Capitolo sette

Mulder odiava pensare che un giorno fosse sprecato, ma questo, doveva concedere, ci andava terribilmente vicino.
Avevano trascorso la mattinata a perlustrare la riva del fiume dove il corpo di Charles Vaccaro era emerso dall'acqua, non ottenendo nulla. Ora Cecilia Vaccaro li stava accompagnando alla porta, dopo quello che si era dimostrato un interrogatorio ampiamente infruttuoso. Quando il cellulare di Mulder suonò, lui disse: "Scusate" e si incamminò fuori dalla porta, verso il portico, lasciando Scully all'interno.

"Mulder".

"Hello, Agente Mulder? Jim Cormerais".

"Sceriffo. Cosa posso fare per lei?" Mulder stiracchiò la sua lunga figura, lieto di essersi finalmente alzato; la sig.ra Vaccaro aveva avuto la buona idea di offrire loro caffè e biscotti e di condurli in salotto, ma i divani superimbottiti erano ovviamente stati progettati per persone che intendevano sprofondarci ed esserne avvolti, immobili, per una lunga serata di zapping. Gli era stato necessario uno sforzo innaturale per districarsi quando si era alzato.

"Eravate nel posto giusto, davvero, ma nel momento sbagliato" stava dicendo lo sceriffo. "Penso che abbiamo dell'altro per voi".

Mulder si accigliò. "Un'altra vittima?"

"Sembra proprio," rispose Cormerais. "Un paio di ragazzi che avevano marinato la scuola lo hanno avvistato – e ne sono rimasti terrorizzati. In ogni modo, lo abbiamo appena ripescato, ed anche lui ha lo stesso tipo di ferita da pugnale nel retro del collo".

"Huh," disse Mulder, facendo cenno a Scully che stava uscendo nel portico con Mrs. Vaccaro. "Nient'altro da vedere?"

"Non più dell'ultima volta," sospirò lo sceriffo. "È partito da qualche parte a monte ed è semplicemente arrivato qui. Appena i miei uomini avranno fatto, andremo con lui all'obitorio, ma certamente potete venire qui a controllare, se volete".

Mulder scese le scale. "Chiederò all'Agente Scully, ma probabilmente vorrà solo dare un'occhiata al corpo". Si girò a guardarla e vide che stava proprio per accomiatarsi da Mrs. Vaccaro; riconobbe il cenno in sua direzione e seppe che si stava scusando per lui. "Resteremo in contatto con voi".

"Bene, sapete dove trovarci. Ci rivedremo. E quell'invito a cena è ancora valido".

"Grazie, sceriffo".

Scully lo affiancò proprio mentre chiudeva il telefono e lo riponeva nella tasca. "Come va la schiena?" chiese con il sorriso di chi sa.

"Non era un sofà. Era un'ameba ricoperta," sbuffò Mulder entrando in auto. "E penso che tu eri molto signorile, mentre te ne stavi appollaiata sul bordo di una simile cosa".

"E invece tu, al contrario, ti sei seduto, e ti sei ritrovato inglobato nei suoi pseudopodi" Si sistemò accanto a lui e mise la cintura di sicurezza. "Chi era al telefono?"

"Lo sceriffo" disse girando la chiave nell'accensione. "Ne hanno appena ripescato un altro dal fiume".

Scully alzò lo sguardo bruscamente. "Un'altra vittima?"

Mulder annuì. "Lo avevano appena tirato fuori quando Cormerais mi ha chiamato".

"Segue lo schema degli altri tre?"

"Lui pensa di sì. Non appena i CSI avranno terminato sulla scena del crimine, andranno subito all'obitorio con il cadavere".

"Bene, addio cena," Scully disse desolata. "Nulla contro il tuo amato vitto da camionista, Mulder, ma non vedevo l'ora di provare queste specialità culinarie dell'Acadia" Ripiegò le mani in grembo. "Penso che parlerò con il Dr. Dennison domani" aggiunse quasi sospirando.

"Riguardo le autopsie?"

