Capitolo Venti

Mulder riemerse dai tenebrosi abissi e batté gli occhi contro la luce e contro il pulsare acuto nella sua testa. Una figura stava chinandosi sopra di lui; nella luce vivida della lampadina nuda appesa al soffitto, la faccia era in ombra. Strabico e vacillante girò un po' la testa, provando a delinearne i lineamenti.

"Ah, eccoti," disse Paula, sgarbatamente. "Stavo cominciando a preoccuparmi un po'."

"Preoccuparti?" La parola uscì con molta meno forza di quanto intendeva. "Strano modo di metterla."

Paula non rispose. Oltrepassò le sue gambe stese sul pavimento e si inginocchiò vicino a lui; le sue dita esplorarono la spalla ferita, apparentemente valutandone i danni.

"Facile," grugnì, digrignando i denti.

Lei si accigliò e scosse la testa. "Pensavo alla clavicola, ma non so. Potrebbe essere la scapola, potrebbe persino coinvolgere l'acromion – con danni anche al tessuto molle. Avrei bisogno dei raggi X per dirlo." Tolse le mani dalla sua spalla e sedette indietro sui talloni. "Spiacente. Ma le scale… e tu eri un peso morto."

Lui aprì la bocca, ma gli costò un momento di sforzo formare le parole. "Spiacente di essere stato un tale inconveniente." Era la sua arma quella nella fondina al fianco di lei? Seppe che non c'era modo per provare a riprenderla.

"Vorrai bere, Fox," stava dicendo, voltandosi e prendendo una bottiglia di acqua. Girò il tappo e gliela porse. Lui la guardò sospettoso e non fece nessun movimento per prenderla.

Paula lo guardò come esitando; un'espressione annoiata le attraversò i lineamenti. "Bene," disse. Riavvitò il tappo sulla bottiglia e la mise vicino a lui sul pavimento. "La lascerò là. Potresti ripensarci."

Si alzò in piedi ed attraversò lo scantinato verso le scale. Mulder pensò che stesse salendo lasciandolo ancora solo, ma lei si girò e sedette sulle scale. Sollevò i piedi su un gradino più alto, le dita nude si arricciarono sul bordo del gradino di legno e studiò Mulder per un certo periodo di tempo.

"Sai," disse infine, "noi dobbiamo parlare, Fox."

Fremendo, girò la testa ancora un po' verso lei. "Sto ascoltando," disse, ma a lungo lei sedette soltanto guardandolo silenziosamente.

"Quello che ancora non posso spiegare," infine disse, "è perché siete venuti qui."

"Due delle vittime provenivano da fuori della Luisiana," rispose lui stancamente. "Confini di stato. Giurisdizione federale. Lo sai."

"Puoi smettere di fare il buffone, Fox. Naturalmente so della giurisdizione federale." Un angolo della sua bocca si alzò in un perplesso mezzo sorriso.

Mulder prese un respiro profondo. C'era qualche cosa di importante qui, ne era sicuro; doveva provare a pensare coerentemente in modo da potere immaginare che cosa fosse. Chiuse gli occhi per un momento ma smise quando sentì che il pavimento sembrava spostarsi sotto di lui mentre lo faceva.

"Sono venuto," disse lentamente, "per indagare su un presunto assassino seriale."

"No, no." Lei scosse la testa. " Non è quello che intendo. Perché sei venuto -- tu, in modo specifico? Non stavo aspettando qualcuno così di grande effetto."

La studiò per un lungo momento, considerando la risposta. Lei era appollaiata sul bordo del gradino, le sue braccia piegate si riposavano sulle ginocchia; gli occhi erano vivaci e curiosi. Desiderò avere un modo per eliminare la nebbia dalla sua testa.

"Ho chiesto l'assegnazione a questo caso," disse con attenzione. "Determinate caratteristiche di queste uccisioni erano molto simili ad altre che la mia collega ed io avevamo esaminato in precedenza. Abbiamo pensato che potevamo trovare un collegamento."

Poteva dire prima di avere finito di parlare che quella era stata la risposta errata. Gli occhi di Paula si strinsero; la sua espressione vivace sbiadì e si trasformò in un cipiglio.

