Love's Savage Sea Spray: An X-Files Pirate Saga
By The X-Centric Writing Collective:
Char Chaffin char@chaffin.com -- http://char.chaffin.com 
Foxsong foxsong@foxsongfiles.net -- http://www.foxsongfiles.net  
MaybeAmanda maybe_a@rocketmail.com -- http://www.geocities.com/maybe_aa  
Category: MSR, Parody, Humor
Rated R for adult themes, lusty scenes and some rough seafarin' language
Classificazione: abbiamo allegramente parodiato lo scadente genere romanzesco dello "strappa-corsetto" inserendo i nostri personaggi favoriti in uno di questi! (potrete ringraziarci più tardi.)
Archive: Anywhere is fine - just leave the links to our sites in the headers!
Spoilers: Nay!
Disclaimer: Mulder, Scully, Skinner and the gang be not ours, Mateys. We only beg for the right to turn their "lives" into one big "Bodice-Rippin' Good Time."
Note e ringraziamenti degli autori: siamo esplose scrivendo questa piccola cosa da marinai ed anche se manca ancora abbastanza alla fine, sicuramente abbiamo riso molto. Era la nostra intenzione lanciare un po' di delicato divertimento non soltanto al nostro caro serraglio degli X-Files, ma anche al romance, angst, alla violenza ed alla dissolutezza. Un grande grazie alla nostra socia-artista Alison per i suggerimenti, incoraggiamenti ed idee.
Sommario: l'ardito tenente Fox Mulder salva Lady Dana Scully dai bramosi artigli del pirata Capitano Skinner e degli altri vari ed assortiti meschini marinai.
Tradotta da Vixen e Anasilv

___________________________

Prologo

Il sole batteva rovente ed impietoso sulla strada coperta di sporcizia, la più lieve delle brezze marine agitava le palme languide schierate lungo il viale. Non pioveva da giorni; tutti a Comity erano irritabili ed i temperamenti si infiammarono quando la temperatura salì quanto il sole all'orizzonte.
L'asta era in pieno fermento, acquirenti da tutti i porti stranieri si alzavano in piedi impazienti, contando ancora i soldi che avevano portato: commercianti tronfi e pomposi arricchitisi sulle sofferenze degli altri; Signori ed altri nobili venuti sin dalle isole Britanniche e perfino dai luoghi selvaggi della Scozia; più soldi che sentimenti per molti di loro... Sceicchi dall'Arabia, ricchi baroni dalle Americhe ed uomini di più miseri mezzi, senza nessun soldo per comprare... solo con il desiderio di dare un'occhiata all'abbondanza di articoli in vendita --
Articoli umani.
Dietro un serico drappo di tessuto dorato, montato per servire da tenda improvvisata, per proteggere 'la merce' dallo sguardo implacabile della folla, le donne stavano in piedi, quasi svenute sotto i raggi del sole assassino. Un corpulento schiavo maschio, muscoloso per anni di lavoro fisico, passava intorno una piccola tazza di acqua tiepida e salmastra. Le donne combattevano con lui e tra loro, per un sorso. Tutte tranne una piccola donna, in piedi fiera e diritta contro il muro esterno ricoperto dalla tenda, fissando con sdegno la massa.
Costei scosse la testa, facendo in modo che la cascata di ricci folti di un intenso color rosso ramato rimbalzassero elastici attorno al suo bel viso, e tirò forte il corto corsetto del suo abbigliamento da harem. Un abbigliamento da harem -- oh Dio! Le meschine canaglie che gestivano questo spaventoso mercato di carne umana le avevano strappato l'abito modesto di raso avorio dal corpo ribelle non appena trascinata fuori dalla nave del negriero, e l'avevano sostituito con questo, questo... scherno di copertura!
Lei abbassò lo sguardo verso l'indumento offensivo con un ghigno di pura repulsione. Rosso luminoso, contrastava terribilmente con i suoi capelli; legato con trecce dorate, nappe, frange e fronzoli di tutti i tipi che pendevano da ogni posto possibile, destinato a sfarfallare eccessivamente e fluttuare ad ogni movimento che avrebbe fatto. Tagliato basso, modellato strettamente al suo petto generoso, lasciava scoperto dal bordo delle costole a ben sotto il suo piccolo ombelico. I pantaloni erano molto bassi sulle anche armoniose ed aderivano al suo tenero posteriore. Le gambe dei pantaloni da harem erano tagliate ai lati, dall'anca alla caviglia, mostrando le cosce snelle e la curva dei polpacci, fissati intorno alle graziose caviglie con tre file di campanelle che tintinnavano ad ogni suo passo. I piedi erano infilati in pantofole dorate di cuoio lucido. Una serie di catene dorate con monete era stata fissata intorno alla sua vita stretta ed altre monete erano appese in cascate alle orecchie. Avevano provato a velarle la parte inferiore del viso, ma lei aveva morso la mano di uno di loro, addirittura facendolo sanguinare, sibilando verso tutti loro con virulenza con gli occhi blu e luminosi.
Avevano riso di lei, l'avevano chiamata 'elegante sgualdrina' e giurato che avrebbe portato loro la cifra più alta tra tutte. Ma l'avevano lasciata sola ed avevano tenuto le mani ben lontane dai suoi piccoli denti affilati.
Lady Dana Scully, ben allevata, educata a Londra e destinata a sorti ben migliori di questa, nata per gestire l'enorme proprietà a QuantiCove, sua splendida dimora. Vestita nei panni di una ragazza dell'harem!
QuantiCove! Come le mancava. Le mancava suo padre, Lord William Scully, morto due anni fa per uno strano incidente in mare. L'amata casa, ora nelle mani bovine di suo fratello, William il Giovane (o, come lei preferiva chiamarlo, ''Wee Willy-Poop").
E lei era qui, intrappolata in un posto da inferno, adescata dalla sua casa dalla melliflua promessa di suo fratello di un branco di splendidi cavalli, solo per essere sequestrata dai banditi, legata, imbavagliata e gettata a bordo di una nave negriera diretta alle Indie dell'ovest. E tutto perché il suo prezioso fratello non poteva sopportare di vedere la sorella diventare la signora del maniero.
Una singola lacrima lucente scivolò sulla guancia morbida; la spinse via con mano rabbiosa e tremante. "Non piangerò," fece voto a se stessa; "Non lo farò! Sono una Scully; resterò dritta in piedi fra questi buoni a nulla e rifiuti della società; Prevarrò; fuggirò! E quando lo farò," lei giurò, " ...quando lo farò, io tornerò in Irlanda e riprenderò la mia casa da Willy-Poop!"

