Capitolo otto

Mentre Mulder attendeva nell'atrio dell'hotel, vide la Cherokee grigia apparire all'esterno, ed uscì per avvicinarla. Non appena fu vicino, vide la Dott. Dennison sporgersi attraverso il sedile per aprirgli la portiera. "Salti su," lo invitò sorridendo.

"Grazie," rispose sistemandosi nel sedile e chiudendo lo sportello. Allacciandosi la cintura di sicurezza, le lanciò un'occhiata, poi un'altra. Non indossava gli occhiali che aveva prima in ufficio, ed aveva i capelli raccolti in una morbida treccia francese. Alcune ciocche graziosamente arricciate scendevano ad accarezzarle il collo. Gli orecchini pendenti luccicavano attraversati da un raggio di luce.

"Siamo soli stasera, mi dispiace. Jim ha ricevuto una telefonata e se ne sta occupando". Lei fermò la Jeep sul ciglio del passo carrabile dell'hotel.

"Qualcosa di attinente il nostro caso?" chiese Mulder.

"Non penso," disse lei scuotendo la testa ed accigliandosi un po', "In tal caso me l'avrebbe detto".

"Bene, dottoressa… " iniziò lui, ma lei alzò una mano dal volante, muovendola per fermarlo.

"Per favore -- 'Paula.' Almeno per stasera, mentre sono fuori da quell'ufficio" Lei lo osservò e sogghignò. "Okay?"

"Okay. Paula". Lui annuì. "Allora. Dove va uno che vuole cenare nell'eccitante mecca urbana che è Donaldsonville?"

Lei ridacchiò. "Non ci va. Attraversa il fiume a Burnside e va in un posto chiamato The Cabin."

"Sei tu la guida," disse lui affabilmente. "Vada per The Cabin".

"Allora," disse lei dopo un attimo, "hai già qualche idea sul nostro quarto nuotatore?"

"Non proprio. Forse domattina, quando avremo il rapporto dell'autopsia". Lui inalò con attenzione, cercando di capire se l'aroma scuro e speziato che coglieva ogni tanto fosse qualcosa che lei stava indossando. Era molto diverso da quello che portava Scully, ma era buono.

Paula interruppe la sua piccola fantasticheria. "Lui rappresenta una specie di deviazione nello schema, che ne pensi?"

"Cosa intendi?"

"Intendo, non è del governo" sollevò un po' la testa e gli lanciò un'occhiata prima di riportare gli occhi sulla strada. "Abbiamo un ex del Bureau, un ex del dipartimento di Stato, ed un ATF. Questo tizio era solo una specie di scienziato".

Mulder scosse la testa. "C'è una connessione, ma potrebbe non essere così ovvia. Quando conoscerò i reali rapporti tra le vittime, sarò in grado di capire l'intenzione dell'assassino, a cosa mira. Cosa sta cercando di dirmi".

"Cosa sta cercando di dirti?" ripeté lei.

"Questo assassino sta provando a raccontare una storia," annuì Mulder. "Quando imparerò a leggerla, sarà tutta lì. Quello che pensa di avere subìto e che l'ha fatto sentire in questo modo. I protagonisti della sua vita rappresentati dalle persone che ha ucciso. Ha rappresentato un dramma che non poteva esprimere in alcun altro modo"

"Hmm," disse lentamente Paula. "Ora è un po' diverso." Mulder la osservò, notando come le luci delle auto di passaggio catturassero i suoi capelli biondi incendiandoli mentre si allontanavano.

"Hai fatto dei profili?" le chiese.

"Non nel modo in cui lo fai tu. Sono sempre stata interessata, ma solo come dilettante," lei scosse la testa. "E' affascinante. Non l'ho mai sentito spiegare come hai fatto tu".

"Bene, guarda. I corpi non erano disposti in modo da rendere difficile il ritrovamento. Non c'è stato tentativo di occultare l'identità. Ha persino lasciato il portafoglio di quest'ultimo uomo nella sua tasca, con tutti i documenti".

"Quindi cosa ci sta dicendo? È una sfida? O non può fermare se stesso e vuole che qualcuno lo fermi?"

