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by Foxsong
(5/29/99)
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Disclaimer: i personaggi di Fox Mulder e Dana Scully sono di proprietà della Ten Thirteen and Fox; sono così gentili da farmi entrare nelle loro teste, di quando in quando. No copyright infringement is intended.
Summary: "Cosa c'è, Mulder?" chiese lei gentilmente. "Hai fatto un sogno?"
Tradotto da Vix

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Mulder rimase sveglio per la maggior parte della notte.
Come di solito, era prostrato da attacchi d'insonnia, ed erano passati così tanti anni da quando aveva dormito accanto a qualcuno…
Nella luce fioca proveniente dal corridoio, giaceva sveglio e guardava Scully che dormiva. Studiò i suoi capelli rossi, sparsi sulla propria spalla. Ammirò la facilità con cui lei aveva avvolto il proprio corpo intorno al suo e si era arresa all'oscurità, ai propri sogni; sembrava non provare paura. Il suo appagamento la difendeva come una coperta. Lui si spostò appena un po' e sentì il braccio di lei stringersi intorno alla vita per un momento, come per assicurarsi che non se ne fosse andato, quindi si rilassò di nuovo.
In soggiorno, sul sofà - dopo che avevano fatto l'amore - lui aveva iniziato a sonnecchiare, rimanendo sospeso nella zona delirante tra sonno e veglia, e capì soltanto ora che non era impaurito. Aveva sistemato Scully contro il suo petto come un talismano, ed aveva chiuso gli occhi senza minimamente pensare a quali immagini potessero attaccarlo attraverso l'oscurità. Gli era accaduto, tutto aveva avuto inizio in questo letto, in primo luogo, poteva continuare a mantenere quella pace e dormire per tutta la notte.
C'era sempre timore -- sepolto in profondità e negato, ma comunque timore -- quando si stendeva per dormire.
Quando dormiva sul sofà in soggiorno, le luci esterne della strada tenevano il buio alla lunghezza di un braccio; qui c'era la luce nell'ingresso dell'appartamento, che lanciava ombre oblique entrando attraverso la porta aperta. Aveva detto a Scully di lasciare la luce accesa in modo da non inciampare al buio in caso si fosse alzata durante la notte; non le aveva detto che la lasciava accesa ogni notte, che non poteva dormire senza.
Doveva esserci luce. Non era mai impaurito dalle ombre che forzatamente portava, finché c'era luce. Qui c'era la luce del corridoio; in hotel, la luce del bagno, la porta lasciata socchiusa quel tanto da consentirgli di vedere i contorni della camera da letto. Non aveva mai comprato una luce notturna; sarebbe stato come ammettere che quel timore era ancora con lui. Invece aveva creato questo scomodo compromesso con la notte e così teneva a bada la maggior parte dei sogni.
Non c'era mistero in questo. Sapeva esattamente quando e dove il timore era stato nato. Era arrivato la notte in cui Samantha venne presa. Era iniziato nel primo istante in cui la luce si era spenta in casa, nel momento in cui udì il grido di lei. Da quella notte in poi aveva avuto bisogno della luce. La madre sembrava capire, ma questo irritava suo padre.
Hai dodici anni, per l'amor di Dio, non sei più un bambino, gli diceva; suo padre spegneva la luce, chiudeva la porta e si allontanava con il passo misurato che Fox aveva imparato a temere. Così lui rimaneva disteso al buio con gli occhi spalancati, aspettando di sentire quel silenzio che stava a significare che era l'unico ancora sveglio, solo allora avrebbe potuto dormire.
Sì: si rendeva conto dell'origine; conoscendo il cuore della bestia, era riuscito quasi ad addomesticarla, ma non ad ucciderla. E così stasera aveva abbastanza luce per vedere Scully, sistemata nella curva del suo braccio, luce per guardare il suo fianco sollevarsi e ricadere con il suo respiro dolce.
Che cosa avrebbe fatto, la sua Scully -- che cosa avrebbe fatto, la prima volta che si fosse svegliato gridando? La seconda -- la quinta… la centesima? Perché sarebbe successo, persino se lei fosse rimasta -- se fosse rimasta, l'avrebbe visto; era inevitabile. Presto o tardi l'avrebbe visto. Il suo cuore cedette e tremò solo al pensiero.
Scully allora si mosse, ed il suo braccio si strinse ancora intorno a lui. La mano si alzò verso il suo petto e lo batté delicatamente. Mormorò qualcosa così piano, che non capì, ma il calmante, cantilenante, tono lo confortò e tutto d'un tratto seppe…
Sarebbe successo, un giorno o l'altro, ma sarebbe andato tutto bene; lei sarebbe stata là e lo avrebbe abbracciato, avrebbe cacciato l'oscurità e lui sarebbe stato al sicuro. Il miracolo di questa intuizione si diffuse su di lui come la luce solare attraversa il cielo la mattina. Si girò su un fianco, verso lei; la avvolse tra le braccia, chiuse gli occhi e subito si addormentò.
E mentre dormiva, sognò. Sognò di essere a casa, nella prima casa che potesse ricordare, a Martha's Vineyard; nel prato dietro a casa ed era il crepuscolo. Un grande albero era a terra sradicato, con le radici verso la casa. Stava arrampicandosi tra i rami verso le radici, verso la casa e Scully era accanto a lui, tenendogli la mano. Poteva vedere le luci attraverso le finestre; poteva già sentire il calore del posto. Emersero dai rami e camminarono accanto al tronco e mentre arrivavano alle grandi radici nude, Mulder guardò in su verso il cielo; vedendo non piccole stelle puntiformi, ma masse piuttosto indefinite e velate di luce. Guardò intorno e vide stelle cadenti dappertutto, piccole, quasi come uno scintillio d'argento… che cadeva sopra e tutto intorno a lui ed a Scully. Si girarono verso la polvere brillante che stava per atterrare. Lui guardò Scully e lei gli sorrise…

"Mulder… "

Era nel suo letto ed alla finestra vide la prima luce dell'alba. Scully era avvolta intorno a lui, tutta morbida e calda e nuda, le dita erano avvolte nei suoi capelli, gli stava baciando il viso e bisbigliava il suo nome.

"Scully," esalò, e girò la testa per guardarla. La sua meraviglia doveva esserle scritta sulla faccia, perché la mano che lo stava accarezzando si fermò sulla guancia e gli occhi di lei si appannarono per la preoccupazione.

"Cosa c'è, Mulder?" chiese gentilmente. "Hai fatto un sogno?"

Lui aprì la bocca per parlare, ma poté annuire soltanto.

Scully gli guidò la testa al suo seno e gli accarezzò i capelli. "Va tutto bene, Mulder," lei mormorò. "Va tutto bene."

"Va tutto bene" fece eco lui dolcemente, credendole.