Capitolo quattro
"Denny?" chiese Jim, facendo capolino dalla porta aperta.
Lei sollevò lo sguardo e spinse via attraverso la scrivania le carte che fingeva di leggere.
"Le persone dell'FBI sono qui per te" disse. "Sei pronta?"
Spinse gli occhiali al loro posto sul naso. "Sì. Grazie. Vuoi farli entrare?"
"Certamente".
Sorrise prudentemente. "Buon giorno".
L'uomo avanzò e le porse la mano. "Fox Mulder," disse mentre Denny si avvicinava per accettare la stretta. "La mia collega, Dr. Dana Scully."
Denny annuì, girandosi verso la donna. "Paula Dennison," disse, guardando dall'uno all'altra. "Lieta di conoscervi" la donna minuta chinò la testa in ringraziamento, ma non disse nulla; le mani rimasero davanti a sé, strette attorno al manico della borsetta. Denny considerò i dettagli il taglio elegante dei vestiti, i piccoli orecchini di perle e fu lieta di avere indossato il suo bell'abito blu navy, invece di quello in tweed. Questa donna avrebbe notato la differenza, ne era certa.
"Ho apprezzato che abbia acconsentito a riceverci con così breve preavviso." Disse l'Agente Mulder, e Denny scosse la testa.
"Non è un problema, davvero." Il suo sorriso si intristì un po'. "Tutto sommato, Donaldsonville è un posto tranquillo. Ho un incidente d'auto di quando in quando, o a volte un'anziana signora trovata dopo che il postino nota che non ha ritirato la posta da qualche giorno. Questi tre tizi portati dall'acqua in città, sono la maggiore agitazione che abbiamo avuto quest'anno, oltre a " lei si fermò, non volendo pensare a Jessy Raymon, ora.
L'Agente Scully parlò per la prima volta: "Suppongo che questo le sia sembrato molto tranquillo, vero? lei era nel Bureau, no?" lei alzò un po' la testa piegandola di lato ed inarcando un sopracciglio. "In California?"
Denny si fermò. Il respiro le si impigliò un attimo in gola. Aveva notato il modo impassibile in cui la rossa aveva osservato il piccolo ufficio dal momento in cui era entrata; ora notò il breve guizzo di sorpresa attraverso il volto dell'uomo alto, e capì che questa Scully aveva svolto dei compiti a casa che non aveva condiviso con il suo collega.
Denny ritrovò il respiro e volle rispondere prima che la sua forza di volontà scivolasse via. "Sì. Lo ero". Sperò che la cosa fosse finita lì.
Ma Scully annuì e continuò, "Penso di conoscerla di fama. Il caso Mitchell ottimo lavoro".
"Grazie", disse Denny, e sentì le guance arrossarsi. Si girò di nuovo prudentemente verso Mulder. "Avete ricevuto la panoramica dei casi in perfetto ordine, spero?"
"Si, grazie." Denny osservò il modo in cui lanciava occhiate sbieche alla sua collega persino quando annuiva.
"Bene. Queste" continuò lei, "sono le documentazioni complete dei casi. Sono in duplice copia, una per ognuno" Prese i raccoglitori, li porse a ciascun agente, e si appoggiò indietro ai bordi della scrivania, incrociando le braccia al petto. Provò fermamente a sembrare rilassata. Ci fu un attimo di pausa, quindi i due agenti aprirono le cartelle ed iniziarono a sfogliarle.
"Niente impronte rilevate su nessuno dei corpi ?" Scully ragionò ad alta voce, dando un'occhiata a Denny senza alzare la testa. Qualcosa nel suo tono fece Sì che Denny si chiese se quella era una sfida.
"No," rispose lentamente "e, davvero, è quasi impossibile dire se abbiamo un assassino particolarmente attento o se i corpi sono solo rimasti in acqua troppo a lungo come può leggere lì, tutti i cadaveri, tranne l'ultimo, sono stati nel fiume per un certo numero di giorni".
Ah! Ecco tutto, allora avevano una 'storia', come uno dei suoi vecchi colleghi era solito dire. Si sistemò e raddrizzò le spalle, come se un peso le fosse stato tolto da dosso. "Agenti," sorrise, "Possiamo scendere in obitorio?" E mostrò la strada dall'ufficio senza voltarsi.
Nel seminterrato, spinse la porta dell'obitorio, portandosi automaticamente all'interruttore entrando. Era piccolo, e non così attrezzato come quelli cui questa Agente Scully era forse abituata, ma Denny stessa aveva controllato ogni dettaglio della stanza, ed era certa che fosse scrupolosamente pulita e perfettamente attrezzata. Attraversò vivacemente il piccolo obitorio verso la fila di sportelli metallici quadrati, ed aprì facendo scivolare quello più lontano verso sinistra.
