Title: DRIVE ME
Author: Annie
Rating: NC-17, but briefly
Summary: Skinner and Scully in a car, also briefly.
Disclaimer: I do not, to my ultimate dissatisfaction, own all or any part of Mulder, Scully or Skinner. That privilege goes to CC and Fox. We can all dream.
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Tradotto e adattato da Vix

Drive Me

by Annie

 

"Salti su, Scully, la porterò io!"

La voce del suo capo era uscita apparentemente dal nulla, e l'Agente Dana Scully era così profondamente immersa nei suoi pensieri da non essersi accorta della macchina che aveva rallentato accanto a lei. Stava andando in un altro edificio federale, per seguire un indizio su documenti incriminanti, ed aveva deciso di camminare.
Il tempo era stato bello, questo pomeriggio, ma ora stava rannuvolandosi e nel traffico impazzito non aveva notato che Skinner aveva accostato in un parcheggio non regolare finchè non l'aveva udito parlare.
Si girò rapidamente, la vista di lui piegato verso il lato del conducente per parlarle attraverso il finestrino aperto le tolse il respiro. Sembrava - bene, sembrava quasi umano. Persino nell'impermeabile, nell'abito onnipresente e nella camicia bianca, sembrava quasi un ragazzo, con quel suo solito mezzo sorriso, guardandola ansiosamente come se non dovesse porsi questioni nell'accettare la sua offerta.

"Io non vorrei farla andare fuori strada, signore," cominciò, ma lui le fece cenno di smettere.

"Non si preoccupi. Pioverà entro breve – la porterò io."

Le sue parole le portarono un inaspettato flusso di calore al corpo, e chiaramente, lei seppe per quale motivo. Per quel "la porterò"
Puoi portarmi, pensò tra sé, salendo in macchina, ascoltando a malapena Skinner che cominciava a parlarle dell'ultimo caso su cui lei e Mulder avevano lavorato. Stava dandole la sua opinione sfrenata riguardo la mancanza di preoccupazione di Mulder riguardo la sua sicurezza, in quanto l'aveva lasciata sola con qualcuno che lui sospettava essere un vampiro, anche se poi si scoprì che il sospetto era errato. Lei ebbe l'idea che sarebbe stata una conversazione lunga, unilaterale, e come Skinner rientrò competentemente nel traffico, i pensieri di Scully andarono alla deriva. "La porterò" aveva detto. Pensò che le azioni parlano più forte delle parole, gli guardò le mani forti sul volante e la sua voce le ronzò nella testa, mandandole a fuoco i nervi.
Voglio che tu mi porti, davvero. Lei pensò.
Portami alla pazzia. Conducimi nelle sale che odorano di buono come sempre fai tu. Fammi sentire a disagio con quello scuro sguardo penetrante che ci rivolgi quando non ti piace il nostro rapporto sull'ultimo caso. Quella scura occhiata superficiale che mi fa bagnare.
Portami alla pazzia. Parlami… parlami di qualsiasi cosa, di un caso, del tempo, di Mulder. Grida e rimprovera, ma portami alla pazzia col suono della tua voce che mi inonda, guidandomi in una trance quasi ipnotica di desiderio. Non c'è nessuna cosa come il magnetismo animale. È il magnetismo di Skinner, e non c'è niente con cui paragonarlo.
Portami alla frenesia. Attraversami per prendere qualche cosa da Mulder, così che io possa sentire il calore che viene dal tuo corpo assalirmi i sensi, facendomi desiderare di leccarti il collo, assaggiarti dappertutto, in modo da far tacere il desiderio.
O solo portami - punto. Portami a casa, portami tra lenzuola di seta con il tuo corpo forte. Porta il tuo cazzo, che probabilmente è una squisita colonna di acciaio setoso, e guidalo diritto in me. Portami negli abissi e continua deciso finché non sarò folle per l'estasi.

"Agente Scully," la voce del Vicedirettore l'interruppe. Ebbe l'improvviso timore di poter avere ansimato. "Siamo arrivati," indicò l'ovvio.

Effettivamente lo erano.

"Mi dispiace, ero troppo concentrata su quello che stava dicendo. Grazie, signore."

Uscì con le ginocchia deboli dalla macchina.

"Di nulla," disse, sorridendo mentre si allontanava.

"Portami," bisbigliò.

 

Fine