- Title: Unquiet Grave
- Author: mimic117
- Email: mimic117@yahoo.com
- Rating: R - NC-17, depending. Hey, its me! Whaddya expect?
- Category: X, MSR
- Spoilers: This takes place in season 6, sometime after Triangle. Unless
youre one of the three people who still hasnt watched that season, youre
safe.
- Sommario: "La Morte in sé non è nulla; noi temiamo il non sapere cosa, il
non sapere dove". John Dryden
- Archive: Ill do Gossamer and Ephemeral myself, thanks. Anyone else who
wants it is free to filch at will. Just drop me a note so I can brag.
- Disclaimer: Sheee yeah, right! Not *even* in my dreams.
- Authors Notes: I was going to finish some of my half-written fics. Honest.
But deciding something like that just makes my muse say "Wanna bet?" So Im
writing this instead. I have to keep my muse happy cause hes insane.
- Beta Thanks: To Cindy and XochiLuvr for tackling the Beta Project From Hell --
again
and again
and again. You never let me be less than my best, and I
appreciate that, even if I do grumble and curse you behind your backs. At least I know
Ill get my turn, too. ~heeheehee~ If this story is any good, its entirely due
to them. And if theres anything wrong, its entirely due to me not listening to
them.
- Feedback: Is printed out, fawned over, and stroked to tatters at mimic117@yahoo.com
.
- Special cyber kisses to XochiLuvr for building and decorating my fic home at www.surfacing.com/mimic117
/ Yall come and visit. Your depravity levels may vary.
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- Tradotto e adattato da Vix
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- Nota di Vix: non sono esperta di giochi, molti nomi non sono tradotti.
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- Contea di Ashtabula, Ohio
- Lunedì 1° Aprile
- Ore 15.45
"Mulder, come possono esserti servite due ore per capire che ci
siamo persi?"
"Non sapevo che ci fossimo persi. Ho solo pensato che ci volesse
più tempo del previsto per raggiungere la deviazione. È difficile giudicare le distanze
quando stai guidando nella neve così alta".
"Non avresti dovuto permettermi di dormire. Se ti avessi guidato,
forse non ci saremmo persi".
"Pensavo che tu avessi bisogno di riposo, Scully. Non ti saresti
addormentata se non fossi stata stanca".
"Mi sono addormentata perché sono rimasta ipnotizzata dalla neve
che turbina fuori dal finestrino. Sta scendendo più fitta rispetto a due ore fa. Perché
non mi hai svegliata quando hai capito che ci eravamo persi?"
"Lho fatto! Ti ho svegliata proprio ora. Ecco quando
lho capito. Vuoi continuare a discutere con me o vuoi aiutarmi a capire dove
siamo?"
"Non staccare gli occhi dalla strada. Io terrò docchio i
segnali. Tu concentrati su
"
- Scully arrivò in ritardo con il suo avvertimento. Appena le parole le uscirono dalla
bocca, le ruote dal suo lato della macchina scivolarono sulla banchina. Lurto non fu
improvviso o sbalzante, fu più uno scivolare in una fossa riempita di neve. Mulder lottò
strenuamente con il volante, usando ogni oncia di abilità a sua disposizione per
prevenire linevitabile
incluso alcune imprecazioni molto impressionanti. Tutto
invano. Quando la macchina a noleggio rimase in bilico sulla banchina come una giostra
rotta, il silenzio scese sugli occupanti. Lunico suono udibile era il roteare
attutito degli inutili pneumatici che non stavano andando da nessuna parte.
- Spegnendo il motore, Mulder batté la testa sul volante per la frustrazione. Anche se
avesse trovato qualche arguzia da dire, avrebbe tenuto la bocca chiusa per il disgusto.
Fiocchi soffici e grassi continuavano a cadere giù ad una velocità allarmante, stendendo
rapidamente un manto sul parabrezza finché il mondo visibile fu ridotto allinterno
della macchina. Nessuno di loro si mosse finché lei prese un sospiro profondo e parlò.
"Usciamo da qui prima di non poter scavare fino alla
superficie".
- Tentando di non attrarre attenzione indebita al proprio ruolo nella loro disavventura,
egli rispose con voce pacata: "Non dovremmo stare qui fino allarrivo dei
soccorsi? Fa piuttosto freddo là fuori, Scully".
- Il suo sguardo penetrante informò Mulder che era sul punto di essere messo alla
graticola, e che avrebbe fatto meglio ad avere le risposte corrette alle sue domande se
non voleva essere abbandonato sul ciglio della strada in un fosso pieno di neve.
"Mulder, quante macchine hai visto nelle ultime due ore?"
Ora era il suo turno per sospirare: "Nessuna".
"E quante case hai visto nello stesso lasso di tempo?"
"Uhm, non molte".
"Nessuna indicazione per strade, città, motel, aree di
sosta?"
"Stava nevicando così forte che dovevo tenere gli occhi sulla
strada
No, Scully. Nulla".
Lei fece un brusco cenno alle sue risposte.
"Bene, io ho notato quello che sembrava essere un numero civico
inchiodato ad un albero e quello che sembrava un passo carraio appena tagliato nei boschi
dopo essermi svegliata. Forse potremmo trovare aiuto là".
- Lui voleva attirare lattenzione sul fatto che vagabondare in una bufera di neve
non era una cosa molto salutare da fare, ma preferì evitare dopo aver sbirciato i
lineamenti di Scully. Sembrava decisa a gettare la sua buona sorte in balìa degli
elementi, e dove lei fosse andata, lui lavrebbe dovuta seguire.
- Lei cercò nella tasca del cappotto, poi estrasse il cellulare. Premette tre cifre, mise
il telefono allorecchio, poi aggrottò le ciglia.
"Riproverò quando usciremo da questo fosso. Forse sta bloccando
il segnale".
Rimettendo il telefono in tasca si girò il più possibile verso
Mulder. Restarono seduti per circa un minuto così, finché Scully alzò entrambe le
sopracciglia. Fu allora che lui comprese che stava aspettando qualcosa. Alzò le
sopracciglia in risposta.
"Non prendi il bagaglio?" chiese.
"Perché vorresti il bagaglio?"
"Fa freddo là fuori, Mulder. Hai idea di quante persone muoiono
per ipotermia ogni anno perché non indossavano un abbigliamento adeguato?"
"Indossiamo allora più strati".
"Così quei vestiti diventeranno sudati per lo sforzo di camminare
nella neve. Finiremo congelati, e non avremo nulla di asciutto per cambiarci".
"Se quel passo carraio conduce ad un pollaio o ad un capanno di
caccia, potremmo dover camminare parecchio. Vuoi davvero dibatterti attraverso una bufera
di neve portando un pesante bagaglio? Non penso che le ruote a scomparsa funzioneranno
bene, nella neve".
"Tutte ragioni in più per avere vestiti extra sottomano per avere
più calore".
Mulder capì dallespressione del suo viso che non avrebbe vinto
questa battaglia. Forse poteva almeno proporle un compromesso accettabile.
"Coshai nel bagaglio a mano?" chiese.
Inclinò la testa di lato e lo guardò con un barlume meditabondo negli
occhi.
"Un paio di cambi di vestiti semi casual. Alcuni articoli da
toeletta. Materiale medico. Non è una cattiva idea, Mulder".
"Tieni il materiale medico nel bagaglio a mano?"
"Mi piace essere preparata. Coshai nella tua borsa?"
"Oh, il solito". Sventolò una mano con noncuranza.
"Biancheria intima, indumenti per correre, jeans, magliette, qualche numero di
Celebrity Skin".
Le sopracciglia di Scully si alzarono di nuovo.
"Ehi!" disse, "anche io credo nel motto dei Boy
Scout".
"Non sei mai stato nei Boy Scout".
"Però ho conosciuto molte Girl Scout. Conta?"
Lei ignorò la sua domanda e disse: "Vada per il bagaglio a mano.
Ora usciamo da qui prima di diventare parte del paesaggio".
- Lui tirò la maniglia dello sportello spingendo il più forte possibile.
Linclinazione della macchina e la gravità non erano a suo favore, ma non avrebbe
abbandonato per poi soffrire lulteriore collera della collega.
- Un enorme schizzo di neve scivolò nella portiera e sul suo viso; laccettò come
penitenza per i suoi peccati.
- Mulder considerò di congratularsi con se stesso per aver noleggiato un SUV a 4 ruote
motrici, ma decise che quella pacca sulla spalla probabilmente era prematura. Il robusto
veicolo li aveva tenuti sulla strada più a lungo di quanto avrebbe fatto uno a due ruote
motrici, ma alla fine, non aveva fatto differenza. Strisciò tra i sedili posteriori le
porse le borse dove lei potesse afferrarle. Lei le lanciò fuori dallo sportello aperto
sulla pendenza nevosa, poi si arrampicò fuori. Mulder la seguì, aiutandola a salire
verso la strada con una mano mentre trascinava i bagagli con laltra. Scivolarono
indietro lungo il pendio solo due volte e la cosa lo colpì, considerando che le sue
scarpe da ginnastica erano anche meno utili degli stivali eleganti di lei per fare presa
nella neve sdrucciolevole.
- Una volta arrivati alla strada, esplorò i dintorni e dovette ammettere che lei aveva
ragione. Uscire dalla macchina era la cosa migliore da fare perché il loro veicolo, con
lattuale ritmo di accumulo, non sarebbe stato altro che un mucchietto ricoperto di
neve, fra un paio dore. Il cielo non dava segno di schiarirsi, e la neve gli
arrivava alle ginocchia. Mulder poteva vedere dove il telaio aveva raschiato solchi nella
neve tra le ruote, solchi che si stavano riempiendo sotto ai suoi occhi. Gettò la sua
borsa coperta di neve su una spalla, poi si girò a prendere quella di Scully. lei gli
spedì uno sguardo che proclamava: "Toccala e sei morto". Lui agitò la mano nel
gesto di fai pure, non ci sono problemi. Invece di raccogliere la borsa, prese
il cellulare dalla tasca del cappotto bloccandolo ancora allorecchio. La sua
espressione seccata non era rassicurante.
"O siamo fuori campo," disse," o il temporale sta
bloccando il segnale. Suppongo che dovremo camminare per trovare aiuto".
Lui sperimentò un sorriso insinuante. "Rassegnati, Scully. Io ho
lasciato il mio union suit (quei mutandoni che vanno dalle caviglie fino ai
polsi, ndt) a DC, così avrò un po di freddo".
- Colpendolo con unultima occhiata scocciata, abbottonò il cappotto da cima a fondo
e raccolse il bagaglio. Afferrandolo al petto in un goffo abbraccio per evitare di
trascinarlo nella neve, si agitò verso la strada e verso le tracce della loro macchina
che ormai stavano scomparendo. La neve aveva riempito le impronte, rendendo un poco più
facile camminare. Mulder la seguì, ognuno di loro scelse una pista di pneumatico così da
poter camminare fianco a fianco.
- Stavano procedendo a fatica da alcuni minuti, tra i grassi fiocchi che colpivano le loro
facce fredde, quando Scully adocchiò unapertura tra gli alberi.
"Non ti sembra un passo carraio?" chiese, tra piccole nubi
sbuffanti tra le labbra. "Cè anche un numero civico su
quellalbero".
- Lui annuì. La pista attraverso la folta foresta era troppo diritta e regolare per
essere naturale. "Che buon occhio, Scully. Speriamo che il vialetto non sia così
lungo da doverlo percorrere in macchina ogni giorno solo per prendere la posta".
- Lo era quasi.
- Persino con Mulder a fare da apripista, ci volle loro quasi mezzora di fatica
attraverso la neve profonda, per arrivare alla casa. Per allora, entrambi furono gelati e
senza fiato. La piccola costruzione silenziosa nella radura era una vista gradita. Si
fermarono alla base dei gradini del portico anteriore per prendere fiato.
"Lucy, sono a caaasaaa". Probabilmente il suo scherzo sarebbe
andato meglio se la sua voce non fosse sembrata così ansante.
"E se non ci fosse nessuno qui, Mulder?" Scully già aveva
recuperato abbastanza per aggrottare le ciglia. "Noi non possiamo irrompere in casa
di qualcuno".
"Io non penso che dovremo", rispose. "Scommetto che
cè qualcuno in casa, giudicando dalla mancanza di tracce e dal cumulo della misura
di una macchina proprio alla destra del portico".
"Bene, speriamo che la tempesta non abbia messo fuori uso le linee
telefoniche".
- Mulder gettò uno sguardo in alto, cercando i fili. Merda, non cerano linee
telefoniche. Batté le palpebre molte volte per la sorpresa, poi analizzò gli alberi
circostanti, tentando di trovare la simmetria perfetta di un palo telefonico. Non
cera nemmeno quello. Si girò attorno e guardò indietro lungo il passo carraio
cercando qualsiasi traccia di cavi telefonici o elettrici diretti alla casa. Nulla.
- Tra tutte le possibili case in tutte le possibili città nellintero stato
dellOhio
- Indicando verso lalto, attrasse silenziosamente lattenzione di Scully verso
la sua scoperta. Ma invece di andare in collera e maledirlo per averli messi in quel
guaio, lei si limitò a grugnire, e disse: "Cera da immaginarlo". Poi gli
indicò che avrebbe dovuto continuare fino alla porta. Trascinò la borsa seguendolo a
fatica, sembrava aver abbandonato lidea di tenere il bagaglio asciutto pur di dare
tregua alle sue braccia. Mulder bussò alla porta e la guardò aprirsi.
"Oh bene," disse sarcasticamente Scully,"e io che avevo
paura di stare per morire congelata a gambe incrociate nel portico di un estraneo. Questo
è molto più promettente".
- Lui varcò la soglia con lei che lo seguiva a debita distanza. Senza discutere posarono
le borse e pescarono le pistole da sotto i cappotti.
- La casa era silenziosa e buia. Il loro respiro continuò ad uscire in nubi vaghe dopo
che chiusero la porta dietro di loro. Non cera calore evidente, né dal focolare
contro il muro alla loro sinistra, né dalla stufa a legna nella cucina alla loro destra.
Avrebbero dedotto che la casa era abbandonata, ma i mobili non erano impolverati ed
oggetti di vita quotidiana erano sparsi attorno.
- Mulder andò ad una porta nel retro della cucina e guardò fuori dal vetro. Nessuna
traccia si allontanava dalla casa in quella direzione.
"Cè qualcuno in casa?" gridò. Quando non ottenne
risposta, si rivolse ancora a Scully e scosse le spalle. "Suppongo che dovremmo dare
unocchiata in giro".
Lei sbuffò. "Se incontriamo un proprietario furibondo seduto sul
water, sarai tu a dovere le spiegazioni".
- Abbassarono le armi ma stettero in allerta. Non trovando interruttori elettrici,
estrassero le torce per tagliare loscurità.
- La casa lunga, in stile ranch, aveva le zone giorno su un lato e le camere da letto
sullaltro. Le stanze di soggiorno principali sembravano essere tre stanze connesse
in una più grande unità, senza muri ad interporsi. La porta anteriore si apriva
direttamente in unarea tra il soggiorno e la sala da pranzo. Un sofà e un divanetto
a due posti erano messi agli angoli del focolare freddo, con un paio di end
tables (tavolini che si accostano ai divani, per appoggiare le lampade, in seguito
"tavolini" ndt) e lampade a petrolio per completare il gruppo. La cucina
sagomata ad U era allaltro lato della grande stanza, il tubo della stufa a legna
attraversava il muro per fare uscire il fumo ed i tronchi erano conservati in una cassa
accanto alla stufa. Cera una pompa a mano vecchio stile accanto al lavandino, e
molti armadi a muro dal pavimento al soffitto. Cappotti, stivali ombrelli, rotoli di
corda, cesti, cappelli, guanti e sciarpe aggrovigliati designavano la porta della cucina
come lingresso posteriore. Dopo unispezione più accurata della cucina,
scoprirono che il grosso frigorifero nellangolo funzionava tramite un generatore a
kerosene. Ora era silenzioso, probabilmente a causa di una mancanza di carburante.
- A metà tra il soggiorno e la cucina cerano un tavolo rotondo e due sedie con
schienale a listelli di legno davanti ad una credenza con le porcellane, messa contro al
muro accanto alla porta principale. Molte lampade a gas dellepoca vittoriana
pendevano dal soffitto o erano appoggiate ai muri.
- Nellinsieme, uno spazio piacevole ed accogliente.
- Spostandosi alla sinistra della porta anteriore, seguirono il retro del sofà verso
lunico corridoio. Le porte erano allineate sul lato destro, mentre quello sinistro
era ricoperto di fotografie di famiglia attorno alle due finestre attraverso le quali
Mulder poté vedere la tempesta che infuriava allesterno. Quando Scully aprì la
prima porta accanto al focolare, rivelò una scala a chiocciola di legno che conduceva in
cantina. Chiamò giù nella scala scura senza ricevere risposta, così furono
daccordo ad esplorare in seguito quella parte.
- La porta seguente si apriva su un piccolo bagno, completato con un gemello in miniatura
del focolare del soggiorno. Sorridendo, Scully passò le mani sulla vasca smaltata con le
zampe. La catinella e la brocca sul piedistallo erano ricordi di unepoca precedente.
Lei raccolse la brocca, poi si fermò, con un cipiglio che le increspava la fronte.
"Se questo è il bagno, dovè il gabinetto?"
Mulder stava per stabilire che ovviamente non cera, ma pensò
saggiamente che fosse meglio non farlo, considerato in che modo stavano andando le cose.
Decise anche di non porre laccento sulla mancanza di rubinetti sulla vasca.
Guardandosi attorno per cercare una risposta che non la facesse irritare ulteriormente,
per caso guardò dalla finestra. Il giardino posteriore era stato liberato dagli alberi
per lasciare posto a piccole dépendance e capannoni. Uno di quegli edifici aveva una
sagoma familiare piuttosto inquietante.
"Uhm, penso che sia là fuori, Scully".
Posando la brocca, lei andò alla finestra e pigiò il viso al vetro.
"Un gabinetto esterno?" si lagnò. La finestra cominciò ad
appannarsi mentre la neve aumentava la sua danza turbinosa, consentendo di vedere solo
bianco. "Ci perderemo, là fuori! Comè possibile usare un gabinetto esterno
con questo tempo?"
"Guarda il lato positivo. Almeno avrà un odore migliore ora che
nella calura estiva".
- Locchiata terribile che gli sparò avrebbe potuto squagliare un crop-circle nella
neve.
- Mulder si morse subito le dita e lasciò il bagno, ricordandosi che aveva visto una
corda, poco prima. Riattraversando il soggiorno, si diresse diritto alla porta della
cucina. Sì, era là, appesa tra cappotti e stivali. Rivolgendosi alla collega che
laveva seguito ed ora aveva unespressione confusa sul viso, presentò la corda
alla sua approvazione.
"Ti allaccerò questa in vita, così potrò tirarti indietro se
finirai fuori rotta" disse, "che ne pensi?"
"Sembra che tu voglia scoprire se sono in grado di legare un nodo
scorsoio," rispose, "non ti permetterò di tenermi al guinzaglio mentre mi sto
facendo gli affari miei. Passiamo al piano B".
"Immagino che appagare una delle mie fantasie sul bondage sia
fuori questione, huh?"
- Un cipiglio irritato fu la sua unica risposta.
- Lui pensò per un momento, con le labbra aggrottate, battendosi il dito sul mento. Poi
si illuminò in viso e sorrise.
"Legherò la corda alla casa e la tenderò fino alle costruzioni.
Così potremo usarla per orientarci. Ci darà anche un appiglio contro il soffiare del
vento".
"E se la corda non fosse abbastanza lunga?"
"Un problema alla volta, per favore. Vediamo prima se cè un
posto dove legarla alla casa".
Mulder aprì la porta posteriore ed uscì nel piccolo portico.
Cera meno neve qui che sul davanti, ma era comunque abbastanza alta da coprire le
scarpe da ginnastica e salire sulle gambe dei suoi jeans. Adocchiando un profilo familiare
attorno al palo sinistro del portico, sogghignò. Afferrando Scully per la manica del
cappotto, la tirò accanto a sé, indicando.
"Grandi menti pensano in modo simile. Il tuo passaggio sicuro ti
attende".
Tra i fiocchi che turbinavano, potevano scorgere a fatica una linea
scura di corda che correva dal palo attraverso la tempesta di neve nella direzione del
gabinetto. Gli diede una tirata ed annuì soddisfatto.
"Bella e robusta, e non troppo alta da terra. Ora possiamo
rispondere alla chiamata della Natura senza smarrirci nei boschi".
- Scully si ritirò in casa e cominciò a frugare tra gli stivali accanto alla porta.
Estraendo il paio più piccolo che poté trovare, gettò via i propri stivali e infilò i
piedi in quelli di gomma, molto più grandi. Strappò una sciarpa dallattaccapanni a
muro e lavvolse attorno alla testa. Uscì dalla porta, spinse Mulder da parte,
afferrò la corda e si diresse fuori nella tempesta senza una parola. Lui si chiese se
trattenere la risata gli avrebbe procurato dei danni. Decise che lasciarla uscire sarebbe
stato peggio. Tornando in cucina, rimise il rotolo di corda dove laveva trovato ed
attese la sua collega.
- Sembrò che le servisse un tempo davvero lungo per tornare. Guardando attentamente
attraverso il vetro della porta della cucina, stava considerando se mandare una squadra di
soccorso di un solo membro, quando la vide materializzarsi tra la neve e calpestare le
proprie impronte. Le aprì la porta e la fece entrare insieme ad un colpo daria
fredda. Chiudendo di nuovo la porta, laiutò ad uscire dalla sciarpa piena di neve,
spazzolandole il cappotto come meglio poteva. Lei si tolse gli stivali, spargendo creste
di neve.
"La stanza del piccolo agente (ovviamente si intende il gabinetto,
ndt) ha ottenuto la tua approvazione, Scully?" non poteva nascondere il divertimento
nella sua voce, ma fece uno sforzo coraggioso per non sorridere furbescamente.
