Provava a cercare posizioni comode senza realmente giungervi ed ad ogni cambiamento, il suo corpo protestava inviandogli onde di dolore.
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"Avresti fatto di tutto perché un chirurgo ti visitasse il più rapidamente possibile, non è vero, Mulder?"
La osservò con occhi resi quasi opachi dal dolore e dallo choc ma un piccolo sorriso prese forma sulle sue labbra.
"Quando si fa un intervento, se ne possono fare due, no?"
Furono immediatamente circondati da un gruppo di medici e Scully lasciò che si dessero da fare presso Mulder, che aveva finito per sprofondare nell'incoscienza. Scully li seguì nell'ascensore, senza lasciare un attimo la sua mano. Spiegò ai medici che si occupavano di lui la ragione prima del loro arrivo al pronto soccorso ed una volta arrivata al piano liberò la sua mano con rammarico, prima di lasciarsi cadere su una sedia nel corridoio, provata dallo stress che aveva appena vissuto.
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"Il proiettile non ha causato danni importanti. I polmoni non sono stati toccati, né l'articolazione della spalla propriamente detta. Avrà certamente bisogno di fisioterapia per ritrovare una mobilità completa, ma tutto dovrebbe sistemarsi rapidamente. E la sua appendice era davvero molto infiammata. Abbiamo proceduto alla sua rimozione tramite endoscopia, cosa che ridurrà al minimo le complicazioni chirurgiche."
Scully si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo.
"Tengo, a nome di tutto il personale del pronto soccorso, a ringraziarvi per ciò che avete fatto. Avete certamente evitato un massacro. Questi tipi erano realmente decisi ad ucciderci, con quelle armi. E li avete fermati con il minimo dei danni. Posso garantirle che il suo partner sarà coccolato da tutto il personale." Il chirurgo le offrì un ampio sorriso prima di aggiungere: "L'eroe del giorno sarà condotto in sala risveglio. Suppongo che non sarà contraria a raggiungerlo."
Lo seguì con passo leggero, sollevata che una volta ancora Mulder fosse sfuggito alla morte.
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"Come ti senti?"
"Bene Mi sento molto bene "
Lei si mise a ridere. "Normale, sei sotto morfina, Mulder. Ti fa sempre quell'effetto "
"Ho allucinazioni o sento l'odore del cioccolato?"
"No, sei perfettamente lucido, Mulder. Ma è Natale, ricordalo. Ho il diritto di viziarmi un po'."
"Allora anche io forse potrei avere diritto ad un gelato piuttosto che a dei ghiaccioli, questa volta."
Lei scosse la testa sorridendo. "I gelati sono per le tonsille, Mulder. Non per l'appendicite. Ma almeno uno dei tuoi desideri di Natale è stato realizzato. Guarda fuori."
Si alzò e tirò la tenda della finestra. Mulder si sollevò facendo smorfie ed il suo sguardo si riempì di gioia vedendo la città illuminata coperta di neve.
"Un Natale bianco, Mulder. E se sei molto prudente, tra qualche giorno lo celebreremo da te con un bicchiere di vino e del pop-corn." Si sorrisero mentre nel corridoio risuonava la voce di Bing Crosby che cantava Winter Wonderland.
FINE