- Titolo: Home for Christmas (A casa per Natale)
- Autore: stellar_dust
- E-mail: stellar_dust_x@yahoo.com
- Website: http://xfiles.katycat.net /
- Archive: Sure. Let me know, and I'll link back to you.
- Feedback: Love it.
- Spoilers: EVERYTHING. MOO HA HA.
- Rating: PG
- Keywords: angsty fluff, Christmas, songfic
- Disclaimer: Characters, not mine, through no fault of my own. Ideas, mine,
through *every* fault of my own. Sorry.
- Sommario: il Natale di Mulder attraverso gli anni.
- Data: 12/19/2004
- NOTE 1: Written for the 2004 e-muse Secret Santa story exchange. But
it's been kicking around in my brain for at least a year.
- NOTA 2: non lo sai, ma io sono convinta che la famiglia dove Mulder è
cresciuto fosse almeno per metà ebrea. Per questa storia io mi sono concentrata solamente
sulla parte cristiana, perché io posso, perché è divertente, e in ogni modo è una
storia di Natale così per dirla tutta, ho dovuto. Irrilevante, davvero, ma ho pensato che
te lo avrei dovuto far sapere.
- Tradotto da Vix
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/ Sarò a casa per Natale /
"Samantha Claus verrà stasera, Fox!"
Sette anni, rimbalzando eccitata e birichina, ghignava a suo fratello
che sfogliava un giornale a fumetti.
"*Santa* Claus, tonta. Non *Samantha* Claus". Ad undici anni,
sarcastico, era talmente più grande di lei
non aveva pazienza per le sorelle
piccole che pensano di essere il centro dell'universo. Si accomodò meglio sul divano e
girò risolutamente la pagina, ignorandola.
"È *anche* Samantha Claus! E lei porterà tutti i regali a *me*.
*Tu* troverai un pezzo di carbone e molta *biancheria intima* perché
tu sei stato cattivo con me per tutto l'anno, ecco!" cacciò fuori la lingua e si
gettò drammaticamente sul divano accanto a lui. "Sono *annoiata*, Fox. Perché non
può essere Natale *ora*?"
Lui spinse contro le sue gambe coi piedi, tentando di spingerla via dal
divano. "Va' a leggere o a fare qualche cosa. Lasciami in pace.
Sam si tenne al bracciolo e tentò di prendergli una caviglia per
togliergli le calze. "Finiscila, Samantha! È da un po' che te lo dico!"
Gli fece una pernacchia e gli occhi le si focalizzarono sul disegno
colorato sulla copertina del fumetto. "Oooh, cosa stai leggendo?" afferrò il
libro, e prendendolo di sorpresa, riuscì a toglierglielo dalle mani.
"Ehi"! Fox si lanciò attraverso i cuscini, ma lei rotolò
via dal divano e fu fuori della sua portata prima che potesse mettere le mani su di lei.
"Ah, ah, ora è mio!"
"Dio, tu sei una tale *monella*!" Fox si lanciò attraverso
la stanza e l'afferrò, alternativamente facendole il solletico ed afferrando il fumetto.
Sam gridò tra le risate, ridendo scioccamente e scalciando.
Finalmente Fox glielo strappò dalle dita, e come Samantha si stese
ansando sul pavimento lui aggrottò le ciglia, ispezionandolo attentamente.
"Fox?"
Lui guardò in su, e lei gli era seduta accanto, con i grandi occhi
marroni spalancati ed innocenti.
"Me lo leggi? Sarò buona, prometto".
Lui guardò il libro. C'erano alcune pieghe nella copertina, ma almeno
non l'aveva strappato né aveva disegnato baffi su tutte le facce, come aveva fatto alle
sue figurine del baseball l'estate scorsa. E l'avrebbe tenuta tranquilla, così che non
l'avrebbe infastidito
Lo aprì alla prima pagina. "Bene, bene. Ma stai
tranquilla e non interrompere".
"Yay!" si accoccolò accanto a lui e gli mise la testa sulla
spalla. "Dirò a Samantha Claus di portarti qualche cosa di bello, dopo tutto".