Lei lignorò. "Fa attenzione alle correnti
ascensionali, Mulder. Spero che tu abbia portato con te i Kleenex".
- Lasciandolo con la bocca aperta ed un sorriso che si formava sul viso, lei rimise i
propri stivali, appese la sciarpa sul piolo, e si diresse di nuovo verso il corridoio.
- Lui la seguì e la trovò che già controllava la terza porta. Si apriva su una camera
da letto, probabilmente per gli ospiti, poiché la mobilia consisteva di un letto doppio
ed una piccola cassettiera con specchio incorporato. Notò che alcuni dei cassetti erano
aperti. Lasciandola ad ispezionare la stanza da sola, continuò nel corridoio fino
allultima porta. Si fermò di fronte a questa e girò la maniglia.
"Mi piacerebbe vedere cosa cè dietro alla porta numero
quattro, Monty".
Lui la spinse e sbirciò nella stanza, ma invece di entrare,
indietreggiò di due passi e la richiuse.
"Monty, ho cambiato idea".
"Parli con me, Mulder?" Scully apparve nel vano della porta
della camera con una domanda negli occhi. Locchiata che le diede la portò al suo
fianco in tre lunghi passi. "Cosa cè?"
Mulder si guardò la mano, ancora avvolta alla maniglia.
"Penso di aver trovato il nostro padrone di casa" disse,
spingendo ancora la porta. Rimasero vicini fissando il corpo delluomo steso sul
letto. Sarebbe sembrato addormentato se non fosse stato per il buco nella tempia ed il
sangue schizzato sulla testata del letto.
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Ore 17.58
- Dopo avere scoperto il proprietario assassinato, Mulder e Scully andarono in modalità
investigazione. Lei radunò borse di plastica e guanti di lattice dal suo bagaglio a mano
in modo da poter esaminare il corpo mentre lui ispezionava la camera da letto. Quando lui
stava per cominciare, lei prese una lampada a petrolio accesa dal soggiorno, la mise sulla
cassettiera, poi lasciò di nuovo la stanza, mormorando qualcosa sulle condizioni
primitive di lavoro. Lilluminazione risultante era eccessivamente abbagliante ed
instabile, ma era meglio che andare a caccia di indizi con una pila.
- Era ovvio che qualcuno aveva ispezionato la cassettiera e larmadio, lasciando i
cassetti aperti ed i vestiti sul pavimento. Un fucile da caccia a pompa era in piedi in un
angolo dellarmadio, pulito e scarico. Le scatole da scarpe sulla mensola superiore
erano state ispezionate senza alcun riguardo. Un orologio da uomo ed un portafoglio erano
posati sulla cassettiera, ed alcuni gioielli da donna dallaspetto poco costoso
giacevano indisturbati in un portagioie di velluto accanto a quelli. Non cera niente
di interessante sotto il letto, nemmeno batuffoli di polvere.
- Allargando le indagini oltre la camera da letto, Mulder notò impronte fangose nel
corridoio provenienti direttamente dalla porta anteriore. Si prese mentalmente a calci per
non averle viste prima, ma ormai il danno era fatto. Laltra camera da letto produsse
risultati simili alla scena dellomicidio, tranne il corpo. Il bagno era pulito
letteralmente. Non cera molto da esplorare là, oltre allarmadietto dei
medicinali sul muro che non rivelò niente fuori dellordinario. I cassetti delle
credenze in cucina erano stati frugati, ma non poteva dire se qualcosa fosse stato preso.
I tavolini del soggiorno non produssero altro che mucchi di giochi da tavolo.
Larmadietto delle porcellane appariva rovistato, anche se un libretto degli assegni
con lindirizzo di una banca locale era nel cassetto. Accanto alla biancheria da
tavola ed a quello che probabilmente era il servizio buono di posate, cera una
piccola pila di libri e dei vasi per fiori; vassoi assortiti e ciotole erano negli altri
armadietti.
- Anche il seminterrato era sottosopra. Le file di scatole e vasi sembravano essere state
spostate, e gli oggetti grandi erano stati tirati via dal muro. Si chiese cosa stessero
cercando gli intrusi.
- Il seminterrato risultò essere una vera e propria cantina per conservare generi
alimentari. Al bagliore della torcia, trovò mensole piene di formaggi, burro, carote,
patate e mele in una piccola stanza su un lato. La stanza più grande conteneva pancetta
affumicata e prosciutto, pesce essiccato, conserve, pomodori inscatolati e sottaceti.
Guardando tutto quel cibo, Mulder comprese di avere fame. Avevano saltato il pranzo mentre
guidavano attraverso la bufera di neve, poi la scoperta di una scena delittuosa aveva
rimandato ulteriormente il pensiero del cibo. Lo stomaco ora gli stava ricordando
rumorosamente la sua negligenza. Non poté evitare di lanciare un grido alla vista di tale
dono generoso.
- Avendo esaurito ogni possibile indizio nella cantina, risalì le scale, quasi piegato a
metà per evitare di spaccarsi la testa contro il soffitto. Sfortunatamente, si rialzò
prima di esserne completamente uscito. Il tonfo sordo del cranio che incontrava il legno
gli echeggiò rumorosamente nella testa. Smise di camminare per un secondo e tastò il suo
nuovo bernoccolo. Non ne avrebbe mai parlato a Scully. Era solo uno in più per la sua
collezione, e non stava nemmeno sanguinando. Era certo che le pulsazioni si sarebbero
fermate presto.
- Avendo completato con soddisfazione la sua parte di indagine, tornò in corridoio e
ficcò la testa nellultima camera da letto. Scully era chinata sul corpo e prendeva
appunti su un piccolo blocco di carta. La sua ombra sul muro sembrava un gigante
torreggiante sulla vittima.
"Andrò ad accendere il fuoco, prima che finiamo entrambi
congelati" disse. "Poi preparerò qualcosa da mangiare. Hai fame?"
"Lavrò quando avrò finito qui," rispose, "ma non
penso che dovresti accendere il fuoco. Il calore accelererà la velocità di
decomposizione del corpo".
"Non quanto il freddo mi trasformerà in una scimmia di ottone,
con incluse appendici gelate".
- (Brass monkey, scimmia di ottone, indica il freddo glaciale, ndt) Gli sparò
unocchiata incredula alla quale rispose: "Lasciami almeno accendere la stufa in
cucina, così potremo mangiare qualcosa di caldo. È dalla parte opposta della casa, così
non è probabile che il corpo sia danneggiato dallaumento di temperatura
per
un po di tempo".
- Scully alzò la testa da un lato, apparentemente considerando lidea.
"Okay," rispose, "ma non accendere il camino finché non
avrò terminato il mio esame. Chiuderò la porta quando avrò finito. Forse sarà
sufficiente per mantenere il fresco qui dentro".
- Lui la lasciò al lavoro e si ritirò in cucina. Raccogliendo la legna dal caminetto
accanto alla stufa, avviò il fuoco e portò a termine il suo primo obiettivo di
asciugarsi e scaldarsi.
- Mentre Scully continuava ad esaminare il corpo, si cambiò le scarpe da ginnastica
bagnate con un paio di stivali presi in prestito, poi controllò le provviste per la cena.
- Il contenuto del frigorifero era completamente sprecato. Col generatore spento, tutto si
era guastato. Chiuse lo sportello e decise che qualcun altro se ne sarebbe occupato.
- Le credenze della cucina erano ben fornite di zuppe in scatola, pasta, brodo, scatole di
riso e pasta con formaggio, diversi tipi di cereali e sacchetti di tagliatelle. Nonostante
i ritratti di famiglia nel corridoio mostrassero luomo assassinato con una donna
accanto, non cerano tracce del tocco di una moglie, nella casa. Mulder pensò che
fosse morta anni prima, giudicando dallo strato di "scapolo" che soffocava
linfluenza femminile.
- La sua prossima preoccupazione era lacqua. La pompa in cucina e lassenza di
rubinetti sulla vasca indicava la mancanza di tubature moderne. Era probabile che i tubi
della pompa fossero gelati per il freddo, ma decise di provarla ugualmente. Fu
piacevolmente sorpreso quando alcuni colpi vigorosi sul manico della pompa produssero uno
sgorgare gorgogliante di acqua chiara e ghiacciata.
- Trovata una scatola di fiammiferi di legno su una mensola sul muro di cucina, Mulder
accese i candelieri, illuminando la scena in modo soddisfacente. Aprì un armadio a muro,
ne estrasse due lattine di brodo di pollo e le mise sul bancone. Controllò i cassetti e
vi scovò un apriscatole manuale. Trovò una casseruola alta sotto il lavandino e la mise
sulla stufa ormai calda, poi aprì le lattine e ne versò il contenuto nella pentola,
lanciò le lattine vuote nel contenitore per limmondizia nellangolo, poi
iniziò lesplorazione della cantina per cercare altri viveri. I suoi stivali presi
in prestito scricchiolavano cupamente sulla scala di legno mentre scendeva. Scegliendo
dalle mensole, prese carote, patate e prosciutto da aggiungere al brodo. Una bella zuppa
casalinga era proprio ciò di cui avevano bisogno, dopo quella lunga e fredda giornata.
- Risalendo la scala, Mulder pose particolare cura ad evitare di battere ancora la testa.
Per farlo dovette camminare piegato dal primo allultimo dei gradini. Raggiunta la
cima, raddrizzò la schiena con un gemito. Perché le vecchie case avevano sempre cantine
dai soffitti bassi? Tutte le persone erano minuscole, centanni fa, o si erano
stancati di scavare la cantina? Sarebbe stata Scully, dora in poi, a scendere quelle
scale. Uscendo nel corridoio con le braccia cariche di cibo, chiuse la porta della cantina
con lanca. Contemporaneamente adocchiò la collega, che stava chiudendo la porta
della camera in fondo al corridoio. Quando lei gli gettò uno sguardo, Mulder le fece
segno con la testa di seguirlo in cucina.
- Mettendo il cibo e la torcia sul bancone vicino alla stufa, estrasse un tagliere da un
cassetto, poi chiese: "Sei stata in grado di stabilire qualcosa?"
Scully annuì. "Ci sono topi, in casa, così assicurati di
controllare i buchi nelle borse o scatole di cibo, prima di usarli". Levandosi i
guanti di lattice, li lanciò nel bidone dellimmondizia. "La vittima
probabilmente aveva superato i settantanni, ed è morta da due o tre settimane,
giudicando dal livello della decomposizione e dalla predazione dei roditori, ma non posso
esserne sicura. Dipende dal numero di ore per dissipare il calore rimanente in casa e
dalla temperatura esterna, quindi un giorno o più perché linterno sia diventato
freddo come quando siamo arrivati noi; meno con la porta aperta. Una volta raffreddata la
casa, la decomposizione si sarebbe rallentata, sebbene non completamente fermata. Se
sapessimo da quanto tempo fa così freddo, potrei farti una stima migliore. La causa della
morte sembra essere un solo colpo darma da fuoco alla testa, probabilmente da
unarma di piccolo calibro".
Mentre lei parlava, Mulder tagliava le verdure ed il prosciutto. Ne
raccolse grandi manciate e le aggiunse al brodo fumante sulla stufa. Un profumo fresco di
affumicato uscì bollendo dalla pentola, circondandoli con lingue di vapore fragrante.
"Quindi si tratta di assassinio o suicidio, Scully?"
"Io non penso che si sia potuto sparare alla testa e poi liberarsi
della pistola. Nessuno di noi lha vista sul letto o sul pavimento, dove avrebbe
dovuto finire se fosse stato un suicidio. La pallottola ha attraversato la testa, la
testata del letto ed è finita nel muro. Non ho voluto spostare il corpo più di quanto
avevo già fatto, così non ho estratto la pallottola".
Mescolando la zuppa le fece cenno di continuare. "Cosa altro puoi
dirmi?"
Si morse il labbro per un momento prima di rispondere. "Bene, era
sveglio quando fu ucciso, o forse era stato appena svegliato dallintruso.
Lassassino era in piedi, molto probabilmente ai piedi del letto, giudicando
dallangolo di penetrazione. Le macchie di sangue suggeriscono che la testa della
vittima era alzata quando accadde limpatto, così era certamente sveglio. Se fosse
stato disteso, la pallottola sarebbe finita nel cuscino e nel materasso. Dato che era
vestito e sopra alle coperte, penso che stesse facendo un pisolino quando lassassino
entrò in camera e lo spaventò, svegliandolo. La morte sarebbe stata quasi
istantanea".
"Assassini" corresse Mulder.
"Cosa te lo fa pensare?"
"Impronte. Stava piovendo o nevicando quando sono arrivati,
perché ci sono due distinte serie dimpronte secche sul pavimento della camera da
letto". Indicò una credenza e lei laprì. Ne estrasse una scatola di crakers
"Oyster" e li mise sulla tavola mentre mescolava la zuppa. "I nostri Ignoti
Soggetti Indagati sono andati diritti dalla porta anteriore in camera da letto. Pensavano
di poter trovare là quello che stavano cercando. Altrimenti, avrebbero attraversato la
casa e le loro scarpe si sarebbero asciugate e non avrebbero lasciato impronte in camera
da letto".
Mulder scodellò con un mestolo la zuppa pronta in spesse ciotole di
terracotta e poi le mise in tavola. Mise un mucchietto di tovaglioli di carta tra le
ciotole, aggiunse bicchieri dacqua e cucchiai, poi fece ceno alla collega di
sedersi. Lei sedette velocemente mentre lui occupava il posto di fronte.
"Almeno uno di loro conosce questa casa" continuò. "Gli
assassini probabilmente sapevano che il proprietario era a casa, per quello sono venuti
armati. Non gli spararono perché furono sorpresi, Scully. Questo fu un atto intenzionale.
Non posso confermare nulla di questo seguendo le loro tracce, certo. Non comprendendo di
osservare la scena di un crimine, abbiamo inconsapevolmente rovinato le prove, ma è
rimasto abbastanza in quella stanza per darci dei buoni indizi su cosa è successo.
Faremmo meglio a tenere la porta chiusa mentre siamo qui, per preservare il più possibile
le prove. Questa neve non può durare per sempre, e quando finirà, dovremo trovare un
telefono ed ottenere aiuto dalle autorità locali".
Scully stava già mangiando. Ansioso di placare il borbottare affamato
del suo stomaco, anche Mulder si chinò a trangugiare. Fu riportato in su quando la
fondina sulla sua schiena rimase impigliata sul piolo inferiore della sedia. Si dimenò
per liberarsi, ma non si staccò. Torcendosi nel tentativo di vedere cosa non andava,
batté il mento sullasse superiore dello schienale della sedia.
"Cosa cè che non va?" chiese Scully.
Strofinandosi il mento, curvò un pollice sopra la spalla.
"Mi sono incastrato. La mia pistola si è impigliata nella
sedia".
Appoggiando il cucchiaio, lei si alzò in piedi e girò attorno al
tavolo per avvicinarsi a lui.
"Fammi vedere".
Si mosse dietro di lui e si accovacciò. Dovette dare alcuni strattoni
e la fondina gli si conficcò nella spina dorsale, ad un certo punto, ma finalmente fu
libero. Lei gli diede la custodia di cuoio con la pistola allinterno, ritornato al
suo posto, e ricominciò a mangiare.
Confuso, rigirò larma tra le mani.
"Perché tu non ti sei incastrata?" chiese. "Porti la
pistola nello stesso mio punto. Come mai la mia si è incastrata?"
Lei si picchiettò le labbra con un tovagliolo prima di rispondere.
"Per la differenza di altezza, Mulder. La mia cintura è più bassa della tua, così
la mia pistola passa sotto la sedia invece di impigliarsi. Semplice anatomia".
Lui ci pensò per un secondo, finché lo stomaco lanciò un ringhio.
Lodore della zuppa gli stava facendo venire lacquolina in bocca. Mise la
pistola sulla tavola ed afferrò il cucchiaio per placare il vuoto doloroso che aveva in
sé. Nella sua impazienza, colpì il bicchiere dacqua, che versò il liquido sopra
la sua pistola. Lasciando cadere il cucchiaio, afferrò molti tovaglioli asciugando
lumidità dalla sua arma. Sbuffò con irritazione e cercò un luogo asciutto per
metterla. Si alzò, portò la pistola nel soggiorno e la mise sul tavolino accanto al
divano. Quando ritornò al suo posto in sala da pranzo, Scully lo stava guardando.
"Io non voglio provare a spiegare unarma annacquata alla
contabilità", rispose lui alla sua domanda non detta. "Preferisco risparmiarmi
il mal di testa".
- Lei pescò una cucchiaiata di zuppa e continuò la sua cena, evidentemente soddisfatta
dalla risposta.
- Entrambi mangiarono con grande appetito, terminando la zuppa calda e saporita ed i
crakers friabili. Era stata una giornata faticosa. La zuppa era quasi finita quando
ruppero il loro piacevole silenzio.
"Cosa altro hai scoperto, Mulder? Sappiamo chi è la
vittima?"
Lui sorbì le ultime gocce dal cucchiaio e si asciugò la bocca su un
tovagliolo, poi rispose: "La cena di stasera ci è stata gentilmente offerta da Elver
Smallwood e dalla defunta Marie Smallwood. La patente di guida nel portafoglio che ho
trovato sulla cassettiera della camera ha lo stesso intestatario del libretto degli
assegni nella credenza. Cerano pochi assegni ogni mese nel registro. Se la mia
supposizione è giusta, Elver e Marie coltivavano la maggior parte di quanto consumavano
ed andavano in città solo per cose che non potevano coltivare, come gli Spaghetti
Os. Lultimo assegno è datato 22 giorni fa, così la tua stima sullepoca
della morte può essere abbastanza accurata. Penso che fosse andato in città per fare
provviste prima della neve ed abbia incontrato qualcuno che ha deciso di rendergli una
visita ostile. Non ho ancora scoperto cosa stavano cercando, ma scommetto che si tratta di
semplice avidità. Forse il vecchio Elver aveva un po di soldi da parte per il
futuro e la voce si è sparsa
o forse non ne aveva, ma pensavano che ne
avesse".
"Avrei voluto che avesse almeno un telefono" borbottò
Scully. Raccolse i piatti sporchi e li portò al lavandino. "Questo posto non è
tanto remoto da non potere avere accesso alle linee telefoniche. Perché nessun telefono?
Io non capisco".
Mulder si alzò da tavola e la seguì in cucina. Estrasse una grande
pentola da sotto il lavandino e pompò acqua fino a riempirla. La mise sulla stufa, poi
attizzò il fuoco con un paio di piccoli tronchi prima di risponderle.
"Io penso che la risposta sia in questa casa, Scully".
"Come?"
"Guarda questo posto," rispose. "Tranne per i mobili
moderni, probabilmente non è stato toccato da quando fu costruito. Quelle luci a gas sono
originali, come la pompa del lavandino. Scommetto che Elver è nato qui, forse ci è
vissuto per tutta la vita. Era abituato a fare a meno delle comodità moderne. È un modo
di vivere più lento, ma non è poi così male, se non sei abituato allelettricità
ed allacqua corrente in casa. Era un tipo indipendente
credeva nel prendersi
cura di sé, senza immischiarsi negli affari degli altri, quindi prodotti coltivati da sé
e rari viaggi in città. Qualcosa fuori casa per rendere la vita più facile
come
una macchina. Sono certo che ce ne sia una, sotto il grande cumulo di neve accanto al
portico. Non mi sorprenderebbe se ci fosse una falciatrice e una motozappa in uno dei
capannoni. Ma la casa andava bene comera, così non ha mai sentito il bisogno di
migliorarla. Mi piace abbastanza il modo di vivere retrò. Probabilmente non vorrei vivere
così per sempre, ma almeno possiamo stare al caldo e nutrirci. E non appena la neve si
fermerà, porteremo qui le autorità, passeremo loro la scena del crimine e torneremo al
riscaldamento centralizzato, ai forni a microonde ed ai bagni con lo scarico il più
velocemente possibile.
Lei sbuffò: "Peccato che tu non abbia abbracciato la civiltà
moderna, sig. Smallwood. La tecnologia ci avrebbe aiutati a trovare i tuoi assassini.
Spero che tu apprezzi lironia".
Dopo avere spinto un tappo nel lavandino, Mulder versò lacqua
calda dalla pentola sulla stufa, poi aggiunse acqua fredda dalla pompa. Aprendo un
cassetto, prese un asciugamano ed uno strofinaccio. Lanciò allegramente
lasciugamano a Scully che glielo ributtò. Se lo scambiarono un paio di volte,
finché atterrò nel lavandino. Lui ghignò.
"Sei incaricata dei piatti, Scully. Lavali nel lavandino,
sciacquali nella pentola, ed avrai fatto in un attimo".
"Cosa intendi con *sono incaricata* dei piatti?"
"Io ho cucinato, tu lavi i piatti".
"Mentre tu cucinavi, io stavo eseguendo unautopsia sul
nostro ospite, non sono stata seduta a smaltarmi le unghie dei piedi".
"Oooh, di che colore sono le tue unghie dei piedi, Scully? Posso
aiutarti a dipingerle, la prossima volta?"
"Non tentare di essere evasivo, Mulder. Io laverò e sciacquerò,
tu asciugherai". Rabbrividì improvvisamente dalla testa ai piedi, e sbirciò in
cucina. "Cè un freddo cane, qui".
"Io non sento nessun cane," disse. "Stai cercando solo
di cambiare argomento".
"Io non sto cambiando argomento. Stavo facendo
unosservazione".
"Bene, la tua osservazione non mi farà dimenticare che sei quella
che laverà i piatti".
"E tu sei quello che li asciugherà".
"Ehi, non ho mai accettato".
"Sì che lhai fatto. Ho detto che io li avrei lavati se tu
li avessi asciugati".
