- Non siamo chi siamo
- Quarto capitolo
121 Hegald Place
Alexandria
Washington D.C.
11.10 p.m.
- Hanno appuntamento nell'appartamento di Mulder, tre giorni dopo il ritorno dalla
Germania, con le ferite che si stanno ancora chiudendo. Scully ha le chiavi, arriva dal
laboratorio prima dello stesso Mulder, entra senza bussare il campanello, lasciando sul
tavolo le sue carte. Si lascerebbe torturare prima di riconoscerlo ma c'è qualcosa di
familiare in quest'angolo di mondo. Incluso la polvere sparsa intorno, che copre le
montagne di libri, civettando con le riviste e le persiane, è impregnata del dolce
profumo di Mulder. Un miscuglio sensuale di legno e frutta sciroppata Non sa perché non
accende la luce centrale e si accontenta di azionare l'interruttore che sta vicino
all'acquario. La vasca emette un'iridescenza vitrea e vicino i rapporti dei casi arretrati
che stanno aspettano il momento in cui Mulder avrà pietà di loro e li finisca, c'è un
mucchio di contenitori di films vuoti. Le cassette sono sulla tele, nel video, sparse con
noncuranza.
- Ha la tentazione di guardare i titoli. Glielo impedisce un insistente colpo alla porta.
- Chissà perchè, l'aria del corridoio è più calda dell'aria all'interno. Le solletica
i capelli quando entra la corrente. Appoggiato allo stipite della porta, vestito con uno
sei suoi abiti scuri dal taglio perfetto, c'è l'incarnazione di tutte le cattive
intenzioni nella persona di Alex Krycek che sembra vestito da infarto. A volte Scully ha
la sensazione che al di sopra di ogni altra qualità, Mulder e lui abbiamo in comune
quella di essere un paio di snob amanti dei vestiti italiani.
-Da quando bussi alla porta?
Normalmente s'infila dentro pistola alla mano.
-Mulder non è ancora arrivato?
-Riunione con Skinner.
- Entra nell'appartamento e s'accomoda sul divano mettendo i piedi sul tavolo. C'è
qualcosa di sibillino nel suo modo d'invadere il territorio di Mulder come se fosse suo.
La lampada gli illumina solo metà del viso. Il resto è un mistero. Ha una certa abilità
nel conservare una totale quiete. L'unica cosa che si muove sono gli occhi. Scully sente
come la segue quello sguardo mentre si serve dell'unica cosa che c'è nel frigorifero di
Mulder.
- Un bicchiere di tè freddo.
-Come vanno le ricerche, Dana?
-Piano. Siamo riusciti ad isolare tutti gli elementi del campione dei
replicanti. Ma non c'è niente d'anormale. Metalli comuni. Una dose molto alta di
magnetite. Stiamo provando diversi modi di cercare di disattivarlo per fermare queste
cose.
C'è un silenzio denso. Si conoscono da anni. Non hanno mai passato
molto tempo insieme. Mai soli ed insieme. Mulder è il nesso che li unisce. Senza di lui,
galleggiano alla deriva, domandandosi in che modo dovrebbero comportarsi. Di cosa parli
quando hai tanta storia e così poca conoscenza? Né sconosciuti. Né conosciuti.
-Di solito durano molto queste riunioni con Skinner?
Non sembra impaziente, continua a stare immobile, osservando
nell'oscurità. Scully incomincia a domandarsi perché non ha acceso la luce. Le da
fastidio la sensazione di stare in penombra. Krycek sembra dominare la stanza.
- Dipende se Mulder l'ha fatto arrabbiare molto o solo il normale. Hai
qualcosa d'urgente da comunicarci?
Ha un nome. John Neshville Terzo. Un uomo del sindacato. L' indirizzo
di dove vive a Washington. Il suo nome sta negli archivi che erano riusciti a scaricare a
Francoforte prima che tutto andasse in malora. Un curriculum scientifico interessante,
collaboratore nelle ricerche sulla vaccinazione, dirigente della Biotecnologie Roush,
membro del consiglio, consulente sulla clonazione per le Nazioni Unite, Krycek credeva che
era morto a El Rico.
- Era un pezzo grosso tra gli amici di Spender. Faccio fatica a credere
che non sia in quel hangar di El Rico, aspettando la sua ricompensa prima dell'apocalisse.
- Forse sapeva che la riunione si sarebbe trasformata in un bruciatore-
dice Scully, sempre cauta.
- A Krycek piace il suo senso dell'umorismo. Qualcosa a cui aveva mai pensato è che lei
avesse il senso dell'umorismo. Una scatola di sorprese l'incantevole agente Scully. C'è
qualcosa che l'attrae in quest'acuta intelligenza è questa maniera di reprime i propri
sentimenti.
- Mulder non arriva ancora. Krycek crede che si dovrebbe sorvegliare Nashville.
- Il ragazzo prodigio della scienza, l'ho visto molte volte negli
esperimenti con i rapiti. Non era famoso per essere eccezionalmente compassionevole.
Senza emozioni sul viso, Scully lo guarda ma non riesce a capire come
uno possa aver venduto la sua anima senza che gliene importi niente.
- Credi che sappia qualcosa sui supersoldati?
-Credo che possa sapere più di qualcosa. Credo che abbia dato il suo
aiuto per creare replicanti umano-alieni.
- Una notte nuvolosa, soffia il vento con forza, una brezza insistente che si sente
all'altro lato delle finestre e agita gli alberi, la luna mette fuori la sua faccia e
l'appartamento si veste di una luce biancastra che avvolge tutti e due. Krycek sa che non
avrà mai fiducia in lui, non si è fidata dalla prima volta quando seppe che Mulder aveva
un nuovo compagno e continuerà eternamente a non fidarsi.
- Anche quando Mulder non c'è, non smette d'essere parte di un triangolo che non può
lasciarlo fuori. Sono in contatto tramite lui. Un'anima gemella, un'ombra. A Krycek sembra
che da quando ha salvato la vita a Mulder a Francoforte, Scully abbia sviluppato una nuova
tolleranza per stare con lui.
- E' assurdo. Gli ha salvato la vita un'infinità di volte, quasi sempre senza ricevere
nessuna ricompensa, agendo nell'ombra. La sua nobiltà è una forma d'ingenuità.
-Ti fa ancora male il braccio?
La domanda lo sorprende. Ha ancora la spalla bendata.
-Meno. Un poco.
Fa male la notte, soprattutto. A volte fa male come lo stesso inferno,
ma questo non glielo dirà. Ma non c'è bisogno che le dicono niente perchè si alza e si
avvicina al divano senza scambiare parola. Ha un'espressione da medico capace. Dana Scully
è il giuramento d'Ippocrate elevato ad arte. Gli scosta la giacca con attenzione, quanto
basta perché appaia la spalla. Deve sbottonare uno, due, tre, quattro bottoni della
camicia per poter vedere la benda. Tutto quello che fa è reverenziale. Sciogliere il nodo
delle bende, scostando poco a poco la fasciatura, osservare la ferita, costatare che non
ci sia infezione. L'attenzione nei suoi occhi azzurri è così intensa che a Krycek brucia
la ferita più del normale.
-Non c'è infezione.
Perfezione nel manicure e nei movimenti, controllata, temprata, profuma
di lavanda, come tutte le Scully. E' come un cassetto di lenzuola pulite e Krycek è la
cosa più sporca che abbia mai avuto vicino. La guarda approfittando della distanza così
breve tra loro. Sente che lei vuole alzarsi ma non sa esattamente come farlo.
-Mi leghi?-un sussurro ruvido- Non dimenticarti che sono un
handicappato.
- Per la prima volta che lei ricordi, regala a qualcuno che non sia Mulder il suo
sperimentato inarcamento di sopracciglio scettico. E' una provocazione- oserai vestirmi? E
lei lo sa, ma non le piace perdere una sfida. Ritorna sui suoi passi e abbottona uno, due,
tre, quattro bottoni. Quando finisce si trova il viso di Krycek di fronte a lei.
L'analizza fermamente, con interesse quasi scientifico. In silenzio, in un appartamento
che non è il loro, Alex Krycek è una mascella con personalità, ossa ferme, uno sguardo
color smeraldo che non le era mai parso cosi verde, capelli corti e questa particolare
qualità di pelle dura, specialmente quelle labbra che sembrano un coltello. Sembra roccia
viva, si muove solo il suo sguardo, sempre più intenso. Sempre più profondo, guardano
qualcosa dentro di lei che non le piace che la gente veda.
- La fa sentire nuda.
- Guardandolo da così vicino, Krycek non sembra un ripugnante bastardo, bugiardo,
traditore, assassino, manipolatore, mercenario, spia, ladro. Sembra solo un volto più
attraente di quanto Scully voglia riconoscere. Solo un uomo, in un appartamento vuoto, che
presta attenzione a lei e solo a lei.
- Non si è mai fidata di lui.
- Ha venduto la sua anima tante volte che non c'è più nessuno che vuole comprarla.
- Stanno così vicini che potrebbero toccarsi senza muoversi. Solo desiderandolo.
- Se lo desiderassero.
- La porta si apre con un rumore di chiavi che sembra assordante nel silenzio atomico
dell'abitazione. Scully si alza immediatamente, quando vede Mulder entrare dalla porta
l'appartamento diventa di nuovo un posto familiare, pieno d Mulder, della sue cose, della
sua familiarità.
- Si guardano, Mulder osserva Krycek, quando i loro sguardi s'incrociano, sembrano due
uomini diversi. Crescono e si sfidano. L'appartamento diventa un campo di battaglia.
-Skinner oggi aveva voglia di parlare dice, guardando Scully
come se avesse appena commesso un peccato.
- Per quanto risulti stupido lei ha l'impulso di abbassare lo sguardo e mettersi a
parlare. Gli fa un riassunto del caso mentre Mulder ascolta attentamente Quando si siede
sul divano fa domande su John Nashville Terzo, le risposte di Krycek sono essenziali.
Economia di linguaggio, economia di movimenti. Occupano spazi vicini sul divano ma opposti
nell'universo. Mulder non sa stare fermo, si muove anche quando non si muovono le sue
labbra che non stanno quiete nemmeno quando sta zitto. Krycek, invece, sembra muto e
quieto nel bel mezzo di una spiegazione. Scully cerca di non guardarli troppo, dedicarsi
al caso, aggiornarli sulle sue ricerche.
- C'è del lavoro da fare.
- Vibra nell'aria qualcosa che sfugge ad ogni definizione, una formula chimica troppo
complicata per esprimerla a parole.
- Passa mezz'ora prima che Krycek si alzi nel bel mezzo della conversazione.
-Si può sapere dove vai?
Mulder l'osserva, sospettando qualcosa.
-Al-ba-gno- sillaba- Vuoi accompagnarmi? Se sollevo troppo peso con un
solo braccio si sposta la colonna vertebrale.
Entra nella stanza, si sente la porta del bagno quando la chiude. E
quando sparisce, Mulder torna ad essere quel ragazzo un poco triste e abbastanza stanco,
nobile più di ogni altra cosa, appassionato difensore della sua esuberante immaginazione.
- Troppo peso-mormora- Che deve sollevare? La tazza del bagno?- Si
porta le mani agli occhi, si strofina la stanchezza, la luce è così tenue che Mulder
sembra una foto in bianco e nero che ti stringe il cuore.
- Lavorano per ore, finchè non hanno troppa fame.
- Quando arriva il commesso con il pranzo tailandese, Scully si affretta a prendere i
pacchetti che odorano di spezie. In cucina, gli armadietti per prendere i piatti sono
troppo alti per lei. Mulder si avvicina da dietro per aiutarla.
- Ora li prendo io, Scully le mormora all'orecchio. Così
vicino, in verità, che le tremano le ginocchia leggermente.
- Alcune volte Mulder ha una presenza intossicante, eccessivamente mascolina, quasi
carnivora. La fa sentire incastrata tra i mobili e lui. E' troppo, Scully scivola con
cautela verso la porta della cucina, cercando un posto dove poter respirare. C'è troppo
traffico nell'appartamento e uscendo si scontra con Krycek, sente il suo sguardo su di
lei, su Mulder, di nuovo su di lei. E' paralizzata solo per un secondo ma sembra un
secondo lunghissimo tra questi due uomini che la trattano come un continente da
disputarsi. Krycek non si muove dalla porta, solido come una roccia, al contrario dei suoi
principi. Può sentire la presenza di Mulder dietro e qualcosa che sembra gelosia che
prende forma in lui. Addensando, ingrassando, aumentando di peso.
- Se fosse una donna più superficiale potrebbe dire che stanno combattendo per lei senza
parole. Sono come insetti. Che si scontrano negli anfratti di un appartamento al buio.
Indietro e avanti, la lasciano appena respirare. Quando si guardano, quando guardano lei,
è una droga.
- Rende schiavi. Libera. Uccide.
- Insetti. Che avanzano nei loro piccoli formicai.
**
Triangolo di vocali. Disposizione grafica di vocali che formano un
triangolo i cui vertici sono occupati dalla "a", la "i" e la
"u" e le altre vocali stanno nelle posizioni intermedie, mediante il quale
rappresentano la collocazione dei loro punti di articolazione.
DaNa, KryCEK, MuLDER.
- Otto mesi dall'inizio del conto alla rovescia e non c'è tempo per valutare ciò che
sono. Le loro identità si spostano come blocchi di ghiaccio sotto l'effetto serra.
- Hanno tanto da fare, che possono appena pensarci. Bisogna agire, muoversi, continuare a
camminare, interpretare. Bisogna salvare il mondo, percorrerlo tra un uragano e l'altro.
Bisogna continuare a resistere, combattere in silenzio, non riposare. Non hanno tempo per
pensare che una volta sono stati nemici, se domandassero loro cosa sono dovrebbero
rispondere con la musica. Sono note non sincronizzate. Sono una sinfonia che si sta
scrivendo. Sono do diesis e si bemolle. Non sono, si muovono solo. Pedine di una
scacchiera in mezzo alla tempesta, le loro vite sono qualcosa che quasi non appartiene
loro.
- Mulder lotta. A volte si stanca. Guarda Scully. Crede di non avere diritto di stancarsi.
- Scully lavora giorno e notte, notte e giorno, incollata al microscopio, aggrappata ad
una lente, instancabile. A volte si domanda se tutto questo sia inutile. Guarda Mulder.
Crede di non avere diritto di rinunciare alla fede.
- Nella dinamica dei liquidi, Mulder e Scully sono acqua e sale. Si sciolgono e
precipitano. Fatti l'uno per l'altro, a volte s'incontrano, quasi sempre si schivano.
- Krycek osserva, un cuore di polvere da sparo in un mondo infettato da gas velenoso. Vive
aggrappato alla distanza che separa positivo e negativo. Osservandoli, misurando. Tutto è
un gioco e lui aspetta, prepara la sua formula d'alchimista, presentendo il momento in cui
gli elementi reagiranno.
- Tesse ragnatele su un vaso di cristallo.