"Oh," disse, sembrando sorpresa di avere udito le ultime parole. "No, concordo con le sue diagnosi. È stata molto accurata".

Mulder la guardò. "Dicesti di ricordare il suo nome da un caso? Non era dei nostri".

Lei sospirò, distogliendo lo sguardo e mandandolo fuori dal finestrino, e Mulder si chiese per un momento se avesse inconsciamente commesso un nuovo passo falso. "Intendo, non me ne ricordo, in ogni caso," tentò.

"Non era dei nostri, appunto," lei disse. "Scrisse un rapporto che studiai dopo un po'. Pensai che potesse avere ulteriori sviluppi".

"In che senso… ?"

Scully rimase silenziosa così a lungo che lui credette di avere oltrepassato uno dei suoi invisibili segnali di confine. Si arrischiò a lanciarle uno sguardo obliquo; lei così raramente gli dava a parole il permesso di continuare in momenti simili che era diventato esperto nel leggere il suo linguaggio fisico. Lei stava solo guardandosi fissamente le mani; con la testa piegata di fianco, chinata un po' alla fine della dolce curva del collo e della schiena, e Mulder tirò un respiro di sollievo quando capì di avere scampato una discussione, stavolta.

"Il Dr. Dennison scrisse un breve saggio," iniziò Scully, "sulle sue insolite scoperte riguardo il caso di una ragazzina della quale fu denunciata la scomparsa da parte dei genitori adottivi e che venne lasciata da sconosciuti, in punto di morte, ad un pronto soccorso due settimane dopo".

Alzò la testa, concentrando lo sguardo sul brullo terreno fuori dal parabrezza. "Non rispose a nessun tipo di trattamento. Morì in una settimana".

Lui non era certo di cosa aspettarsi, ma non era niente del genere. Pensò di accostare, ma Scully stava ancora fissando davanti a sé, e decise che forse trovava più facile riferire queste cose orribili senza dovere incontrare il suo sguardo. Continuò a guidare.

"La madre della bambina accusò ripetutamente il padre di abusi, ma in modo così stravagante ed improbabile che fu impossibile procedere alle accuse" continuò. "Il padre era un ricercatore medico di alto livello impegnato in un progetto sostenuto dal governo. I rappresentanti locali della legge furono semplicemente sollevati dal caso".

Lei aveva adottato il tono secco e distaccato che riservava al relazionare i dettagli di un caso ad un altro professionista; quello, più di tutto il resto, gli diceva quanto le facesse male dire quelle cose. "Scully… " lui mormorò, ma lei scosse la testa e proseguì.

"Il Dr. Dennison trovò le prove di bizzarre mutazioni genetiche nei suoi primi test sul sangue e sui campioni di tessuti che aveva raccolto dal corpo. All'inizio suggerì che fossero di origine virale, e che fossero la causa della morte, ma in seguito teorizzò che l'organismo della ragazza aveva funzionato in modo ottimale fino a quel punto, con il supporto di certe proteine che il suo sistema aveva in qualche modo smesso di produrre".

"O che avevano smesso di somministrarle" disse Mulder arcigno. "Cosa mostrarono gli altri test?"

"Non ci furono altri test." Scully incrociò le braccia, avvolgendosi in una specie di abbraccio. Il gesto era allo stesso momento così difensivo e così disperato da rendere Mulder afflitto. "Entrambi i genitori morirono poco dopo in un apparente omicidio-suicidio. Tutti i campioni e le analisi del Dr. Dennison vennero confiscati… non ci furono ulteriori analisi".

Guidarono in silenzio per alcune miglia.

"Non me ne hai parlato" disse infine Mulder.

Scully scosse le spalle con indifferenza.

"Scully, io… "

"Lo so, Mulder." Sorprendendolo, lei si sporse, posò la mano sulla sua e gli diede una breve stretta. "Lo so" e con la coda dell'occhio lui la guardò sedere più eretta nel suo sedile ed indossare nuovamente la sua invisibile corazza.