"Questo è il signor Charles Vaccaro," annunciò tirando la maniglia e facendo rotolare fuori la lastra verso l'interno della stanza. "O, almeno, lo era fino a circa una settimana e mezza fa, come approssimativamente abbiamo dedotto" Guardò Scully freddamente al di sopra del corpo. "Ma forse vorrà trarre lei stessa le sue conclusioni".
"Sono certa che concorderemo sulla maggior parte dei punti salienti," replicò l'altra donna, che già guardava il corpo con occhio esperto. "Ci sono alcuni particolari che l'Agente Mulder avrebbe piacere che approfondissi. È tutto". Scully deviò lo sguardo verso il suo collega ed i loro occhi si incontrarono; condivisero un rapido sguardo che Denny non poté decifrare, quindi la rossa si girò ed iniziò a togliere il cappotto.
"Mulder," disse lei, appendendo il cappotto all'appendiabiti dietro la porta, ed iniziando ad aprire i bottoni della giacca sportiva di ottimo taglio, "Perché nel frattempo non vai con lo Sceriffo Cormerais a controllare quelle cose che mi hai detto di voler vedere? Io non avrò bisogno di te, qui".
Denny vide l'uomo alto spostare varie volte il peso del corpo da un piede all'altro esitando. Guardò la sua collega destreggiarsi con uno dei camici freschi di bucato appesi all'attaccapanni vicino a quello dove aveva appeso il suo cappotto. Mentre Scully strappava l'involucro di plastica della lavanderia dal camice e lo faceva scivolare dall'appendino, lui finalmente disse: "Sei certa di non volere che ti aspetti, in modo che tu possa venire con noi?"
"Sarà meglio che andiate da soli," rispose brevemente, infilando il braccio nella prima manica. Mulder si sporse per aiutarla ad infilarlo, un po' frettolosamente, pensò Denny, come se avesse capito che avrebbe dovuto farlo al più presto. La piccola donna gli spinse in mano l'involucro di plastica e tornò verso la lastra dove giaceva il cadavere in attesa. Mulder non provò a seguirla; lo fece solo con lo sguardo, sulla schiena. Il volto era pallido.
Denny girò la luce superiore in direzione del cadavere e l'accese. L'Agente Scully stava già sistemando il carrello chirurgico di acciaio inossidabile accanto al tavolo; sembrava volere iniziare immediatamente. "C'è un registratore nel cassetto del carrello," disse Denny. "è pronto per l'uso".
"Ho portato il mio. Ce l'ho proprio nella borsa," disse la donna più bassa, alzando lo sguardo verso Denny e sorridendo un po' per la prima volta. "Grazie comunque". Si chinò per aprire la sua inseparabile borsa di cuoio, e ne estrasse il registratore.
"Allora tutto a posto," annuì Denny. "Sarò di sopra, quando avrà finito. Se avesse altre domande, il telefono è proprio là. Il mio ufficio è segnato tra i numeri intercomunicanti".
"Grazie," disse nuovamente Scully. "Sono certa che tutto andrà bene". Guardò Mulder, ancora in piedi accanto alla porta, che ancora stringeva la piccola manciata di plastica accartocciata. "Mi terrai informata? Se non ti sentirò per quando avrò finito, ti chiamerò". Lei non attese risposta; iniziò subito a sistemare gli strumenti sul carrello secondo il suo gusto.
La mascella di Mulder si strinse un po'; annuì leggermente. Denny guardò da un agente all'altro. Quindi l'uomo alto parlò, solo poche secche parole. "Bene. Ci vediamo dopo". Si girò, afferrò la maniglia della porta ed entrò in corridoio.
"Agente," Denny fece cenno a Scully, andandosene; la rossa le rese il favore. Denny attraversò la porta aperta verso il corridoio.
Di fronte alle porte dell'ascensore, Mulder si rivolse con curiosità a Denny: "Pensavo che avrebbe voluto restare nei paraggi per quell'autopsia" disse.
L'ascensore si aprì e Denny entrò, girandosi verso Mulder mentre lui continuava. "Sono certa che la sua collega e Mr. Vaccaro passeranno dei momenti stupendi, tutti soli" rispose lei con un sorriso contorto. "Non ho avuto l'impressione che volesse aiuto da me".
Mulder spinse il bottone per la risalita sulla pulsantiera con un po' più di decisione di quanto fosse necessario. "Sì. Conosco la sensazione" disse, come a se stesso. Si volse al foglio di plastica che aveva dimenticato di avere in mano.
"C'è un cestino, laggiù a sinistra" Denny disse annuendo, mentre le porte dell'ascensore si riaprivano. "la riporterò all'ufficio di Jim, e voi potrete andare, se vorrete".
"Grazie". Mulder lasciò cadere il batuffolo di plastica nel cestino. "Perfetto".