"Dimmi perchè sei qui," disse quietamente, la sua voce ferma.
"Per favore."
Blue non disse nulla. Non si mosse per un lungo momento, non battè neanche gli occhi. Poi il suo sguardo si posò sulla cassa, e di nuovo su di lei.
"Se interpreto il testo correttamente," cominciò. "Tu sei... l'angelo... inviato per suonare la tromba che segnala la fine del mondo. Il giorno del giudizio."
Blu sorrise debolmente. "Alcune persone credono questo," disse. "Si, signora."
"C'è qualche ruolo che si suppone debba avere in questo?" Scully poteva avvertire il suo impallidire mentre le parole lasciavano la sua bocca.
Blue annuì. Il sorriso sparì. "Si, signora."
Scully aspettò, sperando che la risposta alla domanda successiva si affacciasse spontaneamente, o che Blue gliela rivelasse volontariamente. Ma il fatto che lui non gliela avesse detta fino a quel momento, era la dimostrazione che lui non voleva - o non poteva? - dirgliela.
"Che parte ho?" La sua bocca era diventata arida.
Blue si rigirò fra le mani il bordo un altro paio di volte, studiandolo. "E' qualcosa in più... che parte tu potresti avere, Dana?"
Scully inghiottì. "E da quale lato?" chiese, la sua voce era diventata un roco respiro.
"Non sono sicuro di quello che intendi," disse, non distogliendo lo sguardo dal suo cappello.
"Da quale lato sono? Devo prevenire quello che sta per accadere, o essere sicura che accada?" Si sentì gli occhi umidi.
Non voleva credere a nulla di tutto questo, le sue bizzarre implicazioni.
"Quello, Miss Dana, dipende da te," Blue disse, sollevando nuovamente lo sguardo.
"Tu e il Signor Mulder, e la scelta che entrambi farete questa notte."
In quel momento giunsero le lacrime, nate non dalla disperazione ma dalla frustrazione, da qualcosa simile alla rabbia. "Perchè questo deve dipendere da noi?"
"Il signor Mulder è colui che ha portato il diavolo in questo, signora," disse Blue, cercando di assumere un tono gentile. "A causa di qualcosa che ha visto tempo fa, un ragazzo che è stato preso in trappola da qualcosa di infernale che ha spostato il suo sguardo sul signor Mulder e ha continuato a guardarlo, guardarlo in maniera ossessiva." Strinse il bordo del suo cappello, la stoffa si arricciò nella presa. "E una ragione per cui ha aspettato così duramente è lei e qualcosa che lei ha visto prima, la stessa cosa che lei ha visto stanotte e che l'ha cambiata, ha fatto si che lui non potesse affrontarla direttamente, e questo gli ha messo paura."
La mente di Scully cominciò a correre velocemente, ricordi l'affollavano. Il parcheggio dove si era piegata, la voce di Mulder nel cellulare al suo orecchio e l'angelo davanti a lei, il Serafino.
"Che cosa le ha detto?" Chiese Blue. "Ricorda cosa le disse padre McCue?"
"Dana, abbiamo poco tempo," disse con fermezza. "Ricordi cosa ti disse?"
Spostò la mano abbastanza da poter parlare. "Disse che guardare un Serafino in tutta la sua gloria... significava dare l'anima di qualcuno al paradiso." Come poteva dimenticare?
Blue annuì. "Si," disse in un sussurro.
"Ma è solo una storia," insistette. "E' solo una storia in un libro che la Chiesa non ha nemmeno riconosciuto come vera!"
Blue sorrise tristemente. "Storie come quella sono divertenti, signora," disse. "Qualche volta sono quelle talmente strane che sembra difficile credere in esse a contenere la maggior parte della verità. Le persone hanno una visione strana della verità. Pensano che sia facile riconoscere ciò che è vero, e signora, le cose difficilmente stanno così."
Scully annuì, e Blue andò avanti, la sua voce si alzò e i suoi occhi si illuminarono con una luce interna.
"E se ci pensa, signora, il modo più sicuro per superare la paura di qualcosa che non si capisce è dire a se stessi che quale che sia la storia che si sta cercando di dire non è reale e che, ad ogni modo, non ha importanza!"
Scully inghiottì e annuì di nuovo. "Si," disse lievemente.
"Spesso è quella la strada."
Blue si chinò in avanti e le toccò la mano. "Dana, tu hai visto il mio viso," sussurrò. "Il mio viso *reale*. Ora credi in ciò che hai visto con i tuoi occhi? Vuoi crederci?"
Lei non voleva, no. Come Blue aveva detto, una storia potrebbe essere troppo vera, così vera da spaventarla. E lei aveva molta paura.