Fox la colpì al fianco e lei rise scioccamente, poi si accoccolò più
vicina quando lui cominciò a leggere.
"È la vigilia di Natale a Metropolis, e nella piazza della
città, *Santa* Claus è... "
~ * ~
- Quando Teena entrò venti minuti più tardi coi suoi pacchi, non poteva credere ai suoi
occhi - Fox e Samantha, abbracciati insieme accanto all'albero di Natale mentre leggevano.
- Si fermò alla porta e sorrise, guardandoli non vista, mentre andava di sopra per
avvolgere gli ultimi regali. Come sono fortunata, pensò, e si girò, non volendo
disturbarli.
- Se solo Bill non stesse lavorando fino a tardi, tutto sarebbe stato perfetto.
~ * ~
Quello fu l'anno che ricevettero lo Stratego.
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/ Tu puoi contare su di me /
- Fox era a letto, con gli occhi chiusi, strettamente curvato in una palla sotto alle
coperte, tentando di non pensare. Non possiamo avere un Natale senza Samantha. Noi non
possiamo. Non è giusto, è
singhiozzò improvvisamente. Ed era colpa sua se lei se
n'era andata, lui era lì per tenerla al sicuro, ed ora
- Papà gli disse che doveva essere forte, sii forte per mamma, così dopo che l'indagine
fu chiusa e la casa fu di nuovo vuota e silenziosa, loro erano usciti a prendere un
albero. Era alto, pieno e verde, ma appena mamma lo vide, salì e restò a letto per il
resto del giorno. Lui e papà avevano iniziato a decorarlo ma in qualche modo nulla andava
bene, senza Samantha, ed avevano smesso prima che metà degli ornamenti fossero appesi.
Mamma dormiva per tutto il tempo e papà era sempre al lavoro, Fox andava male a scuola
per il semestre perché sembrava che non potesse concentrarsi su nessuna cosa e passava la
maggior parte del tempo fissando il vuoto e fingendo di sentire la sua voce nella stanza
accanto, incolpandosi perché non era stato capace di muoversi. Nessuno fece i biscotti al
forno né comprò i regali, e quando finalmente papà appese le calze, lasciò quella di
Samantha nell'armadio.
- Ora tutto all'improvviso, nel letto, lo colpì. Fox si raggelò. Loro non pensavano che
sarebbe tornata. Si erano arresi. Si rigirò nell'oscurità della stanza, rabbrividendo ed
abbracciando il cuscino. Io non mi arrenderò *mai*. Io credo, Sam, io credo che è colpa
mia, non smetterò mai, *mai* di credere che ritornerai. Io ti troverò.
- Con uno strappo, gettò indietro le coperte e rotolò fuori dal letto. Fox percorse con
passi silenziosi a piedi nudi il corridoio, superando la stanza silenziosa di mamma e la
porta chiusa di Samantha, ora senza più i poster e i graffiti, fin dalla settimana
scorsa, quando mamma aveva gridato e singhiozzato e li aveva strappati via.
- Lui aprì la porta dell'armadio e cercò finché la trovò, poi continuò scendendo
dalle scale.
Fox appese la calza di Samantha al camino, accanto alla propria.
"Io credo, Samantha," bisbigliò di nuovo. "Non importa che cosa fanno
mamma e papà, io non abbandonerò mai".
- Bill lo trovò lì, addormentato sul focolare, ore più tardi, quando inciampò dentro
puzzando di whisky e portando un sacco di sciocchezze dell'ultimo minuto che non aveva
voluto pensare di comprare prima. Spinse una volta il figlio per risvegliarlo e lo spedì
su, a letto, poi si versò un'altra serie di bicchierini ed iniziò a riempire le calze.
Grazie al whisky, pianse solamente un po' quando gettò quella di Samantha sul fuoco.
- Fox non pianse mai per lei.
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/ Per favore procura un po' di neve /
"Ehi, Mulder, vieni?" La voce di MaClay risuonò attraverso
l'appartamento, e la mano di Mulder strinse il metallo freddo della ringhiera del balcone.
