- Recuerda al morir
- ( Memento Mori)
terza parte
4. Anime perse
- " Sono due storie diverse
- che si mescolano senza pensare
- che unendo due romanzi
- diventa più lungo il finale"
- Due storie - Gianmarco
-
- Aveva cercato di portare alla quotidianità questi due
giorni insieme a lei. Un commento su" Credo che abbiamo dimenticato un dettaglio
importante Scully, moriremo dinedia" e un " dammi una possibilità,
sì?"
- O la notte precedente sulla spiaggia, con un falò acceso, a
cercare di arrostire salsicce, e finire per bruciarle.
- Perché mi hai chiesto di venire con te, Mulder?- una
domanda con aria distratta.
"Perché non poso farlo con nessun altro" voleva
dirle." Perché solo con te posso mettere in fuga i miei fantasmi"
-Immagino perché sei unagente dellFBI
assegnata ad unarea di fenomeni paranormali.
- Finora non ho visto nessun demonio a tre teste, un
uomo lupo o qualche fantasma.
- Deve essere perchè li hai catturati- sorriso malizioso.
- La verità, Mulder
- Questo posto è pieno di fantasmi della mia infanzia,
Scully. Volevo sentire che non ero solo.
"Volevo che sapessi che tu non lo sei"
- Non aveva voluto domandare a cosa si riferiva quella notte
con quel "sono stanca" perché si era promesso di rispettare il suo spazio, il
suo tempo.
- Ma, soprattutto, perché intuiva il doloroso sottofondo di
quella risposta.
- Avrebbe voluto aiutarla, ma lei non gli avrebbe permesso di
entrare. Aveva sollevato intorno a sé un invisibile torrione di silenzi e sguardi schivi.
- Ed assenze.
Ed ora, fermo sulla soglia della sua stanza, quando poteva vederla dormire, che gli
sembrava reale, presente.
- " Con quale diritto pretendi dentrare in questo
mondo?"
- Con il diritto che gli dava lam
- Chiuse gli occhi e strinse i pugni. Era questo quello che
sentiva?Non era sicuro, non poteva definirlo.
- Forse erano le circostanze quelle che lo spingevano a stare
insieme a lei, cercando di acchiappare tra le mani tutto il tempo che poteva per
offriglielo.
Aveva paura. Come quella piccola donna laveva fatto diventare così
vulnerabile? Come si era trasformata in qualcosa dindispensabile per respirare?
- " Insostituibile"
- E malgrado questo lavrebbe perduta, presto. A meno che
non fosse accaduto un miracolo.
- Ma lui non credeva ai miracoli.
- Lavrebbe perduta irrimediabilmente.
- " Sono stati gli anni" si disse.
- E che in realtà non poteva dire di essersi invaghito
di lei dal primo momento che laveva vista. Era troppo romantico per essere applicato
a loro.
- Anche se in realtà, quando laveva vista entrare
nellufficio quella prima volta, gli era sembrata carina, come lesca perfetta
di un agguato ben calcolato.
E quella notte in Oregon, alla luce della candela, gli sembrò una statua
davorio.
- " Troppo irreale perfino al toccarla"
- Forse la sottovalutò.
- " Non fidarti di nessuno"
- Quando aveva incominciato a dimenticare le sue regole di
vita? Quando aveva incominciato a permettere a questa piccola e fragile donna
laccesso al suo mondo solitario e sicuro?
- Forse in Alaska, chissà in quel " desidero aver
fiducia in te"
I primi raggi dellalba filtrano attraverso la fessura della tenda.
- Lei li aspettava. Aspettava sveglia da quasi due ore, quando
aveva sentito il lieve rumore dei suoi passi che si allontanavano per il corridoio.
- Sono giorni difficili questi. Giorni di anime perse.
- Sa che gli sarà difficile rassegnarsi e sa che è un errore
essere venuta in questo posto con lui, un posto che teme e che adora, un posto pieno di
speranze vuote, un posto pieno di fantasmi.