"Tu hai *detto*. Non hai chiesto". Mulder fece ricadere
melodrammaticamente un braccio sulla fronte e si lamentò: "Mi sono consumato le dita
fino allosso, ho sudato su una stufa bollente così che tu potessi avere un pasto
caldo e questo è il ringraziamento che ottengo. Non sono nientaltro che uno schiavo
di cucina, per te. Oh me tapino!"
- Lei ripescò il panno bagnato dal lavandino, gli diede una rapida strizzata, poi lo usò
per schiaffeggiarlo. Egli lafferrò e rispose tentando di infilarglielo nella
schiena, sotto la camicia. La battaglia che ne risultò finì quando la mano di lui finì
nel lavandino, causando un grande schizzo dacqua che la colpì in pieno in volto.
Afferrò lasciugamano asciutto e lo porse alla collega gocciolante. Lei lo guardò
in cagnesco mentre si asciugava il volto, ma gli angoli della sua bocca continuavano a
contorcersi, come se un sorriso tentasse di scappare. Umilmente lui prese
lasciugamano ora umido delle sue mani ed indicò di essere pronto ad asciugare se
lei avesse smesso di scherzare.
- Anche lavorando per lavare i pochi piatti sporchi, Mulder e Scully continuarono a
stuzzicarsi. Dietro di loro le tende ad ogni finestra si mossero in una brezza inesistente
e poi si fermavano
dondolavano e si fermavano, dondolavano e si fermavano, tutte in
fila, una dopo laltra.
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~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
Ore 20.45
- Finirono i piatti, poi prepararono il fuoco nel focolare, il che prese la maggior parte
della legna disponibile. Quando ebbero ottenuto una fiammata soddisfacente, Mulder
indossò cappotto e stivali, afferrò la torcia e si diresse fuori nella bufera di neve
alla ricerca della catasta di legna. Legò un altro pezzo di corda come unàncora
per orientarsi. Scully insisté per legargli laltro capo al polso, così non avrebbe
lasciato cadere la corda mentre cercava di arrivare alla vicina legnaia. Si insinuò
attraverso una fessura profonda tanto quanto tutta la neve caduta permetteva di aprire la
porta e trovò ciò di cui aveva bisogno nel secondo capannone dopo il bagno esterno.
- Il piccolo edificio era evidentemente destinato ad essere una legnaia. Nel bagliore
della torcia, poteva vedere seghe, asce ed altri attrezzi appesi su due muri, un ceppo
pieno di incisioni in un angolo e cataste di legna asciutta, riparata dalla neve,
accumulata contro gli altri muri. Cera appena posto sufficiente per maneggiare
unascia lasciando la porta aperta. Fu lieto di vedere che Elver aveva recentemente
preparato una buona scorta di legna spaccata.
- Mulder si riempì le braccia il più possibile ma in modo da poter ancora maneggiare la
torcia e la corda. Avrebbe dovuto fare molti viaggi per portare tronchi sufficienti per la
notte e il giorno seguente. Tornando a fatica nella tempesta, chiuse la porta il più
possibile ed arrancò verso casa, con la corda di guida stretta in mano. Scully lo stava
aspettando alla porta per slegargli il polso e prendere un po di legna dalle sue
braccia.
- I pochi tronchi che era riuscito a portare sembravano persi nel contenitore del
soggiorno. Gemette al pensiero di quanto lavoro gli sarebbe costato riempire questo e
quello accanto alla stufa. Un pezzo di stoffa che spuntava da sotto il contenitore gli
attrasse locchio; risultò essere un sacco per portare la legna. Sorrise sollevato.
Questo certamente avrebbe reso il compito più veloce.
- Una volta che i contenitori in soggiorno e in cucina furono pieni, appese il sacco
dietro alla porta posteriore e ritornò al calore del focolare. Smise di strofinare le
mani al calore e guardò Scully che andava a prendere il suo bagaglio iniziando a
trascinarlo per il corridoio.
"Cosa stai facendo?" le chiese.
Lei si fermò e dondolò sul posto per un momento prima di girarsi a
rispondere.
"Metto la borsa in camera e mi preparo per andare a letto. Cosa ti
pare che stia facendo?"
"Perché non lasci il tuo bagaglio qui?"
"Perché ci inciamperemo, lasciandolo qui".
- Si girò di nuovo verso il corridoio e continuò il suo viaggio verso la camera da
letto. Lui ci pensò per un momento, poi raccolse la propria borsa e la seguì. Era a
metà strada verso la camera da letto quando si ricordò della pistola. Era ancora
appoggiata sul tavolino dove laveva messa dopo lincidente col bicchiere
dacqua.
- Avrebbe dovuto indossare di nuovo la fondina subito dopo cena. Rimproverandosi
mentalmente per essere stato distratto, tornò sui suoi passi per recuperare la pistola.
Non aveva ancora guadagnato langolo del focolare quando ci fu unesplosione in
soggiorno.
- Mulder si lasciò cadere a terra, cercando automaticamente la sua arma. Si sentì
sciocco quando la mano tornò vuota. Mentre sbirciava da dietro il muro nellaltra
stanza, i passi di Scully risuonarono dietro di lui nel corridoio. Gettò uno sguardo
dietro la spalla per vederla con la pistola estratta, mentre girava la testa per
controllare latrio, con ogni traccia di stanchezza temporaneamente sparita dal viso.
"Cosa è stato?" chiese.
- Lui alzò la mano per tenerla indietro mentre sbirciava ancora dietro langolo. A
prima vista, il soggiorno sembrava essere identico a quando laveva lasciato. Il
fuoco ancora ardeva, le lampade ancora bruciavano, la stanza era tranquilla
tranne
il fatto che la sua pistola ora giaceva al centro del pavimento.
- Lasciando la borsa dove era caduta dalla sua spalla, si alzò in piedi e passò
lentamente nellaltra stanza. Controllò automaticamente la cucina e la zona pranzo
mentre si avvicinava alla sua arma. La colpì con la punta del piede prima di chinarsi a
prenderla cautamente tra due dita, ancora nella fondina. Slacciò lastuccio di
cuoio, ne estrasse la pistola ed accantonò la fondina. Estrasse il caricatore,
lesaminò, poi portò la canna al viso ed annusò, fissandola sorpreso.
"La mia pistola ha sparato, Scully".
Si girò per trovarla in piedi proprio dietro di sé, con la bocca
della pistola ora puntata al soffitto. Lei aggrottò le ciglia.
"Ha sparato? Come?"
"Io non so". Le mostrò il caricatore, poi lo reinserì.
"La sicura è tolta, manca un proiettile e cè un forte odore di cordite".
"Cosa ci stavi facendo?"
"Non ci stavo facendo nulla. Era appoggiata sul tavolino. Io ero
nel corridoio quando ha fatto fuoco".
"Sei certo che la sicura fosse inserita?"
Lui sbuffò. "Certo che ne sono sicuro! Non ho idea di come sia
successo, ma certamente non sono stato io".
- Nonostante la sua espressione scettica, sapeva di non doversi biasimare. Seguendo la
direzione in cui la pistola era puntata quando laveva posata prima, localizzò un
piccolo foro nel muro posteriore. Catturò la sua attenzione e le mostrò la traiettoria
col dito.
- Lei abbassò la pistola.
"Forse era troppo vicina al focolare", disse. "Faceva
veramente freddo qui, prima, e tu lhai bagnata durante la cena. Forse
lumidità ed il cambio in temperatura sono stati sufficienti a provocare una
reazione. Non avrebbe dovuto rispondere così, ma potrebbe essere possibile".
"Io mi chiedo"
Mulder si guardò in giro in soggiorno.
Non cera niente fuori dellordinario, tranne che la pistola aveva fatto fuoco
da sola. Doveva essere un caso fortuito. Probabilmente non si sarebbe ripetuto in un
milione di anni. Ma, solo in caso
Lui reinfilò la pistola nella fondina, poi si diresse verso
latrio tenendo larma puntata al pavimento. Raggiunta la borsa dove
laveva lasciata cadere in corridoio, lafferrò e continuò.
"Mulder, dove stai andando?"
"Sto mettendo in sicurezza la mia arma, Agente Scully. Ti
suggerisco di fare altrettanto".
Entrando nella stanza degli ospiti, andò alla cassettiera e vi posò
il bagaglio. La guardò quando lo seguì attraverso la soglia.
"Tu non puoi lasciare la tua pistola così fuori portata,
Mulder". La borsa di Scully giaceva sul pavimento dove apparentemente laveva
lasciata cadere nella fretta di raggiungerlo. Si chinò a raccoglierla, poi la mise sulla
cassettiera. "Questa è la scena di un delitto. E se
"
"Siamo bloccati dalla neve, Scully". Tagliò corto lui
agitando una mano attorno. "Noi non possiamo uscire, ed è improbabile che chiunque
altro possa entrare. Chiuderò le porte a chiave, staremo bene. Mi preoccupo più di un
altro colpo a vuoto
questa volta con uno di noi nella traiettoria della pallottola.
Io non sono disposto a correre quel rischio. E tu?"
- Senza aspettare risposta, rimosse la pistola dalla fondina ed estrasse di nuovo il
caricatore. Controllò che la camera dellarma fosse vuota e la sicura inserita. Poi
mise il caricatore sopra allarmadio, aprì la porta, e mise le munizioni su una
mensola. Ritornando alla cassettiera, rimise la pistola vuota nella fondina, la sistemò
nella borsa, poi guardò Scully con una domanda negli occhi.
- Lei lo guardò di sottecchi per qualche secondo prima di andare dietro alla propria
schiena e togliere la fondina. Sganciando il cuoio, estrasse la sua arma e compì gli
stessi controlli del collega. Le sue munizioni si unirono a quelle di lui
sullarmadio, poi lei rimise la pistola nella fondina e poi nella borsa. Lui approvò
sorridendo.
- Muovendosi per lasciare la stanza, sbatté contro il letto. Vedere il materasso ben
fatto coi cuscini rigonfi alla testa gli ricordò che si stava facendo tardi e che
entrambi erano stanchi. Rabbrividendo nellaria fredda, guardò con apprensione il
letto a due piazze.
- Un letto. Un piccolo letto. Dormire in un piccolo letto con Scully. Se solo significasse
quello che sembrava. Non pensava nemmeno al senso biblico e letterale
più allo
stare avvolti lun laltra, dividendo calore, respiri, sensazioni. Invece,
sarebbe dovuto restare sdraiato accanto a lei per tutta la notte senza toccarla nel modo
che tanto desiderava. E la mattina, si sarebbe svegliato fingendo che non erano altro che
ottimi amici
fingendo di non averle detto: "Io ti amo" solo per essere
spazzato via con un: "Oh brother".
- Questa sarebbe stata una notte molto lunga.
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~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
Ore 22.17
"Non lo trascinare, Scully. Sollevalo e portalo".
"È facile dirlo per te, sig. Alto Sei Piedi. È quasi grande come
me. Così, se non ti dispiace, lo trascinerò, invece di portarlo".
"Trova una presa migliore e sollevalo. La mia parte sta scivolando
perché sto tentando di tirare anche la tua metà".
"Non è la presa, Mulder, è il peso. È pesante. Rallenta".
Si trascinarono faticosamente per il corridoio e dietro al sofà,
tirando il materasso dalla camera da letto degli ospiti. Lui aveva suggerito di dormire
sul pavimento nel soggiorno, col focolare che irradiava onde di calore: sarebbe stato
meglio che alloggiare nella stanza da letto fredda con un cadavere nella camera accanto.
Gli era costata una piccola discussione, giungere ad un accordo. Erano stati
daccordo anche che un materasso sarebbe stato più comodo del pavimento di legno
duro, così decisero di tirarne via uno dal letto doppio e di portarlo nel soggiorno.
"Mulder, attento alla lampada".
"Io non sono assolutamente vicino alla lampada".
"Sì, lo sei. La colpirai se tu non ti allontanerai".
"Io non posso allontanarmi, Scully. Sto trascinando la tua metà
del materasso insieme alla mia".
"Di chi è stata lidea iniziale di dormire qui fuori?"
"Mia, ma tu eri daccordo con me. Ora butta la tua parte in
modo che io possa aggirare questo tavolo".
- Con un altre spinte e molti più bisticci, spinsero il materasso nello spazio tra il
sofà e il divanetto, poi lo lasciarono cadere sul pavimento. Sfortunatamente, cera
appena posto sufficiente per contenere il materasso in posizione orizzontale, il che
implicò che le gambe di Mulder restarono intrappolate contro il sofà quando il materasso
precipitò. Spinse contro il divano abbastanza forte da spostarlo indietro, poi tirò
fuori i piedi da sotto il materasso, ma non prima che lorlo duro del materasso desse
alle sue tibie una buona raschiata.
- Lui iniziò a lagnarsi per come lei avesse eseguito male lultima parte del suo
compito, ma si fermò quando la vide con la bocca piegata e gli occhi stanchi. Era stato
un giorno infernale. Almeno ora avevano un posto caldo e comodo dove passare la notte.
- Lei tornò in camera da letto e portò lenzuola, cuscini e coperte. Prepararono il letto
sul pavimento e sprimacciarono i cuscini. Molto meglio che restare imprigionati nella loro
macchina a noleggio in fondo ad un fosso pieno di neve.
Scully sbadigliò. "Suppongo che faremmo meglio a prepararci per
andare a letto. Non so te, ma io sono a pezzi. Tu vuoi usare prima il bagno o il gabinetto
esterno?"
Cera una pallida osservazione, in quello, da qualche parte, ma
lui la pressò e la mise da parte per un altro giorno.
"Perché non raduni il necessario prima di cambiarti, mentre io
scaldo lacqua per lavarci? Spegnerò le luci e coprirò il fuoco della stufa in
cucina prima di fare la mia corsa fuori".
"Sembra un piano".
- Sbadigliò ancora lottando per infilarsi cappotto e stivali, poi incespicò fuori dalla
porta posteriore nella neve che cadeva, chiudendo la porta dietro di sé. La guardò con
un piccolo sorriso sulle labbra. Col freddo che cera, almeno non si sarebbe
addormentata, là fuori. Improvvisamente sbadigliò anche lui, e decise che avrebbe fatto
meglio a scaldare lacqua prima che fosse il suo turno di usare il bagno.
- Dopo aver riempito la grande pentola alla pompa, la alzò sopra alla stufa. Si assicurò
che il fuoco fosse pronto per la notte, poi passò da stanza a stanza spegnendo le lampade
ed i candelieri. Lasciò una lampada accesa in soggiorno perché non inciampassero in
qualcosa, con la sola luce tremolante del camino.
- Pensò di prendere dalla borsa tutto quello che gli sarebbe servito, così Scully
avrebbe avuto la camera da letto per cambiarsi. Ancora una volta tornò alla fredda stanza
degli ospiti. Prese un paio di boxer puliti e li mise sulla cassettiera. Quando Scully
entrò faticosamente dalla porta e si diresse alla sua borsa, lui si tolse di mezzo. La
lasciò mentre frugava stancamente nella borsa ed andò a prendere la brocca in bagno. La
portò in cucina e la riempì il più possibile con acqua calda dalla pentola sulla stufa
aggiungendone un po di fredda dalla pompa. Nonostante lacqua fosse tiepida, la
brocca emanò vapore, quando la portò nel bagno non riscaldato. Mentre usciva, incontrò
Scully che entrava. Lei tentò di sorridere, ma quasi non sbocciò altro che un fremito.
Laccarezzò sulla spalla e si diresse verso la porta posteriore per "hit the
john". (Come si può tradurre con un modo di dire "andare in bagno"? Forse
"Andare da Don Peppino"? ndt)
- Quando tornò dalla sua corsa nel gelo, lei era già raggomitolata sotto le coperte.
Mulder tornò in camera da letto e recuperò i boxer che aveva lasciato sulla cassettiera.
Prese la brocca vuota ed il catino pieno di acqua usata dal bagno e li portò al lavandino
della cucina, svuotando la ciotola e riempiendo ancora la brocca di porcellana. Poi
ritornò al bagno dove si lavò come meglio poteva con un panno e lacqua calda.
Avrebbe preferito un vero bagno, per penetrare attraverso il sudore e la sporcizia senza
congelarsi nel processo. Locchiata ansiosa sul volto di Scully quando era entrata in
bagno prima, gli aveva detto che anche lei stava pensando la stessa cosa, anche se
sospettò che i suoi pensieri includessero bolle profumate nellacqua e molto tempo
per distendersi e rilassarsi nella vasca piena. Decise che lei avrebbe avuto
lopportunità di appagarsi il giorno seguente. Non sarebbe stato un problema
accendere un fuoco nel piccolo camino del bagno ed assicurarsi che lei avesse acqua calda
sufficiente per un lungo ammollo.
- Quando emerse dal bagno, Mulder fu colpito dalla calma nella casa. Non era silenziosa in
assoluto, la neve ancora picchiettava contro le finestre, il fuoco scoppiettava e
scricchiolava, e la struttura di legno reagiva al calore gemendo mentre si espandeva.
Cera comunque un senso di pace e serenità, la sicurezza che loro erano insieme e al
sicuro. Forse Elver sapeva quello che faceva, dopo tutto, vivendo senza le comodità
moderne.
- Laria era ancora fredda nel corridoio, ma deliziosamente calda vicino al
materasso. Sorrise al cumulo della misura di Scully nascosto sotto le coperte.
Unonda di gratitudine lo inondò senza preavviso. Non voleva pensare a come sarebbe
stata questa notte se fossero scivolati contro un albero invece di trovare un rifugio. Chi
sapeva che guidando da Cleveland ad Erie, sarebbero finiti in una bufera di neve a effetto
lago (causata dallo scontro tra laria artica contro lacqua tiepida dei grandi
laghi, ndt) di quelle che capitano una sola volta ogni centanni?
- Lui stirò i muscoli stanchi e sbadigliò. Era un po presto rispetto la sua ora
abituale per andare a letto, ma era stato un giorno estenuante. Era ora di andare a letto.
Si spogliò fino a rimanere in boxer, lanciò i vestiti sul divano, appoggiando i jeans
umidi sul bracciolo per farli asciugare. Tirò indietro le coperte abbastanza per fare
spazio al suo corpo, poi scivolò sotto. Laria fuori dalle coperte era ben calda, ma
il letto era gelato. Si affrettò ad avvicinarsi a Scully, cercando tracce di calore. Non
era questione di fare delle mosse verso la sua collega, il problema era evitare i tremori
di tutto il corpo che lo torturavano sul materasso ghiacciato. Si stava ancora chiedendo
perché non poteva trovarla sotto alle coperte quando urtò una forma coperta di pile che
tirò su col naso e borbottò in risposta alla sua leggera spinta.
- Alzando le coperte solo abbastanza per sbirciare, Mulder trovò la collega fasciata in
un completo sportivo, che gli sembrava proprio quello che aveva messo nella sua borsa per
correre. Anche le calze sembravano le sue. Scully portò una mano allaria fredda
sulla sua schiena e batté fino a richiudere le coperte. Le tirò giù e si rimboccò
mentre lui la guardava con un sorriso. Lo solleticava pensare a lei che portava i suoi
vestiti senza nemmeno darsi la pena di chiedergli il permesso. Forse pensava che glielo
doveva, dopo tutto quello che avevano passato in quel giorno, o forse non le era nemmeno
mai passato per la mente che potesse dispiacergli. Certo che non gli dispiaceva. Infatti,
si chiese come sarebbe stata con addosso nientaltro che una delle sue camicie ed un
segreto sorriso radioso per lui. Limprobabilità di tale evento gli procurò una
stretta dolorosa al centro del petto.
- Lui lasciò che lei si riaddormentasse prima di rilasciare dolcemente la sua presa dalle
coperte e coprirsi. La stanza era illuminata dal fuoco danzante e dalla lampada a petrolio
che aveva dimenticato di spegnere. Non appena il suo respiro rallentò nel sonno, lo
stoppino della lampada accesa si piegò lentamente, abbassandosi finché la lampada si
spense. Solo il fuoco rimase ad illuminare la stanza.
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Martedì, ore 2.57
- Un crampo alla spalla destra svegliò Mulder. Si era addormentato sul braccio piegato in
modo sbagliato ed ora aveva la mano intirizzita. Si girò, gemendo per il dolore ai
muscoli. Aghi e spilli gli assalirono il braccio quando lo ripiegò sotto alle coperte. Si
rannicchiò nella sacca di calore dietro a Scully, sfiorandole i capelli e togliendoseli
dal naso, aspettando che il sonno tornasse.
- In quel limbo tra sonno e veglia, pensò di sentire un suono di passi. Immediatamente
vigile, trattenne il respiro. I passi stavano muovendosi oltre la porta anteriore, ma
quando si avventurò a sbirciare in quella direzione, non cera nulla. Il suono
continuò nel corridoio, poi si fermò. Silenzio per molti battiti cardiaci, poi un nuovo
suono, una porta che cigolava aprendosi, poi chiudendosi.
- Ora completamente sveglio, cercò la sua arma accanto al letto prima di ricordare che le
pistole erano in unaltra parte della casa. Uscì di corsa da sotto le coperte e si
diresse in punta di piedi verso la porta anteriore. Era ancora chiusa dallinterno.
Gettando uno sguardo verso la porta posteriore, poteva vedere nella luce fioca che anche
quella era chiusa a chiave. Guardando giù ai suoi piedi, notò che il pavimento era privo
di impronte nevose. Maledizione, desiderò avere la pistola con sé. Guardandosi attorno,
larma più logica che poté trovare fu lattizzatoio del camino. Landò a
prendere a piedi nudi. Poteva essere banale, ma almeno era solido e pesante. Soppesandolo
nella destra per provarne lequilibrio, Mulder percorse il corridoio il più
silenziosamente possibile. Quando aprì la porta della camera degli ospiti, si accorse che
non cigolava. Non faceva assolutamente rumore, così non era quella che aveva sentito.
Tornò indietro e provò la porta della cantina, anche quella si aprì silenziosamente.