"E' quello che penso – che non possa fermarsi. Il mio istinto è solitamente piuttosto buono." Lui sospirò. "C'è più di questo, e vorrei che la tua gente non lo debba vedere. La mia collega ed io abbiamo… Ci troviamo in un terreno conosciuto. Penso di sapere cosa stiamo cercando".

Paula stava svoltando nel piccolo parcheggio di fronte ad un modesto edificio. "Non sembra interessante," disse a mo' di introduzione, "ma se vuoi il vero cibo Cajun, questo è il posto".

Mulder uscì dalla Jeep. Paula era alta, il passo era quasi come il suo e lui ci si adattò facilmente mentre la conduceva all'ingresso del ristorante. Ricordandosi le buone maniere, la superò e le aprì la porta.

Quando entrarono, lei lo indirizzò ad un separé nella sala bar, sulla sinistra del ristorante vero e proprio. "In questa zona non è concesso fumare" gli disse, arricciando il naso al suo sguardo interrogativo. "Ti dispiace se andiamo di là?"

"No, no," disse, "Va bene". Lei slacciò la giacca, e lui si avvicinò per prenderla quando le scivolò dalle spalle. Lei indossava un abito scuro di seta appena un po' troppo aderente, ed era appena un po' troppo scollato, per essere un abito da lavoro. Non avrebbe intuito, dall'abito che aveva indossato ieri, che avesse una figura così graziosa. Mulder si accorse di fissarla e si affrettò a distogliere lo sguardo prima di essere scoperto.

Lui appese la sua giacca al gancio tra i separé, e le mise accanto la propria. Mentre si sedevano, una cameriera li raggiunse, e pose sul tavolo due bicchieri e due menu. "Hey, Paula," disse.

Mulder guardò Paula. "Sei di casa," disse, e lei gli sorrise.

"Forse," disse lei pronunciando con una cadenza melodiosa che poteva essere stuzzicante. Si girò di nuovo verso la cameriera. "Cosa c'è di buono, stasera?"

"Il piatto di mais e granchi è fantastico. Come il catfish couveon (piatto tipico di pesce gatto cucinato con pomodoro e spezie, accompagnato da riso bollito, ndt.)C'è anche l'aragosta stufata, stasera".

"Hmm. Sembra tutto buono," meditò Paula. "Ti dispiace lasciarci un minuto per scegliere?"

"Certo." Disse la cameriera chiudendo il notes. "Da bere?"

Paula alzò gli occhi dal menù per catturare lo sguardo di Mulder. "Cosa vorresti… oh, non preoccupartene. Stasera berremo Hurricanes". (cocktail a base di diversi tipi di rum con succo di limone e/o arancia e/o ananas, ndt.)

"Hurricanes?"

"Una cosa tipica. Sarebbe un crimine fare tutta la strada fino alla zona Cajun e non provare un Hurricane".

"Due?" chiese la cameriera.

"Certo, Honey. Grazie," disse lei, e sorrise all'espressione sorpresa di Mulder mentre l'altra donna si allontanava. "Quello è il suo nome. 'Honey'."

"Sei di casa" disse lui.

Lei scrollò le spalle, e disse ancora: "Forse", e stavolta, il modo in cui lei sosteneva il suo sguardo e sorrideva, lo rese certo che lo stava stuzzicando. Si scoprì a restituirle il sorriso, ed allora lei abbassò gli occhi per leggere il menu.
Era davvero una donna attraente, pensò pigramente, osservandola oltre il bordo del menu che fingeva di studiare. Non era mai stato capace di liberarsi dalla sensazione che le donne fossero come camaleonti, visto che sembravano cambiare in base a quanto le circondava; a volte si sentiva stranamente fuori posto, con loro. Sentiva che non poteva mai capire a sufficienza cosa volessero da lui, per quanto intensamente ci provasse. Persino Scully, fin da quando l'aveva conosciuta, lo sorprendeva di volta in volta, e non sempre piacevolmente.
L'Hurricane si dimostrò essere una mistura aranciata su ghiaccio in un bicchiere alto. Il gusto era abbastanza innocuo, ma Mulder sospettava che fosse il tipo di drink che si sarebbe vendicato di chi non lo avesse trattato con rispetto, quindi lo sorseggiò cautamente con gli stuzzichini.
All'inizio parlarono di lavoro, e la sua mente tornò ripetutamente al caso di cui gli aveva parlato Scully, ma non poté decidersi a parlarne a Paula. Emily e tutto quanto la riguardava era in qualche modo diventata questione personale di Scully, come poche altre cose lo erano, e lo turbava pensare che questa sconosciuta potesse avere qualche tipo di intuizione che lui non aveva. La sensazione fu abbastanza forte da fargli trattenere la lingua.
Nel proseguire la serata, la conversazione si spostò verso altri argomenti. Da qualche parte lungo la linea degli alti bicchieri dal contenuto arancione che erano man mano apparsi, Mulder aveva dimenticato la sua iniziale diffidenza nei loro confronti. Aveva scoperto che si stava divertendo. Paula era carina ed intelligente, rideva al momento giusto a tutte le sue storie, e lo guardava come se non fosse solo incastrata con lui per la serata, ma come se davvero gli piacesse.

