Recuerda al morir
( Memento Mori)
prima parte
 
Autrice: Luvi_trustno1
email: susurro_indiscreto77@yahoo.es
Tradotto da Angelita
email : angerkat@hotmail.com
Dislaimer: I personaggi di Mulder e Scully sono proprietà di Chris Carter, della 1013 e della Fox( Ma la storia è mia, più di quanto v’immaginiate…)
Tipo: Angst e MSR
Spoilers: La quarta stagione, sopratutto Memento Mori. Ho fatto riferimento a Deep Throat della prima stagione.
Dedica: A tutti quelli che seguono ciò che scrivo, alla mia amica Dimna che conosce alcuni miei segreti.
e-mail
:
susurro_indiscreto77@yahoo.es ( Se per caso qualcuno vuole scrivermi delle cose che non possono essere lette da tutti per non ferire suscettibilità)

1. Bambina buona

"… ignorance is kind
there’s no comfort in the truth
pain is all you find
."
Careless Whisper - Wham


Sai chi sono?
Sono una bambina buona, perduta nella notte argentata, mentre le stelle si burlano di me.
Scully era cresciuta nella credenza che a tutte le bambine buone le cose andavano bene. All’uscire di casa al mattino, non nega mai un sorriso ovunque vada ed il suo sorriso sembra un’oasi di pace.
Ma nessuno sa che ogni sorriso è immensamente doloroso. Perché il primo raggio di luce ferisce i suoi occhi che si rifiutano di guardare; perché al guardarsi nello specchio, si domanda con quale diritto albeggia.

"Come può esistere l’alba per una come me?

Resta seduta per quasi un’ora davanti allo specchio, studiando quegli occhi, contemplandoli, avendone compassione. La sorgente cristallina che minaccia di traboccare la intristisce, fa sì che desideri piangere.
Perché no più magra? Perché no più alta? Perchè no più carina? Perchè no sana? Perchè no amata?
Ora ormai lo sa, non ci sono nemici. Solo lei. Il destino che porta molto dentro della sua testa, sotto gli occhi.
La verità è lì, davanti a lei, dentro di lei.
Ed in qualsiasi circostanza è preferibile conoscerla.
Anche se nella verità non c’è sollievo. Anche se la verità porta solo dolori.
Pesantemente si mette in piedi. Va verso la cucina, accompagnata dal rumore della sua vestaglia di seta aperta, e si prepara un bicchiere di latte caldo.
Andando verso la camera da letto la ferma il suono del telefono.
Rimane paralizzata, guardando l’apparecchio, sostenendo la tazza calda tra le mani.
No. Non risponderà.
Sa chi è. E’ meglio che le consuetudini si perdano, è meglio che si abitui.
Il telefono smette di suonare e si accende la segreteria telefonica.

- Scully? Sono io. Stai bene? Immagino che hai preso qualcosa che ti aiuti a riposare e..bene, volevo solo domandarti se vuoi che passi da te per andare al lavoro. Chiamami quando ti svegli, sì?

Ha sentito la fine del messaggio sistemata nuovamente nella trincea della sua camera, di fronte allo specchio.
La sua voce calda, dolce…più del solito, la disarma.
E nuovamente si domanda perché gliel’aveva dovuto dire, quale strana debolezza si era impossessata di lei per essere lui la prima persona a cui si era rivolta.

-E’ lui che lascerai?-mormora e fa di no con il capo.

Perché deve succedere a loro?

***

2.Nostalgia di ieri

" Non pensai che era amor e lo lasciavo correre
andava legando le mie mani, mi allontanò dall’ieri e il mare
che prima guardavo stando solo oggi non vale niente senza di te
lo so, resta poco, e già devi andar via…"
 
Non pensai che era amor- Pedro Suárez Vértiz
Mulder la individua appena entra, seduta al bancone. Senza sapere perché gli viene in mente un’immagine simile di quattro anni prima, quando le aveva dato appuntamento in quello stesso posto, per la prima volta, perché voleva parlarle della scomparsa del Colonnello Budahas. Lei allora lo aspettava esaminando degli appunti.
Non è la stessa ora; quella che sta con lo sguardo perso nel fondo del bicchiere.
Si avvicina e mette la testa sulla sua spalla.

- Ciao- sussurra- scusa per il ritardo.

Sì, decisamente le cose sono cambiate. No scosta più il viso sorpresa. Ora lo riconosce anche a distanza. E’ il suo odore, la raggiunge prima che lui si avvicini. Chiude gli occhi solamente un momento, sentendo il calore del suo viso vicino. Poi lo guarda.

-Perché mi hai dato appuntamento qui?

- Vieni, andiamo ad un tavolo- mormora lui- Ti invito a bere un bicchiere.

Lei inarca un sopraciglio e guarda l’orologio.

- Mulder, sono le due del pomeriggio.

- Non rimproverarmi, Scully- le circonda la vita con un braccio- voglio che parliamo.

Sente che il corpo di lei si tende, ma si lascia guidare. La conduce verso un piccolo tavolo un poco distante e l’aiuta a prendere posto, di fronte a lui.

- E bene? Che è questa cosa di cui non possiamo parlare in ufficio?

Mulder sorride quasi con nostalgia. Questa scena gli risulta familiare. Mette la mano all’interno della giacca e tira fuori un file che mette davanti a lei.
Scully lo guarda con l’espressione di chi sta vivendo un dejà vu. E Mulder sente che non è l’unico che ha inciso a fuoco quei momenti condivisi.

"E allora perchè diavolo ci costa tanto abbattere le barriere?"

-Oh no, Mulder- dice lei muovendo la testa negativamente- Non dirmi che è un’altra caccia agli Ufo perchè...- la Scully di sempre.

- Guardalo solo, sì?

Apre il file perché…non sa perché. " Suppongo per questo sguardo", pensa. Ed il fatto è che questo sguardo è stato capace di trascinarla, senza prevedere le conseguenze, fino ai limiti della follia.
E’ che lui inchioda il suo sguardo in quello di lei, sul suo viso. Non vuole perdere nessun dettaglio per quando lei si…No, non la penserà in questo modo. Li guarda solamente perché sa che il linguaggio che possiedono solo i suoi occhi lo possono esprimere.
Lei osserva il contenuto e la meraviglia si dipinge sul suo viso. Si sorprende.
Sono fotografia di una vecchia casa, un paio di sedie pigre sotto un ombrellone, una ripresa del tramonto che si riflette nel mare.
Si sente confusa. Le foto sono così quotidiane che le risulta sorprendente e fino ad un certo punto, minaccioso.

- Cosa significa questo?

Vuole dirglielo, che non permetterà che le barrire restino lì fino al momento che non possono fare più niente, che non ritornerà a quel mare se non con lei perchè non avrà mai più qualche significato, che non le permetterà un addio.
Ma le parole si rifiutano di uscire. Così che mormora solamente, molto basso, tanto che per un secondo lei dubita d’averlo sentito.

-Verresti con me?

 

Fine della prima parte