Capitolo Dieci
"Hai accennato al telefono di avere passato una settimana un po' stressante," la Dott. DeMontreaux disse colloquiale mentre Denny si sedeva. "Come te la sei cavata?"
"Abbastanza bene, suppongo." Come Denny si sistemò nella sedia, il cuoio marrone scuro fece quel piccolo suono divertente e cigolante che ora lei associava sempre a questo ufficio. "Considerando tutto".
"Ah. 'considerando tutto,' eh?" La Dott. DeMontreaux sorrise un po'. "Consideriamolo, allora. Che cosa è stato per te?"
"Bene, io so qual è il problema principale, ora. È quella ragazzina scomparsa."
"Sì. Capisco che deve essere molto difficile. Ma non hai a che fare direttamente col lavoro della polizia coinvolta nelle ricerche ?"
"No," Denny scosse la testa. "Ma non puoi distaccartene. È una piccola città e sembra che ognuno la conosca. Se fossero sconosciuti sarebbe più facile." Si accigliò. "Non più facile, ma differente, in qualche modo. Ma conosciamo questa gente."
La Dott. DeMontreaux annuì col capo. "E poiché è vicino a casa tua, ti ricorda la tua esperienza e questo rende tutto più difficile.
"Esattamente." Denny guardò in su con un sorriso obliquo. "Intendo, io sto molto meglio di quanto sia abituata a stare. Le ho detto che sono solita comprare il latte in bottiglia, perché era troppo duro vedere le facce dei bambini scomparsi sui lati delle scatole del latte?"
"Bene, ora lo affronti, piuttosto che provare a nasconderlo o negarlo". La Dott. DeMontreaux scrisse rapidamente qualcosa sul suo notes. "È molto più sano affrontarlo e venirne a patti."
"Lo so," sospirò Denny. "è quasi come se qualcosa provasse a farmelo affrontare. Non posso allontanarmene, proprio come con la scomparsa di Jessy. La gente desidera farmi domande a questo proposito. Anche se non lo dicono apertamente, condurranno la conversazione in quella direzione, poi se ne staranno là seduti con questo sguardo sulle loro facce, come se stessero aspettando che io dica qualcosa che nessuno ha ancora pensato. Come se pensassero che io abbia una risposta, visto che è già accaduto a me." Si spostò a disagio nella sedia. "Domenica scorsa, dopo la messa, una donna che conosco mi ha persino chiesto "
Denny fece una pausa e prese un respiro profondo. La Dott. DeMontreaux la osservò in attesa.
"Bene, lei cura una rubrica nel "Chief". Il giornale locale," Denny continuò. "Senza mezzi termini mi disse che se ne avessi parlato con lei, avrebbe fatto un pezzo su come è stato su cosa mi è accaduto." Rise senza gioia. "Un pezzo di interesse umano", disse. Su come l'ho superato.
"E come l'hai gestito?" La Dott. DeMontreaux chiese. "Come ti ha fatta sentire?"
"Le ho solo detto che avrei preferito evitare. Ho detto che mi era ancora difficile parlarne. Ed ho sentito Penso che mi abbia sorpreso il fatto di non sapere come mi sentivo" Scosse la testa con aria stupita, ricordandosi la sensazione surreale del trovarsi in piedi al sole sulla gradinata della St. Francis, cercando di capire cosa la donna volesse. "Intendo, lei ha agito bene. La conosco da quando eravamo bambine.
Suppongo che per questo abbia pensato di poterlo chiedere. Lei non ha idea di cosa sia".
"Sì". La Dott. DeMontreaux acconsentì. "è molto difficile capire per chi non ha avuto esperienze come la tua".
"Non desiderano capire," Denny disse con veemenza. "Oh, lo dicono. Forse persino lo credono. Ma se provi a mostrarlo loro, ne sono spaventati e si ritraggono. Desiderano pensare che tutto sia finito, finito. Che tu abbia ripreso la tua vita dove l'avevi lasciata e che tutto va benissimo. Non desiderano scoprire che ancora stai gridando dentro, in qualche luogo dove non possono sentire. Quando scoprono che mai realmente è finito, si impauriscono. E sono impauriti da te, perché sei quella cui è successo."
Cadde in silenzio, un po' sorpresa per la sua esplosione. La Dott. DeMontreaux attese un momento prima di parlare.
"Ma," lei infine disse, "Come lei mi ha insegnato, tenere tutto dentro non è la risposta."
