"Come può esistere lalba per una come me?
- Resta seduta per quasi unora davanti allo specchio, studiando quegli occhi,
contemplandoli, avendone compassione. La sorgente cristallina che minaccia di traboccare
la intristisce, fa sì che desideri piangere.
- Perché no più magra? Perché no più alta? Perchè no più carina? Perchè no sana?
Perchè no amata?
- Ora ormai lo sa, non ci sono nemici. Solo lei. Il destino che porta molto dentro della
sua testa, sotto gli occhi.
- La verità è lì, davanti a lei, dentro di lei.
- Ed in qualsiasi circostanza è preferibile conoscerla.
- Anche se nella verità non cè sollievo. Anche se la verità porta solo dolori.
- Pesantemente si mette in piedi. Va verso la cucina, accompagnata dal rumore della sua
vestaglia di seta aperta, e si prepara un bicchiere di latte caldo.
- Andando verso la camera da letto la ferma il suono del telefono.
Rimane paralizzata, guardando lapparecchio, sostenendo la tazza calda tra le
mani.
- No. Non risponderà.
- Sa chi è. E meglio che le consuetudini si perdano, è meglio che si abitui.
- Il telefono smette di suonare e si accende la segreteria telefonica.
- Scully? Sono io. Stai bene? Immagino che hai preso qualcosa che ti aiuti a riposare
e..bene, volevo solo domandarti se vuoi che passi da te per andare al lavoro. Chiamami
quando ti svegli, sì?
- Ha sentito la fine del messaggio sistemata nuovamente nella trincea della sua camera, di
fronte allo specchio.
- La sua voce calda, dolce
più del solito, la disarma.
- E nuovamente si domanda perché glielaveva dovuto dire, quale strana debolezza si
era impossessata di lei per essere lui la prima persona a cui si era rivolta.
-E lui che lascerai?-mormora e fa di no con il capo.
Perché deve succedere a loro?
- Ciao- sussurra- scusa per il ritardo.
Sì, decisamente le cose sono cambiate. No scosta più il viso sorpresa. Ora lo
riconosce anche a distanza. E il suo odore, la raggiunge prima che lui si avvicini.
Chiude gli occhi solamente un momento, sentendo il calore del suo viso vicino. Poi lo
guarda.
-Perché mi hai dato appuntamento qui?
- Vieni, andiamo ad un tavolo- mormora lui- Ti invito a bere un bicchiere.
Lei inarca un sopraciglio e guarda lorologio.
- Mulder, sono le due del pomeriggio.
- Non rimproverarmi, Scully- le circonda la vita con un braccio- voglio che parliamo.
Sente che il corpo di lei si tende, ma si lascia guidare. La conduce verso un piccolo
tavolo un poco distante e laiuta a prendere posto, di fronte a lui.
- E bene? Che è questa cosa di cui non possiamo parlare in ufficio?
- Mulder sorride quasi con nostalgia. Questa scena gli risulta familiare. Mette la mano
allinterno della giacca e tira fuori un file che mette davanti a lei.
- Scully lo guarda con lespressione di chi sta vivendo un dejà vu. E Mulder sente
che non è lunico che ha inciso a fuoco quei momenti condivisi.
"E allora perchè diavolo ci costa tanto abbattere le barriere?"
-Oh no, Mulder- dice lei muovendo la testa negativamente- Non dirmi che è
unaltra caccia agli Ufo perchè...- la Scully di sempre.
- Guardalo solo, sì?
- Apre il file perché
non sa perché. " Suppongo per questo sguardo",
pensa. Ed il fatto è che questo sguardo è stato capace di trascinarla, senza prevedere
le conseguenze, fino ai limiti della follia.
- E che lui inchioda il suo sguardo in quello di lei, sul suo viso. Non vuole
perdere nessun dettaglio per quando lei si
No, non la penserà in questo modo. Li
guarda solamente perché sa che il linguaggio che possiedono solo i suoi occhi lo possono
esprimere.
- Lei osserva il contenuto e la meraviglia si dipinge sul suo viso. Si sorprende.
- Sono fotografia di una vecchia casa, un paio di sedie pigre sotto un ombrellone, una
ripresa del tramonto che si riflette nel mare.
- Si sente confusa. Le foto sono così quotidiane che le risulta sorprendente e fino ad un
certo punto, minaccioso.
- Cosa significa questo?
- Vuole dirglielo, che non permetterà che le barrire restino lì fino al momento che non
possono fare più niente, che non ritornerà a quel mare se non con lei perchè non avrà
mai più qualche significato, che non le permetterà un addio.
- Ma le parole si rifiutano di uscire. Così che mormora solamente, molto basso, tanto che
per un secondo lei dubita daverlo sentito.
-Verresti con me?
Fine della prima parte