Non cera nessuna luce giù dalle scale, e non pensò che qualcuno potesse affrontare
quei gradini senza almeno una torcia
- Ingoiando a fatica, sbirciò di nuovo nel soggiorno. Scully sembrava ancora
addormentata, con le coperte che quasi le coprivano il viso. Ascoltò il suo leggero
respiro. Quando fu convinto che era addormentata, afferrò più saldamente
lattizzatoio ed imboccò furtivamente il corridoio. Giunto alla porta della camera
di Elver, chiuse la mano libera sul sacchetto di plastica che Scully aveva messo sulla
maniglia per conservare le impronte digitali. Trattenne il respiro, contò fino a tre, poi
girò la manopola. I cardini della porta lasciarono uscire un cigolio acuto quando la
spalancò il più possibile senza colpire il muro.
- La stanza era vuota.
- Come poteva essere vuota una stanza con un uomo morto dentro. Elver Smallwood ancora
giaceva dove era stato assassinato, anche se, grazie a Scully, ora era coperto
rispettosamente con un lenzuolo. Strisciando attraverso la stanza, Mulder sbirciò nel
piccolo armadio e persino si inginocchiò per guardare sotto il letto. Il cadavere
sembrava essere il solo abitante finché un topo scappò oltre, proprio sotto il naso di
Mulder. Sobbalzò e batté la testa contro la parte inferiore della cornice del letto.
- Strofinando la parte posteriore della sua testa, lasciò la camera da letto, e chiuse la
porta dietro di sé. I rumori che aveva sentito non dovevano essere nientaltro che
le contrazioni della casa riscaldata che si raffreddava. O cerano forse topi anche
nelle altre parti della casa. Tornò in soggiorno, ancora una volta gettando uno sguardo
in corridoio prima di avvicinarsi al focolare. Mescolò i tizzoni e rimise
lattizzatoio a posto prima di aggiungere due grandi tronchi al fuoco. Rimase
accovacciato di fronte ai carboni, scaldando la sua pelle raffreddata finché il legno
prese fuoco. Ritornando al materasso sul pavimento, si affrettò sotto le coperte e restò
a lungo sulla schiena, con tutti i sensi in allarme. Quando i minuti passarono senza
ulteriori disturbi, gli occhi si appesantirono sempre di più finché il sonno venne a
chiamarlo.
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Ore 7.38
- La seconda volta che Mulder si svegliò, era consapevole di due sensazioni. La prima, le
sue braccia stavano gelando. Nulla di sorprendente, dato che erano fuori dalle coperte. Il
fuoco era bruciato completamente fino a spegnersi durante la notte, così la casa intera
si era davvero molto raffreddata ed avrebbe continuato finché non avessero riacceso il
camino e la stufa.
- La seconda sensazione, non la provava da molto tempo. Un corpo caldo era piegato contro
la sua schiena, una gamba gettata sulla sua anca ed un braccio posato sopra le sue
costole, le dita si contorcevano contro il suo petto nudo. La sensazione del respiro umido
che soffiava contro la sua schiena stava scombussolando altre cose nel resto della sua
anatomia. Si chiese come uscire da sotto la sua collega senza svegliarla. Se avesse
pensato che sarebbe stata soddisfatta dallattuale situazione, lavrebbe
svegliata facendole il solletico ed avrebbe tentato la fortuna. Ma dopo che Scully ed i
ragazzi lavevano ripescato dal Triangolo delle Bermude, lei aveva chiarito benissimo
di non essere interessata ad una relazione più profonda con lui. Aveva scaricato la sua
dichiarazione non menzionandola mai più. Era stata dura, ma aveva accettato il
suggerimento. Il suo corpo doveva solo smettere di essere così felice prima che lo
prendesse a calci.
- Scully borbottò nel sonno e strofinò il naso contro la sua schiena. Egli soppresse un
gemito con la pura forza di volontà, ma non poté fermare il brivido che gli percorse il
corpo. Se non fosse uscito presto dal letto, si sarebbe dovuto stendere nudo nella neve
per liberarsi del cavalletto che lo sosteneva attualmente nel letto. Il problema si
risolse quando lei rotolò via, portando le coperte con sé. Saltò via dal materasso,
afferrò i suoi jeans e ci saltò dentro una gamba alla volta dirigendosi
allattaccapanni. Afferrò una giacca e la indossò prima di aprire la porta.
- La vista che lo salutò era la più spiacevole.
- Il sentiero che aveva scrupolosamente tagliato verso il gabinetto esterno era nascosto
sotto una nuova coperta di neve. Enormi blocchi di fiocchi continuavano a cadere
silenziosamente dal cielo plumbeo. Il tempo necessario per guadare la neve ammucchiata
alta fino alla coscia gli fece disperare il cuore. La contrapposizione del calore
appena-fuori-dal-letto con lo stare al freddo a piedi nudi chiarì il dilemma: Mulder si
aprì i jeans procedendo ad orinare accanto al portico.
Quando ritornò e chiuse la porta, gli venne incontro la collega ancora
disordinata dopo il sonno, con le mani sulle anche e le labbra aggrottate in
disapprovazione.
"Sarebbe meglio se non avessi fatto quel che penso che hai
fatto".
"Mi dispiace, Scully, non sapevo che volevi guardare. Dammi solo
un paio dore e qualche bicchiere dacqua e
"
Lei ignorò il commento e spinse i piedi in un paio di stivali.
"Se hai finito di marcare il territorio, forse potresti preparare la colazione prima
che proviamo ad uscire da qui". Infilò un cappotto ed avvolse la testa con una
sciarpa.
"Non possiamo andare via, Scully".
"Certo che possiamo. Faremo una buona colazione, prenderemo in
prestito altri vestiti e scarpe più pesanti, e poi aspetteremo nella macchina finché
qualcuno verrà ad aiutarci. O possiamo provare a camminare fino ad unaltra casa. Ce
ne deve essere una, qui vicino. Questa non è una landa selvaggia del secolo scorso, non
importa quanto sia antiquata questa casa ".
Quando aprì la porta, un colpo di vento soffiò via un cumulo di neve
dal portico portandolo fin sul pavimento della cucina. Lei lasciò cadere la mascella
quando ricevette i grassi fiocchi cadenti e la richiuse con uno scatto voltandosi verso di
lui.
"Ne discuteremo al mio ritorno".
La mano di Mulder sul suo braccio la fece fermare.
"Quella neve ti arriverà alla vita". Sostenne il suo
sguardo, tentando di trasmetterle la natura seria di quelle parole. "Non sprecare la
tua energia tentando di aderire a convenzioni sociali ottuse e pericolose, in queste
condizioni".
- Non sapeva in quale altro modo suggerirle di fare pipì fuori dal portico senza
dirglielo direttamente, e non poteva dire se lei avesse capito il suo messaggio
sottinteso. Comunque, la quantità di tempo che passò fuori dopo avere chiuso la porta
sembrò indicare che aveva raccolto il suo suggerimento. Lui appese il cappotto e
saggiamente scelse di prevenire ogni commento su schizzi freddi o neve precedente la sua
uscita.
"Le strade probabilmente sono migliori del giardino". Il tono
di voce mancava di convinzione, ma lui non si aspettava nulla di meno della sua solita
ostinazione. "Le avranno già spazzate e cosparse di sale. Sono certa che andrà
tutto bene una volta percorso il vialetto e raggiunta la strada. Possiamo andare via
oggi".
"No, non possiamo. Le passò una mano tra i capelli, sbuffando
esasperato. "Vedi, Scully, io sono ansioso quanto te di andarmene, ma andare in gita
con questo tempo è un suicidio. La neve è più alta di quando siamo arrivati qui ieri,
il vento sta ululando, la temperatura probabilmente è scesa, e davvero non penso che
qualcuno stia perlustrando le strade in cerca di viaggiatori arenati. Noi abbiamo una
certezza, qui. Restiamo finché non possiamo essere sicuri di non rischiare le nostre
vite, andando via".
Lo guardò di sottecchi. "Non posso crederci".
"A cosa?"
"Stai davvero provando ad essere la voce della ragione, per una
volta. Ci siamo forse scambiati i corpi, durante la notte?"
Egli sorrise furbescamente. "Posso controllare e vedere se tu stai
portando il mio? I vestiti sembrano proprio familiari".
Un debole rossore le passò sulle guance. Chiaramente era imbarazzata
per essere stata colta a rubacchiargli i vestiti.
"Mi stavo congelando ed ho pensato che non avresti voluto i miei
piedi freddi addosso a te per tutta la notte".
"Ohhhh, Scully
" Mulder fece le fusa, " io conosco
molti modi per mantenere il calore. Avresti dovuto parlarmene, la notte scorsa".
- Il rossore si incupì.
- Lei girò sui tacchi e si diresse verso latrio.
"Mi vesto e faccio colazione. Ti suggerisco di fare altrettanto, a
meno che tu non stia progettando di passare la giornata mezzo nudo".
Abbassando lo sguardo, Mulder ricordò di essere a piedi nudi e senza
camicia e la casa era piuttosto fredda, come testimoniava lo stato dei suoi capezzoli e la
pelle doca. Si chiese se lei lavesse notato. Forse per quello se nera
andata così velocemente quando aveva menzionato gli altri modi di scaldarla. Sbuffò
allidea che mai sarebbe rimasta così colpita soltanto vedendo il suo petto nudo.
Quello accadeva solo nei romanzi romantici ed in televisione, non nella vita reale.
Demoralizzato dai propri pensieri, andò in soggiorno e indossò la camicia del giorno
precedente. Si diede da fare per accendere il camino prima di rivolgere la sua attenzione
alla stufa in cucina. Per quando ebbe finito, Scully era emersa dalla stanza posteriore
con addosso una felpa, jeans, e stivali. I capelli erano pettinati ed il rossore
attenuato. Egli prese silenziosamente il suo turno per cambiarsi, spingendo in un angolo
oscuro della mente i pensieri intraprendenti, non da collega, su quanto fosse bella. La
giornata si profilava molto frustrante.
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Ore 9.50
- Vivere senza comodità moderne era un duro lavoro, decise Mulder. Tutto sembrava tre
volte più lungo del normale, da portare a termine: scaldare lacqua, preparare la
farina davena, lavare i piatti, senza contare la quantità di tempo per andare al
gabinetto esterno e tornare. Finalmente si arrese e spalò un nuovo percorso. Scully aveva
insistito per legare un altro pezzo di corda dal cavo di orientamento al passante della
sua cintura, così non avrebbe vagato nella bufera di neve. Probabilmente era una buona
cosa, il percorso iniziava a fare dei meandri a sinistra, verso la legnaia. Quando si
accorse di andare alla deriva, finì un bivio dal sentiero principale alla legnaia poi
tornò a ripulirne uno verso il gabinetto esterno. Con un po di fortuna, i percorsi
sarebbero stati utilizzabili per la maggior parte del giorno.
- Unaltra cosa che richiese unenorme quantità di tempo fu scaldarsi dopo
essere stato fuori. La casa era abbastanza piccola perché il focolare e la stufa
fornissero molto calore, ma fuori la temperatura era talmente bassa che lui si era
raffreddato completamente dopo unora, anche con diversi strati di vestiti. Mulder
strofinò le mani formicolanti di fronte al focolare acceso mentre lumidità
evaporava nellaria riscaldata dalle gambe dei pantaloni umidi. Si girò quando la
porta della cucina si aprì.
"Non devi farlo, Scully" disse attraverso i denti che
battevano. "Andrò a prendere altra legna non appena mi sarò scaldato un
po".
Lei trascinò la sacca di tela al camino e scaricò i tronchi sopra il
mucchio crescente. Spingendo indietro la sciarpa, rivelò un naso rosso brillante ed occhi
lacrimosi. Strofinò sul viso le mani inguainate nei mezzi guanti e tirò su col naso.
"Sciocchezze, Mulder. Tu hai bisogno di scaldarti, e noi abbiamo
bisogno di altra legna per il fuoco per farti scaldare. Inoltre, hai già fatto il lavoro
duro spalando i sentieri, non è assolutamente un problema raggiungere la legnaia. Due
viaggi ancora e penso che ne avremo abbastanza per tutta la notte. Con un po di
fortuna, potremo andarcene da qui domani".
- Raccogliendo di nuovo la borsa per portare la legna, tornò in cucina camminando
pesantemente ed uscì. Lui scosse la testa alla sua caparbietà. Nonostante questo, lei
aveva ragione
lui non era proprio in condizioni di portare legna, per il momento. La
sua camicia era appiccicata al sudore sul torace, le mani ed i piedi erano così
intirizziti che non poteva sentirli. Ogni calore che poteva aver generato spalando si era
disperso al vento intenso nellistante in cui si era fermato. Era passato troppo
tempo da quando era stato fuori al freddo, spostando montagne di neve. La prossima volta
avrebbe ascoltato Scully e avrebbe indossato un cappello.
- Quando lei annunciò che avevano abbastanza legna, Mulder abbandonò il suo posto di
fronte al fuoco e si allungò sul divano. I suoi jeans erano quasi asciutti dappertutto,
aveva fatto colazione, e lesercizio di spalare, insieme al sonno interrotto della
notte precedente, lo faceva sentire assonnato. Stava sonnecchiando quando la voce di
Scully attirò la sua attenzione.
"Quindi cosa potremmo fare fino a che la bufera non molla? Non
cè TV né radio, ed ho visto davvero pochi libri, qui in giro. Non penso che gli
Smallwoods fossero avidi lettori".
Lui considerò la sua domanda per qualche secondo, poi si alzò dal
divano ed andò ad uno dei tavolini. Spalancò gli sportelli ed indicò linterno con
un ampio gesto delle mani.
"Ta-da! A te la prima scelta, Scully".
Allinterno del tavolino cera una pila di giochi in scatola.
Le scatole più piccole erano incuneate nei lati dove le altre lasciavano spazi vuoti.
Inginocchiandosi di fronte alle porte aperte, sbirciò le etichette.
"Non vedo alcuni di questi da anni. Scommetto che ci sono pezzi da
collezione, qui".
Lui si accucciò accanto a lei.
"Nellaltro tavolino ce ne sono anche di più. Li ho visti
durante la mia ispezione di ieri. Direi che abbiamo scoperto come Elver e Marie passavano
il loro tempo libero".
Passando le dita sui lati delle scatole, superò Stadium Checkers,
Boggle, Life, e Backgammon. si fermò per un secondo allo Stratego e continuò. Afferrando
la scatola rosso scuro, ricoperta di stoffa, sorrise alzandola in trionfo.
"Che ne dici di Scarabeo?"
"È la tua scelta definitiva? Ne sei sicura?"
"Sì. Perché?"
Lui strofinò insieme le mani, poi allacciò le dita e le curvò
indietro fino a fare scrocchiare le nocche.
"Tu stai guardando il campione di Scarabeo del mio appartamento di
Oxford, imbattuto per due anni interi. Preparati a soccombere, agente Scully. Sei
finita!"
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Ore 11.35
"Che significa che non posso usare cardite? È un
termine medico perfettamente valido".
"Nessun termine medico, Scully".
"Io posso usare termini medici. Sono nel dizionario di Scarabeo
che ho a casa".
"Bene, noi non ne abbiamo uno, qui, così io non posso
controllarli. Inoltre, tu non mi hai permesso di usare una parola, prima".
"Mulder, la tua parola era volgare. Il gioco non concede
luso di termini scurrili riferiti ai genitali femminili. Vediamo
ho usato
tutte le mie sette lettere, così sono giusto cinquanta punti. Sono in una casella con
parola tripla, la D è su una casella doppia, ed ho trentanove punti per quello, per un
totale di ottantanove punti. Niente male".
"Ottantanove punti? Scully, tu mi stai uccidendo! Perché continui
a trovare tutte le caselle buone?"
"Lagnarsi è molto poco attraente, lo sai".
"Ed anche inutile".
"Inoltre, tu avevi una casella con parola tripla sotto la S che ho
appena usato. Non sono lunica ad avere buone occasioni".
"Non penso che tu sia molto in pericolo per i miei diciotto punti
di unghie. Si alzò e si diresse verso la porta posteriore. "Userò la
latrina, torno presto".
"È quasi ora di pranzo. Perché non ne riparliamo mentre
mangiamo?"
- Mulder annuì strappando il cappotto dal piolo e gettandolo sulle spalle. Infilando i
piedi in un paio di stivali, aprì la porta posteriore su un esterno di un bianco
virtuale. Ancora una volta sussurrò un "grazie" ad Elver per essere stato
abbastanza previdente da legare una corda tra il portico ed il gabinetto.
- Usare le costruzioni esterne in inverno era più che sufficiente per far tacere il
desiderio di una persona di indugiare nei propri affari, e neanche la possibilità di
perdersi nel tragitto di andata o ritorno era molto attraente. Dato lattuale
ammontare della nevicata, i percorsi non sarebbero stati praticabili ancora a lungo. Aveva
pestato i piedi sulle impronte precedenti ed era tornato nel calore della casa in un tempo
record. Il profumo di zuppa al pomodoro ed il volto aggrottato della sua collega lo
salutarono alla porta.
"Non avresti dovuto ricorrere a un tale misero stratagemma,
Mulder".
"Cosa?"
Scully indicò il tavolo. "Non dovevi mandare a monte il nostro
gioco prima di andartene. Non avrei mai pensato che avresti fatto ricorso a quel
mezzo".
Guardando dove lei indicava, vide che le tessere con le lettere erano
state sparse sul gioco e sul tavolino. Scosse la testa.
"Io non lho fatto, Scully. Sai che non sono così
meschino".
"Allora come lo spieghi?" chiese. "Io non li ho toccati.
Ero in cucina ad aprire una lattina di zuppa per pranzo".
"Ed io stavo rispondendo alla chiamata della natura. Il gioco era
a posto quando me ne sono andato".
Lei storse la bocca. "Mi dispiace, Mulder. Sicuramente non è
stata colpa tua. Il vento deve essere entrato ed aver soffiato proprio sul gioco. Leva il
cappotto e mangiamo. Inizieremo una nuova partita".
- Dopo avere appeso il cappotto sul piolo accanto alla porta, si tolse gli stivali e si
avvicinò al gioco scombinato, ricordando i rumori strani durante la notte. Raccolse un
pezzo e lo rigirò tra le dita. Scuotendo la testa, riappoggiò la tessera e proseguì
verso la cucina per aiutare a preparare il pranzo.
- Nessuno era là a guardare quando le tessere iniziarono a girare sul piano del tavolo.
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Ore 23.35
- La giornata era stata a suo modo divertente, ma per Mulder la reclusione forzata era un
inferno. Passare ogni minuto del giorno con la donna che amava era il paradiso, ma non
poterla toccare o esprimere i suoi veri sentimenti, gli dava limpressione di avere
un cilicio che lo pizzicava e lo rendeva irritabile. Il risultato fu un flusso continuo di
insinuazioni e commenti volgari sottilmente camuffati dalla scelta delle parole per lo
Scarabeo.
- Essere battuto sei partite su sei lo mise in uno stato danimo pessimo, ma il
miglioramento nella disposizione della collega valeva lumiliazione. Vincere rendeva
Dana Scully di un umore molto clemente. Infatti, era stata più che felice di preparare
per loro verdure, prosciutto e formaggio fritto con tagliatelle per cena: cucinare era un
segnale certo del buon umore di Scully.
- Lui mantenne la sua promessa mentale di offrire alla collega un lungo e caldo ammollo
nella vasca con i piedi. Mentre lei stava facendo un viaggio al gabinetto esterno dopo
cena, lui preparò un fuoco nel caminetto del bagno ed appese un grande bollitore di acqua
al gancio apposito conficcato nel muro. Per quando finirono la loro nuova partita di
Scarabeo, lacqua era calda.
- Mulder trascinò una grande pentola di acqua fredda nel bagno ed invitò Scully ad
entrare ed approvare. Locchiata di gratitudine quando capì le sue intenzioni
compensò lo sforzo. Lui chiuse la porta del bagno quando lei cominciò a versare pentole
di acqua calda nella vasca.
- In retrospettiva, era stata una bella cosa da fare per il benessere della collega, ma si
trasformò in un altro strato di polvere sotto il cilicio a procurargli prurito. Steso sul
divano mentre sguazzava e canterellava nel bagno non aveva alleviato il suo livello di
frustrazione. Invece, peggiorò le cose dieci volte. Non sembrava essere in grado di
smettere di immaginare la sua pelle pallida, lucida di sapone e schiuma, splendente nella
luce del focolare. Si sgomentò quando si sorprese a strofinare lerezione che si
tendeva contro la sua chiusura lampo - non ricordava di avere raggiunto linguine
mentre le immagini di Scully giravano nella sua mente. Spingendosi via dal sofà
disgustato, si mosse a grandi passi verso la porta posteriore e la spalancò al vento
ghiacciato. Lo schiaffo della neve sul viso era un piccolo prezzo da pagare per essersi
arreso ai suoi pensieri lascivi. I suoi sentimenti per la collega non gli davano il
diritto di abbandonarsi alle fantasie
fantasie che senza dubbio lavrebbero
disgustata se ne fosse venuta a conoscenza. Rimase là in piedi finché sentì la porta
del bagno riaprirsi. Solo allora chiuse fuori la turbinosa tormenta e tornò in soggiorno.
- Scully emerse rosea, sorridente e rilassata dalla stanza piena di vapore. La vista di
lei trascinò i suoi sentimenti più profondi finché pensò che si fossero districati nel
suo petto.
- Ora, steso accanto al suo corpo caldo, Mulder fissava la tremolante luce del fuoco sul
soffitto, chiedendosi come avrebbe superato unaltra notte con lei così vicina senza
impazzire. O saltando le sue ossa, il che sarebbe stato certamente peggio (scusate ma non
so rendere questo modo di dire, ndt). Probabilmente lavrebbe perdonato perché era
pazzo.
