* * * * * * * * * *
Lui seppe che era Scully già prima di prenderlo e rispose emozionato, aspettandosi che lo salutasse con il solito: "Mulder, sono io".
"Mulder, dove sei stato? Ti ho cercato per tutto il giorno," disse invece, e lui non poté evitare di crollare sul sedile per la delusione, perché lei lo salutava SEMPRE in quel modo, al telefono.
Ma la sua delusione si trasformò rapidamente in incredulità mentre pensava a quello che gli aveva detto.
"Tutto il giorno, Scully? Hai cercato di contattarmi per tutto il giorno? Come mai questa è la prima volta che il mio telefono suona da quando ho lasciato l'ufficio oggi pomeriggio?"
"Okay, mi hai scoperta. Non ho davvero provato a telefonarti per tutto il giorno. Questa, a dire il vero, è la prima volta che ti chiamo".
"Lo sapevo. Allora, cosa c'è?"
"Nulla, davvero. Stavo solo pensando a te e volevo sapere cosa facevi stanotte, è tutto".
"È tutto?"
"È tutto".
"Sei sicura?" chiese, sapendo che gli stava nascondendo qualcosa come quando gli aveva tenuto nascosto il fatto di aver trovato il braccialetto di Liz Hawley al negozio a causa di quello che aveva detto Luther Boggs e non perché avesse visto attività sospette nell'area.
"Non è per quello che ti ho chiamato, Mulder" confessò.
"Allora perché?" chiese, non solo perché voleva sapere la risposta, ma anche perché aveva bisogno di sapere la verità.
"In effetti, ho imparato a fare un trucco nuovo, e speravo che tu potessi venire stasera in modo da potertelo mostrare".
"Un trucco nuovo? Non capisco" disse.
La sua mente correva tra le possibilità allo stesso modo di quanto stava tentando di dedurre il collegamento tra BJ Morrow ed Harry Cokely.
"Ricordi quando noi eravamo in Florida, ed io mangiai quel grillo che il Dottor Blockhead mi aveva dato?"
Certo che lo ricordava, come ricordava di essere caduto sul letto di chiodi del Dottor Blockhead e di quanto quello fosse più comodo del futon che aveva al college.
"Sì, ma tu non lo mangiasti davvero, no?"
"No, non tecnicamente, ma lo feci scomparire. Ora ho letto qualcosa ed ho fatto esercizio e penso di poter fare questo trucco nel quale io faccio sparire qualcosa di più grande... ma ho bisogno di averti qui per farlo".
"Non è Queequeg, vero?"
"Molto divertente".
"Potrebbe essere".
"Mulder, basta".
"Okay, Mi dispiace. Allora, cosa è, Scully?"
"Te l'ho detto. Se verrai qui stasera te lo mostrerò," rispose in quel tono di voce basso e seducente che qualche volta aveva usato quando erano fuori servizio, ma che con suo grande dispiacere, non aveva mai usato mentre erano su un caso.
"È questo il tuo modo non tanto velato per tentare di attirarmi nel tuo appartamento così da poter fare di me tutto quello che vuoi?" chiese, immaginandola non in quella t-shirt enorme e pantaloni che indossava durante il loro primo caso in Oregon, ma in qualcosa di trasparente e setoso che avrebbe aderito strettamente al suo corpo in tutti i posti giusti.
"Forse".
Piuttosto difficile, considerando che sono nel Massachusetts".
"Tu sei un agente dell'FBI, Mulder. Sono sicura che puoi trovare il modo di essere qui in meno di tre ore".
"Solo fammi finire di levare questo ultimo insetto dal parabrezza, e sarò in viaggio" disse, tentando di calcolare mentalmente a quale limite di velocità avrebbe dovuto guidare per arrivare prima di mezzanotte.
Mandando su di giri il motore, portò la macchina in velocità e si diresse all'uscita per l'autostrada, col cellulare ancora in mano. "Così Scully, vorresti darmi un suggerimento su questo misterioso trucco di sparizione per cui sto correndo a casa?"
"Coinvolge i vestiti," rispose, con voce ancor più bassa e seducente di prima.
"Tuoi o miei?" chiese con la stessa esuberanza di quando le aveva chiesto se credesse nell'esistenza degli extraterrestri, tranne che ora lui era in una macchina e lei nel suo appartamento e non poteva avvicinarsi a lei per odorare i suoi capelli o vedere meglio quei magnifici occhi blu come aveva fatto la prima volta che si erano incontrati.
"Nostri," bisbigliò.
"Sembra un trucco che mi piacerebbe vedere," disse, nell'aria improvvisamente molto più calda di pochi minuti prima.
"Lo pensavo che ti sarebbe potuto piacere".
"Mi piace, ma dopo che avrai fatto sparire tutti i nostri vestiti, cosa accadrà?" chiese, inserendosi nella corsia di sinistra dell'autostrada e pigiando duro sull'acceleratore come aveva fatto quando stavano tentando di scappare dalla squadra di recupero dei Berretti Blu a Portorico.
"Poi la vera magia comincia".
Il fiato gli si inciampò in gola, come quando si stava nascondendo in quella cripta con Fratello Comesichiama, ma diversamente da quella notte, non era totalmente in ansia per quello che gli stava accadendo, era totalmente eccitato.
"Ci sarò," disse con quella voce morbida ma anche roca che qualche volta usava.
Lei sapeva che lui ci sarebbe stato, perché era il suo collega e avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei, per quanto impossibile sembrasse ad ogni altro.
"Ti aspetterò," gli disse con la voce dolce ed amorevole che a volte usava.
~ fine ~