Silver Cornet - Epilogo
- TRE SETTIMANE PIU TARDI
- DA QUALCHE PARTE IN MONTANA
- BASE MILITARE SCONOSCIUTA
- 8:34 a.m.
- Scully, ancora dallaspetto pallido, si strinse intorno a sè
il lungo cappotto nero ancora più saldamente, nel retro del furgone bianco, le mani
strette a pugni dentro le tasche, mentre guardava fuori, alla scura struttura che si
estendeva attraverso il parabrezza, lalto recinto elettronico brillava.
- Walter Skinner stava seduto accanto a lei, la mascella tesa come
lacciaio. Era vestito del suo solito abito blue ed il trench, troppo leggero per
linzio dellinverno sulle montagne. Il conducente ci aveva visto bene un
parka verde militare, trapuntato e con il cappuccio. Non potevano esserci più di 5 gradi
lì, del vapore usciva fuori dalla macchina che li conduceva alla base.
" Sta bene? " le disse Skinner accanto a
lei. Anche se era preoccupato, venne fuori nel suo solito tono secco, detto fra i denti
ben serrati.
"Si, " lei rispose automaticamente.
Glielo avevano chiesto per giorni. I dottori. Sua madre. Skinner. " Sto bene,
Signore. "
- Skinner annuì come la macchina che li precedeva si dirigeva
lentamente al cancello. Scully guardava con un certo interesse mentre si svolgeva una
lunga conversazione tra il conducente della macchina e le guardie armate, che finalmente
si ritirarono indietro ed aprirono il pesante cancello di metallo. Cominciarono a fare
cenno a loro di passare , la macchina ed il furgone in cui viaggiava lei; le guardie la
guardarono, mentre passava.
- Non un posto dove vengono spesso gli estranei, lei suppose, ed
aveva ragione.
- Girarono intorno al campo, passando costruzione dopo costruzione,
tutte dallaspetto di magazzini dipindi di nero. Cerano alloggi sparsi, ma
molte delle costruzioni erano alte e senza finestre, sorvegliate da guardie armate e
cancelli.
- Finalmente si fermarono difronte ad una delle costruzioni, e il
conducente uscì fuori, facendo scorrere di lato la porta e offrendo la sua mano per
aiutare a scendere Scully. Lei non la prese, ma invece scese cautamente da sola. Skinner
la seguì.
"Se vuole seguirmi , signora, " il
conducente disse cordialmente, ma il suo tono era autoritario. A questo punto non era una
scelta.
- Scully annuì e Skinner la seguì da dietro, la scortò attraverso
i cancelli e le guardie, fino ad una costruzione insolitamente sterile, con gli interni
bianchi,dove si fermarono.
- Skinner aveva dovuto usare tutti i suoi legami e conoscenze per
condurli fino a lì . Un estraneo che penetrava in uno dei più segreti posti militari era
una cosa veramente rara.
- Ma poichè cera già un estraneo dentro questa base , le due
persone che volevano raggiungerlo, una finchè lui non ne usciva, bene
loro sapevano
tutto delle cose strane che il singolo abitante aveva fatto, ad ogni modo.
- Almeno questa era la tattica che Skinner aveva usato con la C.I.A.,
e la C.I.A., che stava già annaspando per la grossa gaffe dellIntelligence delle
forze armate, aveva pesuaso i militari a vederla in questo modo.
- Raggiunsero larea dove dovettero passare ancora attraverso
due porte a tenuta stagna , una che si apriva con una tessera che il conducente portava
legata al collo. Una volta entrati da questa, Scully, tutta vestita di nero, entrò in
quel mondo tutto bianco, si fermò e restò a guardare, e Skinner fece lo stesso.
- Lì, sul lato opposto della stanza, dietro un enorme parete di
plexi-glass che andava dal pavimento al soffitto, cera Mulder. Stava in piedi,
vestito di pantaloni e maglietta verde, dei fili attaccati ai monitor scendevano dagli
orli del vestiario fino a terra.
- E lui stava guardando lei, la mano contro il vetro. La guardava con
occhi pieni di affetto, quel sorriso di traverso che sembrava sia triste che sollevato,
sul suo viso.
- Lei gli restituì lo stesso sorriso.
" Io rimarrò dietro, " disse
gentilmente Skinner, e rimase vicino alla porta, toccando la schiena di Scully per
spingerla ad avanzare. Lei lentamente chiuse la distanza, finchè non si trovò davanti al
vetro.
" Ciao" lui disse, e lei potè sentire
la sua voce attraverso gli speakers messi in cima alla parete di vetro. La guardò, le
mani strette e distese ai suoi fianchi.
Anche lei lo guardò. Sul suo viso cerano
ancora ferite, rosse per le scottature. Cera una ustione che sembrava di secondo
grado, sulla sua guancia. Una mano era bendata e lui sembrava esile e pallido nei suoi
vestiti da paziente. Aveva bisogno di radersi, anche, e questo gli dava unaspetto
ancora più disfatto, sparuto.
" Ciao," lei rispose , e dovette
guardare in basso per tenere il tono della sua voce neutrale. Cerano così tanti
occhi su di loro, e lei lo sapeva. Tante cose che voleva dire
Quello che disse fu : " Hanno detto che non
stai mostrando nessun segno di contaminazione."