***

1

Il tenente Fox Mulder era accaldato, ricoperto di polvere e stanco.
Era in piedi nel sole, esteriormente calmo e con lo sguardo deciso, nel suo panciotto blu e braghe bianche, un immacolato fazzoletto da collo, legato in modo intricato, incorniciava i suoi lineamenti abbronzati ed attraenti, stivali neri lucidi di tela grezza davano risalto alla lunghezza muscolosa delle sue belle gambe. Batteva un paio di guanti bianchi di cuoio contro la sua coscia dura, mentre con occhi inquieti esplorava la folla.
Il suo Capitano era in ritardo. Di nuovo. Mulder suppose che fosse stato trattenuto a bordo del Piper Maru; quella dannata nave era l'unica 'signora' che potesse tenere il lussurioso capitano lontano da tante donne deliziose. Prima che Mulder scendesse a terra, tuttavia, il suo Capitano gli aveva impartito espliciti ordini riguardo all'offerta, se non fosse riuscito a liberarsi dal dovere in tempo per l'inizio delle aste. Doveva riportare la più bella delle ragazze in offerta, non importava a quale prezzo. Mulder puntualmente aveva promesso e tranquillamente aveva invitato il suo Capitano ad affrettarsi con le sue mansioni per arrivare all'inizio dell'apertura delle offerte e, come di consueto, il suo capitano si era attardato a bordo.
Mulder odiava le aste, odiava il modo in cui gli sventurati schiavi erano radunati come bestiame nei recinti, odiava il clangore delle catene che limitavano loro mani e piedi. Ma, ogni volta che il Piper Maru attraccava in qualche porto di scalo, lui andava in città, andava nelle locande e nelle case private, chiedendo se ci doveva essere un'asta qui, se poteva vedere la… la merce.
Vagava per il mercato, studiando gli sciagurati che dovevano essere venduti. Vedeva le giovani ragazze, non ancora donne, che sarebbero state troppo presto invitate ad eseguire i compiti di una donna; vedeva le vecchie e storpie, che sarebbero state vendute a prezzi bassi e 'consumate' -- i loro padroni avrebbero incassato il loro valore in denaro, senza pensiero di misericordia. Vedeva le madri, cui sarebbero stati strappati i bimbi in mattinata, venduti ed allontanati dalle famiglie che non avrebbero mai ricordato.
I prigionieri lo guardavano passare, percependo che stava cercando qualcos'altro che un semplice servitore. Alcuni incontrarono i suoi occhi e videro in essi la pietà, stendendo una mano incatenata verso di lui, implorandolo con gli occhi di ricordarsi di loro quando li avrebbe visti sul palco dell'asta. Lui abbassava lo sguardo con vergogna e continuava, cercando, cercando -- ma mai trovando -- la faccia che avrebbe riconosciuto, la voce che avrebbe riconosciuto, anche dopo tutti quegli anni. Erano passati più di venti anni da quando era stata rapita dal suo fianco ed ancora vagava per ogni mercato, sperando contro ogni speranza di vedere quel paio di occhi nocciola proprio come i suoi...
Mulder sospirò frustrato e si rassegnò ad effettuare la sgradevole operazione di selezionare la prossima donna da letto del suo capitano. Si girò e gettò uno sguardo alla piattaforma dell'asta, dove una folla imponente di uomini si era riunita. Mulder si fece largo verso la parte anteriore centrale del blocco e si assicurò un posto in prima fila.
Morris Fletcher si levò in piedi nel mezzo del palco dell'asta ed esaminò la folla impaziente davanti a sé. Là c'era in piedi Lord Pith-Bowles, recentemente attraccato da Londra, in cerca di una nuova sottana per scaldare il suo letto. Era un individuo disgustoso con il gusto per la frusta e un carattere vile, ma la sua moneta era abbondante e Fletcher non si interessava di come un uomo avrebbe trattato il suo acquisto, finché i soldi cambiavano di mano. Eppure, Fletcher non poteva evitare di sentire un po' di dispiacere per la ragazzina che si sarebbe trovata inchiodata sotto al corpo sproporzionato e al ventre pallido di Milord.
Fletcher gettò uno sguardo sopra le teste degli uomini più vicini al blocco e notò Abul-Baroh-Fiell, l'uomo più ricco dell'Arabia, che senza dubbio sperava di trovare una vergine in questo mare di carne umana; un'innocente che avrebbe potuto aggiungere al suo harem già in rapida crescita. Le probabilità dello sceicco dalla pelle scura di trovare una vergine in questo posto dimenticato da Dio erano pressoché inesistenti. Ma non si sa mai.
Un movimento proprio al centro del blocco catturò l'occhio del banditore e Fletcher sorrise arcigno riconoscendo l'affascinante e triste uomo, in piedi nel sole bollente, apparentemente insensibile al calore soffocante.
Il tenente Mulder è tornato di nuovo.
Agli ordini di Skinner, era garantito.
Skinner aveva senza dubbio già consumato quella sgualdrina da letto che aveva acquistato a Pointe-Le-Fluke. Non aveva molto da mostrare, almeno in viso, ma aveva un corpo piccolo e sinuoso e tette piacevoli e grandi e Skinner aveva superato l'offerta di Fletcher per ottenerla, o, più correttamente, Skinner aveva rilanciato tramite il suo secondo in comando, Mulder. Fletcher aveva ragionevolmente ben accettato la perdita, allora. Ora, tuttavia, Fletcher era tutt'altro che lieto di vedere il tenente nella folla, giacché significava che Skinner gli aveva certamente ordinato di riportare la più graziosa puttana del lotto. E Morris Fletcher già aveva deciso di cogliere quella passerotta per sé.
Stava quasi sbavando al pensiero di mettere le mani sulla rossa bellezza irlandese con gli occhi blu profondo. Era la femmina più bella mai vista sul palco da lungo tempo, e Fletcher la desiderava intensamente. Ma non era una delle donne che aveva acquistato dal negriero che era attraccato il giorno precedente e quello significava che avrebbe dovuto dividere le sue probabilità con tutti gli altri compratori. Ah, ma lui aveva risparmiato per i giorni bui, ed aveva denaro in abbondanza. La rossa irlandese sarebbe stata sua.
Fox Mulder era rimasto in piedi in quel punto per quelle che erano sembrate ore, guardando con occhi seri come una donna dopo l'altra veniva trascinata sui gradini e sul palco, denudata e fatta sfilare avanti e indietro nel sole caldo, mentre gli uomini urlavano, gridavano ed impazzivano. I compratori più seri chiedevano di avvicinarsi ad ogni sventurata ragazza e pungolavano le sue zone più tenere con le loro mani sudate e bramose, spronando alcune con sadica allegria, desiderando sentire le loro grida angosciate portate dal crudele maneggiare. Ogni donna era contrattata finché qualcuno era dichiarato vincitore e si portava via il suo nuovo acquisto in catene.
Mulder aveva trovato sempre questa esposizione finale la più disturbante, desiderando per la millesima, o meglio, la milionesima volta di poter salvare queste povere donne dal loro destino terribile. Realisticamente, certo, sapeva che così andava il mondo, era una pratica accettata e lui era solo un uomo. Eppure, se soltanto avesse potuto salvare solo una di queste anime perse, evitare solo a una donna un destino così atroce, forse, solo forse, in qualche modo avrebbe attenuato il dolore per la perdita della sua Samantha, solo un po'.
Ma aveva un lavoro da fare, anche se disgustoso, ed era tempo di predisporre la sua mente all'operazione. Si girò completamente verso il centro del palco, in attesa della orrenda presentazione seguente. E fu allora che la vide ed istantaneamente, in modo irrevocabile, si innamorò.
Era piccola e deliziosa, pallida di pelle e delicatamente spruzzata di lentiggini nei posti più incantevoli. Le masse abbondanti di riccioli rossi che le incorniciavano il viso catturavano il sole ed accendevano un'aureola intorno alla sua testa mentre veniva spinta attraverso il palco. Occhi di un blu profondo lanciavano sfide e rancore alla folla di uomini urlanti e sbavanti. Era stata vestita in un costume rosso da harem che lasciava poco o nulla all'immaginazione; mentre si muoveva, le piccole campanelle scintillavano alle sue caviglie mentre le monete dorate tintinnavano morbidamente intorno alla piccola vita. Venne trascinata a forza di fronte ed in centro, direttamente davanti a Mulder e restò diritta e fiera, con i piedi leggermente separati ed un fuoco blu acceso negli occhi ribelli.
Mulder si scoprì avanzare lentamente verso le scale, senza sentire davvero il banditore che esaltava tutte le virtù dell'irlandese dai capelli rossi. Si mosse verso lei come in un sogno, non rompendo mai il contatto degli occhi, anche se lei combatteva contro il suo sguardo intenso. In fine restò in piedi direttamente davanti a lei, in qualche modo ritrovando la voce ed ordinando al banditore di concedergli l'accesso ad ella in modo di poter valutare i suoi attributi. Lei gli sputò e lo maledì, con i ricci che rimbalzavano sulle spalle graziose, spingendo senza alcun effetto contro le catene che la tenevano sul posto. Mulder provò a comunicare con lei, con gli occhi che le chiedevano di avere la sua attenzione in modo da impedire a qualunque altro compratore di toccarla. Sperava in questo modo di potere organizzare una sorta di acquisto privato con l'avido banditore ed impedirle di essere torturata ulteriormente.
Era una signora; di quello Mulder era certo. E così, si avvicinò alla bella rossa, tenendole delicatamente la mascella tesa mentre le controllava i denti regolari e bianchi e le passava le mani tra i capelli per controllare pidocchi e zecche e passare con mani calde e delicate lungo i suoi fianchi e le gambe, controllando le ossa per vederne la solidità e la resistenza. Lei tremò nella sua stretta e le guance le si infiammarono, ma non emise un suono.
Per concludere, Mulder decise di aver dato abbastanza spettacolo per tenere a bada i sospetti e si allontanò dalla ragazza, guardandola profondamente negli occhi, chiedendole perdono con l'eloquenza del suo sguardo nocciola. E, in qualche modo, lei capì che cosa aveva fatto per lei, dato che annuì col capo, appena un pochino.
Mulder si girò verso il banditore parlandogli piano ed estrasse un sacchetto di cuoio nero da sotto il panciotto, facendolo cadere nella mano vogliosa dell'uomo.
Il banditore soppesò il sacchetto in una mano bovina, pesandolo con la facilità della pratica, poi ghignò ed annuì, passando la ragazza incatenata a Mulder e spingendo contemporaneamente un pezzo di pergamena piegata nella sua mano – il suo contratto di acquisto. Mulder si girò e tirò la donna recalcitrante fuori dal palco, ignorando i muggiti di collera della contrariata marmaglia. La condusse via da quel posto di degradazione umana, proprio sulla plancia di un'altra prigione.

***

2

Dana percorse i confini della sua piccola cabina, avanti e indietro, ripetutamente. Oh cattiva sorte! Assalita dai banditi, rapita da quei terribili commercianti di schiavi, spedita nelle Indie dell'ovest così ricche di materie prime, per essere messa sul palco di un'asta e venduta al migliore offerente! Che ignominia, che indegnità! Il suo petto niveo, incorniciato amabilmente dalla profonda scollatura dell'abito di velluto verde foresta poco pratico ma squisito (un gran miglioramento rispetto all'ultimo "costume" che era stato messo a forza sul suo corpo, concesse con riluttanza), si alzava ed abbassava rapidamente con il suo respiro eccitato. Lei torceva insieme le mani fragili e…
Ma aspetta un momento! Che cosa era quel suono fuori dalla porta?
Sentì la pesante barra spinta indietro ed allora guardò la manopola girare lentamente. La porta si aprì per ammettere un uomo alto, che portava un vassoio con un piatto coperto. Dana lo guardò con attenzione, riconoscendo lo stesso uomo che l'aveva comprata su quell'orribile palco d'asta, solo un giorno prima. Allora era stata troppo arrabbiata ed umiliata dall'esperienza di essere esposta alla vista del mondo, per notare quanto fosse affascinante quest'uomo. La guardava afflitto con i suoi occhi nocciola pieni di sentimento e decise immediatamente che avrebbe dovuto perdonarlo per quella che, lei lo sapeva, era stata solo l'esecuzione di un ordine del suo odioso Capitano. Infatti, lei decise che avrebbe certo preferito questo tranquillo uomo dagli occhi tristi, anche se la stava osservando con apprezzamento dall'alto in basso, guardando eccessivamente quella scollatura generosa.
Impaziente, attese che parlasse, desiderando improvvisamente sentire ancora quella sua voce profonda, roca e vellutata.

"Allora, sig.na -- qual è il vostro nome? Non posso continuare a chiamarvi 'la nuova ragazza da letto del Capitano', non credete?" disse appoggiando il vassoio sul piccolo tavolo. Le sue parole fecero infuriare Dana nuovamente e lei lasciò sfuggire il suo temperamento ardente.

"Non potete!" gridò, battendo un piccolo piede e posandosi i pugni sulle anche formose. Scosse insolente la lucida massa di capelli rossi. "Non potete, dato che non lo sono e non lo sarò. Non ho ancora conosciuto nessun uomo ed il vostro Capitano non sarà il primo!"

L'uomo attraente la guardava fisso. "Vedremo, sig.na. Il Capitano Skinner è un uomo duro e conduce gli affari duramente."

"Non me ne preoccupo!" Dana gridò, con gli occhi azzurri lampeggianti. "Ho sfidato mio padre quando voleva che sposassi quel noioso del sig. Pendrell e sfiderò anche il vostro Capitano. Vedrete, sig… sig… "

"Mulder," disse l'uomo affascinante, "Tenente Fox Mulder. Mi dispiace di non essermi correttamente presentato ieri, quando…"

Lei lo interruppe, irosamente.

"Quando siete avanzato su quella terribile piattaforma all'asta e mi avete colpito e spinto, guardando addirittura nella mia bocca come per comprare un... un... cavallo! Osando mettere le vostre mani sulla mia persona, per toccarmi nei posti più riservati!" Non poteva proseguire, ricordandosi di quanto assolutamente umiliata lei fosse stata da quello che le aveva fatto. Nascose la faccia, non desiderando che la vedesse piangere.

Ma egli aveva sentito un tirar su col naso molto piccolo e così le si avvicinò, allungando una forte, calda mano ad asciugare le gocce cristalline che scivolavano sulle guance arrossate e mormorandole piano, "Sig.na, vi prego di credere... Non intendevo davvero mancarvi di rispetto! Ma ho dovuto esaminarvi, come protocollo alla garanzia di queste funzioni; altrimenti il banditore stesso lo avrebbe fatto. Potete onestamente dirmi che avreste preferito le sue mani da prosciutto su di voi, anziché le mie?" lui tese una mano snella ma forte davanti al suo viso. Lei la guardò improvvisamente affascinata, notando le dita lunghe e le unghie pulite e ben tagliate, i soffici peli sulle nocche. Una mano calda e premurosa, decise.

Scosse leggermente la testa e fece uno sforzo per controllare le emozioni. Si allontanò da lui, appena abbastanza per rompere il contatto. Il suo sguardo si alzò agli occhi nocciola, guardandoli pensierosa. "Qual è la vostra posizione, qui su questa nave, tenente Mulder, se posso essere tanto sfrontata da indagare?"

"Sono il secondo in ordine di comando su questa nave, sig.na. E devo provvedere ai vostri bisogni fino a che il Capitano Skinner non vi richiederà." Alzò la copertura dal piatto e l'aroma piccante dell'alimento ricordò a Dana da quanto tempo non mangiava. Il tenente Mulder sorrise appena. "Per quel che vale," disse, scostandole la sedia di legno con modi da gentiluomo, "il Capitano Skinner ha ordinato che vi vengano serviti solo i cibi migliori. Così, se non dovesse essere di vostro gradimento, sappiate che è il meglio che abbiamo."

