- Con un carico di materiale del lavoro con me, sblocco la porta del mio appartamento.
- Sospirando stancamente entro, e getto le chiavi sulla scrivania qui vicina. Dopo avere
chiuso a calci la porta, getto via le scarpe eleganti, spedendole in volo in direzioni
opposte. Appoggio il mio lavoro sul tavolino e mi precipito in camera da letto per
mettermi addosso qualcosa di più comodo. Emergo in un paio di jeans consumati ed una
t-shirt blu chiaro. Cerco in frigorifero qualcosa da mangiare, non rendendomi conto che
sono stata assente per un incarico da quasi una settimana e l'alimento migliore sarà
ormai decomposto.
- Mentre raggiungo riluttante il telefono per chiamare un negozio di pizza a domicilio
giù in strada, questo squilla.
Io rispondo, professionale come sempre: "Scully."
- Il silenzio mi accoglie all'altra estremità della linea.
- Prima di riagganciare, sento qualcuno respirare all'altro apparecchio.
- Sto quasi per riappendere, quando capisco chi è.
"Nick? So che sei tu. Sono passati anni. Perché vuoi parlare con me così
all'improvviso?"
- Altro silenzio è tutto quello che sento, quindi la linea cade.
- Mi infilo un paio di scarpe da tennis; afferro la giacca di pelle, le chiavi e mi dirigo
alla porta.
- Arrivo al pub che ero solita chiamare nostro.
- Mentre sono in piedi da sola sul marciapiede, getto uno sguardo al volgare neon che
grida 'Rudy's.'
- Mi concentro, pensando a cosa gli dirò dopo tutto questo tempo e tutto questo dolore,
ed entro nel bar.
- Arranco a fatica attraverso il fumo e l'odore orribile di sudore per raggiungere il
tavolo buio proprio nell'angolo estremo in fondo a sinistra.
- Lo vedo seduto là, e per un momento, sembra come se niente fosse cambiato. Ancora gli
stessi capelli biondi corti e la carnagione scura.
- Tossisco piano per ottenere la sua attenzione. Gli occhi profondi color caffè di
Nicolas si allacciano ai miei, proprio come hanno fatto sempre durante i lunghi anni dei
nostri appuntamenti.
- Soltanto, questa volta, il respiro non mi si ferma in gola e la frequenza cardiaca non
ne risente.
Mi siedo di fronte a lui, poggiando i gomiti e le mani sul tavolino. "Allora, che
cosa ti ha spinto a chiamarmi così all'improvviso? È successo qualcosa al tuo
meraviglioso matrimonio ed hai deciso di tornare strisciando da me? Perché, Nick, tu più
di tutti dovresti sapere che non posso passare ancora attraverso tutto quello. Dopo
avere saputo del tuo fidanzamento con
con
come diavolo si chiamava, sono
rimasta schiacciata. Non soltanto perché eravamo usciti per tanti anni, ma perché voi
avevate iniziato ad uscire non molto dopo il nostro incontro
"
Lui alza le mani in segno di resa, rendendosi conto che mi sto sempre più arrabbiando
ogni momento che passa.
"Hai ragione riguardo al mio matrimonio. Marianne ha deciso di lasciarmi, perché
pensava che non fossi abbastanza per lei
in molti sensi. Era troppo buona per me.
Non posso stare con qualcuno migliore di me."
"Bhè, che cosa stai dicendo? Sono migliore per te, perché sono una persona
peggiore di te?"
"Oh, no. Noi siamo uguali, Dana."
Confusa, non ero sicura di cosa dire.
Lui ruppe il silenzio e continuò:
"Sono tornato per dirti che mi dispiace per quello che ti ho fatto passare.
Desidero che siamo amici. Veri amici, Dana. Del genere cui si può dire qualsiasi
cosa."
- Nick copre le mie mani con la sua e si spinge attraverso il tavolino. Prima che abbia
tempo di reagire, mi bacia così energicamente da far male. Provo a spingerlo via, ma
continua ad avanzare con forza.
- Infine si stacca, per bisogno di ossigeno e lo colpisco giusto sulla mascella. Sorpreso
dalla mia reazione, finisce per cadere dalla sedia.