"Si," disse.
Blue sorrise di nuovo, abbastanza da toccargli anche gli occhi.
"Come possiamo combattere quest'uomo?" Chiese debolmente. "Che cosa dovrei fare?"
Blue si alzò e si sedette accanto a lei sul letto, muovendosi lentamente, la sua mano si allungò per prendere quella di Scully. Era callosa e calda come quella di un uomo anziano.
"La prima cosa che deve fare, signora, è credere che non è un uomo," disse. "Non c'è nulla di umano in lui, eccetto l'involucro di pelle che ha sopra, e neanche uno dei migliori."
"Va bene," disse. "Ora dimmi che cosa mi ha fatto. Dimmi come mi ha reso così malata, e perchè."
Blue le strinse la mano. "Dana, lui ha notato il signor Mulder tempo fa e questo ha reso il signor Mulder vulnerabile di fronte a lui, qualcuno da controllare, un giocattolo per lui da tenere da parte per giocare dopo. Ma ciò che tu hai visto... bene, tu hai ceduto qualcosa quando mi hai guardato, hai guardato il mio vero volto. Quando hai dato questo, hai anche ricevuto qualcosa dentro di te, qualcosa che lui non può guardare ora con il suo vero volto. Doveva trovare un modo per toccarti con ciò che egli è, mettere una parte di lui in te per attenuare quella luce, e lo ha fatto."
Scully ricordò la notte nel vagone ristorante, il cacao che aveva portato, una lunga unghia immerso in esso, le sue scuse troppo educate e l'offerta di rimpiazzare la tazza. Era così ansiosa di fuggire dalla sua sconvolgente presenza, che aveva rifiutato invece e l'aveva bevuto...
"Ma tu... mi hai curato?" chiese, indicando con il capo la tasca della giacca dove la bottiglietta era stata riposta.
"In un certo senso," Blue disse quietamente. "Ti ho aiutata a rigettare quello che lui aveva messo dentro di te. Questo è tutto."
I suoi occhi si inumidirono. "Puoi aiutare Mulder?" sussurrò. Era diventato molto scuro, e aveva difficoltà a distinguere i lineamenti del volto di Blue. "Ti prego."
"Il signor Mulder non ha bisogno del mio aiuto, signora," disse, e Scully poteva sentire un che di tenero nella sua voce. "Una delle ragioni per cui Kever si è fissato con lui era perchè sapeva che Mulder era una sfida per lui, e a lui non piacciono le sfide quanto lo spaventano. Il signor Mulder può gestire Kever da solo per il momento."
"Ma come?" Chiese Scully. Il pensiero di Mulder da solo con Kever, con ciò che lui era...
Blue andò avanti. "In parte perchè crede in tante cose così facilmente, e in parte perchè non crede totalmente in nulla eccetto una cosa. Credere facilmente lo spingerà a fermare Kever, a credere che ciò che Kever gli ha detto circa ciò che è su questo treno è vero abbastanza da tentare di impedirlo; non credere completamente non lo tratterrà dal credere che Kever ha il potere di sconfiggerlo come sta tentando di fare, e questo lo terrà al sicuro per il momento."
Scully pensò per un attimo a quello che Blue le aveva detto, comprendendo.
"Sono l'unica, vero?" Sussurrò mestamente. "L'unica persona in cui lui crede."
Blue annuì nell'oscurità, il profilo della sua testa ondeggiò una volta. "Si, signora, lo è. E Kever ha detto a Mulder che ti ha uccisa, ma Mulder sa che è una bugia. Lui sa che Kever ha paura di te, e di lui."
"Perchè?" Chiese. "Perchè è spaventato? Quando tu sei qui e puoi fermare tutto questo senza di noi. Perchè non lo fermi?"
Blue scosse il capo. "Gli uomini hanno messo in moto questo, e gli uomini sono i soli che possono fermarlo. Gli uomini sono disposti a sacrificarsi per ciò in cui credono, per ciò che essi ritengono giusto."
Guardò Scully per un cenno, la sua espressione tenera.
"Voi potete impedire ciò che sta per accadere," mormorò. "Voi due. Perchè il signor Mulder crede in te e nel suo mondo, crede di poterlo salvare, e che può salvare te. E tu credi in me, e nel signor Mulder."
Scully lo guardò mentre passavano accanto ad un fascio di luce, fissandolo negli occhi nella luce intermittente. Rimase calma e quieta per un lungo momento, quieta come una tomba.
"Come?" sussurrò.
Blue guardò fuori dalla finestra, come se vedesse qualcosa in lontananza. "Il treno si sta dirigendo su ponte che attraversa lo Snake River. Il ponte non reggerà e il treno cadrà."