- I tre sorvegliano, turno dopo turno la pista più solida che hanno verso la speranza.
Non sanno che loro sono i sorvegliati e che presto dovranno rispondere al tribunale di
guerra del nemico.
**
25 ottobre
Dublino
Ambasciata Ungherese
- Dublino è una città pacifica e la macchina avanza lentamente tra i dolci meandri del
Liffey, questa vigorosa lingua d'acqua che attraversa la città tra i ponti. Il tragitto
dall'aeroporto è di quindici minuti in condizioni normali ma è venerdì sera e c'è
movimento verso le strade di Temple Bar. I giovani si accalcano davanti a Trinità, si
fermano sotto l'orologio guardato da Oscar Wilde, si salutano, si mettono nel pubs dei
sottoscala. La strada principale è praticamente intasata e l'autista, un uomo corpulento
con rughe profonde e una coscienza torbida, s'arrabbia con i semafori. Deve aspettare un
bel po che un paio di vecchi attraversino davanti alla Banca Nazionale. Quando sono
passati prende lo svincolo e si dirige verso la periferia. Si lascia dietro il traffico
mentre si avvicina ai quartieri residenziali. C'impiega meno di dieci minuti a distinguere
la casa dell'ambasciatore. E' l'unica in tutta la strada che manifesta un'attività così
intensa come all'interno. Tutte le finestre sono illuminate, la vista è splendida. Si
tratta di un edificio singolare, un capriccio di un ammiraglio inglese, costruito in stile
vittoriano. I camerieri entrano ed escono sorridendo, mostrando diligenza, cercando di
ultimare i preparativi per la festa che prepara l'ambasciatore. L'autista li guarda mentre
pensa ad altro. Ha tardato più di mezz'ora dall'aeroporto, non sa se al signor Nash
sembrerà troppo. Almeno l'ha portato a termine e questo è importante.
- Il portiere lo riceve con un poco inquieto. E' un tipo nervoso ma di fiducia. Troppi tic
ma nessuno è perfetto.
-Il signor Nash mi aspetta- dice l'autista- Porto il bagaglio.
- Attraverso le finestre può vedere gli impressionanti saloni, le terrazze, le scale a
chiocciola. Il portiere fa cenno di sì. Sarà una festa splendida. Tutta Dublino vestita
per l'occasione. Non tutti i giorni l'ambasciatore festeggia le nozze di sua figlia con un
magnate del petrolio. L'autista, naturalmente, non parteciperà alla festa. Non lo fa mai.
Il suo lavoro è un altro. Raccogliere i pacchetti, consegnarli, incaricarsi dei dettagli.
Ubbidire al signor Nash, principalmente.
- Mai fare domande.
- La porta del garage si apre e la macchina entra in silenzio. Una limousine enorme, con i
sedili foderati di pelle e un portabagagli in cui entrerebbero un milione di euro in
monete da un centesimo. La parcheggia vicino alla porta che da al seminterrato. Non tutti
lo sanno ma oltre alle scale a chiocciola e terrazze da sogno, la casa dell'ammiraglio ha
una sensazionale cantina, un intricato sistema di corridoi e stanze. Insonorizzate.
Inespugnabili.
- Segrete.
- Quando apre il portatagli, i due uomini sono ancora incoscienti per l'effetto della
droga. La verità è che l'autista non li conosce, né gli interessano particolarmente. Sa
che uno si chiama Mulder o qualcosa di simile, non ricorda il nome dell'altro. Il suo
lavoro non è questo. Ma metterli in stanze separate nella cantina e preparare la vasca.
- Il signor Nash s'incarica di farli parlare.
- A volte tardano di più, a volte di meno. Ma tutti finiscono per parlare.
- Il signor Nash s'incarica di questo.
**
cinque giorni prima
20 ottobre
da qualche parte a Washington D.C.
3:33 a.m.
- Piove e tutti facciamo giochi d'abilità sull'equilibrio precario delle nostre piccole
tempeste. La vita è una corda lenta e non conviene guardare in basso dall'alto, perdere
la prospettiva della realtà è così semplice come muovere le pedine sulla scacchiera.
Con un vassoio con caffè caldo in mano, una borsa di carta marrone sotto il braccio e le
chiavi tenute come posso, l'equilibrio che mi mantiene in piedi sembra oggi più precario
che mai. Bagnata dalla tempesta, perseguitata dalla mancanza di sonno, senza tempo per
pensare e con difficoltà a respirare, questi sono i miei giorni. Queste sono le mie
notti.
- Queste, le mie albe.
- Seconda settimana di sorveglianza. Abbiamo un appartamento libero nel centro della
città che preferisco non sapere come Krycek abbia ottenuto. Dall'altro lato della strada,
sorvegliato con un binocolo ad alta tecnologia, una ricevente che può registrare il
ronzare delle mosche quando sussurrano ninne nanne e sensori per il movimento che captano
l'ombra di un pensiero, vive John Nash Terzo.
- Apro la porta con difficoltà, i bicchieri si muovono sul vassoio.
- Ciò che sono, ciò che siamo, traballa. Come il caffè e le nostre vite. Tra l'ufficio,
il laboratorio e la sorveglianza dormire è diventato una routine quasi dimenticata.
Resistiamo sostenuti dalla responsabilità e quello che ci vendono nello Starbucks. Questa
è la droga di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Siamo angeli della caffeina.
- Tre e mezza nel cuore della notte, l'appartamento è così disordinato come c'è
d'aspettarsi dopo di ventiquattr'ore di convivenza di due uomini. Impersonale e quasi
vuoto, quando entro, vedo i giornali a terra, mucchi di riviste, contenitori vuoti di cibo
cinese, cartoni delle pizze. Su un lato, l'apparecchiatura per la sorveglianza, e
dall'altro lato il divano, le sedie, il tavolo pieno di carte. Nel centro della stanza,
dominandola e dominando il mio sistema nervoso, un materasso.
- Azzurro, sfilacciato, pieno di bozze, troppo alto. Non stava qui ventiquattr'ore fa. E
non ha valore la spiegazione che mi propina il mio subcosciente quando penso che devono
averlo attenuto in qualche modo per poter riposare tra un turno e l'altro. Riposare. Per
questo serve un letto. Non ha altri scopi, non ha una presenza quasi maligna, è solo la
mia immaginazione e un materasso.
- E sul materasso due paia di stivali abbandonati. Due paia di stivali, due uomini distesi
sulla cima del mondo e le mie insicurezze. Guardando me e il mio vassoio di caffè per
tre.
- E' arrivato il dolce e una voce dentro il mio cervello sussurra una avemaria.
- Mulder indossa dei jeans, senza cravatta, senza camicia, senza niente che sia
professionale. Occhi stanchi, capelli arruffati, non si è rasato da un paio di giorni e
mi guarda come qualcosa che potrebbe essere un'allucinazione o qualsiasi altra cosa.
Scalzo. Scalzo e con gli occhiali. Mi muoverei se non fosse che a trenta centimetri da
lui, Alex Krycek ha le gambe allungate e nude, indossa i boxer e una camicia con le
maniche lunghe e il suo sguardo mi penetra centimetro per centimetro come un morso in un
pezzo di burro.
- Tenaglie nello stomaco, non so se sono io o è il mondo che gira più veloce.
- Dimmi che ciò che porti è caffeina, Scully.
- Questo è un materasso?
- Ci sono molte domande che non faccio per paura di sembrare stupida o peggio ancora per
paura di conoscere la verità ma questa, semplicemente, abbandona le mie labbra
indipendentemente dalla mia volontà.
- Mulder annuisce mentre si alza.
- Un vicino l'ha portato giù poco fa ma l'abbiamo catturato prima che
venisse il camion della spazzatura.
- E quando dice"l'abbiamo catturato" vuole dire che sono
sceso sotto l'acquazzone.
- Abbiamo tirato a sorte, Scully- si difende. C'è un ammiccare nel suo
sguardo come se fosse Natale e avesse appena aperto il regalo che stava aspettando- Lui
aveva il legnetto più corto.
- Va bene. Va bene. Come vuoi. E' una spiegazione normale e mi comporto come se fosse
normale. E' questo che stanno facendo. Il materasso e il fatto che nessuno abbia le scarpe
e solo uno i pantaloni. Normale. Battute su legnetti e misure riferite ad uomini di più
di dodici anni. Normale. Che siano incapaci di pronunciare due parole che non abbiano un
doppio senso e che sembrino sul punto di strapparsi i vestiti o spararsi un colpo in
qualsiasi momento. Alla fine di una frase, all'inizio di una conversazione.
- In qualsiasi momento.
- Tutto normale.
- Si rende conto Mulder che già sono trascorsi cinque mesi e ancora non la smettono di
comportarsi come in un film di gladiatori?
- Credo che Krycek non solo se ne renda conto, ma che alimenti questo veleno che galleggia
tra loro per mantenersi in piedi. E' un'ape regina in un favo d'ambrosia, Krycek si
accende quando Mulder sta vicino. Sono batterie che si caricano prima della tempesta e
l'appartamento ha il loro odore. Mascolino, secco, infiammabile.
- Che sto facendo qui? La mia presenza è un'invasione in un territorio ostile. Una
penetrazione nello stomaco della bestia che dorme con gli occhi aperti.
- Mulder si avvicina, mi blocca e cerca un cappuccino, aspirando il profumo del caffè con
forza( e me allo stesso tempo). Dice "grazie per il caffè" e dio mio, lo dice
con tanta intensità che so che sta chiedendo qualcos'altro, concreto e fisico e
asfissiante, abrasivo, eccessivo. Credo che siano gli occhiali quello che finisce per
convincermi che arriva un momento in cui un uomo può essere troppo conturbante. Troppo
attraente, troppo sicuro di se stesso, troppo pieno di mistero e fisicità. Caffè, panna,
zucchero, crema, troppo cappuccino in un solo Mulder.
- Distolgo lo sguardo e lascio le cose sul tavolo. E' pieno di segni, impronte di bibite,
qualcosa che rassomiglia ad una cicca ma non può esserlo a meno che non stiano fumando di
nascosto.
- L'appartamento puzza di segreti. E la voce di Krycek, distilla perversione.
- Scully, sei bagnata?
Sinceramente, a volte penso che non sia possibile sentire queste cose.
Mi giro piano, Krycek non si è mosso dal suo posto sul letto.
- Sta piovendo- dico.
- Non è divertente e a volte la nostra società con Krycek sembra una trappola mortale in
cui lui si diverte mentre noi balliamo al suono che marcano le sue insinuazioni.
- Cerco di sembrare disinteressata, professionale quando mi avvicino al letto. Credo
d'aver diritto almeno ad avere una certa curiosità. Cinque mesi fa Mulder non sarebbe
stato a mezzo metro da quest'uomo senza tirare fuori la pistola e rompergli le ginocchia.
Ora stanno giocando a scarabeo.
- Né più né meno.
- Sta qui. Sulla coperta piegata. La tavola. Le lettere, sei o sette parole formano, v, x,
s, indovinelli. So che è Mulder che ha scritto" ratto" e non ho bisogno che
qualcuno me lo confermi che " eunuco" è opera di Krycek. Creano un linguaggio
nuovo, si parlano attraverso lo scarabeo, sono antagonisti in una coreografia che hanno
perfezionato.
- Mi sento sola. Ed estasiata. Come se guardassi come si fonde l'ambra. Emanano troppo
calore per guardare e troppo calore per smettere di guardare. Mi lasciano fuori delle loro
battute e mi sento espulsa. M'includono e mi sento catturata.
- Bruciata, terrorizzata, incapace di reagire.
- Vuoi giocare con noi, Dana?
- Buona domanda. Doveva farla Krycek, chiaramente.
- Questo è ridicolo. Non è un gioco, è la mia vita. E non so che voglio fare.
- Mi tolgo il cappotto, mi avvicino alla finestra, osservo l'oscurità esterna, mi domando
perché il ricevitore audio ha le cuffie, in modo che nessuno possa sentire ciò che sta
succedendo. Quello che non voglio è stare ferma, se mi muovo sembra che ci sia ancora
qualcosa che abbia senso e io ho un poco di controllo.
- Mulder, perchè non c'è nessuno in ascolto e in cosa consiste la
sorveglianza se non sorvegliamo?
- Tutto nella mia vita è uno scioglilingua.
- Prima di aspettare una risposta, che sembra sul punto di galleggiare sulle sue labbra,
tolgo la cuffia dell'apparecchio e mi rendo conto che si può sempre buttare altra benzina
su un incendio.
- Dall'altoparlante esce fuori un gemito. Lungo, gutturale, un gemito che grida sesso ai
quattro venti e che può appartenere solo ad una donna persa in un labirinto di lenzuola
sudate. Parole onomatopeiche che inciampano, questo grido è
nnancoooraaaaasìììììììììì!!! O qualcosa di ugualmente impronunciabile. Un attimo
di silenzio e grida dolcemente, come se stesse dado alla luce un gattino. Seguono ansimi,
intensi, ripetuti, mascolini ansimi da uomo. Sono in sintonia. Gemere, ansimare. Ansimare,
gemere. Qualche parola incoerente, probabilmente blasfema.
- Bene. Togliere la cuffia non è stata una buona idea. C'è un materasso, questo lo posso
sopportare, perfino lo scarabeo e i boxer. Mulder con gli occhiali, gli sguardi sognanti,
la penombra, il cappotto bagnato, tutto. Ma aggiungici l'ansimare e credo, francamente che
sia troppo.
- Il nostro amico ha avuto compagnia da un paio d'ore.
- Già. Grazie per il chiarimento, Mulder e grazie per sembrare comunque, un poco
imbarazzato. Ora, se trovo il buco dove mettere il jack della cuffia sarò molto più
felice. Questa ragazza sta fingendo con troppo entusiasmo o l'uomo del sindacato dovrebbe
stare nell'industria del porno.
- "cosìcosìc0sìnoooonfermartinoooaaaa!"
- Questo suono non è umano e questa è una tortura perversa per qualcuno che ha studiato
in una scuola di monache.
- Un poco ripetitiva come colonna sonora ma d'enorme valore didattico.
L'abbiamo dovuta togliere, l'Agente Castità mi stava guardando con occhietti da agnello.
- Guardatelo, Alex Krycek, i cui pantaloni stanno stesi e bagnati su una sedia continua a
pensare che quando si annoia, può sempre dare fastidio a me, oltre che a Mulder.
- Il suo lemma, dove giocano due, giocano tre.
- La cosa peggiore, abbiamo un rilevatore di movimento. Un piccolo monitor sotto la
finestra che si può vedere perfettamente dalla mia posizione. Si distinguono le ombre
della stanza e, in rosso, le sagome di due persone. In verità, si vede una sagoma con
quattro gambe e due teste, una testa in ogni paio di gambe.
- Quando metto il cavo a posto coincide con una serie di lamenti gutturali, umidi. Dicono
qualcosa, credo, ma le bocche sono troppo occupate perché si capisca. Tutto finisce
bruscamente all'irrompere del silenzio.