- Il suono di passi sul pavimento di legno si insinuò nei suoi pensieri. Li ascoltò
muoversi dalla cucina alla sala da pranzo, al corridoio, fino a che una porta di nuovo
cigolò aprendosi e chiudendosi. La notte precedente, era stato disposto a credere che i
suoni fossero dovuti alla sua immaginazione ed ai rumori di una vecchia casa, ma ora era
certo che ci fosse dellaltro. La sua mente balenò sulla partita a Scarabeo
rovinata, e sul modo strano in cui la sua pistola aveva fatto cilecca il giorno prima. I
pezzi andarono faticosamente a posto ed emerse uno schema -- Elver Smallwood non aveva del
tutto abbandonato il piano terreno. Concesso, non aveva nientaltro che alcuni indizi
non connessi come prove, ma ugualmente aveva senso. Elver stava tentando di contattarli.
Mulder sorrise nel bagliore tremolante. Aveva trovato un fantasma vivo e vegeto
per
modo di dire. Non che avesse intenzione di menzionare questa teoria a Scully. non era
dellumore per affrontare la sua logica razionale ed i fatti scientifici.
- A volte desiderava che lei potesse credere senza porsi domande. Per quanto rispettasse
il suo punto di vista contrastante, una volta tanto sarebbe stato bello poter discutere
approfonditamente delle idee su "là fuori" senza dibattere su ogni possibilità
estrema. In nessun modo poteva dirle che stavano in una casa infestata dagli spettri.
Lavrebbe guardato come un bambino, spiegandogli in parole semplici perché i
fantasmi non esistono. La certezza della sua reazione smorzò la propria eccitazione.
Lamava più di quanto avrebbe pensato possibile al loro primo incontro, ma qualche
volta si chiedeva per quanto tempo poteva combattere con questo male nel cuore.
- Non c'era nulla di male nel chiedere consiglio a qualcun altro.
Bisbigliò nel silenzio: "Elver, vecchio mio, ti è mai capitato
di sapere qualcosa riguardo lamore non corrisposto?"
Lunica risposta fu un breve bagliore di luce dal camino. Ombre
ballarono e giocarono negli angoli, ma nessunaltra rivelazione spettrale gli fu
trasmessa nelloscurità.
"Grazie comunque" mormorò, mettendosi comodo sotto le
coperte. "Suppongo che dovrò dedurlo da solo.
Quando il suo respiro rallentò, il fuoco arse di nuovo, inondando le
due persone di luce. Scully borbottò nel sonno, gettando via le coperte dalle spalle.
Tornò rapidamente nel sonno profondo e nemmeno notò quando le coperte furono tirate di
nuovo fino al suo mento e dolcemente rimboccate attorno a lei da una mano invisibile.
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Mercoledì, ore 9.37
- Mulder fece voto di non dare mai più per scontato le tubature interne. Una volta a
casa, avrebbe pulito il bagno fino a che fosse abbastanza pulito da poter mangiare su
ognuna delle sue superfici, e in seguito lavrebbe mantenuto in questo stato,
nonostante il disordine occasionale nel resto dellappartamento, non aveva mai dovuto
spalare la strada verso il bagno. Ed era dannatamente stanco di dovere farlo ora.
- Siccome la neve non si era fermata, il sentiero che aveva fatto in precedenza continuava
a riempirsi. Ogni volta che spostava fuori la neve accumulata, i lati del percorso
diventavano più alti, il che significava che era più difficile spalare la volta
seguente. Non gli interessava fare pipì accanto al portico, i ragazzi erano costruiti
apposta, ma non era leale aspettarsi che Scully rischiasse di perdere lequilibrio
precipitando nella neve in un momento in cui era vulnerabile.
- Quindi spalò, ed ogni volta gli ci voleva un po più di tempo. Ci si stava
dedicando già da unora e mezza. Aveva quasi finito, ma nonostante lesercizio
di raccogliere cumuli di neve da un lato, le mani e i piedi erano completamente
intirizziti. Proprio come lultima volta, la schiena ed il torace erano sudati sotto
lo spesso cappotto militare di Elver, così ogni qualvolta un soffio di aria ghiacciata
faceva contatto con lumidità da sotto una manica o da sotto lorlo, gli
arrivava un brivido freddo alla bocca dello stomaco. Adesso stava internamente tentando di
generare calore tremando come un dessert di gelatina durante un terremoto.
- Il buon umore di Scully era bruscamente crollato quando si svegliarono e la neve ancora
cadeva. Non poteva biasimarla realmente, anche lui stava diventando matto per lo stare
recluso, ma probabilmente per una ragione completamente diversa. La sua consapevolezza
fisica della collega era cresciuta fino alla soglia del dolore. Sin da quando era emersa
dal bagno la notte scorsa, i suoi sensi erano stati assaltati su tutti i fronti dal suo
profumo, dalla vista della sua pelle cremosa, dal tono serico della sua voce. La polvere
irritante sulla sua pelle si era trasformata in rovi, che si lasciavano dietro piccole
ferite ogni volta che permetteva alla sua coscienza di avere il pieno dominio. Per quanto
odiasse spalare, almeno gli dava una breve interruzione allassalto continuo alla sua
sanità mentale ed al gonfiore inevitabile di una certa porzione della sua anatomia. Il
freddo estremo aiutava, anche.
- Dopo aver alzato unultima volta la pala, Mulder si appoggiò contro la porta della
legnaia ed osservò il suo lavoro. Finito. Di nuovo. Piccole nuvole di vapore sbuffavano
tra le sue labbra aperte mentre tentava di prendere fiato. Era ancora freddo come quando
erano arrivati, ma al suo occhio addestrato del New England, sembrava che la neve
rallentasse. Concesso, poteva essere un po arrugginito nelle previsioni del tempo,
dopo così tanti anni lontano dalle terre settentrionali, e probabilmente non era altro
che una sua speranza, ma sembrava che i fiocchi fossero più piccoli e distanti.
Certamente lo sperava. Prima si fossero allontanati da questo luogo, prima avrebbero
raggiunto le autorità preposte ad investigare e prima sarebbero tornati alle loro case.
Scully era stata abbastanza irascibile a colazione, e lo stroncava ad ogni commento che
faceva. Sospettò di essere in questo momento *lui* la polvere irritante sulla pelle di
lei, ed il non potersi allontanarsi luno dallaltra stava solo peggiorando le
cose.
- Staccandosi dalla porta della legnaia, tornò indietro a fatica sul sentiero ripulito
verso la casa. Era raffreddato fino allosso, ma almeno aveva consumato abbastanza
energia in eccesso da poter passare molte ore in compagnia di Scully senza rischiare di
gettarla sul materasso e strapparle i vestiti. Se non fossero usciti presto da questo
posto, avrebbe passato tutto il suo tempo spalando neve, tentando di raffreddare il suo
desiderio.
- Mulder rabbrividì salendo a passi pesanti i gradini del portico. Al momento, la sua
libido sembrava essere la sola cosa non fredda.
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Ore 15.32
"Mulder, hai affondato la mia corazzata! Ancora!"
"Cosa posso dire? Quando uno è bravo, è bravo".
"E quando non sei sportivo, sei disgustoso. Giuro che hai
sbirciato, in qualche modo".
Lasciò uscire un sospiro risentito mentre sistemava le sue navi nella
scatola del gioco. "Questa è la seconda volta che mi accusi di imbrogliare, Scully.
Mi ferisce che tu pensi una tale cosa di me. Inoltre, mi hai stracciato, ieri. Sarò
espulso dal Corpo del Testosterone se non potrò batterti a *qualcosa*. Facciamo a quattro
su sette?"
Lei fece cadere con un tonfo il suo gioco sui cuscini del divano e si
alzò in piedi. "No, grazie. Penso che perdere tre partite di Battaglia Navale sia
abbastanza per oggi". Dirigendosi alla porta della cucina, scostò la tenda della
finestra. "Sono stanca di stare rinchiusa. Voglio uscire da qui. La neve si è
fermata unora fa. Perché non possiamo andare via?"
Lei probabilmente non comprendeva quanto fosse piagnucolosa. Mulder
generalmente avrebbe considerato tale comportamento insolito come una dimostrazione di
dolce puerilità. Oggi, strideva sui suoi nervi. La guardò in cagnesco senza tentare di
nascondere la propria esasperazione.
"Ne abbiamo già parlato, Scully. Presto sarà buio. Passare tutta
la notte fuori accanto alla macchina sarebbe una mossa stupida. Andremo via in mattinata
se non ricomincerà a nevicare. Lo so che trovi difficile tenere le tue mani lontane da
me, ma
"
Lei si girò ad affrontarlo. Mulder non era sicuro di sentirla
ringhiare, ma il suo labbro superiore aveva certamente una curva irritata.
"Se non puoi dire qualcosa di positivo, allora stai zitto,
Mulder!" roteò verso la finestra, strattonando da parte la tenda per fissare ancora
il prato coperto di neve.
- Lui crollò sul divanetto e chiuse la custodia del suo gioco. Ok, non era il caso di
stuzzicare, almeno per oggi. I giochi da tavolo lo stavano annoiando, anche se stavolta
aveva vinto. Si spinse su ed andò allarmadietto delle porcellane. Aprendo le doppie
porte in basso, ne tolse la piccola pila di libri che aveva visto il loro primo giorno
là. Mettendoli sul tavolo, lesse attentamente i titoli ed ammise che, anche se non
cera una gran scelta, erano tutti classici.
- Ventimila leghe sotto i mari.
- Laveva letto.
- I primi uomini sulla luna.
- Letto anche quello.
- Robinson Crusoe.
- Letto cinque volte.
- La guerra dei mondi.
- Letto finché la sua copia non era andata in pezzi.
- Via col vento.
- Probabilmente uno dei libri di Marie.
- Ce nerano circa una dozzina in tutto, una miscela eclettica di vecchi titoli ma
nessuno che potesse essere considerato moderno. Mulder sperò che ci fosse qualcosa qui
per calmare i nervi della collega, almeno per un po di tempo. Si schiarì piano la
gola.
- "Uhm, ho trovato dei libri quando stavo indagando, Scully. Forse preferiresti
leggere invece che giocare".
Lei lasciò precipitare la tenda e si rivolse di nuovo a lui, senza
ghigno questa volta. Gli occhi le si spalancarono quando vide i libri che lui aveva messo
sulla tavola, e si avvicinò per dare unocchiata. Le sue dita carezzarono le
copertine mentre sceglieva tra questa offerta di pace. Lui avrebbe probabilmente saputo
dire quali lei avesse letto dallattardarsi del suo tocco e dal suo sorriso. Raccolse
La guerra dei mondi rigirandolo tra le mani. Quando lei lo guardò, aveva un ghigno di
autodisapprovazione sulle labbra che le raggiunse anche gli occhi.
"Grazie, Mulder. Non penso di averlo mai letto, anche se ho
sentito la versione radiofonica di Orson Wells, a volte. Forse ci troverò qualche utile
suggerimento su come fermare uninvasione mondiale. Potrebbe farmi comodo, un giorno
o laltro".
- Lui sorrise per accettare le sue scuse non pronunciate. Lei tornò al divano e si
sedette mentre lui si spostava in casa, accendendo le lampade. Non era ancora molto scuro,
ma lo sarebbe stato presto.
- Quando ebbero abbastanza luce per leggere, raccolse la copia di A Childs Garden of
Verses (raccolta di poesie per bambini) e ritornò al divanetto. Scully alzò lo sguardo,
gettando alla sua scelta unocchiata indagativa.
"Poesie per bambini, Mulder?"
- Lui scosse le spalle. "Da bambino ho amato Robert Louis Stevenson. Ho letto tutto
quello che ha scritto, incluse le poesie. Accidenti, ho letto tutto di *tutti* gli autori
classici: H. G. Wells, Jules Verne, Daniel Dafoe, Kipling, Mark Twain. In particolare le
storie di avventure. Ho sempre desiderato di potermi arenare su unisola deserta,
come Robinson Crusoe. Suppongo, in un certo modo, di aver finalmente realizzato il mio
desiderio. Anche se tu sei molto più carina di Venerdì".
- Invece di creargli a morsi un nuovo orifizio come aveva fatto prima quel giorno, lo
ripagò con un sorriso pieno, con tutti i denti. Scully chinò la testa sul libro mentre
lui apriva il proprio e faceva lo stesso. Presto rimasero così assorbiti dalla lettura
che non notarono nemmeno quando ricominciò a nevicare.
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Ore 21.40
- Cenarono tardi. Il lusso di leggere senza interruzione era sufficientemente insolito da
tenerli entrambi interessati finché la natura chiese a gran voce cibo e riposo.
- Scully fu la prima a mettere da parte il libro per un viaggio al gabinetto esterno. Il
piccolo lamento di disperazione che esalò aprendo la porta fece accorrere Mulder al suo
fianco, abbandonando il libro sul pavimento per la fretta.
- Il percorso ai capannoni era di nuovo riempito a metà. Grassi fiocchi stavano
discendendo ad un ritmo regolare, sebbene non più furioso. Avanzando dietro di lei alla
porta aperta, lafferrò per le spalle chine e gliele strizzò con comprensione.
"Dovrà smettere, una volta o laltra" mormorò tra i
suoi capelli. Posandole un dolce bacio sulla testa, fu gratificato dal sentirla rilassarsi
nellabbraccio. "Siamo in Ohio, non in Alaska. Usciremo presto da qui, te lo
prometto".
Raddrizzando la schiena, uscì dalle sue mani, con sua grande
delusione. Lei uscì dalla porta, rivolgendogli un sorriso ondeggiante oltre la spalla.
"Grazie," disse. "Io
torno presto".
- Lui restò lì per circa un minuto, fissando la porta chiusa come se custodisse un
segreto che si poteva scoprire guardandola, prima di passare in cucina. Prendendo una
lattina di zuppa di patata ed una scatola di Pasta-Roni da un armadio a muro, si incupì
guardandole. Avrebbe compilato rapporti di spesa per un mese in cambio di un succoso
hamburger, proprio ora. Lasciando le confezioni sul bancone, gettò un paio di tronchi
nella stufa.
- Nel calore del fuoco, Mulder intercettò il proprio odore e comprese che probabilmente
doveva fare un bagno. Aveva cominciato a portare vestiti sporchi ogni volta che andava
fuori a spalare il sentiero, immaginando che sarebbe stato ridotto a saccheggiare a breve
il guardaroba di Elver se non avesse conservato quanto aveva portato con sé. Ma
nonostante si lavasse ed indossasse dopo vestiti relativamente più puliti, il suo attuale
aroma lasciava molto a desiderare.
- Radunando dei tronchi e dei fuscelli dal mucchio nella cassa per la legna in cucina,
andò in bagno ed accese un nuovo fuoco nel piccolo camino. Scully ritornò dal suo
viaggio allaperto e lo trovò che pompava acqua in un grande bollitore. Vedendo il
suo sguardo indagatore, spiegò: "Ho pensato che avrei fatto meglio a mettere a bagno
un po di puzza prima che tu mi faccia dormire con Elver stanotte".
"Vuoi dire che non era lui quello che ho dovuto annusare per tutto
il giorno?"
Lui si batté una mano sul cuore. "Questo è duro, Scully,
veramente duro. Aspetta e spera che io ti prepari ancora un bagno".
Latmosfera a cena fu certo più allegra ed amichevole di quanto
fosse stata nel resto del giorno. Leggere invece di giocare a giochi da tavolo aveva
procurato una necessaria interruzione nella loro unione involontaria. Per quando ebbero
finito di mangiare, lacqua per il bagno di Mulder era pronta. Lasciò lavare Scully
perché andasse a letto per prima, siccome era già tardi, mentre si dirigeva al gabinetto
esterno. Quando tornò, ancora una volta era vestita per il sonno nel suo completo
sportivo. Gli piaceva vederla nei suoi vestiti, e si chiese se poteva convincerla a
continuare a portarli dopo il loro ritorno a casa.
- Lei prese in prestito una grande casseruola della sua acqua calda, offrendosi di lavare
i loro pochi piatti mentre lui si rendeva più presentabile. Gradì molto il caldo ammollo
di fronte al piccolo focolare. Se mai avesse avuto lopportunità di possedere una
casa, si sarebbe assicurarato che avesse un camino in bagno o ne avrebbe aggiunto uno.
Sapeva che Scully avrebbe apprezzato quellidea decadente.
- Quel pensiero lo condusse a tagliar corto. Quando aveva cominciato a pensare nei termini
di quello che Scully vorrebbe nella *sua* futura casa? Già dallinizio della loro
collaborazione, aveva rispettato la sua opinione professionale quando stavano lavorando su
un caso, anche se spesso riusciva a convincerla a fare le cose a suo modo. Concederle la
stessa cortesia nella sua vita personale era avvenuto gradualmente, finché i potenziali
desideri di lei iniziarono a riversarsi anche nei suoi sogni ad occhi aperti. Per essere
onesto con se stesso, da lungo tempo non aveva preso alcuna decisione che non includesse
il suo contributo. Non poteva ricordare più un tempo in cui la felicità di lei era solo
un pensiero tardivo. Avendone lopportunità, avrebbe appagato ogni sogno del suo
cuore per il resto della sua vita. Ma lei aveva chiarito a sufficienza che
linteresse era solo unilaterale. In considerazione del fatto che presto avrebbe
dormito accanto a lei, non gli sembrava il momento migliore per il suo pensare desideroso.
- Finito con il bagno, Mulder lasciò scolare lacqua dalla vasca. Spense il fuoco
con quello che era rimasto nel bollitore. Indossò dei boxer puliti e lasciò di
malavoglia il calore della piccola stanza per il freddo relativo del resto della casa.
Scully era già sotto le coperte ed apparentemente addormentata. Si mosse attraverso le
stanze, assicurandosi per prima cosa che il fuoco in cucina fosse spento ed aggiungendo
dei tronchi a quello nel caminetto. La familiarità dei suoi compiti domestici gli creò
un groppo in gola. In tutta la storia, gli uomini sono stati considerati protettori della
famiglia. Quando gli uomini vivevano nelle caverne, questo poteva significare mantenere il
fuoco lontano dai membri della famiglia addormentati, spegnere le torce fumose, e
barricare lingresso contro gli animali predatori. Con il crescere
dellinventiva nel passare del tempo, i compiti notturni divennero più facili e
brevi. Attualmente, quei doveri consistevano in nullantro che chiudere una
serratura, una finestra, colpire qualche interruttore a muro, ma il simbolismo era lo
stesso. Cosa non avrebbe dato per lopportunità di eseguire questi incarichi ogni
sera, sapendo che Scully avrebbe aspettato che finisse? Magari indossando qualcosa di meno
coprente
- Mentre si accucciava accanto al fuoco fantasticando, loscurità crescente attirò
la sua attenzione. Alzandosi, si girò attorno per scoprire che le lampade e i candelieri
si spegnevano da soli lentamente. Guardò come il bagliore di ognuna si affievoliva fino a
sparire completamente, lasciando solo il focolare a dare luce alla stanza.
"Non puoi dimenticare labitudine di tanti decenni, vero
Elver?"
- Quando non ci fu risposta, si infilò sotto alle coperte. Si affrettò ad avvicinarsi al
calore di Scully, ma si trattenne dal toccarla, anche attraverso il completo sportivo. Era
grato che il giorno fosse finito meglio di comera iniziato. Ma quello voleva dire
anche che non aveva lo schermo dellirritazione di lei tra se stesso ed i propri
desideri inappropriati. Tutto ciò che aveva erano anni di limitazioni che i giorni
passati avevano assottigliato agli orli.
- Su quellinfelice pensiero, scivolò in un sonno senza riposo, tra il suono di
passi ed il cigolare di porte che echeggiavano nei suoi sogni.
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Giovedì, ore 14.48
- Anche se stava nevicando quando si erano svegliati quella mattina, lumore non era
stato teso come il giorno precedente. I fiocchi scendevano ondeggiando pigramente invece
di battere contro la casa, e la mancanza di grigio nel cielo faceva presagire la
possibilità di una eventuale tregua da parte di Madre Natura. Con un po di fortuna,
sarebbero stati in grado di andare via domani.
- Quando Mulder si avventurò fuori dopo colazione per spalare il piccolo accumulo di neve
dai sentieri, fu lieto di scoprire che gli ci volle meno di mezzora. Infatti, la
mancanza dellesercizio lo lasciò così allegro, che offrì un suggerimento molto
maleducato su come Scully poteva aiutare a riscaldarlo. Invece di colpirlo in testa con
una casseruola, aveva affermato semplicemente, che, in onore delle loro attuali condizioni
di vita antiquate, si sarebbe avvalsa della legnaia per il suo storico scopo secondario,
se egli non avesse posto fine ai suoi scherzi dissoluti. Non sapeva se ridere o cercare
una pala perché lei la usasse, così strinse insieme le labbra e tentò di nascondere il
ghigno.
- Dopo una colazione piacevole, un pranzo socievole, e lequa divisione dei compiti
domestici, aveva ottime speranze di poter terminare il loro forzato confino senza fare
qualcosa che avrebbe messo in pericolo la loro relazione corrente.
Finché Scully decise di giocare un giro di Scruples.
"Hai mai giocato a quel gioco?" chiese Mulder.
"No," ammise, "ma ne ho parlato con mia mamma, e le
regole lo fanno assomigliare a Verità o Sfida. A quello ci ho giocato. Quanto può essere
diverso?"
"È più come Verità o Conseguenze, Scully. Non sono certo che
sia una buona idea, proprio ora".
"Tu sei un pollo".
"Cosa?"
"Ho detto che sei un pollo. Hai paura che ti straccerò
ancora".
"No che non lo sono!"
Lei si mise a chiocciare piano.
"Bene". Disse, raddrizzando le spalle. "Vediamo quanto
sei dura".
Si accovacciò di fronte al tavolino ed estrasse la scatola. Era ancora
sigillata con la plastica.
"Huh," disse. "Sembra che Elver e Marie non abbiano mai
avuto lopportunità di giocare con questo".
"O qualcuno glielo ha regalato, ma loro non erano interessati.
Forse dovremmo lasciarlo intatto".
Mulder tagliò la plastica con lunghia del pollice e la tolse.
