Silver Cornet - Giorno Due
**
" Salve, " disse alluomo dietro il bancone. Cera una breve fila di sgabelli con un bancone di formica sul lato, che dava al posto unatmosfera di un ristorante anni 50, solo che questi avevano ancora le ruote. Si avvicinò ad uno, i suoi jeans ed il fine maglione nero che indossava troppo leggeri per laria fredda del vagone.
" Non siamo aperti, Signora, " disse luomo , con uno sguardo genuinamente dispiaciuto.
" No, no, " lei rispose subito. " Lo so. Non cè problema. " Si portò i capelli dietro lorecchio, mentre lui sorrideva.
" Non riesce a dormire?" lui chiese, piegandosi a prendere unaltro cartone di latte che le ricordava la sua scuola elementare e un quarto-a-settimana.
" Non stanotte, " disse, tenendosi occupata nel cercare un depliant per le vacanze. Sperò che luomo rimanesse in silenzio. Aveva realmente bisogno di riflettere.
" Sono sicuro, Signore, " venne una voce dietro di lei, " che lei può riuscire a tirare fuori una tazza di cacao o qualcosa di simile per la signora e per me."
Luomo dietro al bancone si alzò, accogliendo il nuovo venuto come se fosse sorpreso di trovarlo lì al bancone, dietro a Scully,che si girò al sentirlo parlare allo stesso modo.
" Ebbene, io " disse luomo dietro al bancone, con sguardo vagamente spiacente.
" No, io sto a posto- " iniziò a dire Scully.
" Sciocchezze. " Luomo capelli eccessivamente bianchi ed una faccia tra quella di una ragazzo ed un uomo giovane sorrise, un sorriso accattivante. " E solo un po di acqua o latte con uno di quei pacchetti." Fece un sorriso ancora più ampio, apparendo più che disarmante, e luomo dietro al bancone sorrise nervosamente.
" Bene, certamente. Posso farlo. " guardò verso Scully. " Lo vuole con acqua o latte, signora?"
Scully si sentì confusa, allimprovviso capovolgere degli eventi, la sua prospettiva di quiete e solitudine si era trasformata in una bevanda in compagnia in un batter docchio. Lei non voleva niente, veramente, ma sentiva come se non potesse rifiutare , arrivati a questo punto, da quando luomo dietro il bancone si era diretto a prendere i pacchetti ed il latte, quasi rovesciando il barattolo, nella fretta.
" Uh, latte, credo, " lei disse, sorridendo debolmente alluomo dietro di lei, che le restituiva caldamente il sorriso.
" I treni sono posti dove è terribilmente difficile dormire, non è daccordo? " lui disse. A lei piaceva la sua voce. Era calda e sembrava avere un qualcosa, al di sotto, un suono singolarmente mascolino e calmante.
Lei annuì. " Lo sono, " convenne decisamente, cercando di fargli capire che lei non stava cercando compagnia, ma senza apparire scortese. Luomo le porse la mano in ogni caso, e lei la guardò, alla stranezza delle sue unghie lunghe.
" Alexander Kever, " disse quietamente, e notò che lei guardava le sue unghie. " perdoni gli artigli. Chitarra classica. Sono disgustosamente necessarie, sono spiacente. " Lui sventolò laria in modo drammatico e Scully sbuffò.
" Lei deve proprio amare il suo lavoro, Signor Kever. " Gli strinse con prudenza la mano. Era morbida come la seta.
" Oh, lo faccio, " disse, piegandosi e toccando con le labbra la mano di lei. " Lo faccio davvero." Indicò al separè con laltra mano.
" Perchè non si unisce a me, lì, vicino al finestrino? Non cè molto da vedere , ma la pioggia è piuttosto piacevole."
Scully esitò, guardando il separè e poi il dorso della sua mano, come la tirò via. Le formicolava leggermente allo strano contatto.
" Prometto di essere un gentleman, " disse con magnificenza, toccandosi il petto e facendo un mezzo inchino con la testa. Lei sorrise debolmente a questo. Luso del linguaggio di Kever, il suo parlare ricercato, già lo faceva apparire come se fosse uscito fuori da un film depoca. I suoi capelli strani ed anacronistici aiutavano limmagine, allo stesso modo.
