Capitolo venticinque
La porta in cima alle scale batté violentemente contro la parete quando si aprì. Passi leggeri corsero giù per i gradini, poi lei si inginocchiò sul pavimento accanto a lui, spingendolo, provando ad incitarlo a sedersi diritto. "Andiamo," disse senza fiato, tirandolo per il braccio. "Andiamo. Dobbiamo andare."
"Paula? Che cosa stai -" La spalla di Mulder protestò al movimento improvviso, ed il suo stomaco batté per compassione; cadde in avanti contro di lei, tossendo. Lei gli gettò le braccia intorno per tenerlo su.
"Andiamo," ripeté urgentemente. Cominciò ad alzarsi in piedi, provando ad alzarlo insieme a lei. "Alzati. Non c'è molto tempo."
Sbandò maldestramente sulle ginocchia. Era duro trovare l'equilibrio con la stanza che gli girava intorno in quel modo. Alzò la testa per guardare intorno alla luce fioca della finestra, sperando di orientarsi in quel modo ed il dolore alla spalla lo pugnalò fin su nel collo. "Non penso di potere," ansimò.
"Devi." Le sue braccia gli andarono intorno alla vita e forzarono contro le anche. "Devi. Stanno venendo."
"Sono spiacente. Sono spiacente," disse rapidamente, ma non smise mai di sollecitarlo. "Dobbiamo affrettarci. Stanno venendo."
"Dove stiamo andando?" chiese mentre si avvicinavano alla recinzione. "Paula? Dove stiamo andando?" Non ci fu altra risposta oltre alla ferma pressione delle mani che lo spingevano in avanti.
Proprio allora, Mulder sentì un grido dietro di loro e riconobbe il tono della voce, così chiaramente sopra l'eco del tuono e la corsa del fiume quanto lo squillo di una campana. Inciampò, quasi cadendo sulle ginocchia e singhiozzò ad alta voce per il sollievo.
"Ferma!" Scully gridò ancora. "Agente federale! Sono armata!"
"Denny!" sopraggiunse un'altra voce che doveva essere dello sceriffo. "Denny, fermati lì!"
Mulder grugnì quando fu strattonato attorno dal braccio ferito per affrontare le voci. Sentì la bocca di una pistola spinta contro la mascella appena sotto e davanti l'orecchio. Nella luce spettrale della tempesta, vide Scully e lo sceriffo fermarsi, forse a poco meno di cento piedi, alla vista dell'arma.
L'arma di Scully era estratta. Lei la teneva davanti a sé con entrambe le mani, i piedi erano aperti e piantati saldamente nei ciuffi di erba bagnata. I capelli ed il cappotto lungo fluttuavano nel vento tempestoso. "Si allontani da lui, Dott. Dennison," gridò forte. "Metta la pistola a terra e si allontani. Nessun movimento improvviso."
Mulder sentì che lei se lo tirava vicino al fianco. "Non posso," lei gridò. "Non capite. Non posso." La pistola spinse più forte contro la mascella, inclinandogli la testa indietro. Lui si sentì trascinare lentamente indietro mentre lei indietreggiava.
"Capirò, Denny," lo sceriffo disse. Andò avanti, con le mani vuote distese, con i palmi in alto. "Capirò. Lascialo andare, piccola. Forza."
Mulder poteva sentire che iniziava a tremare. In lontananza, vicino alla casa, vide i lampeggianti di due auto della polizia che svoltavano nella strada privata. Poteva dire a proposito che Scully si irrigidì per un momento sentendo le sirene, ma non tolse mai gli occhi dalla donna vicina a lui.
Mulder sentì il loro progredire all'indietro fermato improvvisamente dalla recinzione alle sue spalle. Cormerais si avvicinava lentamente e Mulder sentì la pistola lasciare il suo orecchio; la guardò fluttuare instabile verso Scully e lo sceriffo. I quattro ufficiali in divisa corsero verso loro con le armi estratte; formarono una falange dietro Scully, ma non vennero più vicini.
Erano spinti contro la recinzione. Ora lei stava tremando, ma il suo braccio rimaneva bloccato intorno alla vita di Mulder, le sue dita che gli stringevano il polso del braccio ferito con forza feroce. "Per favore. Mi dispiace," lei gridò, con voce rotta. "Io non volevo. Non sapevo. Non l'avrei mai fatto, se l'avessi saputo." "Lo so, piccola,"
Le rispose Cormerais. "Andrà tutto bene. Metti solo giù quella e vieni da me. Vieni ora."
"Posi l'arma, Dott. Dennison," ripeté Scully.
Non sembrò sentirla. "Non sapete che cosa mi hanno fatto. Non sapete le cose che hanno fatto a me!" Ora stava gridando selvaggiamente; la pistola puntava avanti e indietro da Scully allo sceriffo, quindi tornò alla guancia di Mulder ancora. "Perché lasciò che mi prendessero? Mi diede via. Il mio stesso padre mi diede a loro." La voce è aumentò in un grido disperato. "Il mio stesso padre! Perché lasciò che mi prendessero? Perché?"
Cormerais ora era a soltanto trenta piedi circa di distanza, le sue mani vuote ancora distese. Scully lo seguiva circa quindici piedi indietro, ma Mulder sapeva che non poteva centrare il colpo; lui stava coprendo il suo obiettivo, facendo da schermo. Gli ufficiali di polizia si stavano lentamente aprendo a ventaglio e capì che speravano di potere arrivare dai lati, ma sapeva anche che la recinzione avrebbe impedito loro di andare abbastanza lontano all'indietro per avere un colpo decente.
"Denny," supplicava lo sceriffo. La voce era calma, ma Mulder poteva vedere nella semi oscurità che l'espressione era gravata dal dolore e dal timore. "Non devi farlo."
"Non avrebbero mai dovuto riportarmi indietro," lei singhiozzò. La bocca della pistola si spostò contro la faccia di Mulder per la forza del suo piangere. "Vorrei che non mi avessero mai riportata."
"Andiamo, Denny. Lascialo andare." Cormerais annuì col capo rassicurandola ed alzò le braccia ancor più verso lei. "Tutto questo può finire, Denny. Può concludersi proprio ora."
Mulder la sentì tirare un respiro profondo. "Hai ragione," lei urlò per superare il forte vento che stava aumentando. Si raddrizzò contro di lui, uscendo da dietro per mettersi al suo fianco ed allentando un po' la presa sul polso. "Avete ragione. Può finire."