- Scompare l'aria, la stanza tace.
- Non per molto tempo.
- Peccato- Krycek fa spallucce e si rivolge a Mulder, che cerca tra le
lettere la sua prossima parola, con il caffè poggiato su un lato. Dopo tanto tempo
deve suonare come una musica celestiale, no?
- Non così bene come suonerà lo scricchiolio delle tue ossa quando ti
stringerò il collo con le mie mani finché non soffochi, Alex.
- C'è un momento. Un istante. Mulder sembra concentrato nello scarabeo ma le sue parole,
pronunciate deliberatamente, piano, con crudeltà quasi tenera, fluttuano nell'aria. E la
replica che Krycek dovrebbe lanciare automaticamente, non arriva. Allora lo guardo, mentre
sta osservando fisso Mulder. Le ciglia più lunghe che abbia mai visto in un uomo ed
un'espressione immobile, come se gli costasse fatica digerire quello che ha sentito.
Ingoia, lo vedo muovere il pomo d'Adamo a rallentatore e tutto il suo modo di guardare
Mulder è empio.
- Stringerti il collo con le mie mani finché non soffochi.
- Finisco a giocare, condannata a questa prigione.
- Sulla tavola, Mulder scrive"paquete"( ndt è impossibile far coincidere in
italiano le parole per cui mi limito a tradurre il loro significato, pacchetto) e la
mia vita è uno scarabeo rischioso. Io occupo il vertice del letto, la maggior parte del
tempo nessuno parla. La "q" di paquete di Mulder finisce per essere
"tequila" per Krycek e la sua "l" è mia per "resbalar"(
scivolare)
- Sulla mia "r", Mulder incrocia "secreto"( segreto) e la partita
procede tra frasi sciolte.
- A volte di Krycek.
- Figurati, che con le lettere che ho posso scrivere" stupido col
culo" in russo.
A volte Mulder.
-Perfetto. Perché non te lo fai tatuare?
- Cattiva scelta di parole perchè Krycek sorride, scrive " tatuare" e mi sento
come se mi guardassero milioni d'occhi.
- Per molto tempo Mulder e Krycek sono stati una vendetta incompiuta, colpo e
contrattacco, sangue e conti in sospeso. Ora l'alleanza di cui abbiamo bisogno si è
interposta sulla strada dei loro istinti e mantengono l'apparenza di alleati civilizzati.
Ma è come se si potesse vedere il mostro sotto la superficie, il polpo gigante in fondo
al mare, che allunga i suoi tentacoli d'odio ad un palmo dalla superficie. Non è cambiato
niente e quest'appartamento ne è la prova. Continuano a battersi, distruggendosi a colpi,
violenza e competizione, tutto tra loro appartiene a loro. Sono qualcosa di estraneo alle
parole e quanto si confronta così con Krycek, buttato sul letto, cercando un nome diverso
per la tortura più sublime, Mulder è qualcuno che riconosco appena. Fisico, violento,
brutale, non voglio riconoscerlo, non posso negarlo.
- E' il Mulder di Krycek.
- Non so dove mi porta tutto questo, né in cosa li trasforma, se lui lo sa o se io posso
sopportarlo. Sento che mi scosto da Mulder turbata da una sensazione che non conosco,
scivolo verso la mia solitudine, messa da parte da quello che una volta siamo stati
**
tre giorni dopo
23 ottobre
Aeroporto internazionale John Foster Dulles
banco dell'Air Lingus
10: 17 a.m.
I due uomini avanzano a passi veloci tra la folla dell'aeroporto. Gli
enormi cartelloni luminosi indicano che il volo per Dublino è in orario e la voce
cacofonica dell'altoparlante annuncia l'ultima chiamata. L'hostess dell'Air Lingus è una
ragazza bionda che conta i tagliandi e chiude il volo. Vestita con l'uniforme verde della
compagnia, mantiene un sorriso professionale quando il tesserino dell'FBI si poggia sul
bancone e legge le lettere enormi che dicono "Agente Speciale". Immediatamente
solleva gli occhi, s'incontra con uno sguardo grave che indica che la sua giornata ha
appena fatto un giro inquietante.
-Ho bisogno d'aiuto
E' un uomo molto attraente, l'hostess prega a bassa voce che non le dia
problemi.
- Dobbiamo prendere questo volo per Dublino.
Accanto all'agente speciale, c'è un altro uomo, sembra abbastanza più
arrabbiato e ha le mani dove l'hostess non le può vedere.
-Abbiamo appena chiuso il volo, signore, non ci sono posti per volare a
Dublino ora ed anche se ci fossero non posso lasciarla entrare- sorride per dare le
cattive notizie perché è istruita per questo e perché francamente, non costa molta
fatica sorridere a qualcuno che è capace di guardarla con tanta attenzione, come se
parlare con lei fosse la cosa migliore che gli fosse mai capitata.- Ma se vuole può
prendere i prossimo aereo che parte tra
- Vede- la sua voce diventa più sussurrante- il mio problema è che ho
bisogno di prendere QUESTO volo e ho bisogno di due biglietti con una certa urgenza. Devo
stare a Dublino questa notte.
Ed al termine della sua frase, solleva le mani dell'altro uomo da sotto
il bancone. Un paio di manette metalliche tintinnano sotto la luce artificiale
dell'aeroporto.
- Sicurezza nazionale, signorina- L'agente dell'FBI scuote il suo
detenuto con forza mentre l'altro uomo sembra bestemmiare in aramaico tra i denti,
visibilmente irritato- Questo
topo di fogna deve identificare qualcuno a Dublino
prima che questa persona abbandoni il paese- Si sporge sul bancone, guarda l'hostess negli
occhi un poco supplicante- le sto chiedendo aiuto.
La ragazza dubita. Ci sono alcuni posti in prima classe, la cosa
potrebbe innervosire un paio di passeggeri, parlare con il sovraccarico. Valuta le
possibilità. L'agente del FBI si avvicina, trascina con lui l'altro uomo verso il
bancone, finchè le manette sbattono contro la superficie della barra.
-Stiamo parlando di una persona pericolosa- il suo tono non potrebbe
essere più sincero, più intensamente nobile.- Quest'uomo è un parassita invertebrato
cui manca qualsiasi principio morale.
Lo dice con convinzione. I suoi occhi così verdi sembrano incapaci di
mentire.
- Chiaro, agente
l'hostess torma a guardare le credenziali-
Krycek. Credo che possiamo mettervi in prima classe.
L'uomo sorride, le regala uno scintillante "grazie" mentre
l'hostess prende il microfono e l'ingranaggio della compagnia si mette in moto. Quando li
portano all'aereo, l'hostess più avanti di alcuni passi, non può sentire la loro
conversazione.
- Sarà meglio che non ne godi tanto, Krycek o ti cancellerò quel
sorriso con uno scalpello.
- Sei un detenuto, Mulder, parlerai solo quando te lo dico io.
La risposta di Mulder è un grugnito. Ma non ottiene altro che un
sorriso trionfale dal suo avversario.
- Caspita. Indovina a chi non sembra così divertente il giochetto
delle manette quando s'invertono i ruoli.
- Che vuoi che ti dica- Mulder stringe i denti- Darle o prenderle non
è la stessa cosa.
- E lo dici a me, Mulder?
- Gli da un ultima spinta mentre attraversano la passerella che porta verso l'aereo.
Devono arrivare a Dublino prima che Nashville faccia la sua riunione.
- Presto, i cacciatori saranno cacciati.
**
Stessa ora
Harriburgh,Pennsylvania
Supermercato Saintsbury's
10:17 a.m.
Mi chiedo chi siamo. Tutti noi. Non solo chi sia Krycek, che non
conosco e che conserva una rassomiglianza costante con le fasi della luna. Anche Mulder,
che si trasforma quando sta con lui, ed io stessa che non smetto di pensare a queste cose.
E Melissa, che mi guarda con quegli occhi sereni che una volta sapevano tutti i miei
segreti. Mi domando chi siamo tutti e come sono finita a fare la spesa con mia sorella che
ha una tomba con fiori a cinquecento chilometri da qui.
- Sei in ritardo di un mese con la tua visita e finisco per trascinarti
al supermercato.
-Non importa.
- In verità mi piace. Trovare biscotti di fibra e cereali tra gli scaffali sembra
spaventosamente normale, mi fa sentire sicura, circondata da cose logiche e con un senso.
Delle due sorelle Scully la viva è quella che conduce una vita più strana mentre la
morta fa compere. Forse è stato sempre così. Quando eravamo piccole Melissa spaventava
mia madre con la sua filosofia hippie, i suoi libri d'aromaterapia e i suoi costanti
innamoramenti furiosi. M quando arrivò l'ora della verità, Missy diventò insegnante e
l'aiutò con la cena del ringraziamento. Io finii nel FBI, ad inseguire alieni.
- Le cose non sono quelle che sembrano. Hai un'idea chiara? Aspetta che venga la vita per
complicarla.
- Melissa prende quattro pacchetti di salmone affumicato dal congelatore. Non sapevo che
le piacesse il salmone. Odiava il pesce quando era piccola. Siamo due sconosciute?
- Dana, non credi che stai proiettando le tue stesse insicurezze in
tutto questo?
- Può essere.
La verità è che mi sento ridicola a parlare di ciò, ma non so con
chi altro posso parlarne e l'agitata, disordinata, volubile, intuitiva sorella maggiore ha
sempre avuto la capacità strapparmi segreti senta sforzo. Era solita mettersi nel mio
letto di notte, mi faceva il solletico finche finivo per confessare che sì,
effettivamente, sì mi piaceva il ragazzo della classe di matematica. Allora m'inseguiva
per tutta la stanza imitando la mia voce e dicendo oscenità.
- Credi sinceramente che Fox sta avendo un'avventura con Alex?
- Melissa, non ho detto questo!- Sentendolo dalla bocca di un'altra
persona sembra assurdo. Ma tu stessa dicesti che avevano qualcosa.
" Qualcosa". Sì. E' abbastanza impreciso. Potrebbe essere tutto e niente.
Melissa continua a riempire il carrello di prodotti a base di latte. Io sono mesi che non
faccio compere, mi nutro di cibo veloce e insicurezze, apparentemente.
- Oddio, lo dissi per punzecchiarti, mi conosci.
La conoscevo, ma non so se ho mai lasciato che lei mi conoscesse. Non
so se ho lasciato che qualcuno lo facesse. Melissa sembra distratta dal suo stesso
ragionamento.
- Fox crede che questa guerra sia solo sua e Alex è la persona più
competitiva che conosco. Quello che c'è tra loro è competitività elevata al quadrato,
Dana, un concorso super testosteronico a chi la fa più lontano.- mi colpisce dolcemente
il braccio, ha un sorriso leggero sulle labbra.- Fox ha occhi solo per te.
Spero di non essere arrossita, non ho più nove anni. Solo per me.
Qualcosa mi dice di no.
-Sei tu che mi dici di aver fiducia nella mia intuizione, Missy, non è
così?
Fa cenno di sì all'altezza dei dolci e del cioccolato. Sono scaffali
grandissimi.
- Allora, la mia intuizione dice che Krycek cerca qualcosa da Mulder-
Non so come spiegarle che ogni giorno che passa c'è più energia tra loro. Qualsiasi cosa
ci sia, odio o bisogno, aumenta di voltaggio ogni secondo che passa senza che lo
risolvano. E Krycek cerca di catturarmi in questa energia, anche Mulder, a volte. Non so
perché. Si odiano troppo per essere amici e si completano terribilmente bene per essere
nemici, Missy.
-E questo che cosa
?
La interrompo perchè una volta che incomincio a parlare è come se si
aprissero le porte del mio personale inferno di zucchero.
- Può dargli qualcosa che io non posso dare.
Mi guarda con curiosità, come se improvvisamente desse importanza a
quello che sto dicendo, ed incominciasse a credermi veramente.
- Che cosa?
Ho un'immagine nella mente. Incisa a fuoco vivo. Germania. Krycek che
gli salva la vita. Parte di lui sulle labbra di Mulder.
- Sangue, Missy, può dargli sangue.
Botte, dolore, il castigo che crede di meritare, un modo per sfogarsi.
Sangue.
- Sei sicura che non sia una tua paranoia perchè credi che siano più
sexy insieme che divisi?
**
23 ottobre
Aeroporto Internazionale di Dublino, Irlanda.
07:46 p.m.
- L'aeroporto di Dublino è come il palmo di una mano comparato a Washington, il loro
punto di partenza all'altro lato dell'Atlantico. Il piccolo aereo della Aer Lingus li
lascia sulla pista e non c'è nemmeno un autobus della compagnia per portarli al terminal.
Devono andare a piedi, mentre il personale del volo guarda Mulder come se fosse un
maledetto criminale e Krycek come un rispettabile agente del FBI in missione per
salvaguardare la Sicurezza Nazionale.
- Il cornuto figlio di puttana cervello di zanzara se la sta godendo.
-Muoviti, Mulder.
Calato nel suo personaggio, Krycek ne approfitta per spingerlo tutte le
volte che può.
- Krycek, se mi tocchi un'altra volta, ti giuro per la tua schifosa e
miserabile esistenza sentirai il contatto di questa protesi in un posto che Dio non aveva
destinato per servire ad un così degno scopo.
- Fox Mulder ha agito a sproposito molte volte, troppe per portarne il conto. Sa che ha
commesso vari gravi errori però non è sicuro d'aver sbagliato qualche volta fino a
questo punto. In qualche modo è passato dal sorvegliare un sospetto e ascoltare una
conversazione in cui si faceva riferimento ad un contatto a Dublino, a salire su un aereo
come assassino confesso e lasciarsi ammanettare per passare il controllo di sicurezza.
L'idea originale era che NATURALMENTE Krycek fosse ammanettato però è finito in manette
lui e non pensa di raccontare questa storia se non sotto tortura.
- Diciamo che hanno tirato di nuovo a sorte e questa volta, Krycek ha preso il legnetto
più lungo.
- La cosa peggiore?
- La cosa peggiore è che Scully sta da Melissa e non sa niente della piccola gita nelle
terra dei suoi antenati.
- Sarà contenta quando lo verrà a sapere. Già la sta vedendo. Con lo sguardo che sputa
fuoco e le guance furiosamente arrossate. Pazza di gioia. Quando mettono piede nel
terminal, Mulder cerca con lo sguardo un telefono.
-Devo chiamare Scully.
Krycek mormora ma Mulder capisce perfettamente ciò che sta
dicendo." Mamma mamma sono andato in gita, tornerò presto". Al diavolo, non
c'è alleanza che valga la pena se significa non potergli spaccare la faccia. Quando si
allontanano abbastanza dall'aereo e girano in un angolo tra i negozi dellaeroporto,
Mulder avanza di un passo e con le mani ammanettate, getta le braccia indietro e inchioda
un gomito nello stomaco di Krycek. Sente un soddisfacente lamento quando si piega e
allunga la mano per mantenersi alla parete
- Scusa, Krycek, dicevi qualcosa? Non ti ho sentito.