"Phoebe verrà?"
"E perché questo dovrebbe fermarti, amico?"
MaClay fermò le sue mani sullo stipite della porta e si inclinò in
avanti nell'aria frizzante, parlando alla schiena di Mulder.
"Ci sarà Bronson con lei. Non voglio vederlo". Era passato
un anno da quando si erano baciati dietro la lavagna nella sala conferenze di Psicologia,
undici mesi da quando erano diventati ufficialmente una coppia ed erano andati per la
prima volta a letto insieme, uno dalla prima neve d'inverno e dalla loro relazione con Sir
Artur, due settimane da quando aveva trovato il coraggio ed era andato al suo appartamento
per farle la proposta, e l'aveva trovata nuda con Seth Bronson. Si era girato ed era
fuggito, e l'aveva sentita ridere mentre se ne andava.
"Va tutto bene, Tom. Tu vai a divertirti. Io starò bene. Bevi un
po' di nog per me".
Di malavoglia, Tom lasciò cadere le mani e spinse i pugni nelle
tasche, rabbrividendo. Scosse la testa e si girò andandosene. "Fa' a modo tuo,
Mulder. Ma non puoi evitarla per sempre, no?"
- Mulder sentì la porta chiudersi quando il suo coinquilino andò alla festa, e crollò
in avanti contro la ringhiera con un sospiro. Aveva calcolato tutto. Si sarebbe laureato
in primavera, e siccome lei era un anno indietro rispetto a lui aveva progettato il suo
orario per evitare ogni lezione che lei avrebbe avuto la possibilità di frequentare.
- E avrebbe dovuto evitare ogni attività sociale da qui ad allora
se così doveva
essere, così sarebbe stato.
- Sarebbe morto per l'umiliazione e così avrebbe chiuso.
- Pensavi che sarebbe stato così facile, vero, Fox? Andare a scuola a mezzo mondo di
distanza da casa, farti nuovi amici ed una nuova vita che non fosse miserabile e senza
nessuno che beve tutta la notte e ti biasima per tutto, quando non ti picchia o ti ignora.
Giusto, pensò amaramente.
- Perché io sono molto più felice qui. Ho risolto tutti i problemi, vero?
- Mai più. Non avrebbe più lasciato avvicinare nessuno in questo modo.
- La laurea, e poi? Andare a casa? Si sarebbe arruolato nella Legione Straniera francese
piuttosto.
- Cominciò a nevicare, quei grandi fiocchi soffici del tipo che Samantha chiamava sempre
'neve delle fate' perché sembravano delicati vestiti di fragile merletto con ali che
danzavano nella luce. Mulder si sporse e ne prese uno sul dito, lo guardò sciogliersi
troppo velocemente, proprio come ogni pezzetto della sua vita che sembrava essere
importante.
- Samantha, mamma, papà ora Phoebe e la vita che aveva rappezzato ad Oxford. Si asciugò
la mano sui pantaloni e ricordò il biglietto da visita in tasca - il reclutatore dell'FBI
che aveva incontrato ieri al banchetto di fine anno. Forse quella era una cosa che avrebbe
potuto fare. Forse avrebbe trovato Samantha quando nessun altro ne era stato capace. O
almeno avrebbe tenuto al sicuro le altre sorelle piccole.
- Tranne che l'FBI stava arruolando in Inghilterra. Aggrottò le ciglia.
- O forse no, ma era qualche cosa a cui pensare.
- Mulder si distolse dalla neve e rientrò nell'appartamento, acchiappando una Guinness ed
il manuale del prossimo semestre di Psicanalisi Criminale Avanzata mentre si dirigeva
verso il letto. Lo studio, avrebbe dovuto usare sempre quella scusa con MaClay invece
della cosa di Phoebe, dannata lei, in ogni modo.
- A metà del Capitolo 3 guardò su e trasalì, rendendosi conto che era già l'una e
mezza.
In ritardo quest'anno. Ma ancora presto a Vineyard, pensò
Lui chiuse gli occhi e bisbigliò: "Buon Natale, Samantha."