Ma ancora, qualcosa del modo in cui lui guidò entrambi, la fece sentire insicura . Il controllo era il controllo, che sia subdolo o morbido o
" Va bene, " lei disse. Era curiosa in un modo a cui non riusciva a dare un nome. Luomo dietro al bancone stava versando del latte dentro la tazza per lei e maneggiando in modo maldestro un'altra da riempire dallo scaffale
" Le prenderò io, Miss ? " Kever sollevò un sopracciglio bianco.
Scully sentì le guance cominciare ad arrossire, anche se non era certo attrazione, ma quella sgradevole sensazione di disagio nel realizzare che qualcuno poteva volere qualcosa che lei non voleva affatto dare.
" Dana. " disse. " il mio nome è Dana. "
Lui piegò di lato la testa. " Allora Dana. Non abbiamo bisogno di aspettare entrambi." Ed indicò ancora il separè.
" Scusi, " lui disse, preoccupandosi, come si mise a sedere. Lei poteva ancora vedere dove lunghia aveva toccato la pellicina della cioccolata. " Sono orrende per tutto tranne quello per cui sono fatte. Ne prenderò unaltra , se vuole. "
" No, " lei disse rapidamente, avvicinandosi la tazza. " No va bene, veramente. "
Lui scivolò nella panca senza emettere un solo suono ed afferrò la sua tazza, guardandola, mentre prendeva un sorso. Lei lo imitò, ed io loro occhi si incontrarono sopra il bordo delle tazze. Lei si rese conto che con quella luce, i suoi occhi sembravano quasi neri.
" Si sta dirigendo a Boise, Sig. Kever?" lei chiese, ingoiando. Si domandava quanto ci avrebbe messo a finire la bevanda, così che potesse andarsene via. Lo spazio dietro la porta della sua cabina letto le sembrava particolarmente invitante, in quel momento.
" In parte, " lui disse. " Non è la mia destinazione finale, ma viaggerò su questo treno fino a lì, si. " Mise giù la tazza. " E lei?"
" Boise. Abbiamo familiari lì ."
" Abbiamo?"
Cera qualcosa nella sua voce che suonava divertito?
Scully si schiarì la gola. " Si, io ed un mio amico stiamo viaggiando insieme. "
" Un amico maschio? " (E che maschio!!! Iris che non si trattiene!) I suoi occhi neri stavano scintillando, pioggia nellolio nero. Lei decise in un istante che non le piaceva il suo sorriso.
" Si, " disse, evitando di essere scortese, ma non ci riuscì.
Kever rise sommessamente, poi livellò il suo sguardo, rimanentdo immobile " Oh, Dana, " disse quietamente. " Dormire con quelluomo su di un treno. Cosa diavolo direbbe suo padre? "
Questo è quanto. Lei mise via la tazza.
" Mio padre è morto, " disse, in modo quieto ma arrabbiato.
" E una fortuna, " disse Kever, senza vedere o capire la sua rabbia. Il suo sorriso mostrava i denti bianchi "Per lei e per lui. "
Lei era furiosa, ma qualcosa delle sue parole la face stare vagamente male.
" Sig. Kever, " disse, inorridita, i palmi sul tavolo, i suoi occhi fissando le profondità di quelli neri delluomo. "La ringrazio per la cioccolata e per la piacevole conversazione, e le faccio i migliori auguri per il resto del suo viaggio. "
Si alzò e, senza guardarsi indietro, attraversò il vagone e ne uscì dalla porta comunicante che la conduceva ai vagoni letto, di dietro.
**
" Si torna al lavoro, " disse lo strano uomo amabilmente. " Per ognuno di noi, a quanto sembra."
**
3:35 a.m.
" Signori, " disse Kever, tirandosi sù e mostrando la sua imponente figura (tranne che per Fellix). Murphy, Hicks e Roarson erano in piedi, un po più in giù , lungo il corridoio, in caso ci fossero stati problemi con le cabine 19, 20 e 21. Tutti annuirono e Kever bussò.