Dana sedette ed iniziò a mangiare lo stufato. Era salato ed i piccoli pezzi di carne erano duri e fibrosi, ma era molto affamata ed era felice di averlo. L'affascinante tenente stava lì in piedi, guardandola mangiare.

"Allora, ditemi," chiese, "come è che una donna come voi è arrivata al palco dell'asta? Posso capire dal vostro modo di parlare che avete ricevuto un'istruzione; non siete una comune sudiciona."

Dana arrossì, le sue guance graziose divennero scarlatte.

"Ero sulla strada tra Leicester e Londra e siamo stati assaltati dai banditi -- uomini spregevoli! -- che ci hanno rapiti e portati nelle Indie dell'ovest, dove dovevamo essere venduti e... voi, ne sono certa, potrete completare la storia." Lei chiuse gli adorabili occhi e tremò solo al pensiero.

"Ah," disse Mulder. "Ho una certa familiarità con i rapimenti."

Dana lo guardò brevemente, con gli occhi che scintillavano con rabbia improvvisa. "Come osate! Sono sicura che ne avete eseguiti un grande numero voi stesso!"

"No, no," rispose, scuotendo la testa. "È accaduto a qualcuno nella mia famiglia, quando ero solo un ragazzo. Sono cresciuto in Cornovaglia, accanto al mare; mio padre era un uomo di mare. Quando avevo dodici anni, mia sorella ed io andammo una sera alla spiaggia per controllare le nostre reti e un grande mostro sorse dal mare e me la portò via." Lui guardò il pavimento. "Aveva soltanto otto anni."

"Oh!" esclamò Dana, provando, contro il suo giudizio, molto dispiacere per lui. "Fu… fu… uccisa immediatamente?"

"No! Non lo fu… " rispose guardandola con gli occhi nocciola che trattenevano il suo sguardo. "La prese in bocca come fa un gatto con i suoi gattini – senza ferirla, malgrado i denti taglienti. E mentre la portava via, teneva la terribile testa sopra l'acqua e continuai a sentire le sue grida finché non vidi la bestia terribile sparire oltre l'orizzonte. Credo che questo sia indizio di un destino peggiore della morte."

"Oh!" Dana gridò ancora. Si coprì la bocca perfetta con una mano delicata. "Che cosa faceste?"

"Lei non si vide mai più," Mulder intonò. "Quando ebbi sedici anni scappai da casa e mi arruolai in marina, sperando di navigare i sette mari fino a ritrovare Samantha. Sono certo che sia ancora viva." Avanzò verso il piccolo oblò e fissò fuori, verso l'oceano. "La verità è là fuori, signorina," disse solennemente.

Girandosi improvvisamente dall'oblò, come se non potesse sopportare di guardare più a lungo il mare, si mosse verso la porta e la aprì. Ma prima di attraversarla, la guardò ancora una volta, con i suoi occhi grandi e meravigliosamente espressivi e parlò dolce e basso.

"Godetevi il vostro stufato, sig.na... e riposate, se potete. Il capitano vorrà vedervi molto presto, ve lo garantisco... "

Mentre si girava, lei lo chiamò. "Tenente Mulder."

Si fermò e fece un passo indietro; lui incontrò il suo sguardo fiero e costante.

"Il mio nome," lei disse, "è Scully."

***

3

Il capitano Skinner era stato un pirata da prima di raschiarsi la lanugine dalle guance con il rasoio del padre. Un uomo grande, muscoloso e lussurioso, che non aveva mai avuto molta familiarità con l'istruzione -- preferendo imparare come vivere dalle proprie esperienze, piuttosto che seppellire il naso in un libro come avevano fatto i suoi spauriti fratelli.
Bah! Skinner sputò sul pavimento con disgusto. I suoi fratelli; cinque in tutto, tutti deboli e codardi, con i pallidi polsi ossuti sporgenti da giacchette tetre e scure; capelli spioventi e cazzi flosci, tutti, dal primo all'ultimo.
Era stato disgustato di doverli chiamare parenti. Aveva preso il mare a nemmeno tredici anni, mentendo circa la sua età per avere un posto sul Marita C., la fregata più bella mai vista. Il capitano, con il suo occhio acuto, era andato oltre le guance morbide e rosate e gli occhi ardenti, notando anche la larghezza delle spalle e la lunghezza delle gambe di quel calamaro così giovane. Si immaginò che il ragazzo avrebbe svolto bene una quantità di lavoro molto duro con una robusta dose di grog x la notte. E x dio, eccome se il giovinetto avesse provato che costui aveva ragione!
Il ragazzo Skinner era diventato adulto, trovando la propria strada x diventare un leader in pochi anni. Aveva preso a fare abbordaggi pirateschi come un neonato si attacca alla tetta della mamma. E quando il vecchio capitano era morto (x una eccessiva dose di puttane, si era commentato allora) bè insomma, lì Skinner aveva preso il comando della nave, ed era nata una grande leggenda di pirati.
E quella leggenda ora era dinanzi ad un ampio specchio d'argento, nella propria cabina.
Pavoneggiandosi.
Ammirando come calzava aderente il panciotto di velluto e la comodità delle braghe in pelle scamosciata che mostravano i contorni dei suoi muscoli forti delle cosce, poi posò gli occhi sull'eccessivo gonfiore della propria mascolinità.
Egli si batté sulle cosce con gioia, rimirandosi con considerazione.
Aveva una sorpresa in serbo x il suo nuovo acquisto.
Solo pensare a quella rossa vivace, prigioniera in cabina, gli fece ribollire il sangue.
Aveva navigato e assaltato x 8 mesi, ed era stato il periodo + lungo che aveva trascorso senza una donna, da quando aveva 13 anni. Il suo corpo la reclamava. Le aveva dato una occhiata quando il suo tenente l'aveva condotta a bordo.
Un collettivo grugnito di piacere si era acceso nella gola di ogni singolo membro della nave, quando era stata spinta sulla plancia, deliziosamente amabile e insolente in quell'abito da harem. Egli aveva quasi dovuto frustare gli uomini, x trattenerli lontani dall'afferrarla, mentre rimaneva fiera e audace sulla sua nave.
Solo il comandante in seconda, Mulder, bello e con il volto senza espressione, aveva tenuto gli occhi castani abbassati, e nn aveva indugiato su quella bellezza così tentatrice, fissando le assi della plancia, e Mulder era l'unico della ciurma di cui Skinner si fidava x trattare la merce e nn toccarla in maniera inappropriata.
Skinner aveva ordinato al proprio tenente di portare la donna in cabina, quella + privata e sceglierle il vestito + bello che avesse trovato tra le varie cose saccheggiate piratando. Quell'uomo fidato le avrebbe tolto dal corpo i vestiti, x rivestirla in modo + appropriato. Egli aveva atteso x un po', fin quando nn si fosse calmata, e poi aveva inviato Mulder giù con un piatto di stufato.
Ora lei doveva già aver indossato i vestiti scelti da lui, pensava Skinner, cui il calore aveva risvegliato la lussuria all'immagine di lei, messa sulle lenzuola di seta rossa nella sua cabina. Presto, molto presto, egli sarebbe sceso da lei, immergendosi nella sua verginità con dita forti e callose, piantandosi dentro lo stretto centro femminile, x cavalcarla fin quando nn si fosse vuotato dei succhi trattenuti profondamente in lei.
Skinner si strofinò da sè oltre gli stretti confini dei pantaloni, sogghignando con bestiale consapevolezza al pensiero di cosa lo attendeva al piano inferiore. Un raggio di sole si infiltrò attraverso un buco nelle assi mentre sogghignava, lampeggiando sul suo dente d'oro.
Egli aggiustò la benda nera in un angolatura migliore ammirandosi cosciente, strofinando ancora la sua virilità.
Il tenente Mulder tornò in plancia e camminò lentamente lungo la poppa della Piper Maru, rimuginando.
Si appoggiò contro la parete della nave e osservò la scia luccicante e nebbiosa sotto la luce dorata del sole al tramonto, simile al colore dei capelli di lei..
Scosse il capo.
Non bisognava permettere che accadesse, non stavolta… non con lei.
Doveva esserci un modo x tenere quella donna lontana dagli abbracci lascivi del capitano.
Si massaggiò il mento forte con una mano elegante: i suoi occhi grigio/verdi si affilarono.
C'erano ben poche cose che lasciavano lontano il capitano dal letto di una donna… a meno che nn avesse trovato una nave da assaltare o un minaccioso tifone dai cieli, egli sapeva che la bella Scully sarebbe stata forzata ad arrendere la propria femminilità a Skinner, giusto quella notte. Egli gemette ad alta voce al pensiero di ascoltare le urla di lei echeggiare lungo la nave, come aveva udito simili urla in notti precedenti.

'Che succede, Mulder? Coraggio. Non può esser così male.' Mulder guardò oltre la propria spalla, per incontrare il volto del suo amico Byers.

Byers era l'uomo forse più in basso imbarcato sulla Piper Maru, lui e gli altri 2, Langly e Frohike, lavavano i ponti e svuotavano i barili di spazzatura, pulendo i rifiuti dei rozzi uomini che formavano la ciurma della nave.
Ma Mulder amava la compagnia di questi 3, ed essendo secondo solo a Skinner, nessuno osava mettere in questione le sue amicizie. Molti uomini guardavano ad essi come buffoni, ma Mulder sapeva che essi avevano viaggiato selvaggiamente ed erano tornati con le conoscenze esoteriche e le tradizioni di diversi Paesi; spesso essi avevano dato a Mulder la capacità di portare la Piper Maru e il suo capitano fuori da molti guai.
Mulder era felice di incontrarli quella notte.

-E' solo che ho comprato una nuova donna scalda-letto perx il Capitano oggi, e mi spiace di esser stato io di averla portata così in basso. Desidererei ci fosse un modo con cui potessi salvarla..', disse egli a voce bassa, 'Non è simile alle altre, lei è..'

'La rossa?' lo interruppe Frohike, 'L'ho vista. E' appetitosa!'

'E' una Signora', Mulder lo corresse appena, anche se x quanto ne sapesse, Frohike nn aveva inteso offenderla.

-Se potessi aver un po' più di tempo, forse qualcosa accadrebbe e potrei trovare il modo di allontanarla..'

'Ci sono cose che tu potresti usare'. disse Frohike cospirativamente, avvicinandosi a Mulder e abbassando la voce, affinché orecchie curiose nn udissero.

'Cose che tu potresti fornire al Capitano e che lo renderebbero incapace... al servizio. Sono erbe..'

'Polveri e pillole..' offrì Byers.

'Lozioni,' aggiunse Langly e tutti si voltarono a fissarlo, 'Bè, forse no. Tu probabilmente nn vorresti usare sul Capitano le lozioni..'

Gli occhi castani di Mulder brillarono pericolosamente.
Egli si guardò attorno e poi lentamente annuì.

'Potete rifornirmi di qualcosa tra queste?' chiese, 'Debbo portare al capitano il suo rum tra mezz'ora, e presto, comunque egli reclamerà anche il suo nuovo passatempo.'

I 3 mozzi annuirono all'unisono.

'Quando ti fermerai alla cambusa, x prendere il rum, assicurati di vedere uno di noi,' disse Byers, 'Ti daremo ciò che ti abbisogna. 'e senza una sola altra parola, loro ripresero ramazze e secchi e tornarono al loro lavoro.

