Capitolo due
"Vedi," Mulder alla fine parlò al silenzio che opprimeva l'auto, "Ho detto che mi dispiace. Possiamo soprassedere?"
"Non ho detto nulla al riguardo, Mulder," Scully rispose gentilmente senza guardarlo.
Sospirò. Cercò senza riuscirci di nascondere uno sbadiglio, e Scully sembrò avere pietà di lui, alla fine. "Siamo quasi arrivati", disse, onorandolo con un piccolo sorriso. "Solo altre due uscite".
Si stupì di nuovo del naturale potere che aveva su di lui. Era davvero stato irritato solo un attimo fa?
Le restituì il sorriso. "Altre due", le fece eco, sollevato. "Una buona notte di sonno, e potremo sgobbare duramente domani mattina".
Scully annuì. "Hai detto di avere preso un appuntamento con l'esaminatore medico?"
"Alle nove. Lei ha tenuto in ghiaccio l'ultimo tizio per te".
"Mmm-hmm." Lei aprì la cartelletta di manila che aveva in grembo e sfogliò quasi pigramente le pagine. "Sebbene io non sia del tutto certa di cosa dovrei cercare "
"Non sei l'unica che vorrebbe sapere cosa cercare, Scully," le rispose. "Sei l'unica l'unica patologa, intendo che io conosca, che abbia visto qualcosa di simile in precedenza".
"Bene " Meditò, "il tipo di morte, si ma, Mulder, non c'è nulla qui che suggerisca che i corpi di questi uomini abbiano emanato vapori tossici o sostanze acide quando sono stati pugnalati".
"Pugnalati nel retro del collo, Scully." Colpì il volante con il palmo per enfatizzare. "Un'unica ferita da pugnale, fatta con un sottile ed affilato strumento, proprio nel cervello attraverso la base del cranio. Nel retro del collo".
"Si, si. Lo so" disse pazientemente. "Siamo d'accordo su questo".
"Ti suona familiare, Scully?" lui la esaminò ed incontrò i suoi occhi, lei sospirò e li distolse.
"So a cosa stai pensando, Mulder. Ma questi erano solo uomini, non non " Lei gesticolò disorientata. "Erano solo uomini". Ripeté, chiudendo la cartella e sistemandoci sopra le mani.
"Forse," annuì egli lentamente, non abbastanza pronto a concedere il punto. "Ma, Scully, qualcun altro non la pensa così."