"Se qualcuno della loro famiglia glielo avesse dato, sarebbe più
gentile se lo riavesse come se fosse stato usato, non pensi? Io ci rimarrei male se
scoprissi che a qualcuno non è piaciuto il mio regalo tanto da non aprirlo".
"Ok". Prese una sedia dal tavolo della sala da pranzo e si
sedette. "Ma voglio essere prima".
"Ti senti sadica oggi, eh? Accomodati, mia cara Scully. Dopo di
te".
- Lei aprì la scatola ed estrasse il foglio delle regole. Lui mise altra legna sul fuoco,
dandole il tempo di leggerle prima di raggiungerla al tavolo. Aveva già giocato a questo
gioco e non gli era piaciuto molto. Si era scoperto a fare il profilo agli altri giocatori
e questo gli faceva sembrare il gioco come se fosse il suo lavoro e gli toglieva il
divertimento. Come anche la necessità di rivelare parti di sé che avrebbe preferito
tenere nascoste sotto le loro rispettive pietre. Mulder aveva una sensazione molto brutta
su tutta questa intera idea, ma non poteva lasciare che la sua collega lo chiamasse pollo.
- Evidentemente convinta dalle istruzioni, estrasse un pacco di schede gialle dalla
scatola, le mescolò e ne distribuì cinque ciascuno, ma lasciò il pacco di schede rosse
dove erano.
"Hai venduto la tua casa," lesse sulla prima scheda.
"Prima di trasferirti, il tetto inizia a perdere. Lo fai riparare?"
Lo fissò ansiosamente. Lui batté le palpebre sorpreso.
"Scully, hai appena letto le istruzioni. Dovresti dare a ciascuno
anche una scheda rossa. Poi dovremmo indovinare quello che dirà laltra
persona".
"Da quanti anni lavoriamo insieme, Mulder?" doveva essere una
domanda retorica, perché sventolò una mano e continuò: "Io *so* quello che
risponderai. Inoltre, quelle regole sono per un gruppo di persone. Dicono che devi
decidere chi darà la risposta più simile a quella sulla tua scheda rossa. Non è una
grande sfida quando ci siamo solo noi due. Invece, noi daremo una risposta e poi
cercheremo di indovinare se laltra persona è stata onesta. Ora, ripareresti il
tetto che perde o no?"
Questa idea gli sembrava sempre peggiore. Aveva un nodo alla bocca
dello stomaco come filo spinato. La sua risposta uscì un po più belligerante di
quanto intendesse.
"No, diavolo! Se qualcuno già ha comprato la casa, non è un mio
problema a meno che la mia testa si stia bagnando. Loro sono gli unici che debbano
preoccuparsene, non io".
"Non posso credere che tu dica una cosa del genere. Tu hai
lobbligo morale di assicurarti che la casa sia in sufficiente ordine per i nuovi
proprietari. Un tetto che perde non è ammissibile".
"Non se i documenti sono già firmati e loro stanno solo
aspettando che io me ne vada".
"Qui non si dice nulla riguardo i documenti, Mulder, ma solo che
tu non ti sei ancora trasferito".
"Quindi non hai sufficienti prove per suggerire una risposta
corretta, ed ora tocca a me".
Raccolse la sua prima scheda e la lesse: "Vai daccordo con
qualcuno ad una festa. Il tuo innamorato sembra geloso. Dai un taglio alla tua
conversazione?"
Uno sbuffo divertito uscì dalla gola di Scully. "Non è
credibile".
"Perché no?"
"Non è quello che cè sulla scheda, vero?"
"No, non lo è. Mulder girò la scheda così che lei potesse
vederla. "Ero soltanto curioso di sapere se avresti tagliato una conversazione con un
estraneo se al tuo innamorato non piacesse che gli parlassi".
"In primo luogo, io non starei parlando necessariamente con un
uomo".
"Lo faresti, se non sei gay. Non penso che un innamorato maschio
sarebbe geloso di te, se parlassi con unaltra donna".
Gli diede unocchiata ma non discusse la sua ipotesi. "Ok,
così io starei parlando con un uomo. Se alluomo col quale sto non piace che io
conversi con un altro uomo
che molto probabilmente non vedrei mai più
quello
è un problema suo, non mio. Perché dovrei smettere di parlare con qualcuno semplicemente
perché ho un innamorato insicuro?"
"Perché tu lami? Non è abbastanza?"
"Perché dovrei farlo? Siamo entrambi adulti. Io dovrei essere
capace di parlare con chiunque desidero senza dovere badare a qualcuno con la maturità
emotiva di un adolescente".
Mulder si contorse. Aveva la strana sensazione che non stesse parlando
in senso ipotetico. Vero, lui aveva mostrato un tocco di territorialità occasionalmente,
ma non voleva dire che fosse geloso
molto. Le cose iniziavano a pungerlo sul vivo,
proprio come temeva. Indicò la sua pila di schede.
"È IL TUO TURNO".
Lei apparve sorpresa dal suo tentativo di evitare il problema ma si
trattenne dal commentare. Scegliendo unaltra scheda, lesse: "Se la tua
innamorata avesse un incubo e non potesse dormire, vorresti che ti svegliasse per essere
confortata?"
Non ci dovette nemmeno pensare.
"Sicuro. Io vorrei che tu mi confortassi se facessi un brutto
sogno e tu stessi riposando accanto a me. Perché non dovrei fare lo stesso per te?"
Oops. avrebbe dovuto mantenere la risposta impersonale. Era il momento
di unaltra domanda. Afferrò la prossima scheda.
"Un genio ti offre un telecomando che farà fare al tuo innamorato
ogni cosa che vorrai. Accetti laggeggio?"
Lei si morse il labbro per un momento. "No"
"Vorresti spiegare meglio?"
"Io non vorrei mai avere quel genere di potere su qualcuno".
"Ma tu potresti fargli fare qualsiasi cosa. Potresti cambiare le
sue abitudini che ti infastidiscono, o renderlo più romantico, o niente del tutto. La
maggior parte delle donne non vorrebbero cambiare un uomo, una volta che
lhanno?"
Scully lo guardò diritto negli occhi. "Se io amassi davvero
qualcuno, sarebbe *per* quello che è, non nonostante. Non vedo il bisogno di riparare
qualcosa che non è rotto".
- Loro sedettero in silenzio per qualche secondo, assorbendo le implicazioni di tale
potere su unaltra persona. Mulder sapeva che anche lui non ne sarebbe stato tentato.
Non cera cosa di Scully che avrebbe cambiato. A parte il continuo scetticismo, ed
anche quello era una buona cosa, perché lo faceva lavorare per dimostrare le sue teorie.
Doveva vedere ogni problema da tutti i lati per trovare sufficienti prove per confutare il
suo inevitabile scetticismo. Non importava quanto fosse frustrato qualche volta, non
avrebbe mai voluto che lei si comportasse in nessun altro modo.
- I suoi pensieri vagheggianti furono fermati in fretta dalla domanda seguente.
"Trovi un portafoglio con una grande somma di denaro. La patente
di guida è di un altro stato, ma cè un indirizzo. Spedisci il portafoglio coi
soldi ancora dentro?"
Lei sorrise furbescamente e disse: "Non è una domanda adatta a
due rappresentanti della legge, no? Proviamone unaltra".
Mulder mise la mano sulle sue mentre prendeva una nuova scheda. Scully
evidentemente non si era resa conto di quello che aveva appena detto. Aveva sottinteso che
lo conosceva abbastanza bene da credere che fosse un uomo onesto, ma non lo conosceva
apparentemente ancora abbastanza bene per credere che lamasse, anche se glielo aveva
detto. Lironia era troppa per lui.
"Aspetta un attimo. Io prenderei i soldi e getterei via il
portafoglio con le mie impronte digitali dappertutto. Tu non lo faresti?"
"Non cè bisogno di sarcasmo, Mulder". Scuotendo via la
sua mano, prese unaltra scheda e lesse: "La nave è affondata; tu e la tua
innamorata siete entrambi in acqua. Hai solo un giubbetto di salvataggio. Lo dai alla tua
innamorata?"
Sapeva cosavrebbe detto: cera solo una possibile risposta.
Quando rimase silenzioso, lei gli lanciò uno sguardo rapido, e lui seppe che anche lei lo
sapeva. Già le aveva detto cosa ne pensava, così la sua risposta non era una sorpresa.
"Sì, lo farei".
"Quindi tu preferiresti lasciare che ti veda affogare mentre salva
la propria vita?"
"Sarebbe meglio che fossi io a guardare *lei* che affoga, sapendo
che potrei salvarla e che non vorrei comunque vivere senza di lei? Poi il giubbetto di
salvataggio non è molto efficace".
- Sembrava che il fato fosse determinato a metterli a disagio. Il buon umore della mattina
se nera andato da molto. Non si stavano sparando al riparo delle trincee, ma non si
sentiva a suo agio come prima. Nel frattempo Scully continuava a cincischiare la manica
del maglione, e lui sospettava di non essere il solo a sentirsi a disagio.
- Lui non aspettò alcun commento, ma raccolse unaltra scheda.
"Sei un detective, e vuoi mettere nel posto che merita un malvagio
stupratore, ma manca una prova fondamentale. Puoi falsificarla. Lo fai?"
- Il silenzio che seguì si protrasse per molti lunghi secondi. Finalmente, lei scattò:
"Ma devi chiedere? Questa è ovvia come la domanda sul portafoglio. Pensavo che tu mi
conoscessi meglio dopo tutto questo tempo. Scegli unaltra scheda".
- Sì, ammise Mulder, conosceva la collega. Sapeva come usava condire linsalata.
Sapeva quando doveva pagare laffitto, glielaveva pagato un paio di volte
quando non era in città. Sapeva la password del suo computer. Sapeva che amava
segretamente il cheesecake, anche se era troppo calorico, ed odiava apertamente i collant,
anche se li indossava ogni giorno. Sapeva anche quando aveva il suo dannato periodo ogni
mese, per dio. Così sì, sapeva come avrebbe risposto alla domanda, ma ancora non sapeva
quellunica cosa che era molto importante per lui.
- Improvvisamente, fu troppo difficile da sopportare. Qualcosa in lui si spezzò. Forse
lultimo brandello di buon senso. Forse per il sovraccarico causato da quattro giorni
rinchiuso accanto alla donna che amava. Sapeva solo di essere stanco di non essere mai
sicuro in che modo poterle resistere. Quale fosse la causa, prese una decisione improvvisa
ed agì prima di poter indietreggiare. Il gioco avrebbe preso una brusca svolta. Avrebbero
visto chi era il pollo, tra loro due.
- Lui raccolse una nuova scheda e finse di leggerla.
"Qualcuno che tu consideri un amico farfuglia: io ti
amo mentre è sotto linfluenza di farmaci. Gli credi e rispondi a tono, o non
gli dai importanza e non ne parli più?"
Il volto di Scully impallidì, poi divenne di un rosso brillante.
"Questa non è sulla scheda, Mulder" affermò. "Non è
possibile rispondere con un sì o con un no!".
"Rispondi alla domanda, Scully. Ricambi le parole?
Per la prima volta non poteva catturare il suo sguardo.
"No"
Mulder sbatté il palmo sulla tavola, facendola sussultare.
"Dannazione, Scully! Perché non puoi accettarlo?"
"Accettare cosa?
"Che io ho dei sentimenti per te".
"Lo so che tu hai dei sentimenti per me, Mulder proprio come io ne
ho per te. Ma entrambi sappiamo che tu non intendevi quello che hai detto".
"Certo che lintendevo".
"No. Eri drogato. La gente dice molte cose quando è sotto
linfluenza di quelle sostanze".
"Drogato o no, non ho proclamato io ti amo a tutti
quelli che si sono fermati per una visita. Di certo non lo dissi a Frohike quando lo vidi
affacciarsi sopra al mio letto".
Scully stava tormentando lorlo di una scheda invece di guardarlo.
"Io non sono il tuo tipo, Mulder. Per quanto non voglia
ammetterlo, levidenza è chiara".
"Che evidenza?"
"Bambi, Phoebe, Diana
gambe lunghe, alte, formose. Quello è
il genere di donne che ti ha sempre attratto. Quante altre ce ne sono state e delle quali
io non so nulla?"
Lui aveva voglia di afferrarla per le braccia e scuoterla fino a farle
battere i denti. Invece, gettò la scheda che aveva in mano, si infilò le dita tra i
capelli e tirò forte. Il dolore sembrò calmare le sue emozioni furiose.
"Ti sei mai fermata a pensare che probabilmente i miei gusti
possono essere cambiati negli anni, Scully? Hai considerato come mi hanno trattato quelle
bambole formose dalle lunghe gambe? Non è possibile che siano venute loro, da me, non il
contrario? Cosa ti fa pensare che abbia fatto delle mosse verso di loro, o che io
labbia voluto? Ci sono altre cose che trovo attraenti, ora".
Lei si morse il labbro ma non disse nulla.
"Cose come la lealtà, lintelligenza, la fiducia, il
rispetto, laffezione reciproca. Le gambe corte non sono una cosa di cui vergognarsi,
lo sai. Quando io ti tengo tra le braccia, tu stai perfettamente sul mio cuore. Nessuna di
quelle oche giulive dalle gambe da puledro ha mai occupato quel posto come fai tu. Io non
posso credere che tu non lo sappia".
- Lui si sporse a calmare le sue dita nervose, ma come le accarezzò la pelle, lei tirò
via la mano. Mulder aggrottò le ciglia. Cera qualcosa che non capiva. Accolse gli
occhi sconfortati, le spalle curve e le labbra strette, gonfiate dai denti serrati.
Ricordando le sue irritate lamentele per i propri commenti indecenti del giorno
precedente, gli venne in mente unidea improbabile.
- Lui si tese attraverso la tavola per toccarle il braccio e lei lo scosse via.
Tutti i suoi dubbi svanirono. "Tu sei innamorata di me,"
bisbigliò con timore riverenziale.
La sua espressione irradiò panico.
"No, non lo sono".
"Sì, lo sei". Un ghigno si aprì attraverso il suo viso, che
sembrò solo renderla più caparbia.
"Mulder, cosa ti fa pensare che ogni donna che entra in contatto
con te debba restare vittima del tuo evidente fascino? Semplicemente perché la dott.
Bambi e il Detective White si gettarono ai tuoi piedi, non vuole dire che debba farlo
anche io. Datti una calmata".
Non gliela dava a bere con la presunzione che aveva tentato di
iniettare nelle sue parole. Lei stava mentendo. Tutto tornava. Infatti, egli era pronto
per un altro salto.
"Tu stai usando Diana, Phoebe e tutto il resto come una scusa. Tu
sai come mi sento riguardo a te. Lidea che tu non sei il mio tipo è solo una scusa
per negare i tuoi sentimenti. Tu puoi mentire a te stessa finché vuoi, ma non puoi
mentire a me".
"Piantala, Mulder. Tu non capisci".
"Cosa non capisco? Che trovi difficile esprimere le tue emozioni
più profonde? Lo so, quello. Forse hai paura che io sarò possessivo e geloso, che vorrò
tutto il tuo tempo per me. Probabilmente hai ragione, ma cosa ci sarebbe di diverso
rispetto al modo in cui ti ho sempre trattata? Io ti amo, Scully. Ed io ora so che anche
tu mi ami. Perché non puoi ammetterlo?"
- Lei chiuse gli occhi e lasciò cadere la testa al petto. Sapeva che la stava spingendo;
non poteva evitarlo: non sapere sarebbe peggio che scoprire di avere torto. Ma non aveva
torto. Ne era sicuro. Insomma, abbastanza sicuro. Cera un piccolo dubbio nel
profondo del suo cervello che tentava, pignolo, di farsi strada, ma soffocò quella voce
sotto tutta la speranza che poté chiamare a raccolta.
- Quando lei finalmente parlò, Mulder stava trattenendo il respiro.
"Perché ho passato anni tentando di contrattaccare le percezioni
di unistituzione dominata dai maschi," disse Scully.
Lui rese grazie per poter riprendere a respirare: non aveva seccamente
dichiarato di non amarlo. Si concentrò sul liberarsi dal capogiro mentre lei continuava.
"Il sistema del buon vecchio ragazzo sembra pensare
che lunico modo in cui una donna può avanzare è quello di stendersi. Quando andavo
a letto con Jack, io stavo perpetuando quellequivoco, nonostante egli non abbia
avuto niente a che fare con la mia attuale carriera nel Bureau. Ero troppo giovane, a quei
tempi, per rendermi conto del danno che quello stava causando, ma ora non sono più così
ingenua. Cosa sembrerebbe se si spargesse la notizia che mi fotto il mio collega?"
Gli occhi imploravano la sua comprensione e accettazione, ma Mulder
indurì il cuore contro il suo sguardo implorante. Non glielavrebbe fatta passare
liscia così facilmente, non ora, non quando sapeva la verità.
"Stavi progettando di tatuarti le parole io mi fotto il mio
collega sulla fronte, Scully?"
"Certo che no!"
"Bene nemmeno io. Così, come riuscirà a saperlo qualcuno? Siamo
adulti. Possiamo amare chiunque vogliamo senza risponderne ai nostri collaboratori o alla
società in generale. Noi dobbiamo rispondere solo lun laltra, e a nessun
altro. Giusto?"
Scully si agitò nella sedia. "Suppongo di sì".
"Allora ammettilo!"
"Bene! Sì, dannazione, Mulder! Io ti amo!"
Seccatura ed irritazione non potevano resistere contro le tre parole
che bramava di sentire. Si sporse di nuovo verso la sua mano, e quando questa volta lei
non la spinse via, allacciò insieme le loro dita sulla tavola. "Bene. Non è stato
per nulla più difficile che spiegare le mie ultime tre richieste di assicurazione contro
le malattie. È bello dirsi quelle parole, vero? Io avrei voluto farlo ogni giorno fin
dalla prima volta".
Cera rammarico negli occhi così come nella sua voce mentre
bisbigliava: "Mi dispiace, Mulder. Te lavrei dovuto dire quel giorno
allospedale, invece di trattare la tua dichiarazione come uno scherzo".
Lui scosse la testa. "Non hai bisogno di scusarti. Ti capisco.
Davvero, ti capisco. Hai sempre avuto bisogno di prove concrete prima di poter cominciare
a considerare una possibilità estrema. Quindi non credi nei vampiri. Hai rifiutato ogni
testimonianza sui lupi mannari. Dubiti della possibilità di vita aliena sulla Terra. Ma,
per favore, anche senza conferma scientifica
per favore, non dubitare mai del mio
amore".
Lui si alzò in piedi e tirò la sua mano finché anche lei si alzò.
Si abbracciarono stringendosi, mentre i loro corpi ondeggiavano lentamente a una melodia
che solo loro potevano sentire.
Dopo molti minuti di silenzio, lei disse: "Non ci sono cose come
vampiri o lupi mannari, Mulder, e tu ancora non mi hai nemmeno convinto che gli alieni
esistono".
Lui ridacchiò e le diede un bacio sulla cima della testa.
"Dammi tempo, Scully, troverò la tua prova". Rafforzò il
suo abbraccio e le borbottò tra i capelli: "Questi ultimi giorni sono stati una
tortura pura e semplice".
"Lo so".
Allontanandosi, la guardò negli occhi e vide un sorriso addolorato che
vi aleggiava.
"Cosa?" chiese lei, "pensi di essere il solo che stava
diventando matto? Averti a portata di mano e tenerle a posto è stata una delle cose più
difficili che io abbia mai fatto. Perché supponi che abbia iniziato a lamentarmi delle
tue allusioni?"
"Huh". La tirò di nuovo in un violento abbraccio. "E io
stavo pensando che tu fosti completamente annoiata da me. Pensavo che non vedessi
lora di tornare a casa per non dover guardare la mia faccia noiosa per un bel
po di tempo".
"Normalmente non visito il bagno spesso come in questi ultimi
giorni, lo sai. La scelta era tra fare pause regolari o manifestare lattrazione
fisica verso il mio collega".
Lui si allontanò e si assicurò che lei lo guardasse.
"Se volevi toccare, Scully tutto quello che dovevi fare era
chiedere".
Gli lanciò uno sguardo pieno di tale desiderio da togliergli il
respiro.
"Mulder, posso toccarti?"
- Gli ci volle un attimo prima di riuscire a controllare la voce. "Hai fatto un
lavoro abbastanza buono, finora, ma sentiti libera di appagarti.
- Lui si aspettava le sue dita scorrere lente sul torace o insinuarsi tra i capelli, non
il tuffo improvviso di tutte le dieci dita dietro i suoi jeans. Era riuscita ad insinuarsi
proprio sotto i suoi boxer. La sensazione delle sue mani che gli impastavano il sedere,
diede il via ad una tempesta infuocata di adrenalina che gli accese ogni miccia nel corpo.
La risultante esplosione di concupiscenza saldò insieme le loro labbra e portò i loro
corpi intrecciati fino al materasso.
- Si accasciarono in un groviglio, conficcandosi lun laltro con gomiti e
ginocchia. Quando lagente Scully finalmente decideva di volere qualcosa, ovviamente
non ci girava attorno senza metodo né convinzione. Mulder si trovò spogliato e steso
sulla schiena in meno di due minuti.
- Lui sperimentò un momento di panico quando lei saltò via dal materasso e si alzò.
Durò appena il tempo necessario perché lei aprisse il primo bottone della sua maglia.
Egli si chiese se i suoi occhi fossero saltati fuori dalle orbite come quelli di un
personaggio dei cartoni animati. Mentre le sue dita volavano da un bottone allaltro,
rivelando i suoi seni lattei, sentì il desiderio di gridare, fischiare ed applaudire come
la peggior specie di libertino, ma non lo fece, perché questa era Scully, non una
qualunque ballerina di lap dance finta bionda in uno squallido bar. Avrebbe dovuto
adorarla in ginocchio invece di guardarla con la lingua penzoloni.
- La maglia di lei volò via. Spinse via i jeans e le mutande in un solo movimento mentre
gli occhi di lui andavano dalle sue mani occupate ai suoi seni saltellanti. Quando ebbe
tolto le calze, si lasciò cadere sul materasso e strisciò carponi verso di lui.