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/ E di vischio /
- Mulder si agitava scomodamente nell'angolo.
- Perché aveva lasciato che Reggie lo trascinasse di nuovo qui? Il suo sguardo viaggiava
su tutte le persone felici alla festa di Natale del VCU, individuando il caposezione che
chiacchierava amichevolmente col DJ. Bene, sospirò. Non voglio che qualcuno pensi che
questo caso mi colpisca troppo duramente. Se Spooky Mulder ne prenderà ancora, dovremmo
ricoverarlo in ospedale, e noi non lo vogliamo, vero?
- Se mi butterà fuori di qui? Sicuro. Non potrà essere così male, no? Una bella stanza
tranquilla, infermiere graziose? Colse lo sguardo di disapprovazione di Reggie e con un
sospiro si girò verso la tavola dei dessert.
"Guarda un po' chi c'è qui". Reggie si era avvicinato a lui
zigzagando, e stava indicando col capo verso la porta d'ingresso della stanza. "Ti ha
guardato per tutta la sera".
Mulder gettò uno sguardo nella direzione indicata, poi la guardò da
un'altra prospettiva. Diana? Diana *Fowley*?" Non l'ho più vista da Quantico,"
disse stupito.
"Si dice che torni da un incarico". Reggie lo spinse
leggermente, facendo l'occhiolino.
"Ho sentito che voi due eravate piuttosto affiatati".
"Sì, bene". Mulder scosse le spalle. Sperò di non essere
arrossito. "Sai, la gente parla".
Lui divorò Diana con lo sguardo. Il lavoro sul campo le aveva fatto
bene, pensò. Era abbagliante. Specialmente in quel vestito
"Non pensavo che
l'avrei rivista, Reggie."
"Guarda dov'è". Mulder guardò.
- Diana stava chiacchierando con un'altra agente, e proprio oltre lei
lui
sogghignò.
- Forse, dopo tutto, questa festa non sarebbe stata poi così orribile.
"Acchiappale, Spooky". Reggie ridacchiò e diede a Mulder una
spinta tra le scapole.
- Che cosa sto facendo? Mulder pensò aprendosi un varco attraverso la stanza. Mi
schiaffeggerà.
- Sono un idiota. Le bussò sulla spalla schiarendosi la gola.
"Fox"! Gridò lei deliziata e gli strinse le braccia al
collo. "Ero certa che non ti ricordassi di me!"
"Come avrei potuto
" Ed all'istante si stavano baciando,
selvaggiamente, appassionatamente sotto il vischio, di fronte alla intera VCU ed agli
ospiti assortiti. Mulder fu certo di sentire l'ululato di Reggie.
"Fox," bisbigliò quando si divisero.
"Ho sentito a cosa stai lavorando.
Ho qualche cosa che penso dovresti vedere".
"Cosa
" Aveva sentito qualcosa riguardo Modeski? Ma
come?
"Alcuni file". Lui le strinse la mano, non sembrava che si
potesse allontanare da lei.
"Ti mostrerò tutto domani. Tu sei libero, domani?" Diana lo
guardò interrogativamente.
"È Natale". Arricciò la bocca ironicamente. "Certo che
sono libero".
Con notevole delizia e divertimento da parte di Reggie, andarono via
insieme.
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/ E regali sull'albero /
Quella mattina lei entrò con un piccolo albero, agrifoglio, luci, ed
un regalo.
"Scully, cosa è tutto questo?" le porse un caffè che lei
poggiò prontamente sulla scrivania dove cominciò anche a sistemare l'albero.
"Quaggiù è così cupo, Mulder. Io andrò per alcuni giorni in
visita dai miei genitori, e *so* che tu starai qui a lavorare da solo, così
"
la sua voce si spense. "Mi dispiace, Mulder. Probabilmente avrei dovuto chiederti,
io
"
"No, Scully, va bene, vai avanti". Scosse la testa e le
sorrise, arrischiando: "Ero solo
sorpreso".
