Capitolo Tredici
"Sicura di non volere venire?" chiese Jim.
"No. Voi ragazzi andate a fare le vostre cose da uomini." Denny scosse la testa, gettando uno sguardo giù per il corridoio dove due dei compagni di Jim della parata della polizia a cavallo (lo dice il mio dizionario, giuro - n.d.t) attendevano accanto alla porta anteriore. Uno di loro alzò una mano per salutare quando vide che lei li osservava, e lei gli sorrise. "Io ho ancora metà degli avanzi del pranzo di ieri in frigorifero."
Jim le strinse la mano nella sua. "Ti sei rovinata la mattina con i documenti per il vecchio Calvin, vero? Dovresti fare una pausa."
"Quando tornerete avrò finito, e dovrò soltanto chiamare l'erede." Al suo alzare il sopracciglio, lei sorrise. "Ne ho trovato uno. Un nipote in North Carolina."
"Stupefacente. Non credevo che il vecchio eremita avesse ancora dei parenti." Jim sogghignò e scosse la testa. "Sei sprecata in questo ufficio, Denny. Dovresti essere fuori di qui a fare un lavoro da detective."
"Questo è lavoro da detective, Jim. La differenza è che la gente sulla quale indago, resta ferma mentre lo faccio, senza essere prima arrestata." Sorrise ed indicò gli uomini in attesa. "Vai. Nutri le truppe."
"Giusto. Ci vediamo presto." Si sporse e le premette un bacio rapido sulle labbra. "Ti amo."
"Ti amo anch'io," disse lei dolcemente in risposta e rimase appoggiata contro la struttura della porta aperta, guardandolo camminare nel corridoio per raggiungere gli altri uomini. Quando furono usciti nel parcheggio, si girò e tornò nel suo ufficio, chiudendo la porta. Si attardò alla finestra per un momento, guardando la loro automobile uscire dal parcheggio verso la strada; quando furono andati, si girò di nuovo alla sua scrivania e prese il telefono.
Compose il numero dalla memoria. Non sedette; si appoggiò contro alla scrivania, rigirando tra le dita il cavo arrotolato del telefono, mentre ascoltava lo squillo ed aspettava una risposta.
"Buon pomeriggio. Sono la Dott. DeMontreaux."
"Salve, dottoressa. Sono Paula Dennison," disse.
"Bene, salve!" la Dott. DeMontreaux rispose calorosamente. "Cosa posso fare oggi per te?"
Denny lasciò il cavo del telefono e si girò intorno per aprire il cassetto superiore della scrivania mentre parlava. "Bene, sto cominciando a farmi domande circa la nuova cura."
"Ah." Poteva immaginare la terapeuta raggiungere il blocco sempre presente e prendere la penna. "E perché?"
"Non sono neppure sicura che siano i medicinali, davvero," Denny disse in tono di scusa, smistando le cianfrusaglie nel cassetto. "Non mi sento " cercò la parola giusta -- "non mi sento connessa. Certe mattine mi sveglio e neppure mi ricordo che cosa ho fatto dopo essere tornata a casa dal lavoro la notte precedente."
"Ma ti svegli a casa, con niente fuori posto?"
Denny ritirò la mano dal cassetto della scrivania e studiò lo strato spesso e lucido di smalto troppo rosso sulle sue unghie. "Sì, quello è vero."
Nella breve pausa poteva immaginare la Dott. DeMontreaux sedersi all'indietro nella sua sedia, posando la penna sulla scrivania accanto al suo blocco.
"E, soprattutto," il medico rilevò, "hai detto che ti senti meglio." Denny pensò a questo proposito per un momento prima della risposta, un po' riluttante, "Sì, suppongo che dovrei dire così."
"Non sembri convinta," la donna più anziana disse.
"Io dovrei esserlo," Denny rispose lentamente, sempre studiando le sue mani. "È come dice lei -- non ho avuto nessun incidente. Non da quando abbiamo cambiato la cura." Odiava lo smalto. Aveva le unghie corte, lei aveva mani di chi sa lavorare; il colore rosso era un colore terribile su di lei. Odiava il rosso.
"Allora, cosa ti trattiene dall'esserne certa?" la Dott. DeMontreaux continuò.
"Non è che non sia d'aiuto," Denny disse, scuotendo la testa. "Intendo, sono episodi minori, confrontati al resto. Ma è proprio una sensazione così bizzarra. È come come se "perdessi" il tempo." Lei piegò insieme le mani per nascondere lo smalto che la disturbava dalla sua vista. Rosso. Che cosa l'aveva posseduta per farle provare il rosso? Non ricordava di averlo messo, non aveva trovato la bottiglia di smalto nel suo appartamento ed ora non l'aveva trovata nemmeno nella scrivania.
"Bene, avevamo discusso la possibilità che questo farmaco potesse farti sentire affaticata. Immagino che sei troppo stanca la sera perché ti stai ancora abituando." Ci fu una breve pausa e Denny fu sicura che la Dott. DeMontreaux stava prendendo la penna e stava scrivendo qualcosa sul notes. "Diamogli un'altra settimana e se non starai bene con questo allora faremo un piccolo passo indietro. D'accordo?"
"D'accordo. Bene, "Denny annuì. Si sarebbe fermata stasera al ritorno per acquistare del solvente per smalto, non ne aveva nemmeno a casa. "Grazie."
"Sei sempre benvenuta, cara. Ed ora devo andare, perché sto aspettando un paziente tra pochi minuti. Sai che potrai sempre chiamarmi se avrai altre domande."
"Lo farò," disse Denny. "Grazie ancora."
"È stato un piacere. Ti vedrò martedì. Bye-bye."