Title - Switched - Epilogo
Author - Donna
Email address - donnah@pop.uky.edu
URL - www.geocities.com/Area51/Quadrant/4571
Rating - PG-13
Category - MSR
Spoilers - None
Keywords - MSR, angst
Summary - Final scene of the Switched stories
Feedback - Please
Disclaimer - Mulder, Scully, the Lone Gunman and Skinner all belong to Chris Carter, 10-13 and Fox. No infringement intended.

 

Switched – Epilogo
Tradotto da Vix

Era stata là abbastanza a lungo. Skinner spinse la porta. "Scully? Dana?" Non ci fu risposta, così entrò. Ma che diavolo? Scully ora stava distesa sulla barella e qualcuno stava… Mulder?

Mulder gli gettò uno sguardo, poi rivolse ancora la sua attenzione a lei. "Andiamo, Scully, ritorna da me. Va tutto bene".

Lei si mosse ed aprì gli occhi. "Oh mio Dio". Era un bisbiglio, gli mise le braccia al collo. Le braccia di lui la avvolsero mentre il lenzuolo scivolava via ancora.

Mulder gettò uno sguardo a Skinner, sempre senza lasciarla. "Sa dove sono i miei vestiti?"

"La squadra di soccorso li ha tagliati via quando… quando stavano tentando…"

"Okay. Può trovarmi qualcosa per emergenza?"

Skinner annuì ed uscì. Rifiutò di pensare, adesso non sarebbe stato produttivo. Trovò dei camici in un cassetto e ritornò nella stanza.

"Scully, lasciami vestire. Non andrò via; sarò solo dietro l'angolo. Okay?"

Lei annuì, ancora non fidandosi della sua voce.

Dopo che si fu infilato nei pantaloni, Skinner si avvicinò al suo cenno. "Dobbiamo portarla fuori da qui. Ha subito un brutto colpo".

"Lei ha subito! Gesù, Mulder io ho identificato il suo corpo prima di andare a trovarla. Sapevo cosa questo le avrebbe fatto. Lei era morto".

"Io le credo. Non posso spiegarle tutto adesso, e non è il momento, in ogni modo".

Skinner annuì ed ingoiò le sue domande.

Quando Mulder si fu vestito, ritornò al suo fianco. "Andiamo, ti portiamo a casa". L'aiutò a scendere dalla barella e la accompagnò verso la porta.

"Mulder, dobbiamo dire qualcosa all'obitorio". Skinner comprese di aver bisbigliato.

"Dica loro che sono stati troppo precipitosi e che domani risolveremo tutto. Adesso ce ne andiamo".

In effetti non c'era nessuno in giro, così si diressero all'auto di Skinner. Skinner era un po' sorpreso che Scully non avesse protestato, ma l'avrebbe usato per portarla fuori da questo.
Mulder la fece sedere nel posto anteriore e salì direttamente nel posto dietro a lei. Le mise immediatamente la mano sulla spalla, doveva toccarla, assicurarsi che fosse viva. Lei gliela afferrò con la propria mano e rimase silenziosa per l’intero viaggio.

* * * * *

Quando Skinner parcheggiò di fronte all'appartamento di Scully si rivolse a Mulder. "Vuole che l'accompagni a casa?"

"No, starò qui, stanotte".

Skinner annuì ma non fece commenti. Non erano comunque necessari. Rimase là seduto e lo guardò scuotendo la testa, mentre lui la accompagnava dentro. Aveva bisogno di un chiarimento approfondito che probabilmente non avrebbe mai avuto, ma… Dopo che furono entrati, rimase seduto, guardando la porta. Quando se ne rese conto, sospirò e rimise in moto la macchina.
Mulder le prese la chiave dalla mano ed entrarono nell’appartamento. Lei ancora non aveva parlato.

"Scully, è molto tardi, dovresti spogliarti ed andare a letto".

Il suo sopracciglio si alzò a nuove altezze e gli occhi si strinsero.

"Okay, ritratto il suggerimento. Posso portarti un po' di tè?"

"Cosa è successo? Skinner non sarebbe venuto qui a meno che…"

"A meno che non fosse sicuro che fossi io". Mulder annuì. "Non posso spiegare…"

"Provaci".

