Titolo: Bridge over troubled water
Autore: Valérie
E-mail: fanficsxfiles@free.fr
Catégorie : MSR, Mulderangst, Scully confort.PG
Riassunto: non sono proprio brava in questo, prendi allora queste parole della canzone di Paul Simon:
Quando sei stanca, e ti senti piccola,
Quando le lacrime sono nei tuoi occhi, io le asciugherò tutte
Io sono al tuo fianco. Quando i tempi si fanno duri
E gli amici non possono essere trovati
Come un ponte su acque agitate
Io mi stenderò.
Come un ponte su acque agitate
Io mi stenderò.
IL PONTE SULLE ACQUE AGITATE
Tradotto da Vix

 

Quando Dana Scully entrò nel suo ufficio questo lunedì mattina, il suo partner Fox Mulder era già dietro il suo computer, con gli occhiali appollaiati sul naso. Batteva con calma sulla tastiera.

"Buongiorno, Mulder. Già al lavoro sui rapporti?"

Sollevò il viso verso lei e gli offrì un sorriso triste.

"Buongiorno, Scully. Devo finire questo rapporto o Skinner vorrà la mia pelle".

"Vuoi che ti aiuti? So che detesti queste cose".

"Ho quasi finito. Grazie ugualmente, Scully".

Lo guardò più attentamente. Sembrava stanco ed i suoi occhi avevano quel colore particolare che lei vi scorgeva quando era triste o depresso. Anche se era chiaramente rasato di fresco ed indossava una camicia pulita, sembrava portare sulle spalle tutti i fardelli del mondo.
Si avvicinò a lui e gli sfiorò i soffici capelli bruni con mano leggera.

"Stai bene? Hai l'aria un po' triste".

Le gettò uno sguardo quasi stupito, ma vide che era sull'orlo delle lacrime. Poteva leggere così facilmente in lui, e capiva dal suo respiro profondo, quasi doloroso, che qualche cosa lo preoccupava. Sapeva anche che il suo collega era una persona riservata e non voleva pressarlo con le domande.

"Mulder? Sai che puoi parlarmi".

Egli s'immerse nel suo sguardo blu e non vide nient'altro che compassione ed inquietudine.

"Sono andato sulla tomba dei miei genitori ieri".

"Oh… Sei triste per questo?"

"Sì… No… non so".

Mormorò queste ultime parole ed i suoi occhi si riempirono di lacrime. Si tolse gli occhiali ed abbassò la testa. Lei gli si avvicinò e lui l'abbracciò, lasciandosi andare contro di lei, stanco ed abbattuto. Tentò di soffocare i suoi singhiozzi, ma fallì. Miseramente.
Lei rafforzò la stretta e sentì l'umidità delle sue lacrime contro la camicetta.

"Mi sento… così… solo, Scully".

Passò le dita nei suoi capelli e li accarezzò gentilmente, finché lui si calmò un poco.

"Sono desolato, Scully. Non voglio annoiarti con tutto questo".

"Non mi annoi, Mulder. Sei il mio amico, il mio migliore amico, e non voglio vederti soffrire così. Non dovevi andarci da solo. Avresti dovuto chiamarmi".

Gli offrì un fazzoletto di carta e lui si asciugò il naso e gli occhi gonfi.

"Perché non prendiamo una giornata libera e ne parliamo fuori dall'ufficio, Mulder? È una bella giornata, potremmo mangiare un tramezzino nel parco e fare una passeggiata. Ti piacerebbe?"

"D'accordo, Scully in ogni modo, il mio spirito non è al lavoro. Non combinerei niente di buono, con tutto quello che ho sul cuore".

Le sorrise tristemente, prese la giacca appesa all'attaccapanni ed insieme uscirono dall'ufficio, la mano si mise immediatamente sulla parte bassa della sua schiena.

* * * * * * * * * * * * *

"Sentivo di doverlo fare. Sai, non ci ero ancora tornato; non ne avevo avuto la forza dopo il funerale di mia madre. Mi sono sentito colpevole ed ieri sarebbe stato il suo compleanno. Allora ci sono andato".

Nervosamente, si agitava sulla panca ai bordi del viale ombreggiato dove si erano seduti. Lei indovinava ciò che lui provava maldestramente a dire nascondendo dei pensieri ancora più oscuri.
Sospirò rumorosamente e si prese il viso tra le mani, con i gomiti appoggiati sulle cosce. Non voleva sciogliersi in lacrime improvvisamente.
A dispetto della loro amicizia, provava vergogna di avere lasciato intravedere a Scully quanto fosse vulnerabile.
Gli accarezzò la schiena con tenerezza.