Niente. Bussò ancora. Nessun movimento e nessun suono.
" Oh, per lamor del cielo," disse Kever fra i denti. Bussò ancora, più forte , questa volta, e chiamò un nome " Maggiore Warren" nellintelaiatura della porta.
" Andiamo, Maggiore, " disse. Potè sentire qualcuno muoversi allinterno della cabina; poi di nuovo nulla. Una faccia contro la porta , un orecchio che ascoltava vicino la fessura della porta. " So che è lì e che è sveglio , e che anche il tenente Harris e Boston sono lì con lei. Può risparmiarsi tutte le difficoltà ed aprire la porta. "
La porta si aprì di lato, parzialmente, rivelando la faccia di un uomo dai capelli sale e pepe. Indossava una maglia a collo alta nera e sudava. Le sue sopracciglia erano aggrottate profondamente, la sua mascella tesa, il corpo in allerta. La mano sinistra stava sulla porta e la destra fuori dal campo visivo.
" Chi diavolo è lei?" sputò, sebbene sembrasse quieto.
" Sono venuto per le sue chiavi, Maggiore. " Kever non si mosse, mentre parlava. Le sue mani erano unite sul davanti allaltezza della vita.
Gli occhi delluomo sembrarono uscire dalle orbite, ma poi ristabilì la sua rigida maschera di allerta sul suo viso. " Ha sbagliato cabina, Signore, " disse, cercando di far scorrere la porta per richiederla.
La mano di Fellix comparve allimprovviso, le sue dita spesse trattennero la porta. Luomo si girò a guardare il proprietario della mano, spalancando la bocca, sorpreso, come il suo sguardo saliva su e ancora su.
Kever sospirò. " Le sue chiavi, Maggiore. "
" Io non sono un maggiore. Non so di cosa diavolo stia parlando."
Kever abbassò lo sguardo, schiarendosi la gola. " Lei è il Maggiore William Warren della Divisione U.S. Corpo Segreto Armato (non conosco la divisione U.S. Army Intelligences Weapons Division). Dietro la porta con le loro armi spianate, come la sua, scommetto ci sono il tenente Martin Harris e Theodore Bolton. Lei è stato assegnato a trasportare un carico piuttosto grosso ed ingombrante, un virus biologico , nome in codice " Mercury" dal governo degli Stati Uniti. Questo le fa suonare qualche campanello, signore?"
Warren lo fissò.
" Le chiavi sono su un veicolo sportivo di servizio pubblico color blu scuro che lArma usa per trasportare il virus fino ad una laboratorio attrezzato nel nord Indaho, una pratica comune per la divisione per muovere armi o ricerche biologiche in piena vista su treni passeggeri, motrici con rimorchio e pullman passeggeri per evitare di destare sospetti su queste armi altamente pericolose e eticamente discutibili. Perfino i due agenti dellFBI non sono stati in grado di trovarli. Lei è stato veramente attento e bravo."
" Se lei sa così tanto su quello di cui sta parlando, " provò Warren, " a cosa le servono le mie chiavi? "
Kever sorrise "Ogni tentativo di aprire il veicolo o metterlo in moto senza un singolo set di chiavi che è in suo possesso, attiverebbe allistante un allarme silenzioso che metterebbe in allerta il Pentagono, mettendo in moto una operazione di sicurezza nazionale che coinvolgerebbe le Forze Armate Speciali. Quindi, sarebbe molto più semplice, Maggiore,se lei mi desse semplicemente le chiavi.
" Maggiore, evitiamo che questo diventi più spiacevole di quanto ci sia bisogno. Le chiavi. " Kever porse la mano.
" Si fotta, " disse Warren, e cominciò a muoversi. Niente di più di una contrazione del dito della mano sinistra.
E questo fu tutto quello che riuscì a fare, o che avrebbe mai fatto ancora , come Fellix entrò in azione.
*****
" Dio, " sospirò, mentre si stringeva ancora la pancia, il dolore dellultima fitta tagliente ancora la avvolgeva.
" Signora? Sta bene, signora?"