La sua nuova partner gli sorrise, con quel riso ancora timido e
sbarazzino che già a lui non bastava mai, mise l'agrifoglio e le luci sugli scaffali e
sulle porte. Mulder si inclinò indietro, con la testa che girava. Non poteva ricordare
l'ultima volta che qualcuno si fosse curato di decorare per lui o forse non si era
mai dato il pensiero di notarlo. Forse Reggie, ma
quello era diverso. Ed ecco qui la
piccola Scully che conosceva appena, mentre si assicurava che l'ufficio fosse un posto
bello ed allegro dove lui potesse passare il Natale da solo. Incredibile.
~ * ~
Lui catturò il suo sguardo mentre se ne stava andando via in anticipo,
per arrivare ad Annapolis prima dell'ora di punta. "Devo ammetterlo, è molto bello
qua dentro, Scully". Si schiarì la gola. "Uhm, grazie".
Lei sorrise in risposta e si girò per andare.
"Oh! Quasi dimenticavo il tuo regalo, Mulder".
"Scully, non dovevi - voglio dire, io non ti ho preso nulla
"
"Non ti preoccupare". Sorrise e gli diede il piccolo regalo
allegramente avvolto.
"È un po' insolito, non è un granché. Se succede qualcosa e non
puoi contattarmi al cellulare, hai il numero dei miei genitori, vero?"
Lui annuì, e lei, sulla porta, si infilò nel cappotto. "Buon
Natale, Scully."
"Buon Natale".
- Era una decorazione per l'albero, un fantasma con un cappello da babbo Natale. Mulder
sorrise e l'appese alla manopola sull'armadietto sotto la finestra.
- Ed era bello lavorare tra le luci
gli sembrò quasi che Scully non fosse andata
via.
- Non molto tempo dopo, il padre di lei morì. L'anno seguente, lei non decorò l'ufficio,
e lui non lo propose.
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/ La Vigilia di Natale mi troverà /
- Mulder era disteso sul divano, la mente seguiva distrattamente il mostro del dott.
Morbius che infuriava su Altair IV in televisione.
- Una mente sotto stress, che inviava manifestazioni fisiche per colpire i suoi nemici,
sembrava familiare - Kevin Kryder. Chiaramente.
- Doveva ancora una scusa a Scully per quel caso, per non aver dato importanza ai
suggerimenti che le venivano dalla sua fede religiosa.
- Egli ora dovrebbe avere fiducia negli istinti di Scully così come aveva fiducia dei
propri; e alla fine lei aveva avuto ragione, sapeva precisamente dove era il bambino,
mettendo insieme i più piccoli indizi...
- Tutto tranne la parte sull'essere eletta come protettrice di Kevin. E santo Owen. non
pensava che avrebbe creduto a tutto ciò.
- Ma aveva ancora bisogno di scusarsi; loro si stavano allontanando ultimamente,
mordendosi l'un l'altro. Non era sicuro perché, ma aveva perso la serena amicizia che
avevano condiviso: parlare del caso avrebbe aiutato e sarebbe stato bello sentire la sua
voce, pensò.
- Riassicurarla.
- Spense la Tv e prese il telefono. Nessuna risposta. Dove
oh. Era a casa per
Natale, giusto. Lasciò un messaggio di "Buon Natale" sulla sua segreteria
dicendo che aveva pensato ad una cosa, ma che non era importante e le avrebbe parlato più
tardi. Ricacciando indietro il tormento della delusione, Mulder aveva appena riappeso il
telefono e stava per riprendere il telecomando quando l'apparecchio suonò.
"Scully, avevo appena
"
"Oh, stai aspettando una chiamata dalla piccola signora? Allora
riaggancio". Frohike.
Frohike era divertito. Mulder si lagnò.
"No, no, io avevo appena
non importa. Cosa vuoi,
Frohike?"
"Bene, io sto per farti un'offerta che non puoi rifiutare. A meno
che tu non *voglia* stare seduto a casa a deprimerti la vigilia di Natale, chiaramente.
