Capitolo 1
- Il suono della sveglia sembrava distante, ma dopo un attimo Denny sbadigliò, si stirò
e brancolò verso il tavolino accanto al letto dove avrebbe dovuto essere. Quando la sua
mano attraversò l'aria vuota e scese sullo spesso tappeto, si svegliò con un balzo, con
il cuore rimbombante nel petto con l'antico e familiare terrore.
- Non di nuovo. Oh, Dio, non ancora.
- Cadde all'indietro contro i cuscini e soffocò un lamento; quindi più per la forza
dell'abitudine che per il reale desiderio di sapere, alzò la testa per valutare la
situazione.
- Era buttata per tutta lunghezza sul divano del suo soggiorno, con ancora addosso gli
abiti da lavoro di ieri. Le scarpe erano abbandonate in mezzo al pavimento, proprio come
se ci fosse camminata fuori mentre entrava.
- Lo prese come un buon segno. A volte si svegliava mezza vestita, il languido peso degli
arti le diceva senza dubbio cosa aveva fatto la notte precedente. Quelle erano le mattine
in cui poteva trovare i collant ficcati casualmente nella borsa, o non trovarli del tutto.
A volte, in quelle mattine, c'era il biglietto da visita di un uomo, nella sua borsa; a
volte solo un pezzetto di carta con un numero e nemmeno un nome.
- Forse era peggio quando non c'era assolutamente nulla di concreto a darle un indizio.
Forse era peggio quando il suo corpo aveva memorie di se stesso che si rifiutava di
condividere.
- Grazie a Dio, non c'era nulla di tutto ciò, oggi. Si alzò a sedere, facendo scorrere
una mano tremante attraverso i capelli biondi. La sveglia strillava ancora, si alzò sulle
lunghe gambe, attraversò l'appartamento verso la camera e la spense. Con una mano ancora
sulla sveglia, lanciò un'occhiata indietro verso il soggiorno, sentendo l'incertezza ed
il terrore riunirsi nella cavità dello stomaco. Si girò indietro, con le labbra premute
in una stretta linea, e si diresse prudentemente verso la segreteria telefonica sulla
scrivania.
- Un foglio di carta ci era posato sopra di traverso, oscurando il pannello di piccole
luci in basso. La mano si fermò per un attimo, quindi lo strappò via. La luce rossa
brillava fissa nessun lampeggio. Nessun messaggio.
- Un sospiro di sollievo le sfuggì dalle labbra, posò entrambi i palmi piatti sulla
scrivania e ci si appoggiò pesantemente. Nessun messaggio. Jim non aveva chiamato. Non
avrebbe saputo che era stata fuori, la notte scorsa. Non avrebbe avuto nulla da spiegare.
Non aveva modo di spiegarlo a se stessa; come avrebbe potuto spiegarlo a lui?
- Recitando una silenziosa preghiera di ringraziamento, Denny si sollevò di nuovo e si
allontanò dalla scrivania. Mentre si dirigeva in bagno lasciò cadere la giacca. Puzzava
di fumo di sigarette stantio. Forse un bar, questa volta? Ma la sua testa era sgombra;
supponeva di non avere bevuto.
- Sospirò uscendo dalla camicia; ora avrebbe anche dovuto trovare il tempo per lasciare
queste cose in lavanderia. Voleva essere un po' in anticipo al lavoro voleva avere
tutto ben sistemato in ufficio per quando quei due tizi del Bureau sarebbero venuti tra
qualche giorno; aveva promesso a se stessa che sarebbe stata organizzata quando sarebbero
arrivati. Era stato abbastanza difficile, persino umiliante, dovere lasciare il Bureau e
tornare in Louisiana. Il suo Vicedirettore era stato comprensivo, persino quando l'aveva
sollevata dall'incarico, ma con quelle perdite di memoria, non avevano altra scelta.
- Denny scosse la testa. Era solo stress, si disse; erano sopraggiunte troppe cose, troppe
cose che la colpivano vicino a casa. La piccola Raymon era scomparsa da una settimana.
Ora, seguiva a ruota la chiamata dall'FBI di ieri. Questo era stato più che sufficiente a
scatenare i suoi attacchi di amnesia, pensò. Sembrava, almeno, essere stato uno di minore
entità. Forse avrebbe dovuto parlare con la Dr. De Montreaux per adeguare nuovamente la
terapia.
- Entrò nella doccia e girò la manopola per aprire l'acqua. Sbottonò la camicetta e
mentre le cadeva dalle spalle diede un'occhiata allo specchio e vide indubbi e rivelatori
lividi sulla gola e lungo la clavicola. Raggelò, fissando lo sguardo, e questa volta le
lacrime le scesero lungo le guance.