"Andiamo, Mulder. Lascia andare i tuoi sentimenti".

Rialzò un po' la testa e guardò in lontananza, con gli occhi persi.

"La mia famiglia non era una famiglia amorevole, Scully. Anche prima della scomparsa di Sam, non mi ricordo di coccole o tenerezze da parte di mio padre, o di mia madre. Dopo la nascita di Sam, ho smesso quasi di esistere ai loro occhi. Era la loro piccola principessa, ed io ero diventato il noioso ragazzino, poi l'adolescente troppo curioso, troppo brillante, che poneva centinaia di domande… Papà mi rimproverava spesso, non molto severamente nei miei primi anni, ma la sua brutalità aumentava col tempo. E dopo la scomparsa di Sam, diventò sempre peggio. Mio padre era spesso ubriaco quando era in casa, e mamma era immersa in una sorta di letargia".

Scully aggrottò le sopracciglia alle sue ultime frasi. Il suo stomaco ribollì a questa rivelazione e partecipò alla sua pena. Non aveva mai sospettato che Mulder avesse sopportato maltrattamenti fisici da parte di suo padre.
Psicologici, sì, ma l'idea di un giovanissimo e vulnerabile ragazzo punito in modo così brutale da un padre alcolizzato gli spezzò il cuore.

"Ma a dispetto delle botte e della loro fredda distanza, li amavo, Scully. Erano i miei genitori. Appena prima della morte di mio padre, ho avuto la sensazione che fosse fiero di me, del mio lavoro, della mia ricerca. Fu in assoluto l'unica volta in cui ho provato una cosa simile. Ma era ormai troppo tardi… "

La sua voce si incrinò un poco, e malgrado la dolcezza di questo giorno soleggiato, rabbrividì, sentendosi improvvisamente gelare dall'interno.

"Verso mamma, era un'altra storia. Sono stato molto tempo in collera con lei, per non avermi aiutato o protetto quando mio padre mi picchiava. Ero in collera perché non mi aveva mai fatto visita durante i miei ricoveri all'ospedale. Ha mai chiesto mie notizie nel periodo in cui mi riprendevo dopo il fiasco in Alaska? È venuta mai a trovarmi?"

Scully scosse la testa. Era un crimine vedere quegli occhi così belli invasi al tempo stesso da tanto dispiacere ed amarezza.

"No, Mulder, non è mai venuta. Né questa volta, né durante i tuoi altri ricoveri".

"Tua madre è venuta, Scully. Byers, Langly e Frohyke sono venuti. Merda, anche Skinner è venuto a trovarmi. Ma non la mia stessa madre".

Fece una breve pausa per riprendersi, e respirò profondamente. Una lacrima, una sola, gli colò lungo la guancia.

"Quando sono andato ieri sulla loro tomba, era per dire arrivederci, per dir loro che poco mi importava della loro mancanza di amore e di tenerezza. Che li detestavo. Ma non ho potuto, Scully. Non ho potuto. Mi sono sciolto in lacrime e mi sono inginocchiato davanti alla loro tomba, dicendo loro che li amavo nonostante tutto quello che mi avevano inflitto. Il mio spirito voleva punirli, ma il mio cuore non poteva… non voleva… "

Cominciò a piangere senza trattenersi, singhiozzi per troppo tempo trattenuti lo scuotevano dalla testa ai piedi. Scully prese il suo corpo tremante tra le braccia e lo strinse contro di sé. Il suo corpo come una fasciatura; le sue parole di conforto come un balsamo per il suo cuore devastato.

"Ed io mi sono sentito… così solo, Scully. Solo e disonorato per essere lì a piangere per la mia famiglia che mi aveva abbandonato. Sono restato parecchie ore così, incapace di smettere di piangere. Ho gridato loro la mia tristezza e le mie angosce, il mio amore e le mie speranze. Oh Scully, ho pianto tanto… "

"È finita, Mulder… sst… è finita. Sono qui, adesso, e sono qui per te. Non sei solo… "

"Stringimi forte, Scully, per favore, stringimi forte… "

Lei rafforzò la sua stretta e gli baciò teneramente le guance umide e la fronte, gli occhi arrossati dalle lacrime e le sue labbra piene, mostrandogli con parole tenere e carezze che non era solo al mondo; chiedendosi come era diventato l'uomo bello e sensibile che era nonostante il suo passato carico di brutalità e di mancanza di amore, questo essere umano meraviglioso, compassionevole e generoso che teneva contro il suo cuore.
Insieme sperimentarono la sensazione di vivere, di essere, con il cuore all'unisono.
Il sole brillante era il solo testimone dell'umanità al suo apogeo.

Fine

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