Mentre la cameriera finalmente posò i caffè davanti a loro, disse a Paula, "Hai smesso di lavorare con il Bureau. Non ti soddisfaceva? È per questo che sei venuta qui?"

Qualcosa cambiò nei suoi occhi blu cosparsi di pagliuzze dorate, ed egli pensò di avere fatto un errore. Lei distolse lo sguardo e fece cadere con attenzione la cenere dalla fine della sigaretta nel posacenere prima di rispondere.

"No, mi piaceva. Sarei rimasta volentieri". Alzò lo sguardo ma non lo rivolse a lui. "Mio padre stava morendo, ed io sono tornata per prendermi cura di lui".

"Mi spiace," disse Mulder. "Non intendevo… "

"No, è tutto a posto," disse lei incontrando i suoi occhi. "Lui non aveva nessun altro. Mia madre morì quando avevo sette anni. Ci fu una… crisi di famiglia, l'anno precedente, e lei non la superò mai. Mio padre non si risposò." Lei distolse lo sguardo, sollevò la tazzina e ne bevve un sorso.

Paula sembrava distante, pensierosa. Mulder non sapeva cosa dire, quindi bevve un po' di caffè ed attese.

"All'inizio mio padre fu la ragione per cui entrai nel Bureau," disse infine. "Lui era nel Bureau, quando io ero bambina. È stato come seguire le sue impronte"

"Proprio come successe a me," Mulder disse, annuendo. "Mio padre ha lavorato per il dipartimento di Stato, so cosa intendi"

Paula alzò lo sguardo dal caffè. "Davvero? Figlio unico, quindi?"

"Bhé, no… avevo una sorella più giovane che… " abbassò gli occhi e passò le dita leggermente sul bordo della tazza. "Lei fu rapita da casa nostra quando aveva otto anni, e non la ritrovarono più. Così… "

"Così quando sei cresciuto hai pensato che ci saresti riuscito tu, e sei entrato nel Bureau," Paula disse a colpo sicuro, e Mulder la guardò bruscamente. Incontrò tranquillamente il suo sguardo. "Vero?"

Mulder, sorpreso, trasse un lungo respiro prima di rispondere. "Ho finalmente scoperto cosa le accadde. Non è stato come ritrovarla, ma ha aiutato… "

Paula si sporse attraverso il tavolo e gli mise una mano sulla sua. "Il non sapere," disse lei, "quello è il peggio. Quando sai, puoi iniziare ad andare avanti" C'era una tale intensità nei suoi occhi e nelle sue parole che lui non seppe come continuare, e fu sollevato quando lei ritirò la mano ed il momento si concluse.

Guardando l'orologio poco dopo, Paula sorrise. "Guarda come si è fatto tardi. Ti riporterò indietro prima che il mio furgone si trasformi in una zucca". Gli fece cenno con la mano di allontanarsi dal conto, passando la sua carta di credito alla cameriera. "Posso ammortizzarlo. Non preoccuparti". Firmò la ricevuta e Mulder le tenne il cappotto lasciando indugiare ancora il suo sguardo sulle onde vagamente dorate dei suoi capelli che si posarono sulla sua liscia e pallida pelle quando le mise il cappotto sulle spalle.

