Titolo: Una terza Storia di Origine Ignota
Autrice: Susan
E-mail: touchstone98@tx.rr.com
Classificazione: vignetta umoristica
Rating: PG per Pura Stupidità (Pure Goofiness)
Spoilers: soprattutto The Unnatural con riferimenti a vari altri episodi (elenco alla fine)
Archivio: No archivio senza permesso.
Disclaimer: Sulla carta, questi personaggi non sono i miei. Nella mia testa, lo sono.
Note dell'autore: niente note, questa volta. Solo ammetto il fatto di essere totalmente e completamente presa dallo scrivere queste piccole sciocche situazioni improbabili per Mulder e Scully. <g>
Sommario: Una storia di baseball, un ragazzino grazioso con un cappello grazioso ed una tuta graziosa, e polline d'ape.

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Una terza Storia di Origine Ignota
by Susan
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Tradotta da Vix
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C'era una volta un agente dell'FBI di nome Fox Mulder che viveva in un appartamento al quarto piano con un grande acquario ed un divano di cuoio scuro.
Ora, una sera, dopo essersi alzato dal divano ed aver dato il mangime ai pesci in quell'acquario, decise di fare una cosa che non aveva mai fatto prima.
No, un attimo, questo non è vero.
Lui aveva fatto già parecchie altre volte questa particolare cosa, solo mai con Scully.
Da quell'agente dell'FBI eccessivamente ossessionato e vestito alla moda qual era, non aveva molto spesso l'opportunità di rilassarsi in quel tipo di vestiti che alla maggior parte delle persone piace portare durante il loro tempo libero, ma questa sera, dopo aver indossato il suo paio preferito di jeans, infilò la vecchia maglia di baseball di Gibson.
Erano anni che non la portava e nemmeno ricordava di averla nell'armadio: dovette spingere da parte almeno una dozzina delle sue t-shirt grigie per prenderla, ma una volta che l'ebbe indossata, sentì una fiducia in sé come non sentiva dal giorno in cui sedette nell'ufficio di Skinner e gli disse che avrebbe rischiato gli X-Files chiedendo al Procuratore Generale la concessione dell'immunità  per l'assassino in cambio di informazioni su Gibson Prise.
Poi, da quello stesso armadio, stanò la sua vecchia mazza ed un paio di palle da baseball, infilò le scarpe e lasciò a Scully un criptico messaggio circa un regalo di compleanno molto in ritardo o molto in anticipo che l'attendeva al parco.
Ma dopo averlo sentito, sarebbe venuta?
Sarebbe uscita per andare al parco così a tarda ora per incontrarlo? O lo avrebbe richiamato per dirgli che a meno che non avesse qualche cosa di scientifico a conferma delle sue affermazioni che ci fosse un implicato un vero regalo di compleanno non sarebbe venuta?
Lui non lo sapeva, ma sapeva che lei non aveva mai incontrato nessuno così appassionato e dedito ad una fede come era lui, e che rispettava ed ammirava la sua passione.
E quello doveva pur contare qualcosa, giusto?
Certo.
Così, ora era qui, percuotendo palle di pelle di cavallo con un bastone e pagando un ragazzino grazioso con un cappello grazioso ed una tuta graziosa dieci dollari l'ora per recuperare quelle che colpiva davvero.
Gli piaceva davvero, quasi quanto osservare tutte quelle luci volteggianti sulla base aerea di Ellens.

"Quindi, uh... Mulder, che succede?" chiese, aggirando la recinzione per avvicinarsi a lui.

Un'altra palla volò fuori della macchina lanciatrice, ed essendo lui il nuotatore, corridore, e giocatore di pallacanestro ben allenato che era, la colpì facilmente spedendola lontana nel cielo, ed era piacevole guardarlo mentre lo faceva.

"Sono impressionata", disse avvicinandosi. "È questo il mio regalo di compleanno?"

"No, è questo", rispose, lasciando cadere improvvisamente la mazza, afferrandola dietro al collo ed attirandola in un bacio come fece con la Scully del 1939, tranne che ora non era la Scully del 1939, era la Scully del 1998 con vestiti migliori ed una migliore acconciatura.

Ed un molto migliore controllo della lingua.

"Wow...", disse quando finalmente si divisero.

"Wow...", rispose lei.

"Proprio Wow", disse il ragazzino grazioso col cappello grazioso e la tuta graziosa che ora aveva un anche grazioso sorriso sul viso.

"Grazie, Poorboy. Ora puoi andare a casa", disse Mulder, che certo ora aveva altre cose in mente oltre al baseball o agli extraterrestri.

Lui diede al bambino grazioso qualche altro dollaro, poi guardò Scully e disse: "Ed ora possiamo andare a casa anche noi… se lo vuoi".

"Che significa che ora vuoi andare a casa?! E perché dobbiamo andare adesso? Ho appena sprecato dieci minuti del mio tempo per guidare fino a qui, solo per te. Ho fatto tutto per te, Mulder. Lo sai, non ho mangiato da pranzo, e si è trattato solo di un po' di yogurt con polline, e non era nemmeno vero polline d'ape, era polline "light". Ed ora tu vuoi che io corra al tuo appartamento per fare la cosa selvaggia con te senza nemmeno cenare né aver trovato il regalo di compleanno che mi hai promesso? Che diavolo pensi che stiamo facendo?"

"Io sto tentando di capire i misteri del cuore, Scully" rispose semplicemente.

"Tu stai tentando di entrarmi nelle mutande, Mulder", lo contraddise lei.

"Certo".

"Bene, proprio non dovevi chiamarmi qui fuori per fare quello".

"Io devo sempre chiamarti per farti venire ad incontrarmi nei posti, Scully. È quello che io faccio. Lamentarsi, gemere e lagnarsi per il dover venire ad incontrarmi è quello che fai tu, eppure vieni comunque".

Sorrise. "È vero, ma perché il baseball? E perché stasera?"

"Te l'ho detto: sto tentando di capire i misteri del cuore, e mi hanno detto che il baseball è la chiave per decifrarli".

Lei si alzò a passare i pollici sulle sue labbra come aveva fatto sulla sua porta quando l'aveva chiamata la sua pietra di paragone. "Io posso rivelarti i misteri del *mio* cuore, Mulder... ma tu prima devi fare qualcosa per me".

"Cosa?"

"Portami fuori a cena. Sto morendo di fame".

Lui sorrise, raccolse la mazza e la infilò insieme alle palle nella borsa che aveva portato. "Posso farlo, ma dopo dobbiamo dopo fare quello che voglio fare io".

"E cosa sarebbe?"

Prendendole la mano, cominciò a condurla verso la sua macchina. "Dopo che noi avremo esplorato i misteri del tuo cuore, c'è qualcos'altro che gradirei esplorare con te stasera".

Lei inclinò la testa, pensando per un momento. "Un X-file?"

Lui guardò oltre verso lei, scosse le sopracciglia, e ghignò: "I misteri del tuo corpo".

 

~ fine ~

 

Gli episodi usati nella creazione di questa storia sono stati: The Unnatural, The End, EBE, Deep Throat, Triangle, Dreamland, and Amor Fati.
Grazie per aver letto.
Possibilities
http://possibilities.bravehost.com /
Gennaio 2007