Noi abbiamo predisposto una LAN per DOOM, per cercare i corpi più caldi. Abbiamo
l'eggnog. E la sorveglianza video sul tetto
"
Mulder scoppiò a ridere. "Frohike, per favore non dirmi che state
cercando di catturare Santa Claus su nastro".
"Chi, noi? Mulder, tu mi ferisci. Pensavo che lo sapessi, Santa
Claus è una copertura inventata dai militari per nascondere
Zitto, hippy, non sei
divertente
Allora, amico, ci stai?"
Mulder esitò, gettando uno sguardo nell'appartamento. Gli era stato
ordinato di non andare in ufficio, domani, ed era in ansiosa attesa di frugare nel mucchio
di vecchi film di serie B e vecchi x files deprimenti che aveva recuperato la settimana
scorsa. Ma stava pensando a Scully, ed improvvisamente nulla di quello sembrava
interessante. Ora festeggia, poi rimugina.
"Sicuro," disse a Frohike. "Grandioso. Prenderò una
pizza per strada
uhm, c'è qualcosa aperto?"
"Prova il posto sulla 3
Strada. Ci vediamo."
- Appena Mulder prese il cappotto, i suoi occhi caddero sulla fotografia di lui e Samantha
che era accanto al computer. La andò a prendere, accarezzando il profilo della sorella
col dito, e la infilò impulsivamente in tasca.
- L'avrebbe messa accanto al monitor dei Gunmen. In segno di buon augurio.
- Di nuovo una vigilia di Natale con Samantha, pensò chiudendo la porta a chiave. Le
sarebbe piaciuto Doom?
- Mulder sospirò, lacerato tra il desiderio di ridacchiare e quello di piangere.
Probabilmente lei lo avrebbe preso a frustate.
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/ Dove brilla la luce dell'amore /
- A dire il vero, Mulder ricevette un regalo da sua madre quell'anno. Arrivò per posta,
era uno stupido berretto a maglia, lungo e con un fiocco alla fine.
- Non aveva idea di cosa potesse averla spinta a mandarglielo, a meno che fosse un antico
ricordo di quando leggeva 'La notte prima di Natale' con Samantha e di come lui amava le
illustrazioni di "Io con il mio berretto".
- Probabilmente qualche amica in chiesa le aveva chiesto se aveva spedito regali. Era un
po' triste, pensò, che sua madre pensasse a lui come se fosse un ragazzino e gli
comprasse cose che gli sarebbero piaciute all'età di dieci anni
ma era a quell'età
che lei lo ricordava.
- In ogni caso, era caldo, e l'appartamento di notte era gelido, così lo indossò. Non in
pubblico e non avrebbe osato mostrarlo a Scully.
- Lo stava indossando due notti dopo Natale, quando Scully chiamò e gli disse di
di
sua *figlia*. Dubitò che le cose avrebbero funzionato alla fine - aveva una gran brutta
sensazione in proposito - ma ci andò, perché da ora sapeva di amarla.
- Bill era calmo, ma distratto dalla moglie e dal figlio. Maggie era la solita,
compassionevole, amichevole ed amorevole. Emily morì ed il cuore di Mulder si spezzò per
essere rimasto lì senza fare niente mentre un'altra bambina se ne andava via, mentre la
sua collega crollava in lacrime di incomprensione.
- Egli la tenne tra le braccia mentre lottava per confortarla, ottenere il suo perdono per
i segreti che le aveva tenuto e per quelli che ancora le manteneva per il suo bene, e
quello che lo colpì di più fu l'amore incondizionato ed il sostegno della sua famiglia:
anche di fronte ad una cosa come questa, una cosa di cui loro non avrebbero mai capito
completamente lo scopo, stavano vicino a Dana e si preoccupavano di lei. Si chiese a cosa
poteva assomigliare avere una famiglia come quella.
- Quando tornò a DC, chiamò Teena e la ringraziò per il berretto.
- Poi andò da Scully, guardarono dei film e parlarono del più e del meno, allo stesso
tempo la cosa migliore e la più dolorosa di questo mondo.