" Si, " disse, spostando la mano, sebbene il dolore non se nera ancora andato completamente. " Sto bene, grazie. " Lei lo disse così di corsa con lintenzione di allontanare lo sconosciuto. Ne aveva avuto abbastanza di gente estranea in un solo giorno.
" Lei ha laspetto di una che non sta affatto bene, " disse luomo, per niente scoraggiato. " Mi stavo solo domandando se cè qualcosa che io possa fare per aiutarla. "
Lei scosse la testa. " No, niente. " chiuse gli occhi, sperando che lui avrebbe colto il suggerimento e lasciato stare.
Invece, lei sentì il sedile accanto al suo, quello con il vassoio che avrebbe impedito a chiunque se non Mulder di sedersi, cigolare, ed il vassoio spostarsi. Aprì gli occhi per trovarlo seduto lì, con il vassoio in grembo.
" Bene, se non le dispiace, signora, potrei sedermi qui per un pò e guardare il cielo, visto che non ci sono altri posti a sedere liberi, per il momento. "
Scully voleva essere irritata, ma quando diede un aveloce occhiata al locale, notò che lui aveva ragione.
Lui rise. " Non mi crede, huh? " disse . " Lei, una donna di fede. "
" La sua croce, " disse. " mi stavo riferendo alla sua croce. "
Scully portò la mano sulla catenina di istinto. " Oh," disse, e sorrise, ridendo per il sollievo. " Naturalmente. " Si sporse per prendere il vassoio e metterlo nel suo grembo, sperando di riuscire a calmarsi.
Solo perchè Kever era stato sgradevole non significava che era il rappresentate tipo di tutti i viaggiatori di quel treno
Luomo porse la sua mano. " Il mio nome è Zekial Ambrose Blue, signora, " disse. " Ma i miei amici mi chiamo semplicemente Blue. " Sorrise, mostrandole qualche dente doro. Lei gli prese la mano e gli disse semplicemente il suo primo nome.
" Lei è con la banda, " aggiunse. " e suona il trombone. "
Blue annuì. " Trombone, tromba, trombetta, tuba in qualunque modo lei lo chiami, io posso suonarlo, se ha un corno, signora. " lui le si avvicinò in modo cospiratorio. " Non lo dica a nessuno, ma posso suonare anche un corno francese. Non potrei dirlo, lo sa, perché un corno francese non è esattamente adatto alla *musica blues* ." lui ammiccò, e Scully sbuffò in una debole risata, portando la mano ancora sulla sua cintura.
Blue notò il gesto. " Pensa di aver mangiato qualcosa che le ha fatto male, signora? " disse gentilmente, senza usare il suo nome.
Lei scosse la testa. " sto bene, " disse rapidamente. " Non è niente, ne sono sicura. " guardò la custodia che luomo aveva messo vicino alle ginocchia quando si era seduto. " quello cosè?"
Blue guardò in giù, alla custodia, un sorriso stanco sul viso.
" Oh, quella è la mia cornetta dargento. " toccò la custodia, la parte esterna doveva avere un rivestimento originariamente bianco, ormai diventato scuro.
" Cornetta?"
" Si, come una trombetta per bambini, " disse " piuttosto piccola e piena. "
Il dolore alla pancia stava ricominciando e lei potè sentire il suo viso avvampare e bagnarsi di sudore.
" Ha un suono speciale?" venne fuori meno normale di quanto lei aveva sperato.
" Oh, si signora, " disse gentilmente Blue. " ha un suono veramente speciale. E per questo che la tengo con me per tutto il tempo. "
Lei sobbalzò, portando la mano a pugno per poi spingerlo in basso. Un piccolo lamento le sfuggì dalle labbra.
" Signora, dovè luomo dai capelli scuri e gli occhi intriganti che è sempre con lei? " chiese, avvicinandosi e mettendole una mano sulla spalla.
Mulder era, in effetti, nel vagone bagagli, esaminando alcune casse che loro avevano visto caricare la notte prima. Lui laveva lasciata nel vagone panoramico quando si era svegliata tardi, sentendosi molto male, lasciando stare la sua ricerca. Avevano deciso , quando si erano alzati quella mattina, che il viaggio era stato una falsa pista e che avrebbero semplicemente terminato la corsa.