" Si, " lui rispose, guardando in su,
alla telecamera puntata verso di lui.
" Dicono che lo sapranno con certezza fra
altre tre settimane. " Era esasperante, come stessero parlando del tempo.
Era inutile parlare di queste cose. Lei sapeva che
glielo avevano già detto, e dal suo aspetto, altre tre settimane sarebbero state
uneternità. Il letto dietro di lui era disfatto, libri sparsi sul tavolo bianco che
si estendeva sopra il letto da ospedale.
" Ci sono tante cose che vorrei
dirti
" lei disse teneramente. " Così tanto da dire su quello che è
successo, quello che hai fatto tu, e quello che ho fatto io, e
"
" Non qui, " disse lui, vedendola
combattere con le parole. Annuì ancora verso la telecamera . " Più tardi, okay?
"
Lei guardò in su, annuì, gli occhi lucidi , per
le lacrime che cercava di trattenere.
" Scully, " disse Mulder dolcemente, le
parole come una carezza, e portò la sua mano sul vetro, vicino al viso di lei. Mise
laltra dallaltro lato, come se volesse abbracciarla. (afferrarla , chiuderla
nella sua presa)
" Io so cosa ti ha salvato, " continuò.
" Cosa? " lei sussurrò, guardandolo
dritto negli occhi. Aveva laspetto così stanco
" E qualcosa che ti ho detto molto
tempo fa, qualcosa che tu hai detto a me." Disse. "che tu hai sempre avuto la
forza delle tue convinzioni."
Lei gli sorrise di rimando, gli occhi due pozze,
tirò fuori le mani dalle tasche, lentamente, e le appoggiò sul vetro che li separava,
sentendo il calore che veniva da lui, attraverso di esso, toccando le sue mani con il
calore delle sue.
" Anche tu, Mulder, " lei rispose.
" Anche tu. "
- Lui fece ancora quel sorriso di traverso, il suo sguardo andava
dagli occhi alle labbra di lei.
- Lei piegò le dita, volendo fortemente toccarlo, frustrata per
questo ultimo , sottile muro che li separava, lultimo che lei voleva disperatamente
oltrepassare.
- Ma ora loro avevano il tempo per dire e fare tutto quello che
desideravano, lei pensò. Tutti loro lavevano.
- Tutto il tempo del mondo da vivere.
****
FINE
- NOTE DELLAUTRICE ( BONETREE) Molti, molti
ringraziamenti, come sempre, alle mie beta di lunga data e sofferenza Dani, Shari,
e Revely. Inoltre, per questa volta, grazie a Nancy e Sue per avermi tenuto compagnia
attraverso la scrittura dei pezzi, e per i consigli e commenti formali ed informali dati
per tutto il tempo. Il loro entusiamo e supporto sono stati più apprezzati di quanto
riesca a dire.
- Questa storia è dedicata a Sue per gli anni di amicizia e supporto
dato a me e al mio lavoro, che si tratti di fanfic o non-fanfic.
- Grazie per aver letto. :o)
- Bone
- bonetree@gmail.com
August 2005
- NOTA IRIS: Amo profondamente Bone, il suo talento,
il suo modo tutto particolare di descrivere così perfettamente Mulder e Scully, di
raccontare storie così belle ed avvincenti, che non fanno altro che accrescere la
bellezza e lo spessore dei caratteri di questi meravigliosi protagonisti, e non solo
M&S, ma anche gli altri creati da lei. Amo il suo modo di scrivere, che mi fa
"vivere" intensamente, con "gli occhi della mente " la fanfic, come
fosse un film. Amo addirittura il suo modo di "mettere paura" perché conosce
bene la serie ed il suo genio creatore , CC, che dichiarava " X-Files deve mettere
paura.." , lei sa riuscirci benissimo, non trovate? Se non ne siete state convinte
con THE MERCY SEAT lo sarete state con Silver Cornet ? io credo di si. Se THE CALUSARI è
entrata nelle vostre menti e cuori, come ALL SOULS avrete sicuramente apprezzato
lidea ed il collegamento, o ..almeno io si. Amo il suo modo di "tessere le
file" , di dare a tutto un senso
come dire
"non ti distrarre mentre
leggi, è fra le righe che avrai le risposte, prima di arrivare allo splendido
finale".
- Mi è stato chiesto
"la traduci?" poi
"che
ne dici se lo facciamo insieme?" . Il mio tempo era poco , ma la voglia tanta per
"regalare" questaltro , per me, capolavoro a tutte le persone che
apprezzano Bone e amano le fanfic, oltre che M&S. E di certo tradurre insieme ad una
amica è stato non solo divertente ma
unesperienza assolutamente da fare! Era
già capitato, ma
insieme ad altri con COL ; questa volta è stato un balletto a due,
lento, lungo, ma divertente! Un grosso bacio al mio e ns TOTEM e cara amica LEZAR. Un
ringraziamento alla mia correttrice di bozze Angelita (serve, eccome se serve! Tu che ci
sei dentro, alla traduzione, non ti accorgi se rende bene e scorre litaliano e
volendo rendere onore allautrice è importante!); anche perché
se non ti
godi le fanfic con le amiche , godi solo a metà!! JJJJ E grazie infinite a Bone, come
sempre, per
AVERMI FATTO SOGNARE, ANCORA!
- IRIS (agjwgi@tin.it)
Aprile 2006