- Salto su e mi dirigo alla porta, ma lui mi afferra il braccio e mi butta a terra. Mi
tiene giù con il suo corpo e quello mi dà lo svantaggio.
Provo a gridare, ma mi preme la mano sulla gola. "Dana, non spingermi a fare
questo. Sai che desideri stare con me
"
- Forzo una mano a liberarsi da sotto Nick e lo colpisco ancora al viso.
- Mi schiaffeggia così forte e ripetutamente che comincio a sanguinare dalla bocca.
Tossisco sangue e sputo sul suo viso già insanguinato. In tutto quel tumulto, sento la
porta del bar aprirsi stridendo e Mulder entrare, cercando intorno una faccia nota. Grido
il suo nome e lui scatta con la testa nella mia direzione. So che è buio pesto, ma so che
può vedere la mia ombra sbiadita giacere sul pavimento. Nick comprime ancora più forte
la mia laringe e comincio a vedere piccole stelle luccicarmi davanti. Comincia a baciarmi
ancora e posso sentire la sua mano sullo stomaco nudo.
- Vedo il profilo sfocato di Mulder correre veloce verso me.
- Mulder sbatte Nick via da me ed io mi agito per togliermi di mezzo. Poiché è molto
più grande di Nick, Mulder lo spinge facilmente verso l'esterno attraverso la porta
posteriore fino nel vicolo, lontano dal mio punto di vista. Inciampo alzandomi in piedi e
vacillo fino al bagno delle donne per ripulirmi. Prendo i tovaglioli di carta e pulisco i
tagli procurati dai numerosi schiaffi che ho ricevuto. Ho vergogna di me stessa per aver
pensato che Nicolas potesse cambiare, che avrei potuto riavere indietro quell'uomo che una
volta adoravo. Una lacrima arrabbiata fluisce giù dalla mia faccia, quando sento dei
colpi alla porta. "Scully? P-posso entrare?" La voce gentile calma la mia
rabbia, così raggiungo la porta per sbloccarla.
"Certo," rispondo semplicemente, tentando di rendermi in qualche modo
presentabile.
Il mio cavaliere entra, sapendo bene di cosa ho bisogno. Avvolge completamente il mio
piccolo corpo con le sue braccia morbide, quando comincio a rovesciargli addosso tutto
quello che è accaduto. So che non gli devo nulla, ma dovevo dirlo a qualcuno.
E Mulder era il mio qualcuno. Rimaniamo così per circa dieci minuti, fino a che io mi
stacco da lui. "Sono stata così fortunata, Mulder. Se non fosti
" Scuote
la testa, non desiderando che io finisca la frase, perché entrambi sappiamo che cosa
poteva seguire. Esamino gli occhi nocciola di Mulder e pongo la domanda di cui desideravo
conoscere la risposta già da un po', "Mulder? Vuoi ballare con me?" Sorride con
quel sorriso dolce e sexy e mi conduce dalla stanza da bagno fino alla pista da ballo.
Mentre cominciamo ad ondeggiare alla musica lenta, noto i versi.
- "
ma non posso evitare di innamorarmi di te.
- Potrò restare?
- Sarebbe un errore?
- Se non potessi evitare di innamorarmi di te?
- Come un fiume fluisce, certamente verso il mare.
- Mia cara, così va, alcune cose sono destinate ad essere.
- Prendi la mia mano, prendi la mia vita intera
- Perché non posso evitare di innamorarmi di te"
-
- Penso che li noti anche lui, perché porta una mano fino alla mia faccia rovinata ed
accarezza le mie guance come se potessi rompermi in un milione di parti.
- Mentre guardo attentamente per la prima volta nei suoi begli occhi che tutto vedono,
capisco che ho cercato amicizia ed amore sempre in posti sbagliati.
- Questa esperienza orribile doveva accadermi affinché io vedessi.
- Le mie emozioni sorprendono il mio cervello logico, quando mi ritrovo a baciarlo
dolcemente, per scoprire che sta restituendomi il bacio.
- Per il resto della notte, balliamo il nostro ballo, insieme nel nostro mondo
innamorandoci.
Fine