TITLE: Melting (FONDERSI)
AUTHOR: BoneTree
DISCLAIMER: All characters are the property of Ten Thirteen Productions, Chris Carter, and Fox Television. No infringement is intended, nor is money being made.
RATING: PG-13
CLASSIFICATION: Poem, MSR
ARCHIVE: Ephemeral, Spookys, Gossamer, yes. Others, certainly, but please ask first.
SPOILERS: None that I'm aware of. Implies up to present season.
SUMMARY: scritto per la Scullyfic list Birthday Challenge for the listmoms. Le prime tre righe sono state fornite agli autori, ed il pezzo doveva contenere la "posizione a cucchiaio" e la parola "melting".
FEEDBACK: Always welcome, to bonetree@gmail.com

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Traduzione iniziata da Vixen e portata a compimento con il decisivo ed insostituibile contributo della Prof. Iris (un suo commento alla fine) e della sua assistente Angelita.

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Nella luce del sole gli alberi erano cristalli e scintillavano, come se fossero spuntati da un racconto di fate.
Ora, al chiaro di luna, i rami erano dipinti di un blu fluorescente.
Laurel Springs sarebbe potuto essere il posto più bello che lei avesse mai visto, se non fosse stato per tutte le persone morte, distese fuori dalla finestra, i visi rivolti verso il mare di luce che rimaneva intrappolata nel fitto intrico di rami gelati.
Lasciargli scegliere un motel con vista sul cimitero, lei pensò, era come lasciare una pentola consumata di riso bianco bollire sul fuoco, lentamente, finché la schiuma densa scende sbuffando dai bordi. (lasciarlo andare, senza controllo.)
Sospirando, lei chiuse gli occhi alla vista dei morti – addormentati sotto le loro coperte di terra e i cuscini fatti di pietra, e vide al loro posto se stessa: sola, come una chiesa senza sepolcri.
Attraverso il muro, lei sentì il leggero mormorio di voci, la televisione discuteva con l'oscurità che lo circondava.
Vide la stanza, il lento alzarsi ed abbassarsi del suo petto, e si ritrovò ad attraversare lo spazio che li divideva.
Sul letto accanto a lui. Sotto le coperte troppo sottili. La schiena premuta contro il petto di lui, le sue ginocchia che spingevano lentamente fra le sue cosce, le braccia strette intorno a lei. Incitandola, per una volta, a lasciare che si sentisse avvolta, diventando insieme completi, nel misterioso modo degli amanti.
Le sue labbra, di fuoco, davano vita a quella parte della sua schiena rimasta dimenticata; la stanza calda, con la televisione che diffondeva una luce sognante e guizzante…
L’odore del Teflon che stava bruciando, i bordi della pentola che si scioglievano…
Lei aprì gli occhi, scacciando via il calore, cosciente, ancora una volta, della distanza che li divideva, la stessa della nave dove suo padre stava ritto sul ponte, navigando il suo gelido oceano blu.
Lui era vissuto dietro i suoi occhi, ogni volta che lei li aveva chiusi, desiderando ardentemente una magia, poi aveva soffiato una candela sopra l’altra, anno dopo anno, fino alla fine della sua infanzia.
Musica si diffondeva nella quiete della stanza dal muro accanto a lei, e in qualche modo lei seppe che lui si era addormentato.
Guardò fuori dalla finestra, oltre le tombe dove giacevano i morti, i visi distolti l’uno dall’altro, distanti alla vita. Sotto la pallida luna fredda lei capì quanto il mondo poteva essere solitario per loro. E quanto definitivo.

 

Commento di IRIS:

Accadeva ai tempi di scuola, ora di italiano, che la proff entrasse dicendo "Oggi leggiamo la TAL poesia (o poema) di TAL autore…"
La casistica insegna che sono diverse le possibilità, ossia:
- o la si trova subito bellissima, capendone il significato
- o piace, ti comunica sensazioni, emozioni, atmosfere, ma non capisci bene il messaggio dell’autore
- ti piace la musicalità delle parole, ti comunica qualcosa a cui però non sai dare un nome
- non ti piace per niente
- non ti dice nulla perché non sei stata attenta e stavi chiacchierando con la tua compagna di banco J J J
Poi arrivava la Proff e… ti spiegava tutto quanto, parole, metafore, il messaggio dell’autore…
Che c’entra tutto questo? Vix trova questo piccolo poema in prosa di Bone, decide di tradurlo ma non è del tutto convinta sull’esito della traduzione ed è in quel momento che entro in scena io (ah!ah!ah! no, perché Bone è il mio primo amore in fatto di fanfic e poi ho già tradotto un suo poema in prosa che mi ha fatto sudare sette camicie!).
Il pezzo presentava ciò che si è capito subito essere delle metafore, ma di cui non si capiva bene il significato, ed allora… parte il confronto, le chiacchiere, un fitto scambio di mail anche con il mio Guru Gergale e Lessicale (Carmensita).
Ma sapete quanto sono folle io, no? No??? Non lo sapete??? Ah! ah! vi siete salvate!!! Cmq, ci stavamo incastrando su una pentola consumata in cui bolliva del riso bianco e… come è al mio solito, ero in motorino e… mi si è accesa una lampadina. Chiaro! Come avevo fatto a non capirlo subito???
Bhè, io non ho contattato l’autrice, ma…si potrebbe dire che riguardo lei io sono… "pratica"? nel decifrare sensazioni, sentimenti, metafore, immagini.
E’ anche vero, però, che potrei aver frainteso tutto e che questa è solo una mia interpretazione, come accade spesso davanti ad un opera, un quadro astratto? Ognuno può vederci qualcosa di diverso, per cui…se avete voglia e pazienza, vi illustro la mia idea.
Tutto è cominciato con una domanda lecita di Carmensita: perché proprio il riso bianco???
A cosa si riferisce, Bone, descrivendo una pentola consumata, probabilmente di rame o cmq scura, che CONTIENE del riso BIANCO che, a mano a mano, si scalda, lentamente, quasi con pigrizia, come solo la notte e la calma suggerisce, senza voler perdere un solo istante del momento, per poi diventare bollente, risalire i bordi con la schiuma, che diventa crema densa, ma che si sente sicura perché avvolta nell’abbraccio della pentola che è lì e che la sorregge, per poi raggiungere i bordi, ricoprirli, diventando, all’occhio umano, una sola cosa? FONDERSI. Ma solo alla vista, perché il ferro della pentola non può fondersi totalmente al riso, sono cmq due cose distinte che, per un momento, finché ci sarà il calore, sembrano essere diventati una cosa sola. Tutto ciò nn vi suggerisce nulla??? Che posa sogna Scully? Lei, dalla pelle chiara, avvolta e stretta in un abbraccio da lui, dalla pelle più scura, che la stringe e la incita, con la sua bocca ardente, quasi fosse un fuoco che da sotto cresce e rende lei bollente, facendo salire la schiuma, per FONDERSI con Mulder.
Ma lasciando la metafora e tornando al poema, ecco cosa accade.
Scully è sola, nella sua stanza d’albergo e guarda fuori, alla curiosa vista sul cimitero e pensa che questo accade quando lasci a Mulder la scelta dell’albergo… e paragona questo fatto ad una pentola lasciata sul fuoco, con il riso che bolle e cuoce lentamente, quindi lasciato senza controllo, nella sua libertà di essere ed esprimersi (Mulder). Ma si sente sola, come i morti che sono sepolti nei loro letti fatti di terra e pietra, separati, ma vicini, distanti ma presenti e… collegando questa immagine con la metafora, l’assenza di controllo, il lasciarsi andare e cuocere lentamente, si ritrova a desiderare di oltrepassare il muro e stare con lui, avvolta e protetta, tra le sue braccia, (come il riso nella pentola) mentre lui la scalda e la riporta alla vita con le sue labbra ardenti, come un fuoco sotto la pentola, finché lei stessa diventa una crema ardente, che risale sui bordi e si fonde con lui, in un appassionato abbraccio… l’odore di bruciato… i bordi della pentola che si fondono, unendosi alla crema di riso.
Ma poi apre gli occhi e si rende conto che la realtà è diversa, si raffredda il suo ardore, come i suoi ricordi ed associa questa perdita a quella che ogni volta provava al suo compleanno, quando apriva gli occhi, una volta soffiata la candelina, immaginando suo padre lì con lei ed invece scoprendo che non c’era. Quindi lei ha vissuto Mulder e quell’abbraccio ardente, come viveva sempre suo padre, ad occhi chiusi, nella sua mente.
Sente della musica e capisce che M si è addormentato, ed allora guarda di nuovo fuori, oltre i morti che sono vicini, si, ma distanti alla vita, alle emozioni, alle passioni, e si rende conto, sotto la pallida luce fredda della luna, di quanto il mondo possa essere solitario e definitivo, mentre lei… lei è viva e desidera la vita, come desidera attraversare quel muro e per una volta provare a VIVERE invece di immaginare solamente, ad occhi chiusi.

IRIS (agjwgi@tin.it )