Mulder osservò le loro figure: uno basso e grasso, altri due + alti, quasi dello stesso peso ma differenti nell'aspetto come il giorno e la notte.
Scosse la testa in meraviglia, e si ritrovò curiosamente nn sorpreso alla loro conoscenza riguardo certe materie.
Si massaggiò il viso e si incamminò verso il ponte inferiore.

***

4

Il Capitano Skinner stava misurando il pavimento dei suoi comodi quartieri con passi lunghi e furiosamente impazienti quando giunse il bussare leggero. Lui barrì, "Entri, dannazione!", gettando il suo corpo muscoloso in una poltrona di cuoio, non appena Mulder entrò nella stanza silenziosamente, tenendo un gran boccale di rum tra le mani. Questi posò il boccale sul tavolino di tek accanto alla poltrona del capitano ed altrettanto silenziosamente si girò per andare via; la pietrosa parlata lenta di Skinner lo fermò non appena la sua mano toccò la porta.

"L'irlandese... è... pronta, Tenente Mulder... pronta per me?" La faccia di Skinner era arrossata, già prima di aver preso un sorso di quel rum caldo, ed un profondo ronzio affamato gli albergava nel ventre per niente dovuto al bisogno di alcol. Mulder, volgendo le spalle al suo capitano, afferrò così saldamente il pomello, tanto che l'ottone disuguale scavò nel suo palmo, ma la sua risposta era calma e tranquilla.

"Sì, Signore. La donna è vestita ed ha mangiato. Lei siede e fissa fuori dall'oblò, sicuramente malinconica, ma il suo iniziale fuoco e fiamme sembra essere un po' soggiogato. Se non ha più bisogno di me, io..." Ed aprì la porta, imprecando piano tra i denti quando la voce del suo capitano lo fermò di nuovo.

"Tenente Mulder... io, ah..." Skinner era esitante; esprimere gratitudine non era facile per un uomo come lui, e la sua voce uscì grezza ed aspra mentre finalmente ringhiava, "io la ringrazio... per il servizio che mi ha reso... e per la sua lealtà ferma in questi anni passati. Mi incontrerò presto con l'irlandese; per favore si assicuri che non saremo disturbati". Con quello, lui si rivolse di nuovo al boccale e prese un altro grande sorso.

Le spalle di Mulder si abbassarono, solo un po'; il suo mormorato, "Come sempre, signore" fu espresso molto leggermente, quasi a se stesso. Lui chiuse dolcemente la porta dietro di sé, poi camminò lentamente per la cambusa stretta. Scendendo una rampa di gradini, si fermò alla porta della cabina di Lady Scully, alzò una mano per bussare, poi la fermò ad un centimetro dal fare contatto con la pesante porta serrata.

No, decise, non l'avrebbe avvertita, se il piano fosse fallito, sarebbe rimasto vicino in ascolto, pronto a saltare dentro se necessario... pronto a salvarla quando il tempo avrebbe giustificato. Pronto a salvare la sua Scully dalle grinfie di un mostro. Un mostro affascinante, certo, ma comunque un mostro.

- - - - - - -

Skinner scese nei quartieri sotto alla cambusa. L'entusiasmo lo prendeva ad ogni passo che lo portava più vicino alla porta dell'irlandese. Per la camicia di Ade! Non sentiva una tale libidine da secoli. Ma erano secoli che non aveva una donna così dilettevolmente bella come la ragazza che il suo Tenente aveva comprato per lui. Maledizione, Mulder aveva un buon occhio!
Skinner richiamò alla memoria il vestito da harem rosso, e la distesa di carne burrosa e pallida rivelata dalla brevità della stoffa brillante; i folti e lucidi capelli rossi e quegli occhi blu ed enormi, lampeggianti; la sfida ed il coraggio innato che aveva sentito dentro di lei, occhi fieri come i suoi riccioli rossi. Perdio, lei avrebbe costituito una sfida gustosa per lui. Se lo sentiva, poteva immaginare tutto quel fuoco e quella furia pigiate sotto di sé sul soffice letto di piume, poteva quasi già odorare il suo calore umido e muschiato. Quando avrebbe finito di preparare il suo corpo ad essere posseduto dal proprio, lei sarebbe stata bagnata, e più che pronta per il suo membro massiccio. Avrebbe ululato, prima che lui avesse finito con lei. Non aveva mai mancato di fare ululare le sue donne. Era una fonte di grande orgoglio per lui, essere così ben dotato da provocare nelle donne che portava a letto estasi e grida per la forza delle sue fragorose spinte. L'irlandese avrebbe provato questa energia, oh sì, e molto presto.
Finalmente giunse alla sua porta, e con dita impazienti gettò via il catenaccio, spalancando con un calcio la pesante porta, poi entrò, con gli occhi scuri che la cercavano impazienti per la stanza. Finalmente la individuò, avvolta nei gonfi cuscini, seduta appoggiata contro la testata intagliata del letto. Occhi chiusi, ciglia a ventaglio sulle guance rosate, sembrava addormentata.
Skinner compresse il suo violento desiderio abbastanza a lungo per poter esaminare attentamente quella figura ben proporzionata. L'abito si adattava perfettamente alla sua bellezza, notò, accentuando il petto dolcemente abbondante, definendo la piccola vita ed il dolce sbocciare dei fianchi. I suoi piccoli piedi erano piegati sotto la pesante gonna verde, e le braccia rotonde e pallide erano piegate con modestia sul torace che si alzava ed abbassava ad ogni suo profondo respiro. Skinner restò là impalato, quasi senza avere il coraggio di respirare, solo bevendola, raffinata ed ardente come il costoso rum che aveva consumato poco prima. La concupiscenza arse di nuovo in lui, più profondamente questa volta; sentì la grossa radice della sua mascolinità sobbalzare impazientemente negli intimi confini delle brache su misura. Lui aveva bisogno di lei, aveva bisogno di seppellirsi nel suo passaggio stretto, verginale. Non c'era un minuto da perdere.
Ancora abbracciata dal velo protettivo del sonno, Dana avrebbe sentito qualcuno sopra di sé, che si librava nelle vicinanze. Avrebbe odorato la calda pelle muschiata, avrebbe sentito occhi che la fissavano, divorandola completamente. Stava sognando? Certamente, e che bel sogno era! L'affascinante Tenente Mulder era chino sulla sua sagoma addormentata, con gli occhi infuocati per il desiderio, le mani forti e snelle sulle proprie spalle lisce e sul petto alto, le labbra le provocavano strisce di fuoco contro la tempia, la guancia, cercando le labbra umide, tremanti. Lei aprì quelle labbra con un sospiro, alzando languidamente una mano per toccare la sua faccia, fare scorrere le dita nei folti capelli arruffati, farle scivolare sulla sua liscia zucca pelata...
La sua zucca pelata?!?!?!
Spalancò gli occhi appena la sua mano non incontrò capelli folti e freschi, ma pelle calda, sudata e davvero molto nuda, in un'area che di solito ospita riccioli di capelli. Si scoprì a guardare fisso negli occhi del capitano, l'uomo che l'aveva comprata, l'uomo che ora la possedeva, corpo ed anima e che era occupato a slacciare il suo vestito con dita grandi, rudi e callose. Lui respirò attraverso la bocca, ansando con desiderio a malapena celato, gli occhi neri per la lussuria che ribolliva dal suo corpo massicciamente muscoloso.
Alla sensazione di quelle mani che la svestivano rudemente, Dana si svegliò completamente, ansando per lo shock e spingendo via lui e le sue mani. Lei lottò ferocemente, ma era come tentare di smuovere una roccia, tanto era forte questo uomo massiccio che non diceva una parola, ma continuava a tirarle i vestiti.
Era tanto assorto nello scoprire il perfetto tesoro nascosto sotto il velluto verde del suo vestito, che non vide nemmeno il suo piccolo piede muoversi, alzarsi e colpirlo all'inguine, forte. Grugnì per il dolore improvviso, e scivolò leggermente da parte, quel tanto che bastò a lei per rotolare giù dal letto e correre all'altro lato della stanza, dove afferrò un coltello di servizio dal carrello che conteneva i resti del suo pasto.
Tenendo il coltello di fronte a sé con entrambe le mani, sputò furiosamente, "Non vi avvicinate, Messere! Fidatevi delle mie parole quando vi giuro che so come usare un coltello, ed anche come lanciarne uno, con scopo mortale! Questa è l'unica cosa che il mio odioso fratello mi ha insegnato, e me l'ha insegnata bene, prima di tradirmi. Ho sviluppato in me abbastanza rabbia e risentimento da ridurvi come un puntaspilli, se farete un solo passo verso di me"!

Il suo tormentatore si limitò a sorridere e si sistemò più comodamente sul letto, con una mano che ancora si stava prendendo cura del suo inguine dolente, anche se il dolore si stava dissipando velocemente. Lui la apprezzò con occhi focosi, guardando come gli adorabili seni si alzavano ad ogni parola, ad ogni respiro. Non aveva dubbio che lei lo avrebbe tagliuzzato, se ne avesse avuto l'opportunità. Il suo fervido ardore iniziale si era raffreddato, solo un po', per il dolore inflittogli da quel piccolo piede. Avrebbe potuto aspettarla, per un po'. Solo per un po'. Lui ghignò di nuovo e piegò le braccia sotto alla testa.

"E perché, ti prego di dirmi, non dovrei venirti vicino, mia signora? Io ti ho comprato, dopo tutto! Ti ho pagato con moneta sonante, molto più di quanto io abbia mai pagato qualsiasi donna, te lo assicuro! Dimmi, mia bella irlandese, avresti preferito piuttosto essere comprata da una di quelle creature odiose, disgustose in piedi là, di fronte al blocco di vendita all'asta, sbavanti alla vista della tua dolce carne giovane? Ti assicuro che ti avrebbero usata più disonestamente, non hanno alcuna sembianza di umanità, tutti loro!"

Sorrise di nuovo all'occhiata di repulsione che le attraversò il viso; sapeva che le stavano tornando alla mente alcuni degli uomini che indubbiamente erano presenti, erano sempre gli stessi uomini a presentarsi ad ogni vendita all'asta. Continuò il suo piccolo resoconto informativo.

"Quegli uomini possono casualmente essere ricchi, ma sono malati, sporchi nella mente e nel corpo, perversi nei loro appetiti. Ti avrebbero usata nei modi più odiosi, e poi scartata come facilmente vuotano un vaso da notte fuori dalla finestra, una volta che ti avessero completamente usata! Io, invece..." Lui si alzò in piedi, e si stiracchiò, permettendo che con gli occhi spalancati lei cogliesse la larghezza impressionante delle spalle, la lunghezza delle gambe, il taglio elegante dei pantaloni e la potenza che questi custodivano al loro interno.