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/ Io sarò a casa per Natale /
- Teena chiamò all'improvviso, e l'invitò per Natale. Mulder batté gli occhi ed
accettò; non l'aveva vista da
onestamente non poteva ricordare quando l'aveva vista
per l'ultima volta.
- Lui voleva invitare Scully, perché loro ora avevano quel genere di relazione, quella
dove passi le feste insieme. Ed anche perché, dannazione, era spaventato. Alla fine non
lo fece, decise che probabilmente avrebbe sconvolto troppo sua madre, sebbene sentiva che
lei sarebbe venuta, e volentieri.
La vigilia di Natale attraversò la porta della casa di Greenwich.
"Fox," disse esitante sua madre, goffamente, e dopo un momento l'abbracciò
sebbene non gli sembrasse giusto.
"Come stai, Fox"? Gli chiese, chiaramente preoccupata,
portando le mani alla sua fronte.
- Giusto, lei era coinvolta con quello.
- Era coinvolta con *lui*, con il bastardo fumatore di sigarette che gli aveva aperto la
testa, per diletto e per profitto. Lasciò cadere la valigia con un rumore metallico e si
gelò.
"Io sto bene," disse rigidamente. "Non grazie a
te."
Lei ebbe la cortesia di sembrare ferita per un secondo, poi gettò di
nuovo al suo posto la maschera stoica.
"Io non volevo, Fox. Non potevo mettermi contro di lui. Tu devi
capire, io
"
Gli occhi incontrarono i suoi per un secondo, e lei sembrò sgonfiarsi.
"Ho qualcosa da mangiare in cucina".
Mulder la seguì lentamente, come sotto shock, sebbene sapesse fin dal
principio quello che le avrebbe detto, sapendo di non essere abbastanza forte per farlo.
"Tu lo sapevi. Hai sempre saputo, quello che stava facendo, quello che voleva
fare". La sua voce era mite, controllata; gli occhi nascosti ed inflessibili, faceva
male se sapevi quale ruga guardare. "Proprio come sapevi che avrebbero preso
Samantha". Lei ansimò e si girò, senza rispondere.
"Ecco perché mi hai chiesto di venire qui. Tu ti senti colpevole,
così all'improvviso, e vuoi fare ammenda. Mi dispiace, mamma, io non posso. Non così. Io
non posso stare qui. Mi dispiace, mamma. Mi dispiace davvero".
- La sua voce non cambiò, ma le lacrime gli grondavano dal volto mentre usciva dalla
porta.
- Lui rimase in un motel quella notte e non la chiamò prima di andarsene la mattina
seguente.
- Un settimana più tardi, baciò Scully, e significò qualcosa.
- Cinque settimane dopo, Teena era morta, e finalmente, lo fu anche Samantha. Gli ci
vollero molte lunghe notti per perdonare sua madre.
- Lui non si perdonò mai completamente.
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/ Anche se solamente nei miei sogni. /
- La notte che lui passò in una roulotte in Nuovo Messico, dividendo un letto con Gibson
Praie, si prese un momento per guardare le stelle e pensare a Samantha; si prese ore per
guardare la fotografia che aveva in mano e pensare a Scully e William.
- Lui voleva essere là - oh, come avrebbe voluto esserci. Non poteva perdersi il primo
Natale di suo figlio. Scully stava leggendo per lui proprio ora, raccontandogli storie,
appendendo la sua calza sopra quel ridicolo, meraviglioso camino nel suo appartamento.
- Sempre che non fossero da Maggie. Quello era più probabile, pensò. Se Mulder non
poteva essere là, lui avrebbe dovuto avere la maggior parte possibile della famiglia
attorno. Incontrare i suoi cugini, se già non l'aveva fatto.
- Avrebbe voluto spedire qualche cosa, una cartolina, un giocattolo, qualsiasi cosa.
Qualsiasi cosa, in modo che Scully non dovesse sentirsi così sola, così sola come lui si
sentiva ogni secondo di ogni giorno. Qualsiasi cosa, così suo figlio si sarebbe ricordato
di avere un padre. Alla fine Gibson lo fece esprimere, e lui decise per un'altra e-mail,
un'e-mail che non sembrava sua perché le sue emozioni erano così vicine alla superficie
in questi giorni e non ci era abituato. Sperò che lei capisse.