- Per una volta il dolore gli fa stringere i denti e tacere. Benedetto silenzio. Batterlo
è quasi come tornare a casa, togliersi le scarpe, aprire una lattina di birra, mettere la
musica a tutto volume e buttarsi sul letto con un pacchetto di semi di girasole. Una
sensazione così appagante che è quasi sessuale.
- Disgraziatamente, Mulder non ha il tempo di goderla. La puntura di un ago alla base del
collo lo getta a terra prima che possa scoprire cosa sta succedendo. L'ultima cosa che
vede è Krycek che cade dietro di lui. L'ultima cosa che pensa è che Nashville li ha
beccati e che non è un uomo con cui gli sarebbe piaciuto scontrarsi in una situazione di
chiaro svantaggio. Assolutamente. Ha ancora vivida nella mente l'immagine delle cose che
ha fatto, i crimini di cui è stato protagonista.
**
Dieci giorni prima
13 ottobre
Ospedale di Vancouver
11:26 a.m.
- L'orrore.
- Non c'è altro modo di definire quello che Mulder e Scully stanno vedendo. Non è una
manifestazione d'orrore, né una serie d'avvenimenti che si possa guardare con distacco e
una certa angoscia, dicendo, " mio Dio, è orribile". Se fosse orribile, si
potrebbe sopportare. Ma quello che hanno davanti non è un aggettivo, ma un sostantivo. E'
L'Orrore. La sua vera essenza sotto forma d'ospedale. Trasformato in qualcosa di
materiale, sta lì. L'Orribile, L'Ignominia, Il Peccato.
- Sono arrivati a Vancouver poco prima, con il primo aereo del mattino. La notizia stava
su tutti i giornali. Un istituto per malati mentali chiuso da un'ispezione della sanità
del Dipartimento di Salute Pubblica del governo del Canada. Li ha chiamati Frohike.
- State vedendo le notizie? E' il suo fottuto ospedale. Quello di
Nashville, quel tizio che state sorvegliando. Il suo nome appare tra i dirigenti. Non
credo che sia un fottuto ospedale per malati mentali.
- Non lo è.
- I paramedici hanno portato via le pazienti che sono vive. Non erano molte. Se quelli dei
notiziari sono contenti che si tratti di un istituto per malati di mente con gravi incurie
mediche, si accomodino. Dana Scully sa perfettamente quello che sono queste donne e che
odore ha Auschwitz quando lo hai davanti.
- Sono donne rapite, Mulder. Le portavano qui per i loro esperimenti.
Non ha nessun colore sul viso quando lo dice. Gli archivi sono
scomparsi, la direzione dovrà affrontare varie accuse. Ancora non hanno identificato
tutte le pazienti, non c'è traccia delle loro famiglie. Nemmeno si può chiedere loro,
perché le poche che sono vive hanno lo sguardo perduto di chi non sta più a questo
mondo. Sono scivolate in un posto lontano dal orrore, protetto dalla pazzia. Il resto sta
nel laboratorio del seminterrato. Ventitre cadaveri. Non è difficile riconoscere i segni
sul corpo. Incisioni a forma di Y greca sul petto.
- Gliel'hanno fatta quando erano vive, Mulder.
- Rapite. Tutte hanno un chip alla base del collo. Quando controlleranno i loro dati,
tutte risulteranno scomparse anni prima. Sicuramente, molte saranno morte vinte dal dolore
e dallo sfinimento. E' probabile che abbiano diversi tumori. Lamine nei denti, impianti
metallici. Spazzatura per il processo d'ibridazione.
- Nashville dirigeva gli esperimenti, chiaro. Scully ha voglia di vomitare ma trattiene la
nausea. Puzza di putrefazione.
- Lei avrebbe potuto stare su uno di quei tavoli.
- Presto, potrebbero essere sei miliardi di persone sfigurate dalla rabbia che cadrà dal
cielo e raderà al suolo la terra.
- Credo che già abbiamo visto abbastanza, Scully.
- Lei annuisce, in silenzio. Mantiene la sua compostezza, nessuno direbbe che dentro è
annientata. Tanta vita gettata via, tutta questa gente morta invano, nelle trincee della
guerra segreta.
- Tornano alla macchina in un silenzio che pesa tonnellate. Scully porta, incise a fuoco
vivo nella memoria, i visi deformati di ognuna di quelle donne. Sembrano inespressive,
inerti come se non fossero mai state vive. Solo corpi senza anima. Pupazzi senza vita,
stupidi cadaveri che non sembrano capaci di sentimento. Scully si chiede se è così che
li vedono gli alieni e gli uomini che hanno collaborato con loro, piccoli e assurdi da
lontano. Come pupazzi stupidi, vuoti e inservibili.
- Si domanda come sia possibile tanto orrore.
- In cosa bisogna credere per fare una cosa simile, Scully?
-In niente. Non bisogna credere in niente.
- A Mulder trema la mano quando accende la macchina. Per lui, la cosa peggiore sono state
le bambine. Tredici al piano di sopra. Rachitiche, denutrite, incapace di dire qualcosa di
coerente, fantasmi in vita.
- Quello che gli costa di più è accettare che ci sono stati degli uomini, persone come
loro due, implicati in un cosa simile. Preferirebbe pensare che tutto sia stato colpa di
omini grigi, perchè nel cuore umano non può albergare tanto orrore.
- Così è Mulder. Nessuna cospirazione è riuscita ad uccidere la sua capacità di
autocompatirsi. Continua a stare in piedi, disposto a sacrificare quello che è necessario
per le cose che veramente valgono la pena. Scully prega, a bassa voce, perché queste
persone che sono morte trovino la pace. Prega anche per qualcos'altro. Che tutti trovino
qualcuno che ti sostenga, che dia senso alla tua debolezza, completi la tua solitudine.
- Tutti si meritano un Mulder.
- Questo è il suo nuovo catechismo.
-Non cambierei niente- dice.
- Meravigliato con questa perenne curiosità infantile negli occhi, Mulder la guarda
piano. Riverente, come è solito essere. Scully parla con serenità, anche se sente un
nodo nello stomaco, improvvisamente e senza apparente motivo. Sente che i capelli e
perfino le dita odorano di morte. Le strade sono piene di gente, che vanno e vengono nel
cuore di Vancouver. Paramedici, polizia, pompieri, ispettori, gente comune.
- Non è giusto che qualcuno strapperà loro il diritto di continuare con le loro vite,
mantenendo la calma sul trapezio dell'amore e della morte. Non è giusto.
- Accada quel che accada, Mulder, a tutti noi- e si riferisce a sei
miliardi di persone quando parla- non cambierei niente di quello che ho fatto- E' così
convinta che le parole sgorgano da lei con facilità. Non ha pudore ed è una sensazione
liberatoria, benvenuta. Si sente sicura in mezzo all'uragano.- Sono felice che mi abbiano
assegnata agli XFiles.
- Lo dice con convinzione e Mulder tarda ad assimilarlo. Quando capisce ciò che sta
dicendo, quello che realmente sta dicendo, resta senza parole, stordito. Il suo timore
più profondo è che Scully lo odi in silenzio per tutto il dolore che ha portato nella
sua vita. Gli costa credere che qualcuno così straordinario scelga di stare con lui.
- Presto potrebbero essere tutti morti. Loro hanno il privilegio di cercare di evitarlo e
qualcuno con cui dividere questo viaggio.
- E' un onore poter lavorare con lei, agente Mulder.
Non può rispondere a questo. Ha un groppo in fondo alla gola che
glielo impedisce. Sente questo groppo per un bel pezzo. Quando arrivano all'aeroporto e
lasciano la macchina a noleggio Mulder guarda Scully come se la vedesse per la prima
volta. Non può evitare di prenderle la mano. Scully è splendente, un angelo caduto da un
universo migliore.
- L'onore è mio.
Ci sono barriere tra loro che si agitano e che s'indeboliscono al ritmo
con cui battono i loro cuori. Non ci crederebbero se dicessero loro che presto tutto
quello che hanno costruito in sette anni crollerà. Un paio di settimane e tutto quello
che danno per scontato incomincerà a perdere significato.
***
Dieci giorni dopo
da qualche parte a Dublino
- Ci sono molte regole quando si tortura qualcuno per strappargli informazioni. Non si
tratta di colpirlo più forte, non si tratta di elettrodi, di un sacco sul viso, o di una
vasca per affogarlo finchè è sul punto di perdere i sensi. In realtà le regole sono
abbastanza semplici. Per iniziare niente colpi sul viso non si sa mai se alla fine, si
dovrà lasciare vivo il povero disgraziato e far finta che non sia successo niente.
Secondo, se hai vari prigionieri, non interrogarli mai insieme. Terzo, non arrenderti mai
anche se credi che stiano dicendo la verità. Perché non si tratta che ti dicano la
verità, finchè non piangono la verità tra bava rossa di sangue chiedendo clemenza, non
hai la certezza che hanno toccato il fondo. Devi ottenere che non ti mentano anche se
vogliono, devi convincerli che sicuramente, essere morti è una degna alternativa.
- Devi fare attenzione a non lasciarli slegati perchè alcuni sono capaci di suicidarsi.
La disperazione è una linea delicata , la si deve maneggiare con cura.
- Nemmeno si tratta di ridurli in polvere fisicamente, non è questo. Se vuoi attenere
qualcosa dalle loro menti, quello che devi annientare sono le loro menti. Devi fare in
modo che si sentano deboli, soli, insicuri, timorosi, disperati. I più forti fisicamente
sono a volte quelli che se la fanno sotto per primi.
- C'è bisogno d'avere pazienza, questo è particolarmente importante. La tortura, per
definizione, è lenta. Gli uomini crollano a capitoli, non subito, come gli edifici.
Mettere fine alla loro pazienza, non alla tua. E soprattutto, non restarne implicato. Si
tratta d'ottenere qualcosa e impiegare i mezzi necessari. Se non parlano oggi, bene, non
c'è fretta, parleranno domani. Tu hai il potere, loro no.
- Non conviene dimenticarlo. Interrogare è un'arte e John Nashville Terzo considera se
stesso un artista. Per questo quasi l' intenerisce avere due nuovi uomini a cui strappare
segreti. Li osserva fermamente, ognuno nella propria cella mentre riprendono i sensi. Il
primo a svegliarsi ha gli occhi verdi ed una protesi ad un braccio. Il secondo è quello
che mormora nel sonno, anche quando è drogato.
- Chiede di un certo Scully che Nashville non sa chi sia.
- Non importa presto lo scoprirà.
- Sembrano forti ma con pazienza, finiranno per essere per lui come un libro aperto. Anche
se per avere questo dovrà aprir loro personalmente la testa con uno scalpello.
**
Stessa ora
Harrisburgh, Pennsylvania
Casa di Melissa Scully
- Quando Scully lascia Harrisburgh dopo una fugace visita di poche ore sente che il
passato è una memoria sfumata e l'identità un orizzonte incerto. Melissa l'abbraccia
prima che vada via e per un momento tutto sembra quieto e logico. In quest'abbraccio.
Quando mette in moto la macchina e lascia indietro la casa dal recito bianco si domanda se
la realtà è qualcosa più del sogno di un inventore con troppo tempo libero. Troppe cose
da assimilare.
- Ricorda la prima volta che ha visto questa casa, questa donna dai lunghi riccioli rossi
sulla porta. La sensazione che ha sentito, come se fosse ringiovanita di colpo. Ricorda
quello che aveva pensato quando aveva parlato con Melissa quella prima volta. Si era resa
conto che l'attentato contro sua sorella aveva ferito due cuori. Il suo aveva battuto
colpevolezza e angoscia d'allora. Si era sentita rinascere. Ricorda quello che aveva detto
a Melissa.
- Credevo che eri morta per colpa mia.
Ricorda quello che lei aveva risposto.
-Sono morta ogni giorno che ti ho causato questo dolore.
- Colpevolezza.
- Ognuna di loro ha avuto il suo motivo.
- La vita è un mistero narcotizzante.
- Non sa come sono stati per Melissa questi primi mesi senza la sua famiglia, senza
risposte, in un coma indotto, tirata fuori dall'ospedale di notte, sostituita da un
cadavere preparato per rassomigliare a lei, svegliata in una casa sconosciuta, sorvegliata
costantemente da uomini che potevano a malapena darle delle risposte. Può solo immaginare
la sua angoscia per ciò che le aveva raccontato in quella prima visita.
- All'inizio avevano mandato Krycek per sorvegliarmi. Credo che anche
lui scappava ma non è molto comunicativo.
- Nessuno è molto comunicativo nel mondo dove vive Scully.
- Si allontana da Raleigh guidando piano, c'è musica soul in un'emittente locale e lascia
che Aretha Franklin parli di rispetto perché la sua voce sembra qualcosa di tangibile a
cui afferrarsi. Al suo arrivo a Washington l'aspetta una sorveglianza nella stessa stanza
con Mulder e Krycek.
- Alex Krycek. Una parola che cambia di significato con le fasi della luna. La sua vita
cambia con lei, nell'occhio del ciclone. Forse non avrebbe dovuto chiedere a Melissa la
sua opinione su di lui. La curiosità uccise il gatto.
- Tu l'hai visto in tutti questi anni, no?
La curiosità uccise il gatto e gli diede il colpo di grazia quando si
svegliò.
- Ebbene, sì.
Dopo, la curiosità incenerì i resti del gatto.
- Avrai un'opinione su di lui.
Li buttò a mare in una barca e affondò la barca con un colpo di
cannone.
- Non so cosa dirti, Dana. Alex è il genere di persona che s'impegna a
disarmare qualsiasi opinione che ti fai su di lui.
Avrebbe dovuto smettere di domandare arrivati questo punto. Ma sua
sorella sembrava a disagio, facendosi scudo con i preparativi della cena per avere
qualcosa da fare tra le mani.
-Missy...
Qui sta il gatto.
-Dimmi.
Qui arriva la curiosità con un'ascia tra le mani.
-Sei andata a letto con Alex krycek?!
Non è stata nemmeno capace di mentire, arrossendo fino alla radice dei
capelli.
-Ma stiamo parlando di me o di Mulder?
- Dio mio.
- Le strade della Carolina s'incrociano e si allargano come le arterie dei cavi d'alta
tensione. La macchina di Scully rifà la strada in direzione nord. Cerca d'immaginare
quando ha smesso di capire tutto. Quando Alex Krycek ha finito per sapere più cose di sua
sorella di lei.
-Dana, è semplicemente accaduto, va bene? Non tutto è logico e
razionale ed ha una spiegazione. Due persone sole, passano molto tempo insieme. Intenso e
sexy, Dana, cosa vuoi che ti dica. Non sono l'unica a cui piacciono i cattivi ragazzi
così che non guardarmi con quella faccia.
- Melissa ha cercato di dirle i suoi motivi ma fa fatica ad immaginare che la sorella che
ha conosciuto è la stessa che ha avuto intimità con l'uomo che l'ha uccisa.
- Non siamo chi siamo.