- Lui la raccolse nel suo abbraccio, pelle su pelle, ed inspirò il suo profumo.
Lodore del suo desiderio era forte, o forse era il proprio, o forse quello combinato
di entrambi. Non sapeva dove toccarla prima, cerano così tante possibilità. Questo
era un momento da gustare, qualcosa che aveva aspettato di realizzare per anni. Nulla del
genere gli era mai accaduto prima, nemmeno nei suoi migliori sogni bagnati su lei. Aprì
la bocca per suggerire che prendessero un ritmo più comodo, ma le parole si vaporizzarono
quando lei strinse le labbra sulle sue e gli spinse la lingua in bocca.
- Il loro primo bacio quasi non durò abbastanza, secondo lui. Lei gli morse e succhiò la
lingua e le labbra mentre con le mani iniziava a spargere una serie di scintille sulle
terminazioni nervose di ogni posto che toccava. Loro caddero avanti ed indietro sul
materasso, tastando ogni centimetro di pelle che potevano raggiungere, finché lei se lo
tirò sopra e gli avvolse le gambe attorno alla vita. Il coro di lamenti e gemiti che
produssero avrebbe fatto onore a qualunque castello infestato dagli spettri. Egli si
chiese brevemente se Elver fosse abbastanza maleducato da guardare. La sensazione della
sua mano morbida sul cazzo duro fermò quel pensiero sui suoi binari, e il suo umido
scivolare nel calore di lei lo fece deragliare completamente.
- Bilanciandosi sulle mani, guardò la sua faccia arrossata sotto di sé, una vista che
mai aveva nemmeno sognato di vedere. Era esilarante in modo doloroso; tortura
meravigliosa; lagonia più piacevole che mai avesse sperimentato. Poteva sentire
tutti i vuoti dolorosi nel proprio cuore richiudersi, lasciando nientaltro che
Scully a riempirli.
- Lui non avrebbe mai voluto finire, ma i rumori che lei stava facendo non aiutavano il
suo autocontrollo. Nemmeno il modo in cui scuoteva le anche via dal letto per incontrarlo
ad ogni spinta. Infatti, ogni controllo che poteva avere era diventato inutile contro
linondazione di sensazioni che gli assaltavano il corpo. Lorgasmo lo colpì
così forte e veloce, tutto quello che poté fare fu di stringere gli occhi ed ansimare
mentre riversava tutto lamore che possedeva nel suo abbraccio accogliente.
- Le braccia tremanti non potevano più sostenerlo, e crollò su un fianco. Ci volle
qualche secondo prima che il tintinnio nelle orecchie calasse abbastanza da lasciargli
sentire Scully che ansimava sotto di lui. Tentò di muoversi, ma lei strinse la sua presa.
Stava cominciando a riprendere il controllo della respirazione quando un pensiero orribile
lo colpì.
"Non sei venuta, vero?" la sua voce era attutita da un
cuscino, ma sapeva che lei laveva sentito.
"Non lo sai?"
"Bene, io ero nel mezzo di unesperienza mistica, così
potrei essermi distratto un po. Mi dispiace di essere stato egoista, ma ero fuori
controllo".
"Non hai nulla di cui scusarti, Mulder".
Lui alzò la testa e la fissò con gli occhi spalancati.
"Vuoi dire che sei venuta e io me lo sono perso? Come posso
essermelo perso?"
Scully sorrise. "Solo perché non ho gridato Oh mio dio,
Mulder sei un tale stallone non significa che non sia accaduto. Penso che guardarti
mi abbia fatto partire".
"Se adesso non fossi così stanco, sarei incredibilmente
eccitato".
- Lei ridacchiò leggermente, insinuando il naso contro il suo sterno. Lui si mosse fino a
stendersi accanto a lei e la prese di nuovo tra le braccia.
- Rimasero distesi per molto tempo sotto le coperte, le mani si muovevano pigramente sui
corpi scaldati dal sesso. Lui non poteva ricordare di essersi mai sentito così rilassato
e in pace. Essere qui con lei, toccare la sua pelle nuda, mormorarle tenerezze
nellorecchio, facendola ridacchiare, era un regalo indescrivibile. Avrebbe
rinunciato volentieri alla prova concreta sugli extraterrestri, lasciato che qualcun altro
mettesse Bigfoot in gabbia, e guardato il mondo andare allinferno nel cestino della
colonizzazione per poter rimanere proprio qui per sempre senza mai spostarsi.
- Piccoli sbuffi di caldo respiro sul petto gli dissero che non era il solo a sentirsi
stanco morto. Accarezzò via una ciocca di capelli dalla guancia di Scully dandole un
bacio sulla fronte. Il resto del giorno si stendeva di fronte a loro, proprio come gli
altri giorni in cui erano rimasti arenati in questa casa. Una volta svegli avrebbero
dovuto mantenere accesi i fuochi, preparare la cena, fare viaggi verso il gabinetto
esterno, parlare delle possibilità di andare via domani, forse giocare a un gioco da
tavolo, e finalmente prepararsi di nuovo per dormire. Ed ancora, tutto era diverso, nuovo,
in modi che non poteva nemmeno cominciare a contemplare. Era solo ieri mattina quando
erano irritati ed adirati luno con laltra? Sembrava quasi una vita fa. La sua
mente sobbalzò comprendendo il salto che avevano appena compiuto. Scully si spostò nel
sonno, accoccolandosi più vicina. Lafferrò ferocemente, nel sentimento protettivo
e familiare che gli gonfiava nel petto finché non seppe se la sua carne fosse forte
abbastanza da contenerlo. Questo era un salto di qualità, non importava la distanza o il
rischio. Avrebbe fatto ogni cosa in suo potere perché lei non si pentisse mai di avere
fatto quel salto con lui.
- Mentre si sentiva addormentarsi, il suo ultimo pensiero fu che, forse, Scruples dopo
tutto non era poi un così brutto gioco.
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~ ~ ~ ~ ~ ~
Venerdì, ore 8,23
- Mulder si svegliò al suono di acqua gocciolante. Molta acqua gocciolante. Così tanta
acqua gocciolante, infatti, che la sua vescica lo esortò ad uscire immediatamente dal
letto per non imbarazzarsi come non aveva fatto da quando era svenuto dopo avere bevuto
sei bottiglie di birra chiara fatta in casa nellappartamento di Jimmy McGinty ad
Oxford. Nessuno mai ammise di avergli infilato la mano in quella ciotola di acqua calda,
ma aveva sempre avuto i suoi sospetti.
- Scendendo a fatica dal materasso, non si diede la pena di prendere i vestiti. Erano
completamente soli, la casa era isolata ed aveva davvero bisogno di fare pipì *adesso*.
Aspettandosi di essere colpito da un muro di aria gelida, quando aprì la porta fu
sorpreso di trovare che la temperatura era davvero salita durante la notte. Cera
ancora uno spesso strato di neve che copriva tutto a vista docchio, ma i banchi di
neve erano evidentemente diminuiti ed il percorso per il gabinetto iniziava a mostrare
piccoli pezzi di erba morta. Comunque, non prese nemmeno in considerazione lidea di
andare fino al gabinetto, con laria calda alla sua schiena nuda e laria fredda
sul suo davanti svestito. Ragazzi, gli sarebbe mancato fare pipì dal portico, una volta
tornato a casa.
- Quando rabbrividì tornando in casa, trovò Scully in piedi appena dentro alla porta,
fasciata nella sua camicia abbandonata e nei pantaloni rubacchiati. Stava infilando un
paio di stivali quando lui entrò in cucina.
"Mulder, non hai un briciolo di pudicizia in corpo". Lui
gettò uno sguardo in giù e lei ridacchiò. "Ovviamente non là, quello è
sicuro".
Lui la raggiunse, ma lei si spostò di fianco verso la porta.
"Bagno," affermò. "Torno presto".
Si infilò un cappotto, aprì la porta e si fermò brevemente.
"Ringraziamo Dio per le ondate di caldo improvvise,"
osservò. "Penso che le cose volgeranno al meglio".
- Scully gli gettò un ghigno ed uscì dalla porta. Egli la chiuse, guardandola attraverso
la finestra mentre si affrettava lungo il sentiero verso la ritirata. Tornando nella casa
fredda, passò del tempo riaccendendo entrambi i fuochi, facendo attenzione a tenere certe
parti delicate della sua anatomia fuori dalla portata delle scintille.
- Era ancora nudo quando lei tornò. Le brillarono gli occhi quando lo frugò con lo
sguardo. Lafferrò alla vita mentre camminava, volendo le sue labbra serrate, ma lei
si divincolò dalle sue braccia.
"Uh", grugnì. "Alitosi mattutina".
"Tua o mia?" chiese.
"Mia".
"Non lavevo notato". Si lanciò di nuovo verso di lei,
che ancora scappò indietro, fuori dal suo abbraccio.
"Sto per vestirmi," affermò Scully, "poi penso che
dovremmo occuparci della colazione. Possiamo discutere cosa fare riguardo il cambiamento
del tempo mentre mangiamo. È probabile che tu voglia indossare dei vestiti prima di
danneggiare qualcosa che mi sta a cuore mentre cucini".
Gli lanciò un sorriso oltre la spalla prima di entrare in bagno.
Mulder non poté fermare un sospiro felice che sembrava partire dalle dita dei piedi. Si
tirò su i jeans, poi si diresse in cucina per vedere che delizie preparare per mantenere
alto il loro livello di energia.
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~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
Ore 13.45
- Non gli era completamente chiaro come fossero finiti ad amoreggiare, lui disteso sopra
di lei sul divano, ma non aveva intenzione di lamentarsene.
- Dopo colazione, erano stati daccordo di aspettare ancora un altro giorno e partire
sabato mattina se il tempo più caldo fosse continuato. Per allora, la neve si sarebbe
sciolta abbastanza per rendere il loro tragitto più facile e più probabile trovare
aiuto. Avevano passato del tempo portando altra legna, riordinando i piatti della
colazione, quindi fu ora di pranzo. Quel che restava del giorno era libero per qualunque
cosa volessero fare per occupare il loro tempo.
- Apparentemente, Scully voleva pomiciare
- Nessuno di loro aveva fretta. Lo scivolare delle labbra sulla pelle ed il calore delle
mani erranti era abbastanza per tenerli occupati, per il momento. Avevano davanti il
giorno intero e nullaltro da fare che alternarsi a farsi impazzire reciprocamente.
- Adesso, era la volta di Mulder.
- Lui le morse una vena pulsante della gola. Stava battendo molto rapidamente, al momento.
Le massaggiò il seno con una mano mentre le labbra si spostavano al lobo
dellorecchio. Lo succhiò in bocca e lo mordicchiò dolcemente. Lei si irrigidì
sotto di lui ed ansimò.
"Oh mio dio"
La sua voce era piena di timore e
richiesta.
Lui ridacchiò nel suo collo. "Non ho nemmeno cominciato. Se tu
pensi che *quello* era buono
"
Lo colpì molte volte nelle costole, facendolo contorcere.
"Fermati, Mulder".
La sua testa balzò su, col sopracciglio corrugato. Quando la vide
chiaramente in viso, le rughe cambiarono direzione mentre spalancava gli occhi. "Cosa
cè che non va?"
Sbirciando oltre la propria spalla, lasciò cadere la mascella quando
vide quello che stava vedendo la sua collega.
Il fantasma di un uomo anziano era in piedi nel mezzo della sala da
pranzo. Mulder suppose che si trattasse di un fantasma in quando poteva vedere le credenze
della cucina proprio dietro di lui. Sentì anche con certezza che il loro visitatore
potesse essere Elver Smallwood. Non poteva pensare a nessun altro fantasma che avesse
interesse nel porre fine al suo primo incontro sessuale dopo anni.
Quando la guardarono, la figura trasparente fissò precisamente ognuno
di loro a turno, poi camminò verso la porta anteriore. Guardandoli fissamente ancora una
volta, passò attraverso la porta chiusa e svanì.
Mulder si catapultò via dal sofà e rincorse il fantasma. Tirando
indietro la tenda della finestra nella porta, si aspettava di trovare Elver in piedi
fuori, forse aspettando di essere seguito. Invece, vide un portico vuoto, coperto di neve,
e due cingolati muniti di sci che ruggivano sul passo carraio verso la casa. Si girò per
dirlo a Scully, ma la vide proprio in piedi accanto al suo gomito.
"Guarda, Mulder. Ora possiamo andarcene da qui e trovare
aiuto". Raggiunse la maniglia della porta. Lui le afferrò la mano poco prima che
laprisse. Scully alzò un sopracciglio, sorpresa.
"Io non penso che Elver stesse mostrandoci che era arrivata la
cavalleria". Lasciò cadere la tenda al suo posto, poi aprì la porta ed
indietreggiò. "Penso che stesse avvertendoci del pericolo in arrivo. Spero che loro
non ci abbiano visti".
Il suono dei motori crebbe dintensità mentre i suoi occhi
passavano da quelli della collega alla porta e poi ancora indietro. Seppe quando i pezzi
scattarono al loro posto perché la mano di lei si affrettò dietro la schiena, alla
ricerca della sua arma.
"Gli assassini?" la mano tornò vuota.
Lui annuì. "Vuol dire che non hanno trovato quello che stavano
cercando la prima volta. Dobbiamo nasconderci. Ora".
"Abbiamo bisogno delle nostre armi" disse, acquattandosi
dietro il sofà.
Mulder la raggiunse e bisbigliò: "Striscia in camera da letto e
trova le nostre pistole. Non lasciare che ti vedano attraverso le finestre".
Lei iniziò il viaggio in corridoio, il più velocemente possibile, a
quattro zampe. Lui la seguiva da vicino, strisciando col naso a pochi centimetri dal suo
sedere.
Siamo due contro due, e noi abbiamo il vantaggio della sorpresa"
lei disse. "Perché hai aperto la porta? Noi li avremmo potuti tenere fuori,
aggirando la casa furtivamente ed inconsapevoli".
"Perché la casa era aperta quando noi arrivammo qui
è
così che la lasciarono".
Aprì cautamente la porta della camera degli ospiti e Mulder la seguì
nella stanza. Egli si alzò in piedi una volta entrati completamente, sorvegliando la
porta anteriore, mentre lei si affrettava verso larmadio. Lui continuò: "Se
loro trovassero la porta chiusa, saprebbero che qualcuno è stato qui ed ecco svanito il
nostro elemento sorpresa".
"Che mi dici del materasso sul pavimento e del fuoco nel
camino?"
Pensando alla casa ora calda e alle prove della sua occupazione, scosse
la testa.
"Non cè tempo di ripulire. Dobbiamo solo sperare che siano
abbastanza concentrati sul loro compito per non notarlo finché potremo alzare il sipario
su di loro".
Il suo bisbigliato "Merda!" gli fece girare la testa. Scully
stava guardando esitante le munizioni nelle sue mani. Gli tese i caricatori perché lui
vedesse.
"Non possiamo usarli, Mulder".
"Cosa?" I motori dei cingolati si erano fermati. Lui
controllò di nuovo la porta. "Dobbiamo, Scully. Vorrei proprio avere qualcosa di
più che una pistola scarica, tra me ed un paio di assassini".
"Potrebbero essere instabili," sibilò. "Ne abbiamo
avuto già uno che ha fatto cilecca. E se
"
Lui la interruppe scuotendo la testa. Sapeva esattamente quello che
aveva causato la scarica della pistola, e non era una munizione difettosa. Togliendo gli
occhi dalla porta anteriore per un momento, le lanciò un ghigno oltre la spalla.
Non cè niente di sbagliato nelle munizioni," le assicurò.
"Va avanti e ricarica".
"Ma
"
Unaltra scossa della testa. "Abbi fiducia in me, ti
spiegherò più tardi".
- Con addosso unespressione dubbiosa, camminò in punta di piedi verso la
cassettiera coi loro caricatori e frugò tra il bagaglio a mano. Lui tornò alla sua
sorveglianza proprio nel momento in cui pesanti stivali colpivano i gradini del portico,
facendo vibrare il pavimento. Mulder chiuse quasi completamente la porta della camera da
letto e guardò attraverso la fessura la porta anteriore che si spalancava.
- Gli intrusi non stavano cercando di essere silenziosi. Coperta dallo sbattere della
porta e dal calpestare degli stivali, Scully riattraversò furtivamente la stanza e porse
a Mulder la sua pistola, il caricatore, il distintivo e le manette. Ricaricò la propria
pistola, tolse la sicura ed infilò il distintivo e le manette nella sua tasca posteriore
mentre lui faceva altrettanto. Prese posizione al suo fianco, ed insieme ascoltarono cosa
stavano dicendo i due uomini.
"Sei sicuro di aver controllato la cantina, idiota?"
"Ti ho detto che lho fatto, Rusty. Non hai bisogno di
insultarmi. Ci ho guardato e non cerano".
- La seconda voce sembrava giovane. La voce era acuta e piagnucolosa, molto nasale, come
se fosse raffreddata.
- I passi risuonarono sul pavimento, diritti verso il nascondiglio di Mulder e Scully.
Muovendosi in modo da nascondersi alla vista, si appiattirono contro il muro della camera
da letto. Entrambi furono sollevati quando la porta della cantina si aprì ed i passi
scesero i gradini. Le voci degli assassini erano chiaramente udibili mentre continuavano a
bisticciare in cantina.
"Bene, deve essere qui da qualche parte. Controlla quella piccola
stanza laggiù. Assicurati di spostare la roba, questa volta, in caso lo abbia nascosto
sotto qualcosa. Saremmo potuti tornare prima se tu non ti fossi ammalato, imbecille".
Questa era la persona al comando. La voce non era molto più profonda
di quella del suo complice, ma sembrava più vecchia, più dura. Sembrava anche ubriaco.
"Come potevo evitarlo, visto che il mio fratellino mi ha
starnutito addosso? Ero completamente bagnato la prima volta che uscimmo da qui e ho preso
il suo raffreddore. Non è stata assolutamente colpa mia".
"Aw stai zitto. Merda! Non è qui". Il suono di scatole e
bottiglie che colpivano il pavimento in uno scatto dira echeggiò sulla scala.
"Devessere di sopra da qualche parte. Dovremo guardare ancora".
"Io non andrò nella stanza con lui, Rusty. Farò tutto il resto
della casa da solo, ma non andrò vicino ad un cadavere".
"Sei una donnicciola, Lloyd". Salivano pestando goffamente
gli stivali sui gradini e poi nel corridoio, diretti verso laltra parte della casa.
"Perfetto. Io guarderò in quella stanza, tu prendi la cucina. È abbastanza lontano
dalla carcassa, per te?"
"Lo sai, prima di tutto non avresti mai dovuto sparargli, Rusty.
Dovevamo stordirlo e legarlo
"
Mulder e Scully trattennero il respiro mentre le voci si abbassavano.
Si tesero per sentire ogni indizio che li aiutasse a localizzare gli intrusi.
"Cè qualcuno nella casa".
La voce di Rusty li raggiunse appena, quasi un bisbiglio.
"Come ti immagini
"
Lloyd allinizio non capiva; le sue parole arrivarono più che
bene, troncate dal suono di pelle che schiaffeggia altra pelle.
"Guardati attorno, testa di cazzo! Qui non è come lo abbiamo
lasciato".
Mulder pensò che non avrebbero avuto opportunità migliore, ora che
lelemento sorpresa era andato. Attrasse lattenzione di Scully e sollevò tre
dita. Lei inclinò la testa una volta, due, tre. Scattarono fuori insieme dalla camera da
letto, Mulder in alto, Scully in basso, le pistole strette in pugno.
"FBI! Non muovetevi!" gridarono allunisono.
I due intrusi rimasero in piedi in mezzo alla zona pranzo. Nonostante
il cipiglio adirato delluomo più massiccio, entrambi alzarono le braccia in aria.
"Mani sulla testa," gridò Mulder. "Fermi là".
Lui passò dietro a Scully, guardandosi bene dal coprire la sua linea
di fuoco. Tagliando di fronte al camino, aggirò il divanetto per arrivare dietro agli
uomini mentre lei procedeva per il corridoio dietro al sofà. Mulder era quasi nella zona
pranzo quando vide un movimento con langolo dellocchio. Azzardò uno sguardo
verso la cucina e spalancò gli occhi quando le porte delle credenze si aprirono di colpo.
"Scully, stai giù!"
Lei si lasciò cadere a terra mentre una scatola di cibo le volava
sulla testa ammaccando il muro accanto a lei. Mulder si acquattò dietro al divanetto e
guardò lattine, scatole, bottiglie, piatti e bicchieri volare fuori dalle credenze uno
dopo laltro. Non stavano precipitando
venivano gettati. Alcuni dei proiettili
rimbalzavano sui mobili o si fracassavano sul focolare, ma la maggior parte miravano
diritti contro i due intrusi che ora stavano accovacciati sul pavimento, con le braccia
sulla testa. Mulder trasalì quando una lattina di crema di mais colpì la testa di un
uomo, poi rimbalzò dal pavimento e batté sulla schiena dellaltro.
"Quello lascerà un segno," mormorò. Sbirciò oltre
lorlo del divanetto verso la posizione della collega, ma fu costretto a chinare di
nuovo la testa per ripararla da una confezione di sei tazze da dessert che colpì
sordamente i cuscini. La confezione di cartone si aprì e due coppe di plastica saltarono
dietro il divanetto, colpendolo forte sulla testa.
- Mulder spalancò la bocca quando vide il rotolo di corda volare via dal piolo sulla
porta posteriore, svolgendosi sibilando attraverso laria come un serpente
anoressico. Proprio mentre si arrotolava attorno alle figure rannicchiate sul pavimento, i
capi frustavano in su ed in giù, ed i colpi lasciavano loro dei lividi sulle mani e sulle
facce.