".... io sono un uomo nel pieno rigoglio della vita, forte, sano e virile. Non ho malattie, perché assicuro la protezione del mio corpo quando prendo una donna. Sono ricco, più di ogni tua più selvaggia immaginazione, posso darti tutto quello che desideri, ed ancora di più. E non chiedo nient'altro che la disponibilità del tuo bel corpo a calmare la mia febbre, ogni qualvolta lo desidero… e ti desidererò sempre, di questo sono sicuro! E, come voglio ricordarti, io ho acquistato quel diritto. Ma, in deferenza alla tua gioventù ed innocenza, e come un segnale del mio rispetto innato per i tuoi molti fascini, io interpreterò il ruolo del gentiluomo e ti chiederò il permesso per portarti a letto, e possederti, e fare di te la mia ragazza da letto. Bene, cosa ne dici, Signorina?"

Durante tutta quella diatriba, Dana non aveva detto una parola, e non aveva abbassato il coltello dalla sua posizione mortale davanti a sé, tenendolo con ambo le mani. Con gli occhi incollati ai suoi, ad ogni parola di lui aveva contrapposto il suo sguardo deciso. Lei non rispose per un lungo momento. Finalmente, emise un piccolo sospiro, abbassando il viso, come se stesse ruminando sulle sue parole. Quindi rialzò lo sguardo, le iridi azzurre si riallacciarono a quelle scure, e lei parlò con intenzione e forza decisive.

"Questo è vero, voi siete la versione pulita della feccia che ha cercato di toccarmi su quel palco terribile. E siete un uomo di bell'aspetto, benvestito e che sa parlare, è ovvio che siete un uomo di notevole valore. Ma, Milord," lei avvertì, mentre ancora teneva il coltello come protezione, per quando lui sarebbe saltato su dal letto e si sarebbe avvicinato, "Milord, voi siete sempre un pirata. Un saccheggiatore dell'innocenza, un ladro, ed una canaglia. Trattate l'acquisto di carne umana! Depredate e stuprate, coprendo i vostri crimini in una bella confezione di parole mielose. Ma voi rubate, non avrò mai dubbi su quello! Voi stuprate, e provocate dolore, e non date nient'altro che umiliazione ai destinatari sfortunati delle vostre 'attenzioni'. E signore, io non ne sarò parte! Quindi, Capitano Skinner..." Lei afferrò strettamente il coltello, e lo tenne puntato in fuori, splendente nella luce fioca della stanza, "Quindi, devo declinare la vostra offerta tanto generosa, ed informarvi che se vi avvicinerete ulteriormente alla mia persona, dovrò uccidervi."

Lui restò a bocca aperta, al suo rifiuto impossibile, registrando controvoglia la verità della sua sonora risoluzione. Poi ghignò di nuovo, di un ghigno cupo e diabolico, ed avanzò lentamente verso lei, con le braccia sciolte ai lati. "Bene, quindi, mia adorabile irlandese, tu non mi dai nessuna scelta, nessun appiglio . Io ti avrò, volente o nolente, non fa alcuna differenza per me. Tu griderai nel dolore o nell'estasi -- tua è la scelta, io ti garantisco che ti prenderò, e ti prenderò, e mi riempirò di te come riempirò il tuo piccolo corpo dilettevole fino ad inondarlo". E così dichiarando, lui fece un affondo verso lei, mentre lei lanciava il coltello.

Si conficcò alto nella sua spalla. Lui ululò per il dolore, ma questo non lo fermò dal lottare con lei sul pavimento: il sangue scorreva dalla ferita coprendoli entrambi mentre lui le lacerava il vestito con una mano forte, mettendo in mostra i seni bianchi ed i capezzoli rosati. La sua bocca si fissò sulla piccola gemma tremante, e lei gridò quando lui la tirò coi denti. Era inchiodata sotto di lui, con le mani tenute dietro di lei in uno dei suoi grandi pugni. Lei si contorse contro lui in un panico freddo quando lui tirò e strappò le pesanti gonne; quando scoprì la sua carne vellutata, centimetro per centimetro, i morbidi polpacci, i fianchi snelli. Lui fermò il suo svolazzare, tirando la stoffa delicata, riducendola a brandelli. La stessa mano andò alla chiusura dei pantaloni, armeggiando coi bottoni, tenendola strettamente mentre continuava a lavorare con la bocca sui suoi seni e liberando la propria asta furiosa. La mano finalmente si fece strada nelle brache aperte e raggiunse la radice…
... solo per trovarla floscia ed apatica come un serpente morto. Lui allentò la presa della bocca sul capezzolo arrossato, guardando in giù verso la molle carne traditrice con occhi increduli.
E la forza del colpo che lei gli inflisse sul lato della testa con un candeliere di cristallo che aveva fatto cadere da un tavolino basso a portata di mano durante la loro scaramuccia, gli colpì lateralmente la testa quando, con un basso gemito di dolore, il suo corpo scivolò da lei, finendo scomposto sul pavimento, fuori combattimento.
Lei lo fissò duramente, aspettando di vedere se si sarebbe mosso, ma lui restava fermo. Lei si allontanò da lui, facendo del suo meglio per infilare di nuovo i seni nel corpetto lacerato del vestito, rifiutando di arrendersi allo shock. Non ancora, lei si disse, non finché non fosse stata al sicuro.
Non appena riuscì a trascinarsi in piedi, tremando completamente, la porta si aprì un po', e Mulder si batté la testa. I suoi occhi furono attratti dalla vista del suo capitano, ancora fuori uso sul pavimento con una mano massiccia avvolta al membro floscio ed un coltello che sporgeva dalla spalla insanguinata. Passò a guardare Dana, notando le labbra tremanti e gli occhi vitrei e scioccati. Lui aprì le braccia, e lei esitò solo un momento prima di volare tra queste, seppellendosi profondamente nel suo abbraccio, facendo scivolare le braccia attorno alla sua vita snella come se ne avessero sempre fatto parte. Le sollevò il mento forzandola a guardarlo.

"Scully... ti ha fatto male? Ti ha..." Dio, non poteva nemmeno pronunciare le parole.

Lei scosse la testa in modo fiero "No, Mulder. Non l'ha fatto. Lui non ha potuto..."

Mulder annuì, e l'abbracciò stretta. "Bene. La pozione ha fatto la sua magia per tempo."

Lo guardò, improvvisamente confusa. "La pozione...?"

"Shhh. Aspetta un momento, e ti spiegherò". Mulder le accarezzò i capelli e si sciolse dolcemente dal suo abbraccio. Si inginocchiò accanto alla figura prona del capitano, tenendo il palmo aperto a pochi centimetri dal naso e dalla bocca inerte, per capire se respirava. "Almeno non dovremo sbarazzarci di un corpo, stanotte. È vivo, anche se ti garantisco che le sue ferite gli parleranno quando si sveglierà."

Proprio allora, Skinner si mosse e gemette, aprendo gli occhi. Scully indietreggiò di nuovo in allarme, e Mulder le disse, un po' troppo forte: "Brutta sgualdrina! Cosa hai fatto?" con gli occhi nocciola la implorava di perdonare le sue parole e di reggergli il gioco. "Dimmi cosa è successo -- dimmi, o ti pentirai del tuo silenzio così come ti pentirai delle tue azioni!"

"Io mi sono solamente difesa!" lei gridò. Il cuore batteva selvaggiamente dietro alle costole, come un uccello spaventato intrappolato in una gabbia; la voce tremante celava l'audacia delle parole. "Non mi interessa quanto oro abbia speso per me. Io non sarò posseduta da nessun uomo!" Lei chiuse gli occhi mentre Mulder cominciava ad estrarre il coltello dalla spalla del capitano; quando poté sopportare di guardare, vide che gli stava premendo una stoffa piegata contro la ferita per fermare il flusso di sangue. Skinner aveva alzato la testa e stava fissandola con fascino ottuso, adirato.

"Questa sgualdrina," lui ringhiò, guardandola in cagnesco, "questa meretrice, questa prostituta questa... questa..." Lui cominciò a lottare per sedersi, ma Mulder lo spinse giù.

"Stia giù," disse Mulder," fino a che l'emorragia rallenterà. Deve essere pulita, e fasciata--"

"So quello che deve essere fatto!" Skinner ringhiò". Ma so altrettanto bene che questa prostituta deve imparare a stare al suo posto--e quali sono i suoi doveri. La porterai via e ragionerai con lei". Si tirò su e torse una manciata della camicia di Mulder nel pugno. "Non lasciarle troppi lividi. E nessun uomo su questa nave ha bisogno di sapere quello che è accaduto in questa cabina stasera". Lui rilasciò il colletto di Mulder e ricadde giù.

"Come volete," Mulder rispose freddamente. "Manderò il vostro servo per pulire --"

"Lo farò da solo!" abbaiò il capitano. "Questo è un graffio-- e pure di una ragazzetta. Ho avuto di molto peggio, garantisco!" Lui cominciò a sedersi, e Mulder lo alzò in piedi a metà; si abbottonò i pantaloni e si girò verso la porta della cabina. Anche se ondeggiante, spinse via la mano di Mulder che lo sosteneva. Aprì la porta e, appoggiandosi allo stipite, sbirciò sulla sua spalla verso Scully. "E per quanto ti riguarda..." Senza finire la frase, lasciò la cabina, sbattendo la porta dietro di sé.

Scully stette in piedi congelata, fissando la porta chiusa, finché Mulder si rivolse a lei, ed allora tornò di corsa fra le sua braccia protese. Nascose la faccia contro il suo torace; lui la cullò tra le braccia lisciandole i capelli. "Cosa devo fare?" pianse lei.

"Shhh," Mulder mormorò". Penseremo a qualche cosa. Stasera, ho sciolto una polvere nel suo drink prima che venisse da te, ed è stato questo a trattenerlo..."

Scully alzò la testa e guardò fisso, con gli occhi spalancati per lo stupore, negli occhi di Mulder. "Ecco cos'era 'la pozione' che menzionasti! Dove l'hai…?"

Lui le posò un dito sulle labbra innocentemente gonfie per farla tacere. "Non posso dirti. Meno sai, meglio è. Tutto quello che hai bisogno di sapere è che io troverò un modo di salvarti -- te lo giuro".

Le carezzò amorevolmente il viso". Dal momento in cui ti vidi sul blocco a quella terribile vendita, seppi che eri diversa -- seppi che non avresti meritato un fato come questo". E con quello, lui si abbassò e le coprì la bocca con la propria.