**
25 ottobre
Dublino
Ambasciata di Ungheria
10:40 p.m.
-Chi. Siete. E' una domanda molto semplice.
- Mulder riceve un colpo di una spranga sulla schiena e ricade a terra, incapace di
sostenere il suo stesso peso. Se ritorna nella vasca, morirà non ha dubbi.
- Non sa da quanto tempo stanno li, se sono passati giorni o ore da quanto ha perso i
sensi all'aeroporto.Il suolo è freddo. Gocciolio. Rumori metallici e sordi. A Mulder
sembra un sogno, cerca d'aprire gli occhi ma riesce ad aprire solo una stretta fessura. Da
tempo che non può muovere le dita, livide per le manette. Sa che sta in un seminterrato e
nota l'ironia della cosa. Ha lavorato per anni in uno, ora sembra che finirà i suoi
giorni in un altro. Quello che non sa è quanto tempo è passato da che ha perso
conoscenza all'aeroporto. Gli sembrano giorni ma potrebbe essere meno. Qualsiasi cosa che
gli stanno iniettando da a tutto una consistenza nebbiosa. Gli pulsa la testa e il mondo
si è tinto di rosso, guarda attraverso le vene rotte del cristallino. Quando ingoia
saliva fa male come se il pomo d'Adamo fosse una sfera d'acciaio con coltelli di
cristallo. Fa fatica a riconoscere dove sta e quando entra nel suo campo visivo il viso
tondo del torturatore non sa quanto tempo ancora potrà sopportare la tortuosa agonia.
-Agente Fox Mulder, del FBI. Sto incominciando a stancarmi di quanto
poco siate comunicativi voi due.
- Gli fanno male le ginocchia come se le avessero pestate in un mortaio gigante e non c'è
una sola vertebra che non stia chiedendo pietà. Il tempo ha perso significato e non sa
quanto tempo resisterà ancora. I figli di puttana hanno avuto la decenza di non colpirlo
sul viso, questo significa che non è la prima volta che torturano qualcuno.
- Se lo devono fare, che lo facciano il maniera professionale. Non è così?
- Non ci crederà ma anche un uomo come me si stanca di torturare in
vano.
Mulder ne dubita molto. A causa del curriculum dell'uomo che ha
davanti- John Nashville Terzo ripete una voce nel suo cervello che ancora ha un certo
senso della realtà. non è di quelli che si stancano della sofferenza altrui
facilmente. Sente che ha tutti i muscoli pieni di sangue e che le ossa protestano. Ha una
ferita particolarmente brutta sulla schiena, dove gli hanno messo gli elettrodi. Se avesse
lacrime scoppierebbe a piangere.
- Le sto facendo domande semplici e aspetto risposte semplici.
Riconosco che quando avete iniziato a sorvegliarmi non ho dato alla cosa molta importanza.
Ci sono molti mariti gelosi in giro. Ma che abbiate deciso di seguirmi fin qui mi
preoccupa francamente.
Le scariche si susseguono con maggior velocità o questo sembra. Forse è che gli
mancano le forze per sopportare. Si domanda se il buco in cui lo stanno torturando finirà
per essere la tomba di entrambi. Quello che sa è che se gli mettono di nuovo il sacco
racconterà loro persino la data di nascita del cane che ha sempre voluto.
- Avete le credenziali del FBI ma solo la sua è autentica. Questo mi fa pensare che
tutto ciò non sia una questione ufficiale, sbaglio?
- Gli hanno schiacciato le dita dei piedi. Non sa se potrà camminare di nuovo.
- Nega con la testa.
- Le darò un'opportunità poiché vedo che sta incominciando a
ragionare. Una domanda semplice. Lei è l'agente Fox Mulder?
- Nashville gli si avvicina, ha rughe così profonde che potrebbero contenere tutte le
cospirazioni del mondo.
- Mulder vuole solo che si fermi il dolore. Un momento di pausa tra colpo e colpo.
Annuisce.
- E chi è il suo amico?
Ha bisogno di un secondo di sollievo in cui possa buttarsi su un letto.
Vuole solo tornare a vedere Scully. La verità, la menzogna, qualsiasi cosa che lo porti a
lei non può essere cattiva. Vuole solo che non faccia tanto male.
- Non è mio amico- confessa.
- Il suo torturatore lo interpreta come un segnale che alla fine, l'agente del FBI
incomincerà a parlare e gli si avvicina. La tortura è un processo lento ma con un poco
di pazienza è impossibile che non sortisca effetto.
- A Mulder costa fatica pronunciare le parole successive, ha le labbra piene del suo
sangue rappreso. Le apre con sforzo, i suoni tardano a formarsi, il suo torturatore deve
avvicinarsi di più per sentire qualcosa di coerente nel suo sussurro.
-Non è mio amico- ripete Mulder.- E' il mio ragazzo.
- Gli costa la parte migliore che gli resta delle sue impoverite forze ma getta la testa
in avanti e si scontra con la fronte di Nashville, facendo in modo che si ritiri indietro
con un gesto di dolore. Quando si solleva, l'odio è scomparso dal suo sguardo per fare
posto a qualcosa di molto più intenso e molto più sgradevole. Dal solo sguardo Mulder
intuisce che quello che ha fatto fin'ora non è altro che il preludio a qualcosa di
peggio.
- La sua intuizione viene confermata quando Nashville si porta la mano all'interno della
giacca e mette venticinque centimetri di morte verso il suo viso.
- Si pentirà di questo, agente del FBI.
Toglie la sicura alla pistola e Mulder chiude gli occhi.
-Non credo.
Il colpo di Krycek è sicuro. Un miracolo tenendo conto che dal suo
aspetto il solo fatto di sostenersi in piedi gli deve costare un enorme sforzo. Respira
con forza e dal suo aspetto, dare questo colpo in testa a Nashville per buttarlo a terra
deve essere stato uno sforzo titanico. Mulder non s'è mai rallegrato tanto di vedere la
sua schifosa faccia e i suoi orribili vestiti coperti di sangue. E la prima volta che
Krycek gli ispira sollievo.
- Se non fossi tanto brutto ti darei un bacio.
Si avvicina zoppicando per liberarlo. Conserva la pistola dietro nel
pantalone. Non è sua. Ha dovuto avere più fortuna di lui nel suo tentativo di fuga.
-Così a freddo?
A Mulder brucia il corpo per i colpi, specialmente i polsi quando le
corde cedono e può iniziare a muovere le dita. Un bruciore intenso.
-Non so tu, Krycek, ma io sto già caldo.
- John Nashville è incosciente accanto a loro. A terra immobile, sprovvisto del suo
potere.
- Mulder distoglie lo sguardo e s'incontra con quello di Krycek. Non è sicuro ma
giurerebbe che lo guarda con qualcosa che sembra sollievo, come se anche lui fosse
contento d'averlo trovato in tempo per fermare quel proiettile che portava il suo nome. E'
una sensazione strana sentirsi affratellato con lui, anche se per un secondo.
- Il fatto di salvarti la vita si sta trasformando in una delle
abitudine più stupide, Mulder.
- E giurerebbe che c'è qualcosa di simile all'affetto in queste parole. Non ha tempo di
pensarci perché l'interrompe una voce sulla porta.
- Una voce irritata.
- Dillo a me.
- Gli fa male tutto il corpo per i colpi ma anche se non fosse così a Mulder farebbe male
quella voce cristallina, musicale. Vedere Scully in quel buco immondo è come assistere
all'apparizione della vergine in un roveto.
- Krycek è sorpreso.
- Come ci hai trovati
Mulder è più preoccupato per la faccia di profonda collera di Scully
che per dettagli come questi.
- Pensavo di chiamarti!-dice.
- Più preoccupata di come tirarli fuori di lì che di altri dettagli, Scully si affretta
a lanciare loro qualcosa che sembra una sacco.
- Si rivolge prima a Krycek.
- I pistoleri ti hanno messo un localizzatore nel braccio.
- Cosa?! Questi maledetti pazzi di merda! Il nano, barbetta e
capellone, sono figli di puttana, cazzo.
Scully lo ignora. Dopo si rivolge a Mulder.
- Parleremo più tardi delle telefonate che non sono state fatte.
E finalmente, parla ai due uomini pieni di lividi che la guardano con
meraviglia. La sua voce non ammette repliche.
-Ed ora toglietevi i vestiti.
Entrambi rispondono all'unisono.
- Cosa?!
**
36 ore prima
Redazione del Lone Gunman
Washington D.C.
Frohike risponde sempre a telefono nello stesso modo quando chiamano a quello privato.
Fondamentalmente perché Mulder è l'unico che chiama.
- Chi è una macchina per l'amore e il detective nero più affascinante
della città?
- Dall'altro lato, si sente sempre una risata soffocata e le stesse parole di Mulder,
canticchiando il ritornello." Shaft!"
- Bene, non sempre.
-Frohike dimmi che hai parlato con Mulder e che non è andato a Dublino
con Krycek senza avvisarmi.
Per un riflesso condizionato, quando sente la voce di Scully con questo
tono secco da militare raddrizza lo schienale della sedia del computer e si mette diritto.
Sente anche l'impulso di lisciarsi i capelli con la mano che ha libera.
- Sono appena arrivata all'appartamento. Nashville non c'è e ho
trovato registrata una conversazione telefonica in cui annuncia che va a Dublino ad un
appuntamento questa notte. Questa notte!
- Frohike si raschia la gola. Mulder deve avere palle d'acciaio per sopportare quel tono
di voce. A guardarlo bene, è abbastanza eccitante, in verità. A volte Frohike immagina
l'agente Scully- Dana, nelle sue fantasie- con questo tono di voce e una frusta.
- Calda.
-Non ne sappiamo niente.
All'altro lato della linea si sente il rumore di gente che va e viene e
una voce metallica che annuncia vari voli in ritardo. L'aeroporto. Frohike mette la mano
sull'auricolare e cerca con lo sguardo la testa di Byers dietro al microscopio.
- Ehi!- strilla- Mulder l'ha fatta grossa di nuovo!
- Cazzo. Quando Scully lo troverà l'amico è un uomo morto. Col cavolo sarebbe andato lui
con Krycek potendo stare con Scully.
- Langly appare dal bagno. Ancora con il dentifricio in bocca. Ha la mania di lavarsi i
denti continuamente.
- Un 'altra volta?- strilla, tra la schiuma del dentifricio- Scully lo
ucciderà quando lo vedrà.
- Byers annuisce ma si muove troppo in fretta per commentare qualcosa, si deve connettere
con il sistema satellitare per localizzare Krycek. Frohike ha ancora Scully all'altro lato
della linea, può sentire il suo respiro, come una presenza viva nel piccolo ufficio
elettronico dei pistoleri. Se l'immagina all'aeroporto, con il viso risoluto, disposta a
volare all'altro lato dell'Atlantico per quella testa vuota. La donna ha un fegato
d'acciaio e un cuore di diamante. E' acciaio e carbone in fondo ad una miniera sul punto
di scoppiare.
- La verità è che Scully è attraente.
- Tardano un poco ma finalmente li trovano. Byers localizza le coordinate nella periferia
di Dublino. Langly guarda l'indirizzo nelle pagine gialle in internet.
- Che ci fa Mulder nell'ambasciata d'Ungheria? domanda.
**
Ore dopo
Dublino
Ambasciata d'Ungheria
11:02 p.m.
- Mi sto spogliando davanti a Dana Scully.
- Addirittura pensare queste parole mi risulta strano. Le sillabo, le ripeto.
Mi-sto-spogliando-davanti-a-Dana-Scully.
- Davanti alla sua schiena, per essere sinceri, perchè anche nelle situazioni più
stravaganti- e questa deve avere un punteggio veramente alto-, Dana Scully è il genere di
donna che si gira quando due uomini si svestono davanti a lei. A volte mi domando quando
la mia vita è diventata un film dei fratelli Marx girato dagli scenografi di
"Matrix", scritto da un tizio a cui è venuto in mente " El Expresso de
Medianoche"( ndt: non so il nome del film in italiano). Se qualche volte mi avessero
detto che spogliarmi davanti a questa donna- per eseguire i suoi ordini per essere esatti-
sarebbe stato così profondamente doloroso avrei sparato all'imbroglione. Ma nella mia
attuale situazione- ho lividi in posti che non hanno visto nemmeno i miei medici- mettere
questo smoking sta risultando doloroso. Sento che i miei muscoli sono di marmellata in
stato di decomposizione, ogni movimento è una profonda puntura di dolore nel più
profondo dell'anima. Per la faccia d'agonia di Krycek direi che non sono l'unico che non
vuole tornare più in questo seminterrato per tutto il resto della vita.
- Non so se sono disorientato effettivamente per questa situazione o per la vita generale.
Faccio fatica a seguire le spiegazioni di Scully e il fatto che parli con questo miscuglio
di fretta e collera non mi sta aiutando. Inoltre le scarpe che mi ha portato mi vanno
piccole.
- Come sei riuscita ad entrare qui?
Krycek ha ancora la capacità di domandare mentre si abbottona i
pantaloni. Per avere una sola mano fa mostra di una spaventosa abilità. Non credo che io
potrei con una sola mano, deve essere la pratica.
- Ho ucciso il portiere.
- Scully ha uno strano senso dell'umorismo. Appare solo in condizioni d'estrema pressione
o grave pericolo di lesioni e/o morte immediata. Riderei ma ho dimenticato come si fa e
lei non sembra particolarmente preoccupata di me. E' concentrata nelle sue istruzioni.
Precisa, seria, risolutiva, questa è la Scully che sa ciò che vuole, ha un piano da
seguire e questa volta, non accetterà che nessuno- e con questo nessuno mi riferisco a
me- si opponga. Non solo è riuscita a trovarci- e dobbiamo parlare di questo
localizzatore satellitare che apparentemente hanno deciso di mettere a Krycek lei e i
ragazzi senza informarmi- ma che si è infiltrata in una festa, è riuscita a mettere qui
dentro un paio di vestiti da sera da uomo ed indovinato la mia taglia.
- Questa è Scully.
- Se non le avessi chiesto di sposarmi prima, lo farei adesso. Anche se dall'umore che ha
probabilmente mi sparerebbe nell'altra spalla. O in qualche altro posto peggiore.
- L'unico problema è che ha indovinato anche la taglia di Krycek.
- Come cazzo ha indovinato la taglia di Krycek e sopratutto, perchè ha portato quel
vestito per lei?
- Feste del FBI, gala di beneficenza a cui ci ha trascinato Skinner, impegni mondani, ho
visto Scully vestita per uscire una mezza dozzina di volte in sei anni e conosco il suo
stile. Nero al novantuno per cento delle volte, niente che rassomigli ad una scollatura,
gioielli sobri, taglio classico. Non dico che non fosse affascinante perché se qualcuno
può fare in modo che il discreto risulti eccezionale e maestoso, questa è Scully. Quello
che dico è che tutte le volte che non stavo ammaccato, tutte le volte che mi annoiavo
come la zuppa di pesce in alto mare in quelle stupide occasioni, non ha mai indossato
niente di simile.