- Il candeliere della sala da pranzo ondeggiò avanti ed indietro in un arco
innaturalmente largo, cigolando e stridendo mentre la catena che lo reggeva protestava per
il movimento inusitato. Egli avrebbe preferito lasciare che le forze lavorassero a loro
modo, ma quando il cassetto dei coltelli in cucina si spalancò, Mulder seppe che era ora
di intervenire. Nessuno mai avrebbe creduto che non erano stati lui e Scully a colpire e
pugnalare a morte due uomini disarmati. La vera storia sarebbe un poco più facile da
ingoiare se avessero avuto altri testimoni in vita.
"Elver," gridò Mulder, "fermati! Lo so che sei adirato,
ma devi permetterci di entrare in gioco, ora. Noi ci assicureremo che paghino per quello
che ti hanno fatto. Per favore, non permettergli di trasformare anche te in un
assassino".
Per qualche secondo, sembrò che avesse sprecato il fiato. Utensili da
cucina e cibi in scatola continuarono a fischiare sulle loro teste. Mulder stava
preparandosi a rinnovare la sua dichiarazione quando improvvisamente tutto smise di
muoversi e semplicemente si fermò. Tutti gli oggetti sospesi caddero come pesi di piombo.
Tutto quanto era sospeso sui due piagnucolanti intrusi diede un ultimo colpo ai loro corpi
infelici. Il resto atterrò sul pavimento e rotolò fino a fermarsi.
Mulder si alzò e si mosse prima che lultimo eco morisse. Scully
sgusciò dallaltro lato della stanza, coprendolo con la pistola puntata. Estrasse le
manette dalla tasca posteriore ed afferrò il braccio remissivo di un uomo.
Lassassino malmenato emise un piccolo lamento e non si mosse.
"Rusty e Lloyd, siete in arresto per lomicidio di Elver
Smallwood. Qualsiasi cosa direte può e sarà usata contro di voi in tribunale. Se sarete
fortunati, il sig. Smallwood non si presenterà a testimoniare per laccusa".
Mulder finì il classico avvertimento Miranda, coprendo Scully, diversamente
dallabitudine, mentre ammanettava il secondo uomo.
- Lividi e bernoccoli spuntavano su ogni centimetro esposto della pelle degli intrusi. Non
sembravano intenzionati a resistere allarresto né a fuggire. Mulder pensò che non
aveva molto senso trasferirli subito; non sembravano capaci di andare in nessun posto di
propria volontà.
- Lasciando gli uomini a lamentarsi sul pavimento, andò verso il focolare e fece cenno a
Scully di raggiungerlo. Lei gettò uno sguardo ai loro prigionieri, poi lo seguì.
Ci sono due cingolati, là fuori," disse Mulder. "Penso che
sia ora di cercare aiuto".
Lei chinò la testa verso gli uomini sul pavimento: "Cosa dovremmo
farne, di loro?"
"Penso che non andranno da nessuna parte, adesso. Elver farà in
modo che sia così. Io prenderò un cingolato e seguirò la loro pista. Forse condurrà in
città, o almeno ad unaltra casa con un telefono".
Lei mise una mano sul petto di Mulder per fermarlo quando lui fece per
allontanarsi.
"Aspetta. Cosa significa che *andrai* a cercare aiuto? Perché non
dovrei andarci io, invece?"
"Insooommmaaa
" ci pensò seriamente, ma non poté
trovare un argomento ragionevole perché lui dovesse andare e lei restare. Scully era
perfettamente capace di sparare ai prigionieri se fosse stato necessario, ma non gli
piaceva lidea di lasciarla sola con loro nonostante la loro attuale condizione. Né
era felice di mandarla fuori al freddo per cercare aiuto, il che poteva significare un
tempo molto lungo, nelle condizioni meteorologiche correnti. E non potevano andare
entrambi
nemmeno Mulder avrebbe rotto le regole al punto di lasciare dei sospetti
assassini incustoditi. Abbassò le spalle, rassegnato.
"Ok, Scully scegli tu. Vuoi giocare alla guardia, o cavalcare nel
tramonto su una nube di gas di scarico?"
Il sorriso sul suo viso gli disse che aveva preso la decisione
corretta. Ora doveva soltanto accettare la sua, qualunque essa fosse.
"Penso che io dovrei cercare aiuto mentre tu stai qui"
affermò in un tono deciso di voce. "Come hai detto, posso seguire la loro pista, per
incominciare. Inoltre, sono più leggera di te, così viaggerò più veloce. Se mi
perderò o non troverò nessuno in un lasso ragionevole di tempo, ritornerò qui e potrai
tentare tu. Sembra un piano, collega?"
Lui non poté evitare di sogghignare". Sembra un *buon* piano.
Seguiamolo".
- Mentre Scully si fasciava in altri vestiti e stivali presi in prestito, Mulder aiutò
gli uomini feriti guidandoli tra i cocci ed i pacchi sparsi nel soggiorno. Ne mise uno sul
divanetto e laltro sul sofà, poi portò una sedia dalla sala da pranzo dove potesse
guardarli entrambi. Sarebbe stato il meno comodo dei tre, ma Mulder pensò che loro
avevano già sofferto abbastanza, per il momento. Nessuno dei due poteva muoversi senza
gemere e sembrava che uno di loro avesse una mano rotta. Decise di non farne menzione a
Scully: avrebbe solo allontanato il momento in cui avrebbero trovato qualcuno per aiutarli
e probabilmente non cera comunque molto da fare, in quelle circostanze. Avrebbe
raccolto della neve in un sacchetto Ziploc da usare come impacco di ghiaccio dopo che lei
fosse andata via.
- Lui guardò per vederla in piedi alla porta anteriore, mentre si allacciava in vita un
parka enorme. Tenendo la pistola in mano, si avvicinò per salutarla. Improvvisamente,
ricordò una cosa importante.
"Aspetta. Devo vedere quale di loro ha le chiavi".
Scully gli afferrò la mano.
"Se le chiavi non sono nellaccensione, ti permetterò di
vincere la prossima partita a Scarabeo".
Le strinse la mano: "Tu mi *permetterai*, huh?"
"Yep". Ghignò lei ". Ma non dovrò farlo, perché
questi tipi imbecilli non si infastidiscono mai a prendere le chiavi. Saranno là".
"Bene, lo vedremo, no? Lascerò la porta aperta in caso tu debba
ritornare a cercare nelle loro tasche".
Restarono fermi per molti secondi, guardandosi negli occhi, prima che
Mulder intrecciasse le dita con quelle di lei, tirandosela vicina.
"Fai attenzione," le mormorò nellorecchio. "Non
correre rischi. Una volta che sarai al passo carraio, se perdi la pista, cerca di aderire
alla strada, in caso ci siano sacche di aria sotto la neve. Sarò preoccupato fino al tuo
ritorno, così non bighellonare, a meno che tu non mi voglia trasformare in uno gnomo
avvizzito dai capelli grigi".
"Altre istruzioni, papà?" gli occhi di Scully brillarono
guardandolo, un piccolo sorriso spingeva sugli angoli della bocca. Egli sentì una spinta
improvvisa a baciare quel sorriso.
"Sì," rispose lui attorno al grumo che aveva in gola.
"Scarica quellimbecille che stai guardando e trova qualcuno più degno di
te".
"No". Strinse le dita attorno a quelle di lui. "Non
accadrà. Mi ci è voluto molto tempo per dirgli cosa sentivo realmente per lui, ed ora
intendo raccoglierne i benefici. Inoltre, non è un imbecille, è magnifico. Abituati
allidea".
Alzandosi in punta di piedi, pigiò un bacio rapido sulle labbra di
Mulder. Egli lanciò un breve sguardo oltre la spalla per assicurarsi che i loro
prigionieri non avessero visto. Entrambi stavano sdraiati con gli occhi chiusi,
evidentemente privi di sensi. Così mise la mano dietro alla testa di Scully e la tirò
vicina per un bacio più profondo, più soddisfacente. Entrambi stavano respirando più
velocemente, quando finalmente si divisero. Sorridendo, lei infilò un paio di guanti
spessi, poi aprì la porta.
"Ritorno appena posso," disse lei. "Cerca di non
preoccuparti. Mi piace il colore dei tuoi capelli".
Lui chiuse la porta dietro di lei e ritornò al suo posto in soggiorno.
Passarono un paio di minuti, poi il ruggito lamentoso del motore di un cingolato riempì
la stanza. Sbuffò una risata, Scully aveva ragione. Gli idioti avevano lasciato le chiavi
nellaccensione. Muovendosi verso il focolare, gettò altra legna sulle fiamme,
facendo saltare per la sorpresa gli altri due uomini. Lo guardarono mentre tornava alla
sua sedia e si sedeva, mettendo la pistola in equilibrio su una coscia.
"Allora," disse Mulder, "chi ha voglia di una bella
storia di fantasmi?"
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Ore 17.15
- Mulder non era preoccupato. Non realmente. Bene, forse un pochino, se quasi dimenticarsi
di cenare possa contare come essere preoccupato. Aveva dovuto riammanettare entrambi i
prigionieri con le mani davanti in modo che potessero mangiare. Non voleva essere accusato
di punizione crudele ed insolita oltre a quella di assalto con unentità defunta. Ma
non ne era molto preoccupato. Tranne che gli aveva preso del tempo capire come occuparsi
delluso del bagno. Per lui *e* per loro. Solitamente poteva pensare a cose del
genere senza problemi. Forse essere preoccupato aveva qualcosa a che fare con questo. I
prigionieri apparivano abbastanza disperati quando gli permise di orinare dal portico. La
preoccupazione gli rendeva difficile pensare chiaramente. Non poteva certo fare il viaggio
fino al gabinetto esterno e lasciarli dentro senza una guardia, e, accidenti, non li
avrebbe portati entrambi con sé. Così si era fatto gli affari propri con la porta
posteriore aperta in modo da tenere un occhio su di loro, poi li aveva portati fuori uno
alla volta guardando dalla finestra finché ebbero finito.
- Era andata bene, ma ora si stava veramente preoccupando.
- Usò il piede per spingere fuori e togliere di mezzo il più dei cocci, mentre i suoi
prigionieri giacevano lamentandosi di tanto in tanto. Quando le tenebre della sera si
stabilirono sulla casa, accese le lampade e si sedette ad aspettare. Si intrattenne
leggendo ad alta voce Via col vento, completo di voci differenti ed accento del sud. Le
occhiate orribili sulle facce di Rusty e Lloyd laiutarono a tenere la mente via
dalla sua collega assente. Generalmente. Avrebbe aiutato più se davvero si fosse goduto
la storia.
Il suono molto forte di un motore fece girare le tre teste verso la
porta. Mulder lasciò la sedia in pochi secondi. Spalancò la porta su fari molto
brillanti che si muovevano sul passo carraio. Un Humvee (veicolo militare a 4 ruote
motrici, ndt) verde e marrone spinto attraverso la neve in discioglimento si fermò
accanto ai gradini del portico. Il sospiro di sollievo che gonfiò il torace di Mulder,
gli sembrò il primo pieno respiro da ore.
Aspettare che la collega scendesse dal grosso veicolo gli prese quel
poco di pazienza che gli era rimasta. Eppure sorrise, mentre lei camminava a fatica sul
vialetto. Tre uomini la seguivano a discreta distanza, uno in mimetica e gli altri due
nelle uniformi della Polizia di stato.
Scully gesticolò dietro di sé ondeggiando la mano e gridò:
"Ecco la cavalleria. Spiacente che ci sia voluto così tanto tempo".
"Non ero preoccupato". Lespressione sul viso di lei gli
disse che non credeva alla sua bugia. Si schiarì la gola e continuò: "Quanto tempo
ci hai messo, per trovarli?"
"Crederesti che siamo a circa cinque miglia dalla città più
vicina?" condusse la squadra di soccorso verso la casa mentre continuava: "La
pista del cingolato saliva su un altro passo carraio approssimativamente a quattro miglia
lungo la strada, ma avevo già visto dei segnali per la città, così ho continuato fino a
trovarla. Infatti, avremmo visto un segnale se avessimo terminato la curva invece di
scivolare nella fossa. Non ci sarebbe voluta più di mezzora, ma le strade sono
ancora brutte. Hanno dovuto chiamare la Guardia Nazionale e la polizia di Stato per
aiutare a liberare le persone ancora intrappolate nelle macchine. Stavano per mandare
subito qualcuno qua, ma gli ho detto che avevi le cose sotto controllo e che il corpo non
sarebbe andato da nessuna parte, così siamo passati tra le situazioni non critiche.
Finalmente è giunto il nostro turno ed eccoci qui".
"Come ho detto, non ero preoccupato. Non molto".
Mulder tenne la porta aperta mentre la scorta di Scully la seguì
allinterno. La Guardia prese una barella mentre lei guidava un poliziotto verso la
scena del delitto. Quando la porta chiusa dietro di loro, Mulder prese unaltra sedia
dalla sala da pranzo ed invitò il secondo poliziotto a sedersi. Stava già ripassando
mentalmente quanto dire e quanto celare nel resoconto degli eventi. Non ebbe bisogno di
preoccuparsi. Per quando ebbe scelto cosa dire riguardo quella mattina, i prigionieri
erano pronti ad offrire la loro versione dellaccaduto. Era piuttosto lieto che non
fossero abbastanza furbi da usare le informazioni a loro vantaggio.
"Allora, mi può ripetere dovera lagente Mulder?"
Lufficiale Ledert aveva già percorso la trafila dellinterrogatorio
due
volte. Le risposte che stava ricevendo non sembravano aggradargli particolarmente. Rusty
indicò il divanetto che ora accoglieva in suo complice.
"Lui era là dietro, cercava di proteggere il suo grazioso
visetto".
La faccia di Rusty era tuttaltro che attraente già da quando era
entrato in casa, così un po di amarezza e di invidia erano comprensibili. Mulder
non poté evitare di inorridire facendo smorfie mentali per la misura ed il colore della
palpebra destra di Rusty.
"E dovera lagente Scully?"
"Come le ho già detto prima, era proprio qui, nascosta dietro a
questo stesso divano".
"E loro non vi hanno gettato nulla?"
"Lo giuro su Dio, quelle lattine e tutta laltra merda sono
volate fuori dalle credenze come se avessero le ali. Io e Lloyd non abbiamo avuto scampo.
Siamo stati gettati a terra in un attimo".
Lufficiale Ledert guardò interrogativo verso Mulder che
semplicemente allargò le mani nel gesto: "Cosa posso dire?". Entrambi
guardarono su al suono della porta che chiudeva la camera da letto contenente i resti
mortali di Elver Smallwood. Laltro poliziotto seguì Scully nel corridoio verso il
soggiorno, mentre entrambi si toglievano i guanti di lattice.
"Temo che non saremo in grado di portare il corpo con noi, Agente
Scully," le disse. "Sarei felice di rimanere, ma con due prigionieri da
sorvegliare, temo che non sia possibile. Mi dispiace. Spero che non abbiate problemi nel
restare qui un altro giorno".
Lei gli rivolse un piccolo sorriso. "Va bene, ufficiale Carney.
Noi staremo bene. Abbiamo già passato la maggior parte della settimana col sig.
Smallwood, un giorno in più non farà nessuna differenza".
"Perché non ce ne andiamo via oggi, ufficiale?" Mulder si
alzò avvicinandosi alla collega, tentando di non librarsi su di lei. "Sembra che mi
sia perso parte del processo decisionale". Guardò fisso tra il poliziotto e Scully,
aspettando una risposta. Avrebbe dovuto indovinare che gli sarebbe giunta da lei.
"È una questione di sicurezza a causa dello spazio ridotto
nellHumvee, Mulder. Loro ora porteranno via i sospetti, ma lufficiale Carney
mi assicura che qualcuno ritornerà a prenderci entro domani".
"Davvero?" Mulder strinse appena gli occhi con finta gelosia,
per vedere cosa avrebbe fatto Scully.
Lei strinse insieme le labbra in una linea sottile, evidentemente
trattenendo una risata, e rispose: "Hmm".
"Bene, allora," affermò, "non teniamo questi ufficiali
occupati più a lungo. Signori, sono tutti vostri".
Luscita dei rappresentanti della legge e dei prigionieri fu
rapida ed efficiente, sottolineata dalla chiusura della porta anteriore da parte di Mulder
che ci spinse il proprio peso contro. Prima che potesse muoversi, calde braccia erano
strisciate da dietro attorno alla sua vita. Nel suo nuovo ruolo di innamorato di Dana
Scully, non poteva rinunciare ad unopportunità per stuzzicare.
"Tu e lufficiale Carney sembravate terribilmente
vicini".
Lei gli pizzicò lo stomaco. "Non come tu ed io".
Mulder si girò allinterno del cerchio delle sue braccia. La
tirò vicina, appoggiandosi indietro per vedere i suoi occhi splendenti.
"Quindi non ti sei eccitata per la preoccupazione di Carney per la
povera piccola donna indifesa? Dopo tutto, eri sola, qui, con un solo agente dellFBI
a proteggerti".
Cè un solo rappresentante della legge che mi eccita, e non è
lufficiale Carney".
Egli gettò in alto le mani. "lo sapevo! Il pancione
dellufficiale Ledert ti ha conquistata, vero? Ho sempre sospettato che gli uomini
corpulenti fossero la tua passione segreta".
"Ecco perché passo il mio tempo con te, Mulder. Quelle piccole
maniglie dellamore sono mooolto sexy".
"Io non ho le maniglie dellamore!"
Scully strinse una mano ad entrambi i lati della sua vita e lo tirò
contro il proprio corpo. "Sicuro che le hai. Vedi?"
Quella piccola manovra chiedeva un bacio. Un lungo, profondo,
appassionato bacio che li lasciò entrambi gementi ed ansanti. Spingendosi via dalla
porta, la condusse al sofà e vi si distese. La tirò sopra di sé ed aspettò che si
sistemasse.
"Quindi cosa dovremmo fare per le prossime ventiquattro ore?"
Chiese lui. Scully era distesa con le mani piegate sul suo petto che
sostenevano il mento. Il suo naso era così vicino che lui non poté resistere alla spinta
di sporgersi a baciarlo. Lei gli rivolse un sorriso abbagliante.
"Noi potremmo giocare ad un gioco" rispose. "Certamente
devi conoscere molti giochi interessanti".
Egli le spinse una ciocca di capelli dietro lorecchio. "Cosa
preferisci? Risico? Monopoli? Una eccitante partita a Yahtzee?"
Si contorse nelle sue braccia, strofinandosi contro porzioni della sua
anatomia che non avevano visto questo genere di azione da anni
fino a poco fa. Gli
occhi di Mulder si spalancarono nel capire.
"Stavo pensando di scovare qualcosaltro" fece le fusa.
Il respiro di lei gli solleticava le labbra e lui sorrise. "Pensi di esserne
allaltezza?"
"Fatti avanti, collega. Io sono allaltezza per qualunque
cosa tu abbia in mente". Si sporse per baciarla ancora e colse un movimento con la
coda dellocchio. La tenda sulla porta posteriore stava dondolando dolcemente, come
se qualcuno avesse appena dato una sbirciatina.
"Ehi, Elver!" gridò Mulder . "Abbiamo apprezzato
davvero il tuo avvertimento, ma pensi che potremmo avere un po di privacy, per un
po?"
- Il suono di passi attraversò la sala da pranzo e si mosse dietro al sofà verso
latrio. Quando passarono dalla porta anteriore, poterono scorgere il leggero
contorno del corpo di un uomo. Continuarono fino alla fine del corridoio, dove la porta di
una camera da letto cigolò aprendosi, e poi si chiuse.
- Mulder aveva una spiritosaggine pronta sulle labbra, ma prima che potesse parlare,
sentì una nuova serie di rumori di piedi battere sul pavimento di legno duro. Questi
erano più agili dei primi, con un passo più corto ed un suono più alto. Seguirono lo
stesso percorso degli altri passi e quando passarono la porta anteriore, la forma del
corpo di una donna divenne visibile contro il legno scuro, per un secondo. Scomparve, ma i
passi continuarono lungo il corridoio. La porta alla fine cigolò aprendosi e
richiudendosi. Il fuoco sibilò e schioccò nel silenzio che seguì.
- Lasciando uscire il respiro che stavano trattenendo, Mulder non poté evitare di
sorridere allocchiata scioccata sul volto di Scully.
"Ora," bisbigliò nella sua bocca, "dove eravamo, prima
di essere interrotti così bruscamente"?
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FINE
- Note finali dellautrice, perché a lei piace chiacchierare dopo,
come ad alcune persone piace fumare: non ho idea da dove sia venuta questa storia. Ci sono
state recentemente alcune discussioni interessanti nei message boards su dove gli autori
trovano le loro idee. Molte persone sono inspirate da un particolare brano musicale, o da
qualcosaltro che hanno letto. Io non ho indizi terreni. Era semplicemente là, così
lho scritta.
- This story would never have been finished without the amazing help of Dan and Cindy, who
assisted in hashing out the early details and doing pre-beta beta. For some reason, this
one gave me no end of fits. I even had trouble with where M&S were going to be stuck
in the snow. It didnt seem to matter in the grand scheme of things, but it irked me.
So I finally plunked them down in my own general bailiwick. Anyone who watches the
national weather knows what a good old lake-effect snow off Lake Erie can do to the
northeastern portion of my state. As much as I dread winter in my declining years,
sometimes I wish Id moved to that area a long time ago. I figure if its gonna
snow, lets get enough to shut everything down for a few days. Im getting lazy
in my old age, too.
- Special disclaimer: I dont own Scrabble, Scruples, Battleship,
Stadium Checkers, or any of the other board games mentioned, except for personal copies of
the games themselves. No disrespect was intended by mentioning them here, and who knows?
It might even increase sales a little. Youll have to try the online auctions for
Stadium Checkers, though. Production was stopped years ago, and thats where I found
mine during a sudden bout of nostalgia.
- Feedback: Is printed out, fawned over, and stroked to tatters at mimic117@yahoo.com
- Visit all of my stories at the little house that XochiLuvr built. www.surfacing.com/mimic117
/ Your depravity levels may vary.