- E presto lei sarebbe stata uno in più a tormentarlo.
- Poteva intuire la sua angoscia, in ogni scherzo, in ogni
ironia.
- E il modo in cui lui piange. Come lei lo fa attraverso
il suo silenzio.
- Perché si conosce la causa di questo pianto, perché sa che
lasciandolo, i suoi giorni trascorreranno di nuovo nello stesso modo in cui si succedevano
nellieri dei suoi incubi, perché tornerà ad afferrarsi allidea che la sua
strada è tracciata per continuarla in solitudine.
- E si rende conto che forse sarà così.
- Chiude gli occhi cercando di allontanare il pensiero,
cercando Morfeo disperatamente, pregandolo di accettare il suo invito.
- Il rumore del mare laddormenta, la porta in alto.
Invece, ogni dettaglio del mondo in cui gravita è coperto della sua assente presenza, i
suoi occhi indefinibili si riflettono dovunque.
- Deve uscire di lì e lo sa, fuggire, non da lui, ma da se
stessa e da questa incontenibile ansia della sua presenza, da questa sete delle sue
carezze tenere e forti in ogni sottile contatto, questa sete della sua voce che
lavvolge e la consuma lentamente come un fuoco che si espande attraverso ogni
cellula del suo essere.
- E anche così sente che il freddo si avvicina.
- Ha bisogno di lui più che mai. Fondersi con lui per
portarlo con sè, perché la fine della strada non sia così solitaria e così triste.
- Perché lui la porti con sé, perché non la dimentichi.
- Deve dirgli addio.
- " E un errore" si dice sentendosi egoista.
- Sa che stare insieme solo rende più lunga la fine.
Non ricorda come né quando, se lo aveva sentito o laveva letto o forse
laveva visto in televisione, nemmeno ricorda lorigine. La verità è che
nemmeno ricorda con esattezza le parole. Solo lessenza.
- Al principio lessere umano era unico, completo,
perfetto, quasi tanto come gli stessi dei.
- Ma un giorno, non sa perché, i suoi creatori, simboli
classici di ogni potere, lo castigarono in un modo crudele.
- Lo divisero. Fecero di questa creatura due metà e inviarono
ognuna di esse, sanguinante e confusa, attraverso due strade opposte, condannate a vagare
per il mondo da sole, condannate a cercarsi sempre, a non trovarsi mai.
- E una storia triste gli dice lei mentre il suo
sguardo si perde sullorizzonte colorato darancione e daddio.
- Lui losservava, seduto sulla sabbia tiepida, di spalle
alloceano per perdersi in un altro che ha lo scintillio moribondo del tramonto. Il
vento che gioca con i suoi capelli, la brezza che gli ruba il privilegio di accarezzarle
la pelle.
-Sono due- le dice.
-Cosa?- lo guarda sorpreso, come se si fosse appena
svegliata da un letargo.
"Si sta rassegnando" pensa con dolore." Non
lo permetterò"
- Hai detto che era una storia triste. Credo che siano due
storie tristi.
- Ma alla fine sono due metà di uno stesso tutto, no?
- E una domanda che non ha bisogno di risposta. Così
non la pronuncia. Continua solamente a guardarla. Improvvisamente si lascia trasportare da
un impulso, allunga la mano verso la guancia di lei e laccarezza con la stessa
lentezza con cui la notte si avvicina per fondersi con il giorno in un istante supremo, la
magica comunione della vita con la morte di uno sguardo azzurro.
- " Ma se lei se ne va, la notte non potrà mai più
baciare il giorno"
- - A quanto sembra, gli dei non lasciano i loro castighi
incompleti, Scully- sussurra.
Sta quasi tremando. A Scully sembra incredibile il freddo che fa quando la luna è
più bella.
- Forse perché la sua bellezza proviene dal suo pallore e
dalla sua tristezza.