- So già che ha comprato la prima cosa che c'era nel negozio dell'aeroporto ma quando
finisco di vestirmi e si gira, confermo di nuovo la mia prima impressione di questa notte.
- Le hanno venduto la taglia più piccola. Deve essere così perché sto vedendo più
parti del suo corpo nudo di quello che sinceramente mi posso permettere con il mio
precario stato di salute fisica e psichica. Sono un uomo che è stato appena sottoposto ad
un interrogatorio poco compassionevole ma ora so veramente cosa significa la tortura.
- Questo vestito è completamente scollato sulla schiena, sembra che le copra le gambe in
realtà le lascia scoperte e fa sì che sia quasi impossibile guardarla negli occhi
perché concentri tutta la tua attenzione trenta centimetri più sotto. Au. Deve far male
se ti stringano così.
- Ora so come si è infiltrata qui. Al portiere è venuto un infarto e l'ha ucciso
veramente. Questo è il modo in cui questa fantasia in bianco e rosso si è infilata qui.
- Mi considero un uomo intelligente. Non mi piace vantarmi ma parliamo di essermi laureato
ad Oxford e di essere il primo del mio corso a Quantico. Memoria fotografica e quoziente
intellettuale 180, si suppone che dovrei avere una grande capacità verbale e di stare
pensando a quello che è successo, in che casino mi sono messo e la maniera di uscire di
qui. Ma no. Quello a cui sto pensando è che mai ho avuto tanta voglia d'inginocchiarmi
davanti a questa donna come ora. Credo di avere voglia di piangere. Sto tanto più in
basso di lei che il paragone è spiacevole.
- Se Scully non mi odiasse per averla abbandonata non sarebbe così patetico. La freddezza
con cui parla è come una pugnalata, non mi ha nemmeno guardato negli occhi da quando è
entrata. Il ghiaccio avvolto in Gucci.
-Dobbiamo uscire dalla porta principale, non c'è altro modo.
Attraversando questa festa. Ci sono gli uomini della sicurezza in tutto il palazzo e non
credo che tardino più di qualche minuto ad avvicinarsi qui e vedere che non ci siete.
-Quanta gente c'è di sopra?- domanda Krycek
-Un paio di centinaia di persone. Non è difficile passare inosservati.
- Francamente con quel vestito, ne dubito, molto. Come è riuscita ad arrivare fin qui e
quanti bavosi ha dovuto mettere in fuga? Perché non mi guardi negli occhi Scully? Come
può essere che la mia vita sia in pericolo ed io sto pensato al modo di farmi perdonare?
Non posso credere che ho accanto a me quel genere di donna che attraversa l'Atlantico per
te senza pensarci due volte e s'infila in un vestito che sicuramente non metterebbe
nemmeno tra un milione di anni solo per me mentre io la spoglio con lo sguardo e le vengo
meno.
- Sono patetico, sono deplorevole, sono un figlio di cane e sono in stato di shock. Ho
bisogno di svegliarmi. Si deve uscire da qui. Scully c'indica per dove salire, quando ci
separiamo per non richiamare l'attenzione, dove sta l'entrata principale. Crede che il
portiere ci riconoscerà.
-Ci hanno portati incoscienti. In un furgoncino, o in una macchia, non
so ma non credo che tutta la servitù sia al corrente della doppia vita dell'ambasciatore.
- Che rapporto ha con Nashville?- domanda.
Non lo so. Sappiamo poco. Le racconto tutto, sperando che sia
sufficiente. Stavamo facendo la nostra sorveglianza e abbiamo sentito la sua
conversazione. Siamo venuti a sapere che aveva un appuntamento a Dublino, no, no, non
sapevamo che era all'ambasciata, né con chi avesse appuntamento. Avevano parlato per
telefono su replicanti e qualcosa che avevano chiamato " la minaccia". Si, ero
stato un idiota di venire senza avvisare.
- Sei venuto senza che nessuno ti coprisse le spalle, Mulder.
Krycek tossisce. Scully sembra irritata anche con lui ma sono io quello
che l'ha ferita. Devi avere la fiducia di qualcuno, immagino, per poterla tradire.
- E' stata una decisione repentina.
- Già.
- Quando mi parla mi guarda negli occhi per la prima volta. Nei miei c'è un poco di
speranza, nei suoi, qualcosa che è peggio della collera. Delusione e una fiamma
trepidante che sembra dolore o fiducia rotta. E rimmel, ciglia lunghissime di rimmel
brillante. Trucco da sera, rossetto più rosso del sangue, capelli raccolti, fuoco
ovunque.
- Scully, devi perdonarmi.
- Leghiamo Nashville, prendiamo la sua pistola, Krycek ci spiega come si è liberato
dell'altra guardia, che era legato male, sul come non so si è tolto la protesi per
liberarsi delle manette, o che so io. A chi importa se Scully non mi guarda o mi guarda in
questo modo. Come se mi avesse dato qualcosa di prezioso ed io l'avessi distrutto.
- Che è esattamente quello che ho fatto.
- Io volevo fare qualcosa d'utile e come sempre la fortuna mi tradisce. Volevo fare
qualcosa per lei. Avrei dovuto imparare da molto che l'unica cosa che si aspetta da me e
che io agisca insieme a lei.
- Esce dal seminterrato, è ad un paio di passi davanti a me. Porta tacchi più alti del
normale e l'idiota vestito in smoking che mi sta vicino si affanna a cercare di
memorizzare che genere di biancheria porta come se avesse i raggi X nello sguardo.
- Continua a guardare e ti uccido quando usciremo di qui, Alex.
Sembra essersi un poco ripreso dal dolore che c'era prima sul suo viso.
Sembra contento, il disgraziato.
- Prima o dopo che ti uccida lei?
- Prima di arrivare alle scale, Scully si gira e ci da le ultime spiegazioni. Non dobbiamo
entrare insieme, bisogna aspettare che la telecamera che è rivolta in quest'angolo si
giri, non posso commettere altri sbagli.
- Non lo dice ma lo dice. Con questo sguardo tagliente che ha. Dice anche altro ma sono
occupato a vedere come respira dentro questa specie di corsetto che ispira e respira al
ritmo del mio sangue.
- Che cosa c'è. Sono un uomo. Che mi senta un fallito non vuol dire che non mi ecciti
questa versione di Bond's girl di Scully.
- La tasca, Mulder.
Non so cosa mi stia dicendo.
- Che cosa?
Sospira, sembra stanca, che ho fatto ora?
- Hai la fodera della tasca fuori.
- Quanti anni avevi quando tua madre ha smesso di vestirti, eh?-
ironizza Krycek.
- Sto sul punto di rispondergli una volgarità quando Scully socchiude gli occhi nella
nostra direzione e incomincio a sospettare che la stiamo facendo uscire dai gangheri.
Invece di farci stare zitti, fa qualcosa che mi fa sentire più miserabile e più
fortunato allo stesso tempo.
- Mi sistema la tasca personalmente. E' irritata, stufa di sopportarmi, vuole uscire da
qui quanto prima. Così che mette la mano nei miei pantaloni e mette la tasca al suo
posto. Nel poco spazio della cantina, il suo profumo m'intossica. Sento il manicure delle
dita che mi sfiorano dolcemente la parte più sensibile delle gambe. Frugando tra la
stoffa a pochi centimetri da un posto che è troppo sensibile per sopportare la
combinazione del vestito e le sue carezze.
- Sento una tensione improvvisa nel vestito a nolo. Scully si scosta immediatamente. Mi
domando se l'ha potuto notare. Immagino di no perchè non c'è nessun cambiamento nella
sua espressione. Continua ad avere lo sguardo imperturbabile di una donna tradita.
- Andiamo- dice.
- Non importa quanto sia il dolore di un corpo maltrattato dalle botte. Fa più male uno
sguardo quando ti graffia il cuore. Scully ed io ci allontaniamo giusto quando stavamo
più vicini e non ho nessuno da incolpare. So solo che sembriamo un' equazione
inevitabile, che prende tempo fino alla soluzione definitiva.
- Solo qualche settimana fa eravamo così vicini, Scully. Così vicini che bruciava.
**
Tre settimane prima
- E' un caso senza importanza.
- Lo accettano solo per ubbidire a Skinner. Il vicedirettore stava incominciando a
sospettare che qualcosa di strano stava succedendo nel seminterrato perché Mulder e
Scully stiano lavorando per tante ore a Washington e abbiano smesso d'inseguire fantasmi e
luci per tutto il paese. Così che quando arriva nelle sue mani il caso di alcuni bambini
che raccontano una storia assurda su rapimenti dopo essersi perduti nel bosco per una
notte, devono andare fino nel Wisconsin per salvare le apparenze. Basta loro un pomeriggio
per verificare che l'unica cosa paranormale del caso è un' immaginazione esuberante e un
gruppo di bambini con un'acuta mancanza di attenzioni che cercano di attenere l'affetto
dei loro genitori. Discutono di ritorno all'hotel, una delle loro abituali sfide
scientifiche.
- Vedi cosa accade con le leggende metropolitane, Mulder? Questi
bambini stanno così immersi in una cultura che accetta il paranormale e la pseudoscienza
come una cornice accettabile che finiscono per formare parte di una realtà inventata.
-Se non avessero la televisione come bambinaia non avrebbero necessità
di creare nessuna realtà inventata. Non puoi incolpare la società per dei genitori che
preferiscono lavorare sedici ore piuttosto che parlare con i loro figli, Scully.
- E' come un gioco familiare. Per un istante dimenticano tutto. Apocalissi, cospirazioni,
la drammatica responsabilità delle loro vite, Alex Krycek, la spada di Damocle aliena,
tutto. Prenotano una stanza in un motel impersonale che potrebbe essere lo stesso motel
dove avevano trascorso la loro prima notte o qualsiasi altro. Passano le ore riempiendo
rapporti nella stanza di Scully, discutono nei loro ruoli di credente e di scettico.
- Mulder si sente così catturato in questa complicità avvolgente con Scully che si butta
sul letto della sua stanza, prende il telecomando e fa zapping freneticamente mentre lei
finisce di spegnere il computer e rivedere il rapporto delle spese. Si toglie le scarpe.
Quando Scully esce dal bagno, si è tolto anche la camicia ed ha uno scintillio di
felicità infantile negli occhi.
- Hanno il canale delle vendite, Scully.
Sembra emozionato. Scully cerca di essere sarcastica.
- Evviva. E dicono che Dio non esiste.
- No, seriamente, devi vedere questo. E' un'aspirapolvere che non solo
toglie la polvere. Inoltre pulisce i vetri, fa luce nel buio, asciuga gli asciugamani e fa
scolare la lattuga senza lasciare una sola goccia. Una soluzione definitiva per la tua
casa.
Mentre parla, tira i cuscini dal letto. Si è dimenticato che non sta
nella sua stanza. Li piega contro la spalliera, senza mollare un solo secondo il
telecomando.
- Quale casa, Mulder?
Vorrebbe essere una battuta ma forse rassomiglia troppo alla verità
perchè entrambi restano zitti e l'unico suono che si sente per un certo tempo è lo
zapping frenetico di Mulder. Scully si siede al tavolo, senza alzare la testa dalle sue
carte. Aspettando che Mulder vada via perchè non può mettersi a letto mentre lui sta
lì, no?. Coricato, scalzo, con il telecomando sul ventre e una montagna di semi di
girasole suo comodino. Come se stesse nella sua stanza.
-Non sei capace di vedere lo stesso canale per più di venti secondi?
-Sono un uomo, Scully. Ci sono cose che facciamo per imperativo
biologico.- Mangia semi con una mano, e li lascia sul comodino. Almeno ha la decenza di
non sputare.- Vedere sport, fare zapping, passare del tempo nel bagno con la porta chiusa
quando abbiamo quindici anni. Cose da uomini.
- Anche le donne fanno alcune di queste cose.
Scully si riferisce allo sport ma non si rende conto che può suonare
in modo diverso finchè le parole non le escono di bocca.
- Come lo zapping-aggiunge.
- Chiaro.
- Si guardano per un secondo straordinariamente lungo. Il letto sembra diventare più
grande. E' la risata facile di Mulder che rompe la tensione. Non sembra che abbia voglia
di muoversi dal letto.
- Non ti facevo quel genere di ragazza che fa zapping, Scully- scherza.
Lei non ha l'abitudine di continuare il gioco delle insinuazioni ma
mormora tra i denti quando è sicura che lui non può sentirla.
- Se te lo raccontassi...
- Un attimo dopo suona il telefono. Ricevono informazioni su due fratelli, della stessa
età dei precedenti. La notte è lunga, devono uscire a cercarli, cooperando nella
ricerca. Quando i bambini riappaiono, gelati per il freddo alle tre del mattino,
assicurano che anche loro volevano vedere gli extraterrestri, come i loro compagni. Gli
agenti del FBI tornano all'hotel con le ultime forze che restano loro.
- La cosa strana è che invece di andarsene nella sua stanza, quando esce dal bagno in
pigiama, Scully trova Mulder nella sua. Con la maglietta e i boxer, come se fosse la cosa
più normale del mondo, russando dolcemente.
- Forse ha dimenticato la sua stanza, forse si è addormentato mentre aspettava di dirle
qualcosa. Forse non sa che genere di sentimenti sveglia in lei vederlo steso sul suo letto
che sembra piccolo per lui, a pancia in giù sulla coperta.
- Mulder...
Si avvicina per svegliarlo. Lui emette un brontolio.
-Mulder, sei nella mia stanza.
E' una cosa ovvia ma non sa cos'altro dirgli. Lui incomincia a
socchiudere gli occhi. Sembra che siano pieni di lacrime per effetto del sonno. Ma non si
muove. Finchè parla.
- Voglio solo dormire, Scully
- Lo dice alla maniera Mulder di non dare importanza alle frasi più eloquenti. Apre il
suo cuore, lo butta sul letto con onestà di chi porta i sentimenti a fior di pelle.
Voglio solo dormire. Apparentemente nel suo letto. E lo dice come se fosse semplice invece
di una monumentale rivelazione. Scully non sa che fare, come reagire, che cosa si aspetta
da lei. Ma quando fa cenno a muoversi per non si sa che cosa, Mulder la prende per la vita
e finisce per cadere accanto a lui.
- Voglio solo dormire. Questo fanno i compagni. Dormono insieme. E' perfettamente
naturale. Non succede niente. Un uomo con occhi da camera da letto ti sussurra mentre ti
accoccoli accanto a lui su un letto di un motel e si aspetta che semplicemente, dormi.
- E' normale. Completamente asessuato.
- C'è qualcosa che non va nella tua stanza?
-Tu non ci sei.
- Quattro parole. Ma al solo sentirle Scully sente che le batte il cuore con troppa forza.
Tutta la stanza odora di Mulder. Si domanda se finalmente ci sono, se semplicemente
metteranno fine alle regole che li hanno definiti per tanti anni. Se accadrà stanotte, in
quest'hotel e in questo modo così naturale.