Gli occhi di Scully si allargarono, ma lei non disse nulla.
"Lei può trattenere Kever nella carrozza anteriore dove si trova e dare al signor Mulder il tempo di raggiungere il vagone, quello che trasporta quella cosa che avete fatto. Se lei intrattiene Kever, il signor Mulder sarà in grado di guidarlo lontano dall'acqua, perchè se tocca quell'acqua..." Blue guardò la scatola del corno, e le strinse la mano di nuovo.
"Ma tutte le persone sul treno... ed io. Moriremo," disse, quasi stordita.
Blue si rosicchiò il labbro. "Bene, signora," disse in modo gentile. "Le cose preziose... costano molto. Lo sono sempre. E lo saranno sempre." Allungò una mano e le toccò il mento lì dove si era posato quando lei aveva abbassato lo sguardo. "Cerchi di non pensarci troppo adesso," sussurrò, e lei alzò nuovamente gli occhi.
Alla fine, Scully annuì, emanando un sospiro tremante. Quindi parlò.
"Dimmi che cosa devo fare."
****
Ronald Royce era sempre stato orgoglioso di se stesso per
essere un uomo di azione, anche se sua moglie Becky aveva sempre trovato da ridire su
questo.
"Siamo seduti qui da cinque giorni," sussurrò Royce aspramente, gli scagnozzi con la pistola nelle aree tra i vagoni, circondandoli come cani in gabbia. "E per tutto il tempo ho detto che siamo sufficienti per caricare questi figli di puttana, prendendoli di sorpresa e riappropiandoci di questo posto."
"Fin dove vuoi arrivare in questa corsa?" disse un uomo anziano, vicino ai 60, parlando lentamente e guardandolo con durezza. "Immagino che quei tipi con la pistola possano fare parecchi danni a quelli che sono davanti. Vuoi essere uno di quelli?"
Due giorni prima, Royce avrebbe detto di no. Anche ieri avrebbe dovuto pensarci. Ma oggi? Non ne aveva idea.
"Preferisco morire come un uomo sui miei piedi che essere sparato qui in un vagone ristorante con un gruppo di femminucce che non riescono ad assumere una posizione," disse, guardandolo con occhi furiosi, ma l'uomo più anziano sorrise solamente.
"Femminucce, uh?" chiese l'uomo. "Mr. Royce, non sono io quello seduto qui con cuccioli e anatre sul mio culo."
Royce iniziò ad alzarsi, la mascella contratta, accigliato, quando uno degli altri uomini, uno giovane chiamato Clark, gli afferrò le spalle e lo tenne seduto.
"Andiamo, voi due," disse Clark fermamente ma tranquillamente. "Non abbiamo il lusso di litigare fra di noi. Abbiamo attraversato l'Idaho, e sappiamo tutti a questo punto che loro non hanno nessuna intenzione di lasciarci uscire da questo treno vivi."
Questo ammorbidì Royce, e l'uomo più anziano guardò in basso, lasciando andare un pesante respiro.
"Qual è il suo piano, signor Royce?" Chiese Clark.
"Tu ed io, Clark," disse con convinzione. "So il modo per farli arrabbiare e confondere."
****
"Signorina Dana," sussurrò, e Scully venne avanti da dove era, all'ombra, la maglia di Mulder gigante per lei, una V di pelle bianca che si mostrava dal suo collo aperto. La sua croce era lì, cogliendo la luce dallo scompartimento dove i tirapiedi si erano voltati, sfoderando le loro pistole.
"Che cazzo sta succedendo qui?" Uno degli uomini ringhiò ad un altro.
"Oh, Gesù," rispose l'altro uomo, oltrepassandolo. "Sembra che finalmente ci sia un pò di movimento."
Blue poteva sentirlo, cose che cadevano, un uomo che insultava un altro uomo, grida, un tumulto di suoni.
"Muoviamoci!" disse il primo uomo, e due di loro entrarono velocemente, gridando di mettersi a terra mentre irrompevano attraverso la porta e nel frastuono che c'era al di là.
"VAI!"
Blue sentì qualcuno gridare dal vagone ristorante, e poi un improvviso rumore di spari, urla, e il suono di corpi che cadevano su altri corpi.
"Avanti!" Disse Blue, facendo un passo nel corridoio e invitando Scully a venire avanti. "Non abbiamo molto tempo prima di raggiungere il fiume. Deve muoversi velocemente."
"Andiamo," disse di nuovo. "Ti farò passare."
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END OF CHAPTER SIX. CONTINUED IN CHAPTER SEVEN.