- Rare volte ha avuto il tempo di contemplarla, ed estasiarsi,
la magica ora in cui la notte abbraccia il giorno e si fondono; lincontro perfetto a
cui arrivano gli amanti un'unica volta, per poi perdersi.
- " Porterò il ricordo con me"
- E lì, mentre loscurità simpossessa di tutto,
lui aveva detto che i castighi non rimangono mai incompleti.
- Era vero.
- Ingiusto, ma vero.
- " Non abbiamo peccato tanto da meritarlo" pensa.
Ma non può diglielo. Gli prende solo la mano e sospira profondamente, per cercare di
controllare il lieve tremore che si sta impadronendo del suo corpo man mano che le calde
dita maschili si allontanano dalla sua guancia per scendere lungo il suo collo.
- Hai freddo- sussurra lui-Vuoi che torniamo?
- No.
-Allora andrò a prendere delle coperte- dice mentre si
mette in piedi.
Ora poteva sentire il contatto del plaid sulla spalla e il
respiro compassato di lui sulla nuca.
-Stai bene così?
- No
- Vuoi che ne prenda unaltra?
- Non risponde. Allunga solo una mano invitandolo a mettersi
sotto la coperta, insieme a lei.
- Sorride quando lui accetta e si mette dietro il suo corpo,
abbracciandola, cullandola, sentendola, desiderandola.
- Come lei desiderava lui.
-Mulder?
-Dimmi.
-Qualche volta hai pensato a quanto sia peccaminosa la
notte?- sussurra in un vano tentativo di allontanare i suoi pensieri.
- Peccaminosa?- Lo sente sorridere- Non mi era mai venuto
in mente di utilizzare questo termine per qualificare la notte.
-Pensaci solamente. Sta lì, abbigliata di segreti e
misteri, complice di tutto ciò che è proibito.
- Proibito?- ora ride- E cosa è proibito per una devota
cattolica agente dellFBI?
- Lei gira il viso verso di lui, lasciando scorrere lo sguardo
tra le sue labbra ed i gli occhi.
- E non può evitare un leggero tremito delle labbra al
pronunciare la verità.
-Tu...-Ed osserva trasformarsi il volto maschile, mentre
può quasi marcare con un dito la nube di tristezza che opacizza il suo sguardo.
- Questo credi? sussurra lui.
-Non importa- dice mentre permette alle sue mani di
disegnare i contorni di quel viso.
- Cosa?
-Niente- sussurra avvicinandosi fino al punto che i loro
respiri si confondono- Tranne che è notte.
- E sotto la sua protezione tutto risulta tentatore, un fatto
nascosto che il sole non conoscerà mai e, così, qualsiasi cosa è possibile;
allalba non ci sarà memoria di ciò che è accaduto, e se sia mai accaduto.
- Può continuare a chiudere gli occhi per non vedere la
distanza e forse domani, tornando al mondo, potrà continuare con la mascherata di essere
capace di calcolare ogni passo che fa, il tempo che le resta, lo sguardo freddo, la
serenità nella voce.
- Ma questa notte no.
- Non può definire il perché, ma questa notte vuole dargli
ogni minuscola frazione di quello che è. Non per desiderio, non per sesso.
- Sotto il peso del corpo di lui, mentre laiuta a
togliersi il maglione, mentre avvolge tra le sue braccia il torso nudo maschile, ha la
risposta.
- Lo fa perché è lui, perchè quello è stato sempre.
Perché se qualcosa cambiasse, lei non potrebbe riconoscere le mani che ora
laccarezzano per la prima volta sotto la blusa, né le sue labbra, non potrebbe
riconoscere i sue dettagli, la sua debolezza e la sua arroganza. Se non fosse lui, non
sarebbero parte del suo mondo il silenzio e le parole, il sussurro che ora arriva fino a
lei pulsando di timore e dagonia mentre dita tremanti cercano di esplorarle il viso.
- -Dimmi che stai piangendo, Dana
No lei non glielavrebbe detto e lui sa in anticipo perché.