Il suo bacio era caldo ed ardente; le labbra depredarono il tesoro maturo della bocca di lei. Lui sapeva di rum e spezie, di mare aperto e semi di girasole (semi di girasole?) e qualche altra cosa, una cosa piccante, misteriosa e cupa che era unicamente Fox Mulder. O forse semplicemente anche lui aveva ricevuto quello stesso stufato piccante per cena...
La sua lingua esplorava delicatamente la grotta mielata che era la bocca di lei, delicatamente imperlata di rugiada, con tutta la passione repressa che aveva costruito sin da quando aveva per la prima volta guardato il suo volto incantevole e con desiderio aveva inseguito la sua figura dolcissima e verginale, una figura come dèi ed angeli avrebbero foggiato; troppo perfetta per le sue grandi mani callose che si intrecciavano nei capelli lisci, mentre esalava parole sconnesse di desiderio e bramando il suo orecchio simile ad una conchiglia, carezzandole ogni centimetro esposto di pelle setosa con il pieno desiderio che gli infiammava le labbra.
L'intero universo di lei si restrinse ai confini delle braccia virili e forti che la trattenevano inerme contro il suo torace. Lei non voleva cedere, ma non poteva salvarsi; gli avvolse le braccia al collo abbarbicandosi a lui. Le labbra si aprirono a quelle di lui, permettendo l'entrata della sua lingua peccaminosamente sensuale in un luogo dove a nessuna lingua di uomo mai era stato permesso avventurarsi. Il calore delle loro passioni combinate teneva i loro corpi fusi insieme mentre lui si immergeva di nuovo e di nuovo nelle sue dolci profondità, girando attorno ed oltre quei denti così adorabili, assaggiandone ognuno come un pezzetto di manna dal cielo.
In questa maniera, si scambiarono bacio dopo bacio, bevendo nell'un l'altro umidità ed essenze finché furono confusi ed ubriachi per il bisogno senza fine ed il desiderio. Passi pesanti fuori della porta li fecero separare. Mulder gettò uno sguardo oltre la spalla al suono, ed i suoi occhi erano angosciati quando guardò di nuovo verso lei. Si allontanò ancora, si mosse verso la porta; l'aprì, e gridò a beneficio di chiunque fosse in ascolto," Ricorda da ora in poi di fare come ti è stato detto!" si girò ed uscì. "E che ti serva da lezione!" ruggì, sbattendo la porta dietro di sé .
Scully si precipitò di nuovo sui soffici cuscini del letto, con la mente che vorticava sopraffatta. Lei non aveva mai incontrato un uomo come questo Mulder. Come era ingiusta la vita, lui era arrivato ora, quando lei era nient'altro che una delle maggiori proprietà di un altro uomo, comprata con il suo oro! Ed ancora--ed ancora, Mulder aveva promesso di trovare una via d'uscita da questa trappola. E lei scoprì di avere fiducia in lui, ed altrettanta fiducia aveva che fosse buono come la sua parola.
Lei radunò i resti stracciati del suo vestito attorno a sé ed andò al grande baule pieno di vestiti per scegliere un altro indumento. Tenne alta la testa. Lei era, dopo tutto, una Scully. Lei non si sarebbe mai arresa -- avrebbe, in qualche modo, trionfato.

***

5

Il Capitano Skinner finì di fissare la fasciatura improvvisata della sua spalla ferita, poi lottò per infilarsi in una camicia di lino pulita; fu dannatamente difficile con quella spalla dolente, ma era determinato a vestirsi senza dovere chiamare il suo servitore--o Mulder, per quella questione. Lottando per infilare la stoffa voluminosa nelle brache strette, lanciò una lunga serie di maledizioni particolarmente vivide e si limitò a lasciar fuori la camicia. A meno che la sua fiera ragazza irlandese non avesse un'altra arma nascosta in qualche parte della camicia (ricordava di aver lacerato il vestito in brandelli), non avrebbe indossato quell'abbigliamento abbastanza a lungo per preoccuparsi dello stile.
La spalla doleva ancora in modo lancinante e lui si adirò con furia improvvisa non solo per essere stato contrastato nel desiderio di portarsi a letto la sua proprietà, ma dall'essere stato oltretutto ferito da tale proprietà. Per i capezzoli di Ade e dell'inferno! Quanto tempo era passato da quando era stato ferito, nella più sanguinosa delle battaglie! Lui era sempre l'unico a rimanere in piedi, dopo avere abbattuto i suoi nemici con potere urlante e forte. Nemmeno il tenente Mulder sarebbe potuto rimanere illeso, anche se la sua prodezza nel combattimento era notoria ed ammirata. Era successo parecchie volte che Skinner stesso si trovasse ad occuparsi delle ferite di Mulder, dopo una scaramuccia in mare. Lui aveva borbottato e deriso crudelmente il suo povero Tenente durante il processo di pulitura, ma le sue grandi dita callose erano sempre state gentili. E lui si assicurava sempre che Mulder fosse completamente saturo del suo più buon rum prima di toccargli la ferita. Mulder non aveva mai sentito nulla.
Skinner scosse derisoriamente la testa, per aver presunto una tenerezza del cuore per il suo Tenente, un sentimento che lui non avrebbe mai ammesso e che l'avrebbe portato alla tomba. Nonostante i suoi modi sanguinari e l'arcigno aspetto esteriore, Skinner era grato per la lealtà e la devozione di un uomo, e Mulder aveva provato il suo valore durante il corso degli anni. Con un sorriso arcigno sulla faccia, il capitano si prese un momento per chiedersi che forma di punizione avesse inflitto il suo secondo alla sua caparbia sgualdrina.
In quello stesso momento, nei quartieri che davano ospitalità alla "caparbia sgualdrina del capitano" Lady Dana Scully stava passandosi le dita sulle labbra ancora tremanti, stendendosi di nuovo sul letto coperto di seta rossa richiamando con tremante calore la sensazione delle labbra piene e sicure di Mulder, e di come queste avevano accarezzato e si erano strofinate su tutta la sua morbida pelle. Ricordò la lingua rude e bagnata che aveva depredato la sua bocca e si era unita alla propria in una danza erotica di bisogno e desiderio. Le sue mani--oh, le sue mani--! Le avevano toccato la carne tremante in luoghi prima mai toccati, si erano modellate spingendola in alto, circondando i seni ed i capezzoli rosei, circondando ogni delizioso punto, tirando leggermente.
Se fossero stati interrotti un attimo dopo, lei era sicura che la meravigliosamente sensuale bocca avrebbe sostituito le dita, e lei avrebbe sperimentato, per la prima volta in vita sua, la sensazione di un uomo che si abbevera alla generosità del suo petto--l'estasi, l'estasi pura! Se solamente... ma che cosa era quello?
Un colpo alla porta, un sussurro impellente. Mulder!
Era tornato! Lei volò alla soglia, adagiandovisi dinnanzi come supplicando, in attesa.
Lentamente il chiavistello si sciolse, lentamente la porta pesante si aprì. E Mulder era in piedi, lì, i capelli in disordine, gli occhi mezzi chiusi dal desiderio cocente appena ebbero scorto le amorevoli sue forme. Egli compì un passo deciso e entrò nella cabina, sbattendo l'uscio con forza mentre sollevava entrambe le mani frementi alla sua signora, ella si adagiò nel suo abbraccio e lo strinse, mentre la ricopriva di piccoli baci feroci sul volto e le spalle, sussurrandole coraggiosamente.

"Oh mio amore... mia Scully. Mia Dana.. non potevo star lontano da te, mia adorata. Ho bisogno di vederti, rassicurando me medesimo che tu stia bene, che tu sia reale, tra le mie braccia, che mi baci e mi abbracci."

I baci appassionati di lui lungo il suo collo snello, contro la soffice pelle tra i suoi seni, e le dita impazienti di lui che strattonavano il colletto di pizzo della sua camicia, scoprendo i suoi globi bianchi e capezzoli arrossati sotto lo sguardo ardente.
Lei volle incontrare quello sguardo audace, desiderando che egli le venerasse il corpo. Egli gemette alla consapevolezza che i propri occhi su di lei potessero indurire quei boccioli dilettevoli e farli sollevare contro le rotondità perfette di lei.
Egli abbassò il capo, e dischiuse le labbra per suggere ad uno di quei fiori dolci. Poi la sua sete nn ebbe limiti e egli approssimò il corpo di lei, voluttuoso, fortemente nel proprio abbraccio, piegandola all'indietro, forzando il frutto per su, e le labbra dischiuse presero a succhiare senza fine alla fonte del suo seno pieno. Lei ansimò e gemette con la dolcezza che le penetrava all'interno come una freccia, e le proprie dita tremanti si spinsero tra i capelli arruffati di lui e lo tennero come fosse in punto di morte. Egli la morse e la leccò, teneri morsi che la facevano vacillare sempre + forte. Poi, caddero sul letto, la bocca di lui ancora nutrita dalla dolce carne di lei.
Improvvisamente, vi fu un udibile rumore fuori dalla porta della cabina, e ancora una volta essi si ritrovarono separati nella meraviglia colpevole. Dana tirò la propria camicia con dita così vibranti che poté a malapena farle lavorare in sincrono. Cercò di rimettere la camicia a posto e chiudere i lati della gonna, ripristinando un po' di propria modestia perduta.
Mulder si premette il dito sulle labbra, fissando la porta. Era di certo il Capitano, venuto a finire la propria impresa funesta.
Fortunatamente la pozione aveva ancora effetto, e Skinner nn sarebbe stato capace di iniziare qualcosa e tantomeno finirla.
Facendo cenno a Dana di rimanere prona sul letto, Mulder si avvicinò alla porta e la spalancò, urlando furiosamente mentre lo faceva.

"Nn provare a incantarmi con le tue paroline dolci, mia signora puttana..."

Le parole di lui raggiunsero le orecchie del capitano mentre era nel corridoio, - il suo occhio acuto assorbiva la scena che aveva di fronte: La cabina era in disordine, le guance rosse del suo acquisto, scosse dalla punizione che era stata messa in essere dal proprio Tenente. Mulder affannava come se avesse corso, la mano gli copriva un enorme eccitamento che gonfiava i suoi pantaloni attillati che indossava. Skinner notò il pacco: Mulder incontrò il suo sguardo inquisitore e parlò, con deferenza e umiltà nel tono di voce.

"Signore, la prego di essere benevolo. Nel mio eccesso di zelo x assicurarmi che la donna imparasse la lezione di accoglierla, mi spiace ma... mi sono eccitato involontariamente mentre le causavo dolore nel punirla."

Lo sguardo di Skinner fissò Scully al letto, cercando lividi.
Mulder, astiosamente aggiunse.

"Signore, i suoi lividi sono in posti dove il Suo occhio nn può discernere. Non al momento almeno. Ho sentito di esser prudente nel piazzare la punizione dove il resto della ciurma nn potesse vederli. E di grazia l'ho fatto anche per voi, Signore."

Skinner annuì approvando, come al solito il suo Tenente aveva mostrato molta prudenza. Si voltò e riguardò la donna sul letto, portandosi una mano sulle braghe per massaggiarsi.
Era ancora debole come una galletta zuppa. Per Dio! Che diavolo c'era di sbagliato in lui? Non aveva mai sofferto di questa debolezza da quando aveva coperto la sua prima puttana alla tenera età di 12 anni.
Il suo cervello eccitato gli diceva, anzi, gli urlava, di prendere quel frammento rimastogli e immergersi profondo e sicuro dentro la carne virginale di lei. Ma il suo corpo protestava al pensiero di farlo.
Il suo corpo lo stava tradendo senza alcun motivo apparente. E i suoi uomini nn dovevano saperlo, mai, egli considerò che una cosa simile avrebbe creato il panico.
Essi nn dovevano conoscere che il loro capitano era diventato il monumento alla debolezza. Egli pensò furiosamente… cosa fare x stimolare quella carne senza volontà? Doveva esserci qualcosa che ancora nn aveva tentato, una sorta d'eccitatore sessuale che egli nn aveva provato.
E poi, spiò Mulder, che era di vedetta accanto alla porta, e guardò quella parte del suo corpo, la radice di virilità, altrettanto di vedetta all'interno degli stretti confini dei suoi pantaloni... ed era seriamente di vedetta!
Il suo tenente era forte come un giovane toro, tutto snello e teso, ben fornito di testicoli. Skinner poteva solo immaginare come pieni potessero essere, se anche coperti di stoffa, egli poteva scorgerne quanto grossi apparivano e come premessero contro la lunghezza nel gonfiore che gli donava un'impressionante misura e stazza. Skinner improvvisamente sorrise, pensando di conoscere un modo per riportare a tendere la propria carne senza volontà alle performance di sempre.
Si voltò verso il suo tenente e gli ordinò.