" Se lei potesse aiutarmi a tornare indietro al vagone letto, signor Blue, " disse Scully, mettendo a terra il vassoio così che lei potesse alzarsi.
" Soltanto Blue, signora. " lui la corresse, alzandosi insieme a lei e prendendola per il braccio.
" Okay, Blue, " lei disse. " Io sono nel secondo vagone letto. "
Lui annuì. "Laiuterò ad arrivare lì, signora, " disse, prendendo la custodia che conteneva la sua cornetta dargento con la sinistra ,e sostenendo lei con la sua mano destra.
" E mi chiamo Dana, Blue, "stavolta lo corresse lei. " soltanto Dana. " sorrise, nonostante il dolore, ma i suoi occhi erano caparbi.
Luomo restituì il sorriso. " Va bene, Dana. Venga con me e la riporterò indietro. "
*****
" Io sto bene "
Se Mulder lavesse sentita dire questa frase unaltra volta, pensava si sarebbe messo ad urlare.
" Scully, tu non stai bene, " disse, la sua pazienza si stava assottigliando e spezzando in due.
" Signor Mulder, " lui aveva detto, sorprendendo Mulder con luso del suo nome. " Questo è il suo nome, giusto?"
Mulder annuì. " Si. Si, sono io. Dovè.."
" Dana è al vagone letto, " disse Trombone Man. La sua faccia si accigliò. " lho portata indietro io un po di tempo fa e lei mi ha detto di venire qui ed aspettare lei per dirle dovera andata. "
" Grazie, " rispose Mulder rapidamente e si giro per andarsene quando LUomo Trombone gli afferrò il braccio.
" Lei non ha molto tempo, " disse. " Ora corra. "
" Vedi? " lei sussurrò, respirando faticosamente . " Io sto bene solo solo dammi un pò dacqua e starò bene "
Lui spostò lasciugamano e mise la mano sulla sua fronte, trovandola bollente. Imprecò fra i denti e si mise a sedere, ancora con i suoi jeans indosso, e cominciò a rimboccare la coperta per bene, intorno a lei.
" Scully, " cominciò a dire, prendendo la sua maglietta. " sto andando a cercare il conducente per dirgli di chiamare il macchinista per fargli fermare il treno alla stazione più vicina , e che tu hai bisogno di ambulanza che ci aspetterà lì. " si infilò il maglione a collo alto dalla testa con un tale strattone quasi da strapparlo , nella fretta.
" Mulder, no " lei provò, ma stava tenendo le coperte strette a pugno. " in questo modo attirerai troppo attenzione su di noi.."
" Aw, diavolo,Scully, non cè niente qui, " disse Mulder, alzandosi ed infilandosi le scarpe da tennis ai piedi. " abbiamo controllato tutto almeno una decina di volte, su questa treno. " Finì di mettersi le scarpe e si girò di nuovo a ricoprirla ancora bene con le coperte, dandole un soffice bacio sulla guancia bollente.
" Sto andando a fargli fermare il treno, " disse dolcemente " lascerò la porta aperta , mentre vado alla fine del vagone, così che possa sentirti se mi chiami. " le diede un piccolo bacio appena sopra le palpebre chiuse, solo un soffio. " torno subito. "
" Hey, " lui disse, girandosi per affrontare il conducente, " Ho bisogno che lei "
" Gesù " sospirò Mulder, prendendo il telefono per le emergenze accanto a dove doveva essere la televisione. Lo sollevò e sentì la linea libera allorecchio.
" Macchinista!" chiamò. " macchinista, può sentirmi?"
Ci fu una pausa, poi:
" La sento, Signor Mulder, " una voce disse piacevolmente, sebbene Mulder non riusciva a riconoscerla.
" Lei chi diavolo è ? " cominciò Mulder. Qualcosa in quella voce lo fece sbiancare.
La voce continuò. " Questo non ha importanza. Non più. E prima che lei lo chieda .no, non ho intenzione di fermare questo treno. "
*****
FINE DEL CAPITOLO DUE . CONTINUA NEL CAPITOLO TRE.