Capitolo 23
"Paula."
Il nome uscì a mala pena sopra un bisbiglio. L'unica indicazione certa che lei lo aveva sentito era lo spostamento del suo peso sulla scala e l'intermittente disinteresse della piccola luce rossa quando lei colpì leggermente la cenere all'estremità della sigaretta.
"Paula," provò ancora, e di nuovo, dopo una pausa, "Paula. Lasciami parlare con Denny."
La luce rossastra esitò brevemente nel suo arco lento verso la bocca. "Assolutamente no." Prese una boccata lunga e profonda dalla sigaretta, esalando le parole in parti uguali con il fumo. "Dopo il duro lavoro che ho fatto per proteggerla da questo? No."
Non sembrava arrabbiata, così Mulder insisté. "È una donna astuta, Paula. Deve essersi ormai resa conto che qualcosa sta accadendo."
"No," Paula ripeté fermamente. "Non è lei quella che sa di tutto questo. Non si è dovuta nemmeno ricordare come tutto è iniziato. Io mi sono incaricata di questo, ora." Girò la testa e lo guardò in pieno per la prima volta. "È meglio per tutte noi, in questo modo."
"In che modo è meglio per Denny?" insisté. "Per quanto tempo pensi che possa razionalizzare tutte le cose che non quadrano? Tu devi conoscerla meglio di chiunque altro, Paula. Sai che questo deve tormentarla. È giusto portarle via così tanto della sua vita?.
"Lei non desidera quella parte della sua vita," Paula rispose tagliente. "Perché dovrebbe? Guarda cosa già le è costato. L'infanzia. La famiglia. Il Bureau. Pensi che si fermerà con questo? Pensi che non le costerà anche questa nuova carriera e Jim, ora?"
"La conosce da tutta la vita," Mulder disse. "Sa che è stata rapita. Non se ne è andato. Non sei certa che lo farà."
Paula si alzò dalle scale ed avanzò su lui lentamente, come un gatto sulla preda. "Pensi così?" chiese, con voce bassa e piena d'ira. "Pensi che l'amerebbe se sapesse quello che le hanno fatto? Pensi che l'amerebbe se sapesse cosa è in realtà?"
La testa di Mulder cominciò a fare male ancora, colpi di tamburo profondi e smorzati contro le sue tempie. Prima di poter formulare la giusta risposta, Paula girò sui tacchi e filò via.
"Io la amo!" scoppiò fuori selvaggiamente, girandosi per affrontarlo ancora. "La amo. L'ho protetta. Chi altro si prenderebbe cura di lei come faccio io?" spinse la sigaretta in bocca e prese una boccata feroce.
"Ma che ne è di te, Paula?" chiese debolmente.
"Di me?" schioccò.
"Chi si sta prendendo cura di te?"
Paula congelò e perfino nell'oscurità Mulder poteva sentirla fissarlo, poteva sentire la collera rotolare fuori da lei in ondate. Lui si aspettava che colpisse, ma alla fine gettò soltanto la sigaretta sul pavimento, la schiacciò sotto il tallone e fuggì sulle scale, verso la casa.