Lui prese un profondo respiro. "Vieni qui, siedi con me". Occupò l'angolo del divano e la sedette nella V delle sue gambe, tirandola contro di sé.

"Cosa stai facendo?" si girò ad affrontarlo.

"Ti tengo. Per favore".

"Cosa accade, Mulder? Cosa accade?" La sua voce si ruppe, la sua presa si strinse.

"Dimmi cosa è successo qui".

"Mulder?"

"Solo parlami. Scully, per favore".

Lei non poteva vederlo, non nel modo in cui la teneva. Prese un profondo respiro tremante. "Sei cambiato. Non eri più tu".

"In cosa ero diverso?"

Da un altro uomo quella domanda sarebbe stata assurda, ma questo era Mulder. "Tu… tu eri più compromesso, più ferito".

Assorbì silenziosamente, poi disse: "Cosa facevo?"

"Tu bevevi, molto. E…"

"E cosa, Scully?"

"Rimorchiavi le donne".

"Oh, dio". Chiuse gli occhi e le piazzò un bacio sulla testa. "Non ero io, Scully. Lo sai, vero?"

"Cosa accadde?"

"Non so spiegarlo, ma non ero io".

"Tu non mi conoscevi. Non ricordavi che eravamo colleghi. Tu pensavi che Diana fosse la tua…"

Il suo abbraccio si strinse involontariamente attorno a lei .

"Mulder?" lei iniziò a girarsi per guardarlo, ma lo sentì scuotere la testa ed esitò.

"Diana è morta". Lo disse piattamente, senza emozioni.

"Lo avevi dimenticato". Lui non disse niente e dopo un momento lei parlò ancora, senza voltarsi a guardarlo: "Mulder?"

Lui rimase silenzioso per un altro lungo momento. "L'uomo del quale stai parlando era Fox Mulder, ma non ero io. Ha preso il controllo sulla mia vita e… ed io l'ho preso sulla sua".

Lei si girò: "Cosa?"

Lui sospirò: "Io non so cosa accadde e non so come accadde. Sono andato a lavorare in un giorno normale. Non avevo idea che tutto fosse diverso, Scully. Ma quando sono arrivato, tu non mi conoscevi. Bene, tu mi conoscevi, ma solo per la mia reputazione. La mia reputazione là".

"E qual era?"

"Io bevevo e… Scully non ero io. Tu… tu non eri felice delle mie attenzioni".

Lei sentì l'umorismo in quell'asserzione: "Cosa significa?"

"La prima volta, prima che io sapessi che qualcosa era sbagliato, io… io ti ho trattata come penso di avere sempre fatto".

"E come sarebbe?"

"Lo sai". Scosse le spalle.

"Cosa accadde?"

"Mi hai dato una ginocchiata nelle palle".

"Io cosa?" Si staccò da lui girandosi per guardarlo.

Lui stava sorridendo a quel ricordo che la confondeva. "Va tutto bene, ora. Almeno così ho saputo quasi immediatamente che qualcosa non andava. Mi sono trascinato zoppicando giù nel mio ufficio ed ho iniziato a verificare le cose. La tirò di nuovo indietro contro di sé. "Mi ci volle del tempo per ritrovare il coraggio per riavvicinarti. È stata una buona cosa che io ti conoscessi da questi anni, perché sapevo di dover trovare dei dati realmente significativi prima di tentare. Ho continuato a chiedermi come avresti investigato su quello che stava accadendo".

Lei strinse le sue mani che la tenevano.

"Mulder, Diana era là?"

La stretta di lui divenne dolorosa per un istante, poi si rilassò. "Sì".

"Mulder, io… io ti ho portato dai ragazzi. Loro ti hanno controllato, le impronte erano le tue, il DNA era il tuo".

"Lo so".

"Ma i ricordi… erano diversi su Diana".

"Tu… tu hai parlato… di lei ?"

"Noi eravamo disperati, dovevano scoprire cosa stava succedendo. Lei… è stata lei a danneggiarti. Almeno così è sembrato a me. Quando mi hai parlato di lei, era quasi come se pensassi di essere… vinto".