"Sai, farò una deviazione da me, sulla strada del ritorno" gli disse dopo aver guidato alcune miglia. "Così potrai prendere certi documenti che avrei portato domani in ufficio ed iniziare a darci un'occhiata. Praticamente ci saremmo passati comunque; non è fuori strada".

"Perfetto" rispose appoggiandosi indietro contro il poggiatesta. Non voleva ammettere che ancora sentiva l'effetto di quegli Hurricanes. Era proprio come se non avesse mai bevuto, si disse; non ci era abituato. Le forme scure del paesaggio giravano in modo tranquillizzante fuori dal finestrino.

Doveva avere fatto un piccolo pisolino. La jeep stava fermandosi nella ghiaia del vialetto di una piccola casa; il suono crocchiante sotto le gomme lo aveva portato a svegliarsi. "Eccoci," disse Paula accanto a lui.

Aprì la portiera, con l'intenzione di uscire e prendere una boccata d'aria fredda, ma quando lo fece, sentì il mormorio dell'acqua nel silenzio della notte ed esaminò l'oscurità oltre la casa: "È il fiume? Proprio là?" Chiese.

"Sì, è il fiume," rispose Paula. Mulder si incamminò verso il fiume, prudentemente all'inizio e poi con più sicurezza quando gli occhi si abituarono alla luce lunare. Attraversò il prato ed arrivò ad una recinzione bassa di paletti; a forse cento iarde dall'altro lato, la terra cedeva ripidamente verso la banchina del fiume. Il riflesso della luna si increspava sulla vasta distesa d'acqua in movimento.

"È bella," mormorò. "Piena di pace".

"Stasera sì," Paula disse dolcemente accanto a lui. "Ma l'ho vista selvaggia. L'ho vista risalire queste banchine come una donna in preda a sentimenti di vendetta. …L'ho vista uccidere".

Lui guardò come la luce bianco dorata della luna giocava sui capelli di Paula. Gli sfiorò il braccio con i polpastrelli. "Vieni in casa," disse girandosi, e lui la seguì.

Entrarono, e lei accese una lampada tenue su un tavolino accanto alla porta. Sfilò il cappotto e lo pose sullo schienale di una sedia imbottita con braccioli. "Torno subito" disse, sparendo nel corridoio.

Quando tornò solo un attimo dopo, era a mani vuote. "Sai," disse, "Non vedo quelle carte qui. Suppongo di averle portate oggi in ufficio". Ma non si fermò per prendere il suo cappotto; lo superò, avvicinandosi a lui, sorridendo misteriosamente.

"Posso guardarle domattina," offrì Mulder. Paula annuì col capo, avvicinandosi ancora.

"Che sciocca sono," disse, alzando le mani e seguendo il bordo del collo del cappotto con le dita. "Certo che lo farai". Con una mano stava accarezzandogli il petto, l'altra scivolava intorno alla parte posteriore del collo; lei chiuse gli occhi, volgendo il viso in alto verso il suo e guidandolo nel suo bacio, abbassandolo, annegandolo come certamente avrebbe fatto il fiume là fuori. Mentre il cappotto gli cadeva dalle spalle, lui la raggiunse per prenderla tra le braccia.

Avrebbe dovuto fermarla. Sapeva di doverla fermare. Ma era passato così tanto tempo, ed era così facile continuare a baciarla, così facile lasciare che lei gli allentasse la cravatta, gli aprisse i bottoni della camicia; era così vergognosamente semplice lasciare scivolare la mano per seguire la curva dell'anca e premere il corpo di lei più vicino al suo.
Avrebbe dovuto allontanarsi, togliere la sua mano… quella che ora, le stava cullando la testa, tenendola vicina… avrebbe dovuto prendere quella mano e chiudere le dita intorno al polso di lei e dirle che non poteva, chiederle di accompagnarlo all'hotel e da Scully. Ma le dita disobbedienti già aprivano il piccolo fermaglio che tratteneva la morbida treccia francese e le scioglievano i capelli, intessendosi delicatamente alla loro lunghezza dorata e serica.
Tolse la mano dai capelli di Paula, allora, ma invece di chiudersi intorno al polso di lei, le sue dita si chiusero sulla lampo nella parte posteriore del vestito e proprio allora sentì la fibbia della sua cintura aprirsi, e Mulder capì che non stava per fermarla, assolutamente no.