'Tenente Mulder! Voglio che leghi questa donnicciola ai lati del letto e le tagli via i vestiti di dosso con il mio coltello tagliente. Poi siederai accanto alla porta e guarderai come prendo questa mia nuova scaldaletto, e come la deflorerò una volta per tutte!"

E mentre così ordinava, il capitano si sbottonava la cintura porta pistola, e lentamente cominciava a togliersi anche la camicia.
Gli occhi di Dana crebbero per paura e trepidazione quando ebbe udito il suo comando, diventando sempre più enormi con paura nn nascosta mentre lo osservava denudarsi. Certamente egli nn avrebbe inteso...? Ma in nome di dio e di tutti i suoi adoratori L'avrebbe fatto? Egli intendeva stuprarla e deflorare la sua innocenza davanti a colui, lei lo comprese in quell'istante, che l'aveva salvata, colui che era il suo unico e solo amore, davanti al suo innamorato Mulder!
Cosa in nome del cielo poteva ella fare? I suoi occhi shoccati, colmi di lacrime, incontrarono quelli di Mulder, trovandoli egualmente terrificati, shoccati oltre ogni dire. Lei indietreggiò lungo i cuscini del letto, tremando violentemente, stringendosi la camiciola in una sorta di lotta che dubitò di poter sostenere in una agonia simile.
Ella chiuse i suoi meravigliosi occhi blu, mentre Skinner rimaneva in piedi, i suoi pettorali fieramente esposti e potenti, il suo intero corpo fieramente si poneva, tranne per l'offensiva morbidezza della sua radice di mascolinità, decisa a nn cooperare. Ah, ma tutto questo sarebbe cambiato e molto presto!
Egli si avvicinò al letto, le mani protese verso di lei, intendendo strapparle di dosso i vestiti. Poi, ricordandosi che voleva che Mulder lo vedesse fare questo, si voltò e prese il proprio coltello dal pavimento, lo tese verso Mulder, comandandogli.

"Ecco il coltello, tenente, tagliale i vestiti"

Mulder lentamente sollevò una mano confusa al coltello, i suoi occhi disperati nn avevano mai lasciato quelli di Scully, un velo di amore soppresso e profonda discolpa nei suoi occhi, mentre le dita strinsero la lama. Lentamente andò verso il letto dove l'amore della propria vita giaceva, tremante di terrore. Egli sollevò il coltello in alto, osservando le lacrime di lei scivolarle lungo le guance pallide e congiungersi in rivoli sui suoi bianchi seni. In un certo modo, egli avrebbe trovato la maniera di mettere fuori uso il capitano ancora una volta, e salvare entrambi.
Delicatamente, fece correre il pugnale lungo il centro delle vesti di lei, la lama affilata tagliò la leggera stoffa e espose la sua pelle come un frutto oltre la buccia. Scully emise un gemito di orrore, benché nn l'avesse tagliata, solo la stoffa cadde ai lati dei suoi seni sussultanti, dividendo la camiciola che rimase miracolosamente a posto. Senza parole, egli fece cenno con le labbra per dire 'io ti amo, mia adorata Scully', poi le diede le spalle e avanzò dove Skinner sedeva, con occhi colmi di lussuria e passione, mentre si abbeverava dell'allettante bocconcino che vibrava sul letto.
Egli lentamente si alzò, una mano raggiunse il chiavistello della porta per mantenersi fermo, aprendo la bocca per comandare sgarbatamente a Mulder di sedere sulla medesima sedia che egli aveva lasciato vacante, e improvvisamente arrivò alle loro orecchie un profondo spostamento dalle assi della banchina superiore. Skinner imprecò veemente sotto voce e urlò.

"Tenente Mulder! Vada di sopra a vedere quei maledetti figli di puttana che stanno facendo. Poi, quando si sarà accertato della loro obbedienza, torni in questa cabina e mi attenda."

Mulder non poteva evitare il comando, rifiutarsi avrebbe significato sollevare sospetti. Lentamente andò verso la porta, spalancandola, e mandando un ultimo sguardo pietoso alla propria signora, uscì e sbatté la porta.
Un urlo rabbioso arrivando dall'interno gli fece spalancare gli occhi in ulteriore angoscia, Skinner aveva urlato.

"Spranghi la porta, tenente!'

Il cuore gli batté contro il petto, Mulder fece scivolare il chiavistello con dita tremanti.

- - - - -

In plancia, una serie di lotte a pugni era andata oltre, e il peggio si era consumato. Mulder aveva raggiunto un paio di loro, ma un mozzo giaceva morto. Era il giovane Morgan, insanguinato e silenzioso sulle assi umide. Mulder impallidì mentre sollevava il ragazzo.
Darin... il suo nome era Darin. Era un ragazzo, appena di 12 anni, aveva pregato di esser preso a bordo, in uno dei loro ultimi approdi. Mulder ricordava quel giorno…

"La prego signor Mulder! Signore!" aveva implorato il ragazzo, "La prego mi prenda! Mia madre nn mi vuole, non più. Non si prende cura di me da quando ero in fasce. Troppo occupata a spalancare le cosce ai gentiluomini per curarsi di me, comunque. La prego mi faccia venire e lavorerò per voi!"

E Mulder, sentendosi dispiaciuto per il ragazzetto tutt'ossa, aveva accettato. L'aveva portato sulla nave e messo insieme agli altri mozzi, che l'avevano picchiato fino alla morte all'inizio, ma il giovinetto aveva risposto e presto l'avevano soprannominato affettuosamente mentre lavoravano insieme, chiamandolo 'calamaro' e 'cavoletto'. Il ragazzo era rifiorito.
Solo, pensò Mulder tristemente, per finire spezzato e insanguinato sulla plancia di una nave che doveva rappresentare la sua rivalsa nella vita.

"Chi di voi è responsabile di ciò? Domando di conoscere il suo nome così da potergli fare un processo equo prima di trapassarlo?

***

6

Lady Dana Scully pensava di aver avuto paura prima di allora, ma quella paura non era nulla se messa a confronto a ciò che stava provando, lì, distesa su un letto dalle lenzuola di seta rossa, oltre una porta chiusa a chiavistello, l'abito e la camiciola divisi a metà nella parte superiore, che le coprivano a malapena la pallida generosità.
Il suo sguardo aperto, terrificato, bloccato su quel rude capitano Skinner, che ora era piegato sulla sua piccola figura, aggrappato alle sue spalle bianche con le sue mani ruvide, sollevandola nel forte e inevitabile abbraccio, mentre le ruggiva tra i capelli.

"E' tempo mia adorata sgualdrina per voi di ripagarmi della gentilezza usatati nell'averti tolta da quel mucchio e avervi salvata da quei mentecatti di cui avreste giustamente da temere. Ma nn dovete temere me, piccola. Non vi punirò per la vostra precedente... trasgressione… perchè comprendo pienamente l'esitazione di una signora e i suoi timori, riguardo la prima volta in cui i suoi campi sono divisi a metà, certo che posso capire. E le vostre azioni mi rassicurano riguardo il vostro rango di signora." Egli premette la bocca forte sulla tempia di lei e lei si scosse in repulsione, spingendo senza riuscire contro la parete del petto di lui.

"Se comprendete il rango cui appartengo, Capitano, se comprendete questo di me, e lo accettate, allora nn potete, nn potete commettere questo atto odioso. Dovete conservare un minimo di pudore dentro di voi, qualcosa che vi urla dall'interno la necessità, anzi il dovere che avete, di proteggere l'innocenza, di riverire la delicatezza della verginità." La voce di lei fu sopraffatta dall'onda aspra delle risate provenienti dalla gola di lui, il sorriso malizioso che le lampeggiò, fece illuminare il dente dorato tra le piene labbra.

"Riverire la delicatezza della verginità, mia cara? Oh questa è bella!" egli se ne uscì con un'altra risata. Poi, i suoi occhi si affilarono, tutto il divertimento improvvisamente era sparito da essi.

Egli focalizzò lo sguardo sul volto pallido ma risoluto di lei, e puntualizzò ogni parola con esasperata educazione.

"Sono un pirata, milady, un uomo, un soldato e un brigante, ma primariamente e soprattutto un pirata. Questo è il primo pensiero che mi sovviene quando mi sveglio al mattino, e l'ultimo prima che chiuda l'unico occhio buono e mi infili nel letto." egli indicò con enfasi la benda di pelle nera.

"Un pirata nn si preoccupa certo della 'delicatezza di una signora' e nn gli importa molto dell'offesa alla sensibilità della medesima signora. Vivo per vivere, milady, e vivo al massimo, sapendo che potrei morire al mattino. Vivo ogni giorno come il più pieno, il che significa che mangio ciò che voglio, bevo all'eccesso fin quanto voglio, e mi allieto con una graziosa sgualdrina quanto più posso… 4 volte al giorno potrebbe bastare, voglio avvertirti.. dopo tutto nn sono più così giovane e sono abituato a.. "

Dicendo così, Skinner affondò la faccia nel seno cremoso ed esposto di Scully, cominciando a leccarlo e a premerlo con labbra rapaci. Lei urlò alla sensazione non gradita della bocca di costui e del suo corpo, dimenandosi invano per liberarsi, mentre quello le strappava e tirava via la gonna pesante. Lei si sentì indebolita dal dolore di essere piegata all'indietro così forte, incapace di togliere un po' di peso, allontanandolo sulla testa. Egli stava pasteggiando con la bocca calda sul suo capezzolo rosa, una grossolana e ripugnante imitazione di quell'atto sacro che lei aveva condiviso con Mulder, il suo adorato. Le lacrime cominciarono a scorrerle dagli occhi mentre fronteggiava la reale possibilità che Mulder nn sarebbe stato in grado di salvarla ancora, nn stavolta.
Skinner stava ancora tentando di aprirsi le braghe. Oh Dio. Come precedentemente, lei pregava fervente, pregava come nn aveva mai pregato prima, per un miracolo, un tardivo ripensamento, qualsiasi cosa.
E le sue preghiere sicuramente ebbero risposta. Lì, tra le sue gambe, come prima, il Cap. Skinner era debole come uno straccio. Egli afferrò con la mano il suo non cooperativo membro, choccato e incredulo al tradimento del proprio corpo.
Cap. Skinner sollevò la testa e emise un ruggito come l'intera nave nn aveva mai udito. Il suo occhio accusatorio, tagliente, improvvisamente fissò Scully contro la testiera del letto, e cominciò a urlarle contro con virulenza furiosa.

"Strega! Maleficio! Mi hai di nuovo disarmato Figlia di Satana! Puttana di Ade! Mi vendicherò di te, una volta per tutte! Rimpiangerai questo giorno, puttana di una signora! Lo giuro, lo rimpiangerai!" e con questa ultima bestemmia sputata contro il volto di lei pallido e spaventato, la prese per i polsi magri lasciandole lividi, Skinner strappò dal letto Scully e la trascinò lungo la cabina, dove i suoi grandi piedi calzati di stivali presero a calci diverse volte il legno della porta.