- Intuisce abbondantemente che quella goccia salata che
inumidisce le sue labbra non è una lacrima cristallina, ma il preludio di un torrente
incontenibile che ora gli arriva alle mani per farlo svegliare da un sogno e metterlo di
nuovo faccia a faccia con quella infausta realtà scarlatta.
- Preda della disperazione, cerca alla cieca la maglietta per
pulirle il viso mentre lei si solleva sui gomiti con sconcertante serenità.
-Rimani distesa per favore.
- Tranquillizzati, si?-sente la sua voce mentre gli toglie
dalle mani dolcemente la maglietta- Lo faccio io.
- Ti porterò dentro.
E la prende in braccio, sorprendendosi ancora una volta di
quanto sia leggera in realtà.
" Come una lieve speranza"
-Mulder, mio Dio
- lei sorride- è solo una piccola
emorragia nasale, non sono invalida.
- Lui non ascolta le sue proteste. Può solo sentire
leco della sua risata nel suo sangue e questo lo fa rabbrividire di trepidazione.
- Nel metterla sul letto, quando alla fine può guardarla, sa
che quella risata porta attaccata la paura.
-Non muoverti- le dice mentre va a cercare un panno
bagnato.
-E già passato
.
-Da quando succede questo?
- Dai, Mulder, già lo sai.
-Quanto sono frequenti?
-Succede a volte- lei incomincia a suonare mortificata.
Può solo guardarla mentre la mano invisibile che gli
attanaglia la gola gli impedisce di esclamare tutte le maledizioni trattenute, tutta la
sua frustrazione e la sua impotenza.
-Ti lascerò riposare- Si gira per andarsene , ma la mano
di lei gli trattiene il polso.
-Rimani con me.
- Si sdraia accanto a lei, nascondendo la testa nel grembo
femminile, solo per evitare che veda come si sta dissolvendo.
- Perché gli chiede di rimanerle accanto? Non è lei che se
ne va?
- La sta stringendo con forza quando sente la mano di lei
giocherellare con i suoi capelli e poi scivolargli lungo la guancia il collo, le spalle,
per ripercorrere la strada di ritorno alle sue labbra.
- Senza pensarci, sale fino al suo viso e la bacia, con ansia,
con angoscia. E la percorre con le mani mentre la sente gemere, mentre sente che la sua
anatomia cerca di incastrarsi a quella di lui, impaziente.
- E anche se non vuole guardarla perché è cosciente che
questo lo riporterà alla realtà, sa che deve farlo.
-Dana
-Shhhhhh
- Per piacere guardami.
-No
-Per piacere
E così incontrando queste due sorgenti azzurre che
minacciano di trasbordare, il desiderio di fare lamore sfuma, lasciando a fior di
pelle solo il desiderio per lei, di trattenerla.
-Non possiamo farlo
- Lo so
.non è corretto.
- No, non lo sai. Non ha niente a che vedere con questo- e
le accarezza il viso- Se ti permetto che tu ti dia a me ora, in questo modo, starò
accettando che mi stai dicendo addio e non laccetto, capisci?
-Mulder, io
- Non mi arrenderò e non permetterò che tu lo faccia. Non
permetterò che tu perda la fede.
- Ora lei piange, in silenzio. E lui labbraccia di
nuovo, con forza, baciandola sulla fronte, asciugandole le lacrime con le dita, fino a che
può sentire che il suo respiro diventa più calmo.
- Cerca di coprirla.
-Qualche volta hai trovato qualcosa in cui hai avuto fede?-
la sente dire con voce assonnata.
Si affretta a farla rifugiare tra le sue braccia
questultima notte, cercando la risposta.
- Senzaltro- le sussurra allorecchio e lei,
muovendo le palpebre sempre più pesantemente, gli regala un sorriso.
"Senzaltro" ripete ora per se stesso"
Qualcosa nei tuoi occhi
"
Fine
Aqp Perú.
17/05/06