"Bene, sono qui, giusto?" Denny sbuffò col naso ed abbassò lo sguardo, quasi vergognosa. "Mi dispiace. Sa cosa intendo".
"Sì," l'anziana donna annuì in modo rassicurante. "Ma devi essere in pace con te stessa, sai che non puoi risolvere tutto qui. Questo è solo un modo di dividere in compartimenti, di tenerlo separato dal resto della tua vita.
Lei batté leggermente la fine della penna contro il tampone assorbente della scrivania. "Ora, certamente non sto suggerendoti di concedere quell'intervista al giornale, ma te l'ho già detto prima, è importante che provi a cominciare ad aver fiducia negli altri". Guardò Denny in modo indagatore. "Cosa mi dici del tuo amico Jim? Mi hai detto che ti senti più al sicuro con lui che con chiunque altro."
"E' vero," disse Denny lentamente. "Ma questo lo rende più difficile, in un certo senso -- perché lui è il più importante. Il suo parere conta più di quello di chiunque altro."
"È un inizio," suggerì la Dott. DeMontreaux. "Potresti almeno provare a dirgli che mi vedi. Questa non è cosa così notevole, ed aprirebbe la porta per altro, se ti sentirai a tuo agio".
"Io io penso di sì, "Denny rifletté, poi annuì. "Sì. Penso di poterlo fare".
"Non forzarti," la Dott. DeMontreaux disse gentilmente. "Sai che tendi comunque ad essere dura con te stessa. Ma sono sicura che ci sono opportunità di condividere, per te. Devi solo smettere di lasciare che ti passino accanto. Inizia ad usarle poco a poco e parleremo di come questo ti farà sentire". Prese un'altra più lunga annotazione sul suo notes, poi guardò ancora Denny. "Come va con il farmaco?"
"Tutto bene, penso," Denny rispose. "Intendo, sono soltanto alcuni giorni che l'abbiamo cambiato, so che non possiamo realmente dire nulla di certo, ancora."
"Naturalmente. Ma ti conosco -- e se non andasse bene, so che avresti notato già qualcosa, anche se minima," la Dott. DeMontreaux disse e Denny dovette sorridere un po'.
"Rischio professionale di una formazione medica alle spalle, suppongo," disse. "Noto le cose."
"Che è un'ottima cosa, cara. Rendi il mio lavoro un po' più facile," l'altra donna rise di soppiatto, prendendo un'altra breve nota. "Ora, hai accennato a quegli agenti dell'FBI la scorsa settimana. Come è andata?"
"Non male, dopo tutto. Davvero, sono abbastanza una bella coppia." Denny arricciò il piccolo naso. "Inizialmente pensavo che la donna fosse fredda e riservata, ma poi ho intuito che c'era dell'altro oltre al lavoro, fra loro e che l'uomo è un po' donnaiolo. L'ho sorpreso mentre mi guardava come se stesse immaginando cosa ci fosse sotto il mio vestito. Non so come trattare con lui." Lei guardò in su e sorrise. "Sa, questo probabilmente rende le cose un po' più facili per me, comunque. Essere importunata da lui mi evita di sentirmi dispiaciuta per non essere ancora nel Bureau".
"Bene, questo è buono, allora," disse la Dott. DeMontreaux, posando la penna ed appoggiandosi indietro. "Penso che stai comprendendo di essere più forte di quanto credevi. Perché, un anno fa molto probabilmente ti saresti lasciata scombussolare da tutto questo. Sono così soddisfatta dai tuoi progressi. E tu?"
"Suppongo di sì," Denny rispose ed aggiunse più decisamente, "Sì. Lo sono."
"Ottimo! Puoi darti una bella pacca sulla spalla," la donna più anziana sorrise. "c'è qualcos'altro, prima di finire?"
Denny pensò per un momento. "No, non realmente. C'era molto in ballo, ma la settimana non è stata spaventosa come pensavo sarebbe stata".
"Tutto a posto, allora," disse la Dott. DeMontreaux con confidenza, alzandosi in piedi dietro alla scrivania. "E la settimana prossima verrai a dirmi come andrà quando avrai trovato il modo di aprirti un po' con il tuo amico Jim."
"Pensare positivo," Denny rise di soppiatto, alzandosi dalla sedia di cuoio scricchiolante.
"Sì, certamente," la terapista disse mentre accompagnava Denny alla porta. "Entrambe sappiamo che funziona. Ora ti auguro una settimana meravigliosa."
"Grazie. Anche a lei," Denny disse. "Ci vedremo la settimana prossima."