- La terrorizza l'idea ed invece, è un'ombra di delusione che sente quando incomincia a
sentire il dolce russare di un Mulder esausto
- Solo dormire.
- Scully sorride nell'oscurità prima di entrare nell'altro lato delle profonde porte del
sonno. Minuscola accanto a Mulder, dorme di filato fino al mattino. Mulder si sveglia solo
una volta, verso le sei del mattino, alle prime luci dell'alba. Scully è profondamente
addormentata, le cadono i capelli sul viso.
- Tu sei la mia casa- le dice.
- Sa che non può sentirlo. Ma gli piace pensare che sogni un posto in cui tutti e due
sono liberi. Skinner chiama alle nove e fa alzare Mulder dal letto con l'ordine di tornare
immediatamente a Washington per collaborare con i Crimini Violenti su un caso di un
pluriassassino patito dei tarocchi.
- Mulder non ricorda d'aver dormito così bene da anni. Forse mai. Scully sta sotto la sua
pelle, ovunque.
**
Otto giorni dopo
Dublino
Ambasciata d'Ungheria
11:10 p.m.
- Champagne e gloria, il ricevimento dell'ambasciatore è la fiera delle vanità, la
sfilata dove si mettono in mostra i corpi ed i sorrisi. I bicchieri si toccano al ritmo
dell'orchestra, il salone principale è il letto rotondo dei diplomatici. Trucco, canapes
e buone maniere, tutti danno il meglio di sé.
- Distratti nel proprio divertimento, nessuno fa caso alle tre persone che entrano nel
salone dal seminterrato, approfittando dell'istante in cui le telecamere di sicurezza si
girano dall'altra parte.
- Una ragazza con un vestito bianco che sembra satinato.
- Trenta secondi e esce il primo degli uomini. Vestito in smoking, con piccoli occhi
sognanti e un viso dai contrasti violenti.
- Trenta secondi più tardi esce il secondo. Più bruno del primo, una freddezza studiata
suo volto, uno sguardo così opaco che si nota che è verde solo a breve distanza.
- Avvolti in paiettes, cercano di catturare l'essenza del glamour, tutti gli invitati si
sorridono e chiacchierano, cercando di accaparrarsi la parte del protagonista nel
ricevimento mentre i camerieri servono e passano tra gli invitati, schivando l'ipocrisia e
la falsità. In questa macina di conversazioni superficiali, c'è un triangolo che non si
rompe. In un angolo appartato, avanzando tra vassoi e canzoni, l'ambasciatore. Si avvicina
all'orchestra, cattura l'attenzione degli ospiti che si girano e mormorano. Fa un discorso
cortese, ha un dolce accento dell'Est e ringrazia tutti per la loro presenza. E'
impossibile sapere quanti dei presenti sanno che quest'uomo è qualcos'altro che testimone
dell'Apocalisse.
- L'osservano. Da estremità diverse del salone, sotto gli enormi lampadari di cristallo,
continuano ad essere un triangolo di vocali. Mulder. Krycek. Scully. Nessuno dei tre sa
come si pronuncia la parola che compongono nello scarabeo della vita. Si muovono con
disinvoltura, avanzano di tre passi, retrocedono di due. Approfittano del discorso
superficiale e dei ringraziamenti dell'ambasciatore per avvicinarsi alla porta.
- Quando la salva di applausi degli invitati scoppia in un'ovazione trionfale, Krycek
osserva fisso l'ambasciatore, memorizza la sua faccia ruga per ruga, vena dopo vena, come
se lo stesse disegnando nel suo cervello.
- E' un viso familiare, ma non riesce ad individuarlo.
- Chi è.
- Che cosa sa dei supersoldati.
- Perchè doveva incontrare Nashville.
- Deve scoprirlo.
- Krycek si mimetizza con l'ambiente, come fa sempre. Nel fango come un ratto. Ma in
questa festa eccessiva, perfino lo smoking che gli ha dato Scully, un noleggio dell'ultima
ora in aeroporto, sembra più caro. Ha il sangue abbastanza freddo per prendere dello
champagne dai vassoi che volano tra la gente. Studia le guardie di sicurezza ma non
riconosce nessuno di quelli che l'hanno interrogato. Ha un paio di lividi abbastanza
brutti sulla schiena e lo stomaco ma nessuno è capace d'indovinarlo sotto la camicia di
cotone e i pantaloni neri. E' una festa e lui si completa come il principe delle tenebre.
Ascoltando scampoli di conversazione con la faccia del miliardario annoiato con fame di
nuove emozioni. Due metri sotto terra si tortura, due metri più in alto si mangia caviale
con burro e sale. Potrebbe essere una metafora della sua vita. In fin dei conti, lui non
fa altro che ballare al suono dell'apocalisse che marcano altri.
- Per ora.
- La marea di gente odora di profumi francesi. Ci sono donne giovani vestite come le loro
madri e madri vestite come le figlie. Molte l'osservano. A loro non fa molto caso.
Preferisce le altre.
- Quelle che osservano Mulder, che attraversa il salone andando verso la porta vestito in
smoking, guardando da tutte le parti, senza perdere di vista Scully nemmeno un maledetto
secondo.
- Sono molte quelle che lo guardano, anche se il presunto genio del FBI non si rende conto
assolutamente di niente, chiaro. Questo è parte dell'attrazione che esercita. Krycek lo
ha studiato con fermezza da anni. E' completamente estraneo ai mormorii che solleva. Vive
prigioniero dei suoi ideali, in un costante campo d'energia magnetica che sembra colpire
tutti tranne lui.
- Colpisce Scully in modo particolare ma non ne parlano mai.
- Non fanno niente al riguardo.
- Principalmente perché Fox Mulder, esperto nel cacciare luci nel cielo, raramente si
accorge di qualcosa. Laureato in psicologia? Se non sa nemmeno cosa vuole veramente.
- Non ne ha idea.
- E' parte del suo fascino.
- Quando l'ambasciatore smette finalmente di parlare, Krycek potrebbe già disegnare un
ritratto della sua faccia e identificare la voce ovunque. La gente applaude si nuovo e
l'orchestra suona una versione particolarmente ispirata di Moon River. Le coppie si vanno
formando poco a poco, Krycek cammina verso il vestito che brilla di più in tutto il
locale. La raggiunge vicino al centro della pista. Approfitta del fatto che lei guarda
verso le guardie per tirarle la mano e obbligarla a ballare verso la porta. Se le
circostanze fossero altre non avrebbe dubbi a sparargli ma deve salvare le apparenze così
che continua a ballare. Tesa come una sbarra di metallo. Rigida nelle sue braccia.
- Krycek se non mi lasci immediatamente avrai per cena una flebo questa sera.
Lo dice sorridendo e le brillano gli occhi per la furia della collera. Non c'è miglior
maquillage della rabbia. Dalla prima volta che l'ha vista ha immaginato che non era
ghiaccio, ma fuoco. Che arde sotto la superficie fredda della sua pelle.
- Conosco l'ambasciatore- dice, ballando sotto la direzione dell'orchestra.
Può sentire la voglia che ha Scully di fuggire da lui.
- A chi appartiene? Al sindacato?
- Non sono sicuro. Ma so chi ci può aiutare a sapere qualche altra cosa di lui.
Sente il solletico del suo istinto, che parla forte e chiaro. Dicendogli che quest'uomo
è la chiave di tutti i segreti, che valgono la pena.
-Chi?
- Un contatto. A Budapest. Un vecchio conoscente.
Si agita nelle sue braccia. Se le vene del collo fossero più tese si romperebbero come
corde di una chitarra stonata. Odora di vainilla e carattere irlandese.
-Sei sicuro che tutto questo non è uno stratagemma per fare turismo con Mulder,
Krycek?
Non ci sono molte persone al mondo che lo sorprendano, molto meno che lo facciano
ridere. A volte Dana Scully fa entrambe le cose. Deve essere una cosa di famiglia.
- Non sono il lupo cattivo, Cappuccetto- La stringe un poco di più contro di lui, gli
piace come profumano le Scully arrabbiate- Non sto per mangiarti.
Finalmente, un commento che provoca una reazione. Scully lo guarda negli occhi, come se
fosse stufa di non capire niente.
- A che gioco stai giocando, Krycek?
- Magnifica. Furiosa. Sfidante.
- Buona domanda.
- Le sorride mentre continuano a ballare le ultime note di Moon River. Quando si girano,
possono vedere Mulder proprio sulla porta a pochi metri da loro, fermo nel tempo come se
gli avessero lanciato un raggio paralizzante. Non smette di guardarli con qualcosa in più
dell'odio. Non sopporta di vedere quello che considera suo nelle braccia dell'uomo che ha
voluto sempre annientare a botte e solo per un secondo, un minuto così breve che sarebbe
inesistente se non fosse per la sua intensità, Scully sostiene il suo sguardo, come se si
stesse vendicando della sua fuga ballando con il nemico.
- Momenti così sono quelli che convincono Krycek che stare al vertice del triangolo di
quest'intensità preso tra due amanti che non si toccano mai, è sperimentare tutto il
sapore di ciò che è bello e ciò che è perverso.
- La canzone finisce, Krycek avvicina la bocca all'orecchio di Scully, sente come lei
diventa ancora più rigida e gli mette una mano sul petto per separali. Non la lascia.
- Non lo sai? Stiamo giocando a scarabeo- sussurra, mettendole praticamente le labbra
nel orecchio
- Ed allora accade, anche se si succedono tante cose nello stesso tempo che Krycek non
può esserne sicuro.
- Nashville esce dal seminterrato all'altro lato del salone, mantenendo sulla testa un
fazzoletto macchiato di sangue. Le guardie lo vedono, tutti si mettono in allerta
comunicando con i walkie talkies. Scully si libera del suo braccio immediatamente, Mulder
colpisce chi sta di guardia alla porta prima che abbia il tempo di reagire. Alcuni
invitati osservano l'uomo ferito e si sentono un paio di strilli, il tumulto degli
invitati diventa champagne e incomincia a fare bollicine. L'orchestra suona una canzone
con un ritmo che accelera il tempo e il corso degli avvenimenti. Mulder passa dalla
gelosia alla preoccupazione. Scully lo guarda e si sente di sottofondo l'ordine di
fermarli. Corrono, continuano a sentire la musica, anche se ora, preoccupati di
attraversare la porta e raggiungere la macchina all'altro lato della strada, sembra loro
un rumore senza ritmo.
- Rapidamente, troppo rapidamente per osservare i dettagli, la vita si muove di fretta, ma
persino nel tumulto del cuore, in questa febbre assuefacente dell'adrenalina che sale al
cervello mentre si allontana nella macchina dalla casa lasciando indietro le guardie,
Krycek è sicuro d'averlo sentito. In quell'ultimo istante.
- Quando le sue parole riverberano nell'orecchio di Dana scully.
- Un tremito, lieve come il primo bacio con la lingua alle soglie dell'estate. Un brivido
della pudica, piucheperfetta, ragionevole e logica e sensata Agente Dana Scully del FBI.
- Nelle sue braccia.
- Così intenso come un terremoto.
- Non sa cosa lo eccita di più. Se questo brivido appena percettibile o lo sguardo fisico
e minaccioso di un Mulder che essuda territorialità e sta sul punto di perdere il
controllo. La miscela d'entrambe le cose o l'intossicante sensazione di vittoria che
percorre tutto il suo corpo mentre si allontana dalla periferia.
- Vivono nel mezzo di una tempesta elettrica.
- A volte è difficile persino respirare.
- Mai si è sentito così vivo come tra queste due correnti elettriche chiamate Mulder e
Scully.
**
un'ora più tardi
Ashling hotel
Lancaster gate 1
Dublino
01:10 a.m.
- Dana ho una teoria.
Suona il telefono quando sto nel bagno. L'ASHLING è un hotel confortevole. Un palazzo
dall'aspetto industrioso di fronte alla fabbrica della Guinness che odora di luppolo dalla
mattina alla sera. In così poco tempo è l'unico posto che abbiamo potuto trovare per
passare la notte. Francamente, dopo questa festa e le ore d'angoscia a cercare Mulder
dall'altro lato dell'oceano, qualsiasi cosa mi sembrerebbe il paradiso se avesse un letto
e una doccia.
- Missy, sono a Dublino ed è veramente tardi e
- si da per vinta- quale teoria?
- Su quello che mi hai detto. Quello che c'è tra Fox e Alex.
Bene. Questa è l'ultima conversazione che voglio avere in questo momento. Parlare con
mia sorella su Mulder quando quello che voglio è stampargli quel naso sul cranio per
avermi lasciato indietro UN'ALTRA VOLTA mettendo in pericolo la sua vita UN'ALTRA VOLTA.
Letteralmente abbandonata per andarsene con Krycek.
- Sinceramente, Missy. Credo di non volerlo sapere. Non m'importa.
Ma ha ereditato la testardaggine degli Scully.
- Non credi che possa essere tutto su di te, Dana?
A questo punto dico" cosa?" e mi seggo sulla vasca con il mio cellulare
mentre sento il rumore del rubinetto e mi sento terribilmente stanca. E non so nemmeno se
sono furiosa perché tutto è terribilmente confuso.
- Tutto su di me?
Dovrei riattaccare. Qualsiasi cosa sia mi confonderà ancora di più. Ma Melissa è una
pettegola nata. E se si tratta di uomini, peggio ancora.
- Tutto quello che dici. Le allusioni, le insinuazioni, i giochi di parole, i doppi
sensi, forse sono un modo di richiamare la tua attenzione.
- Credi che Mulder cerca di sedurmi flirtando con Krycek?
E' assurdo. Forse è così assurdo che è vero. O forse deliro o voglio crederci. Che
importanza ha. Voglio dormire.
- Forse tutti e due cercano di farlo.
- Ah, no. Già e tutto così orribile che pensare che Alex Krycek stia cercando
non
posso dirlo. Sedurmi. O quel che è. C'è un territorio in cui la mia mente non può
entrare. Non dopo questa festa e il suo modo di afferrarmi sulla pista da ballo. Non dopo
aver sentito quel sussurro nel mio orecchio. Di sapere che è andato a letto con mia
sorella. Di essermi sentita bruciare tra gli sguardi di Krycek e Mulder.
- Non posso pensarci. Così semplicemente.
- Una parte del mio cervello mi dice" e se Missy avesse ragione?"
- Il resto del mio cervello ride.
- Il mio corpo no sa sentirsi incredibilmente adulato, incredibilmente insultato o
incredibilmente terrorizzato.
- Tutto su di me?
- Bussano alla porta, così che non devo decidermi. Sinceramente questa notte non sono
capace di prendere nessuna decisione. Se la reception mi domanda se preferisco la
colazione in camera o nella camera da pranzo, dovrò fare colazione due volte solo per non
dover scegliere.
- Parliamo più tardi, Missy.
- Riattaccare nel bel mezzo di una conversazione sta incominciando a diventare una facile
abitudine per schivare le mie insicurezze, lo so.