Il chiavistello all'esterno, saltò; con un ultimo calcio possente egli aprì la porta, e tirò il corpo di lei protestante invano su per le scale, arrivando in plancia, passando tra i membri dell'equipaggio ammassati e portandola verso la parte anteriore della nave, sospendendola contro i duri ammassi di funi lì, mentre urlava.

"Ora, milady, lasciaci vedere se una strega galleggia o affoga!!"

Egli la sollevò con le mani simili ad un predatore che afferra un uccellino e la sollevò x buttarla nei flutti arrabbiati del mare. Le grida e i pianti di pietà, e x Mulder risuonarono attraverso la nave.

"MULDER! HO BISOGNO DEL TUO AIUTO! MULDER!!"

***

7

Mulder arrivò dall'angolo per vedere Scully e il capitano allacciati in un terribile abbraccio. Lei si stringeva disperatamente alle funi ai piedi dell’albero, attaccandosi frenetica a Skinner tutte le volte in cui si liberava di una mano e dell'altra. Egli la spingeva via dalla còffa verso il parapetto, ed egli stava per avere la mano migliore. Gli ondeggianti nastri della camicia di pizzo di Scully fluttuavano, incongruamente festosi, mentre ella cercava di liberarsi.
Nel primo istante in cui Mulder guardava, gelato, inchiodato, lei stava mordendo furiosamente la mano che Skinner le stringeva sulla bocca. Skinner sopraffatto da rabbia e dolore, la schiaffeggiò forte sulla guancia con la mano sanguinante.
Lo shock di questo portò Mulder a riprendersi, e egli si avventò in avanti. Egli si mise tra i combattenti e spinse all'indietro il capitano, urlando.

"Basta! Basta… capitano che sta facendo? La lasci andare!"

-Lasciarla andare? Lasciarla andare? Cosa, Mulder… pensa di proteggere il mio costoso investimento?" ruggì Skinner, a volto arrossato.

"Gliel'ho detto! E' una strega! E' un incantesimo. I soldi con cui me la sono pagata, che siano dannati, se spero di vedere la mia proprietà data agli squali, ma è quello che deve esser compiuto!!"

"Non sono una strega, " sibilò Scully, "e tu nn sei un uomo! Se fossi capace di fare quella cosa vile che ti sei proposto di farmi, senza alcun dubbio, non avresti mai considerato di buttarmi a mare. Se tu sei un mezzo uomo, nn è certo colpa mia!"

Con un ruggito senza parole, Skinner mise da parte Mulder e si avventò di nuovo su Scully, mentre lei urlava più che poteva. Gli uomini avevano cominciato ad arrivare contro il parapetto, attirati dalla confusione. Cominciarono ad affollarsi, le loro lanterne davano una luce soprannaturale alla scena. Mormoravano tra di loro, qualcuno rideva.
Mulder fu di nuovo sul capitano, prima di aver tempo di pensare. Egli di proposito lo colpì con un pugno sulla spalla ferita e si piegò, appena in tempo per evitare il selvaggio colpo che il capitano in riflesso sferrava con la mano buona. Scully, libera dalla presa di Skinner, nn fuggì, ma lo investì di pugni, e Mulder prese vantaggio dalla sorpresa di Skinner per dargli qualche pugno ben assestato.

"Guardate lei!" arrivò dalla folla approvante di pirati che guardavano.

"E' una ribelle, lei è… una rossa. Sono sempre loro!" gli uomini incitavano e battevano le mani ma le risate cominciarono a scemare quando indovinarono la natura mortale della lotta davanti a loro.

Mulder e Skinner erano uniti in un evidente incontro di lotta. Il sangue della precedente ferita bagnava la camicia di Skinner, il sangue colava dal naso di Mulder dove Skinner l'aveva colpito in un momento di guardia abbassata. Scully ancora si dimenava accanto i due uomini, cercando di dar colpi come poteva, incapace di ignorare il volto insanguinato di Mulder.
Essi rotolarono e si incamminavano sempre più vicini ai parapetti della nave, e la folla di uomini, ora silenziosa, attendeva come avvoltoio di discendere sul più debole quando sarebbe caduto.
Tutto ad un tratto, Skinner cambiò tattica.
Con una mano afferrò per i capelli rossi Scully, e la ritrascinò verso il parapetto. Mulder le saltò addosso, prendendo dal capitano un ben piazzato calcio al ginocchio, che lo mandò a stendere, ciò diede a Skinner il momento di cui aveva bisogno per tenere Scully contro il parapetto. Egli fissò trionfante Mulder, che si era rialzato, ansimante, gli occhi fissi in ansia tra il volto di Skinner e Scully.

"Allora?!" urlò Skinner," comincio a vedere, Tenente. Penso lei voglia questa rossa puttana tutta per sé, vero?" egli tirò per i capelli Scully e lei andò indietro con la testa. Ella strinse i denti per il dolore, ma i suoi occhi nn lasciarono il volto di Mulder.

"Lasciatela andare," rispose Mulder con un tono di voce, lento, freddo,"Lasciatela andare capitano e non menzioneremo più questa notte, mai più."

Skinner diede una scarica di risate incredule.

"E chi è lei per dirmi questo? Io comando lei! Questa è la mia nave e questa… " un'altra tirata a Scully, "è la mia sgualdrina, con la quale faccio ciò che vorrò. E tanto per dirvelo, è un cattivo acquisto, soldi spesi male. Lei è una strega e diverrà cibo per squali!"

Scully si dimenava furiosa sotto la presa di Skinner.

"Sapete perchè mi dà della strega?" urlò lei, forte abbastanza affinché tutti potessero udire.

"Perchè egli nn può fare il suo dovere di uomo con me, e egli pensa che io l'abbia disarmato!"

Un mormorio si cominciò ad alzare dalla folla dietro di lui, e Mulder arrischiò un'occhiata oltre la spalla, verso I volti degli uomini.

"E' vero!" urlò anche lui. Alzando la voce aggiunse.

"Due volte è andato al suo letto, e due volte ha fallito… ed ora vuole darle la colpa e gettarla in mare!"

Il silenzio cadde tra la folla di uomini e poi un richiamo si sollevò dal retro del gruppo.

"Ve lo dico io, una così renderebbe uomo chiunque!" un'ondata di leggere risate libere arrivò dalla folla.

Mulder si voltò verso il capitano e vide rabbia e shock sul suo volto.

"Mulder!" ansimò Skinner, "Lei… Perchè Mulder? Perchè ora?"

"Perchè nn rimarrò qui fermo a vedere come sta usando lei in questo modo!" urlò.

Qualcuno emerse dalla folla e gli premette una spada contro la mano, ed egli la sollevò lentamente.

"Lasci andare Scully, Signore, altrimenti la renderò libera in qualsiasi modo si renda necessario."

"Mi fidavo di lei," Skinner disse lentamente," Mulder… questo è… ammutinamento."

Mulder strinse le spalle.

"Lo chiami come vuole, capitano, ma la lasci ora. Questa è l'ultima volta che glielo chiederò." E fece un gesto ondeggiante con la spada, "Ora, Signore."

Scully vide Mulder spostare il proprio peso da un piede all'altro, e allo stesso tempo comprese che la stretta di Skinner sulla ciocca di capelli era più lenta. Lei scelse quel momento per abbassarsi e colpire con il gomito più forte che poté Skinner sulla sezione del corpo in mezzo. Lei lo sentì grugnire di sorpresa e vide Mulder saltare in avanti per prendere vantaggio del momento, e si abbassò sulle assi del ponte, rotolando via, mentre vedeva l'intera folla di uomini discendere su Skinner come uno stormo di avvoltoi che avvertono la disfatta del vecchio capitano e arrivano per ucciderlo.
Scully si appoggiò contro il parapetto, in salvo, ascoltando spaventata dal guardare. Era una lotta terribile, urlata con il clangore delle spade e un ultimo disperato urlo… nn sapeva riconoscere chi fosse e un lontano splash. Le voci degli uomini erano selvagge e trionfanti.
Improvvisamente, una mano rude raggiunse il suo braccio e la mise in ginocchio. Lei era illuminata, al centro del circolo di uomini selvaggi, e l'uomo che le teneva il polso la trascinò lungo la plancia e urlò.

"Ora, compagni, vedremo se è una strega! Scommetto 10 dobloni che non mi disarmerà. Chi accetta la mia scommessa? Ve lo proverò ora, davanti a tutti!

"E io lo proverò quando avrai finito tu!" gridò un'altra voce.

"Forza, facciamo così, a turno… che ne dite compagni? Aggiunse un terzo. Sonore risate rauche eruttarono, e Scully cercò una via di scampo, ma la folla era tutta intorno a lei, e lei nn vedeva via d'uscita.

Il primo uomo le camminò incontro e si raggiunse la cintura, ma prima di poterla slacciare, Mulder lo respinse nella folla, e la punta della spada lampeggiò all'esterno e tagliò le braghe di quell'uomo dall'anca al ginocchio. Il sangue zampillò da quel taglio lungo la sua coscia.
Un silenzio pesante cadde sulla folla.
Mulder era in piedi davanti Scully, uno stivale alto nero ad entrambi i lati del suo corpo.
La voce di lui era esageratamente calma, nessuno l'aveva mai sentito parlare così, ed essi tutti inevitabilmente indietreggiarono.

"Chiunque oserà mettere un solo dito su questa donna verrà disarmato, ma non attraverso la stregoneria, ma dalla mia spada." I suoi occhi erano scuri e aveva un sorriso minaccioso: il sangue gli scorreva da una ferita sulla guancia e gli inzuppava il colletto.

"Questa nave è mia adesso e così la donna. MIA. E' chiaro a tutti?"

Egli fissò lentamente ciascuno di essi, sorvegliando le loro reazioni. Uno per uno, ogni uomo abbassò gli occhi quando lo sguardo di Mulder vi si poggiava addosso.

"D'accordo, Signore," qualcuno mormorò, e il resto cominciò ad assentire.

"D'accordo" "D'accordo Capitano Mulder" "Come desidera, Signore."

"Bene,"rispose Mulder piano, soddisfatto.

"Ora, tornate ai vostri doveri.

Non lascerò vagare la Piper Maru per tutti i mari perchè quei tirapiedi che dovrebbero esserne l'equipaggio sono impegnati a sbavare una misera gelatina.
Gli uomini si allontanarono e dispersero. Mulder sollevò una lunga gamba da Scully e si sistemò accanto a lei, accovacciandosi. Le raggiunse la guancia e la carezzò con mano gentile.

"Scully," mormorò lui, "mia adorata, mio amore. Sono così dispiaciuto. Ti sei… Stai bene?"

Lei si mise seduta e egli le mise un braccio forte attorno, portandosela vicino. Lei appoggiò la testa contro il suo petto e cominciò a piagnucolare delicatamente: poteva, lei ora che era finita, ora che egli era lì, ora che il suo amato Mulder era salvo, e la abbracciava. Egli la strinse nell'abbraccio, e la cullò delicatamente, sussurrando parole d'amore, e la luna scintillò sulle due figure sulla plancia della nave nel mare aperto.

 

> > > > To Be Continued < < < <

…eventually.

Honest.

No, we really mean it.

=sigh=