"Non provare a fare altri giochetti con me," disse scura. "A cosa stavi pensando, Fox? È stato un errore di calcolo? O eravate soltanto così impudenti da pensare che non vi avrei riconosciuti?"

"Paula. Non so di cosa stai parlando… "

"Questa era troppo grossa per mandare uno qualunque, vero? Sei dovuto venire di persona, per questo," disse irosamente, alzandosi dal gradino. "Sei dovuto venire qui per scoprire chi stesse uccidendo i vostri!"

Si chinò su di lui, i suoi lunghi capelli biondi pendevano giù ad incorniciare la sua faccia, le punte catturavano la luce e diventavano oro proprio mentre la sua faccia era in ombra. "Sai cosa mi è successo davvero?" esplose lei. "Eri così dannatamente arrogante. Sei venuto qui sulle note di un valzer, disseminando tutte queste notizie ghiotte su tua sorella che è stata rapita, su vostro padre che lavorava per il dipartimento di stato. Non avevi pensato che avrei messo insieme i pezzi, vero? Avevi pensato di potere semplicemente giocare con me."

Mulder restò in silenzio, sperando di non farla adirare di più. Dopo aver guardato giù verso lui per un lungo momento, Paula si voltò, andò di nuovo alle scale e prese un pacchetto di sigarette da uno dei gradini più bassi. Batté leggermente il pacchetto contro il palmo della mano e sfilò l'involucro di cellofan dalla parte superiore.

"Non sapevo che fossi tu," tentò Mulder. "Non sapevo che fossi tu, prima di venire qui."

Fece una pausa, con una sigaretta a metà fuori dal pacchetto. "Bene, forse no," disse, addolcendo la voce. Un'espressione premurosa le attraversò il viso. "No. No, realmente, non penso che tu lo sapessi." Prese la sigaretta e posò di nuovo il pacchetto. "Non saresti qui in questo modo se l'avessi saputo in tempo. Sono sicura che avresti fatto più attenzione."

Mulder, incoraggiato, attese mentre lei prendeva l'accendino dalla tasca ed accendeva la sigaretta. "Non sono uno di loro," lui riprovò.

"Per favore. Ho fatto i compiti a casa," biascicò sprezzante, quella punta dura tornava nella sua voce. Puntò un dito accusatorio su lui. "So chi era tuo padre. So chi sei tu. So che hai consegnato a loro la tua collega come tuo padre fece con tua sorella. Proprio come Edward Dennison fece con la sua unica figlia."

"No!" Mulder protestò. "Mai." Alzò la testa, combattendo l'onda di nausea che rotolava su di lui. "Lei sa che non l'ho fatto." Con un certo sforzo, alzò la testa, sostenne il suo sguardo; Paula lo guardò soltanto, imperturbabile, e non disse niente."

"Devi credermi," disse debolmente mentre posava ancora la sua testa. "Non sono uno di loro, Paula. Sono una vittima, proprio come te."

Paula alzò la testa con indignazione. "Non sono una vittima!" esclamò. "Forse il resto di noi lo è, ma non io. Io sono quella che ha fatto qualcosa al riguardo." Soffiò un lungo pennacchio di fumo. "E se non sapessi così tanto su quello che sta accadendo, avrei fatto qualcosa anche riguardo te, ormai."

Si abbassò per schiacciare il mozzicone della sigaretta contro il pavimento. "Parlerai finalmente con me, Fox," disse, e si avvicinò a lui per afferrare l'estremità della catenella che dondolava dalla lampadina appesa.

Mulder lasciò che i suoi occhi si chiudessero a metà. "Lei mi troverà," si lamentò piano, lanciando ad alta voce il pensiero che l'aveva sostenuto per tutto quel tempo. "Scully mi troverà."

"Non vedo come potrebbe," disse Paula. Tirò la catenella e l'abituale oscurità ricadde intorno a Mulder. "Dopo tutto, chi mai potrebbe incontrare, che sappia dove sei?"

Mulder ascoltava il suono dei suoi piedi nudi che battevano soffici sulle scale quindi la porta si riaprì e si richiuse e lui fu solo.