- Cosa che sarebbe più semplice se le mie insicurezze la smettessero di comparire alla
porta della mia stanza sotto forma di due uomini che stanno incominciando ad occupare
troppo spazio nella mia vita. Per quello che so io, hanno sofferto dodici ore
d'interrogatori poco amabili, ma non dormono mai?
- E ora cosa c'è?- domando.
Non m'importa se suono irritata. O arrabbiata. Ho diritto si esserlo. Arrabbiata per
essere il pezzo di qualcosa che non comprendo. Senti la mia rabbia, Mulder. E togliti
questa faccia da penombra lussuriosa che hai tutto il tempo, Alex.
- Ora scegli tu- dice Krycek , con una gravità sconosciuta.
Scegliere.
- Scegliere, cosa.
Krycek risponde. Mulder mi guarda attentamente.
-No che cosa. Chi.
Ora è quando svengo. Non voglio sapere cosa mi stanno chiedendo. E cosa ho appena
detto sulle scelte difficili?
**
- Scoppia una tempesta nella stanza.
- Il piacere rassomiglia allo svenimento. Una droga troppo dura. Liquido, selvaggio,
dolce. Mulder è burro nel letto, muscoli e lingua. Scully si arrende a lui perchè non
può sopportare questi baci così profondi sulla bocca, i morsi sul collo, le carezze di
una dolcezza crudele quando le abbassa le mutandine e la lascia nuda sul letto, viso a
viso con lui. Contro di lui. Si scontrano i loro corpi sono farina tra le lenzuola. Scully
si strofina le gambe per attenere frizione, non smette di ripetere il suo nome come una
litania quando lui le mette la lingua nelle orecchie e le sussurra.
- Otterrò che mi perdoni, Scully.
- Perdono o peccato, non esiste differenza quando non porti vestiti e l'unica cosa che
vuoi è aprire le gambe, lasciare che ti penetrino, fare sì che tutto scompaia. Scully si
disfa, si fonde. Mulder le bacia lo stomaco con la bocca aperta e le cerca i capezzoli,
uno per volta, sciogliendone la struttura indurita con tutto il calore della sua bocca, E'
un poeta, è un genio, è un pazzo nudo, e Scully vuole che anche lui gema e gridi. Ma è
incapace di muoversi.
- Krycek le prende le mani contro il capezzale del letto. E' paralizzata. Può solo
agitarsi contro le lenzuola e lasciare che Mulder continui a baciarla. Percorrendo il
contorno di entrambi i seni con la punta della lingua, la guarda come se la stesse
bagnando nel cioccolato. La ucciderà, a volte il piacere sembra troppo e giusto quando
Scully crede che ha raggiunto questo limite , inizia a sentire una doppia stimolazione.
Una seconda lingua che disegna dio sa quale oscenità sulle sue labbra prima e dentro la
bocca dopo.
- Sta alle porte dell'inferno. La venerano due uomini. Se la dividono come l'ultima frutta
del paradiso.
- Mulder è liquido, creativo come il miele, insistente. Krycek è spumeggiante,
metallico, spumoso, aggressivo. I suoi baci sono di una qualità diversa dello stesso
sapore, struttura della tormenta. Fanno sì che sparisca il tempo e che sprofondi nel
letto. Umidità, letto, sesso.
- Krycek le ulula nell'orecchio, la sua voce è un linguaggio misterioso.
- Stiamo giocando a scarabeo.
- Mulder le separa le gambe e si corica di fronte a lei, la obbliga a piegare le
ginocchia, e raddrizzare la schiena. Usa le dita per separare con abilità le labbra
esterne del suo sesso, la lingua, per incominciare ad apprendere i suoi sapori. Tanti anni
senza sentire niente lì dentro che Scully crede che piangerà. Si girano, si annodano, si
leccano, Mulder la ucciderà. Se non l'uccide Krycek con le sue asimmetrie, con questo suo
modo di succhiarle le giugulare fino a lasciare segni.
- Scully lo graffia, sente i capelli di Mulder che le accarezzano le cosce, la sua lingua
sul clitoride, le mani di Krycek che le prendono le testa mentre la bacia, due corpi su di
lei, un milione di sensazioni che l'obbligano a chiedere pietà. Vuole toccare tutti e
due.
- Vedere come si toccano tra loro.
- Oh, Dio, sì.
- Il primo orgasmo è una pianta carnivora. Si apre petalo dopo petalo, fiorisce nella
bocca di Mulder e diventa un grido sulla lingua di Krycek. Il letto cresce, continua a
crescere la notte, continua avendone la passibilità, continuano a toccarsi, cambiando
posizione. Sono tre ballerini in una notte di tempesta. Risuonano fulmini e scintille che
illuminano la notte e la fotografano.
- Un lampo.
- Scully è coricata supina, la baciano a turno, le accarezzano il sesso all'unisono.
S'intrecciano dentro di lei, due paia di mani, due uomini diversi che entrano ed escono,
lentamente, rapidamente, piano, profondamente, di fretta, finale.
- Geme. Si contrae.
- Un fulmine.
- I due uomini si baciano, Scully li guarda. Olio e petrolio messi a nudo. Mulder gioca,
Krycek ha bisogno. Erezione contro erezione. Dorato contro bruno. Dove dovrebbe esserci
violenza c'è solo erotismo. Krycek geme, Scully si rende conto che nessuno desidera
Mulder tanto come loro due messi insieme. L'interrompe nel bacio accarezzando loro i
capelli. Ha bisogno di tante cose tutte insieme che non sa da dove iniziare.
- Krycek sta dietro di lei, Mulder avanti, stanno per attraversarla tra tutti e due.
Morirà, scoppierà, affonderà.
- Si avvicina all'orecchio destro Mulder. Sussurra.
-Scully, sai di fragole....
Da dietro, accarezzandole tutto il corpo, mentre sta seduta sul letto,
si mette Krycek. Nell'orecchio sinistro, lascia cadere le sue parole come l'acciaio.
-
nere.
- Destro contro sinistro. Dietro e avanti. La tortura più sublime. La tengono stretta.
Stanno per possederla.
- Un tuono.
- Scully si sveglia.
" Vi informiamo che stiamo attraversando una zona di turbolenze,
per favore allacciate le cinture, grazie"
-Sembra che ci sia tormenta- dice Krycek, senza distogliere lo sguardo
dalla rivista delle linee aeree. Spero che non piova quando atterreremo a Budapest-
dice.
- Sollevo gli occhi da ciò che sta leggendo- un articolo su vecchi aerei da guerra- per
guardarla con curiosità.
- Pupille dilatate, respiro ansante, Scully sembra agitata.
- Un brutto sogno?
Si ricompone. Anche se non dimentica quello che ha appena sognato. Una
stupida fantasia derivata dal passare tanto tempo in cretinate.
- Un incubo- assicura.
Il cuore batte troppo rapido, dovrà chiedere acqua fredda all'hostess.
-Sai Dana? Sono contento che hai scelto di venire tu. Tanta tensione sessuale con
Mulder sta incominciando a darmi mal di testa.
Ci risiamo. Sono queste maledette e stupide battute. L'unico motivo per sognare una
simile stupidità è questo flirtare. Dove sta l'hostess? Scully pigia il bottone per
chiamarla mentre si mette la cintura di sicurezza e sente la turbolenza, che la muove da
un lato all'altro del sedile.
-So che ti sorprenderai, Alex. Ma chi ti ha convinto che sei divertente e irresistibile
ti ha mentito spudoratamente.
- Ha l'indecenza di ridere. Gli si formano le rughe intorno agli occhi, la bocca si apre
come un coltello e Scully ricorda come affondavano quei denti così bianchi nel suo collo.
- Stupido sogno.
**
26 ottobre
quattro ore dopo
Budapest, Ungheria
Ministero dell' Esercito.
- Budapest è Parigi avvolta in un profumo esotico. Il Danubio è un invitato placido e
ottobre graffia la città con questa bellezza languida e crudele dell'autunno nel Centro
Europa. Castelli con torri di oro, palazzi che civettano con l'abbandono, la città
mantiene la memoria pesante della cortina sulle sue spalle. E acciaio e memoria e Krycek
la odia con una fierezza abrasiva, si ribella contro ogni atomo di malinconia che gli
ispirano gli angoli. Budapest, magnifica porta dell'Est, soglia dei suoi peccati. Gli
piacerebbe incendiarla dalle fondamenta e costruire Roma sulle sue rovine. Così femminile
come un soffio al cuore tra le lenzuola di raso, ricorda di essere stato giovane in Buda,
e d'aver avuto un'opportunità in Pest. Tutto questo infettato dai ricordi.
- Non vuole vedere la città, né vedere se stesso attraverso di lei. Sta incominciando a
far freddo e c'è stato un tempo in cui ha visto blocchi di ghiaccio spostarsi tra le
sponde dl fiume. Cozzando tra loro come treni che deragliano nella notte.
- Non sopporta la malinconia, la sensazione che la storia non si muove, maledizione.
- Scully lo guarda con una certa curiosità, forse si rende conto che il suo silenzio
imbronciato nasconde segreti.
- Siamo arrivati.
- Il tassista li lascia sulla porta del vecchio Ministero dell'Esercito e non hanno
difficoltà ad entrare. Nell'edificio dalle pareti sporche, nero come un tizzone. Le
stanze sono enormi ma quasi senza mobili. I lampadari del tetto minacciosi nella loro
grandezza, i saloni quasi vuoti.
- Non devono aspettare molto per essere ricevuti. Un uomo con vent'anni in più di Krycek.
Alto e ampio di spalle, rughe profonde sul viso e occhi di un colore indefinibile che si
muovono e si agitano quando vedono Krycek. E' stato un bell'uomo in altri tempi, continua
a conservare la sua struttura dall'ossatura pulita e la postura regale di un militare di
razza.
-Alexander- saluta quando Scully e Krycek entrano nella stanza.
C'è qualcosa nell'aria quando i due uomini si guardano. Come se
togliessero sangue sporco su un piatto di panna.
- Lei è Dana Scully, la scienziata del FBI di cui ti ho parlato.
- Si stringono la mano. Entrambi lo fanno per cortesia e perché è la prima opportunità
che hanno di misurarsi, esaminarsi, analizzarsi. All'uomo anziano piace l'intensità di
questa donna. Soprattutto quando è accompagnata da una intelligenza profonda.
- Krycek sospira profondamente quando gli tocca finire le presentazioni.
- Lui è il nostro contatto. Comandante Boris Dalenko Krycek.
Così come si aspettava, la mano di Scully resta congelata nella
stretta prima che suo padre la lasci e lo guardi attentamente.
- Non ci fai visita spesso, Alexander.
Non sa quello che sente quando il passato lo accoglie tra le sue enormi
braccia e lo stringe con forza. Puttana Budapest dei miei coglioni e maledetta famiglia,
per un secondo, si sente come se facesse parte di qualcosa e la debolezza, lo asfissia di
nostalgia.
- Abbiamo bisogno di qualcosa, Padre.
**
Una settimana più tardi
Washington D:C.
orto botanico
11:50 p.m.
La fiducia è una filigrana di cristallo. C'è bisogno di soffiare il
vetro con cura per poter creare un'opera d'arte, ma basta un piccolo colpo perché un
pezzo che si è riscaldato al fuoco per anni incominci a fondere, a scivolare, a perdere
forma. Si può rompere in un secondo quello che si è perfezionato per sette anni? Buona
domanda, mi piacerebbe che smettesse di tormentarmi per un secondo ma la notte è fredda e
non mi chiamano Fox Mulder, il Re della Paranoia, per niente.
-Agente Mulder?
Mi giro in questa notte senza stelle e vedo come si avvicina.
Attraversando l'orto botanico e la sua oscurità vegetale. Ha i capelli raccolti. La
ricordavo più alta.
- Signorina Covarrubias
- Lasciamo da parte le formalità. Lei ha utilizzato il numero dei Lone Gunman per
mettersi in contatto con me, specificando che non potevano esserci microfoni nè fughe di
notizie." Qualcosa di vitale è in gioco" ha detto." Sto rischiando molto
per vederla" ha detto.
- Sono qui, non c'è tempo per darsi la mano o salutarci.
- Cosa vuole?
Il calore della serra è come il respiro di un infermo. Umido e
malaticcio. Spero che sia qualcosa d'importante perché Scully crede che mi sono preso il
pomeriggio libero per andare da mia madre e tradirla con la più lieve delle bugie mi fa
sentire come un verme due metri sotto terra.
- Darle un avvertimento.
C'è qualcosa di fumoso in Marita Covarrubias. La gravità del suo
tono, la serietà del suo modo di vestire, tutto puzza di buona educazione ed hoteles di
lusso. Mi ha aiutato un tempo e ora mi parla come se tutto dipendesse dalla mia completa
attenzione.
- Sa l'agente Scully che stiamo qui?
Faccio di no con la testa
- Ho seguito le sue istruzioni, non lo sa nessuno.
Se c'è urgenza nella mia voce è perché incomincio a spazientirmi. A
qualche metro di distanza si sente il sibilo delle luci artificiali di questo giardino
tropicale e di tanto in tanto gli annaffiatoi del tetto ci spruzzano con un leggero manto
d'acqua.
-Non può avere fiducia in Alex Krycek
Se ho messo a rischio la fiducia che Scully ha in me per arrivare fin
qui e sentire questo qualsiasi punizione che mi tiene in servo il destino, l'avrò
meritata.
- Il fatto che stiamo lavorando insieme non vuol dire che mi sia
dimenticato di cosa è capace. Se è venuta ad avvertirmi che non si può avere fiducia in
un traditore, ci saremmo potuti risparmiare il viaggio.
Per la prima volta la vedo sorridere. Una smorfia cinica che non credo
che sia diretta a me. Quando solleva lo sguardo è freddo e nasconde un poco di dolore.
- Lei nemmeno si rende conto di quello che sta succedendo. Dice che non
ha fiducia in lui ma non è altro che un giocatore su una scacchiera disegnata in
anticipo. Non c'è bisogno di aver fiducia in Alex perché Alex giochi con te, non lo
capisce?
Lo capisco. Il suo modo di dire" Alex" è sufficiente per
capirlo. La veemenza con cui parla è una forma sottile di dispetto. Se lei e Krycek hanno
avuto una relazione non credo che sia stata esclusivamente d'affari.
- E se tutto è un gioco cosa pretende lui da me?
Fa un passo avanti e in questi occhi azzurri c'è qualcosa di simile
alla paura.
- Continua a non capirlo. Non credo che pretenda qualcosa da lei.
L'illuminazione del giardino coperto è abbastanza intensa perché
possa vedere, per la prima volta, quello che ha sotto il braccio e ora si avvicina. Una
busta gialla della grandezza di un foglio. Quando tiro fuori le foto, il mio cuore
sparisce divorato dalle piante carnivore che ci circondano.
- Credo che voglia qualcosa da Scully
Rotta come il vetro, la mia fiducia si sparge a terra.
-Scully?
- Non siamo chi siamo, agente Mulder.
(continua)