Titolo: A Tale of Unknown Origin
Autore: Susan
E-mail: touchstone98@tx.rr.com
Classificazione: vignetta umoristica
Rating: PG per Pure Goofiness (pura stupidità)
Archivio: No archivio senza permesso.
Disclaimer: Sulla carta, questi personaggi non sono miei. Nella mia testa, lo sono.
Note dell'autrice: Questa è una storia di stupidità completa ed assoluta. Non so come mi venne l'idea o come digitai le parole. So solo che mi fece ridere quando lo scrissi, e spero che ti farai una risatina o due quando lo leggerai :) Altre Note veloci alla fine.
Sommario: Una storia di alieni, baci, e ricerca del punto perfetto.

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Una Storia di Origine Ignota

by Susan

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Tradotto da Vix

C'era una volta un uomo di nome Fox Mulder che viveva in un appartamento al quarto piano, con un grande acquario ed un divano di cuoio scuro.
Fox passava parecchio tempo sul divano, pensando agli alieni, se realmente esistevano oppure no, e quando non pensava a loro, pensava a Scully, se lei voleva baciarlo davvero.
Ora, in una notte quando il suo cervello era troppo stanco per pensare ad una di quelle cose, si udì un bussare alla sua porta.

"Avanti," gridò, troppo esausto per alzarsi dal divano dopo la lunga giornata passata alla caccia della verità.

"Ciao, Mulder," disse Scully, entrando nella stanza.

(lo chiamava Mulder invece di Fox perché… si faceva chiamare Mulder anche dai suoi genitori.)

"Cosa stai facendo qui?" chiese, affascinato da come gli si stava avvicinando con grazia sui tacchi da quattro pollici senza inciampare nemmeno una volta.

"Ho delle buone notizie per te," rispose, sedendosi accanto a lui.

Lui si alzò a sedere, prendendo nota dello spacco opportunamente posto al lato della sua gonna.

"Che genere di notizie?"

"Il genere migliore, Mulder, del tipo che cambierà tutto."

"Il sovrintendente finalmente riparerà il foro di pallottola nel mio muro?"

"No"

"Hanno scoperto una cura per i daltonici?

"No"

"Cosa, allora?"

Lei si girò verso di lui e gli prese dolcemente la mano, non come quando gli disse che non sapeva cosa avesse visto in Antartide e che non poteva ignorare la scienza e non poteva cambiare il suo modo di essere perché non sarebbe stato onesto, ma come durante tutto il volo di ritorno dall'Africa, quando gli aveva tenuto la mano per dirgli che aveva trovato la chiave ad ogni domanda che mai le era stata posta.

"Loro esistono, Mulder," disse semplicemente.

"Chi esiste? Di chi parli, Scully?"

"Gli alieni. Loro esistono davvero, ed io non potevo aspettare, dovevo venire qui e parlartene," rispose felice. "Vedi, guarda. Ho trovato anche la prova!" aggiunse, dandogli un file ordinato e organizzato.

Aprendolo, cominciò a leggere i documenti che conteneva.
Quello che stava dicendo era vero e il suo viso immediatamente si accese con lo stesso fanciullesco stupore provato in Antartide quando quella nave spaziale volò proprio sopra di lui.

"Ti rendi conto di cosa vuole dire questo, Scully?"

"Puoi finalmente smettere di cercare la verità ed iniziare a cercare qualcos'altro?"

"Ho già trovato il qualcos'altro che stavo cercando, ed è proprio qui alla mia destra," rispose, tirandola rudemente tra le sue braccia proprio come aveva fatto quando era Scully nel 1939.

Poi la baciò, non con la passione che aveva nel trovare la verità, ma con la passione che un uomo ha per una donna.
E lei baciò lui.

"Non è che ora mi darai un pugno?" chiese, coprendosi protettivamente la guancia e la mascella.

"Io farei piuttosto qualcos'altro," rispose, aprendogli la camicia con un rapido e sonoro strappo come aveva fatto quando lo trovò colpito al petto alla Cradock Marine Bank.

"Speravo che l'avresti detto," disse, guardandola con lussuria, facendo scivolare le dita nell'utile spacco della gonna.

Lui la baciò ancora, non sulla guancia e non sulla sua mano e certo non sulla sua fronte, ma in tutti i luoghi solitamente coperti da uno di quegli abiti neri che era solita portare.
Ed era tutto molto buono, non del tipo quando bevevano birra e guardavano "Caddyshack", ma quel genere di buono come la notte in cui aveva pressato i fianchi contro lei da dietro, mostrandole come colpire a baseball.
Tranne che questa volta entrambi i loro fianchi stavano muovendosi l'uno contro l'altro in un modo diverso e in un punto che finalmente li condusse al Punto Perfetto.
Due volte.
E così, da quella notte in poi, egli non trascorse più tutto il suo tempo nell'appartamento del quarto piano col grande acquario ed un divano di cuoio scuro, ponendosi domande sull'esistenza degli alieni e sulla possibilità di baciare Scully.
Andò invece all'appartamento di lei, dove passarono felicemente le loro serate esplorando ogni altro possibile Punto Perfetto.

~ Fine ~

In ordine, gli episodi citati in questa piccola storia sono:
Tooms, Anasazi, Wetwired, The Beginning, The Sixth Extinction, Fight the Future, Triangle, Monday, Je Souhaite, The Unnatural
Grazie per avere letto. Lo apprezzo. :)
possibilities
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Agosto 2006.