- Dovrei essere là, pensò. Niente è più importante di questo. La vita di William è
più importante che vedere papà per Natale, qualche cosa gli sussurrò nella mente, ma
era vero? si chiese. Ogni vita è in pericolo, ogni giorno; è così, la vita.
- In qualche modo pensò a Skinner, lui almeno avrebbe capito se fosse comparso alla porta
di lei l'indomani mattina accettandone le conseguenze.
- Ma Scully probabilmente no.
- Mulder andò a letto pieno di conflitti, rasentando l'albero trasandato di alluminio di
Gibson. Il cielo era chiaro quando finalmente scivolò nel sonno; sognando casa e la
faccia sorridente del figlio in un mare di carta da regali, la risata libera da
preoccupazioni di Scully, i suoi baci.
- Quando trovò il messaggio di Scully con un biglietto per il treno di sola andata,
ballò praticamente per la gioia e non smise di sorridere per i due giorni seguenti, fino
a che i supersoldati apparvero e lui dovette saltare dal treno quando era così *vicino* a
lei, e nascondersi ancora.
- Lui sentì come se la sua anima gli fosse stata strappata dal petto, macinata in piccoli
pezzi, e calpestata.
- Procedendo lentamente, tranquillamente, anonimamente di nuovo verso il Nuovo Messico e
Gibson, ogni notte sognava casa, ma questi erano sogni di morte.
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/ A casa per Natale /
"Oh, Mulder
mi dispiace. Volevo vederti così intensamente,
davvero, non avrei mai pensato
"
"Tutto a posto, Scully. L'ho scampata. Sono qui, no? A casa. Con
te".
"Ed il resto delle tue storie, Mulder - io non avevo idea. Tua
madre, e
"
"Io so. Probabilmente avrei dovuto tenere la bocca chiusa, ma tu
mi avevi chiesto, e
parlarne era bello. Mi dispiace essere stato così egoista e
deprimente, Scully; ti porterò un vero regalo domani."
"No. No, Mulder era quello che ho chiesto ed era perfetto. Triste,
ma perfetto.
ti amo così tanto, lo sai."
"Lo so. Perché io ti amo di più".
"Mmm. Ci sarebbe da discutere su questo, ma ho freddo. Mettesti un
altro ceppo sul fuoco?"
~ * ~
"Quindi, Mulder, cosa ti piacerebbe per Natale? Ricordati, come
sempre, che non abbiamo soldi".
"Heh. Posso chiedere una tua artistica interpretazione della
narrazione di scelti e memorabili episodi tratti dai Natali Scully dei bei tempi
passati?"
"Hmmm
non so, Mulder, penso che ti darò un
"pagherò" per quello. Sono piuttosto a corto di storie, stanotte. Okay?"
"Mmm. Okay, lo accetto. E te ne richiederò il saldo. Il prossimo
anno."
"Il prossimo anno. Inizieremo una tradizione."
"Una buona tradizione?"
"Spero di sì. Fino all'esaurimento delle storie".
"Non succederà mai. Ti ho mai raccontato quella col Chupacabras
che
"
"Sì, Mulder. Io ero là, a dire il vero, ricordi?"
"No, no, vedi, *questo* Chupacabras scendeva dai camini della
gente indossando un abito rosso, e
"
"Mulder!!"
"Vedrai, Scully. Fu avvistato in questa parte del Messico
precisamente come stasera un anno fa ".
"Mulder. Cosa vuoi per Natale? Oltre una visita del Chupacabras di
Natale
"
"
Scully?"
"Sì?"
"Vorresti per favore solo baciarmi?"
"
posso farlo."
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- Io sarò a casa per Natale
- Tu puoi contare su di me
- Per favore procura un po' di neve
- E vischio
- E regali sull'albero.
- La Vigilia di Natale mi troverà
- Dove brilla la luce dell'amore
- Io sarò a casa per Natale
- Anche se solo nei miei sogni.
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Fine