"Lo ero. Hai detto che sembravo danneggiato. È una buona descrizione. Lei… era parte della cospirazione. Almeno là lo era. Stava facendo quello che loro volevano che tu facessi quando ti assegnarono a me. Tu avevi troppa integrità, lei non ne aveva…

"Cosa accadde?"

Lo sentì scuotere la testa. "Come ha potuto… come ho potuto trattarti?"

Lui aspettò durante la sua esitazione. "Tu non avevi molta familiarità con me. E… e mi spaventasti, una volta".

L'abbracciò rapidamente. "Cosa ho fatto?"

"Ho pensato… accadde che stavi quasi per stuprarmi".

"Oh dio. Scully…"

"Fu allora che seppi che qualcosa non andava, che in qualche modo non eri tu".

"Grazie". Lo disse leggermente, quasi un bisbiglio.

"Io ti so migliore di quel Mulder". Sedettero poi in silenzio per un po' di tempo.

"Mulder?"

"Uhm?" Le baciò piano la cima della testa.

A volte, in queste settimane passate, quando… ho pensato che tu volessi avere fiducia in me, che volessi permettermi di aiutarti ma che non potessi. Ecco cosa intendo con danneggiato".

"Scully, è quasi l'alba. Perché non tenti di dormire un po'?"

"No, Mulder. Tu ora devi parlarmi. Cosa accadde a te?" Si allontanò da lui e lo guardò. "Cosa ha fatto Diana?

Lo guardò impallidire leggermente e tornò più vicina a lui. "Mulder, cosa?"

"Ti uccise".

Gli occhi di Scully si spalancarono e lui gli prese la mano. "Cosa?"

"Diana scoprì che ero andato da te, che tu stavi aiutandomi col lavoro. Tu eri la ragione per cui il lavoro era divenuto valido. E…"

"E cosa?"

Lui abbassò lo sguardo: "Scoprì che eravamo innamorati". Si aspettava che lei si sarebbe allontanata. Quando non lo fece, la guardò.

Lei deglutì: "Innamorati?" egli annuì silenziosamente. Lo guardò a lungo, poi decise di cambiare argomento. "Tu sei morto qui ed io sono morta là?"

"Siamo entrambi vivi, siamo qui, insieme. Diana è morta in entrambi i mondi".

"Tu… tu l'hai uccisa?"

"Avrei voluto, ma no. Dopo che ti ebbe sparato, lottammo per la sua pistola, che si era allontanata, e poi lei è crollata. Io ho chiamato un'ambulanza e loro ti hanno portata via. Quando sono arrivato hanno detto che tu… Tu non ce l'avevi fatta. Io non so cosa accadde poi, penso di averlo dimenticato. Quando rinvenni, tu eri accanto a me".

La sua mano le percorse la guancia.

"Quanto tempo, quanto tempo sono stato diverso?" finalmente chiese.

"Settimane. Lunghe e solitarie settimane. Perché? Quanto tempo pensi di essere stato… via?"

Lui annuì: "Sembra anche a me. Non sei venuta a letto con me molto in fretta". Provò con l’umorismo ma lei poteva sentire il suo dolore.

"Mi dispiace".

Precipitarono di nuovo nel silenzio.

Guardò in giù le sue mani: "Stavamo… stavamo bene, insieme?"

Lui batté le palpebre "Sì. Sì". Lei annuì ma non rispose.

"Lo so che sei stanca, Scully. Prova a riposarti un po’, per favore".

"Vuoi restare?"

"Sicuro. Mi stenderò qui e…"

"Io non… non ti sto chiedendo di fare sesso con me, ma potresti abbracciarmi. Voglio sapere che sei tu, che sei… tornato".

"Mi credi, Scully?"

"Sono le 4,30 di mattina, Mulder. Io non posso… non ho idea di cosa credo, ma tu sembri essere tornato". Un piccolo sorriso apparve sul suo viso: "È una buona storia, specialmente la parte su noi due insieme".

"Scully, io…"

"Vieni a letto Mulder. Parleremo quando saremo entrambi svegli. Per ora, sii solo Mulder, e stringimi per un po'".

Lui annuì e le permise di condurlo nella sua camera. Aveva ragione, potevano discutere più tardi di questo. Lei era viva, ed era l'unica cosa veramente importante, tenerla stretta non sarebbe stato per nulla faticoso.

Fine